IL COLUMNIST / PER RITORNARE NEL CALCIO CHE CONTA, PARTENDO DALLA D, NON OCCORRONO CIFRE FUORI PORTATA

(Luca Russo) – E così ci è voluta una voce da Padova, per farmi guardare alla serie D, da cui sembra atteso il nostro Parma, con meno riserve e nostalgia (nostalgia dei bei tempi che se ne andrebbero, in caso di discesa agli inferi). La voce in questione è quella del direttore responsabile del sito web padovagoal.it, Dimitri Canello, il quale, contattato telefonicamente dalla redazione di Teleducato durante la ventiquattresima puntata di Calcio & Calcio Più (clicca qui per vedere la web registrazione a cura di Alex Bocelli), non solo ci ha spiegato in che modo il Padova è sparito dal calcio professionistico, ma ci ha anche fornito qualche anticipazione in merito a ciò che potrebbe attenderci nel corso della prossima stagione, la quarta serie per l’appunto. E vi confesso che ascoltare le sue riflessioni, che son quelle di una persona che la D la sta vivendo in prima persona, per cui sa benissimo di cosa parla, mi ha restituito un po’ del buon umore che ho smarrito con la reggenza di Ghirardi prima e quelle di Taci e Manenti poi. Due i passaggi interessanti e in qualche modo beneauguranti (dal nostro punto di osservazione) del suo intervento telefonico.
Il primo relativo ai costi: per pianificare una serie D di vertice, secondo il giornalista padovano occorre investire all’incirca due milioni e mezzo di euro; una volta saliti in Lega Pro, se si volesse tentare l’assalto alla cadetteria, potrebbero bastarne grosso modo il doppio. Senza voler fare il fighetto coi soldi degli altri, mi pare che per ritornare nel calcio che conta non occorrano cifre fuori dalla portata dell’imprenditoria parmigiana. La questione, però, è un’altra: ammesso e non concesso che agli imprenditori del territorio non manchino dieci milioni di euro da investire in un Parma costretto a ripartire dal sottoscala del calcio italiano, quanto è ragionevole supporre che abbiano la voglia di ‘sputtanarli’ nella nostra squadra del cuore? Visti i precedenti e considerata la scarsa sensibilità sul tema dei vari Barilla e Pizzarotti (tanto per citare i primi due nomi che mi vengono in mente), direi molto poco. Però a un non parmigiano che abbia alle spalle un’azienda solida e che sia interessato ad irrompere nel mondo del pallone, e a farlo per il tramite di una piazza a suo modo blasonata come quella gialloblù, potrebbe far gola arrivare almeno in serie B senza rimetterci troppi soldi e anzi guadagnandoci qualcosina in termini di visibilità. Insomma, anche stavolta è probabile che il bene del Parma passi dall’intervento di qualcuno che non sia espressione del territorio ducale. Con la speranza che non si tratti di un Ghirardi bis
Il secondo centrato sul numero di tifosi che, sebbene il Padova sia sprofondato in quarta serie con un altro nome e una società costituita ex novo, hanno scelto di non abbandonarlo. Ben 6.000 gli spettatori che hanno assistito al big match contro il Belluno. E 3.000 i supporters biancoscudati che hanno accompagnato la squadra in quel di Valdagno, per la gara contro l’Altovicentino. Numeri da capogiro per la serie D e, soprattutto, per una realtà reduce dall’addio al calcio professionistico. Come si possono spiegare? Ecco la tesi del giornalista padovano: l’essersi disintossicati dai veleni delle ultime stagioni e l’aver messo alla porta quei dirigenti che hanno generato il disastro Padova, ha permesso ai tifosi biancorossi di resettarsi mentalmente e di ritrovare l’entusiasmo dei giorni migliori e la voglia di andare allo stadio, al di là della categoria di appartenenza. Analisi lucida, condivisibile. E che mi fa pensare: quando la passione è sincera, e il Parma può contare su uno zoccolo durissimo di tifosi che gli resterebbero fedeli anche in Promozione, non c’è categoria che possa scalfirla. Insomma, detto che non tutte le piazze reagiscono allo stesso modo al cospetto di un fallimento o di un addio al calcio che conta, credo che, una volta smarcatasi dal ricordo della scellerata gestione Ghirardi e dei veleni che essa ha partorito, anche Parma, in presenza di una proprietà seria e coscienziosa e pur dovendo eventualmente ripartire dalla D, possa essere in grado di esprimere in termini di seguito numeri grosso modo simili a quelli di Padova. Del resto è esattamente in questa direzione che vanno i frequenti “fateci fallire in pace” sospirati dai tifosi Crociati tra un pignoramento di questo o quell’oggetto ed una messa in mora di questo o quel tesserato. I tifosi del Parma vogliono posare una pietra sopra l’indecenza degli ultimi mesi. I tifosi del Parma vogliono voltare pagina. I tifosi del Parma vogliono riprendere a nutrirsi di normalità, di conferenze stampa imbottite di parole vuote o banali, di voci di mercato più improbabili e infondate della neve a ferragosto. E di calcio giocato, fosse anche quello di serie D. Luca Russo

38 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / PER RITORNARE NEL CALCIO CHE CONTA, PARTENDO DALLA D, NON OCCORRONO CIFRE FUORI PORTATA

  • 27 Febbraio 2015 in 08:11
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    Non tutto è perduto a Parma. Possiamo rinascere cambiando la “parmigianità” che ci contraddistingue. Quella sorta di faciloneria mescolata a sogni irrealizzabili e forse troppo ambiziosi. Dov’è oggi la bomboniera d’Italia?! La città delle biciclette?! La piccola Parigi?! Nessuno si offenda. Ci siamo cullati per decenni pensando di vivere in un’oasi felice. Abbiamo vissuto un sogno che al mattino ha rivelato di essere tale. Oggi tiriamo la riga del totale e cosa rimane? Ahimè solo numeri enormi negativi. Milioni e milioni di euro di debito. Come quando ci si prendeva l’auto a rate, ovviamente prestigiosa, scoprendo solo dopo di non riuscire a pagare. Nessuno vuole affossare una città già in crisi ma semplicemente porre l’accento su un momento di riflessione generale. Come quando, guardando fuori dalla finestra, non vediamo veramente il paesaggio. Scrutiamo dentro noi stessi. Nel nostro profondo. Se ci fermassimo a riflettere forse ammetteremmo tutti gli errori commessi. L’ammissione è il punto di partenza di ogni cambiamento. Ci siamo contati? Gli enormi sforzi economici fatti in passato per fare arrivare a parma giocatori dal nome “prestigioso” hanno avuto un ritorno? Oppure solo perché siamo PARMA avevamo il diritto di averli? Abbiamo fatto più abbonamenti? Siamo andati in un numero maggiore allo stadio tanto da dover parlare di ampliamento? Eppure c’è chi Italia inventa una crema di cioccolato alla nocciola partendo da una piccola bottega di provincia. Ha l’idea giusta, funziona, l’esporta in tutto il mondo ma la produzione resta in Italia. Parte dal presupposto che un prodotto buono ed economico potrebbe funzionare. Che rendendo felici i dipendenti tutto vada meglio. Oggi si distingue per avere la media degli stipendi tra le più alte in Italia. Il suo fatturato consolidato del nell’esercizio 2010/2011 è stato di circa 7,22 miliardi di euro, in crescita del 9,1% rispetto all’anno precedente con risultati particolarmente brillanti in Russia, USA e Brasile, mentre l’utile prima delle imposte si è assestato a 856 milioni di euro ( ahimè solo 4 volte il DEBITO del Parma f.c.!!!! in proporzione ai numeri vi renderete conto quanto è grave il debito del Parma calcio!!). Nel mondo sono occupati oltre 21.900 dipendenti, con 38 compagnie operative per la vendita e 15 stabilimenti per la produzione e tre ulteriori operanti nell’ambito delle Imprese Sociali. Otto di questi stabilimenti sono distribuiti in Europa e i rimanenti sette rispettivamente in Argentina, Australia, Brasile, Ecuador, Porto Rico, Canada e Stati Uniti. Il Reputation Institute, dopo aver realizzato un’indagine in 32 Paesi intervistando più di 60.000 persone, ha affermato che è il marchio più affidabile e con la migliore reputazione al mondo secondo i consumatori, seguito da altre notissime aziende mondiali. Tra l’eccellenza di questa azienda è la nascita della omonima fondazione. Lo scopo è quello di raccogliere e mantenere saldi legami tra l’azienda, i suoi dipendenti e chi ha lasciato l’azienda raggiungendo l’età della pensione. La fondazione si propone come ente culturale e sociale e viene riconosciuta anche come Ente Morale…che altro aggiungere, lascio a voi ogni commento.

    • 27 Febbraio 2015 in 09:57
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      Ottimo anche questo intervento..anche se il polpettone sulla Ferrero poco centra a parer mio e di poco mi importa.
      L’assunto era “non occorono cifre fuori portata” per tornare nel calcio he conta…
      …siamo sempre li….
      Bisogna vedere cosa si intende con “calcio che conta”.
      Bisogna vedere cosa significa “cifre fuori portata”.
      Come ho scritto in un altro mio intervento…ma la vogliamo finalmente vedere la situazione di altre realta’ regionali per dimensione molto simili a Parma?
      Cie’ tornato il Ravenna dopo il fallimento in B in pochi anni?
      Ci e’ tornato il Rimini dopo “l’eutanasia societaria” avvenuta alla scomparsa del presidente?
      Ci e’ tornata la spal dole le vicende coop costruttori e fallimento gestione Butelli?
      Ci e’ tornato il Piacenza?
      Ci e’ tornata la reggiana?
      vogliamo guardare piu’ lontano?….
      Che mi dite di
      -Ancona
      -Venezia
      -Treviso
      -Messina
      Pensate davvero che al Parma le cose potranno andare diversamente?
      la realta’ e’ che la faccenda e’ dura, ma dura parecchio..bisogna fare le cose per bene, ma davvero.
      E il rischio poi di impantanarsi in c e starci a lungo logorandosi c’e’ tutto…

      • 27 Febbraio 2015 in 12:10
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        commento che non fa una piega. Sono convinto che non siano necessarie cifre esagerate, è vero, ma è necessario pure (e non è poco) che ci siano dirigenti capaci e patron che non godano apparire solo per il gusto di farlo sentendosi per questo fenomeni

      • 27 Febbraio 2015 in 15:07
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        Ok. Mettiamo da parte le squadre che non sono riuscite a ritornare nel calcio che conta. Ma parliamo di quelle provinciali che invece ci sono arrivate. Come mi spieghi il fenomeno Sassuolo? Come mi spieghi il fenomeno Carpi? E il Chievo? Con oculatezza, il che significa spendere bene ciò che hai e non spendere tanto e a casaccio, una piazza come Parma può ritornare a discreti livelli nel giro di 5 anni. È utopia? Può essere, ma lo è meno del pensare che attraverso il pilotato sbuchi qualcuno disposto a sputtanare 70 milioni per una squadra di serie B e senza troppa libertà di azione sul calciomercato (visto che il grosso delle risorse dovresti spenderlo per saldare i debiti pregressi).

  • 27 Febbraio 2015 in 08:49
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    Io vivo a Roma, ma appena sarà possibile acquisterò il biglietto per la prima giornata di quarta serie. con orgoglio ci sarò

  • 27 Febbraio 2015 in 10:20
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    Se bisognerà ripartire dalla d spero lo si faccia senza imprenditori di parma, oltre il danno ci sarebbe pure la beffa.
    Per il resto, al di là delle cifre, credo si sottovaluti le difficoltà strettamente sportive, che non sono solo legate alle promozioni ma anche e soprattutto alla rifondazione della società, dal settore giovanile in su. Mi pare infatti riduttivo pensare solo a quanto tempo occorra per tornare in serie a o b, la prima cosa dovrebbe essere l’assetto e l’organizzazione societaria

  • 27 Febbraio 2015 in 10:39
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    se non sbaglio a far fare quella fine li al Padova ci ha pensato il sig. Diego Penocchio. Vice presidente del Parma con Ghirardi…

  • 27 Febbraio 2015 in 11:07
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    Consentire al Parma di scendere in sere D è una vera e propria eresia. E leggere articoli di testate parmigiane che continuano inesorabilmente ad illudere i tifosi e l’ambiente che la discesa agli inferi sia addirittura un affare, lo trovo osceno.

    Qui non centra nulla la “grandeur” o altre baggianate simili, qui si tratta di capire che questa è una società in crisi come ce ne sono almeno altre 15 in serie A. Ma che al pari di molte altre, vanta un patrimonio ed un potenziale reddito che, se ben gestiti, possono consentire di recuperare almeno in parte il debito cumulato per ripartire generando utile nel calcio che le compete in considerazione del blasone storico e del tessuto che rappresenta.
    Ed è da qui che si dovrebbe ripartire, non certo da presunti atteggiamenti morali, estremamente ipocriti e fuori luogo, atti alla purificazione attraverso il martirio, che lascerei da parte.

    Oggi sono tutti a spalare merda sugli oltre 200 giocatori di proprietà, ma nessuno dice che questi “asset” rappresentano un capitale aziendale che in caso di serie D verrebbe annullato e spolpato a gratis dal mercato.
    Nessuno dice che il settore giovanile del Parma ha in seno, molte giovani promesse che in caso di serie D partirebbero altrove, dissipando completamente il lavoro fatto in questi anni dai responsabili del settore giovanile.
    Nessuno dice che in serie D i ricavi sono nulli e che la gestione di un club come il Parma è assolutamente improponibile e ingestibile se non tornando a fare debito perfino per poter giocare al Tardini.

    Se è vero che arrivati a questo punto, è necessario allontanare i mercanti dal tempio, è altrettanto vero fare attenzione ai messaggi dei falsi profeti.

    • 27 Febbraio 2015 in 11:14
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      Egregio, non è che qualcuno “consenta al Parma di scendere in D”: forse lei non si rende conto, troppo attento a badare ad altre 15 squadre in crisi, che la gestione virtuosa del sodalizio crociato lo ha portato nelle condizioni di sparire. Noi tutti vorremmo che il Parma trionfasse in Champions League, ma la serie D non è che la vogliamo, è la naturale evoluzione delle cose. Salvo Manenti.

      Saluti

      Gmajo

      • 27 Febbraio 2015 in 11:31
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        x che salvo Manenti resta sempre un fallimento pilotato che verrebbe a costare sicuramente meno che a Manenti. Non mi faccia il solito discorso della spesa …. sarebbe comunque inferiore all attuale diciamo 45M mi ritrovo in B con un patrimonio prima squadra e giovanili. riapartire dalla D porterebbe x giocare il primo anno in B ci vogliono almeno 3 anni e 25M e nn hai nullase poi sfrutti milto i prestiti magari anche 20M ma nn hai nulla x ricrearti una struttura di giovanili e prima squadra di proprieta ci vogliono almeno 6 8 anni e con grandi investimenti e sempre in perdita …… spendi sicuramente molto d+ senza puntare al ritorno in A

      • 27 Febbraio 2015 in 13:54
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        Egregio direttore,
        volevo innanzitutto farle i miei complimenti per il proficuo lavoro che svolge attraverso il suo blog.
        Ritengo che sia probabilmente l’unico a fare informazione giornalistica sul nostro amato Parma, con sincerità e con l’iniziativa tipica di chi svolge il nobile esercizio della ricerca di informazioni nell’unico modo possibile, e cioè sporcandosi le mani (o meglio il naso) direttamente sul campo.

        La mia critica, non era tanto rivolta a lei, ma piuttosto alla rassegnazione generale che noto in questi ultimi giorni, alla possibilità di ripartire dai dilettanti.
        Addirittura molti (non lei suppongo) auspicano una ripartenza dal basso con la speranza di attuare una catarsi rigeneratrice.

        Eppure, proprio perché i bilanci sono fatti di numeri, io sostengo (e mi scuso se forse in maniera errata) che la crisi Parma, è si grave, ma non tale da impedirle di ripartire dalla serie B con una mera retrocessione sportiva.
        Questo perché il Parma non è esattamente uguale al Messina, Ascoli, Padova, Siena, etc.
        Il Parma è una squadra di prestigio per l’intero panorama calcistico europeo, ma soprattutto ha un capitale giocatori (contratti, giovanili) e patrimoniale (Collecchio) che meritano di essere difesi, perché conviene a tutti.

        Io non ho la possibilità di analizzare correttamente i dati, e sarebbe utile (credo) approfondire maggiormente questo punto, cercando possibilmente di far analizzare la questione presso qualcuno degli esperti di cui si avvale.
        L’analisi fatta sui debiti era corretta, ora sarebbe utile avere a disposizione anche quella sulla parte viva dell’azienda (che in teoria dovrebbe essere la famosa “due diligence” di cui tutti parlano).

        Il mio augurio è che anche dalla riunione di oggi con il Sindaco, emerga la necessità di realizzare un piano di salvataggio del Parma inteso come azienda, e che si trovi la soluzione di portare dei soldi ma anche dei progetti di ristrutturazione che tuttavia sarebbero impossibili da attuare in serie D.

        Ribadendole tutta la mia più sincera stima, la saluto e la ringrazio dello spazio a disposizione.

        Saluti

        Marco

  • 27 Febbraio 2015 in 11:18
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    tornare dove? fai una squadra x la serie D spendi poco ma almeno il doppio delle concorrenti e se tutto fila liscio si sale in lega pro (quello che hai speso non rientra) fai una nuova squadra x la lega pro e devi spendere veramente tanto almeno 4 volte i concorrenti piu’ titolati e anche qui non hai garanzie di salire in B…..basta vedere chi c sta provando spendendo tanto x la categoria e nn c riesce mettiamo che vada bene le spese nn rientrano t trovi in B e devi rifare la squadra x la terza volta se t va bene e spendere tantissimo e qui è dura …..
    senza ricordare che devi rifondare un settore giovanile che costa e nn poco……

    salvare la B ora con fallimento pilotato nn e’ poi cosi gravoso hai un patrimonio giocatori e giovanili e se riesci a tornare subito in A le cose cambiano e non poco ….
    bisogna saper amministrare e puntare sul gioco
    tutti lo snobbano ma nel settore giovanile ci sono individualita importanti

    La serie D sarebbe un disastro

    se poi uno x calcio che conta intende galleggiare in C vule anche dire che pur amministrando bene vuol dire sputtanare soldi anno dopo anno che nn torneranno mai a casa

    • 27 Febbraio 2015 in 11:21
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      Amigo, vieni giù dal pero: hai un imprenditore che entro tre mesi sgancia, o si impegna a sganciare, 70 milioni?

      • 27 Febbraio 2015 in 11:34
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        70M sono fantasia

        • 27 Febbraio 2015 in 11:55
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          Egregio, io, al contrario di lei e dei normali utenti, esercito una professione dopo aver ottenuto, previo sostenimento di un esame di stato, l’abilitazione a farla e conosco i doveri deontologici e non solo. Sicché quando scrivo mi documento, onde non dare in pasto ai miei lettori cazzate, come vedo, invece, che fanno altri peraltro su testate ben più importanti della mia. Dunque se scrivo 70 milioni è perché mi sono documentato come ho spiegato nell’articolo. Per cui non si permetta di definire fantasia il frutto del mio lavorio. Fantasie sono le sue.

          Saluti

          Gabriele Majo, giornalista professionista, direttore StadioTardini.it, quotidiano on line (Registrazione Tribunale di Parma n. 10/2011 del 13.09.2011)

        • 27 Febbraio 2015 in 12:16
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          Cevols: poniamo che la cifra sia 50. Aggiungiamoci transazioni varie con i calciatori, spalmiamo tutto il possibile e l’impossibile. Toh..arriviamo a 30. E chi vuoi che investa 30 mln in una squadra in serie B per poi doverci invesitre ancora? Bondi,se non ricordo male,ne chiedeva 25 per una squadra in A e un’ottima rosa. Sainz,Valenza per arrivare a…Ghirardi.
          La speranza, anche mia, è l’ultima a morire…però….insomma….sarebbe un autentico miracolo.

          • 27 Febbraio 2015 in 13:32
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            Direttore nn si offenda se la seguo è perche credo in lei ho solo voluto dire la mia basandomi su informazioni (forse errate )e logica .
            Osso devi capire che se vuoi tornare in A non puoi che ripartire dalla B con un patrimonio calciatori importante. se parti dalla D per ricreare un tale patrimonio ci possono volera anche 10 anni e forse nn lo c arriveraia mai nn in A ma creare una struttura autosostenibile. Parti dalla D ma senza una struttuta patrimoniale si calciatori e giovanili sarai sempre in perdita stagione dopo stagione. Tutto dipende dall obbiettivo. Ma nn illudiamoci che ripartendo falla D si possa senza tanti investimenti e tempo rivedere la serie A o la B ad alti livelli

  • 27 Febbraio 2015 in 11:34
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    In D basterebbe un imprenditore del luogo, ma poi ci sarebbe sicuramente bisogno di soci.

  • 27 Febbraio 2015 in 11:46
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    Si manenti ma lascia stare va

    Se il parma dovesse andare in d io non ci credo assolutamente penso e spero in una serie b capitali permettendo
    LA SERIE D VORREBBE DIRE SPARIRE DAL CALCIO E CI VORREBBE UN DECENNIO PER RISALIRE NON ESISTE PROPRIO
    Maio non crede nel fallimento pIlotato io ci credo ancora fortemente e credo che alla fine della vicenda il parma il prossimo campionato se lo giochi in serie b.

    SEMPRE FORZA PARMA

  • 27 Febbraio 2015 in 11:50
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    Se il ciccione avesse le palle per evitare la galera pagherebbe tutti i debiti poi si toglierebbe dai coglioni se fosse un uomo vero
    visto che il danno l ha creato lui altrimenti sarebbe solo un vigliacco

    • 27 Febbraio 2015 in 12:05
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      ….sara’ un vigliacco….

  • 27 Febbraio 2015 in 11:57
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    Io no ma anche la serie b ad alti livelli ha una buona visibilità credo e spero che prima o poi qualche imprenditore serio si faccia avanti e successo a bologna a genova a roma a bari anche se i debiti del parma sono tanti io ci credo non si possono cancellare così 25 anni di serie a e 8 coppe

    • 27 Febbraio 2015 in 12:21
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      La Fiorentina ripartì dalla quarta serie, ha vinto in Europa e pure uno scudetto, non ha brillato solo 25 anni, ha una storia enorme e una città conosciuta in tutto il mondo, ma venne cancellata. Il Napoli ripartì dalla terza serie nonostante sia Napoli, una metropoli conosciuta nel mondo e che ha avuto in squadra Maradona, che ha vinto 2 scudetti e ha vinto pure in Europa. Pensate davvero che Parma e il Parma non possano essere cancellate per blasone? Non illudiamoci. Già una volta dieci anni fa abbiamo salvato le chiappe in un modo legittimo ma che in tanti ancora ci rinfacciano, e che se fosse successo ad altri club noi avremmo rinfacciato a loro, siamo onesti. Altro che sogni, questa volta viene da bestemmiare ma tocca a noi, si sparisce, si riparte poi si vede se si riesce a uscire dal guano. Magari bastano 5 anni, forse 50. Ma ricordiamoci sempre colui che nel guano ci ha mandato e oggi ha una intervistona sulla Gazzetta rosa in cui ancora si glorifica e dà le colpe ad altri

      • 27 Febbraio 2015 in 13:38
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        Bravo Bottazzi…proprio cosi’.
        Quoto tutto.

      • 27 Febbraio 2015 in 13:44
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        dai nn scherzare la Fiorentina …..guada chi c’è dietro , il bacino d’utenza e i diritti tv.
        il Parma parte svantaggiato . Se programma e fa una gestione sana puntando sul giovo puo togliesi delle soddisfazioni che x me vuol dire poter giocare in serie A e lottare x restarci

  • 27 Febbraio 2015 in 12:22
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    Augh. Vengo in pace. Secondo me, vista da fuori, ha ragione Majo nella sostanza. Fare la serie B, con un fardello così pesante di debiti, porta con se anche il rischio di una retrocessione in lega pro. Esempio. La Reggiana, dopo gli anni di serie A si ritrovò indebitata fino al collo (molto meno del Parma di oggi) dopo qualche altalena retrocesse in C1. A distanza di 6 anni dalla retrocessione fallì perchè la serie C è un bagno di sangue ed entrarci indebitato fino al collo fallisci in maniera matematica. A questo punto perdi ugualmente le categorie e pure del tempo che ti consentirebbe di ricostruire. Risultato. Siamo retrocessi nel 99. Falliti nel 2005, ripartiti dalla C2, promossi nel 2008 ma nel 2015 siamo ancora lì. Fate un pò voi i conti. Ripartendo dalla D, ripuliti dai debiti, con una proprietà allargata, si potrebbe ricostruire con calma ed in tempo ragionevole rendere appetibile la società per un eventuale ingresso importante. Certo dovete armarvi di pazienza “godervi” spettacoli a volte osceni e non credere che in due e due quattro si possa risalire facilmente. A voi la scelta. in bocca al lupo.

    • 27 Febbraio 2015 in 12:41
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      Infatti è meglio ripartir dalla D anche perchè il Parma, a differenza della Regia (“gli anni di serie A…si, due e grazie al regalo del Milan all’ultima di campionato alla faccia del Piacenza…) ha un blasone (dopo le tre grandi è quella con più trofei Uefa) che le permetterebbe di esser ambita da qualche gruppo serio. Vedo più un percorso tipo Fiorentina o Napoli che quello della Regia o della Cremonese. Da un parmigiano di Bagolandia ad un reggiano di Cooplandia. Augh (non so come si traduce in cirillico)

  • 27 Febbraio 2015 in 13:47
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    Se qualcuno t rileva dopo un fallimento pilotato è perche’ ha disponibilita’ economiche. Altrimenti D ma non illudiamoci chi t prende in D è xchè nn ha soldi e non punta alla A e forse nemmeno alla B

  • 27 Febbraio 2015 in 14:07
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    Ah che meraviglia la serie D!

    Qui c’è gente che ancora non ha capito una beneamata e continua a fare sempre i soliti discorsi e i soliti errori, ovvero che se metto sul tavolo un botto di soldi vinco.

    Alcune considerazioni al riguardo:
    1) Russo ipotizza 10M per arrivare in B? Mi sembra a dir poco ottimista. Vorrebbe dire fare tre promozioni filate. Togliamoci dalla testa che in 4 anni saremo di nuovo in A, non esiste. Farei la firma per esserci di nuovo entro 10 anni.

    2) La serie D, ci ho giocato, modestamente, è un incubo. Tutte squadre molto livellate e non è che se hai i soldi viene Messi a giocare per te in quinta serie.

    3)Ma il peggio viene dopo: C2 e C1 (lega Pro I e II) sono dei carnai unici. Poche promozioni dirette e i playoff sono sempre delle lotterie. In più ci sono già altre squadre che ci stanno smenando un sacco soldi (Benevento, Venezia e Cremonese sono fulgidi esempi) senza cavare un ragno dal buco.

    Con i soldi e basta non ti ricompri la serie A, è il modo migliore per fallire di nuovo. Devi prendere dei dirigenti esperti della categoria, e ce ne sono, con giocatori adatti alla categoria e pianificare come fanno i Pergocrema di turno. Devi mettere in conto che il salto tra D e Lega Pro è notevole e probabilmente avrai bsogno di un paio di stagioni di assestamento.

    Non si vince per diritto divino, ma temo che a Parma molti non l’abbiano ancora capito.

    • 27 Febbraio 2015 in 14:59
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      Detto che la Lega Pro da questa stagione è unica, e non più suddivisa in prima e seconda divisione, io ho scritto che con quei soldi si potrebbe riconquistare almeno la B, che non sarà il calcio di A, ma che resta pur sempre un calcio che conta. Il punto è che il Parma, ammesso che sprofondi in D, deve ritrovare la sua dimensione. È la Lega Pro? Accontentiamoci. È la B? Ben venga. È la A? Ancor meglio. Diamo tempo al tempo.

    • 27 Febbraio 2015 in 15:00
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      Aggiungo: senza pretendere nulla per diritto divino…

      • 27 Febbraio 2015 in 15:22
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        Non sapevo che avessero unificato la Lega Pro, la sostanza non cambia.
        Secondo lei a Parma acetterebbero di vivacchiare in serie C? Io ne dubito.

        Anche perchè a vivacchiare in serie C ci si perdono parecchi soldi.

        • 27 Febbraio 2015 in 15:29
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          Non vorrei dire un’eresia, ma a me sembra che anche in Lega Pro arrivi qualche soldino dalle televisioni. Ok, non saranno i 34 milioni percepititi durante la permanenza in A, però anche in C, secondo me, un modo per sfangarla senza finire in rosso lo si riesce a trovare.

  • 27 Febbraio 2015 in 14:31
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    Tifoso del Padova, confermo un po’ di cose.
    Con una proprietà locale, SERIA, UMILE E DEGNA DI FIDUCIA, e disposta a pianificare uno sviluppo triennale dei Biancoscudati Padova in caso di promozioni cercando soci e sponsor fra l’imprenditoria locale, i tifosi sono più che felici di recarsi allo stadio (anche se in uno stadio ridicolo come l’Euganeo) per tifare la propria squadra del cuore, anche se in Serie D.
    La proprietà del Padova (Bergamin + Bonetto) è composta da persone per bene, umili e lucide, che dopo anni di proprietari folli, spendaccioni e “ubriaconi” (Cestaro + Carron e quel maledetto di Penocchio + Valentini) rappresentano un clean sheet, un punto di partenza nuovo e pulito per la nostra società.
    Tutto questo per dire cosa: con un proprietario per bene, il Parma tornerà a splendere. Abbiate pazienza e fiducia, e sappiate che un paio di anni in D/Lega Pro non sono così male, se il premio finale sarà quello di pulire la società dal LERCIO che ha accumulato.

  • 27 Febbraio 2015 in 16:54
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    Direttore dopo la messa in mora da parte di alcuni giocarori se a questi nn vengono pagati arretrati in tempo a pate lo svincolo a fine stagione compromette un sucessivo fallimento pilotato? Se cosi nn fosse solo x mariga si risparmiano 0.7Msu 13 mensilita lodi non ricordo ma 0.6 o 0.7M costa 0.5M cassa 1.5M ecc il tutto x 2

  • 27 Febbraio 2015 in 18:59
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    I media scatenano i tifosi contro manenti e se poi ha i soldi?
    Non voglio difendere Manenti ma questo comportamento di alcuni tifosi e penoso.
    Basta aspettare qualche giorno e i nodi vengono al pettine.
    Presi x il culo x almeno un anno da G. ma visto che i risultati sporti arrivavano andava tutto bene…..
    A maggio parlavo col benzinaio che riforniva il parma e mi raccontava che pagava con almeno 3 mesi di ritardo e dopo sollecitazioni …
    Si leggevano i bilanci tramite questo sito ( segnalatomo dal Bos) e si vedevano i problemi….. poi bastava pensare che con la fine delle conpatecipazioni tutto sarebbe saltato. Provate a fare 200x 0.5M….. abbiamo regalato il terzino portoghese all empoli e tante altre conpartecipazioni perche nn potevamo riscattarle e molte squadre con cui le avevamo nn potevano fare offerte….
    E tutti ora ad accusare quando chi sapeva prima era omertoso…..

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