TUTTE LE ANALOGIE TRA IL POSSIBILE FALLIMENTO DEL PARMA E QUELLO DEL PIACENZA

giacomo spottiGiacomo Spotti (*)Spero sinceramente che il Parma non faccia la fine del Piacenza, non tanto per una motivazione sportiva, ma più che altro per una forma di rispetto nei confronti dei suoi tifosi.
Non conosco perfettamente la situazione societaria dei crociati, le informazioni che ho sui debiti e sul possibile futuro sono quello che leggo da un paio di mesi su StadioTardini.it, tuttavia quello che posso dire è che tra il fallimento del Piacenza Football Club 1919 e quello che si prospetta all’orizzonte per il Parma ci sono delle incredibili analogie.

Le due storie procedono di pari passo, tappe uguali, personaggi che rilasciano le stesse dichiarazioni, identici problemi, stessi partiti, partitini e domande, una soprattutto: ma le istituzioni sportive cosa ci stanno a fare?

Il Parma è passato da Ghirardi a Taci, che si è fatto aiutare da un modesto gioielliere piacentino, Pietro Doca (e qui potrei aprire un capitolo infinito sull’inadeguatezza del personaggio), il quale a sua volta è stato sostituito da  Giordano prima e  Kodra poi, il tutto su (presunto) mandato di Taci  che alla fine ha venduto a un altro personaggio pieno zeppo di equivoci (Brescia Calcio e mancata acquisizione delle Cartiere Pigna) che risponde al nome di Manenti. Lui e la sua Mapi Group, società con un capitale sociale di 7mila 500 euro, hanno magicamente rilevato il  Parma e la sua bomba di debiti. I soldi? «Arriveranno», «Stiamo lavorando», «Ci siamo quasi», «Devo sbloccarli». E intanto non si vede un bel nulla anzi, arriva l’istanza di fallimento della Procura.

Stadio GarilliLa storia è uguale – nella tempistica delle tappe – a quella che ha caratterizzato il Piacenza, che ironicamente ha fatto peggio in termini di debiti (solo 6 milioni contro 100), ma ha fatto meglio se parliamo personaggi; sebbene non risultasse dall’atto di cessione, dietro all’Italiana Srl – società con capitale sociale di 2mila euro e fatturato da 900 euro – c’era niente di meno che Luigi Gallo, pluri-inibito dalla Figc per le tentate scalate a Venezia, Torino e Genoa. A luglio 2011 trattavano e acquistavano la Lucchese per poi farla fallire ad agosto, a ottobre trattavano e acquistavano il Piacenza per fargli fare la stessa fine.

Anche qui, come a Parma, dietro a tutto c’era una società praticamente immobile, con un capitale sociale minimo (in sé vuol dire poco ma è comunque un buon indicatore), senza giro d’affari, senza fatturato, senza dipendenti, senza sede, senza nulla di nulla. Una scatola vuota. Anche a Piacenza, come a Parma, si cercavano i soldi per la prima tranche di stipendi (club comprato a fine ottobre e scadenza fissata a metà novembre), si promettevano investimenti di rilancio, finanziatori per 50-60 milioni di euro, marketing, acquisti, debiti ripianati. Si dovevano solo aspettare i bonifici che, come a Parma, non arrivavano mai. Ma come si fa a comprare una società senza avere già i soldi pronti almeno per gli stipendi?

E poi le paroline magiche: la “due diligence”, che solitamente si fa prima di comprare e non dopo.  Piacenza  ci abbiamo campato per due mesi sulla  due diligence. «I soldi stanno arrivando»  e  «terminata la due diligence partiremo» erano le frasi ricorrenti. Nulla di tutto ciò si è mai verificato e quello che lascia esterrefatti sono proprio le tempistiche delle due storie: cessione societaria in fretta e furia, acquirenti che promettono soldi e futuro prosperoso, presidenti che si succedono l’un l’altro in pochi giorni (a dir la verità a Piacenza siamo passati da Fabrizio Garilli all’amministratore Marco Gianfranceschi all’amministratore unico, e contemporaneamente liquidatore della Lucchese, Covili Faggioli), strenue difese delle proprie società con fatturati inesistenti e completamente sconosciute, bonifici che devono arrivano, bonifici che non arrivano mai, società nuove in cui far confluire i capitali (qui la Mapi a Piacenza una newco mai aperta nei fatti) punti di penalizzazione e infine le istanze di fallimento.

A Piacenza fu il pm Colonna a dire «basta» chiedendo il fallimento due mesi dopo l’acquisto dell’Italiana Srl, e anche a Parma è stata la Procura a farlo, un paio di mesi dopo il passaggio Ghirardi-Taci.

Tutto coincide, le tappe sono uguali, le mosse e le dichiarazioni sono le stesse, cambiano solamente i nomi degli attori, ma è un piccolo dettaglio se guardiamo l’impianto nella sua completezza. Perché queste persone che non hanno disponibilità economica entrano all’improvviso in società imbottite di debiti e magicamente dopo un paio di mesi si materializza il fallimento? E succede tutto con lo stesso modus operandi.Spero davvero che il finale sia diverso questa volta, ma non per piaggeria, solamente perché non è ammissibile speculare sulla fede dei tifosi. Giacomo Spotti (*)

(*) Giornalista Quotidiano La Cronaca di Piacenza e sportpiacenza.it

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

39 pensieri riguardo “TUTTE LE ANALOGIE TRA IL POSSIBILE FALLIMENTO DEL PARMA E QUELLO DEL PIACENZA

  • 26 Febbraio 2015 in 11:49
    Permalink

    Perche` nessuno controlla. L’Italia e` la patria dove e` possibile millantare le cose senza dover rendere conto a nessuno.

  • 26 Febbraio 2015 in 11:55
    Permalink

    …quante coincidenze…
    …che mondo marcio quello del pallone…
    …faremo la stessa fine…
    direttore novità di mattinata? può sentire Manenti e chiedere come sono messi con la famosa due-diligence?
    Domani incontrerà il sindaco o ci sarà un nuovo rinvio?
    mi scuso per la mia insistenza di ieri ma in questo periodo ho troppe domande…

    • 26 Febbraio 2015 in 12:02
      Permalink

      Domande che possono trovare risposta solo col tempo. Il mio pressing su Manenti, in questo momento, sarebbe inutile: la priorità è che riesca a cacciare il denaro. Con quello risolvi tutti i problemi. Star qui a perderci dietro la due diligence che uno dice aver fatto al 99% e l’altro al 50% serve solo a perder del tempo.

      Se domani il Mano incontrerà SuperMapi al momento non mi è dato saperlo: non faccio l’indovino. Ma comunque vadano le cose, ribadisco, l’incontro decisivo è con la Procura, sperando che riesca a dimostrare la non insolvenza del Parma. E per farlo serve una cosa: i soldi.

      Saluti

      Gmajo

      • 26 Febbraio 2015 in 12:33
        Permalink

        Hai ragione e probabilmente è vero che fare troppe domande vuol dire perdersi in un bicchier d’acqua!
        sono d’accordo anche sul fatto che l’incontro decisivo sia quello con la procura…ma se già Manenti si presentasse dal sindaco con qualcosa di concreto potrebbe già far recuperare la fiducia da parte di quest’ultimo…
        Lei ieri diceva che qualcuno sta facendo piccolissimi passi indietro..di quali passi parla?e se cosi fosse quali sono i motivi di questi passi indietro?
        Grazie

        • 26 Febbraio 2015 in 12:48
          Permalink

          Io non ho parlato di passi indietro di qualcuno, anche perché non so se di passi indietro ne siano stati fatti: ma se prima a “Filini” era stato fatto capire che era meglio se non organizzava la gita a Parma, mentre poi è stato chiamato dal Sindaco, vuol dire che forse qualcosa possa esser cambiato. Ma la situazione è molto fluida, per cui non ci si può fermare a meditare, poiché gli scenari cambiano in continuazione (ieri Alborghetti, ad esempio, aveva dichiarato di esser stufo di fare l’agenzia matrimoniale).

          Cordialmente

          Gmajo

  • 26 Febbraio 2015 in 12:04
    Permalink

    Majo dai, quella tua percentuale sull’affidibilità sul mitomane faccendiere Manenti della scuola di LUIGI GALLO dello 0,1% portala come la mia più reale percentuale allo 0,0% perchè quella è la percentuale giusta Tu lo so hai la speranza ma se qualcuno ti dicesse convintissimo che è capace di trasformare l’ottone in oro, tu ci crederesti? Penso proprio di no e allora togli quell’uno nella tua percentuale. CHI VIVE SPERANDO MUORE C – – – – – o.

  • 26 Febbraio 2015 in 12:08
    Permalink

    Guardi direttore che il supermapi come lo chiama lei ha già detto che non in programma nessun incontro. E poi basta con questa persona, andiamo in D con dignità e mandiamo a casa a calci in culo questa gente. Ma di cosa sta parlando direttore?? Due diligence??? Soldi?? Non prendiamo in giro i lettori….. Lo sa anche Lei che non c’e’ niente, stanno vendendo le panchine e Lei parla di manenti….

  • 26 Febbraio 2015 in 12:09
    Permalink

    e intanto MAURI lo abbiamo perso, è uno dei quattro che ha messo in mora la società…. altro che fare la serie B con i giovani…. che amarezza!

    • 26 Febbraio 2015 in 12:20
      Permalink

      Beh, era fisiologico…

      Comunque se SuperMapi dovesse materializzare gli anelati quattrini la messa in mora cade e Mauri viene blindato.

      Del resto per giocare la B l’anno prossimo l’unica possibilità è quello 0,1% che riconosco a Mapi, perché il fallimento pilotato tanto caro a Capitan Pizza ha ancor meno possibilità.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 26 Febbraio 2015 in 16:18
        Permalink

        non è vero, è più probabile il fallimento pilotato piuttosto che avere i soldi da manenti.
        E’ più probabile che 50 milioni li metta una cordata di impenditori parmigiani, piuttosto che uno straccione che non fa altro che millanatare contatti importanti.
        Se Mapi ha lo 0,1%, la formazione di una ipotetica cordata locale con 50 milioni ne ha almeno lo 0,5%.

        Invece di continuare con questa storia ridicola dello 0,1% dica chiaramente se ha fiducia in Manenti o no. Se ci prende bene, se non ci prende amen. Snnò anch’io posso dire che l’uomo ragno esiste allo 0,3 %

        • 27 Febbraio 2015 in 02:49
          Permalink

          Lei forse mi ha scambiato per boni: a me non frega una benedetta mazza di azzeccarci o no. Io non faccio l’indovino. E la mia posizione su Manenti l’ho spiegata fino alla noia: sicché non insista.

          Saluti

          Gmajo

  • 26 Febbraio 2015 in 12:20
    Permalink

    Perder tempo dietro alla due diligence fatta al 100% secondo Mapi, al 50% secondo il suo commercialista (che lasta facendo materialmente!) dimostra come un certo personaggio continui imperterrito a raccontarci balle.
    Per il resto, sono d’accordo con Lei, herr direktor.
    I mapisoldi: tirarli fuori ora, o sparire per sempre.
    P.S.
    Le analogie con Piacenza e Lucchese dimostrano il livello di marcio del calcio italiano odierno, e la totale assenza di controlli da parte degli organi preposti.
    Lo sport calcio è morto, è solo un business, oltretutto sporco.
    Che tristezza.

  • 26 Febbraio 2015 in 12:42
    Permalink

    A questo punto dobbiamo far rifondare il Parma partendo dalla serie D in modo che tutte le mezze calzette che ci stanno intorno se ne vadano. Purtroppo ripartire dalla serie D ha costo sotto l’aspetto economico alla città ma piuttosto che continuare a perdere la faccia è meglio ripartire da zero

  • 26 Febbraio 2015 in 12:54
    Permalink

    Buongiorno direttore, vorrei capire una cosa che ancora non mi è chiara (una delle tante purtroppo):

    sento parlare di fallimento come unica ipotesi, fallimento pilotato, ecc ecc… ora – tralasciando la sua opinione in merito che mi pare di capire non sia positiva – ma quando sento dire che in caso di salvataggio del titolo sportivo si ripartirebbe dalla serie B, mentre in caso contrario dalla serie D, mi viene una domanda: ma con chi? cioè il Parma lo compro io? O in tutte queste ipotesi si dà per scontato che comunque ci sia qualcun altro che lo compri?

    Spero di avere una risposta.. magari la domanda può sembrare stupida ma essendo molto ignorante in materia non riesco a capire… Certo finire nei dilettanti non è proprio la cosa che mi augurerei, ma se sapessi che ripartiamo puliti e con un progetto che abbia un minimo di serietà e credibilità a me andrebbe anche bene…

  • 26 Febbraio 2015 in 12:59
    Permalink

    ma magari Majo magari!
    intanto mi sto abituando all’idea della Serie D, così poi ci rimango meno male!

  • 26 Febbraio 2015 in 13:08
    Permalink

    Ma lei direttore come pensa che il parma affronterà le prossime trasferte? Sempre a spese dei giocatori? Il contributo da parte delle altre societá a sostegno del parma pare non incontrare la disponibilitá da parte di tutte (es. Cesena dove il presidente ha detto che contro di loro noi avevamo 3 giocatori presi dal mercato mentre loro che non avevano disponibilità economica non hanno rinforzato la squadra). Chi pensa che caccierà la pila per permettere al parma di terminare il campionato? La lega? O salta tutto per aria?

  • 26 Febbraio 2015 in 13:54
    Permalink

    Salve Direttore,

    leggendo questo articolo (da brividi le analogie), ho pensato alla possibilità che dietro Manenti ci possa essere qualcuno che lo stia raggirando, un po’ come una pedina, promettendogli fondi milionari (leggasi quei 100 milioni di euro), con il reale scopo di traghettare il fallimento.
    Non riesco ovviamente a motivare questa ipotesi con una spiegazione razionale derivante dal far fallire una società, ma evidentemente, come il caso Piacenza insegna, queste persone esistono… e nulla si muove per niente.
    Lei cosa ne pensa?
    Cordialmente.

    Gianluigi

    • 26 Febbraio 2015 in 16:01
      Permalink

      Io tenderei ad escludere che manenti possa essere usato quale pedina per il fallimento. Per gli elementi di mia conoscenza diretta, infatti, ghirardi si era incazzato come una biscia nell’apprendere del mapi-golpe così come mi risulta casuale l’approccio di manenti a Leonardi.
      Insomma io non ci vedo un disegno preordinato, anche se metto in preventivo di potermi anche sbagliare, dal momento che potrebbero esserci elementi determinanti che mi mancano.
      Cordialmente
      Gmajo

      • 26 Febbraio 2015 in 17:01
        Permalink

        Grazie per la risposta.
        Beh il fatto che Ghirardi si sia incazzato non sarebbe in conflitto con la possibilità che Manenti (o chi per lui) ci porti verso il fallimento.
        Per il resto sono d’accordo con lei che Ghirardi e Leonardi, con Manenti non c’entrino niente.

        Gianluigi

  • 26 Febbraio 2015 in 14:01
    Permalink

    ti confermo(purtroppo) e l’ho fatto presente già in tempi nn sospetti a”calcio e calcio”che la vicenda parma assomiglia in modo agghiacciante a quella capitata al piacenza calcio con tanto di imprenditori che millantavano garanzie(vedi gallo)poi allontanato a forza anche grazie ai tifosi( come documentato in un video che ha fatto il giro d’italia)che vogliono solo lucrare, anche sulle macerie di cio’che resta.confermo le quasi identiche analogie dei presidenti (garilli-ghirardi)e dei direttori sportivi sia nelle dichiarazioni sia nelle “malefatte”

  • 26 Febbraio 2015 in 14:14
    Permalink

    meno male che era tutta colpa del torino e di cairo… io ve l’ho detto lo scorso maggio che il parma falliva semplicemente leggendo i bilanci

  • 26 Febbraio 2015 in 14:17
    Permalink

    Direttore, la eventuale ipotesi di bancarotta più o meno fraudolenta in essere verrebbe a cadere se il Parma non fallisse?

    Avanti Crociati

    • 26 Febbraio 2015 in 15:44
      Permalink

      Io non so se l’ipotesi di reato possa essere bancarotta fraudolenta nel minuto in cui non c’è un fallimento conclamato. Comunque credo che le ipotesi di reato non cadano se il parma non fallisse.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 26 Febbraio 2015 in 14:31
    Permalink

    Signori….facciamo un certo tipo di riflessione…
    A proposito del calcio in regione..senza andare a scomodare realta’ lontane e che poco si conoscono….
    Parliamo dei capoluoghi e delle citta’ piu’ importanti …
    Rimini….2 fallimenti negli ultimi 20 anni…dopo qualche brillante stagione di B oltre 10 anni fa alla morte dello storico presidente i figli hanno mollato la societa’ che e’ ripartita dai dilettanti ed ora la sfanga in c2..
    Ravenna….2 fallimenti negli ultimi 20 anni…dopo un paio di campionati di B ai tempi di Rimini ora fa i derby (e non li vince) col lavezzola,Alfonsine e Bagnacavallo..e non si muove nulla…
    Ferrara…dopo lo scandalo e fallimento della coopcostruttori del 2003 proprietaria della squadra, e’ arrivata una retrocessione, la vendita a costruttori calabresi in odore di n’drangheta (possiamo dire certezza…ci furono delle condanne), poi una nuova vendita (si faceva la C!) poi il fallimento…2 anni tra l’anonimato e l’umiliazione dell’eccellenza poi finalmente la fusione (operazione che a voi vi schifa…) con la Giacomense di 2 annifa, quindi l’ingresso in c2 e approfittando l’anno seguente della sparizione della categoria e del riordino delle squadr, promozione in c1 col settimo posto….(cose impensabili in passato.
    Modena….si svivacchia in B da anni senza ne’ arte ne parte…
    Reggiana…dopo il fallimento di anni fa il nulla o poco piu’…tanta c2 e categorie inferiori e solo quest’anno un campionato da protagonisti in C1…ma bisognera’ vedere come finira’….
    Piacenza….sapete meglio voi di me come stanno le cose…sti’ fenomeni di squadre ne hanno fatte 2…una fa schifo e pare retroceda…l’altra cosi’ cosi’….
    Bologna….e’ faccenda nota…ha faticato ad iscriversi alla B 8 mesi fa ed e’ partita penalizzata di un punto per inadempienze….non si sarebbe andati da nessuna parte ma….miracolo…acquisizione societaria da parte di importante gruppo estero e allora si puo’ scrivere una pagina nuova…
    Cesena….la retrocessione mi pare inevitabile…voci di scricchiolii societari si rincorrono sempre piu’ insistentemente….ne vedremo delle belle…
    Sassuolo….una creatura di laboratorio…il giocattolino di un ricco padrone che dopo che si e’ stufato di buttar soldi tra i dopati ciclisti della mapei ha dirottato quei capitali nella locale squadra di calcio e ora sta dove sta. Vedremo quanto dura…ho l’impressione che quando si stufa si ritorni a fare il derby col Noceto….
    Carpi….dopo una vita tra c1,C2 e anche meno, prima stagione di B da protagonisti….ma vediamo come va a finire…
    Insomma parliamoci chiaro che vi ho gia’ annoiato abbastanza…
    Dov’e’ che le cose vanno bene?
    Dov’e’ che c’e’ struttura societaria,staff,squadra,ambiente solidamente in serie A con prospettiva e programmi degni di questo nome?…
    Dove si possono serenamente dormire sonni tranquilli?
    Il tutto e’ casuale, legato ai “tiramenti” du questo o quell’imprenditore (vedi Sassuolo) ma nulla di costruito o definito…
    Insomma la roba va male (ma male..) anche altrove.

  • 26 Febbraio 2015 in 15:05
    Permalink

    Ma che commenti fate?? Lo avete letto l’articolo?
    NOI siamo il Piacenza che Fu.

  • 26 Febbraio 2015 in 15:06
    Permalink

    MAIO TU CONTINUI A SPINGERE PER LA SERIE D MA NON CI ANDREMO MAI STAREMO IN B MAGARI CON PENALIZZAZIONI
    HAI ROTTO I MARONI CON LA SERIE D

    • 26 Febbraio 2015 in 15:27
      Permalink

      E TU NON CAPISCI UN CAZZO. IO NON SOSTENGO LA SERIE D (CHE PER ALTRO VOI ULTRAS DURI E PURI VORRESTE COME CATARSI), MA LA INDICO COME UNICA SOLUZIONE POSSIBILE (E POI E POI…) IN CASO DI FALLIMENTO PERCHÉ LA SERIE B COL FALLIMENTO PILOTATO È FFINANZIARIAMENTE INSOSTENIBILE E CHI VI STA FACENDO CREDERE IL CONTRARIO O È IGNORANTE O CONTA DELLE BALLE.
      SE FOSSE PER ME VORREI ANCHE IL PARMA IN CHAMPIONS LEAGUE, SEMO.
      QUINDI SCANTATI CHE SEI VECCHIO
      CON AFFETTO
      IL TUO VECCHIO MAJO

      • 26 Febbraio 2015 in 15:43
        Permalink

        groOOOOOar… Majo er leone

      • 26 Febbraio 2015 in 16:20
        Permalink

        invece manenti è finanziariamente ( e umanamente) sostenibile?

        • 26 Febbraio 2015 in 16:43
          Permalink

          Finanziariamente fino al 19 marzo si, allo 0,1%.
          Umanamente mi astengo.
          Cordialmente
          Gmajo

          • 26 Febbraio 2015 in 16:51
            Permalink

            allora finanziariamente è più sostenibile di manenti una ipotetica cordata parmigiana con 50 milioni, fino al 30 giugno allo 0,5%

          • 26 Febbraio 2015 in 17:06
            Permalink

            Precauzione inutile…
            non e’ sostenibile sotto profilo alcuno….finanziario/fiduciario, dialettico, umano,estetico e pure olfattivo…niente di niente insomma….

  • 26 Febbraio 2015 in 15:51
    Permalink

    Manenti: “I libri in tribunale non li portiamo, abbiamo un piano attuabile”

    Chi sono questi ‘ NOI” di manenti ?

    Dai….calma e gesso..;)

  • 26 Febbraio 2015 in 16:49
    Permalink

    Majo è inutile che te la prendi con noi purtroppo il nostro benamato capitanpizza spinge per il fallimento pilotato , almeno così scrivono su molti giornali nazionali….e tuttti gli vanno dietro… sarà un brutto risveglio notare come finito il campionato lega e federazione si disinteresseranno del Parma (tanto avranno salvato il loro campionatino!) e l’asta fallimentare andrà deserta!!!!
    Poi ragazzi dopo un piccolo bagno di umiltà e chiediamo scusa a Majo ok?

    • 27 Febbraio 2015 in 01:07
      Permalink

      Grazie.

      Comunque sto cercando con tutte le mie forze di farvi capire che quella del fallimento pilotato è una c*** pazzesca… E promuoverla significa non aver cognizione di causa.

      Oltre che cadere nel tranello delle istituzioni calcistiche cui ne impipa solo di non aver rogne con Sky se si perde una partita a seguito dell’esclusione del Parma.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 26 Febbraio 2015 in 17:20
    Permalink

    Manenti: “I libri in tribunale non li portiamo, abbiamo un piano attuabile”

    si sa casomai chi sono i “NOI” a cui si riferisce Manenti?

  • 26 Febbraio 2015 in 20:59
    Permalink

    Lo sapevo che ti facevo arrabbiare semo comunque una cena pagata da cocchi che il parma rimane in b la mia mail ce lhai ci sentiamo dopo i bonifici di manenti

    Con affetto

    • 26 Febbraio 2015 in 21:03
      Permalink

      Solo manenti può tenerci in b, non certo il fallimento pilotato…

I commenti sono chiusi.

Questo sito web utilizza i cookie di terze parti come ad es. Google Analytics per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di navigazione e anche a fini statistici. Continuando ad utilizzare il sito accettate l'utilizzo dei cookie. Nel caso non desideriate l'utilizzo dei cookie potrete effettuare l'opt-out uscendo dal sito o seguendo le istruzioni nella pagina delle informazioni. PIU' INFORMAZIONI...

COOKIE, PRIVACY, TERMINI E CONDIZIONI D'UTILIZZO
Relativi ai domini/siti Stadiotardini.it, Stadiotardini.com, GabrieleMajo.com e Parmacalcio.com di proprietà di Gabriele Majo

>> LA PRESENTE PAGINA NON CONTIENE COOKIE O CODICE DI TRACKING <<

COOKIE
I cookie sono piccoli frammenti di testo archiviati sul suo browser attraverso il sito web che visita. I siti web utilizzano i cookie per memorizzare informazioni sulla sua navigazione, sulle sue preferenze o per gestire l'accesso ad aree a lei riservate.
I gestori dei siti web e i soggetti che attraverso i medesimi siti li installano possono accedere esclusivamente ai cookie che hanno archiviato sul suo browser. Qui può trovare maggiori informazioni sui cookie: http://it.wikipedia.org/wiki/Cookie
Cookie tecnici che non richiedono consenso
Gabriele Majo, nel corso della sua navigazione sulle pagine dei siti internet del Gruppo, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel browser di navigazione alcuni c.d. cookie, ovvero informazioni che ci consentono di memorizzare alcuni dati utili a: riconoscere che attraverso il suo browser sono già stati visitati i Siti del Gruppo, e registrare e ricordare qualsiasi preferenza che possa essere stata impostata durante la navigazione su tali siti.
Per esempio, Gabriele Majo potrebbe salvare le sue informazioni di accesso, in modo che non debba effettuare la procedura di accesso ogni volta che accede al sito o siti del gruppo collegati; analizzare i Siti del Gruppo e il loro utilizzo e per migliorarne i servizi; memorizzare la sua scelta relativa al consenso all'installazione di cookie di profilazione. L’utilizzo da parte di Gabriele Majo di tali cookie ed i trattamenti ad essi correlati – per sé e/o per le altre società del Gruppo - sono necessari per consentire alle società del Gruppo di renderle disponibili i contenuti pubblicati sui nostri siti in modo efficace e di facile consultazione.
L’utilizzo di tali cookie e lo svolgimento dei trattamenti ad essi connessi, non richiede, ai sensi della disciplina vigente, il suo consenso.

Gabriele Majo, inoltre, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel suo browser o lascerà installare a terzi alcuni cookie che ci sono necessari per acquisire o far acquisire a nostri partner informazioni statistiche in forma anonima e aggregata relative alla sua navigazione sulle pagine dei siti del Gruppo.
Si tratta, in particolare, dei cookie relativi ai seguenti servizi di analisi statistica per i quali forniamo maggiori informazioni anche per la disattivazione:
Google Analytics
https://support.google.com/analytics/answer/2763052?hl=it
Youtube
Anche per l’utilizzo di tali cookie e per i trattamenti di dati personali ad esso connessi non è necessario, in forza di quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di privacy, il suo consenso. Cookie per cui è richiesto il consenso Qualora, inoltre, lei presti il relativo consenso attraverso una delle modalità semplificate descritte nell’informativa breve che le è stata presentata al momento del suo primo accesso su un sito del nostro Gruppo o seguendo le istruzioni che seguono, Gabriele Majo potrà installare e/o lasciar installare a società terze ulteriori cookie, c.d. di profilazione, che hanno lo scopo di aiutare Gabriele Majo – nel suo interesse e/o in quello di altre società del Gruppo - e/o aiutare le società terze qui di seguito elencate a raccogliere informazioni sui suoi interessi ed abitudini così da proporle comunicazioni commerciali, per quanto possibile, di suo interesse o, comunque, coerenti con i suoi interessi.
Come le è già stato fatto presente attraverso l’informativa breve che le è stata proposta all’atto del suo primo approdo su uno dei siti del nostro Gruppo, attraverso le modalità ivi riportate può prestare un consenso unico a che Gabriele Majo e le società terze installino sul suo dispositivo i predetti cookie e pongano in essere i conseguenti trattamenti di profilazione o negare tale consenso a Gabriele Majo ed ogni altra società non utilizzando i servizi dei siti del gruppo.

L'accesso alle pagine dei siti web realizzati e mantenuti da Gabriele Majo (di cui fanno parte i siti indicati sopra) implica per l'utente l'accettazione dell'utilizzo dell'uso dei cookie e delle seguenti condizioni secondo la vigente normativa sulla privacy. In caso l'utente non accetti l'utilizzo dei cookie da parte di Gabriele Majo potrà effettuare l'opt-out abbandonando le pagine dei nostri siti.

Copyright
La documentazione, le immagini, i marchi e quant'altro pubblicato e riprodotto su questo sito è di proprietà della, oppure concesso da terze parti in uso alla Gabriele Majo, così come alle aziende che hanno concesso in licenza software e materiale grafico e multimediale e ne è vietata la riproduzione al pubblico.

Responsabilità di Gabriele Majo
Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito.
Pertanto Gabriele Majo , non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati.
Le eventuali informazioni comunicate spontaneamente da parte di soggetti terzi al sito potranno essere liberamente usate da Gabriele Majo

Trattamento dei dati personali
L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

CHIUDI