UN ANTIPASTO DI DONDI CHE’ UN PO’ UN AMARCORD: QUELLA VOLTA, VENT’ANNI FA, CHE IL PARMA ANDO’ A RIPRENDERSELA GRAZIE AL CAGLIARI NEGLI OTTAVI DI COPPA ITALIA…

image(Alessandro Dondi) – “Come sono cambiati i tempi”, ebbene sì, mentre mi accingevo a comporre questo  Antipasto  nell’inedita versione di Coppa Italia, questa esclamazione è uscita spontanea dalla mia bocca: siamo nell’ottobre del 1994, si disputa Parma-Cagliari, gara valevole per l’andata degli ottavi di finale della Coppa Italia 1994/95 e in un mercoledì sera d’autunno al Tardini sono presenti ben 8.218 spettatori paganti, cifre che oggi giorno si fatica a raggiungere anche nelle gare di campionato. Erano altri tempi, sotto tutti i punti di vista, erano gli anni della grandeur targata Parmalat, era il Parma di Scala, la formazione che Dino Baggio trascinò alla vittoria della Coppa Uefa nella doppia finale contro la Juventus. I gialloblù arrivano a quell’ottavo di finale dopo avere eliminato il Perugia, 4-0 in casa e sconfitta per 1-0 al Curi, e contro i rossoblù allenati da Tabarez  lo stesso tecnico che due anni dopo, chiamato alla guida del Milan, sarà schernito dal presidente Berlusconi con una delle sue graffianti frecciate: “Tabarez chi è, un cantante di Sanremo?”. Il tanto vituperato cantante di Sanremo resisterà, è vero, solo pochi mesi in sella al Diavolo il 1° dicembre 1996 verrà esonerato per fare spazio ad Arrigo Sacchi – ma parecchi anni dopo, classificandosi quarto al Mondiale 2010 e vincendo la Coppa America nel 2011 alla guida della nazionale uruguaiana, dimostrerà di meritare ben altri palcoscenici rispetto a quello dell’Ariston. Ma torniamo a noi, a quella sera di metà ottobre del 1994, quando il Parma scende in campo così:

Galli, Mussi, Castellini, Minotti, Sensini (dal 59’ Pellegrini), Couto, Branca, Baggio (dal 46’ Susic) Crippa, Pin, Asprilla All. Nevio Scala

Un Parma che non si presenta certo con la formazione dei cosiddetti “titolarissimi”, mancano infatti Bucci, Apolloni, Di Chiara, Benarrivo, Brolin, Crippa e Zola, ma riesce comunque ad avere la meglio degli isolani passando in vantaggio già al 10’ con Dino Baggio, per poi archiviare la pratica già al 42’ con Couto. Entrambi avevano già castigato il Cagliari nella gara di campionato. Il ritorno al Sant’Elia, con Magic Box in campo dal 1’, è poco più che una formalità: il Parma controlla le avanzate dei sardi, che passano in vantaggio a tempo scaduto con Dely Valdes ma vengono immediatamente ripresi da Sensini, abile a raccogliere una punizione di Minotti non trattenuta da Fiori. Cagliari dunque eliminato, gialloblù che passano al turno successivo dove si troveranno di fronte la Fiorentina di Claudio Ranieri e Batistuta, pratica che sarà risolta da Zola e Branca, in goal in entrambi i match. Il cammino di quella Coppa Italia proseguirà poi contro il Foggia del parmigiano Enrico Catuzzi (e dell’ex segretario generale Canuti) 1-1 allo Zaccheria e 3-1 al Tardini – per terminare poi con la doppia sconfitta in finale contro la Juventus. Agli uomini di Scala non riesce dunque l’impresa di bissare il successo del 1992, una delusione che consente comunque al Parma di andarsela a riprendere: la Juventus si laurea Campione d’Italia e come tale opta per il posto in Coppa Campioni, lasciando ai gialloblù l’onore di riprendersi la Coppa delle Coppe, vinta nel 1993 e persa contro l’Arsenal nel 1994. Sperare non costa nulla, in fondo anche la Coppa Italia di quest’anno sembra rimasta l’unica strada per andarsela a riprendereAlessandro Dondi

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

31 pensieri riguardo “UN ANTIPASTO DI DONDI CHE’ UN PO’ UN AMARCORD: QUELLA VOLTA, VENT’ANNI FA, CHE IL PARMA ANDO’ A RIPRENDERSELA GRAZIE AL CAGLIARI NEGLI OTTAVI DI COPPA ITALIA…

  • 13 Gennaio 2015 in 21:25
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    Molto migliore questa foto di Dondi

      • 13 Gennaio 2015 in 21:52
        Permalink

        Ero distratto, Majo. Lei lo sa che mai incorrerei in un simile errore

  • 13 Gennaio 2015 in 21:28
    Permalink

    dimmi te chi di quelli che ci sono oggi sarebbero degni di andare solo in …tribuna, di quel parma, ma manco panzanella panzano

    domani vediremo se le riserve del parma son meglio delle riserve del cagliari,io un idea ce la avrei

  • 13 Gennaio 2015 in 21:31
    Permalink

    Eccolo, finalmente vedo pure io il nuovo scatto col tovagliolo…sembro persino più magro o meglio, diversamente obeso…no anzi, meglio dire che la mia mole appare un pizzico meno importante, coperta dal velo…ops dal tovagliolo che stavolta appare pulito e non bsonto, sempre che non sia una photoshoppata di Al Majo, occhio con Photoshop Direttore! Che poi la pia anche qui mi squarcia l’alone, anzi, il tovagliolo.

    Grassi saluti a tutti i lettori, che sopportano la mia imitatio…a proposito, cos’è una brutta malattia? Che noi importanti abbiamo i neuroni incriclati di grasso e queste cose non le capiamo.
    Ora vado a mangiarmi il fagiano…

  • 13 Gennaio 2015 in 21:33
    Permalink

    Scusate ma la foto è ironica o Dondi al ristorante davvero si apparecchia il davanti con un lenzuolo?

    • 13 Gennaio 2015 in 21:39
      Permalink

      E’ giusto proteggere la camicia da padelle, specie se poi ci si presenta in pubblico

      • 13 Gennaio 2015 in 21:43
        Permalink

        Capisco l’esigenza di non sporcarsi ma così al massimo si può mangiare a casa (non a casa mia di certo però), al ristorante caro Majo è un attimino maleducato mettersi il tovagliolo al collo dentro la camicia. Come lei ben sa il tovagliolo si tiene sulla gamba e si porta alla bocca alla bisogna.

        • 13 Gennaio 2015 in 21:48
          Permalink

          Ma un altro dilemma che spesso ci affligge è il modo di comportarci con il tovagliolo, durante il pasto. Esso andrà dispiegato, anche se non completamente, e disposto sulle nostre ginocchia. Attenzione però a non compiere questa operazione prima della padrona di casa. E a fine pasto? Appoggiatelo alla sinistra del piatto, con garbo.

          • 13 Gennaio 2015 in 21:57
            Permalink

            Mi perdoni Alessandro ma non la capisco. Io non penso che lei sia un maleducato in generale, ma mettere a quel modo il bavaglio al ristorante è una cosa parecchio maleducata e volgare. Dopo i 5 anni si impara a non sporcarsi e si mette il tovagliolo sulla gamba, per rispetto delle altre persone e di se stessi. Cribbio.

            Ps. Ma è salame di Milano nel piatto?

          • 13 Gennaio 2015 in 22:01
            Permalink

            No, è soppressa veneta con polenta.

            Ristorante “La Greppia” di Verona, domenica scorsa…

            Dove in effetti c’è stato un fuggi fuggi generale degli altri commensali schifati per il tovagliolo del Mullah, che al termine della libagione non era così candido come nella foto…

            Cordialmente

            gmajo

          • 13 Gennaio 2015 in 22:19
            Permalink

            Sei licenziato solo se prima fai una girata unilaterale della tua rubrica “Amarcord” alla gentile signora Maria Pia Pecorantis, con il notaio Posio che attesta la sua accettazione a proseguire nella stesura della medesima alle medesime condizioni economiche da te garantitemi. Del resto mi pare che di Storia Crociata la suddetta Maria Pia ne sappia parecchia, potendo così squarciare l’ignoranza sul passato, contribuendo alla nostra operazione di divulgazione.

            Cordialmente

            Gmajo

  • 13 Gennaio 2015 in 21:42
    Permalink

    No no ma che ironica! È proprio così, mangio abitualmente coperto da un lenzuolo e dormo avvolto in una tovaglia coi tovaglioli a fare da copri cuscino..anzi, questa mia ricorda un film di cui però non mi sovviene il titolo..magari qualche cultore del cinema d’essai può aiutarmi…le concrezioni lipidiche hanno inceppato, oltre alla dizione, anche la memoria. Ohimè, mi sto riducendo proprio male…per fortuna che Majo mi compatisce…

  • 13 Gennaio 2015 in 21:46
    Permalink

    “Ricorditi di me, che son la Pia” …ah no, non era questo il titolo di un film….cavoli, inizio a confondermi…che sto cenando e poi mi impadello!!

  • 13 Gennaio 2015 in 21:49
    Permalink

    Bravo Majo, con lei si impara davvero

  • 13 Gennaio 2015 in 22:08
    Permalink

    Maria Pia, lei ha ragione…per l’appunto, si impara a 5 anni a non sporcarsi, infatti che ne sa lei di quanti anni ho io? A dispetto della mole, parecchio importante lo ammetto, ho solo 4 anni, allo Stadio entro col biglietto gratuito dei bambini ed al ristorante indosso il lenzuolo. Majo è il mio baby sitter, vorrei la Rosi al suo posto, ma lei non vuole me…sigh sigh 🙁

    • 13 Gennaio 2015 in 22:24
      Permalink

      Guardi Alessandro, Lei sicuramente è una bravissima persona e non ha mai fatto del male a nessuno. Io ho contestato la sua dizione (d’altronde se appare in televisione le critiche arrivano) e il modo di scrivere troppo alla Majo. Per quel che concerne il bavaglione è oggettivamente un comportamento poco educato da tenere a tavola, a maggior ragione al ristorante. Non è una mia opinione, è così e basta. Da donna poi le dico che non troverà nessuna Rosi con questo atteggiamento. Sia uomo Dondi! Ametta l’errore e la prossima volta faccia una bella foto a tavola bello composto, serio, ben vestito e col tovagliolo sulla gamba. Suvvia.

      Un abbraccio.

      Maria Pia

      • 13 Gennaio 2015 in 22:31
        Permalink

        Sono io che lo porto sulla cattiva strada… Il buon Dondi il tovagliolo lo aveva sempre correttamente messo sulle ginocchia…

        Circa il modo di scrivere non mi pare che sia “troppo alla majo”: il fatto gli è che se si trovano modi di dire o gergali che piacciono, poi si tende ad emularli. Ad esempio io ho mutuato da Luca Russo l’espressione “al lume”, sicché se io utilizzo “giacché” e al buon Dondi piace perché non dovrebbe farne uso pure lui?

        Per quanto concerne la Rosy io direi al Mullah di non esagerare, perché mi sa che se no prende dei nomi… E il sito è abbastanza letto…

  • 13 Gennaio 2015 in 22:09
    Permalink

    Quindi Majo lei vuole far passare il bruttissimo e pericolosissimo messaggio che al ristorante ci si ficca un bavaglione dentro la camicia che tanto l’educazione è roba da vecchi rottami come la sottoscritta? Direttore lei, perlomeno, non mi deluda. Magari incitiamo pure alla scarpetta col pane, al rutto liberatorio e alle loffe dopo il caffè. Tanto, chissenefrega.

    Ps. Majo senta, io sono una persona molto curiosa e volevo sapere se è possibile usare questi spazi anche per fare domande personali, sempre nel lecito checché se ne dica. Grazie.

    • 13 Gennaio 2015 in 22:15
      Permalink

      Certo, questo è un blog aperto a tutto. Sempre nel lecito, checché se ne dica…

      Comunque lei vuole far passare il bruttissimo e pericolosissimo messaggio che al ristorante ficcarsi il bavaglione dentro la camicia e la scarpetta col pane (il Mullah Dondi si offende se non la faccio anch’io come lui…) è peggio del rutto liberatorio e alle loffe dopo il caffè (notoriamente prima del medesimo, invece sono consentite…)

      Cordialmente

      Gmajo

    • 13 Gennaio 2015 in 22:20
      Permalink

      “Sabato 18 alle ore 20.25 in telecronaca diretta da Wembley: Inghilterra Italia valevole per la qualificazione della coppa del mondo. Fantozzi aveva un programma formidabile; calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle per la quale andava pazzo, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero!!!”

      Ne mutuerò un copione per una delle mie prossime uscite…

  • 13 Gennaio 2015 in 22:27
    Permalink

    Direttore Majo la mia curiosità riguarda la sua persona ed è la seguente: negli anni, osservandola in televisione e in giro per la città, mi sono accorta che il suo aspetto è molto simile a quello di un ebreo ashkenazita. Per caso fa parte di questo nobile popolo o discende da esso? Che religione pratica Lei?

    Grazie in anticipo per le risposte.

    Maria Pia

    • 13 Gennaio 2015 in 22:33
      Permalink

      No, non discendo da Iafet.

      Sono cristiano cattolico molto poco praticante e osservante

      Cordialmente

      Gmajo

  • 13 Gennaio 2015 in 22:35
    Permalink

    Eccolo:

    Certifico Io sottoscritto Notaio Avvocato dott. gran farabutt ladr di gran croc Giovanni Maria Balabam che con mie 256.418 girate in data odierna la società Ovini Holding Limited Std con sede legale presso il Ristorante ” Da Gennaro O’vibrione”, Via del Fagiano, Napoli, società costituita ai sensi del diritto del fagiano ha acquistato da:
    1) “Società Italiana del rutto libero, rigorosamente con tovagliolo bsonto al collo” S.r.l. a socio unico rappresentata da Alessandro Mole Importnate Dondi, detto Il Mullah
    la rubrica “AMARCORD di Alessandro Dondi”, compassionevolmente ospitata da Al Majo su http://www.stadiotardini.it

    Fidenza lì 13/01/2015

  • 13 Gennaio 2015 in 22:43
    Permalink

    Mi rallegro con lei, Majo, per la sua fede cristiano-cattolica. Mi dispiace che sia poco praticante ed osservante (come forse si era capito nei miei precedenti interventi sono molto religioso), ma pregherò per lei perché si riavvicini più frequentemente ai sacramenti.

  • 13 Gennaio 2015 in 22:44
    Permalink

    E’ incredibile questa cosa Direttore. Lei è davvero somigliante a ebrei come Woody Allen e altri esponenti ashkenaziti. Secondo me alcuni suoi avi lo erano e poi si sono convertiti al cristianesimo. Io sono di culto greco-ortodosso invece. Dondi invece?

    Gentilissimo Direttore a rispondere a questioni personali. La stimo.

    • 14 Gennaio 2015 in 10:48
      Permalink

      greco ortodossa ? un po come la DASTRASO allora

      sara’ mica una scatola (cranica) vuota ?

      che quanno me toccano dondi me incazzo (cit)

  • 14 Gennaio 2015 in 14:06
    Permalink

    Vorrei inoltrare una osservazione alla signora Maria Pia (sempre che non sia un fake). Lei ieri ha suggerito un video di sua cugina cercando su Google “porno centro torri”. Io, spinto dalla curiosità (e giuro: non dalla libido, queste cose non mi interessano!) l’ho fatto, e l’ho trovato.
    Ma scusi, Maria Pia, è veramente disgustoso! A parte che sua cugina è vecchia, ma poi addirittura è alla prese con due marcantoni che agiscono in coppia! E alla presenza del marito, che pare addirittura gradire la situazione! Ma come si può a una certa età fare di queste porcherie? Ma non si vergogna lei e sua cugina? Che razza di famiglia siete (ho notato che anche lei fa delle battute poco pudiche, tra l’altro)? E come può esserci un pubblico per simili oscenità?

I commenti sono chiusi.

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