IL COMMERCIALISTA MAROTTA HA ANALIZZATO IL BILANCIO 2013/14 DEL PARMA F.C.: “INCERTEZZE SIGNIFICATIVE SULLA CONTINUITA’ AZIENDALE”

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(Luca Marotta) – La recente cronaca ha messo in rilievo sia le vicende legate all’alternanza dell’assetto proprietario, sia le vicende legate a difficoltà finanziarie, concernenti soprattutto il mancato pagamento degli stipendi dei calciatori di “Parma Football Club Spa”. Non a caso, il 13.02.2015, la COVISOC ha deferito i legali rappresentanti della società “per non aver documentato agli Organi Federali competenti l’avvenuto pagamento degli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di luglio, agosto e settembre 2014, nei termini stabili dalla normativa federale” (clicca qui).

Per quanto riguarda l’alternanza dell’assetto proprietario, determinata dal passaggio del pacchetto di maggioranza della controllante  Eventi Sportivi Spa, per effettuare alcune considerazioni occorre prendere visione cliccando qui: “DECISION (NO. 2) ON THE APPEAL OF MR MASSIMO CELLINO”, che dimostra come sia difficile acquistare un club della Football League inglese, equivalente alla nostra Serie B, da parte di chi è stato presidente di una squadra di Serie A.

Ritornando al bilancio al 30 giugno 2014 della società  “Parma Football Club Spa”, lo stesso si è chiuso con una perdita di € 13,7 milioni, che ha determinato il verificarsi delle condizioni previste dall’articolo 2446 del Codice Civile. In tale articolo, al primo comma, è scritto: “Quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, gli amministratori o il consiglio di gestione, e nel caso di loro inerzia il collegio sindacale ovvero il consiglio di sorveglianza, devono senza indugio convocare l’assemblea per gli opportuni provvedimenti.”

Sul significato delle parole “senza indugio”  e “opportuni provvedimenti”, la dottrina ha scritto molto e nel caso in cui si manifesti uno stato di insolvenza che è il presupposto del fallimento, il significato delle parole potrebbe diventare molto importante, come molto importante sarà stabilire il "quando".

Nell’esercizio precedente, il Parma ha fatto ricorso alla cessione del ramo di azienda contenente il marchio, che è uno strumento cui sono ricorsi anche il Siena di Mezzaroma e il Bari dei Matarrese.

LA GESTIONE SPORTIVA

Dal punto di vista sportivo, la stagione 2013/14, ha visto la squadra conseguire il sesto posto nel campionato di serie A, mentre, in Coppa Italia, è stata eliminata agli ottavi di finale dalla Lazio.

Gli amministratori hanno scritto che la società è dotata di un’importante struttura per la gestione del settore giovanile nella quale annualmente investe notevoli risorse finanziarie. Non a caso i costi capitalizzati durante l’esercizio per il settore giovanile ammontano a € 4,4 milioni (€ 3,8 milioni nel 2012/13).

Nella Relazione sulla Gestione scritta in data 19.12.2014, gli Amministratori hanno scritto: “nel corso della presente stagione sportiva, alla luce dei risultati correnti, prevediamo che la squadra possa raggiungere una tranquilla posizione che permetta la salvezza.”

IL GRUPPO

“Parma Football Club Spa” rientra nel perimetro di consolidamento del bilancio consolidato redatto da parte della società controllante “Eventi Sportivi S.p.A.”. Il bilancio al 30 giugno 2013 di “Eventi Sportivi S.p.A.” si è chiuso con una perdita di € 357.282 (perdita di € 277.160 nel 2011/12) ed un patrimonio netto positivo per € 12.352.387 (€ 12.709.670 nel 2011/12).

Gli amministratori evidenziano che i rapporti intrattenuti con la società controllante Eventi Sportivi SpA sono sia di natura finanziaria che commerciale e sono intrattenuti a normali condizioni di mercato.

Nell’Assemblea Ordinaria di “Parma Football Club Spa” del 27.12.2014 figura tra i presenti anche il socio Energy T.I. Group Spa.

L’OPERAZIONE DI FUSIONE EVENTI SPORTIVI – PARMA FC BRAND SRL

In data 17.12.2014 si è concluso l’iter di fusione della società controllante Eventi Sportivi e la società da questa controllata Parma FC Brand srl.

Nel bilancio 2012/13, gli Amministratori scrissero che già nel corso dell’esercizio 2013/2014 sarebbe stata perfezionata l’operazione di fusione per incorporazione di “Parma FC Brand Srl” in Eventi Sportivi SpA.

L’operazione di fusione avrebbe determinato che le partite a credito vantate da “Parma Football Club Spa” nei confronti di “Parma FC Brand Srl” per circa complessivi Euro 47 milioni (Iva inclusa), sorte a seguito delle operazioni straordinarie, si sarebbero consolidate nei confronti della società incorporante “Eventi Sportivi SpA”.

Poiché la società “Eventi Sportivi SpA” era, a sua volta, creditrice di “Parma Football Club Spa”, a causa del trasferimento in capo alla stessa dei debiti per Iva, pari a circa 26,6 milioni di Euro al 30 giugno 2013, si sarebbe dato luogo ad una compensazione contabile.

PARMA FC BRAND S.r.l. era detentrice dei marchi, poiché nel mese di giugno 2013, si è dato luogo al trasferimento dei Marchi registrati della squadra di calcio PARMA Football Club a PARMA FC BRAND S.r.l., che è parte correlata della stessa. Contestualmente al trasferimento del marchio, Parma Football Club SpA ha ceduto a PARMA F.C. BRAND Srl, per l’importo di 8 milioni di Euro oltre IVA, la titolarità del contratto con la società concessionaria della pubblicità.

LA CONTINUITA’ AZIENDALE

La Società di Revisione Audirevi S.r.l. ha scritto, nella sua Relazione, che non è in grado di esprimere un giudizio sul bilancio di esercizio del Parma Football Club S.p.A. al 30 giugno 2014, a causa di dell’esistenza di “un’incertezza significativa che può far sorgere significativi dubbi sulla capacità dell’impresa  di operare in continuità aziendale”.

Inoltre, la Società di Revisione, ha scritto che a causa dell’ammontare della perdita di esercizio, il Parma versa nella situazione prevista dall’articolo 2446 del Codice Civile.

Invero, già nella Relazione al bilancio 2012/13 redatta dalla Società di Revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A., era stato mosso un rilievo riguardante una questione di premi e diritti di immagine e la stessa conteneva 2 richiami di informativa riguardanti le “possibili tensioni di liquidità”, di natura temporanea, che avrebbero potuto manifestarsi nell’esercizio successivo e la vicenda della cessione dei Marchi e del contratto con la con la società concessionaria della pubblicità sportiva.

Sul tema della continuità aziendale, nella Relazione sulla gestione, redatta il 19.12.2014, gli Amministratori hanno scritto:

“A seguito della cessione della maggioranza delle azioni della società controllante Eventi Sportivi, avvenuta in data odierna mediante girata delle azioni certificata dal Notaio Giovanni Posio di Brescia e registrata ai numeri 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34 e 35 del registro delle girate dello stesso Notaio, il nuovo socio Dastraso Holdings Ltd ha confermato in sede di atto quanto segue:

omissis … resta inteso tra le parti che, a seguito delle cessioni di cui al presente accordo, parte cessionaria si impegna a supportare, in modo continuativo e irrevocabile, da punto di vista societario, finanziario e patrimoniale la società ceduta al fine di garantire la continuità aziendale tanto di questa quanto delle controllate Parma FC spa e Parma Brand srl, consentendo alle stesse di poter regolarmente adempiere a tutte le obbligazioni sociali”.

Per quanto scritto sopra, il bilancio 2013/14 è stato redatto in base al principio della continuità aziendale, che non è altro che l’attitudine dell’impresa a durare nel tempo.

Tale passaggio è stato ripreso anche nella Relazione del Collegio Sindacale. In tale Relazione, datata 27.12.2014, si ribadisce quanto stabilito dall’articolo 2446 del Codice Civile, ossia che gli Amministratori dovranno “senza indugio” convocare un’apposita Assemblea per gli “opportuni provvedimenti”.

La mancanza di una bilancio certificato, che rechi un giudizio sulla continuità aziendale, da parte di una Società di Revisione esterna, non è conforme a quanto richiesto dall’indicatore 1) del Fair Play Finanziario.

LA STRUTTURA DELLO STATO PATRINONIALE

Ovviamente, il giudizio sulla struttura dello Stato Patrimoniale dipende dall’aver adottato il principio della continuità aziendale tra i criteri di valutazione del bilancio.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE

Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,045, ciò vuol dire che, adottando il principio di continuità aziendale, al 30.06.2014, il club possedeva dei beni il cui valore era di poco sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,485, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

Anche non considerando i ratei e i risconti passivi, pari a € 13.855.610, l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO

Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,045.

Infatti, l’equity ratio è molto basso ed è pari a 4,3%. Il ricorso al capitale di terzi risulta eccessivo.

Sembrerebbe che dal 2009/10 sia cresciuta, sempre, più, l’incidenza delle anticipazione di ricavi futuri come fonte di finanziamento dell’attivo. In bilancio, le anticipazioni dei ricavi futuri si possono rintracciare nelle voci debiti verso altri finanziatori (debiti per factoring ecc.) e ratei e risconti passivi (abbonamenti della stagione successiva, ecc.).


IL PATRIMONIO NETTO

Il Patrimonio Netto è positivo per € 9,6 milioni (€ 23,3 milioni nel 2012/13) e riesce a finanziare solo il 4,3% dell’attivo (10,9% nel 2012/13), per la restante parte di fa ricorso al capitale di terzi.

Rispetto all’esercizio precedente si registra una diminuzione di € 13,7 milioni, causata dalla perdita di esercizio.

Essendo positivo, il Patrimonio Netto è conforme a quanto richiesto dall’indicatore 2) del Fair Play Finanziario.

L’Assemblea dei soci del 27.12.2014 ha deciso, con l’astensione del socio Energy T.I. Group SpA, di coprire solo parzialmente le perdite pregresse e la perdita 2013/14, la cui somma complessiva ammontava a € 21.598.308. La parziale copertura è avvenuta mediante l’utilizzo della posta versamento soci in conto capitale per € 10.500.000, mediante l’utilizzo della posta delle riserve straordinarie per € 625.215 e mediante l’utilizzo della riserva legale per € 33.348.

Dopo tale deliberazione, residuano ancora perdite da coprire per € 10.439.745.

LA POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

La posizione finanziaria netta è negativa per € 62,8 milioni e risulta in peggioramento di 12,5 milioni di Euro rispetto all’esercizio precedente.

I Debiti verso banche, al 30 giugno 2014 ed al 30 giugno 2013 ammontano rispettivamente a € 7,7 milioni e € 5,8 milioni e riguardano affidamenti di conto corrente con Banca Monte Parma, UBI Banco di Brescia, Montepaschi Siena, Banco Popolare e IBB per anticipo crediti.

I Debiti verso altri finanziatori, aumentano da € 33,9 milioni a € 40,6 milioni. Trattasi di incassi per anticipi ricevuti dalle società di Factor per i diritti televisivi 2014/15 e crediti derivanti dalla campagna trasferimenti calciatori. Nella Nota integrativa è scritto che tali debiti sono da considerarsi “autoliquidanti”. Il termine “autoliquidanti” significa che si liquidano da soli. Evidentemente l’incasso futuro è già canalizzato verso chi ha anticipato le somme di denaro.

I debiti finanziari verso la controllante si riferiscono ai seguenti finanziamenti: € 11.625.000 (€ 8.935.000 nel 2012/13) infruttifero di interessi; € 3.244.000 (€ 2.355.000 nel 2012/13) fruttifero di interessi.

Ai fini del Fair Play Finanziario bisogna considerare anche il saldo tra crediti e debiti verso società di calcio. I crediti verso enti settore specifico ammontano a € 28,7 milioni (€ 12,9 milioni nel 2012/13) e i debiti verso enti settore specifico ammontano a € 25 milioni (€ 23.007.154 nel 2012/13) con una differenza positiva di € 3,7 milioni.

In definitiva, la posizione finanziaria, ai fini del Fair Play Finanziario, è negativa per € 59,1 milioni, ed è superiore al fatturato netto.

ALTRI DEBITI

I Debiti verso il personale ammontano a € 12.887.812 (€ 6.581.571 nel 2012/13). Il rapporto debiti verso il personale/costo del personale è pari al 24,8%.

Gli Amministratori hanno scritto che gli emolumenti dovuti ai calciatori tesserati sono stati regolarmente pagati, mentre a causa di “intervenute difficoltà di natura finanziaria” ha provveduto a pagare solo parzialmente quanto dovuto per la stagione 2014/15.

I debiti verso fornitori aumentano da € 28,6 milioni a € 37,7 milioni. In sei anni, i debiti verso fornitori hanno registrato un incremento del 246% e finanziano il 17,05% dell’attivo.

I Debiti tributari aumentano da € 12.036.857 a € 16.746.682, di cui € 8.443.982 per debiti verso l’Erario per ritenute su redditi di lavoro dipendente (€ 5.409.515 nel 2012/13) e € 7.218.189 per debiti IRAP.

Per quanto riguarda i contenziosi di natura fiscale attualmente in essere, gli amministratori ritengono ragionevolmente certo, in base anche al parere del proprio consulente in materia, che a seguito della risoluzione degli stessi non debbano generarsi passività di rilievo per la società.

I debiti verso la controllante per IVA di Gruppo ammontano a € 33.145.034 (€ 26.592.333 nel 2012/13)

Durante il 2013/14 è stato completamente utilizzato il “Fondo a fronte del rischio di potenziali contenziosi in genere”, che nel 2012/13 era pari a € 1.891.107 e che accoglieva accantonamenti per contenziosi di varia natura.

Tra i contenziosi in essere alla data del 18 marzo 2014 figurano alcuni relativi a società di Calcio come Olympique Lyonnais per la cessione di Belfodil all’Inter. La società francese reclama € 1.800.000, per il trasferimento del calciatore all’Inter, ma successivamente lo stesso calciatore è stato riacquistato dal Parma.

Un altro contenzioso riguarda il Panathinaikos FC per Sotiris Ninis.

IL VALORE DELLA ROSA

Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è pari a € 85,8 milioni (€ 77,8 milioni nel 2012/13) e risulta aumentato di € 8 milioni. La variazione è dovuta ad investimenti per € 97,9 milioni (€ 47,6 milioni nel 2012/13) e a cessioni per un valore contabile residuo di € 67,6 milioni (€ 25,2 milioni nel 2012/13) ad ammortamenti per € 22,3 milioni (€ 24,8 milioni nel 2012/13).

L’acquisto più oneroso è stato il “riacquisto” di Belfodil Ishak dall’Inter per € 11,5 milioni, seguito da Pedro Mendes per € 5 milioni dal Sassuolo e Criseting dall’Inter per € 4.750.000. Evidentemente, per Belfodil, l’Inter si era riservata una specie di opzione “put”, ossia il diritto di rivendere allo stesso prezzo di acquisto.

Tra le cessioni con l’importo più rilevante spiccano: Belfodil Ishak all’Inter per € 11,5 milioni con una plusvalenza di € 9.159.375; Chisbah Yussif ceduto al Sassuolo per € 5 milioni con una plusvalenza di € 3.735.000; Parolo Marco ceduto per € 4,5 milioni alla Lazio con una plusvalenza di € 3.220.000 e Rosi Alejandro ceduto per € 3.825.000 al Genoa con una plusvalenza di € 3.881.000.

Il Parma ha fatto largo ricorso alla pratica della compartecipazione, che è stata abolita dal 1 luglio 2015.

I crediti per compartecipazione ex art. 102 bis NOIF ammontano a € 9,2 milioni (€ 22,9 milioni nel 2012/13) e riguardano circa 16 calciatori. L’importo maggiore riguarda sia Manzoni Diego che  Tamasi Zsold per € 1,7 milioni seguiti da Storani Emiliano per € 1,6 milioni.

I debiti per compartecipazione ex art. 102 bis NOIF ammontano a € 4.990.000 (€ 21,4 milioni nel 2012/13) e riguardano circa 9 calciatori. L’importo maggiore riguarda Rossini (Cesena) per € 1,6 milioni.

Al 30 giugno 2014, il valore contabile teorico della rosa ammonta a circa € 90 milioni.

Il Grado Copertura Patrimonio Calciatori con i mezzi propri.

Il Grado Copertura Patrimonio Calciatori indica la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali con i Mezzi Propri. E’ auspicabile che tale rapporto sia almeno pari a 1. Nel caso in questione il rapporto tra mezzi propri e diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è pari a 0,11.

LA GESTIONE ECONOMICA

Il valore della produzione pari a € 103,1 milioni (€ 83,2 milioni nel 2012/13), aumenta del 23,9%. I costi della produzione pari a € 111,7 milioni (€ 104,4 milioni nel 2012/13), aumentano in misura meno che proporzionale, ossia del 6,9%.

Per quanto riguarda il valore della produzione è evidente l’eccessiva dipendenza dalle plusvalenze. Per quanto riguarda il fatturato netto è altrettanto evidente la dipendenza dai diritti TV.

I Ricavi delle vendite e delle prestazioni sono pari a € 4.097.634 e si riferiscono ai ricavi conseguiti dalla vendita dei biglietti e degli abbonamenti. Nel 2012/13, erano pari a € 3.733.889. L’incidenza di tali ricavi sul valore della produzione è del 4%.

I Proventi televisivi ammontano a € 37.247.810 (€ 33.937.422 nel 2012/13), aumentano di € 3.310.388 ed incidono sul valore della produzione per il 36,1%.

I ricavi da sponsorizzazioni sono pari ad € 2.750.000 e si riferiscono ai corrispettivi pagati dallo Sponsor Ufficiale per € 1.750.000 e ai corrispettivi pagati dallo Sponsor Tecnico per € 1 milione.

I Proventi pubblicitari pari ad € 4.159.251 (€ 4,5 milioni nel 2012/13) riguardano i ricavi relativi alla cartellonistica pubblicitaria all’interno dello stadio.

Gli Altri ricavi e proventi pari diminuiscono a € 2.227.501 (€ 11,1 milioni nel 2012/13), perché nel 2012/13 erano contabilizzati € 8 milioni per il corrispettivo relativo alla cessione a “Parma FC Brand Srl” del contratto in essere con la società Gsport.

Il costo del personale pari a € 51,9 milioni (€ 43,5 milioni nel 2012/13), registra un aumento del 19,5% rispetto all’esercizio precedente. Il numero dei calciatori mediamente in forza durante l’esercizio è di 67, ossia 18 in più rispetto al 2012/13. Il rapporto tra costo del personale e valore della produzione è pari a 50,41% (52,3% nel 2012/13). L’incidenza del costo del personale sui costi della produzione è del 46,5% (41,6% nel 2012/13).

Il “Costo del Fattore Lavoro”, dato dalla somma del costo del personale e degli ammortamenti della rosa calciatori, è pari a € 74,2 milioni.

Il “Costo del Fattore Lavoro” incide sul fatturato netto per l’147,1%. Quindi ogni 100 euro che si fatturano, ne vengono destinate 147,1 al personale tra stipendi e ammortamenti, quindi diventa “vitale” ricorrere al Player Trading.

I costi per servizi aumentano da € 9,4 milioni a € 14,7 milioni. Tali costi comprendono le spese amministrative, pubblicitarie e generali per € 3,7 milioni (€ 1,8 milioni nel 2012/13) e la voce Altri costi per servizi pari ad € 7,5 milioni (€ 3,8 milioni nel 2012/13) riguarda: spese di viaggio e spese di rappresentanza.

I costi per godimento beni di terzi ammontano a € 1.794.159, di cui € 1.350.000 per affitti vari.

IL PLAYER TRADING

Il risultato del Player Trading del 2013/14 torna ad essere positivo per € 17,5 milioni, mentre nel 2012/13 era negativo per € 13,4 milioni.

Le Plusvalenze per cessioni diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori aumentano da € 22,5 milioni a € 47,5 milioni. L’importo maggiore riguarda Belfodil per € 9.159.375, ceduto all’Inter per € 11,5 milioni.

L’incidenza sul valore della produzione è del 47% (27,1% nel 2012/13).

Gli ammortamenti dei diritti calciatori diminuiscono da € 24,8 milioni a € 22,3 milioni, registrando un decremento del 10,1%.

Le minusvalenze diminuiscono da € 3,7 milioni a € 3,4 milioni.. La minusvalenza più elevata è stata quella di Djuric (Cesena) per € 549.000.

I premi di valorizzazione diminuiscono da € 7,2 milioni a € 6.876.000.

Tra i proventi da compartecipazione, pari a € 18.645.000, spicca Pedro Mendes (Sassuolo) per € 2 milioni.

Tra gli oneri da compartecipazione, pari a € 16.709.000, spicca Criseting Lorenzo (Inter) per € 3.250.000 e Galli (Padova) per € 2 milioni.

Il punto di pareggio.

Il risultato prima delle imposte al 30 giugno 2014 è negativo per € 11,9 milioni, mentre al 30 giugno 2013 era negativo per € 1,8 milioni. Il risultato prima delle imposte al 30 giugno 2012 era positivo per € 84 mila.

Il risultato negativo 2013/14 supera quello del 30 giugno 2009, che, a causa della serie B, fu negativo per € 9,9 milioni.

Occorre ricordare che il bilancio 2012/13 ha usufruito dell’effetto economico positivo della cessione del Marchio e del contratto.

CONCLUSIONI

Solo una robusta iniezione di capitali, che permetta di pagare anche gli stipendi arretrati, appare, nell’immediato, come l’unica soluzione per uscire dalla situazione di crisi. Bisogna tener conto che se fosse risolto il problema immediato degli stipendi sportivi, ci sarebbe il problema del pagamento dei fornitori e soprattutto dell’andamento sportivo, con il rischio concreto della retrocessione in Serie B. La Serie B italiana è un problema, perché determina la necessità di ridurre drasticamente i costi, poiché è priva dei diritti TV di cui gode la Serie A. E i casi di Siena e Bari fanno riflettere. Luca Marotta

Luca Marotta, Dottore Commercialista e Revisore Contabile

Facebook: http://www.facebook.com/luca.marotta.9

Sito blog: http://luckmar.blogspot.it/

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

59 pensieri riguardo “IL COMMERCIALISTA MAROTTA HA ANALIZZATO IL BILANCIO 2013/14 DEL PARMA F.C.: “INCERTEZZE SIGNIFICATIVE SULLA CONTINUITA’ AZIENDALE”

  • 14 Febbraio 2015 in 17:02
    Permalink

    Ottimo contributo, complimenti.

    • 14 Febbraio 2015 in 17:36
      Permalink

      Beh, del resto ieri Leonardi aveva ordinato di guardare i bilanci e io, visto che secondo voi sarei il suo nuovo ufficio stampa, ho eseguito l’ordine…

      In realtà eravamo già d’accordo col commercialista Luca Marotta che già da anni contribuisce a fare una sana e proficua opera di divulgazione e approfondimento.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 14 Febbraio 2015 in 18:31
        Permalink

        Gli interventi del dottor Marotta sono meritori e li ho sempre seguiti, appunto da un paio d’anni. Lei in questo momento ha la simpatia di Leonardi, che le passa alcune preziose informazioni. Da qui ad esserne l’ufficio stampa, ne passa… Non faccia il permaloso.

        • 14 Febbraio 2015 in 18:42
          Permalink

          oh siete duri, eh?
          le informazioni non me le passa il leo…
          siete de coccio…
          e sul discorso ufficio stampa facevo ironia, visto che alcuni di voi maliziosi artatamente aveva messo in circolo l’ipotesi…
          saluti
          gmajo

          • 14 Febbraio 2015 in 19:10
            Permalink

            il tifoso di parma e’ de coccio a prescindere,quindi trovandosi fra i vasi di ferro ……

            e m fermo qui coi vasi anche se l’abbiamo fatta fuori dal pitale,TUTTI A FORMIGINE ! fermiamoci a comprare una stufa a pellets che assieme a bulova presentera’ le formazioni delle squadre in campo

  • 14 Febbraio 2015 in 17:17
    Permalink

    Due osservazioni.
    1. Negli anni di Leonardi il trading player ha dato risultati positivi in quattro stagioni su cinque. In questo senso il dg ha ragione.
    2. Non capisco il passaggio: “L’Assemblea dei soci del 27.12.2014 ha deciso, con l’astensione del socio Energy T.I. Group SpA, di coprire solo parzialmente le perdite pregresse e la perdita 2013/14, la cui somma complessiva ammontava a € 21.598.308. La parziale copertura è avvenuta mediante l’utilizzo della posta versamento soci in conto capitale per € 10.500.000, mediante l’utilizzo della posta delle riserve straordinarie per € 625.215 e mediante l’utilizzo della riserva legale per € 33.348.”
    Ne devo dedurre che il Cda “di Taçi” del 27/12 ha immesso capitali freschi per 10 milioni e mezzo oppure tale somma era già a bilancio ed è stata semplicemente spostata in “versamento soci”?

    • 14 Febbraio 2015 in 19:47
      Permalink

      RISPONDE IL COMMERCIALISTA LUCA MAROTTA:

      La somma della perdita 2013/14, pari a Euro 13.695.035, più le perdite degli esercizi precedenti riportate a nuovo e non coperte, pari a Euro 7.903.273, è uguale a Euro 21.598.308.
      Al 30 giugno 2014, nel patrimonio netto figurava anche la posta versamenti soci in conto futuro aumento di capitale per Euro 10.500.000, riguardante versamenti effettuati a tale scopo in esercizi precedenti. (Lo stesso importo era rimasto invariato dal 30.06.2011).
      L’Assemblea ha deciso di utilizzare tale importo a parziale copertura della perdita complessiva.
      Non si tratta quindi di immissione di capitale freschi.
      A mio avviso la nuova proprietà, almeno nell’immediato, deve immettere capitali freschi, anche sotto forma di capitale di prestito, penso ad un prestito infruttifero, almeno per pagare gli stipendi. Resta il problema del pagamento dei fornitori.

      • 14 Febbraio 2015 in 20:36
        Permalink

        Grazie del chiarimento.
        A suo avviso è possibile calcolare quanto la nuova proprietà (Ghirardi) nei suoi 7 anni ha immesso di proprio nel Parma FC (o in Eventi Sportivi che ne è la controllante)?

        • 16 Febbraio 2015 in 01:06
          Permalink

          RISPONDE IL COMMERCIALISTA LUCA MAROTTA

          Fino al 30.06.2014
          € 15,5 milioni come apporto di capitale di rischio;
          € 14,8 milioni come apporto di capitale di prestito;

          € 33,8 milioni come saldo tra crediti e debiti fiscali trasferiti per il consolidato fiscale (soprattutto IVA di Gruppo)
          Tuttavia, nel giugno 2013 l’operazione cessione marchio e cessione del contratto pubblicitario fece maturare un credito verso Parma FC Brand per € 47,5 milioni, allocato tra i crediti verso clienti perché parte correlata.
          Nel dicembre 2014 è stata completata la fusione tra Parma FC Brand ed Eventi Sportivi Spa, portando in dote alla controllante il marchio e il contratto di proprietà Parma FC Brand.

          Nella sostanza Parma Football Club Spa, cedendo il marchio e il contratto pubblicitario, valutati ad un determinato prezzo, avrebbe in linea teorica saldato l’importo del saldo tra debiti e crediti fiscali e avrebbe dovuto percepire una differenza pagabile con i prestiti già effettuati e i ricavi del contratto pubblicitario ceduto.

          Escludendo le partite fiscali e queste complicatissime operazioni, sembrerebbe che fino al 30.06.2014 Eventi Sportivi Spa abbia sborsato una trentina di milioni.

          Riporto quanto scrissi sul tema nell’articolo:
          Bilancio Parma 2012/13: la cessione del marchio attenua la perdita.

          (http://luckmar.blogspot.it/2014/03/bilancio-parma-201213-la-cessione-del.html)

          La cessione del marchio e del contratto di concessione pubblicitaria.

          Nel mese di giugno 2013, si è dato luogo al trasferimento dei Marchi registrati della squadra di calcio PARMA Football Club a PARMA FC BRAND S.r.l., che è parte correlata della stessa.
          L’operazione di trasferimento è avvenuta per un controvalore di 31 milioni di Euro oltre Iva. Poiché il marchio era iscritto in bilancio per un valore residuo di circa 8,3 milioni di Euro, l’operazione di cessione ha generato una plusvalenza di € 22,7 milioni. Il prezzo di trasferimento è stato determinato sulla base del valore risultante da una perizia. Il pagamento è stato stabilito in 8 rate semestrali a partire dal 31 dicembre 2014, maggiorate di interessi.
          Contestualmente al trasferimento del marchio, Parma Football Club SpA ha ceduto a PARMA F.C. BRAND Srl, per l’importo di 8 milioni di Euro oltre IVA, la titolarità del contratto con la società concessionaria della pubblicità. Il contratto ceduto, che è stato accettato dalla società concessionaria di pubblicità, avente una durata residua di anni 5, prevede un corrispettivo annuo minimo di 2,5 milioni di Euro. La cessione di tale contratto ha generato una plusvalenza pari al valore di trasferimento. Il pagamento dovrà avvenire in 5 rate annuali a partire dal 31 dicembre 2014, maggiorate di interessi.
          Dal punto di vista economico le due operazioni hanno inciso positivamente sul bilancio 2012/13 per € 30,7 milioni.

          L’Operazione di Fusione.

          Gli Amministratori hanno anche evidenziato che nel corso dell’esercizio 2013/2014 verrà perfezionata l’operazione di fusione per incorporazione di “Parma FC Brand Srl” in Eventi Sportivi SpA. Anche tale operazione non è nuova nel calcio italiano, basti ricordare la vicenda Inter Capital Srl.
          L’operazione di fusione determinerà che le partite a credito vantate da “Parma Football Club Spa” nei confronti di “Parma FC Brand Srl” per circa complessivi Euro 47 milioni (Iva inclusa), sorte a seguito delle operazioni di cui si è detto sopra, andrebbero a consolidarsi nei confronti della società incorporante “Eventi Sportivi SpA”.
          Poiché la società “Eventi Sportivi SpA” è, a sua volta, creditrice di “Parma Football Club Spa”, a causa del trasferimento in capo alla stessa dei debiti per Iva, pari a circa 26,6 milioni di Euro al 30 giugno 2013, si darà luogo ad una compensazione contabile. Pertanto, il credito residuo vantato da “Parma Football Club Spa” nei confronti della controllante Eventi Sportivi SpA ammonterebbe a circa 20 milioni di Euro.
          Eventi Sportivi SpA procederà al pagamento di tale debito residuo per 10 milioni di Euro destinando i flussi derivanti dall’incasso dei crediti del contratto con la concessionaria di pubblicità e per la restante parte andrà a destinare i crediti vantati a seguito dei finanziamenti erogati dalla stessa al Parma FC nel corso degli anni precedenti, che al 30 giugno 2013 ammontano a complessivi 11,2 milioni di Euro.
          Quindi anche dal punto di vista finanziario sembrerebbe un’operazione “neutra”, mancherebbe il coinvolgimento di un Ente Creditizio, come avvenuto nel caso dell’Inter, del Siena e in minima parte del Bari.

      • 14 Febbraio 2015 in 21:52
        Permalink

        Ah, un’altra domanda. Che cosa si intende per “costi gestione economica giocatori”?

        • 16 Febbraio 2015 in 00:56
          Permalink

          RISPONDE IL COMMERCIALISTA LUCA MAROTTA:

          “Nella sostanza riguarda i componenti legati ai trasferimenti dei calciatori, che hanno effetto sul conto economico.
          Il costo della gestione economica dei trasferimenti dei calciatori 2013/14
          è il seguente:

          Costi da cessioni temporanee
          Minusvalenze – 3.371
          Altri oneri da gestione – 6.876
          Oneri da Compartecipazione – 16.709
          Costi gestione economica calciatori – 26.956”

  • 14 Febbraio 2015 in 17:56
    Permalink

    Grazie per l’analisi e complimenti al sito per l’ottima informazione che fa.

    Dai numeri risulta evidente la crisi di liquidità di cui si parla da tempo data dallo scompenso delle poste correnti ma anche che, nonostante il risultato negativo del 2014, effettivamente se uno avesse dei soldi da buttare forse il parma non sarebbe un investimento così da insano di mente. O è solo una mia impressione?

    • 14 Febbraio 2015 in 19:22
      Permalink

      E’ chiaro che se non si fosse dilapidata la categoria, peraltro nel campionato meno difficile della storia della serie A, l’affare sarebbe stato ancor meno oneroso… Ma grazie al colpo di grazia di Taci, la categoria direi che è definitivamente compromessa, e con essa ciao ciao a 40 milioncini…

  • 14 Febbraio 2015 in 18:30
    Permalink

    che dire direttore….complimenti per quello che state facendo…ti sei preso una bella rivincita dopo anni di soprusi

    • 14 Febbraio 2015 in 19:10
      Permalink

      Grazie, anche se avrei preferito una rivincita che non arrecasse danni al nostro caro Parma…

    • 14 Febbraio 2015 in 22:23
      Permalink

      Addirittura “soprusi”? Che le hanno fatto, Majo?

  • 14 Febbraio 2015 in 18:58
    Permalink

    Molto bravo il dottor marotta, come sempre.
    Se possibile, in modo grezzo, quanto ci vorrebbe all incirca nel breve per risanare i conti?

    • 14 Febbraio 2015 in 19:06
      Permalink

      A spanne direi che serve appunto il famoso cinquantello. Con quello potresti chiudere la stagione tranquillamente, pagando ogni obbligatorietà, rimettendoti in pari con gli stipendi e iniziando a regolarizzare con i fornitori.

      Io non sono d’accordo con l’esternazione leonardiana di ieri, per cui basterebbe relativamente poco per continuare a gestirla, nel senso che secondo me, ai fini di una vera gestione virtuosa, il modo di ragionare dovrebbe cambiare completamente.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 14 Febbraio 2015 in 21:10
        Permalink

        Grazie, intendevo proprio quello, credevo meno

  • 14 Febbraio 2015 in 19:43
    Permalink

    Vorrei sapere se Ghirardi quando è andato al Pineta e ha scolato uno Champagne DON PERIGNON DI ANNATA DI 880 euro,l’ha pagata. Per me no.

    • 14 Febbraio 2015 in 22:10
      Permalink

      mi spiace deluderti ma ho lavorato a Brescia per anni anche tra l altro con Schinelli prima che andasse alla lucchini con bondi e poi alla Leonessa ( ecco perché bondi regalo il parma a tommy ) ti garantisco che il buon tommy grazie alla mamma Pasotti non avrebbe alcuna diffcolta’ a tirare fuori il CINQUANTELLO e parlo di milioni non decine tanto per capirci che il majo dice essere necessari per salvare il parma , il fratello della gabriella tanto per dire faceva parte dei furbetti del quartierino nella che scalo’ le banche con Ricucci non ti racconto la plusvalenza che hanno fatto se no vi spaventate .

      • 14 Febbraio 2015 in 22:12
        Permalink

        Il problema è che la siura Gabriella di spendere il cinquantello per Tommasuccio non ne ha la minima intenzione. Se no lo avrebbe fatto prima…

        • 14 Febbraio 2015 in 22:31
          Permalink

          si majo lo so volevo solo garantirvi che avendo lavorato a brescia per anni so bene chi sono i Pasotti che magari a parma dicono poco ma a parte i barilla garantisco che a parma non ci sono imprenditori altri piu’ forti finanziariamente dei pasotti …..volevo capire proprio perché si sono esposti a questa figuraccia secondo me ci sono logiche famigliari che non conosciamo …..la sorella per esempio comunque sarebbe interessante capire da Marotta quanti soldi ci hanno messo veramente nel parma non mi stupirei che ne abbiano messi pochissimi che abbino gestito sul credito e fiducia delle banche

    • 14 Febbraio 2015 in 22:24
      Permalink

      ah dimenticavo Mammato e’ stato anche socio con tommy in un altra discoteca a Desenzano ( si chiamavaa proprio pineta anche quella se non ricordo male molto di tendenza per anni ebbe gran successo ) per cui forse hai ragione tu lo champane il tommy non l ha pagato ma gli e lo ha offerto mammato del pineta

  • 14 Febbraio 2015 in 21:14
    Permalink

    Ciao,
    sono nuovo e volevo porre due domande sugli investimenti nel parco giocatori, pari a 97 milioni. La prima: ma se per comprare in Italia deve depositare delle garanzie in Lega, come è stato possibile averle se poi non ci sono stati i soldi per pagare gli stipendi da Settembre in poi? In più supponendo che il Parma non fallisca, questi 97 milioni non genererebbero circa 20 milioni di ammortamenti in più l’anno prossimo?
    La ringrazio per l’attenzione e per il lavoro che svolge

    • 16 Febbraio 2015 in 01:01
      Permalink

      RISPONDE IL COMMERCIALISTA LUCA MAROTTA

      “Gli importi degli acquisti calciatori si riferiscono alla campagna trasferimenti dell’estate 2013 e di gennaio 2014, oltre all’esercizio di eventuali diritti entro il 30.06.2014.

      La mancata documentazione del pagamento degli stipendi si riferisce a periodi successivi.

      Per il calcolo degli ammortamenti bisogna considerare anche il valore contabile dei calciatori ceduti. Nel periodo in questione il valore lordo dei calciatori ceduti era pari a € 81.784.470. Per tali calciatori il fondo di ammortamento già registrato era pari a circa 14 milioni.

      Concordo sul fatto che dovrebbe scattare il blocco del mercato in entrata per le società che non pagano gli stipendi.

      Nel 2013/14, Belfodil figura sia tra gli acquisti che tra le cessioni per Euro 11.500.000.
      Sull’operazione di cessione il Lione ha chiesto Euro 1.800.000, per i premi.
      Non essendo di Parma, immagino che queste notizie siano già state fornite dalla stampa specializzata.”

  • 14 Febbraio 2015 in 22:02
    Permalink

    Più di 7 M di spese di viaggio e rappresentanza? Ma sono andati su Marte?
    Sarebbe carino avere una distinta di queste spese. Secondo me troveremmo delle sorpresine.

    Ridicole alcune valutazioni di comproprietà. 5M Mendes? 2M Manzoni? 1.6M stornai?

    Questo bilancio puzza parecchio.

    • 14 Febbraio 2015 in 22:11
      Permalink

      Beh, anche nei precedenti c’erano certe valutazioni particolarmente curiose. Specie con il Padova di Baraldi…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 14 Febbraio 2015 in 22:05
    Permalink

    Non preoccupatevi i conti le fara lex moglie o compagna di manenti che entrerà nel cda il 20 febbraio

    • 14 Febbraio 2015 in 22:10
      Permalink

      La Camporesi non mi risulta essere una delle tante mogli di Manenti

      E, come dicevo prima, pare proprio possa essere lei l’anello di congiunzione con la vostra idolatrata Gazprom (o qualcosa del genere).

      Cordialmente

      Gmajo

      • 14 Febbraio 2015 in 22:22
        Permalink

        beh, questa è una chicca che ci deve spiegare, Majo…

        • 14 Febbraio 2015 in 23:25
          Permalink

          Si si….ci faccia un po’ sognare…:)

  • 14 Febbraio 2015 in 22:19
    Permalink

    majo l hanno gia’ chiesto altri e lo richiedo anch io sarebbe interessante se il dott Marotta studiando i bilanci dal 2007 riuscisse a dirci quanti soldi in realta’ la famiglia GHIRARDI PASOTTI ha impegnato nel Parma calcio ……….una curiosita’ che spiegherebbe molte cose ….in un senso o nell altro .Per il resto ribadisco avendo lavorato per anni a brescia che la famiglia Pasotti non avrebbe alcuna difficolta’ a tirare fuori un cinquantello per salvare il parma ma come tutti i bresciani che conosco bene ragionano solo in maniera opportunistico e credimi anche un eventuale procedimento post fallimento riuscirebbero a gestirlo “facilmente” tanto piu’ se la eventi sportivi avesse sede a brescia

    • 15 Febbraio 2015 in 00:22
      Permalink

      Quindi tutti i bresciani sono opportunisti? Ce l’hanno nel Dna, renzi?

  • 14 Febbraio 2015 in 23:50
    Permalink

    E poi chiamano bagoloni i parmigiani mah

  • 15 Febbraio 2015 in 09:02
    Permalink

    Ma a Parma i BAGOLONI sono più numerosi !

    Sono quelli che favoleggiano sulle loro richezze e sul loro perbenismo e non mettono e non metteranno mai un centesimo nelle casse del PARMA ( nello sport più popolare della città), sempre pronti alla critica, al dileggio, alla maldicenza ed a qualsiasi atteggiamento critico fine a se stesso, eternamente inerti e refrattari verso il Bene Comune o l’interesse generale .

    Questi sono gli autentici bagoloni nostrani (anche se chiacchierano poco).

  • 15 Febbraio 2015 in 10:04
    Permalink

    Gabriele una domanda, al momento so che è la cosa meno importante, ma spero di aver capito male, il parma ha riacquistato Belfodil per 11,5 mln di €?

    • 15 Febbraio 2015 in 10:31
      Permalink

      non ho ancora esaminato con la dovuta attenzione l’analisi del dottor Marotta che poi sarà la guida di ulteriori approfondimenti, ma mi pare evidente che il riacquisto per 11 ml sia conseguente alla valutazione di 20 ml di vendita se non ricordo male postata nel precedente esercizio.
      cordialmente
      gmajo

  • 15 Febbraio 2015 in 10:44
    Permalink

    Ancora una volta GRANDE MAJO!!!! Questi si che sono “approfondimenti” realmente interessanti per comprendere (A) come si sia potuti arrivare a questo punto (B) di chi sono le principali responsabilitá. Ringrazio anche il Dott. Marotta per aver messo ancora una volta la sua professionalità a disposizione della community di StadioTardini.it.
    Rilancio anche io l’interessante richiesta degli utenti Gustavo e Renzi: mediante un’analisi retroattiva è possibile capire quanto è stato immesso complessivamente dalla famiglia Ghirardi durante gli anni di gestione del Parma? Inoltre rifacendomi all’altro post in cui si diceva che Bondi a suo tempo avrebbe “regalato” il Parma a Ghirardi (e considerando che girano voci discordanti in tal senso…) qualcuno è in grado di aiutarmi a ricostruire in modo “attendibile” anche questo pezzo di storia??? È vero che a livello di rosa il Parma al tempo era “povero” di calciatori di proprietá, ma mi risulta che la societá fosse stata consegnata allo “smilzo” di Carpenedolo completamente ripulita dai debiti, corretto?

    • 15 Febbraio 2015 in 10:49
      Permalink

      esatto e con undici milioni di euro nel cassetto altro che debiti.
      non so con precisione quanto fosse la quota d’ingresso, ma penso che concretamente quei pochi milioncini fossero gli unici immessi, al di là del finanziamento di banca monte all’operazione.
      cordialmente
      gmajo

      • 15 Febbraio 2015 in 10:58
        Permalink

        Direttore, spero di aver capito male… Mi sta dicendo che Ghirardi ai tempi avrebbe acquistato il Parma per una cifra (si dice tra i 15 e i 25ML) con addirittura 11ML di euro in cassa???

        • 15 Febbraio 2015 in 11:07
          Permalink

          11 ml di crediti per la precisione, mentre credo che abbia pagato decisamente meno rispetto alle cifre da lei indicate. insomma fece un ottimo affare

          • 15 Febbraio 2015 in 11:12
            Permalink

            Direttore, mi scusi se insisto… anche se non si tratta di cifre “ufficiali” , potrebbe indicarci la cifra di acquisto che le risulta essere stata pagata?

          • 15 Febbraio 2015 in 11:23
            Permalink

            no, evito perché anche se nello spazio commenti si chiacchiera come al bar, stadiotardini.it è un quotidiano on line il cui direttore non può per evidenti mitivi scrivere dati sensibili. sorry…
            cordialmente
            gmajo

  • 15 Febbraio 2015 in 10:49
    Permalink

    Però è stato venduto a 11,5 mln ed è stato riacquistato a 11, 5 mln, dopo una stagione disastrosa. Se è andata così(magari ho capito male leggendo questo interessante approfondimento) non è stato sicuramente un buon affare anche perché Leonardi lo avrebbe sicuramente citato in conferenza stampa mentre si vantava di tutti gli affari conclusi, ma d’altronde lui non ha colpe per questa situazione, era “solo” l’a.d.(ovviamente è sarcastico). Grazie Direttore per la risposta

    • 16 Febbraio 2015 in 01:10
      Permalink

      RISPONDE IL COMMERCIALISTA LUCA MAROTTA

      Nel 2013/14, Belfodil figura sia tra gli acquisti che tra le cessioni per Euro 11.500.000.
      Sull’operazione di cessione il Lione ha chiesto Euro 1.800.000, per i premi.
      Non essendo di Parma, immagino che queste notizie siano già state fornite dalla stampa specializzata.”

  • 15 Febbraio 2015 in 10:59
    Permalink

    Si va be, cioè io nn ci ho tt il tempo x leggiere tt queste cose, ke è vero ke nn lavoro ma sono in squasso e quindi Majo dovrebbe dire al giovine Marmotta di riassumere tt in tipo 10 parole. Ke io devo fare della parmigjanità mica leggere dei libri.
    #MAJOCULANO #GIOVINEMARMOTTA #SQUASSO

    Ke sul mio blog ho riassunto tutto in 37 parole e ho messo anke un interessante grafico dove si vedono i soldi ke nel ramo di azienda x la cessione del capitale interconferenziale sperequazionato e rivalutato secondo l’irpef passando dall’inail e volendo anke un pò di spred:
    http://www.marcellodellaparmigjanita.it/analisiparma.html

  • 15 Febbraio 2015 in 11:28
    Permalink

    Mi farebbe molto piacere conoscere tutte le valutazioni a bilancio dei giocatori perchè ho il vago dubbio che ci possa essere un deficit patrimoniale nel Parma dovuto a valutazioni non di mercato di giocatori, fatte per generare le note plusvalenze. Se la mia negativa ipotesi fosse vera il “cinquantello” potrebbe non bastare.

    • 15 Febbraio 2015 in 11:41
      Permalink

      il cinquantello basterebbe e per certi versi avanzerebbe per chiudere la stagione. poi è evidente che per un completo risanamento e ristrutturazione serva qualcosa in più…
      cordialmente
      gmajo

  • 15 Febbraio 2015 in 11:46
    Permalink

    Capisco Direttore, ci mancherebbe… Allora due conti IPOTETICI li faccio io. Se lo smilzo avesse sborsato 16 ML per acquistare il Parma (mi sembra di capire che tale cifra potrebbe avvicinarsi alla realtá…) al netto degli 11ML di crediti (che – se esigibili – fanno poi cassa) Ghirardi avrebbe acquistato con un esborso netto di 5ML, una squadra in serie A con indebitamento pari a ZERO (seppur con una classifica traballante e con una rosa povera) e l’avrebbe “mollata” dopo 7 anni con 96ML di debiti.
    POSTO CHE QUESTE MIE IPOTESI SI AVVICININO ALLA REALTÁ, LE SEMBRA POSSIBILE CHE A PARMA TUTTI SI SONO DIMENTICATI DELL’OBESO, MENTRE LEONARDI (che per caritá di errori e di magheggi ne ha sicuramente fatti tanti, ma anche di operazioni valide direi…) VIENE UNIVERSALMENTE INDICATO COME IL PRINCIPALE DEI NOSTRI MALI ???
    Mi risulta che Leonardi (che io non assolvo… Ci mancherebbe..) non fosse ancora a Parma quando CiccioBello ha rimediato una bella retrocessione in B che (credo) dal punto di vista economico sia stato il fardello più pesante pagato dalla gestione Ghirardi… O SBAGLIO?

    • 15 Febbraio 2015 in 12:04
      Permalink

      secondo me in sede di acquisto ha speso meno, poi è stato necessario costruire la squadra e li si è speso troppo e male. non so poi quanto le risorse necessarie furono frutto del credito e di conseguenza molti interessi han gravato. la retrocessione e soprattutto le follie per la risalita hanno pesato parecchio economicamente ma il leo dopo tre anni aveva trionfalmente annunziato che quel buco lo si era chiuso. perché ritirarlo fuori ora? il player trading sarà anche stato attivo, ma basta guardare certe cifre per capire che si trattava soprattutto di operazioni non corrispondenti alla realtà
      cordialmente
      gmajo

      • 15 Febbraio 2015 in 12:28
        Permalink

        Direttore, mi sembra in ogni caso logico ritenere che TUTTE le porcherie e i magheggi di Leonardi (come dipendente e/o amministratore) sicuramente saranno stati condivisi e avallati – come normalmente avviene in tutte le aziende – dalla proprietá, non trova? Con questo (lo ripeto se c’è ne fosse bisogno…) NON INTENDO ASSOLUTAMENTE ASSOLVERE il Sig. Leonardi, vorrei però esprimere una mia opinione in merito alle “gerarchie” delle responsabilitá sulla situazione in cui versa il Parma. A mio parere in una scala da uno a dieci, CiccioBello (come proprietario della baracca) è responsabile 10, Leonardi decisamente molto meno….

        • 15 Febbraio 2015 in 15:45
          Permalink

          Infatti: come ho sempre detto (anche se c’è chi non sa leggere o capire) che i colpevoli sono entrambi. E non mi va di dividere in percentuali. C’erano un ammiraglio e um armatore…

          • 15 Febbraio 2015 in 16:02
            Permalink

            Neanche a me interessa dividere le percentuali delle responsabilitá.. Lo scopo – probabilmente illusorio – dei miei ragionamenti era semplicemente di “spronare” il popolo giallo-blu a ragionare sui fatti. Da quando CiccioBello se ne è tornato zitto-zitto al paesello nessuno lo ha piú cercato… Prendiamo come esempio la partita con il Chievo: 90 minuti di cori contro Leonardi è UN SILENZIO ASSORDANTE CONTRO IL BRESCIANO… È normale secondo lei? Non è che per caso tale posizione ILLOGICA della curva (e di conseguenza di quasi tutti i tifosi) è stata imbeccata CHIACCHIERATA DI Sandro Melli sotto la curva??? Se fosse così, sarebbe veramente triste… Pensare con il proprio cervello è per caso vietato???

          • 15 Febbraio 2015 in 16:11
            Permalink

            Io notoriamente le logiche della Curva non le capisco…

            Prima era colpevole solo Ghirardi, poi solo Leonardi. Ma sempre una caccia alle streghe è. Quando prima, invece, c’era consociativismo con entrambi. Sepolcri imbiancati

        • 15 Febbraio 2015 in 17:17
          Permalink

          ci tengo a specificare direttore che non tutti in curva sono dei pecoroni che seguono quello che dice il tipo appollaiato che urla… e condivido con te che le logiche di quella gente faccio fatica a capirle.

    • 15 Febbraio 2015 in 12:58
      Permalink

      nella classifica ponderata del blog del Marcello della Parmigianità (www.marcellodellaparmigianita.pr.it) Ghirardi nn è affatto obeso ma solo lievemente in sovrappeso ed è addirittura sotto a il Mullah Dondi, ke oggi mangerà delle cose bsonto-arabe fuori casa e quindi ha un lunario più sfavorevole.

      #MARCELLODELLAPARMIGJANITA
      #IOSTOCONMALDIDENTI
      #MAPICIAPEL

  • 15 Febbraio 2015 in 19:46
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    Direttore, puo’ chiedere al Dott. Marotta la composizione dei crediti di Parma Fc perche’ se non fosero tutti esigibili allora l’indebitamento aumenterebbe, inoltre sarebbe interessante capire la situazione di Eventi Sportivi x capire se i crediti vantati nei confronti di Parma Fc siano denari effettivamenti messi nel Parma oppure se si e’ ricorso alle banche facendo cosi aumentare l’indebitamento consolidato.
    Per Belfodil mi pare di capire che e’ stato venduto all’Inter x 11,5 mln con plusvalenza di oltre 9 mln ma contempraneamente e’ stato riacquistato a 11,5 mln quindi senza nessuna entrata di cassa.
    Credo che per capire l’effettiva situazione occorrerebbe analizzare tutte le poste contabili che hanno generato i 47,5 mln di plus, quanto sono valutati i singoli valciatori per capire se ci sono valutazioni fittizie.
    Credo che se i calciatori mettessero in mora il Parma e successivamente si svincolasseo il Parma perderebbe il patrimonio giocatori che andrebbe a zero creando un ulteriore buco di bilancio che sarebbe di difficile copertura.
    Che ne pensa?
    Giorgio

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