CONSIGLIO FEDERALE, PASSA IL LODO LUCARELLI: SI RIPARTE DA ONORABILITA’ E SOLVIBILITA’ FINANZIARIA. IL CAPITANO CINGUETTA: “LA PRIMA BATTAGLIA E’ VINTA”

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(di Marcel Vulpis, da SportEconomy) – Dopo il caso Parma (terminato con un fallimento e l’arresto del suo ultimo presidente, l’imprenditore Giampietro Manenti, con ipotesi inquietanti come ilriciclaggio di capitali illeciti), il calcio italiano riparte da due concetti “basici” quanto essenziali in qualsiasi sistema industriale: l’onorabilità delle persone che compongono il sistema stesso e la loro solvibilità finanziaria (la capacità di far fronte, con mezzi propri, ad un progetto, in questo caso sportivo). La “good news” è che, dal 1° luglio, secondo quanto deciso oggi nell’ultimo Consiglio FIGC, non sarà più possibile acquistare, così come è avvenuto da parte di Manenti, club professionistici ad un euro (ma con 218 milioni di euro di esposizione debitoria).

Bisognerà mostrare di avere la fedina penale immacolata, di non aver subito condanne (passate in giudicato) per falso in bilancio, bancarotta fraudolenta o truffa, e di possedere un certificato anti-mafia degno di questo nome. Tutto questo per ipotesi di acquisizione di società, con una “golden share” non inferiore al 10 per cento.

Oltre a ciò diventa essenziale il tema della solvibilità finanziaria. I nuovi investitori dovranno presentare lettere di patronage bancario da parte di istituti (nazionali o internazionali) di classe “A” (quindi primarie banche, capaci anche di certificare la provenienza del denaro dell’investitore). Questo forse è il punto più debole di questo apparato di norme studiato dalla FIGC (finalmente verrebbe da dire ed è paradossale che, fino ad oggi, nessuno l’avesse mai pensato). Perché, di fatto, si delega ad un “soggetto terzo” la certificazione della provenienza del denaro investito in una ipotetica acquisizione di un club.

Altro tema, da tenere sotto controllo nel futuro, è quello delle figure dei cosiddetti “prestanome”. E’ chiaro che chi intende truffare cercherà in ogni modo di aggirare queste norme e il modo più semplice è individuare soggetti formalmente puliti, in grado di superare questi ostacoli (seppur stringenti). Detto questo l’iniziativa della FIGC è sicuramente lodevole.

Sul tema della sostenibilità economica del mondo del pallone italiano, le norme varate nell’ultimo Consiglio Federale FIGC vanno nell’individuazione di un piano graduale (in tre anni) di riequilibrio dell’intero sistema, ormai oberato da debiti. Si intende arrivare ad un vero e proprio fair play italiano, più severo, perfino, rispetto a quello dell’Uefa di Michel Platini. Verrà costruito un indice di liquidità, che dovrà essere rispettato da tutti e 20 i club di serie A. Entro il 2018 le società dovranno dimostrare di saper centrare il punto di pareggio. Oltre a ciò, all’inizio della stagione, i presidenti dovranno dimostrare di avere i fondi per arrivare al termine del campionato, evitando figuracce in stile Parma. Marcel Vulpis (da sporteconomy.it)

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

18 pensieri riguardo “CONSIGLIO FEDERALE, PASSA IL LODO LUCARELLI: SI RIPARTE DA ONORABILITA’ E SOLVIBILITA’ FINANZIARIA. IL CAPITANO CINGUETTA: “LA PRIMA BATTAGLIA E’ VINTA”

  • 26 Marzo 2015 in 20:04
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    …e dei presidenti attualmente in carica con la fedina “leggermente” sporca che ne facciamo?

  • 26 Marzo 2015 in 20:05
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    ahahah dovrebbe dimettersi allora visto i precedenti penali,che paiaseda ahahah, w l’idaglia !

  • 26 Marzo 2015 in 20:40
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    Un passo importante è stato fatto ora manca il più importante

  • 26 Marzo 2015 in 20:55
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    Quindi all’asta di maggio potranno partecipare Taçi&Co. visto che queste norme entrano in vigore da luglio… tralaltro in quei 2 mesi potremo cambiare 4 o 5 presidenti come ormai siamo abituati a fare, cosí, per non perdere il vizio 😀

  • 26 Marzo 2015 in 21:22
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    Avere i fondi all’inizio del campionato ? Senza calcolare eventuali introiti (tipo incassi) nel corso del torneo ?

  • 26 Marzo 2015 in 21:32
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    entro il 2018 ……..
    queste sono le cose che non comprendo, fai una regola? bene, dal campionato 2015/2016 la fai rispettare.
    Hai troppi debiti perchè hai fatto il passo più lungo della gamba? vendi i giocatori e ti metti in pari.
    Ne hai fatti troppi di debiti? riparti dalla serie B
    Scusatemi ma da qui al 2018 la norma sarà modificata, addolcita ecc ecc
    O comunque verrà interpretata e verranno trovati i modi per aggirarla.
    Fin quando saranno così le cose nulla cambierà
    Mi spiace per il Parma, ma nella stessa situazione ci sono altre squadre e devono essere trattate duramente.
    Il calcio italiano è diventato di seconda fascia, ma questo non perchè manchino i soldi, perchè è gestito male.
    Molte squadre per i bilanci che hanno, non fossero nel mondo del pallone sarebbero già fallite.
    Se il calcio italiano vuole tornare ad essere competitivo, deve tornare pulito, sano e pulito.
    Senza artifici contabili, senza plusvalenze fittizie per mascherare i conti.
    Solo così con una sana competitività si potrà risalire, a livello di tatticismo e tecnica non siamo secondi a nessuno.
    Ma a volte si vedono operazioni sui giocatori senza senso che ti viene da pensare male ……..
    Ma tutti i debiti fatti dalle squadre italiane dove sono finiti? capirei che su 20 squadre, 7 sono messe male, le altre 13 navigano nell’oro.
    Ma alcuni dicono che le squadre italiane sono indebitate per 1.700 milioni di euro ……. non ditemi giocatori comprati all’estero, con un miliardo e settecento milioni ne compri di giocatori buoni.
    6+1=7
    Direttore ma non può mettere oltre alle semplici addizioni e sottrazioni qualcosa di più complesso? 🙂

      • 27 Marzo 2015 in 10:39
        Permalink

        Se aspettiamo tavecchio per il 2018 ….. il mio bimbo ha 2 anni, magari per il 2017 uso stadiotardini per insegnarli la matematica 🙂

  • 26 Marzo 2015 in 21:34
    Permalink

    Niente. Non va bene neanche così….

  • 26 Marzo 2015 in 21:39
    Permalink

    Bisognerebbe far dimettere tutta la Serie A.

  • 26 Marzo 2015 in 22:42
    Permalink

    Ma vincere una battaglia non significa niente. BISOGNA VINCERE LA GUERRA FINALE e questa si vince se si fa una legge salva-Parma e rimanere così in serie B E NON ANDARE IN SERIE D perennemente nei dilettanti.

  • 26 Marzo 2015 in 22:46
    Permalink

    Onorabilitè Omertè Parmigjanitè. Fuori Manenti dalla Bastiglia!!! (Libertè pour le Manent in gajof dans la Bastigl, putan dela madosc). Je suis le Manent!

  • 26 Marzo 2015 in 23:10
    Permalink

    Non so se sia stato già postato, comunque riscrivo la domanda: direttore, letto del fondo Alberta? Fosse vero, quest’ultimo non avrebbe neanche bisogno di chiedere la riduzione dei debiti sportivi.

  • 26 Marzo 2015 in 23:44
    Permalink

    Tra questo fondo e la cordata zanetti – upi preferisco la seconda, almeno saremmo sicuri di non essere una società satellite di qualcuno o una società dove mandare i bidoni che i fondi non riescono a piazzare…..

  • 27 Marzo 2015 in 00:11
    Permalink

    Il calcio italiano ha bisogno di cambiamenti, siamo rimasti indietro sotto tanti profili. Tavecchio è attaccabile su tante cose e per vari motivi ma in questo caso mi pare si tratti di un miglioramento, poi da fuori è sempre facile criticare. A me non piace il discorso dell onorabilità, è antipatico perché ci sono tante sfumature, mentre trovo imprescindibili le garanzie finanziarie.
    Spero tanto nella b e mi fido poco delle promesse di tavecchio ma il filone cinematografico è raccontato ancora meglio di quello del petrolio di mat 🙂

  • 27 Marzo 2015 in 07:35
    Permalink

    Secondo me la decisione di oggi è una scelta obbligata per adeguarsi alle norme Uefa in materia di Fair Play Finanziario voluto da Platini che è appena stato rieletto per la 3 volta.
    Per quanto riguarda l’onorabilita’ anche questo è per allinearsi agli altri.
    Decorrere dal 2018 servirà per avere il tempo di adeguarsi, dire a fine Marzo decorrenza 2015/2016 non sarebbe stata accolta per la difficoltà nel mettersi in regola.

    Non dimentichiamo che il cercare di avere la licenza Uefa che ha paletti diversi dall’Italia è stata la giccia che ha fatto traboccare il vaso, infatti Ghirardi disse che gli era costata 13 mln di euro che sono più o meno i debiti verso società estere.
    Se non l’avesse fatto forse a Novembre avrebbe pagato e avrebbe spostato in avanti il crac.

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