lunedì, Maggio 20, 2024
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CARMINA PARMA / NELLA CITTA’ NATALE DI CATULLO UN PARMA DA ODI ET AMO

(Luca Savarese) – Nella terra del poeta  veronensis Catullo (che grazie ai suoi Carmina, dà il titolo a questa rubrica, che ne prende indebitamente in prestito la nomenclatura) il Parma recita il suo verso, coraggioso, ma alla fine sconfitto, intraprendente, ma senza punti da mettere in saccoccia. La vittoria contro la Fiorentina del giorno dell’Epifania, si vede che ha irrobustito la psicologia di tutto l’ambiente e ridato verve a chi fino a poco tempo fa, pareva smarrito. Somiglia molto, per me, questa sconfitta, maturata però dopo aver profuso grande impegno, a quella ottenuta imagenella Torino granata in un turno infrasettimanale di fine ottobre. Anche lì vinse il Toro, come il Verona ieri, ma anche lì i crociati non meritarono l’amara sentenza del campo. Una cosa è certa, gli smidollati portabandiera di un mesetto fa, ieri al Bentegodi, ne avrebbero presi tre, si ma tre nel primo tempo e tre nel secondo. Se Donadoni è ancora sulla panchina è anche perché forse un pochino della sua cocciutaggine, anche solo per osmosi, la trasmette ai suoi atleti. A Verona ho visto un Parma col coltello tra i denti, che non se l’è fatta, pusillanime, anzitempo nelle braghe, ma ha lottato, sudato, provato in qualche modo a dire “Presente, ci sono anche io e me la voglio giocare”. Nella fase intermedia della prima frazione, i ducali hanno tenuto botta sulle ripetute ripartenze scaligere, due delle quali, prima con Toni e poi con Saviola, potevano chiudere anzitempo l’agone, ma invece hanno fatto rifare una bella figura a Mirante, galvanizzato dalla buona prestazione davanti alla Fiorentina ed a Mario Gomez dell’ultimo turno. Nelle parate sul campione del mondo e sul fantasista argentino c’è tutto il Mirante che abbiamo imparato ad apprezzare, sicuro e sul pezzo, difficile da superare. Ecco una delle cose da amare dopo i novanta minuti del Bentegodi. Nel Mirante della seconda parte della gara, insicuro sul da farsi nel duello con il lanciato figlio d’arte Valoti, c’è invece tutto il Mirante di questa stagione da tregenda, perplesso e come sbigottito, ecco una delle cose che ho più odiato della prestazione in terra veronese del Parma. Ciò che ho odiato di più? L’impressionante sterilità offensiva. Cassano ha troppo gigioneggiato, Palladino non può mica pensare che con un quasi gol in tanti minuti fatti, la sua prestazione sia da considerarsi salva: mi è piaciuto più Pozzi (un altro tassello che, anche per le prossime gare, spero di amare) della punta campana. Poi ho amato la punizione di Ciccio Lodi, arrivata l’undicesimo giorno del nuovo anno: uno che ha i numeri e che deve credere molto di più di averli e di poter, con essi, fare la differenza. Un fastidioso interrogativo mi perseguita da diversi anni, perché il Parma deve essere una sorta di cavia-lancio di vari giocatori, ieri è riuscita nella stimata opera con Sala e Valoti. L’ambivalenza da nevrosi catulliana tra l’odi et amo di giornata continua, inesorabile, non appena si passa in rassegna Luca Toni: sembra che fare gol al Parma gli piaccia di brutto, visto che è la sua vittima preferita, ancora ho in mente una rete che fece alla truppa crociata al Tardini, quando vestiva la maglia del Vicenza. Qui l’odi supera di gran lunga l’amo. Sta finendo l’andata, se non proprio amo, almeno mi fa vedere un pochino di luce il fatto che c’è chi sta peggio, come il Cesena che ha racimolato solo una vittoria, quella ai danni del Parma e che però, per via della penalizzazione degli emiliani, è lì in coda a quota 9 anche lui. Chiudo con le cose che amo, che in fondo, anche nella vita, sono maggiori di quelle che odio: amo il trittico di partite casalinghe che attende la masnada: Cagliari in Coppa Italia, Samp e Cesena in campionato: un monito, un segnale di aiuto: Tardini diventa architetto e costruisci un piccolo atollo della speranza, un ponte tra l’animus pugnandi di Verona e la preziosa materialità dei punti. Palla che passa infine a Catullo ed al suo carme 85. “Odio ed amo, per quale motivo io lo faccia, forse ti chiederai. Non lo so, ma sento che accade, e mi tormento”. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".