lunedì, Maggio 20, 2024
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I METEORismi di Lorenzo Fava / MATTEO RUBIN, VAGABONDO DEL CALCIO DEL NORD ITALIA, CHE NON HA MAI SORPASSATO GOBBI SU QUELLA CORSIA DI SINISTRA…

(Lorenzo Fava) – Dall’addio al calcio di Benarrivo in poi, il Parma si è sempre ritrovato a fronteggiare il problema del terzino sinistro: una questione atavica che si è trascinata fino ai giorni odierni. Negli anni i migliori interpreti che si sono succeduti in quel ruolo sono stati dapprima Paolo Castellini, che disputò probabilmente la sua miglior stagione nel 2006-2007, e in un secondo momento il giovane Luca Antonelli, che nel frattempo era riuscito a “soffiare” il posto al più anziano compagno, salvo poi esser ceduto al Genoa nel 2011 dopo 58 presenze in crociato (e altrettanti problemi fisici). Con la partenza di Antonelli si aprì «l’era Gobbi»: l’ex Treviso, Cagliari, e Fiorentina, da quando è approdato nel Ducato nel 2010, ha sempre sbaragliato la concorrenza dei numerosi colleghi che gli erano stati affiancati su quella corsia di sinistra. Tra questi figura anche il nome di Matteo Rubin, esterno mancino classe ’87 cresciuto con la maglia del Cittadella, che lo fece debuttare in C1 nel 2005. Il tornante di Bassano del Grappa rimase alla corte di Claudio “Foscarson” Foscarini per due stagioni (in cui collezionò Matteo Rubin24 presenze), prima di essere acquistato dal Torino di Urbano Cairo nel luglio 2007; il tecnico Walter Alfredo Novellino ha grande fiducia in Matteo e lo fa debuttare in Serie A già il 25 agosto, a soli 20 anni, al 62′ di un Lazio-Torino terminato 2-2. Rubin entra sotto l’occhio attento dei riflettori nazionali e viene presentato come uno dei migliori giovani del momento; intanto l’esterno veneto disputa anche il suo primo Derby della Mole che, come spesso viene, se lo aggiudica la Juventus (0-1. Era il 30 settembre 2007).

Dopo una buona partenza però nel mese di ottobre 2007 Rubin subisce un brutto infortunio al ginocchio sinistro che lo costringerà a sottoporsi all’intervento chirurgico ai legamenti. Un’operazione che lo terrà lontano dai campi quasi per tutta la stagione. Rientra in campo per i minuti finali di Genoa-Torino (3-0) ad aprile,ma si capisce che la sua carriera ripartirà dalla stagione seguente. In estate i granata lo riscattano totalmente dal Cittadella, assicurandosi uno dei migliori laterali mancini in circolazione. Tuttavia, la stagione 2008-2009 – iniziata sotto la guida di De Biasi, proseguita di nuovo con Novelino e terminata con il “traghettatore” Camolese – terminerà con il 18° posto e la conseguente retrocessione in Serie B del Toro: per Rubin si ipotizza un immediato trasferimento ad un club della massima Serie, ma l’ex Cittadella segue il Torino anche in cadetteria, prolungando imageaddirittura il contratto fino al 2013. Dopo 67 presenze (e una rete (clicca qui per il video), messa a segno contro il Gallipoli nella stagione 2009-2010, culminata con il 5° posto e la finale play off persa contro il Brescia), si chiude la sua parentesi in granata e nell’estate 2010 il suo club è costretto a sacrificarlo e così si trasferisce in prestito secco al Bologna (con l’attaccante Marco Bernacci pronto a rinforzare la scuderia dei torinesi), tornando a giocare in Serie A; la stagione 2010-2011 termina con il 16° posto dei felsinei e per il nostro protagonista con un buon bottino di 29 presenze in campionato, che gli valgono le attenzioni del Parma, che nell’estate successiva ottiene dal Presidente del Torino Cairo (ancora proprietario del cartellino) l’ok per avere in prestito il laterale mancino, ormai 24enne. L’esordio in crociato per Rubin avviene in occasione della 2° giornata di campionato, l’11 settembre 2011, quando allo Juventus Stadium la truppa di coach Colomba viene asfaltata per 4-1 dall’imbattibile corazzata di casa guidata da Antonio Conte.

Sarà una delle poche chance concesse al ragazzo che troverà l’occasione di calpestare il terreno di gioco appena 4 volte. L’esperienza a Parma è davvero negativa e Matteo, fino a pochi anni prima giovane promessa in rampa di lancio, non riesce a insidiare il posto al compagno Massimo Gobbi, titolare inamovibile per Colomba. A gennaio la sua partenza è praticamente scontata: così Rubin, con l’apertura del mercato, torna subito al Bologna, di nuovo in prestito. Anche stavolta non gioca quanto s’aspetterebbe (appena 9 gettoni collezionati), ma il giocatore di Bassano del Grappa può gioire al termine della stessa per il primo (e unico) gol in serie A, avvenuto il 6 maggio 2012 in Bologna-Napoli, terminato 2-0 per i felsinei.

Il 13 luglio 2012 si concretizza con il Siena lo scambio che porta il centrocampista Alessandro Gazzi a Torino alla corte di Ventura e il nostro Rubin a vestire bianconero, i toscani – partiti con una penalizzazione – termineranno il campionato al 19° posto e scenderanno in B al termine della stessa; per il nostro “meteorismo” è la seconda retrocessione in carriera. Dopo le 29 presenze in bianconero, Rubin rimane aggrappato alla Serie A nell’estate 2013, trovando un ingaggio (sempre in prestito) nel neopromosso Hellas Verona, dove la concorrenza non sembra troppo agguerrita: nella fila degli scaligeri l’unico terzino sinistro in rosa è l’esperto Massimo Agostini e il rilancio per Rubin sembra essere alla portata. Il tecnico Mandorlini invece non gli lascia nemmeno un minuto in campo e, dopo nemmeno una presenza, a gennaio 2014 il terzino mancino passa all’altra sponda, cambiando squadra ma non città: infatti Rubin va a rinforzare gli storici rivali del Chievo, sulla cui corsia di sinistra sarà impiegato appena 9 volte (in alternativa al titolare Dramé) nel girone di ritorno. La breve e duplice parentesi veronese si conclude con un trasferimento in corso ed una salvezza (da non protagonista): il Chievo in estate non lo riscatta e Matteo si ritrova svincolato a causa del fallimento del Siena, avvenuto nel frattempo. Per il 27enne di Bassano del Grappa si prospetta una stagione da spettatore, ma, all’improvviso, arriva la chiamata di chi lo aveva lanciato nel grande calcio: Walter Alfredo Novellino. Il tecnico irpino lo vuole con sé a Modena per provare a tornare in Serie A passando dai play off, Matteo non ci pensa e accetta subito. La sue scorribande in questa stagione sono ripartite solo grazie a chi lo aveva scoperto. Lorenzo Fava

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

13 pensieri riguardo “I METEORismi di Lorenzo Fava / MATTEO RUBIN, VAGABONDO DEL CALCIO DEL NORD ITALIA, CHE NON HA MAI SORPASSATO GOBBI SU QUELLA CORSIA DI SINISTRA…

  • Bellissimo racconto !…Il titolo la dice tutta e lunga..Diciamo che se non esistesse questa simpaticissima rubrica molte di queste meteore le avevo piacevolmente dimenticate e rimosse.
    Rubin è uno di questi, nonostante riuscì a collezzionare un minutaggio ridotto, furono diversi i danni che ricordo.
    Le diagonali non erano il suo forte, conosciuto come fluidificante di spinta il buon Matteo lasciò a desiderare anche sul suo forte…Meteora da top in assoluto…Un giorno sarebbe bello fare una classifica anche se la lista è lunga…2/3 di quelli che abbiamo ora sono tutti perfettamente appetibili per questo spazio.
    Un saluto da Tivoli …Bravo Lorenzo 🙂

    • Lorenzo Fava

      Grazie di cuore, Fabrizio.
      Il senso di questa rubrica è proprio quello di “riesumare” alcuni scheletri nell’armadio del Parma e di riportare alla memoria dei tifosi le gesta (non memorabili) di questi calciatori. Troppo facile fare le “agiografie” dei top players, proviamo con i flop…
      😀
      L’idea della classifica non è assolutamente malvagia. La scorsa estate avevo raggruppato tutti i numeri de “I METEORismi” in una formazione tipo (“tipo, si fa per dire… Guai a schierare) guidata da Daniel Alberto Passarella.
      Per l’edizione estiva 2015 è facile che prenda più volte spunto dal campionato in corso.
      Grazie di nuovo, un abbraccio!

      Lorenzo

  • i calciatori allenatori dirigenti presidenti passano la fede no !!!

    martedi facciamoli viola !!!! visto ke hanno ripreso uno ke dire

    professionista è un offesa x ki lavora nelle stalle !!!!!!

    FORZA PARMA FORZA CROCIATI alè alè alè ke più di

    una volta ci siamo salvati !!!!!

    pàrma e po pù

  • Ermete Bottazzi

    Scusate, ma Junior a voi faceva così schifo? Tra l’altro un suo gol ci fece vincere l’ultimo trofeo di sempre, altro che Castellini…

    • Lorenzo Fava

      Ciao, Ermete.
      Proprio perché non mi faceva schifo credo che il buon Junior non si meriti l’ingloriosa nomination all’interno de “I METEORismi”. Stiamo parlando di un giocatore che – come hai ricordato – con un gol ci ha regalato una Coppa e soprattutto di un campione del mondo (nel 2002 col Brasile)! Tanto di cappello.
      Ti spiego perché non l’ho menzionato. Il mio incipit parlava del problema storico del Parma FC riguardante il terzino sinistro dal “dopo Benarrivo” in poi, quindi a partire dal 2004. E Junior in quell’anno non c’era già più (infatti è andato al Siena nel 2003-2004, salvo poi tornare in Brasile, al San Paolo, la stagione seguente).

      Spero di averti motivato in modo chiaro ed esaustivo il motivo della mancata citazione.
      Comunque sono ufficialmente aperte le richieste per l’edizione 2015 de “I METEORismi”: per qualsiasi curiosità postare qui il nome del desiderato calciatore! Sono a vostra disposizione.
      Grazie, un saluto.

      Lorenzo Fava

  • Veramente scarso! Del resto per non essere riuscito a panchinare Gobbi…

  • Complimenti anche stavolta, la rubrica mi è sempre piaciuta anche per merito del tuo contributo.
    Kader? Lassisi? Amaral?

  • Oyola, Fontanello, Gresko, Coly… come direbbe Alberto Sordi “troppi ce ne sò” …RIguardo Passarella, diciamo che anche tornando in patria come presidente onorario del River conobbe immediatamente la prima e storica retrocessione; non proprio un talismano…Un altro allenatore che ci segnò fu Cuper ma anche il più recente Marino meriterebbe di essere inserito in lista.

    • Con Marino, Fava cadrebbe in conflitto di interessi: quale presidente del Boni Fan Club come potrebbe tratteggiare l’amato Marino come meteorismo… Secondo loro (i boniani, e il Saltimbanco per primo), Bazguale aveva fatto benissimo qui…

      • Lorenzo Fava

        Come potrei, Megadirettoregalattico, tratteggiare il dipinto del mai dimenticato Marino (che, tra le altre cose, sta facendo cose egregie in quel di Vicenza)? Altro che conflitto d’interessi, rischierei la scomunica dall’Altissimo (Boni)…

        Per Fabrizio: se vuoi “ripassarti” vita, morte e miracoli di Oyola e Fontanello – due tra i maggiori esponenti di questa rubrica – qualcosa in passato era già stato scritto. Non fai altro che digitare il loro nome nel motore di ricerca 🙂

  • Lorenzo Fava

    Comunque, gli allenatori da citare nelle prossime edizioni non mancano di certo: Di Carlo, Cuper, Manzo, Cagni sono solo gli ultimi nomi di una lunga lista che potrebbe essere fatta…

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