L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-CHIEVO 0-1 E L’INSEDIAMENTO DI MANENTI: “LA CONFERENZA E’ STATA UN AUTOGOL: AVREBBERO DOVUTO MOSTRARSI SOLO DOPO L’ARRIVO DEI SOLDI”

(gmajo) – Alla vigilia di Parma-Chievo sia i colleghi di Tele Radio Stero di Roma, sia Gianni Balzarini di Mediaset Premium, che avevano avuto la bontà di coinvolgermi nelle proprie trasmissioni, mi avevano domandato quale tipo di reazione ci sarebbe stata dal campo da parte dei giocatori, al lume della ennesima svolta societaria. A giudicare dal risultato, la 18^ sconfitta stagionale, si direbbe che l’effetto scaturito non sia stato dei migliori, anche se tra i più strenui difensori dell’allegra combriccola capitanata dal variopinto Giampietro Manenti continua ad esserci Roberto Donadoni, il quale già martedì, alla vigilia, aveva bacchettato i disfattisti, e pure ieri sera, nel consuntivo post gara ha continuato a chiedere fiducia nel leader della Mapi Group. Io mi allineo con lui, pur ammettendo che, dopo lo show di cabaret di bassa taglia (meglio quello radiofonico griffato Ferrari & Frigeri, il che è tutto dire) andato in scena sul palcoscenico della sala stampa dell’Ennio alle 14.30 mi si sono moltiplicati i dubbi sul felice esito dell’operazione. Giova ricordare, tuttavia, che la medesima era l’unica via praticabile in extremis, dopo che Taci aveva già ordinato ai suoi sacerdoti di ungere con l’estrema unzione (per la precisa nella notte di Milan-Parma) il grave malato, disponendone l’invio dei libri contabili in Tribunale. Cosa, questa, che, dando un’occhiata agli striscioni, sarebbe stata gradita a quei geni della Nord, i quali, in questo vortice catartico, si dimenticano che sarebbe la più grave delle iatture sia dal punto di vista sportivo (il cosiddetto fallimento pilotato lo si poteva far decollare mesi fa, ma questa ipotesi è sempre stata scartata a priori da Tommaso Ghirardi e Pietro Leonardi, che immagino siano poco desiderosi che un curatore – minimo – ci possa ficcare il naso, e ormai non c’è più tempo) con un declassamento nelle serie dilettantistiche, sia dal punto di vista occupazionale (la perdita del posto di lavoro per i dipendenti) che per gli effetti sull’indotto (fornitori e collaboratori che rimarrebbero impagati. Io non amo gli Indignados, specie quelli che prima facevano a lingua in bocca con gli attuali nemici dei quali sono state abbattute le statue, e non mi piacciono i moti di folla, non gradisco il branco e cerco di far funzionare la mia testa, senza farmi coinvolgere nelle emozioni collettive che fanno perdere del tutto la lucidità. Non penso, infatti, che possa esser venuta fuori chissà quale idea dalla spremuta di cervelli post partita dietro la Bagnaresi, al di là di qualche coro: poi se sarò smentito ne prenderò atto di cuore. E’ chiaro che la mia razionalità, in questi momenti sta facendo a botte con la parte irrazionale che vuole a tutti i costi che il Parma sfugga a quel destino al quale è segnato, ma ben sapendo cosa comporterebbe il fallimento per la nostra comunità non posso condividere lo striscione in rima baciata issato ieri dai sparuti (ma a tratti molto rumorosi) frequentanti la Curva Nord: “Il nostro amore oltre la categoria. Porta i libri in tribunale e andate via”. Poi vorrò vedere questo amore nelle difficoltà quanto arderà (quando mi ci metto so fare rime baciate anch’io): forse quello dei romantici estensori del carme (anche se non va mai dimenticato che per circa tre campionati l’amore per il Parma venne in sottordine rispetto all’ideologia ultrà quando c’era da combattere la guerra ideologica contro la TdT, salvo poi, nella passata stagione, riuscire a ottenere dal club oltre alla away anche quelle normali-veloci con un certo dispendio di energie economiche…), ma certo non so quanto le masse possano eccitarsi per derby provinciali o quasi su campi di periferia. Così come non capisco le manovre dell’Upi e del Sindaco, i quali, dopo aver benedetto Taci (non si sa bene sulla base di quali rassicurazioni avute, comunque non certo andate a buon fine) ora stanno parteggiando spudoratamente per l’ipotesi del fallimento con ipotetica rinascita, con tanto di contatti già avviati tra alcuni imprenditori e dirigenti (non casuale, credo, la presenza di un Baraldi – manager del re del caffè Zanetti – un po’ meno politically corretc del solito nelle sue esternazioni ad Agorà…). Gli industriali, non va mai dimenticato, negli ultimi anni avevano accolto sotto la propria campana protettiva Tommaso, non rendendosi conto di quello che questi stava facendo: e non mi pare che la soluzione ai mali sia stata delle più efficaci… E dire che c’era anche chi aveva acceso la lampadina dell’allarme rosso, ma niente da fare: andava tutto bene madama la marchesa con gli inviti nei salotti che contano dove veniva coccolato e vezzeggiato. Ora, invece, si può cinguettare a cuor leggero che il Parma è già morto. Indubbiamente, dopo lo show di ieri di Manenti & Alborghetti (e non si capisce perché quest’ultimo, che evidentemente aveva l’agenda dei giorni successivi troppo impegnata, avesse voluto fare la conferenza a tutti i costi prima di Parma-Chievo, convinto di poter mostrare in quella sede qualche “scontrino”, speranza vana, con tanto di promessa rimangiata), per continuare a credere nel miracolo bisogna essere veramente degli uomini di fede. Purtroppo, malgrado i consigli che immagino fossero piovuti abbondantemente, tutte le mosse comunicazionali – fondamentali di questi tempi nel mondo della pedata – si sono tramutate in autogol in una partita già difficile e segnata da prima: lo scetticismo dei più, infatti, già vessati e frustrati per le malefatte dei predecessori rendeva l’ambiente poco propenso ad avere pazienza con i nuovi arrivati (peraltro dalla brutta pagella per via dei tentativi non andati a buon fine di precedenti acquisizioni) già da prima scaricando loro addosso colpe che non avevano ma che erano di altri (Tom & Rezart), immaginarsi dopo che si sono presentati con lo slogan dei predecessori “è tutto predisposto” e ancora con dei nuovi rinvii, che già tanto avevano fiaccato prima, e non con i fatti, l’unica mossa da fare per poter conquistare consenso. Le mie domande di ieri non saranno state ficcanti, come qualcuno mi ha accusato nel nostro spazio commenti di StadioTardini.it, tuttavia, nella mia presunzione (e mi ha fatto piacere che qualcuno me lo abbia riconosciuto) credo che i due oratori dietro la scrivania fossero un po’ stati messi in difficoltà allorquando ho domandato se corrispondesse al vero che avevano predisposto tre bonifici da dieci milioni cadauno, in rapida successione. Potrebbe anche averci azzeccato, mi ha risposto Alborghetti, piuttosto meravigliato che ci fossi arrivato. Del resto bisogna saper ascoltare. Saranno anche state domande banali le mie, ma hanno sortito risposte interessanti, tipo quella sulla messa in mora, la cui dead line del 16 febbraio collima con quella delle “obbligatorietà” (cioè il saldo di cinque mensilità tasse inclusi, rimasti indietro a chiudere il 2014): Manenti & Alborghetti, infatti, hanno rivelato la loro convinzione che se dovessero provvedere sia pure parzialmente, si fermerebbe la macchina della “messa in mora”. Infine colgo l’occasione per ribadire, ancora una volta, che i tifosi e i media farebbero bene a non stracciarsi le vesti (o a far spettacolo, come Raimondi ieri che si è servito di un giovane tifoso pronto a comprare il Parma con una moneta da 2 euro) sul supposto passaggio delle quote a 1 euro da Ghirardi a Taci (o meglio: alla sua Dastraso) prima e da quest’ultimo a Manenti dopo: ci mancherebbe altro, infatti, che possano trarre un vantaggio dall’operazione i precedenti proprietari. Il vero costo del Parma, infatti, è la montagna di debiti, sul cui balletto delle cifre in tanti continuano a favoleggiare, in attesa della fotografia (o due diligence) che pure i nuovi faranno per rendersi conto della situazione.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

66 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-CHIEVO 0-1 E L’INSEDIAMENTO DI MANENTI: “LA CONFERENZA E’ STATA UN AUTOGOL: AVREBBERO DOVUTO MOSTRARSI SOLO DOPO L’ARRIVO DEI SOLDI”

  • 12 Febbraio 2015 in 14:47
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    Lasciando perdere la misera figura del ns mitico presidente, 2 frasi (dette in buona fede) del suo manager mi hanno tolto la fiducia e l’illusione:
    1-nel bene o nel male basta che se ne parli
    2-sono stato chiamato da Manenti alle 8, dopo averlo conosciuto qualche anno prima, e mi ha detto:”senta io avrei comprato il Parma, mi può aiutare con i conti?” (Questa frase, a freddo, mi ha fatto capire che non esiste programmazione o soci occulti)

    Però impugno il mio scroto e stringo bene fino alla prox settimana..chissà mai che porti fortuna

  • 12 Febbraio 2015 in 14:48
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    Ieri sera non sembrava nemmeno una partita.L’atmosfera sembrava da funerale.Sembrava di essere a un rosario.Ci soffro per cui allo stadio per assistere a solenni batoste,non ci vengo più.

  • 12 Febbraio 2015 in 14:50
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    Direttore ha novità? Come mai nessuno ieri in conferenza stampa ha fatto una domanda secca sulla Gazprom oppure Lukoil? Manenti parlava di sponsor Serbi Ucraini Turchi Rumeni (Romani) non ha mai citato la Russia…Lei come la vede? grazie

  • 12 Febbraio 2015 in 14:51
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    Direttore, condivido le sue preoccupazioni e perplessità. La cosa positiva è che mancano solo 4/5 giorni al giorno del giudizio. P.s. le risulta che si stia muovendo qualcosa in queste ore?

    • 12 Febbraio 2015 in 14:57
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      Ieri sera fonti confidenziali riferivano della partenza del bonifico: io, però, ne parlerò solo quando avrò certezze e prove provate

  • 12 Febbraio 2015 in 14:54
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    Sono d’accordo, la conferenza di ieri aveva poco senso ed ha svelato poco non avendo niente in mano da mostrare, i dubbi rimangono .Speriamo nel miracolo ma ci crdo davvero poco

  • 12 Febbraio 2015 in 15:03
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    Speriamo arrivi e non si perda per strada 🙂

  • 12 Febbraio 2015 in 15:13
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    Gentile Majo,la sua analisi è per larga parte intrisa di un realismo vergano che ha poco a vedere con la sua Majeutica, che riscontra in me larghi consensi.
    Al di la’ di ogni più approfondita analisi del futuro del Club, che probabilmente neanche il “Mano” sa, bisogna cercare di capire gli errori fatti e perché ne sono conseguiti altri.
    La gestione ghirardi dal punto di vista economico è stata disastrosa, ma al di là dei numeri a bilancio che sono soltanto la prova o riprova di ciò, sapere i meccanismi che l’hanno scaturito.
    E poi soprattutto questa vendita della società sia come tempistiche che come acquirenti ha tutto di torbido,perche taci, era sponsorizzato ok quall’era il.Business!?! (stadio?Palazzetto? Fiere?) e cosa è andato storto a razart? Socio sparito? Se si per he)? In quanto non penso che Ghirardi abbia venduto senza garanzie di un certo tipo…
    Dal “Mano”. Tutti vogliono il miracolo dimenticandosi da dove si viene….troppo comodo.
    E una piccola parentesi sul mondo sportivo che ruota attorno al Parma oggi si evince che troppi giornalisti e opinionisti non sono e non sono stati in grado di svolgere con onestà intellettuale e senso critico il loro mestiere,come leonardi deve lasciare allo stesso modo loro devono andare con lui se hanno la dignità che ora da falsi verginelli manifestano e vanno a cercare in altri.
    Infine una cosa su Molossi non succede ma se succede che il Mano paga, dopo le twittate senza senso e stile rassegni le dimissioni vero?

  • 12 Febbraio 2015 in 15:33
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    Direttore, a lei non hanno fatto storcere il naso alcune dichiarazioni di ieri? Tipo: manenti sapeva delle difficoltà di taci a far arrivare il denaro. Lui ha dichiarato che hanno predisposto il tutto con la minima percentuale di errore. Alborghetti ha quasi preso le distajze dal tutto definendosi temporary manager, quale è, ma sottolineando che a lui del resto non importa. Per non parlare del ” spero che arrivi il documento dei bonifici effettuati cosi vi faccio vedere quanto è bello” o qualcosa di simile. Io rimango allibito. Spero che la sua fonte confidenziale sia confermata nel breve.

  • 12 Febbraio 2015 in 15:48
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    Ok Direttore ma i soldi ci saranno (o forse no) indipendentemente dalla conferenza stampa di ieri

    • 12 Febbraio 2015 in 15:51
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      Indubbiamente: ma se questi già hanno brutta pagella per i precedenti specifici e arrivano in una pizza vessata dalle promesse di altri, potevano distinguersi e guadagnarsi credito solo con fatti concreti e parlare solo dopo.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 12 Febbraio 2015 in 15:55
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    Io dopo aver visto il sorriso di Maidenti e lo sguardo di Al Borghetti mi sento + sicuro. Ke se la Mapi è una scatola vuota, invece di buttarla nel contenitore blu o nel rol del cartone, potremmo nominarla “CONTENITORE X I TIFOSI CROCJATI”, cm la mitica PARMA BRANDY, in cui ank’io volevo sburlarmici dentro x fare un SAPELLO di parmigjanità x la nostra gjente.
    Io cmq tanto x tenere il piede in tutte le scarpe, approvo anke lo strisione di Boys, ke io porterei i LIBRI al TRIBUNALE DEI DIRITTI DEGLI OMO, (ke magari quel Ramadam di Rollo ci potrebbe mettere una buona parola, ke lui è di quella tribù li) ke così magari cn un giro solo ci potrebbero anke dare la licenza UEFA ke ci aveva portato via il Kairo+Majo+Garg-Angella+Abete+eki+ne-ha+ne-metta.
    NESSUN BONIFICO VALE LE EMOZIONI KE CI AVETE REGALATO. GRAZIE.

  • 12 Febbraio 2015 in 15:57
    Permalink

    Sarà serie D e si riparte con Zanetti, dispiace tanto ma davvero tanto per i fornitori e i dipendenti ma sarà così, speriamo solo che almeno con Zanetti la storia cambi

    • 12 Febbraio 2015 in 15:58
      Permalink

      Però che l’Upi continui a predisporre tutto non è bello…

      • 12 Febbraio 2015 in 18:21
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        Ma scusami Majo in un fallimento pilotato, i dipendenti avrebbero più possibilità di percepire denaro che non in un fallimento normale e poi continui a dire che i tempi tecnici non ci sono. Il Bari invece HA DIMOSTRATO che i tempi tecnici ci sono per salvare la B.

        • 12 Febbraio 2015 in 18:25
          Permalink

          Non lo puoi pilotare questo fallimento. Il caso del Bari non è replicabile

    • 12 Febbraio 2015 in 19:44
      Permalink

      Se lo vedo (che Zanetti compra il Parma) ci credo,altrimenti resto della mia idea che non gli interessi spendere soldi qui…

    • 12 Febbraio 2015 in 16:10
      Permalink

      per ora mi sa che nn ci sia niente di concreto

  • 12 Febbraio 2015 in 16:09
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    Herr Direktor, ricollegandomi al suo post delle 15:58, sarei proprio curioso che qualcuno facesse finalmente luce sui maneggi fatti dall’UPI intorno al Parma calcio, e quel influenza hanno avuto sulla cessione a Taci prima, e poi adesso col fallimento ad ogni costo.
    Naturalmente non aspettiamocelo da quelli della Gazza o di TV Parma…
    Una quota di colpa nel disastro ce l’ha anche l’UPI, a mio modesto parere. Come in tutto quel che accade nella nostra ridente (oddio, ultimamente non proprio…) città.

  • 12 Febbraio 2015 in 16:09
    Permalink

    Purtroppo direttore è la stessa sensazione che ho io. E che a Parma e nel Parma disponga tutto UPI credo che sia ormai un dato di fatto. E’ stato deciso così e così sarà…ho paura che se anche Manenti riuscirà a pagare gli metteranno il bastone tra le ruote a più non posso, ormai si è capito.

    • 12 Febbraio 2015 in 16:24
      Permalink

      Beh, alle ultime elezioni, benché tutto fosse predisposto in un certo senso dai genitori dell’Upi i figlioletti disobbedienti han fatto di testa loro…

  • 12 Febbraio 2015 in 16:11
    Permalink

    Più che la serie D non potremmo cominciare dalla lega pro per meriti sportivi come già successo alla Fiorentina?

    • 12 Febbraio 2015 in 16:23
      Permalink

      No: l’avvocato Diana, interpellato nei giorni scorsi da Radio Parma, ha spiegato che il Lodo Petrucci è stato abolito, per cui ora è previsto in caso di fallimento la perdita di due categorie di appartenenza.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 12 Febbraio 2015 in 16:12
    Permalink

    Comincio a dubitare che la faccenda si risolva. Sarebbe troppo bello.

  • 12 Febbraio 2015 in 16:14
    Permalink

    Quindi non si sarebbero dovuti mostrare mai…

  • 12 Febbraio 2015 in 16:28
    Permalink

    Ma possibile che nessuno si incazzi veramente contro questa Upi di melma?Basta!!!Che ne so, boicottiamo i prodotti delle industrie UPI, manifestiamo sul ponte Caprazucca.Hanno rotto veramente.

    • 12 Febbraio 2015 in 18:24
      Permalink

      Sandro ti dovresi incazzare con Ghirardi che ha disintegrato il Parma, non certamente con Manenti che cerca di salvarlo E LO SALVERA’.

    • 12 Febbraio 2015 in 19:50
      Permalink

      Quindi compriamo voiello anziché barilla, ferrarini invece che parmacotto? Sai cosa gliene frega? ! Ohi sono multinazionali…per loro i parmigiani possono anche smettere d mangiare che economicamente non gli cambia un fico secco !!!

      • 12 Febbraio 2015 in 19:52
        Permalink

        cibbi, dove eri sparita ? Era da un po’ che non ti si leggeva 🙂

  • 12 Febbraio 2015 in 16:38
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    Gentilissimo Gabriele, mi è parso di capire che è in esesere una spinta di Upi verso il fallimento del Parma calcio. E’ corretto? Sarebbe vergognoso e immorale.

    • 12 Febbraio 2015 in 16:48
      Permalink

      Questa è una mia sensazione, perlomeno, non so quanto avvalorata da fatti concreti. Cioè in pratica i genitori Upi per i figlioletti dopo aver predisposto Taci stanno predisponendo il nuovo a venire dalla serie D…

      • 12 Febbraio 2015 in 16:53
        Permalink

        Insomma, “regalano” il Parma ai rampanti Lapo parmigiani? Wow…

        • 12 Febbraio 2015 in 16:58
          Permalink

          Come direbbe Capitan Pizza “il Parma ai parmigiani”, e pazienza se sono anche un po’ bolognesi, modenesi o veneti…

  • 12 Febbraio 2015 in 16:38
    Permalink

    Quindi LegaPro, non dilettanti giusto?

    • 12 Febbraio 2015 in 16:46
      Permalink

      No, dilettanti. Per il semplice fatto che due categorie vanno dalla B “conquistata” sul campo alla D

  • 12 Febbraio 2015 in 16:45
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    Majo mi perdoni ma il mio browser ha fatto le bizze e il mio commento sembrava quello di una persona che non ha letto l’articolessa. La domanda non verteva sulla conferma delle mosse di Upi, bensì volevo una sua opinione sulle motivazioni che li spingono. Che interessi hanno a far entrare Zanetti in D?

    • 12 Febbraio 2015 in 16:57
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      Le motivazioni mi sono ignote: tuttavia non è un male, beninteso, che qualcuno si faccia carico di pensare a dare lo stesso un futuro al club ripartendo dalle serie inferiori, e sapere che qualche imprenditore (Dallara) o manager (Baraldi) si stiano dando da fare in questo senso è un bene; però sono le mosse precedenti che lasciano alquanto a desiderare, dal momento che da Energy in poi fino a Taci municipalità e Upi fino hanno benedetto e accolto i nuovi arrivati, flirtando con la gerenza (ammiraglio e armatore) passata.
      Ora, invece, sembra che l’attuale tentativo, che è un po’ una sorta di golpe, venga poco digerito. E narra la leggenda che magari lo stesso Ghiro goda fino lì che il passaggio sia avvenuto a persone a lui sconosciute o già rifiutate…

      Cordialmente

      Gmajo

      • 12 Febbraio 2015 in 17:56
        Permalink

        Spero sia, appunto, solo una leggenda. Il Signor Ghirardi farebbe bene a pregare che il Parma venga salvato, dal pur impresentabile Mister Mapi. O preferisce che un tribunale legga quel bel romanzo thriller che parla della contabalità del Parma?

  • 12 Febbraio 2015 in 16:56
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    Se le cose stanno così e l’Upi sta veramente tramando per una cosa del genere sarebbe veramente scandaloso e umiliante.
    Dall’altro lato mi chiedo. Mettiamo che questo Manenti riesca miracolosamente a pagare quanto promesso ed evitare il fallimento. Ora, che tipo di futuro ci possiamo immaginare con quest’uomo, la cui attività non si capisce in cosa consista e non si capisce da dove riesca a reperire i soldi sempre che li reperisca?Da qualsiasi parte la si guardi questa situazione non porta ad un futuro roseo purtroppo. Perosnalmente non riesco a vedere un futuro con la Mapi group. La vedo troppo improvvisata come cosa, senza basi solide e sopratutto senza nulla alle spalle.

    • 12 Febbraio 2015 in 17:00
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      C’è chi sostiene che le garanzie mostrate non siano farlocche e che capitali ora ce ne siano: al di là degli sbandierati piani quinquennali, io credo che a costoro non abbiano interessi a lungo termine. E allora, se si salvasse il calcio professionistico, ci si potrebbe riorganizzare per poi trovare un migliore compratore un poco più avanti, evitando fallimenti e viaggi all’inferno

      • 12 Febbraio 2015 in 17:10
        Permalink

        Questo è il mio auspicio e il mio desiderio. Manenti fa quello che deve fare, magari ci guadagnerà qualcosa, si ripulisce il Parma, e tra un anno vende il Parma a un compratore migliore… magari un qatariota con un parma sano e in A. Io ci sto. Però questi soldi devono arrivare. Ad oggi non si sa ancora nulla…

      • 12 Febbraio 2015 in 17:21
        Permalink

        Perfettamente daccordo

  • 12 Febbraio 2015 in 16:57
    Permalink

    Direttore io mi fido solo di Lei. Ma mi spiega quale potrebbe essere l’interesse dell’Upi e del succhiapipa Azzali a vedere fallire la squadra e a trovare la serie D al Tardini?Ci sarà anche qualche iscritto che dal fallimento lo prenderebbe dove non batte il sole..(e spero stracci la tessera UPI). Oltre al danno di immagine per tutto il territorio e la mancanza della visibilità che una seria A o anche B possono dare.

    • 12 Febbraio 2015 in 17:01
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      Non saprei, ma mi pare abbastanza evidente, dopo l’addio di Taci, una virata in quella direzione. Lei ha visto Agorà?

  • 12 Febbraio 2015 in 17:10
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    Si si purtroppo l’ho visto e non ho digerito la cena. Uno squallore disarmante. Cmq se lo stesso Ghiromante vede davvero di cattivo occhio questo tentativo di estremo salvataggio ciò confermerebbe la sua totale idiozia. Il primo a dover tifare per qualsivoglia intervento che eviti il fallimento alla società e il pigiama a righe a lui dovrebbe essere il discotecaro stesso…
    Mi chiedo però perchè Dallara, Zanetti e tizi vari non siano venuti fuori prima..e soprattutto..ma un bel concordato preventivo nessuno ci ha pensato?Evita il fallimento, blocca le istanze e consente la continuità. Si ragiona con i creditori ma si mette una barriera al fallimento

  • 12 Febbraio 2015 in 17:10
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    Poco fa lei ha scritto: “E narra la leggenda che magari lo stesso Ghiro goda fino lì che il passaggio sia avvenuto a persone a lui sconosciute o già rifiutate”. Beh non è un controsenso?Dovrebbe godere molto per evitare grane in caso di fallimento no?

    • 12 Febbraio 2015 in 17:20
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      No. Puta caso che ad esempio uno faccia qualche azione di responsabilità…

  • 12 Febbraio 2015 in 17:22
    Permalink

    Non la seguo…

    • 12 Febbraio 2015 in 17:53
      Permalink

      I nuovi acquirenti, qualora fossero davvero intenzionati a risanare i conti del parma e proseguire in serie b (in caso contrario parliamo del nulla) porrebbero promuovere un azione di responsabilità nei confronti di ghirardi in riferimento ai danni provocati dalla sua gestione. L’azione di responsabilità non è infatti legata al fallimento ma può essere promossa anche da una società in bonis. Alborghetti ieri ha dichiarato che in passato gli è già successo di proporne di analoghe..

  • 12 Febbraio 2015 in 17:25
    Permalink

    l’alfiere dell’UPI Dall’Olio sono 3 mesi che dice che piuttosto di Taci (Che all’epoca sembrava metterci i soldi) è meglio fallire

      • 12 Febbraio 2015 in 17:46
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        Dall’Oglio del calcio e in generale di aziende calcistiche ne sa ben poco come da lui ammesso…
        Ghirardi spero tanto perché il diavolo fa le pentole ma non i coperchi….

  • 12 Febbraio 2015 in 17:33
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    si ma se la facesse Manenti sarebbe sempre meglio che se la facesse un curatore fallimentare mi creda, con le lampade del Tribunale accese dietro. Anche perchè nel scondo caso si aprirebbe il fronte dei reati fallimentari (dalla bancarotta in giù) che senza il fallimento non ci sono.
    Io se fossi in lui tiferei alla disperata per il nostro Carretta.

  • 12 Febbraio 2015 in 17:53
    Permalink

    Il problema di base è che per l’iscrizione ai campionati devi pagare i tesserati e l’erario e fare la fideiussione, per cui i 30-40 milioni necessari chiunque abbia la gestione del Parma, che sia un nuovo proprietario che sia il curatore o chi altro, al 30 giugno questi soldi li deve tirare fuori.
    Altrimenti è serie D.
    Non ci sono altre possibilità.

  • 12 Febbraio 2015 in 18:08
    Permalink

    DR. MAJO,

    Io ho grandissima stima di Lei e del suo operato.

    Ma Lei ha fatto ora affermazioni di alta rilevanza giornalistica.

    Non vorrei, tuttavia, che queste sue note “pessimistiche” sul destino del Parma fossero legate ad una dilagante sfiducia che Boni sta diffondendo a larghe mani in questa vicenda delicatissima.

    O sbaglio ?

    • 12 Febbraio 2015 in 18:11
      Permalink

      Sbaglia. Boni sarà nei suoi pensieri, non nei miei. Io mi baso su mie valutazioni oggettive, che nulla hanno a che vedere con i fantasiosi sproloqui della macchietta

  • 12 Febbraio 2015 in 18:16
    Permalink

    E’ vero è stato un autogol ma la partita è ancora lunga e penso che lunedì MANENTI segnerà un paio di gol capovolgendo l’esito della partita poi farà causa a Ghirardi.

  • 12 Febbraio 2015 in 18:16
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    Quindi in caso di D oltre Zanetti in corsa ci sarebbe Dallara?oppure sono ipotesi congiunte? Per la cronaca direttore io tifo per il salvataggio di Manenti e poi l’ingresso di chiunque esso sia
    buon lavoro
    Tommaso Pinto

  • 12 Febbraio 2015 in 18:43
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    Il fallimento pilotato é ancora possibile. Il Bari lo scorso anno portó i libri in tribunale a Febbraio. Il fatto é che ghirardi non li vuole portare perché sennó rischia la galera. E perció preferisce distruggere il Parma per salvarsi le chiappe.

    • 12 Febbraio 2015 in 20:39
      Permalink

      distruggere il parma vuol dire comunque fallire…diciamo che lui vuole proprio evitare il fallimento perchè gli conviene…e non è il solo…majo io ho la sensazione che se quei conti potessero parlare ne racconterebbero delle belle…

      • 12 Febbraio 2015 in 20:53
        Permalink

        Un fallimento pilotato alla fine non sarebbe cosí disastroso come un fallimento vero e proprio. Con un fallimento pilotato il prossimo anno giocheremmo in B. Con un fallimento vero e proprio si va in serie D.
        Un fallimento pilotato farebbe uscire alla luce altri investitori che adesso sono spaventati dai debiti, non perché il Parma non sia appetibile.
        La domanda che nessuno riesce a rispondere é:”Ma chi é disposto a sborsare un numero non indifferente di milioni per una squadra ultima in classifica con 9 punti che ha una possibilitá su 100 di salvarsi?”
        Meglio il fallimento pilotato, ripiana i debiti e si riparte da zero. É per questo che non credevo in Taci e meno in Manenti. Si sta solo perdendo del gran tempo.

        • 12 Febbraio 2015 in 21:01
          Permalink

          non si può fare. non ci sono le possibilità

I commenti sono chiusi.

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