IL COLUMNIST / PARMA DI QUA, PARMA DI LA’…

(Luca Russo) – In un momento del genere, e cioè con un fallimento che pare sia giù in cortile o addirittura sullo zerbino di casa e il calcio giocato che fa una fatica tremenda ad occupare le nostre domeniche, scrivere o discutere del Parma senza lasciarsi trascinare da qualcosa di simile all’emozione mista a rabbia, è impresa ardua per chi ne è tifoso o, come nel mio caso, tifoso/pseudogiornalista. Ardua ma non impossibile. E allora veniamo a noi. Ho una cosuccia da dire, un sassolino che intendo togliermi dalla scarpa: si tratta di una critica, chiara e convinta, indirizzata ai media sportivi italiani e in modo particolare alle attenzioni che questi stanno rivolgendo, peraltro tardivamente, agli sviluppi connessi alla crisi societaria che ha travolto, cambiandone i connotati, il Parma. Nel corso delle ultime settimane, e per essere più precisi in corrispondenza dei passaggi di mano che han visto il club Crociato finire prima nell’orbita di Taci e poi in quella di Manenti, senza peraltro trarre benefici né dalle cure dell’albanese né da quelle del lombardo, il Parma è riuscito a guadagnarsi non solo le prime pagine dei quotidiani sportivi nazionali ma anche i servizi di chiusura di telegiornali del calibro di quelli che vanno in onda sulle reti Rai e Mediaset. Siamo sulla bocca di tutti: dagli addetti ai lavori ai tifosi più attenti e competenti passando per quelle persone che il calcio lo seguono solo occasionalmente. E lo siamo, sulla bocca di tutti, non per meriti sportivi, non per aver sollevato al cielo una coppa o messo sotto lo squadrone di turno, ma perché siamo giunti al fallimento, o alle soglie di esso. Il Parma sta falsando il campionato, dice qualcuno. Il Parma non ha la forza né il bacino di utenza per stare in Serie A, sostiene qualcun altro. Colleghi di lavoro, ex fidanzate, il fruttivendolo sotto casa e chi più ne ha, più ne metta: tutti parlano del Parma. Del Parma che se la passa malissimo, of course. Perché a certi italiani ciò che riesce meglio è lo sparare a zero sui feriti. Il Parma è di qua e il Parma è di là. Il Parma è ovunque. È in ogni rassegna stampa ed in ogni approfondimento serale. È in ogni chiacchierata tra amanti del calcio più adesso che è caduto in disgrazia che qualche anno fa, quando mieteva un trionfo europeo dopo l’altro. Ci manca solo che il nostro nome faccia capolino nelle stazioni ferroviarie italiane, laddove sui monitor posti in prossimità dei binari viene quotidianamente pubblicata una graduatoria dei termini più ricercati sul web. Vi pare questo un atteggiamento corretto, giusto nei confronti di una squadra che ha scritto la storia del calcio nostrano e che quanto ad affermazioni continentali è seconda solo al Milan in Italia? No che non lo è. Ci stanno mancando di rispetto, i media nazionali e di riflesso tutte quelle persone che da costoro si lasciano (facilmente) condizionare. E lo dico senza il benché minimo timore di essere smentito o bacchettato. Del resto i media nazionali che oggi straparlano di noi manco avessimo vinto uno scudetto, sono gli stessi che una decina di anni fa strillarono ai quattro venti “Supermarket Parma”, e ci volle una conferenza stampa – per la verità più simile ad un comunicato stampa (non fu dato spazio ai quesiti dei giornalisti presenti) – dell’allora d.g. Patrick Nebiolo per mettere in chiaro le cose (“non esiste alcun supermercato Parma, se ci saranno cessioni è perché erano già state pianificate e sono in linea con la logica tecnica e finanziaria del club”) e disperdere la folla di avvoltoi che stavano velocemente avvicinandosi al Parma, immaginando di poter farne un boccone per uno. Pertanto, con la nostra squadra del cuore ridotta in pessime condizioni, certe mancanze di rispetto da parte della stampa ufficiale avrei dovuto metterle in preventivo. Ma non riesco ad accettarle: se al Parma caduto in disgrazia son state dedicate le stesse attenzioni che normalmente vengono destinate ad una grande squadra, perché lo stesso interesse nei suoi riguardi non lo si è mostrato quando dominava in lungo ed in largo sia in Italia che in Europa? E poi – ed è questo l’aspetto più irritante del metodo col quale i professionisti dell’informazione stanno lavorando sull’emergenza finanziaria ed economica del club gialloblù – perché i media nazionali ci fanno la morale solo adesso, quando invece avrebbero potuto farci le pulci prima che i buoi scappassero dalle stalle e comunque nello stesso momento in cui a Parma un paio di giornalisti, tra cui il nostro Direttore Gabriele Majo, cercavano non senza difficoltà e per puro spirito di servizio (o dovrei dire per amore nei confronti del Parma?) di mettere sotto i riflettori le lacune e le carenze della gestione Ghirardi? Ora son tutti bravi a fare gli investigatori o gli esperti di questioni fiscali, contabili e via dicendo. Il naso in certe questioni, e soprattutto nei bilanci, andava messo prima. Molto tempo prima. Sicuramente prima che certi buchi diventassero voragini. A proposito di quella conferenza barra comunicato stampa di una decina di anni fa, l’allora d.g. Patrick Nebiolo aggiunse pure che “in sede legale stiamo cercando di chiarire se ci sono strumentalizzazioni da parte della stampa che possano intralciare il nostro lavoro”. Strumentalizzazioni della stampa e bastoni tra le ruote. Dieci anni dopo, la storia si ripete (Manenti e l’UPI ne sanno qualcosa). Ma con una piccola grande differenza: quello, da un punto di vista dirigenziale, era un altro Parma. Certamente più tosto e strutturato del malandato PARMA targato Super Mapi. Luca Russo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

27 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / PARMA DI QUA, PARMA DI LA’…

  • 22 Febbraio 2015 in 12:33
    Permalink

    Ciao Gabriele, scusami, scrivo qua per distinguermi, avrei piacere che facessi il punto pubblico sul tuo network, mi pare che negli ultimi anni sia esploso come merita. Abbraccio, da Genova, ciao

    • 22 Febbraio 2015 in 20:00
      Permalink

      Gabriele, Curioso ricevere i complimenti da chi su Facebook ti definiva “una bella zanzara”, che per definizione é fastidiosa.

  • 22 Febbraio 2015 in 12:40
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    Il Giornalista Gabriele Majo ha avuto, tra i tanti, il gravissimo torto di occuparsene per primo di queste difficoltà del Parma.

    Ha avuto poi anche l’altro torto – che in molti ora cattedraticamente cercano di fargli pagare con l’irrisione, il dileggio e talora con la calunnia – di seguire punto per punto la vicenda dei passaggio alla proprietà attuale di Manenti con uno scoop, frutto di un lavoro intelligente , paziente e puntuale.

    Forse per qualcuno è anche colpevole del fatto il Manenti non paghi.
    E questo traspare purtroppo anche da tanti commenti all’arsenico.

    Ma così va il mondo !

    Complimenti a Luca Russo per questo bell’articolo e a tutti coloro che collaborano con Stadio Tardini it : una voce libera, chiara e forte che persegue il bene dello sport a Parma, sempre con la schiena dritta e con leale competenza messe a frutto della città, del Parma e dei suoi appasionati tifosi !

    Grazie Russo, Grazie Majo : continuate su questa strada !

      • 22 Febbraio 2015 in 15:17
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        Leggendo i vostri articoli mi sono ricreduto, ed ho imparato ad analizzare meglio gli episodi. Due anni fa, un caro amico, che in passato gioco nel parma, epoca Ancellotti, mi disse che tom era una farsa, e che di soldi non ne faceva girare, anzi! PERSONALMENTE non ero della stessa idea, continuava ad affermare che da fonti interne al club e anche da fuori, era risaputo che certe figure non venivano pagate da tempo. Un altro amico, fornitore del club, il quale compariva sul tabellone sinottico dello stadio avanza i genti somme, lo stesso lo ha fatto presente diversi anni fa, e non ha mai recuperato nulla. Bene mi sono svegliato grazie alle analisi fatte in modo oculato sul vostro sito. Sommando vari tasselli mi rendo conto, che gia qualche mese fa tutti potevamo immaginare cosa sarebbe accaduto. L’unica cosa dove non mi trovo, e’ sul fatto che mister mapi e mister rom, non siano collegati allo zio tom, vedremo. Comunque mi complimento e vi ringrazio per l’ottimo servizio dato con passione. Spero che il capitano e la squadra agiscano come hanno affermato, per rompere le chiappe a questo sistema connivente.

      • 22 Febbraio 2015 in 19:04
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        No secondo me l’unica colpa che gli viene attribuita è quella di avere fatto cattiva informazione, dando speranze ai tifosi che i bonifici arrivassero! L’avevano capito 8 persone su 10 che sarebbe stato impossibile. Guarda che uno con le palle si prende le responsabilità, senza nessun problema. A maggior ragione dal momento che i bonifici non li aveva promessi lui. E secondo me majo lo farà.

        In quanto all’articolo sopra no comment, totalmente privo di senso. Ne parlano perché è una notizia da Tg non avere i soldi per giocare una partita di serie a! E non era compito dei giornalisti della stampa nazionale indagare prima che i buoi scappassero.
        Boh, non capisco come si possano pubblicare cose del genere

        • 22 Febbraio 2015 in 19:29
          Permalink

          No, no. Qui si sta straparlando del Parma che è caduto in disgrazia, mentre quando il Parma si portava al bar mezza Italia e mezza Europa, nessuno degli scrupolosi professionisti dell’informazione che oggi ne discutono in ogni dove se lo filava. A me da tifoso questo atteggiamento fa girare le scatole.

          E poi, caro Carlo, chi lavora per un quotidiano nazionale o un’emittente radiofonica/televisiva del livello di Rai o Mediaset, percependo peraltro uno stipendio niente male, ha il dovere di produrre qualcosa di più del semplice racconto del calcio giocato o delle relative polemiche. In Gazzetta, per fare un esempio, il solo Marco Iaria risponde a questo dovere. Non è ammissibile che abbia dovuto pensarci Majo a interpellare un commercialista per capire qualcosa del bilancio del Parma, mentre testate molto più strutturate e con mezzi superiori a quelli del nostro Direttore si limitino a fare copia e incolla delle notizie prodotte a livello locale. Ma scherziamo?

          Saluti

    • 22 Febbraio 2015 in 13:42
      Permalink

      Sono allergico ai complimenti perché mi fanno arrossire, ma la ringrazio. Anche se poi più dei complimenti, che comunque incasso col sorriso sulle labbra, mi farebbe piacere che i lettori capissero che le critiche indirizzate al Parma e a chi lo gestisce o lo gestiva sono sempre state elaborate nel tentativo di rendere un buon servizio al Parma stesso, cosa che non sarebbe potuta accadere se ci fossimo posti nei riguardi del club gialloblu con un atteggiamento simile a quello di coloro che sostenevano che andava tutto bene madama la marchese.

      Detto questo, speriamo che il Parma riesca a salvarsi senza che nessuno, né dipendenti né collaboratori né fornitori, ci rimetta qualcosa.

  • 22 Febbraio 2015 in 12:44
    Permalink

    Leggo su Sport Mediaset che Samp Genoa non si è giocata perché non si sono messi i teloni a copertura del campo perché Samp e Genoa devono dare al Consorzio che gestisce il campo 2 mln di euro e che al Consorzio sono stati fatti decreti ingiuntivi dai fornitori e quindi non avendo i soldi per i teloni non si è giocato.

    Ieri su IlSole 24 ore articoletto sul bilancio Udinese che chiude in perdita per 12 mln per l’abolizione delle compartecipazioni che ha causato minori plusvalenze (l’anno prima 71 mln), debiti lordi più che doppi rispetto al fatturato netto plus e un capitale sociale ancora positivo.
    Se l’Udinese che è considerata un gioiello fatica a far quadrare i conti credo che per altre realtà sarà ancora più difficile certo stanno facendo lo stadio nuovo e i conti miglioreranno e nessuno ha nulla da dire sul fatto che il 99,43% sia di società lussemburghese?
    Mettiamoci anche le difficili situazioni di quasi tutte le big della serie A e abbiamo un quadro allucinante; qualcuno si dovrebbe svegliare e prendendo spunto da ciò che è esploso a Parma cambiare il sistema che così e’ destinato ad esplodere.

    Se al posto del Parma ci fosse squadra di fascia altissima tutto questo bailamme non sarebbe successo perché ci avrebbero messo una pezza prima.

    Sono letteralmente schifato e l’unico che sta dicendo le cose come stanno adesso è Lucarelli e devono mettere in atto quello che dicono e cioè di non giocare; è ora che tutti capiscano qual’e’ la reale situazione del calcio italiano.
    Scusate la prolissità dello sfogo ma si deve fare qualcosa per non essere considerati come gli unici colpevoli; unici colpevoli che alla fine bene che vada saranno tifosi e giocatori mentre tutti gli altri se la caveranno visto come funziona in Italia

    • 22 Febbraio 2015 in 12:55
      Permalink

      Secondo me una delle poche società che in Italia può essere presa come modello è l’Empoli di Fabrizio Corsi, che ok vivacchierà pure tra serie A e serie B, ma con un monte ingaggi contenuto e la capacità di crescere o scovare giovani di prospettiva da vendere al miglior offerente, un modo per sfangarla lo trova sempre. Vincono niente o meno di niente? Sì, però dubito che siano in prossimità di un fallimento, a differenza di qualcuno che pretendeva di incantarci con la sua gestione virtuosa e la storia dell’Ajax della via Emilia.

      A partire dalla prossima stagione, peraltro, uno dei criteri per non sparire dal calcio che conta sarà quello di non avere debiti verso l’estero. Ecco, una volta entrato in vigore questo paletto, penso che anche le grandi del nostro calcio inizieranno ad avere qualche problemino, nell’ipotesi che il sistema calcio si trasormi in un sistema onesto, trasparente ed equo.

      • 22 Febbraio 2015 in 13:54
        Permalink

        L’udinese però si sta facendo lo stadio

    • 22 Febbraio 2015 in 22:44
      Permalink

      Se non si rivedono gli ingaggi dei calciatori il sistema non tiene

  • 22 Febbraio 2015 in 13:54
    Permalink

    scusate l o.t. …ma Lila ringrazia ancora la famiglia Taci??e il Cipolla ,Loro come commentano??i soldi li han già presi da Taci?
    Direttore e Collaboratori di Stadiotardini continuate così,siete la luce in fondo al tunnel delle falsità giornalistiche!

  • 22 Febbraio 2015 in 14:38
    Permalink

    mettiamoci in testa che quasi tutte se non tutte le società di calcio sono indebitate e questo è un altro motivo del perché la lega e la federazione cercano una soluzione del problema Parma…

  • 22 Febbraio 2015 in 15:46
    Permalink

    Ma di cosa stiamo parlando, siamo seri dai, continuare a insistere e sperare in mapi-tso è un insulto all’intelligenza.

  • 22 Febbraio 2015 in 16:39
    Permalink

    Majo vorrei sapere cosa ne pensa dell’ultima sparata del sindaco ill rapporto con Manenti e’ irrecuperabile stiamo cercando di convincerlo a portare i libri in tribunale… io sono allibito un sindaco che invece di cercare di evitare il fallimento incita a quello … vorrei porre una domanda al sindaco Taci per 3 mesi ti andava bene non sollevi nemmeno un dubbio e Manenti che sara’ quel che sara’ gli diamo addosso…maledetto il giorno che ti ho votato!

    • 23 Febbraio 2015 in 02:42
      Permalink

      Si appunto: a me fa schifo sta apparecchiata dopo le complicità precedenti con ghiro e taci

  • 22 Febbraio 2015 in 17:32
    Permalink

    Già mi immagino che ci costringeranno a giocare fino a fine campionato e a perderle tutte (fortuna che il capitano ha capito l’aria che tira e ha detto no a questa mossa meschina).

  • 22 Febbraio 2015 in 17:56
    Permalink

    Notizie di manenti? Non risponde più’ al telefono ?

      • 22 Febbraio 2015 in 18:25
        Permalink

        povret

      • 22 Febbraio 2015 in 18:33
        Permalink

        Touche,mi perdoni…

      • 22 Febbraio 2015 in 18:50
        Permalink

        Del resto anche Dio il settimo giorno si riposò.

      • 22 Febbraio 2015 in 22:45
        Permalink

        Sarà’ stato in chiesa a pregare Nostro Signore che gli faccia il miracolo

I commenti sono chiusi.

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