DONADONI E IL MERCATO: «ORA POSSIAMO E DOBBIAMO FARE QUALCOSA. NON È DETTO CHE CONTRO LA SAMP SAREMO SEMPRE I SOLITI»

(Lorenzo Fava) – È un Roberto Donadoni chiaramente soddisfatto, per il passaggio del turno del suo Parma in Coppa Italia, quello che si è presentato in sala stampa al termine di Parma-Cagliari 2-1. Il tecnico ha potuto gioire anche per la prestazione di Andrea Rispoli, match winner con il suo gol all’83’, e soprattutto per il ritrovato Mariga, che ha disputato tutti i 90′ dopo una lunga assenza dai campi. Unica nota stonata l’infortunio, dopo pochi minuti, di Andi Lila, l’unico acquisto arrivato finora dal mercato. A proposito di trattative, Donadoni ha ammesso che, archiviata la partita contro il Cagliari, lui ma soprattutto la società si dedicheranno, con la testa e con il cuore, al mercato, alla ricerca di rinforzi che non è escluso possano esser già disponibili per questa domenica…

La trascrizione della Conferenza Stampa di Roberto Donadoni:

«Siamo stati bravi e lucidi e – come dire – anche cinici nel colpire; purtroppo questo fa parte un po’ dell’imponderabile. Peccato perché dopo soffri continuamente, abbiamo subito il gol in una circostanza dove ci siamo fatti sorprendere e mi sembra, tra l’altro, anche un po’ ingenua, su una infilata su una palla fatta passare che ha messo l’avversario davanti alla porta: e ci hanno punito. Poi noi abbiamo avuto altre occasioni e, fortunatamente, poi Andrea Rispoli è riuscito questo gol che va anche a premio di una prestazione personale importante».

E soprattutto senza subirlo…

«Beh, è chiaro che andare ai supplementari sarebbe stato un ulteriore dispendio di energie e così è stato indubbiamente meglio. Uscire con un risultato di parità dopo una partita con occasioni così sarebbe stato delittuoso».

Possiamo parlare di equilibrato turn over, nel senso che c’era la spina dorsale della squadra (Mirante, Paletta, Cassano), che rispecchia, se vogliamo, quella titolare. E la scelta di Mirante mi domandavo se fosse frutto della lezione dello scorso anno quando a Roma aveva giocato l’altro portiere (Bajza, nda)…

«No, assolutamente: è una scelta e basta, non legata a ricordi o situazioni differenti da questa. Ho cercato di fare che il campo mi fa vedere, notare. C’era qualcuno che avevo pensato di far riposare e qualcuno che volevo vedere nell’arco dei 90 minuti. Direi che sono stato soddisfatto di tutto quello che ho visto».

Da una parte Donadoni, Bucci, Melli, dall’altra Zola, Casiraghi: c’era più qualità fuori che forse non in campo…

«Forse è una brutta definizione: sicuramente tanti ex (ride, nda)…».

Sul piano individuale che nomi fare in positivo, se li vuole fare?

«Direi in positivo per tutti, soprattutto Mariga che era da un paio d’anni che non faceva 90 minuti di gara e che, quindi, è uscito abbastanza distrutto; però ha giocato sempre e mi è piaciuto, mi è piaciuto il suo modo di interpretare la gara. Così come per gli altri. Peccato per Lila che, dopo pochi minuti, lo abbiamo perso; speriamo che non sia una cosa che lo tenga lontano troppo dal campo da gioco. Mi sarebbe piaciuto vederlo nei 90 minuti, perché, veramente, non vedeva l’ora di far vedere quelle che sono le sua qualità. E oltretutto è anche uno che trascina dal punto di vista dell’impegno e della generosità e questo è un punto importante per noi».

A causa di questo ennesimo infortunio, c’è il rischio di andare in campo per la terza partita, durante il periodo di mercato, senza rinforzi, domenica contro la Sampdoria…

«Mah, direi di no».

C’è la possibilità che in due giorni…

«Vedremo… Quelli che erano i discorsi che facevamo precedentemente erano legati a cercare di sistemare le cose in società. Dopo questa partita vedremo di parlare seriamente anche di mercato, che penso che sarà quello che potremo e dovremo fare da domani».

Cassano mi è sembrato dispiaciuto della sostituzione. Era previsto di non farlo giocare tutti i 90′?

«Io no…  Ho cercato di gestire le energie. Fossimo stati sul 2-0 per noi, sarebbe uscito prima; sull’1-1 pensava di poter essere e voleva essere protagonista; per questo che ha tardato un po’ di più a uscire».

Che importanza ha la vittoria in Coppa Italia per il Parma?

«L’importanza è come tutte le altre partite, darà valore a una stagione che finora è stata deficitaria, e quindi una squadra che è ultima in classifica in campionato e dimostra di avere questo desiderio, questa volontà di non mollare mai credo sia positivo per il prosieguo della stagione».

La sua squadra a questo punto avrebbe potuto avere almeno quattro punti in più in classifica?

«Direi che avremmo potuto avere sei punti in più, tranquillamente. Se non li abbiamo vuol dire che qualcosa mancava».

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 pensieri riguardo “DONADONI E IL MERCATO: «ORA POSSIAMO E DOBBIAMO FARE QUALCOSA. NON È DETTO CHE CONTRO LA SAMP SAREMO SEMPRE I SOLITI»

  • 15 Gennaio 2015 in 09:29
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    Ma Cassani perchè non l’ha fatto giocare? Uno come lui che ha bisogno di mettere nelle gambe i 90 minuti lasciarlo fuori tutta la partita mi è sembrata l’ennesima scelta illogica di Donadoni, che oltretutto ha fatto scendere Cassano sull’1-1, in un momento delicatissimo, quando poi era decisamente in palla. In più ha fatto salire Pozzi, prima punta, togliendogli proprio Cassano che è un servitore unico di prime punte….io questo qui (Donadoni) non lo sopporto più…spero che almeno Taci lo siluri il prima possibile!

  • 15 Gennaio 2015 in 10:45
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    ma stai parlando di campo da calcio o di tram? 🙂

  • 15 Gennaio 2015 in 11:39
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    Non l’ho capita,,,,,???

    • 15 Gennaio 2015 in 12:09
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      ha fatto scendere, ha fatto salire

  • 15 Gennaio 2015 in 12:31
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    di marzio dice:
    Un rinforzo… colchonero. Il Parma guarda e pesca in Spagna: Madrid, Atletico. Accordo col club rojiblanco per Christian ‘el Cebolla’ Rodriguez, centrocampista uruguaiano classe ’85. Ieri la richiesta ufficiale, accordo fra le due società trovato. Adesso la parola passa al giocatore, che si è preso tempo per pensarci: intesa che appare difficile, perché il ragazzo non sembra convintissimo di accettare. La formula? Sarebbe un prestito gratuito di sei mesi, un’operazione per garantire a Donadoni un rinforzo importante in chiave salvezza. Il Parma lavora e adesso attende, spetta a Rodriguez decidere il suo futuro.

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