IL COLUMNIST / LACRIME AGLI OCCHI

(Luca Russo) – Sapete da quanto tempo non mi capitava di seguire una gara di calcio con le lacrime agli occhi? Dalla partita casalinga contro l’Inter nell’anno della retrocessione. Ci è voluta ancora una volta una milanese per farle rispuntare sul mio volto. Questa sera mi son reso conto una volta e per tutte che con la Serie A noi abbiamo chiuso. Lacrime. Non solo: credo che abbiamo chiuso proprio col calcio che conta. Non per sempre, sia chiaro, ma per almeno un paio di anni sì. Lacrimoni. Eppure in quel di Milano, sponda rossonera, non ho visto il solito Parma di questa stagione, e cioè una squadra priva di mordente e con poche idee e discretamente confuse. Al contrario, ho visto una formazione in grado di tener testa ad un avversario non solo più blasonato (e che per questa ragione avrebbe potuto incutere molto timore ad un undici psicologicamente debole come il nostro) ma anche più dotato sul piano tecnico, peraltro mettendolo a più riprese in serissima difficoltà. Tuttavia non ci è bastato per uscire illesi dalla Scala del calcio. Non è bastata la rete da vero rapace dell’area di rigore di un ex rossonero come Nocerino (a proposito, commovente il tono delle sue dichiarazioni post partita ai microfoni di Mediaset Premium in relazione alla situazione societaria); non sono bastate le eccellenti prestazioni degli straripanti Varela e Rodriguez, le uniche mosse fin qui azzeccate da parte della nuova proprietà; non è bastato un Mirante quasi in serata di grazia (quasi, perché in almeno un paio di circostanze mi e ci ha fatto tremare); non è bastato un Mariga tutto sommato positivo se si considera che fin qui il rettangolo verde l’ha visto col contagocce; non è bastata una retroguardia che, dopo un primo tempo in leggera sofferenza, nella ripresa, a dispetto dei due gol incassati, ha concesso ben poco ai rivali rossoneri. Una sfilza di "non è bastato" che dovrebbe bastarci per capire che se questa squadra avesse giocato come stasera (o come l’altra sera contro la Juve) anche le 20 partite precedenti, forse sarebbe riuscita a risparmiarci l’attuale classifica. Dispiace che invece sia accaduto l’esatto contrario. Dispiace e fa rabbia. Fa rabbia – ragionando da tifoso ma anche da osservatore imparziale – vedere la squadra giocare con questo piglio solo ora che i buoi son belli che scappati dalla stalla. A proposito di bel gioco: seconda partita senza Cassano, seconda prestazione positiva da parte nostra. Che ci sia un nesso tra le due cose? Dopo ciò che si è visto a San Siro, temo di sì. Luca Russo

15 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / LACRIME AGLI OCCHI

  • 2 Febbraio 2015 in 07:48
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    Non 6 stato l’unico a piangere…anche se avevo preso coscienza della retrocessione dopo Verona…alla fine se sto così male vuol dire che in fondo ci speravo ancora.
    Mi dispiace molto per Osso, i suoi collaboratori, i dirigenti di campo e tutti quei giocatori (tipo Alessandro) che si farebbero in 4 x sta maglia e questa città, che non riescono mai ad avere una soddisfazione.
    Io spero vivamente che il tifo organizzato si dia una mossa ad organizzare una trasferta di massa a Carpenedolo, deve essere conoscio di ciò che ha distrutto e di tutta la gente che sta soffrendo per causa sua.

  • 2 Febbraio 2015 in 08:57
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    Bravo Simone B. Se si organizza sarò sicuramente presente.
    Volevo poi fare notare una cosa: nonostante l’annata da incubo che stiamo vivendo e la situazione di classifica a dir poco imbarazzante, se ieri avessimo vinto, cosa peraltro tutt’altro che remota(penso che qualsiasi altra squadra al posto del Parma ieri avrebbe portato a casa i 3 punti), sarebbero bastati altri 3 opunti con il Chievo domenica prossima, e come per magia ci saremmo trovati a soli 4 punti dalla zona salvezza(il Cagliari domenica prossima gioca con la Roma). Quindi nel giro di 7 giorni, sarebbe cambiata la prospettiva della stagione, trovandoci immischiati nel gruppone del treno salvezza. Questo per dire che continuando a piamgerci addosso e a dire che tanto ormai siamo spagcciati, si lasciano passare treni veramente incredibili, nonostante le mille sconfitte raccolte contro cani e porci. Invece come ogni settimana ci troviamo a dire che siamo spacciati…a furia di dire così, ci siamo auto esclusi dalla lotta.

  • 2 Febbraio 2015 in 09:21
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    Si, è incredibile che in tutto questo malumore ed in questa tristezza il principale responsabile se ne stia bello tranquillo in quel di Carpenedolo a mangiare e bere. Una gitarella nel bresciano non sarebbe male, ma solo per dire che Parma esiste e che Parma non va presa in giro da un paesanotto. E per Parma intendo tutta la città non solo la squadra.

  • 2 Febbraio 2015 in 09:33
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    Panta rei.
    Ritorneremo

  • 2 Febbraio 2015 in 10:12
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    Straripante Varela lo hai visto solo tu. I suoi cross a palombella ricordano quelli di Castellini, irricevibili anche da Ibra. L’uomo non lo ha mai saltato, ricordo solo il tiro forte ma centrale parato da Lopez nel primo tempo. Diverso il discorso per Rodriguez molto utile anche in copertura e unico a tentare il tiro da fuori.

    • 2 Febbraio 2015 in 10:19
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      Ha saltato l’avversario nonsoquantevolte e, così facendo, creato la superiorità numerica diverse volte. Cross a palombella? In Serie A sono anni che non si vede gente capace nemmeno di crossare a palombella? Di che ci lamentiamo, su. Magari avessero iniziato con noi la stagione, Varela e Rodriguez. Magari…

  • 2 Febbraio 2015 in 10:54
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    Gita a Carpenedolo e striscione di ringraziamento in curva nord.
    P.S – Quand’è che rescinde anche Gobbi ?? Ogni domenica la sua fascia è terra di conquista per l’avvesario di turno. In pratica giochiamo senza un terzino tutte le domeniche..

  • 2 Febbraio 2015 in 11:00
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    Io sono realista e convinto che ieri sera il milan avrebbe perso con almeno 12 squadre di questa serie A pareggiato con 6 e vinto solo con noi. Penso che sia stato il peggior milan dagli anni 90. Comuque aver perso o vinto avrebbe cambiato poco, adesso dobbiamo solo vincere l’iscrizione al campionato di serie B.

  • 2 Febbraio 2015 in 11:14
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    Paolo Grossi di GdP ha dato 5,5 al sig. Varela, in accordo con quanto da me riportato. E’ stato poco incisivo, discorso diverso per il Cebolla. Poi è chiaro che se paragonato a Rispoli/Gobbi come esterno alto è di sicuro meglio ma non ha assolutamente fatto il fenomeno ieri. Equilibrio e basta luoghi comuni.

  • 2 Febbraio 2015 in 11:17
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    Paolo Grossi, miglior tattico fra i giornalisti locali, gli ha affibiato un bel 5,5 in accordo con le mie osservazioni. Poi è chiaro che se paragonato al rendimento di rispoli nel suo ruolo possa sembrare ad alcuni Nani. Restiamo con i piedi per terra.

  • 2 Febbraio 2015 in 11:43
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    Non è che Paolo Grossi sia il depositario della verità, con rispetto parlando.

  • 2 Febbraio 2015 in 12:02
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    Sono d’accordo con Luca sulle lacrime, anche io proprio ieri sera mi son reso conto del dramma che stiamo vivendo. Dopo il Cesena non ero così amareggiato, pur avendo assistitito alla contestazione post partita boh… Una delle cause di questo mio malumore è sicuramente anche il mercato sperato e non realizzato!
    Sul piano tecnico invece non sono d’accordo: abbiamo perso meritatamente con un Milan mediocre e lo dico soprattutto pensando che il Parma, per sua natura, è Grande con le grandi e Piccolo con le piccole.

    • 2 Febbraio 2015 in 12:59
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      Però, sai, io penso che la gestione del Milan sia mediocre, non tanto la rosa. Menez, per quanto spesso sia un po’ egoista col pallone tra i piedi, è un signor giocatore per la Serie A. Destro è un signor giocatore per la Serie A. Lo sono anche i vari Alex, Cerci, Diego Lopez e via dicendo. Cioè, sul piano tecnico credo che questa gente sia superiore a quella che sta nel Parma. Il loro problema sta nel manico. Se avessero Conte, tanto per fare un nome, credo che ora lotterebbero non dico per lo scudetto, ma per il secondo posto sì. Oddio, forse gli sarebbe bastato anche un Donadoni, per competere per le piazze che valgono la Champions.

  • 2 Febbraio 2015 in 15:08
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    Pippinzaghi da sempre è IL cocco di B. e Galliani.
    E poi costa poco.
    Come Seedorf.
    Peccato che se si vuol andare in Champions le nozze coi fichi secchi (prestiti a go-go, allenatore fatto in casa, etc.) non bastino.
    Ci vogliono soldi, giocatori ed un ottimo allenatore.
    Cosa che Pippinzaghi non è, e forse non sarà mai.
    Dato che Pippo ha fatto di tutto per far silurare Allegri, quest’ultimo adesso si sta facendo delle grasse risate.

    • 3 Febbraio 2015 in 08:59
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      Io son convinto che al Milan i giocatori buoni non manchino. Il problema sta nel manico: non puoi pretendere risultati immediati da un allenatore che la sua gavetta l’ha fatta nelle giovanili. Ve la ricordate la prima Juventus di Conte? Valeva più o meno di questo Milan? Di più, è chiaro, ma non di molto. Eppure seppe vincere lo scudetto dopo aver collezionato due settimi posti consecutivi. Se al Milan ci fosse un allenatore scafato, ora i rossoneri sarebbero in lizza per una poltrona in Champions.

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