CALCIO & CALCIO / BONI: “NO ALL’ELEMOSINA DI FIGC E LEGA, IL PARMA SI RITIRI”. DALL’OLIO: “INDUSTRIALI LOCALI PRONTI A SALVARE IL PARMA? NON CI CREDO”

image(Evaristo Cipriani) – ELEMOSINA? NO GRAZIE! – “L’elemosina della Figc e della Lega non la vogliamo!” ha aperto così la 24esima puntata stagionale di Calcio & Calcio (clicca qui per vedere la web registrazione a cura di Alex Bocelli) un rabbioso Enrico Boni, ieri sera su Teleducato (in studio oltre al nostro direttore Gabriele Majo anche il capogruppo Pd in consiglio comunale Nicola Dall’Olio, distintosi ultimamente per alcuni duri interventi sulla questione Parma FC e il giornalista di Tuttosport e sportparma.com Antonio Boellis). Boni si è tolto dalla tasca una manciata di monetine e le ha lanciate in aria: “I vostri soldi teneteveli – ha detto rivolto alle istituzioni del calcio italiano – siete come quei governi che trafficano armi con imagel’Africa e che poi per ripulirvi la coscienza fate della beneficenza in quei Paesi del Terzo Mondo”. Per Boni il campionato del Parma deve finire qui: “Non ha senso proseguire, solo per fare gli interessi del palazzo”. Concorde anche Majo: “Visto che la preoccupazione di Federcalcio e Lega è solo quella di tenere in piedi il palinsesto televisivo per evitare di pagare a Sky per le inadempienze contrattuali, e della vera salute del Parma non gliene frega niente, allora facciamo saltare il banco, non proseguiamo, si arrangino”.

DALL’OLIO E GLI INDUSTRIALI – Secondo l’esponente del Pd Dall’Olio la soluzione più dignitosa sarebbe quella di ripartire dalla D con principi seri: “Credo che il fallimento pilotato non sia praticabile per ragioni economiche, troppo alto l’investimento e non credo alle voci di industriali del territorio pronti ad intervenire per salvare il Parma e consentire la ripartenza dalla serie B, occorre pensare a ricostruire ripartendo dalla D, ma con dignità e con un progetto solido”. Majo ha ribadito quanto già chiarito nell’editoriale pubblicato ieri su stadiotardini.it: “Per rilevare il Parma dal fallimento pilotato ci vogliono una settantina di milioni, ma anche se la cifra fosse un po’ inferiore alle mie stime sarebbe comunque troppo alta e anti-economica, temo che il sindaco quando nei giorni scorsi si era lanciato su questa pista non avesse ben chiaro questo aspetto”.

BRACCIO DI FERRO PIZZAROTTI-MANENTI – Dall’Olio non ha risparmiato bordate al primo cittadino: “La scorsa estate aveva detto che l’esclusione dall’Europa League era stata un’ingiustizia, poi aveva detto di aver ricevuto garanzie da Doca, poi è andato a cena con Taci, penso che abbia compiuto troppi errori di valutazione”. Secondo Enrico Boni il sindaco non dovrebbe dare credito a Manenti: “Incredibile il fatto che il sindaco chieda un incontro con Manenti, Manenti non deve essere legittimato in alcun modo, quello che Pizzarotti dovrebbe fare è dire una cosa che non ha ancora detto ossia che Pietro Leonardi deve andare fuori da questa società!”.

LA RABBIA DEGLI ABBONATI E LA STAMPA (NON TUTTA) SOTTO ANESTESIA – Al telefono è intervenuto nella parte iniziale della puntata un tifoso che ha espresso in maniera inequivocabile lo stato d’animo di tanti sostenitori gialloblu che si sentono traditi e truffati: “Io sono un abbonato di tribuna Petitot – ha detto il telespettatore – mi sento sempre più preso in giro da questa situazione, che il Parma continui a giocare o che venga escluso dalla serie A non cambia molto, le prossime partite non hanno più senso e non hanno più nessun valore, per questo ho già preso appuntamento con un legale per valutare possibili azioni legali contro il Parma per truffa. Perché la situazione – ha aggiunto – la dirigenza la sapeva perfettamente e non ha parlato ai tifosi”. Anche un altro tifoso intervenuto poco dopo si è espresso sulla stessa linea: “Dovremmo organizzarci con una associazione di consumatori per promuovere una class action”. Angella, a proposito di tifosi, ha poi commentato la manifestazione di protesta tenutasi domenica all’esterno del Tardini: “I tifosi sono vittime e capiamo la loro amarezza, però credo che tra i tifosi stessi ci sia stato un deficit di senso critico: la scorsa estate la stragrande maggioranza di loro dopo l’esclusione dall’Europa League ha creduto alla teoria del complotto e chi sosteneva il contrario veniva bollato come nemico del Parma”. Boellis: “Lo scarso senso critico di molti tifosi deriva in realtà dall’atteggiamento della società che ha sempre coperto tutto, non ha mai detto la verità e ha sempre cercato di osteggiare chi, come in questo studio, faceva un’informazione non allineata. Di telefonate di lamentala da parte del Parma in redazione io ne ho ricevute tante e credo anche voi qui. Se la stragrande maggioranza della stampa è tenuta sotto anestesia, è normale che la stragrande maggioranza dei tifosi non si pongano troppe domande”. Dall’Olio: “Questa città piaccia o non piaccia in politica ha vissuto un ricambio, in altri settori ciò non è avvenuto”.

IPOTESI PRO PARMA? – E’ stato approfondito nel corso della puntata anche il tema fatto affiorare già nell’edizione delle ore 14 di ieri del Tg di Teleducato, ossia la voce che vedrebbe la dirigenza della Pro Piacenza seguire con interesse la crisi del Parma in un’ottica di possibile fusione. Da Piacenza è intervenuto il giornalista Daniele Losi, conduttore proprio su Teleducato della trasmissione “Gol Time Emilia”, in onda ogni domenica alle 21 e dedicata ai campionati dilettanti: “La Pro Piacenza – ha affermato Losi – potrebbe mettere a disposizione di Parma il proprio titolo sportivo e la propria struttura per consentire al Parma di ripartire dalla Lega Pro. La Pro Piacenza è una realtà che non ha radicamento sul territorio piacentino e non ha seguito, inoltre alcuni dei suoi sponsor potrebbero essere interessati all’area parmense, il tutto presupporrebbe un’alleanza con imprenditori di Parma. La nuova squadra potrebbe chiamarsi Pro Parma”. Il nostro direttore ha espresso dubbi sulla fattibilità tecnica dell’operazione: “Non so se i regolamenti lo prevedano”. Boni e Dall’Olio si sono detti favorevoli: “Sarebbe la soluzione migliore”. Boellis ci ha messo di mezzo il campanile: “Credo che sorgerebbero problemi legati all’identità”. Evaristo Cipriani

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

36 pensieri riguardo “CALCIO & CALCIO / BONI: “NO ALL’ELEMOSINA DI FIGC E LEGA, IL PARMA SI RITIRI”. DALL’OLIO: “INDUSTRIALI LOCALI PRONTI A SALVARE IL PARMA? NON CI CREDO”

  • 24 Febbraio 2015 in 21:07
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    Majo ufficiale…la maggiulli si da al porno!adesso gliela ciullano tutti 😉

  • 24 Febbraio 2015 in 21:14
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    ABBIA IL CORAGGIO DI PUBBLICARE

    Caro giornalista professionista,
    sembrerebbe che lei più dell’upi e più di tutti gli altri voglia il Parma in serie D. Del resto questa occasione ghiotta di giocare nei dilettanti, quando le potrà ricapitare ed assaporare l’ebrezza di un calcio genuino, con pochi soldi, senza poteri forti e senza tv? Che poi lei è un sognatore, perchè in serie D ci sono schifezze più della serie A proprio perchè non ci sono le tv e ognuno fa quello che cazzo gli pare.
    Questo suo atteggiamento da purista non fa di lei un tifoso. Qualcuno sosteneva di avere fiducia in Manenti perchè qualcuno la paga oppure le hanno promesso qualcosa. Secondo me la realtà è un’altra: lei vuole un Parma in serie D e sa bene che continuando con Manenti le possibilità sono molte.
    Ecco perchè lei è contro il fallimento pilotato, continuando a dire che il Parma è troppo indebitato e che non servirebbe a niente. Ma un tifoso, quale dovrebbe essere lei, direbbe: cazzo, proviamoci, non abbiamo nulla da perdere.
    Poi la questione dei dipendenti… è un tifoso o un sindacalista?
    Boni è più tifoso di lei e aveva visto bene fin dall’inizio che era tutta una farsa, ed era uno dei primi che voleva portare i libri in tribunale.

    • 25 Febbraio 2015 in 00:42
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      Io sono un giornalista professionista e non un tifoso, e men che meno un capopopolo populista come boni che vi racconta le stesse cose che vi dite al bar e che vi piace risentirvi dire dal piccolo schermo.

      Io sono un giornalista scomodo che non cerca il facile consenso ma che cerca di farvi ragionare e di aprire gli occhi, riportando approfondite motivazioni circa le mie affermazioni.

      Se lei pensa che io voglia il Parma in serie D è un pessimo lettore, poiché ho rotto gli zebedei a tutti dichiarando la mia avversione al partito dei “fallimentomani”.

      E siccome sono realista vi ho dimostrato, dati alla mano, che la versione pilotata del fallimento è finanziariamente non sostenibile. Chi vi racconta che il fallimento pilotato è possibile o è un gran ignorante o un contaballe.

      Apposta, pur conscio che la cosa difficilmente potrà andare a buon fine, spero che manenti riesca a tradurre in moneta corrente in italia i soldi esteri che forse ha.

      Io non sono un sindacalista, ma, avendo vissuto sulla mia pelle cosa significa perdere ingiustamente il proprio posto di lavoro, so cosa stanno provando quelle persone. E sinceramente ci sono delle cose che dovrebbero valere un po’ di più di un pallone che rotola.

      Io non faccio a gare di profezia con Boni: non faccio lo stregone.

      Saluti (e cerchi di aprire un po’ i suoi limitati orizzonti).

      Gmajo

      • 25 Febbraio 2015 in 01:39
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        La ringrazio per aver risposto e pubblicato la mia opinione.
        Lei dice che la serie B è possibile soltanto con Manenti? Le ripeto, se anticipiamo il fallimento ci sarebbe la possibilità di fare la serie B, dopo l’asta fallimentare. Difficile che qualcuno compri anche i debiti? E’ da vedersi. Intanto ci proviamo. Il fallimento è già scontato, il problema è se anticiparlo adesso (conservando la categoria) o a fine stagione con la serie D inevitabile.
        Fallimento adesso o fallimento a fine stagione, la situazione dei dipendenti non cambia. Quindi non c’è bisogno di fare il sindacalista.
        Lei vuole la serie D, lo ammetta chiaramente… mi sembra un ultras purista di vecchio stampo e nostalgico dei ricordi da bambino. La vuole, sempre per una questione di purismo, per azzerare l’era Tanzi e gli ultimi anni di serie A non proprio limpidi con l’ultima proprietà. Si ricordi però che in questo modo si azzerano anche i 101 anni totali di storia.
        Un giornalista dovrebbe essere la voce del popolo ed essere imparziale, mentre lei si comporta come un normale blogger oppure come un opinionista alla Signorini.
        Accetti le critiche.

        • 25 Febbraio 2015 in 01:47
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          Io accetto le critiche, se fondate: selei mi dice che non sono imparziale temo, però, che non mi abbia molto capito. Poi se mi dà dell’ultra puro temo che la cosa sia persino risibile.

          Io non ammetto chiaramente di volere la serie D per il semplice fatto che non la voglio: siccome, però, calcoli precisi alla mano ho dimostrato che è finanziariamente insostenibile la serie B, allora è inutile che stia qui a prender per i fondelli i lettori parlando di fallimenti pilotati.

          Guardi che io sono molto orgoglioso delle mie idee, incluse quelle sbagliate: per cui se io volessi la serie D per ideologia nuda cruda e pura e pure ultrà non avrei bisogni di nasconderlo o di tirarmi indietro. Semplicemente con realismo dico che senza miracoli di SuperMapi siamo destinati agli inferi dei dilettanti.

          Cordialmente

          Gmajo

        • 25 Febbraio 2015 in 08:59
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          Interessante considerazione.
          “azzerare l’era Tanzi”, E’ questo il punto.
          Operazione di verita’, di trasparenza, di umilta’ che andava fatta immediatamente dopo il crack …cosa che invece non e’ successa…
          Ammissione che bisognava fare fin da subito…senza quel colossale inganno non si sarebbe mai e dico mai vinto un cazzo…come diversi opinionisti ormai cominciano a dire…mentre i giocatori alzavano le coppe al cielo migliaia di risparmiatori perdevano tutto….
          E invece qui si e’ creduto/voluto ricominicare da li’ senza mondarsi di peccato alcuni, senza pagare dazio alcuno….
          Ma dico la storia ..per quanto recente non insegna proprio una fava!
          Basta guardare a Siena lo scorso anno. squadra in B(sarebbe venuta in A senza la colossale penalizzazione di 8 punti) e basket in finale per lo scudetto dopo una interminabile serie di trionfi….
          Monte Paschi ha chiuso i rubinetti (giustamente) per i problemi che sappiamo e l’indomani era tutto finito…..ma finito..
          E senza tante storie…
          A Siena di sicuro non ci sono le risorse (se non artificiosamente e forzatamente pompate) per avere la seria A nel calcio e trionfare in europa col basket….ma di sicuro!!
          Quindi se ne fa a meno! Punto!
          Questo a Parma ai tempi purtroppo non successe.
          Succede pero’ ora.

  • 24 Febbraio 2015 in 21:24
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    Direttore, stadiotardini.it continuerebbe la pubblicazione con il Parma nei dilettanti?

  • 24 Febbraio 2015 in 22:07
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    Quella della fusione con il Piacenza è una grandissima bestialità a sto punto non possiamo più permetterci di fare una serie D in autonomia con ambizioni di promozione in leg pro?! Questa città è messa così male?

  • 24 Febbraio 2015 in 22:13
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    Grande Boni e grande Majo che per l’elemosina la pensa come lui.RITIRARRE LA SQUADRA altrimenti saremo sbeffeggiati su tutti i campi.Diamo un segnale forte tanto la serie D non ce la leva nessuno.

  • 24 Febbraio 2015 in 22:20
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    Gabriele e l’unico parmigiano che stimo voi vendereste anche il sedere per non partire dalla d fareste anche la fusione con la propiacenza un pò di umilita’ cavolo il napoli è fallito fiorentina è fallita ma non piangevano come fate voi , puilite la vostra società dal marcume è sopratutto se fallite chi ha sbagliato pagherà fino in fondo meglio un eccelenza e vedere Ghirardi in galera o sbaglio?? per il resto massima stima per Gabriele Majo

    • 25 Febbraio 2015 in 00:35
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      Punto primo: Napoli e Fiorentina son fallite dopo aver vissuto più di qualche stagione al di sotto del proprio blasone, per cui hanno avuto il tempo di togliersi la puzza sotto il naso; noi rischiamo di passare da un piazzamento all’Europa League alla trasferta di San Secondo nel giro di dodici mesi.

      Punto secondo: quando il Napoli stava fallendo, c’era la fila di persone, più o meno raccomandabili, pronte a rilevarlo; idem per la Fiorentina. Qui a Parma io non vedo nessuno che abbia tutta ‘sta voglia di acquisire il club. Così, se a Napoli e Firenze i tifosi han visto nel fallimento la possibilità di risorgere, noi ci vediamo solo il pericolo di sparire per sempre dal calcio che conta.

      • 25 Febbraio 2015 in 00:56
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        SE AMI LA TUA CITTA’ LA TUA SQUADRA CARO LUCA RUSSO NON TE NE FOTTE DELLA CATEGORIA MOLTI TUOI CONCITTADINI NON TUTTI PER FORTUNA SI METTEREBBERO A PECORINA SCUSATE DEL TERMINE PER NON ANDARE IN D!! MA LO SAI CHE SE FALLITE GHIRARDI VA IN CELLA? POI VI LAMENTATE CHE IL CALCIO E’ SPORCO

        • 25 Febbraio 2015 in 01:11
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          Calma. Non faccio il tifo per il fallimento perché gradirei che gli emolumenti e il posto di lavoro di coloro che NON vanno in campo, e cioè dipendenti e collaboratori, e i crediti dei fornitori fossero tutelati, cosa che evidentemente non accadrebbe se si seguisse la via del fallimento (pilotato o meno che sia). E poi, sì…a me piacerebbe un Parma nel calcio che conta, e la invito a trovare un solo tifoso che faccia il tifo perché la sua squadra del cuore finisca in Eccellenza. Detto questo, se il Parma finisse in quarta serie, continuerei a fare ciò che ho fatto finora: mettermi in treno, fare cinque ore di viaggio (sono di Napoli) ed entrare in Curva Nord, con la speranza di veder vincere i Crociati. Non ho mai vincolato il mio amore per il Parma alla categoria, né mai lo farò.

          • 25 Febbraio 2015 in 01:25
            Permalink

            VOI NAPOLETANI MI RICORDO A REGGIO ERAVATE 50 MILA IN SERIE C MA PURE ERAVATE ORGOGLIOSI DELLA MAGLIA A PARMA SEMBRA CHE SENTIRE PARLARE DI SERIE D SEMBRA UNA COSA ORRENDA ANZI VI RIAVVICINERA DI PIU ALLA SQUADRA

          • 25 Febbraio 2015 in 01:37
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            Volevo dire 5 mila kmq se fallite la verità verrà fuori

  • 24 Febbraio 2015 in 22:24
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    La sua analisi Majo è sempre la più chiara e ponderata. Non son d’accordo con lei sull’esito finale e sul fatto che sia “meglio” sperare nel salvataggio. Qui, la Lega di Serie A e la FIGC, stanno giocando a nascondere un bubbone già esploso. Ci sono già più e più vittime sulla strada per il patibolo. Il fallimento pilotato è un sistema per “sgonfiare” il bubbone delle plusvalenze, facendo ricadere sul Parma un fallimento che libererebbe quasi 100 milioni di crediti sportivi non più riscuotibili dai gialloblù.
    E’ un omicidio perfetto, e non è un caso che la Lega voglia di gran carriera far finire il campionato al Parma. Mi conferma che ci sono inoltre delle penali se il Parma non dovesse giocare le ultime gare della serie A, a favore di Infront?

  • 24 Febbraio 2015 in 22:32
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    Game over! Tutto è finito sono pessimista ma purtroppo è così. Ci tengono ancora in vita ma per poco..non può continuare,la b è pura fantasia..con quei debiti come si fa??rassegnamoci ormai!! Manteniamo la fede sportiva , e andiamo in D, mettiamoci tutti uniti,ci rialzeremo tutto insieme,stiamo vicini noi tifosi, e affolliamo il tardini anche nei dilettanti, vedrete che ci toglieremo ancora tante soddisfazioni. Per il momento continuiamo a seguire i nostri giocatori fino alla fine.Parma sempre nel nostro cuore!!!!

  • 24 Febbraio 2015 in 22:45
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    Majo mi dica, io non reggo Giuseppe Milano, secondo lei è grve?

      • 25 Febbraio 2015 in 02:00
        Permalink

        Grave. Via, non finga di non aver capito…

  • 24 Febbraio 2015 in 23:24
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    Direttore, in questo caso potremmo sempre ripartire dalla B?

    • 24 Febbraio 2015 in 23:59
      Permalink

      Dalla B non si riparte. Cavatevelo dalla testa. L’unica è con giampy

  • 25 Febbraio 2015 in 00:48
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    POSSO FARE UNA DOMANDA SE CI SARA’ IL FALLIMENTO TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE MA MOLTI PARMIGIANI PUR DI NON ANDARE IN D NON ACCETTANO QUESTO

  • 25 Febbraio 2015 in 01:29
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    se bisogna far saltare il banco fatelo saltare

  • 25 Febbraio 2015 in 01:49
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    direttore…. se il parma si salva grazie al fallimento pilotato.. come pegno cammina sui carboni ardenti… ok ? 😀

  • 25 Febbraio 2015 in 01:55
    Permalink

    I poteri forti del palazzo ci devono salvare, come hanno fatto per la Fiorentina che dalla serie C2 è passata direttamente in serie B.
    E comunque prima del lodo petrucci, quando una società falliva, la federazione a sua discrezione, decideva che in base alla storia della squadra la riammetteva comunque in un campionato professionistico. Quindi in serie C1 o C2, adesso Lega Pro prima divisione o Lega Pro seconda divisione.
    C’è anche il caso Catania da non dimenticare, retrocesso in C1 e poi ripescato in serie B con tutto il casino che c’è stato.
    E noi rispetto a Fiorentina e Catania, abbiamo molti meriti sportivi considerando coppe italiane ed europee.
    E poi la giustizia sportiva, così come quella ordinaria non è assoluta, non è matematica tutto è imprevedibile.
    Quindi caro giornalista professionista, non si illudi, perchè la serie D non è matematica.
    E poi c’è Lucarelli che sembra voglia trattare con la FIGC.

    • 25 Febbraio 2015 in 03:33
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      Pure in federazione però sanno come e con quale gestione sono arrivati quei trofei…..e siamo alle solite….
      Come ha preso sottolineato Majo di recente, senza le trovate di quel secchio di vomito di Tanzi a Parma non si sarebbe mai vinto una mischia.
      Se non si comprende il passato non si combina nulla in futuro.

      • 25 Febbraio 2015 in 05:03
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        E ancora con sto Tanzi…e sti trofei che non si sarebbero vinti…e che scatole…e bastaaaaaa!!!!!! Che poi nei primissimi anni 90 ancora la parmalat e tanzi erano puliti (o almeno spero). Adesso è un altro fallimento e la colpa è di un bresciano di nome Ghirardi e non di un parmigiano /parmense di nome tanzi…..Ne abbiamo abbastanza di grane senza rivangare il passato….

      • 25 Febbraio 2015 in 09:32
        Permalink

        Che ragionamento del cazzo, anche il Milan senza Berlusconi sarebbe ancora in B e le coppe campioni e scudetti non li avrebbe mai vinti, la Fiorentina senza della Valle sarebbe sparita…
        Con i se e con i ma non si fa un cazzo.
        Concordo che il blasone della squadra non vale un cazzo oggi giorno,contano solo.i soldi che vuoi investirci, ma non parlare che il Parma merita B o C perché nessuna squadra ha una categoria che merita, ogni squadra ha la categoria che il presidente o propietario vuole ed investe (Chievo, Sassuolo sono esempi)

  • 25 Febbraio 2015 in 11:34
    Permalink

    Alcune precisazioni.
    Il Napoli è sì fallito, ma col lodo Petrucci è soltanto retrocesso in C1, altro che dilettanti. E poi l’han fatto risalire in A col turbo.
    La Fiorentina è sì fallita, ma anziché in Eccellenza è stata fatta partire dalla C2. E poi è stata fatta risalire in A col bi-turbo (ve lo ricordate o no il salto della C1 per meriti sportivi?).
    Anche al Reggiana è fallita, ma col lodo Petrucci…
    Se vogliamo discutere le coppe di Tanzi, allora perché non chiedete alla Lazio di rinunciare ai trofei di Cragnotti? La CIRIO è fallita tanto quanto la Parmalat!
    Se si deve fallire, si fallirà. Punto e D.
    Se si potrà usufruire della Pro PC, che è una possibilità prevista dal regolamento e quindi del tutto lecita, perché non farlo?
    Io non voglio mercanteggiamenti sotto banco con Lega e FIGC.

I commenti sono chiusi.

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Modalità del trattamento
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