IL COLUMNIST / L’INCOERENZA DI LOTITO CHE DA UNA PARTE NON VORREBBE IN SERIE A SQUADRE COME IL CARPI, MA CHE SECONDO LA GAZZETTA DELLO SPORT E’ ATTIVISSIMO PER SALVARE IL PARMA

(Luca Russo) – Qualche giorno fa, nello spazio commenti di StadioTardini.it, a proposito del benestare concesso da alcuni supporters Crociati al piano di salvataggio del Parma allestito dalla Lega Calcio in collaborazione con la Figc, ho scritto che l’incoerenza del tifoso medio italiano è un qualcosa di spettacolare: se il Palazzo si produce in una porcheria per aiutare la società X, illudendo l’opinione pubblica, come nel caso del club gialloblù, di volerla salvare dal fallimento, i sostenitori delle altre squadre si stracciano le vesti e gridano allo scandalo; quando, invece, quella stessa porcheria viene calata sul tavolo in soccorso della propria squadra del cuore, gli indignati di una riga e mezza fa si turano il naso e imageaccettano, senza arrossire troppo, l’elemosina del Sistema brutto, sporco e cattivo, ché l’importante è che la domenica in campo ci sia una squadra per la quale fare il tifo. Stamattina mi tocca aggiungere che il pesce puzza dalla testa e l’incoerenza del tifoso medio di cui sopra non è altro che il riflesso di quella di coloro che il nostro calcio lo amministrano (male). Nello specifico, sto riferendomi all’incoerenza di Claudio Lotito, patron della Lazio e in qualche modo ancora nell’orbita di Lega Calcio e Federazione, a dispetto di quanto sul suo conto è emerso nelle ultime settimane, isteriche e nervose per il pallone nostrano. Date un’occhiata a ciò che ha scritto Marco Iaria nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport: “Lui c’è sempre, anche se non si vede. L’avevamo detto sin dall’annuncio da parte di Tavecchio dell’avocazione a sé delle deleghe sulle riforme: occhio, Claudio Lotito continuerà a essere al centro della scena calcistica, piaccia o non piaccia. La riprova, con tutti i condizionali del caso, verrebbe da Parma. Non come luogo fisico, perché il patron della Lazio non si è mai fatto vedere dalle parti di Collecchio in questi concitatissimi giorni pre-udienza fallimentare. Ecco, anche se nessuno l’ha avvistato in Emilia, il consigliere federale senza deleghe si sta mostrando attivissimo per risolvere il caso Parma, che rischia di far scoppiare il campionato. L’esclusione di una squadra in corsa sarebbe una iattura, dal punto di vista sportivo e dell’immagine, senza dimenticare le possibili fibrillazioni delle pay tv. La Lega e la Figc faranno di tutto per scongiurarla, compreso il piano di traghettamento con 5 milioni garantiti da via Rosellini che però può scattare solo dopo la dichiarazione di fallimento e l’avvio dell’esercizio provvisorio. Pare che Lotito parli al telefono assiduamente con il presidente del Parma Manenti, il quale lo avrebbe riferito alla squadra suscitando qualche malumore. Più in generale, persone vicine al tavolo parmigiano confermano la presenza immanente del numero uno biancoceleste. Una ricostruzione, quella del giornalista roseo, che mi ha lasciato a bocca aperta. E il perché è presto detto: se non mi sbaglio, Lotito era ed è quello che in una telefonata col direttore generale dell’Ischia Isolaverde, Pino Iodice, sosteneva che “se mi porti in A il Carpi, una può salire, ma se mi porti due squadre che non valgono un c… Tra due o tre anni non abbiamo più una lira. Quando vado a vendere i diritti televisivi che mi hanno portato 1,2 miliardi grazie alla mia bravura per essere riuscito a mettere d’accordo Sky e Mediaset, tra tre anni se abbiamo Frosinone o Latina chi c… se li compra i diritti? Non sanno manco che esistono Frosinone o Carpi”. E adesso invece cosa fa il ‘caro’ Lotito? Si spende corpo ed anima per cercare di salvare il Parma (che come Carpi, Frosinone e Latina ha un bacino di utenza di dimensioni piuttosto contenute, ergo non conta un c…), non tanto per salvare il Parma (del quale frega niente al resto della combriccola), ma per evitare che salti il banco del calcio italiano, la cui immagine sarebbe irrimediabilmente danneggiata dall’esclusione in corsa dei Crociati, e sottrarsi al pericolo di una causa coi broadcaster Sky e Mediaset, che si sono aggiudicati i diritti televisivi di una serie A a 20 squadre, non 19, e con 10 partite per settimana, non 9 (a tal proposito il nostro Direttore Gabriele Majo ieri sera a Calcio & Calcio ha parlato di “manifesta inadempienza contrattuale”). Insomma, signor Lotito: ammesso e non concesso che il Carpi non valga un c…, mi pare abbastanza evidente che “se non ci fossero i poveri, i ricchi non troverebbero chi li servisse nei loro bisogni”; e cioè, fuor di metafora, se in A non ci fossero realtà come Sassuolo, Chievo Verona ed Empoli, tanto per fare i primi nomi che mi vengono in mente, non potrebbero esistere né la Juventus né la Roma né il Napoli. Se ne faccia una ragione. Luca Russo

49 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / L’INCOERENZA DI LOTITO CHE DA UNA PARTE NON VORREBBE IN SERIE A SQUADRE COME IL CARPI, MA CHE SECONDO LA GAZZETTA DELLO SPORT E’ ATTIVISSIMO PER SALVARE IL PARMA

  • 24 Febbraio 2015 in 11:37
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    Sono d’accordo. Bravo Russo.

  • 24 Febbraio 2015 in 11:46
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    Evidentemente il Parma a livello Europeo e mondiale in quanto vincitrice di coppe Europee vale quasi come Lazio e Roma quindi da questo punto di vista Lotito è molto coerente

    • 24 Febbraio 2015 in 12:46
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      Voglio prendere per buono il tuo assunto: a livello europeo, il Parma vale quasi come Lazio e Roma.

      Poi, però, vado a guardarmi la simulazione della ripartizione dei diritti tv in Serie A per la stagione scorsa (la Lega A non rende pubblici i dati ufficiali) e scopro che…

      – per l’anno sportivo 2013/2014, il Parma avrebbe (il condizionale è d’obbligo per quanto scritto sopra) incassato 34,3 milioni di euro

      – questi 34,3 milioni di euro sono così divisi: 16,9 è la parte comune a tutte le squadre di A; 2,1 in base al numero di sostenitori; 0,5 assegnati in relazione al numero di cittadini; 3,0 per i risultati dell’ultima stagione; 7,3 per quelli dell’ultimo quinquennio; e appena 2,0 per i cosiddetti risultati storici.

      Fermiamoci alla quota dovuta per risultati storici. Lazio e Roma, che in totale avrebbero incassato rispettivamente 49,8 e 61,4 milioni di euro, per la voce ‘storici’ si son viste recapitare ben oltre il doppio della quota incassata dal Parma (5,6 e 6,8 milioni di euro), pur avendo vinto molto meno a livello europeo rispetto ai Crociati.

      Dunque, per chi non avesse ancora afferrato il concetto, la quota più rilevante dei diritti tv incassati da una singola società, è quella legata al numero di sostenitori (alias bacino di utenza). Che il Parma abbia fatto incetta di trofei una ventina di anni fa, frega meno che zero al resto della combriccola…e men che meno al signor Lotito. Al quale, però, realtà come Carpi, Parma, Atalanta e via dicendo, fanno assai comodo, appunto per fare numero.

      Allora…delle due, l’una: o il Carpi non ti serve perché sennò scoppia la serie A, oppure ti serve, perché se non ci fossero i poveri, i ricchi non troverebbero chi li servisse nei loro bisogni, e in questo caso ne accetti l’eventuale arrivo in massima serie.

      http://www.tifosobilanciato.it/2014/05/26/la-simulazione-della-ripartizione-dei-diritti-tv-in-serie-a-per-la-stagione-201314/

    • 24 Febbraio 2015 in 12:47
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      Voglio prendere per buono il tuo assunto: a livello europeo, il Parma vale quasi come Lazio e Roma. Anzi direi che per quel che ha vinto, vale anche di più rispetto alle due squadre capitoline!

      Poi, però, vado a guardarmi la simulazione della ripartizione dei diritti tv in Serie A per la stagione scorsa (la Lega A non rende pubblici i dati ufficiali) stilata dai colleghi di tifosobilanciato.it e scopro che…

      – per l’anno sportivo 2013/2014, il Parma avrebbe (il condizionale è d’obbligo per quanto scritto sopra) incassato 34,3 milioni di euro

      – questi 34,3 milioni di euro sono così divisi: 16,9 è la parte comune a tutte le squadre di A; 2,1 in base al numero di sostenitori; 0,5 assegnati in relazione al numero di cittadini; 3,0 per i risultati dell’ultima stagione; 7,3 per quelli dell’ultimo quinquennio; e appena 2,0 per i cosiddetti risultati storici.

      Fermiamoci alla quota dovuta per risultati storici. Lazio e Roma, che in totale avrebbero incassato rispettivamente 49,8 e 61,4 milioni di euro, per la voce ‘storici’ si son viste recapitare ben oltre il doppio della quota incassata dal Parma (5,6 e 6,8 milioni di euro), pur avendo vinto molto meno (direi nemmeno la metà) a livello europeo rispetto ai Crociati.

      Dunque, per chi non avesse ancora afferrato il concetto, la quota più rilevante dei diritti tv incassati da una singola società, è quella legata al numero di sostenitori (alias bacino di utenza). Che il Parma abbia fatto incetta di trofei una ventina di anni fa, frega meno che zero al resto della combriccola…e men che meno al signor Lotito. Al quale, però, realtà come Carpi, Parma, Atalanta e via dicendo, fanno assai comodo, appunto per fare numero.

      Allora…delle due, l’una: o il Carpi non ti serve perché sennò scoppia la serie A, oppure ti serve, perché se non ci fossero i poveri, i ricchi non troverebbero chi li servisse nei loro bisogni, e in questo caso ne accetti l’eventuale arrivo in massima serie.

      http://www.tifosobilanciato.it/2014/05/26/la-simulazione-della-ripartizione-dei-diritti-tv-in-serie-a-per-la-stagione-201314/

  • 24 Febbraio 2015 in 12:07
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    Lotito non è altro che il vero padrone della Lega Calcio. Sta facendo nell’ombra quello che Tavecchio dice alla luce del sole. A questi 2 frega solo dei diritti tv.

  • 24 Febbraio 2015 in 12:08
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    perché noi siamo il carpi..?

    • 24 Febbraio 2015 in 12:12
      Permalink

      L’omo, vena so dal pero. Noi abbiamo vinto quel che abbiamo vinto grazie a Tanzi e ho detto tutto e siamo di nuovo nella merda grazie alla grandeur (sperando che anche qui non ci sia di peggio). Quindi star qui a misurare se ce l’abbiamo più lungo noi o il Carpi non mi pare il caso. Cerchiamo di abbassare la cresta perché se no il purgatorio o l’inferno della D al quale siamo già condannati (salvo Manenti) sarà una atroce sofferenza. E soprattutto i presupposti da cui partire dovrebbero esser ben diversi da quelli di ritenerci i migliori del mondo. Siamo di una decadenza indicibile, altro che città sana che non si sa come cazzo Molossi riesca a scriverlo.
      Gmajo

      • 24 Febbraio 2015 in 12:22
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        ma infatti, direttore lei ha ragione da vendere. E anche il discorso finale del columnist, in un calcio iperglobalizzato come questo, vale ben poco, perché in genere in tutta Europa i campionati nazionali contano solo per l’accesso alle coppe, la vera manna per i club: il Basilea agli ottavi di Champions, anche se non ha mai vinto una cippa, oggi è conosciuto in tutta europa, mentre i quindicenni europei di oggi – i consumatori della Champions e dell’Europa League attuale e del domani – manco sanno dove sta Parma

      • 24 Febbraio 2015 in 12:25
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        majo mi spiace ma questa volta non sono d’accordo…sono contrario al discorso di lotito in generale…ma paragonare carpi con Parma(parlo anche come bacino d’utenza) non sta ne in cielo ne in terra! Parliamo di una squadra che non ha nemmeno uno stadio a norma per la serie a…vedete voi!

        • 24 Febbraio 2015 in 12:33
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          E’ chiaro che è una iperbole ! Voglio dire che siamo una provinciale e non abbiamo alcun diritto divino di pretendere la serie A o la serie B. 30 anni fa non è che il Tardini fosse molto più a norma del Cabassi! e 30 anni fa il parma giocava in c o b! Ecchecazzo. Se continuiamo a pensare alle coppe non capiamo un tubo! Ecchecazzo di orgoglio, oh!

          • 24 Febbraio 2015 in 12:38
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            se la metti cosi è un altro discorso…nessuno ha mai negato di essere una provinciale…ma allo stato attuale il paragone tra Parma e Carpi non sta in piedi…è ovvio che lotito(pur essendo una cazzata) abbia più piacere avere il parmain a piuttosto che il carpi…cioè è in piena linea con il suo discorso(pur essendo sbagliato)

          • 24 Febbraio 2015 in 12:43
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            ma che cazzo vuol dire, 30 anni fa anche Upton Park sembrava lo stadio del Fidenza e a san siro non c’era il terzo anello

          • 24 Febbraio 2015 in 13:59
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            Sempre con sta solfa del “siamo provinciali”! Sono i soldi che fanno grande una squadra! Potrei fare esempi di città più piccole di Parma ma che nessuno chiama provinciali come Leverkusen, Villareal, Principato di Monaco, Oporto ha una popolazione di poco superiore (circa 20 mila abitanti) e potrei continuare, oltre a squadre italiane come l’udinese! Sono i soldi e le idee che fanno grande una squadra… il Napoli è un esempio.. una metropoli che per anni si è fatta la B e che per anni non ha contato un cazzo in A e che in Europa ha vinto molto meno del Parma,guarda caso perchè a Parma c’era Tanzi ed a Napoli una proprietà senza capo nè coda!

          • 24 Febbraio 2015 in 14:56
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            Direttore, credo che i tifosi di una squadra (e credo che la maggior parte delle persone che intervengono siano tifosi del Parma) siano i peggiori interlocutori per discutere in maniera obiettiva della squadra in questione. Noi siamo tifosi e pertanto immaginiamo la nostra squadra vincere, la seguiamo e la amiamo anche soffrendo per quello

          • 24 Febbraio 2015 in 15:39
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            Sì, lo so: però io vi parlo una lingua diversa. Se cercate un sito da tifosi stadiotardini.it non va bene…

      • 24 Febbraio 2015 in 12:44
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        o siamo i re del mondo o siamo gli ultimi tra gli ULTIMI, mai una via di mezzo ragionata. FORSE proprio chi come lei si declassa così rapidamente è il primo a non credere a quello che scrive.

        • 26 Febbraio 2015 in 09:19
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          Bisogna saper leggere, mio caro. Sono il primo che dice che tra bianco e nero (scusate i colori) ci sono cinquanta sfumature di grigio. Siete voi del muro contro muro che vedete bianco o nero.

          Detto questo: siccome il fallimento pilotato non si può fare, non ci rimane che la serie D o il mapi-tentativo, entrambe situazioni che non mi entusiasmano, ma se ne parlo è perché sono le uniche possibili, non perché mi piacciano o le sostenga.

          Saluti

          Gmajo

      • 24 Febbraio 2015 in 13:43
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        Non concordo ne con Russo ne col Direttore.
        Il bacino d’utenza del Parma è molto maggiore di Carpi Frosinone Latina ma anche di Empoli e Chievo.
        Gli anni di gloria europea anche se vissuti come colpa dal direttore hanno permesso al Parma di acquistare prestigio che ha il suo valore quando si vendono i diritti tv all estero…..
        xcio’ Lotito non è incoerente!

        • 25 Febbraio 2015 in 09:18
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          Io non ho affatto emesso giudizi di colpa, bensì espresso una semplice constatazione che credo sia puerile negare. Coda di paglia.

  • 24 Febbraio 2015 in 12:18
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    Devo dire che considerare la propria squadra del cuore quanto il Carpi è assurdo ma comunque….credo Majo che per te sarebbe meglio cancellare proprio tutta la storia e ripartire da zero….tanto abbiamo vinto le coppe coi soldi di Tanzi. Chissenefrega…. Mi sbaglio o lavoravi per il Parma in epoca Tanzi? Nel caso dovresti restituire tutti i soldi degli stipendi ricevuti in tale epoca….per coerenza s’intende….

    • 24 Febbraio 2015 in 12:24
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      Anche tu caro Manno, prima di venire qui a scrivere cazzate faresti bene a documentarti.

      Io ho lavorato per il Parma in epoca amministrazione straordinaria e Ghirardi dal 2004 al 2009.

      Però quello che dovresti capire è che il Parma vale la Reggiana, il Piacenza, la Cremonese, il Carpi, oltre che logicamente Atalanta, Chievo, Brescia etc. Cioè è una provinciale. Togliti dalla testa quella cazzo di grandeur che abbiamo avuto solo grazie a Tanzi e o alle gestione dissennata di ghirardi e leonardi. In 100 anni di storia i 25 anni ad alto livello li sono stati con Tanzi e appunto con Ghirardi. Per il resto eravamo nelle serie inferiori, esattamente come Carpi, Reggiana etc. etc. Non c’è un diritto divino per cui il Parma debba stare in serie A. E con la testa che ti ritrovi nelle serie inferiori soffrirai parecchio.

      Quindi io non ho da cancellare alcuna storia. Sei tu che devi accendere il cervello.

      Saluti

      Gmajo

      • 24 Febbraio 2015 in 12:27
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        ma come fai a paragonare l’atalanta e il brescia a carpi e cremonese?

        • 24 Febbraio 2015 in 12:29
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          Ma cercate di aprire il cervello, prima di scrivere. La Cremonese, tra l’altro, ha avuto una gloriosa parentesi di serie A, comunque il mio ragionamento è che siamo una provinciale e come tale dobbiamo ragionare. Dimentichiamoci le coppe e la grandeur, inclusi tutti i piazzamenti nella parte sinistra della classifica raccolti con Ghirardi e Leonardi. L’origine della morte del parma è in questa mentalità.

          Saluti

          Gmajo

          • 24 Febbraio 2015 in 12:34
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            l’origine della morte di questo Parma è Ghirardi che non ci mette i soldi…perchè secondo te il sassuolo(che se noi siamo una provinciale loro sono una frazione) ha una gestione virtuosa?oppure ha squinzi che tutti gli anni ci butta dentro il trentello per ripianare i debiti?Majo tutto sta su chi è il proprietario di una squadra…poi è ovvio che se vuoi fare tanzi e hai la disponibilità di Dallara,prima o poi salti per aria!

          • 24 Febbraio 2015 in 12:36
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            Ecco, appunto. Però sarebbe come se un domani squinzi mollasse il sassuolo e i tifosi neroverdi pretendessero per diritto divino di continuare ad avere la serie A!

          • 24 Febbraio 2015 in 12:41
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            ma io non ti sto dicendo quello…quello che dici tu è giustissimo…io sto parlando dell’articolo di russo che non ha senso…perchè se lo analizzi è normale che lotito preferisca il parma al carpi…nella sua pazzia è perfettamente coerente con le cagate che ha sparato al telefono con il ds..

          • 24 Febbraio 2015 in 13:34
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            Gentilissimo Dott. Majo, difficilmente non sono d’ accordo con quanto dice o scrive, ma in questo caso devo necessariamente dissentire. Non parlo tanto della classificazione del Parma come ‘provinciale’ al pari di altre realtà meno gloriose , ma sicuramente messe meglio di noi in questo momento, che sostanziamente condivido, quanto piuttosto dell’ accusa di grandeur che muove nei confronti dei tifosi parmigiani.
            Le ricordo infatti che calcisticamente parlando, la grandeur che magari è effettivamente dentro di noi non è frutto, o solo frutto, della nostra mentalità piccolo borghese di abitanti nella ‘piccola parigi’ , ma deriva dall’ aver vissuto la genesi (e relativa fine) dello squadrone che faceva tremare le grandi, seguita poi dalle manie di grandezza di un industrialotto bresciano che , tramite i propri portavoce, andava dicendo che non avremmo piu dovuto ricordare l’ era Tanzi, ma parlare e sognare con la nuova era Ghirardi…
            Nel mezzo il pubblico parmigiano ha vissuto l’ amministrazione straordinaria e la retrocessione in serie B con dignità e passione inaspettate, senza mai abbandonare la squadra come forse avrebbero fatto tifosi più nobili ed altezzosi… Piu di recente, i nomi dei vari magnati russi o delle multinazionali del petrolio non li ha fatti la curva o il pubblico della tribuna est, ma li abbiamo letti sui giornali e uditi dalla bocca di qualche suo collega… Quindi perchè non avremmo dovuto continuare a sognare o a sperare ? In fondo il calcio è proprio questo….

      • 24 Febbraio 2015 in 13:44
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        No, Majo, il Parma non è il Carpi. Può essere paragonato all’Atalanta, all’Udinese, al Brrescia, pur avendo un palmares e una riconoscibilità internazionale maggiore, ma non al Carpi. C’è provinciale e provinciale.

        • 24 Febbraio 2015 in 14:47
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          Ah mi scusi, non avevo visto che aveva definito il paragone “un’iperbole”. Allora ci siamo…

      • 24 Febbraio 2015 in 14:50
        Permalink

        Quindi secondo l’idea sua DIRETTORE, una squadra non può più crearsi una grandiosa storia partendo anche dal 2014? Cioè mi spiego è tanto strano per lei comprendere (e non perchè la ritengo poco intelligente ovviamente!) che quelli più incazzati sono quelli che sono fuori dal contesto emiliano, perchè ritengono il parma non una provinciale?
        Mi spiego ancora meglio… per lei è difficile capire che negli ultimi 25 anni il Parma non è stata una provinciale alla pari di molte altre che si sono affacciate a grandi livelli?
        Se solo ci fosse stato Gazprom Lukoil, avremmo ancora detto che il parma è una provinciale?
        E poi… Anche se lo fosse, è giusto rivendicare una posizione che sebbene non ci spetta di diritto, ci spetta per risultati (indipendentemente dalla buona gestione etc etc) sportivi?

        Il Parma Calcio è un patrimonio. Parma Città lo è per voi ma non per tutti i tifosi del Parma. Separiamo queste due Parole.
        In maniera semplicistica la denotazione “provinciale” dipende anche dal tipo di investimento che viene fatto per la squadra di calcio.

        Direttore ho massimo rispetto in Lei, e nei commentatori. Quando sento parlare con tono di rassegnazione e con la giustificazione “siamo una provinciale mica il Milan, dobbiamo aspettarci anche questo”, giuro che mi delude, e penso che i primi a non aver fiducia del PARMA CALCIO sono i tifosi, e senza i tifosi non c’è squadra di Calcio.
        Chiaramente è un discorso calcistico e ci tengo a ribadire che non voglio offendere nessuno e se l’ho fatto mi dispiace molto.

  • 24 Febbraio 2015 in 12:24
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    Beh, quando Molossi scrive qualcosa, al 99% è una minkiata, magari su commissione.
    Ormai è consolidato.
    Se Lotito ed i suoi compari avessero gli attributi, direbbero chiaro e tondo a tutti che le grandi metropolitane si fanno una Superlega a 12 per conto loro, con tutti i soldi delle tv e delle scommesse, e che gli altri si facessero il loro campionato degli sfigati.
    Ed invece no.
    Gli altri, i piccoli, devono far numero ma non disturbare, e soprattutto non portar via soldi alle grandi, che sennò come fanno a pagare i Balotelli di turno?
    Che gente di palta.
    Il calcio come sport è morto e sepolto, è rimasto solo un business, oltretutto sporco come una fogna.

  • 24 Febbraio 2015 in 12:35
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    A lotito non glie ne frega un cazzo del parma cerca solo di salvare la potrona come tavecchio dopo le cazzate che hanno sparato ultimamente.
    I verici del calcio italiano vanno azzerati dai moggi galliani lotito tavecchio agnelli sono la rovina del calcio

  • 24 Febbraio 2015 in 12:36
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    Majo non venga a insegnarmi che siamo un aprovinciale come tale dobbiamo ragionare perché lo so bene. quello che intendo è che il carpi fa 700 abbinati… si documenti prima di attaccare

    • 26 Febbraio 2015 in 11:05
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      Se c’è qualcuno che attacca quello è lei, anche perché perfettamente addestrato dal forum dal quale proviene.

      Il Carpi andrà in serie A e non in serie D: quindi cospargiamoci il capo di cenere e chiudiamo qui il ragionamento, peraltro inutile.

  • 24 Febbraio 2015 in 13:00
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    Direttore,
    Ma che pazienza?
    La maggio parte di noi non ha idea di cosa sta succedendo, cosa e’ successo e cosa succederà, le uniche cose che sappiamo le abbiamo scoperte grazie a qualcuno come lei negli ultimi mesi.
    Mi sembra di essere nel 2011 quando tutta Italia ha scoperto/ci hanno fatto scoprire lo spread che prima non si sapeva cosa fosse e anche adesso molti non sanno cosa sia.
    Tornando a noi in un mondo normale il Parma fallirebbe e basta e Ghirardi e Leonardi potrebbero avere problemi con i Tribunali.
    Non siamo in un modo normale e quindi ci si arrabatta a trovare una soluzione per salvare il titolo sportivo mettendolo in quel posto a fornitori e dipendenti non sportivi.
    In un mondo normale o si salva tutta la società o si lascia fallire con tutti gli annessi e connessi.
    Dobbiamo capire che il Parma lo possono anche salvare in serie B e poi vediamo, dioendenti e fornitori restano con il cerino in mano e quindi più disoccupati e aziende in difficoltà, il 10 marzo potrebbe fallire l’aeroporto, paghiamo le tasse più alte perché il comune è pieno di debiti, stanno fallendo o quasi aziende tutti i giorni, se perdiamo l’aeroporto potremmo perdere il treno di Expo, l’Efsa non so cosa penserà senza le infrastutture promesse visto che la Tav non arriva a Parma, forse Cibus andrà a Milano o Bologna perché:
    Perché il Parma deve restare nel calcio professionistico.
    Ditemi cosa ci facciamo con una squadra in serie B e una città in serie Z?

  • 24 Febbraio 2015 in 13:00
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    Il presidente della Lazio (al quale sono tanto cari i diritti TV) è perfettamente al corrente di cosa potrebbe succedere al calcio italiano, dal punto di vista dell’interessamento mediatico futuro, se una squadra dovesse “saltare” anzitempo… Lotito, così come il resto della Lega e della federazione, cerca di salvare il campionato e non il Parma… Nessuna incoerenza! Potrebbero andare in campo anche 11 manici di scopa, l’importante è che si giochi. Poi al termine del campionato il Parma non sarà più una preoccupazione.

  • 24 Febbraio 2015 in 13:05
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    Ho letto l articolo di molossi e l insalata mi è andata di traverso!!!
    La città di Parma sta morendo e lui non se ne accorge!!
    Non riesco a capire perché a certa gente da tanto fastidio toccare Tanzi! quello che si è vinto lo si è vinto con soldi sporchi con truffe di tutti i tipi!
    Ha ragione il direttore se davvero non scendete dal pero sarà difficile per voi vivere con la squadra in serie b!
    @Francescomannella Non puoi paragonare il Parma al Carpi?e perché scusa?Lotito come te dovrebbe capire che non si misura la squadra dalla grandezza della città ma da chi ci mette i soldi e il presidente del Carpi ne ha e ne mette tanti!

    • 26 Febbraio 2015 in 09:16
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      Purtroppo sono giorni convulsi, e tra l’altro ringrazio anche Angioldo che mi aveva segnalato in privato l’opera d’arte del pluridirettore.

      Non ho avuto modo di chiosare tale elaborato a caldo, speriamo a freddo. In compenso, stamani, un lettore ha postato uno scritto che vale decisamente di più e che penso eleverò ad articolo. Si sa mai lo legga Molossi…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 24 Febbraio 2015 in 13:37
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    Se ci si mette Lotito la D è garantita !

    Aspettiamo allora il miracolo in trepida ed utopica attesa.

    Il fallimento pilotato è una fesseria stratosferica, peraltro priva di fattibilità cocreta ( a meno che qualcuno scappi dal manicomio di Colorno) spiegata dai bravi redattori di Stadiotardini it in mille lingue ed in mille modi.

    Possibile ci sia ancora qualcuno che creda al Fallimento pilotato ?

  • 24 Febbraio 2015 in 13:44
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    Il Parma non è il Carpi anche se anni fa (molti) giocavamo nello stesso campionato.

  • 24 Febbraio 2015 in 13:52
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    Ma chi parla di diritto divino ma i paragoni che hai fatto non calzano.
    Il Carpi ha tutti i diritti di giocare in serie A come lo ha il Parma se ne ha posibilita’ e bravura………
    il parma con la giusta politica puo’ togliersi o poteva togliersi delle belle soddisfazioni commisurate al suo status di provinciale…..
    il problema è saper amministrare eselezionare………..
    pensate che Zaza poteva essere nostro per 2,5M 3 ani fa la scelta fu Pabon………..
    speriamo di avere un futuro non in serie D

  • 24 Febbraio 2015 in 13:54
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    superlega a 12 squadre. 1 sola retrocessione diretta e 1 spareggio fra le vincente sotto.
    seria A divisa fra nord e sud per ridurre costi trasferte a 16. tetto massimo sugli ingaggi. 1 promozione diretta e 1 play off che va a giocarsela con la 11esima.
    serie A : obbligo di avere in rosa metà under 25 o in alternativa metà italiani.
    la superlega delle 12 avrebbe interesse a investire sulle squadre di serie A creando vivai o parcheggiando possibili talenti o vecchie loro glorie.

  • 24 Febbraio 2015 in 13:54
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    Ormai e’ chiaro Lotito e’ il burattinaio di Manenti e lo e’ stato prima di Taci.

  • 24 Febbraio 2015 in 14:36
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    Direttore noi abbiamo vinto perchè lo abbiamo meritato, sono stanco di sentire trattato il Parma come il brutto anatroccolo. Siamo una della squadre in Italia ad avere piu titoli europei, non se lo dimentichi mai. E se Parma ha avuto tutta questa risonanza nel mondo è sicuramente per il calcio non certo per l’UPI.

    • 26 Febbraio 2015 in 10:21
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      Cortesemente non stia qui a mischiare pere e mele. Che minchia c’entra l’upi coi trofei del parma? Ho forse detto o scritto questo qualche volta?
      Poi il mio ragionamento non lo avete capito perché come al solito siete dei tifosi col paraocchi che guai chi vi tocca il vostro bel bambino che subito graffiate come mamma gatta…
      Io sui trofei dell’era Calisto non ho fatto alcun ragionamento morale e reagire così significa aver la coda di paglia. Io ho solo detto che non possiamo pretendere la serie a o b per diritto divino, anche perché questo quarto di secolo ad alti livelli o comunque nella massima serie sono stati possibili con Calisto e col tanto contestato (ora) tandem ghirardi e Leonardi. Per il resto la nostra storia ricalca quella delle realtà provinciali a noi vicine con lunga militanza nelle serie inferiori.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 24 Febbraio 2015 in 14:40
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    Direttore secondo me non è lucido…..
    In 100 anni ne abbiamo fatti 25 di serie A e abbiamo vinto piu di chi in seria A ne ha fatto almeno il doppio di noi. Sul fatto del bacino di utenza me ne fotto, perchè se domani arriva un nuovo Tanzi io me lo prendo e vinco, come vincono JUVE MILAN O ROMA. O crede veramente che il denaro sporco arrivi solo dalla via Emilia…. Sveglia direttore, dobbiamo salvare una squadra e una città, non pensare a fare dei funerali…

    • 24 Febbraio 2015 in 15:42
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      A me lo dici, che credo 0.1 in Manenti, l’unico che ci può salvare? Vallo a dire a tutti i fallimentaristi dell’ultima ora.

      Però bisogna essere realistici: con quello stracazzo di fallimento pilotato, sul quale si perde troppo tempo, non si va da nessuna parte. Finiremo comunque in D. E allora, visto che la causa è sempre stata la grandeur predico un ridimensionamento. In serie D con i 25 anni di A e le coppe, non ci facciamo una cippa.

      Io sono lucido anche troppo; aprite gli occhi, zio cajenna. Anziché credere che c’è la B lì con il fallimento! Ma indova!

  • 24 Febbraio 2015 in 15:21
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    Lotito dovrebbe essere confinato a fare il presidente, è deleterio per il movimento e ha modi alla Moggi. Finchè c’è gente come lui il calcio italiano andrà sempre peggio.
    Per il resto è chiaro che Lotito, come Tavecchio e Galliani (che manda avanti gli altri ma non è da meno), tentano solo di preservare il campionato e, sopratutto, di evitare di richieste risarcitorie da parte delle televisioni.
    Non c’è quindi nulla da stupirsi, è la prosecuzione del ragionamento su Carpi e Cremonese. Purtroppo i personaggi sono sempre quelli e le logiche di chi governa sono le peggiori possibili. L’unica persona che pare avere valori sportivi è Malagò ma purtroppo è al coni.
    Noi stessi però dobbiamo ricordarci di essere già stati salvati dal palazzo e che sino a pochi mesi fa avevamo un presidente schierato a favore dei suddetti personaggi.
    Per certi versi capisco il discorso “facciamo saltare il banco” ma il calcio non è solo Lotito o Tavecchio, bisogna salvaguardare anche i club seri e i tifosi. Se un ritiro del Parma condannasse, seppur indirettamente, chievo empoli o cesena sarebbe giusto? A mio parere no.

  • 26 Febbraio 2015 in 10:01
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    Il parmigiano è un pò strano, un pò snob, con la puzza sotto il naso e la grandeur francesce che ci piace e vorrei vedere quanti effettivamente andranno a vedere il Parma in una serie inferiore alla A . Ho sentito gente negli anni passati che diceva o si gioca per andare in Europa oppure un campionato di mezza classifica non mi interessa.
    Ora la maggio parte spera nella B!
    Adesso che è partita la magistratura sarà veramente dura saltarci fuori e come. La matassa credo che sia bella intrigata e per sfarla gù ci vorrà del tempo.
    Tutti contro Manenti non vorrei mai che facesse la magia e leggere e sentire poi le dichiarazioni a questo qui che fino ad un secondo prima era un pezzente, morto di fame, barbone ecc ecc.

    Per andare in serie B saremmo disposti a barattare l’etica, la moralità e il perbensmo infatti da chi arrivano i soldi non ci interessa potrebbero venire da trafficanti d’armi, narcotrafficanti o altro che sarebbero bene accetti basta salvare la squadra.

    I giocatori cercheranno di fare azioni per mantenere la visibilità del problema ma chi è giovane ed ha una carriera davanti metterà, come hanno fatto, in mora la società in modo da svincolarsi e essere fuori da lotte con la Lega e Figc.
    Grande Lucarelli ma ha 37 anni è a fine carriera e non possono ormai fargli nulla, Mauri, Costa e qualcun altro forse ha davanti qualche anno di carriera e mettersi contro il Palazzo potrebbe volere dire la fine anticipata del mestiere di calciatore.

    Io penso che sia ora di finirla aspettiamo il 12 e il 19 Marzo e vediamo cosa succede.

    Tutto il resto è, come diceva Califano, noia

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