FULVIO CERESINI: “PARMA VITTIMA E NON ARTEFICE DEL CRAC PARMALAT: I SOLDI NON ERANO FINITI PER COLPA DEL CALCIO, CHE ANZI HA AMPIAMENTE RIPAGATO IN IMMAGINE QUANTO INVESTITO” – La chiosa di Majo

(Fulvio Ceresini) – Caro Majo, concordo con te che la normalità per il Parma non sia certo una seria A di alto livello, e probabilmente la B sia la categoria naturale per la nostra realtà. Il fatto che i successi a livello mondiale raggiunti dalla gestione Parmalat siano stati ottenuti solo grazie ad un doping amministrativo, come elegantemente ricordavi, per non dire di peggio, ritengo che meriterebbe una analisi un po’ più approfondita.
So che non è facile, ma cerco di spiegare il mio pensiero: innanzi tutto il Parma non è stato l’artefice del disastro Parmalat, ma vittima come società controllata. Il marchio Parmalat sulle maglie della squadra credo abbia dato alla proprietà un ritorno di immagine straordinario e tra le spese di pubblicità, per le quali la multinazionale investiva ogni anno decine di miliardi di lire
, quanto versato al Parma sia stato ampiamente ripagato.
Vorrei anche ricordare ad esempio che a Wembley erano in campo 6/7 giocatori che facevano parte del gruppo della promozione in serie A e che l’intero staff tecnico, dall’allenatore al magazziniere era lo stesso della B.
Per quel trionfo credo non si possa parlare di
doping amministrativo.
Ricordo anche che negli anni sono state realizzate plusvalenze “vere” straordinarie, una per tutte Buffon dal settore giovanile, costo 0, alla Juventus per 100 miliardi di lire (meno Bacchini 25 miliardi) 75 miliardi di plusvalenza.e così tante altre. Se poi i soldi della Parmalat erano finti, ritengo che il problema fosse della stessa, e non penso del Parma, che penso abbia ampiamente ripagato a livello di ritorno di immagine quanto da loro investito nel calcio. Grazie. Saluti. Fulvio Ceresini

LA RISPOSTA  DI GABRIELE MAJO, DIRETTORE DI STADIOTARDINI.IT

Caro Fulvio,

innanzi tutto nuovamente grazie per l’attenzione con cui segui StadioTardini.it peraltro anche in modo attivo, contribuendo al dialogo con i lettori utilizzando lo spazio commenti, dal quale oggi ho prelevato, per l’importanza dei contenuti, il tuo scritto elevandolo a rango di articolo.

L’occasione mi è grata per chiarire a Te e agli altri lettori un punto: se oggi, nel rispondere a qualcuno del forum, ho utilizzato la spiccia espressione “doping amministrativo” (come elegantemente ricordavi, per non dire di peggio) a proposito sia della gestione Tanzi che di quella Ghirardi era semplicemente per far capire che su 100 anni di storia ne abbiano vissuti 75 sfangando nelle serie inferiori e solo 25 nella massima serie, appunto con queste proprietà non esattamente “normali” alle spalle.

Penso che con la onestà intellettuale che ti contraddistingue non potrai certo negare che senza l’aiuto economico della Parmalat – intendo anche quelli leciti, cioè quelli che hanno contraddistinto soprattutto i trionfi più belli, quorum Wembley – sarebbe risultato impossibile raggiungere determinate  vette con le sole vostre forze, al di là dell’innegabile ottimo lavoro da voi svolto che mi guardo bene dal mettere in dubbio o negare o soltanto sminuire.

La mia non intendeva certo essere una “diminutio” dei vostri meriti, quanto la semplice constatazione di quanto scritto dalla storia, al fine che – in questi giorni tristi e dolorosi, anticamera dell’inferno che ci attende (per me l’ipotesi B resta una mera utopia) – si tenga ben presente che non esiste alcun diritto divino per pretendere il calcio professionistico a Parma, indipendentemente dai trionfi raccolti (e che ritengo sportivamente leciti). E che questo possa sparire provoca in me – come immagino in tutti voi – un mix di dolore e di rabbia.

Interessante la tua valutazione per cui nel rapporto di dare-avere tra Parmalat e Parma di quegli anni e viceversa si sia sostanzialmente in pareggio per il ritorno d’immagine ricavato dalla casa madre a fronte delle risorse economiche profuse: però preciso di non aver mai addossato (come hanno fatto altri giornalisti, tra cui ricordo Vanni Zagnoli che aveva incredibilmente inserito Calisto Tanzi tra gli imprenditori rovinatisi per colpa del calcio) al Parma Calcio alcuna colpa o responsabilità nel default della Parmalat, accaduto per ben altri motivi che esulano dall’allora Associazione Calcio. Società che, come giustamente ricordi tu, rimase vittima del crollo della multinazionale e non causa del dissesto, come del resto ha ribadito con un certo orgoglio anche Luca Baraldi rimembrando – sia ieri sera a Parma Europa che in altre occasioni precedenti – il salvataggio dopo il crac del 2004, allorché il debito sportivo, senza sconto alcuno o alcun aiuto federale (al contrario di quanto si ipotizza per il presente) venne pagato attraverso la cessione dei giocatori, dunque con risorse proprie del club.

Con la stima di sempre

Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

57 pensieri riguardo “FULVIO CERESINI: “PARMA VITTIMA E NON ARTEFICE DEL CRAC PARMALAT: I SOLDI NON ERANO FINITI PER COLPA DEL CALCIO, CHE ANZI HA AMPIAMENTE RIPAGATO IN IMMAGINE QUANTO INVESTITO” – La chiosa di Majo

  • 25 Marzo 2015 in 12:06
    Permalink

    Ceresini 0 Majo 1
    Finale di partita.

  • 25 Marzo 2015 in 12:17
    Permalink

    Majo è inutile stare qui a smesdarla tanto sugli anni che abbiamo passato nelle diverse categorie….il calcio è un investimento a perdere e tutto sta da chi è il proprietario della squadra…Morale se Barilla,chiesi,pizzarotti fanno una cordata e sono disposti a investire hanno il potenziale economico per fare una squadra da Champions….se Dallara,Ferrari e altri fanno una cordata è ovvio che il massimo a cui possiamo ambire è la serie b…ma tutto dipende da quanto hai voglia di investire non chi sei…non mi pare che lotito,Campedelli,Setti,spinelli,preziosi,lo stesso Ghirardi, de laurentis siano queste colonne portanti della confindustria italiana…anzi!

    I primi 3 nomi che ho fatto,presi singolarmente,”cagano in testa” (mi passi il termine) a quasi tutta la serie A,si figuri messi insieme…forse 5/6 hanno fatturati maggiori!

    Quindi smettiamola di dire che il Parma deve ambire a questo piuttosto che a quello…il Parma deve ambire in base al potenziale economico e voglia di investire della nuova proprietà!

    • 26 Marzo 2015 in 00:35
      Permalink

      Secondo me i top player Barilla, Chiesi e Pizzarotti non giocheranno la partita.

      Mentre i Dallara e Ferrari difficilmente si prodigheranno oltre la serie D.

      • 26 Marzo 2015 in 09:24
        Permalink

        Invece da quello che so io 2 dei 3 potrebbero esserci(il condizionale è d’obbligo)

  • 25 Marzo 2015 in 12:34
    Permalink

    Majo, ma cosa ti ha fatto di male il mitico Vanni Zagnoli ?? Non eravate “culo e camicia” anni fa ??

    • 25 Marzo 2015 in 12:57
      Permalink

      Egregio,

      lei di me non ha capito una “benedetta mazza” (del resto come nick name ha scelto “barzotto”…).

      Io non utilizzo il sito internet che dirigo per vendette personali: se no non avrei trattato, pur inesorabile per sette lunghi anni, il signor Ghirardi con i guanti bianchi, e magari avrei infierito una volta che è caduto in disgrazia, cosa che mi sono ben guardato di fare non essendo nel mio stile, nonostante il trattamento che ho subito e per il quale continuerò a subire danni concreti.

      Se ho citato “Wanny” nella mia risposta a Ceresini è perché il collega d’Oltr’Enza ha sovente pontificato anche su tv nazionali, veicolando così delle baggianate, che Calisto fosse tra i presidenti che si sono rovinati col pallone. Cosa che appunto non corrisponde al vero. E allora visto che siamo andati in argomento ho colto l’occasione per scriverlo.

      Tutto lì.

      Io comunque non sono mai stato ne sono “culo e camicia” con Zagnuoli né con alcun altro.

      Sono un vizioso solitario.

      Saluti

      (e si indurisca…)

      • 25 Marzo 2015 in 13:38
        Permalink

        Sono d’accordo.
        Quel delinquente di Tanzi non si e’ affatto rovinato con o per il pallone…
        Ma per il pallone e la sua fottuta vanagloria ha contribuito a rovinare migliaia di risparmiatori.
        Altroche….

    • 25 Marzo 2015 in 14:49
      Permalink

      Sig. Bearzot-to…. ma lei ke ne sa, mi dica, ki era il “culo” e ki la “camicia”? Xkè ok ke “Majo culano” xò il problema è ke Wanni mi semba uno della stessa tribù. Ke quindi ci vorrebbe un terzo a fare la camicia.

  • 25 Marzo 2015 in 12:47
    Permalink

    Aggiungo solo una cosa: non entro nel merito della pulizia dei soldi di Tanzi (gia appurato dalla magistratuta) ma e’ un fatto importante che Tanzi abbia usato il Parma x sottrarre soldi ai soci minori . Vendo Buffon a 100, fingo di aver preso (ad es) 30 in soldi e 70 in giocatori che invece erano stati valutati 30….cosi sottraggo 40 dalle casse del parma! E questa è stata una truffa non solo x i soci minori ma anche x noi tifosi! Quei soldi potevano e dovevano essere reinvestiti nel parma e invece andavano ad ingrassare Tanzi e famiglia. ……

  • 25 Marzo 2015 in 12:58
    Permalink

    Rispondo qui, non tanto a Majo quanto a certe tesi di partye dei tifosi. Come spiega Ceresini, il Parma è diventato grande grazie ai soldi (leciti) di un’azienda tra l’altro del territorio, e non perché è arrivato dal cielo un qatariota. Quando l’azienda del territorio ha commesso illeciti ed è entrata in crisi, non l’ha certo fatto per i costi inerenti al calcio. La Parmalat poteva tranquillamente rimanere un’impresa sana e ricca, e mantenere il Parma non dico a livelli altissimi ma molto buoni, se solo Tanzi e compagnia non avessero sbagliato una serie di investimenti esagerati in giro per il mondo, poi coperti con falsi in bilancio clamorosi, ma questa è una questione che riguarda l’economia e non il calcio. Anche la Juventus, senza il doping amministrativo della Fiat, non avrebbe vinto niente (a quanto ammontano i finanziamenti statali sganciati alla Fiat e mai restituiti negli ultimi 50 anni?). E lasciamo stare i doping di Milan, Lazio e altri ancora.
    Con questo non voglio dire che il Parma sia un club metropolitano che comunque una proprietà forte la troverebbe comunque, ma neppure possiamo essere considerati un club di provincia qualunque. Parma è il diciannovesimo comune italiano, ha un rapporto abbonati/popolazione altissimo, ha blasone ed è conosciuto all’estero. Se in una A a 18 o 20 squadre ci stanno Atalanta, Udinese e Chievo non vedo perché non dovremmo starci noi legittimamente. Il che non significa doverci stare per diritto divino, il quale, a dire il vero, non vale neanche per il Barcellona.
    Parma unica città al mondo in cui una grossa fetta della tifoseria sminuisce il proprio club. E’ un caso clinico.

    • 26 Marzo 2015 in 00:26
      Permalink

      Non si tratta di auto-sminuirsi, ma nello stesso tempo consiglio sempre di non auto-esaltarsi troppo.

      Sulla questione Parmalat la sua non mi sembra una visione precisa. Era dagli anni 80, infatti, che aveva un certo tipo di problematica poi trascinatosi nel tempo ed esploso dopo anni di distanza.

      Nei miei interventi sul doping amministrativo non ho inteso dire che i successi del Parma fossero sporchi e quelli della Juve puliti: dicevo solo che non abbiamo avuto “proprietà normali” in 25 anni di A.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 25 Marzo 2015 in 13:11
    Permalink

    A me personalmente uno come Segafredo Zanetti non mi dispiacerebbe. Uno perchè è un imprenditore serio, la sua attività è conosciuta a tutti. Baraldi è uno che la sa alla lunga e magari qualche cazzata l’ha anche fatta ma credo che sia oltre che innamorato di Parma anche uno che il suo lavoro lo sa fare.
    Per ora, con tutte le voci che sono uscite di possibili acquirenti mi pare il migliore. Lei direttore cosa ne pensa al riguardo?

    • 26 Marzo 2015 in 00:16
      Permalink

      Non credo che Zanetti-Baraldi sia una pista percorribile, pur ritenendola di spessore.

  • 25 Marzo 2015 in 13:13
    Permalink

    Buongiorno Direttore,

    Per riprendere le Sue parole, la situazione del Parma Calcio provoca un “mix di dolore e di rabbia” non soltanto tra i tifosi, ma anche in qualsiasi appassionato di calcio.

    Le vittorie sportive – molto più che lecite – sono innegabili e fanno parte della storia e degli Albi d’Oro.

    Il Parma ha attraversato varie vicissitudini societarie, dapprima cagionate da un esteso crac internazionale (quello della “Parmalat”, che ha fatto varie “vittime”, spesso tra i piccoli risparmiatori) e reiterate dai “furbetti del quartierino”: in quest’ultimo caso, il “danno sociale” è stato territorialmente meno esteso, ma non per questo meno grave. Su quello che è stato lasciato dai “furbetti” – poi – ha infierito (e, soprattutto, calato la mannaia) il “Sig.” Taci. Manenti è stato un “danno collaterale” dell’esecuzione di Taci.

    Concordo con Lei quando afferma che la permanenza in serie A non deve derivare da alcun “diritto divino”; la serie D – però – è un inferno che il Parma – a livello sportivo – non merita.

    Grazie ancora per l’ospitalità.

    • 26 Marzo 2015 in 00:03
      Permalink

      Grazie mille per le sue parole da sportivo vero, sia pure non tifoso del Parma.

      Sul fatto che il Parma non meriti l’inferno della D ha ragione, ma il problema è che fin che ci sono regole che penalizzano anche dal punto di vista sportivo i club per malefatte o problematiche di carattere economico, risulta difficile ipotizzare scenari differenti.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 25 Marzo 2015 in 13:15
    Permalink

    Però la prima Coppa Italia fu praticamente vinta con tutta la squadra della promozione. Le fondamenta erano buone. Chiaro che poi i soldi di Tanzi hanno aiutato.

    • 25 Marzo 2015 in 13:25
      Permalink

      Secondo me, in modo lecito, checché se ne dica, la forza della Parmalat aiutò la nascita e la formazione del Parma della promozione che ebbe apice e meritato trionfo a Wembley.
      Cordialmente
      Gmajo

      • 25 Marzo 2015 in 16:56
        Permalink

        sarebbe ora di togliere leonardi dall’intro di calcio e calcio….lo faccia presente 🙂

        • 25 Marzo 2015 in 16:58
          Permalink

          Eh ma no: quello era il manifesto della stagione “andiamocela a riprendere”… Dobbiamo ricordarlo sempre… E’ una sorta di espiazione (quasi come la sua “amata” serie D… :P)

  • 25 Marzo 2015 in 13:16
    Permalink

    Condivido pienamente il tuo articolo, che nei suoi punti essenziali concorda con le mie considerazioni. Ritengo pertanto, Sig. Ghirardello,quantomeno,finale di partita:
    Ceresini1- Majo1.

    • 25 Marzo 2015 in 13:45
      Permalink

      Grande Fulvio !!!! Grazie per Tutto L’ IMPEGNO !!!!

      ONORE ALLA FAMIGLIA CERESINI !!!!

      GRAZIE ERNESTO !!!! IL PRESIDENTE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      Ke Persona Skietta !!!! UN PARMIGIANO VERO !!!!

    • 25 Marzo 2015 in 14:17
      Permalink

      Divido volentieri la posta in palio con il grande Fulvio.

      Del resto il pareggio è il risultato perfetto per il dialogo e non per gli stucchevoli e triti e ritriti muro contro muro

      Cordialmente

      Gmajo

      • 25 Marzo 2015 in 14:34
        Permalink

        triti e ritriti a mai banali… anna

    • 25 Marzo 2015 in 14:35
      Permalink

      Si, ritengo che anche lei abbia potuto dire qualcosa di importante a ricostruire una vicenda ..perlomeno dal suo punto(rispettabile beninteso..) di vista.
      Credo pero’ che il finale di partita sia ben altro, lo debbano scrivere altri signori e sara’ una amara realta’ da digerire.
      In ogni caso a breve lo vedremo tutti quanti.

  • 25 Marzo 2015 in 14:07
    Permalink

    va be per mettere tutti d’accordo intervengo io e da buon fabio bonci
    insacco ….ceresini 2 maio 1…..arbitra il giovane pairetto quello vecchio

    • 25 Marzo 2015 in 14:51
      Permalink

      ma la famiglia Ceresini non è interessata a far parte (anche piccola, di testimonianza) di una cordata che ridia dignità e storia al Parma?

      • 25 Marzo 2015 in 15:08
        Permalink

        Fulvio se sei in ascolto regalaci lo scoop con un “sì”…

      • 25 Marzo 2015 in 16:18
        Permalink

        Perchè ce ne sono di quel genere?

  • 25 Marzo 2015 in 14:22
    Permalink

    Faccio i miei complimenti a Gobbi e alla squadra..per la loro professionalità e determinazione nel portare avanti una causa onesta in un mondo marcio..e li ringrazio per la disponibilità che danno per fare in modo di salvare il parma…
    Bravi ragazzi…

  • 25 Marzo 2015 in 14:32
    Permalink

    Concordo con entrambi. È vero che fino all’estate ’93 il Parma era fondamentalmente composto dallo zoccolo duro della promozione con l’aggiunta degli stranieri non certo strappati a peso d’oro, così come per gli altri italiani. Il cambio di marcia avvenne proprio dopo wembley, quando tutti, a partire dalla proprietà, ci facemmo ingolosire ritenendo che si potesse puntare al bersaglio grosso (scudetto).
    Tuttavia non bisogna dimenticare che anche nei 2/3 anni precedenti la presenza della parmalat fu fondamentale sia per dotare la società di un’organizzazione più funzionale e soprattutto per trattenere quei giocatori che altrimenti sarebbero stati ceduti x fare cassa.
    Ad ogni modo, anche le vittorie successive, non sono da mettere in discussione in quanto ottenute meritatamente sul campo. Non dimentichiamo che, nonostante il crack finanziario, parmalat era ed è tuttora una delle realtà industriali più importanti del Paese. Ergo, non è che il Parma sia stato finanziato dalla banda bassotti ma da una società importante che probabilmente poteva comunque permettersi quegli investimenti “pubblicitari” nel calcio ma che ad un certo punto della sua storia ha deragliato finendo come sappiamo.
    Saluti

    • 25 Marzo 2015 in 15:12
      Permalink

      Ma infatti è errata la lettura dei miei interventi di stamani su questo argomento. Io volevo solo dire che la serie A qui non è così scontata se si pensa le condizioni in cui l’abbiamo avuta. E poi se abbiamo vissuto 25 anni di A non è che sia nostra eternamente per diritto divino. Cicli più o meno lunghi (e il nostro è stato bello lungo se si dimentica quell’anno in B con l’inesperto ghiro) caratterizzano la storia di tante società più o meno blasonate, magari mai come noi, ma che pure han scritto capitali importanti di storia anni addietro.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 25 Marzo 2015 in 15:13
    Permalink

    Egregio Direttore;
    una domanda…so che lei non è diciamo un “amante” di Taci…ma nessuno ha pensato di farli un intervista? Ormai sono passati un mese e mezzo da quando si è Schettiniato…sarebbe curioso sentire cosa abbia da dire….
    grazie

    • 25 Marzo 2015 in 15:28
      Permalink

      Bel suggerimento, ma non so quanto gli possa esser simpatico… E non so quanto, lui così amante dei patti di riservatezza, abbia voglia di raccontare una storia nella quale ufficialmente non è mai emerso, al costo da negare l’evidenza…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 25 Marzo 2015 in 15:53
    Permalink

    Direttore cosa mi dice delle dichiarazioni di Tavecchio? Si è sbilanciato parecchio si sul debito sportivo che sulla serie B…

    • 25 Marzo 2015 in 16:27
      Permalink

      Boh. staremo a vedere. a me puzza sempre di specchietto, però speriamo bene, cosa vi devo dire

  • 25 Marzo 2015 in 16:02
    Permalink

    Beh direttore, anche se non è simpatico Taci…lei è pur sempre un giornalista…al massimo le risponde che non vuole rilasciare dichiarazioni…Ghilardi lo ha citato sulla Gazzetta dello Sport…lui non ha mai replicato…magari ci scappa una sorprendente intervista…Se dovesse rifiutare l’intervista può sempre provare ad intervistare la sorella di Taci, Anika, lei di certo si era esposta venendo numerose volte a Collecchio.
    Alta cosa, Tavecchio ha confermato che il fondo americano interessato al Parma è un importante studio legale di Roma…sa per caso se è di nuovo Giordano?
    grazie

    • 25 Marzo 2015 in 16:22
      Permalink

      Giordano aveva detto ni, a suo tempo…

      Radio Parma non lo ha chiesto a Tavecchio?

      Cmq tra anika e rezart preferisco la prima…

  • 25 Marzo 2015 in 16:35
    Permalink

    Non ho potuto sentire radio parma…non so se sia stato chiesto a Tavecchio…comunque se lei ha voglia e tempo di sentire uno dei due Taci….per noi lettori sarebbe importante 🙂

    grazie

    • 25 Marzo 2015 in 16:39
      Permalink

      Tempo è una parola grossa, anche perché ho un certo progetto che mi sta per assorbire parecchio… Però vediamo il da farsi… Solo perché me lo chiede lei, Alessia… 🙂

      • 25 Marzo 2015 in 20:43
        Permalink

        Ci dici quale progetto o è un segreto? 🙂

        • 25 Marzo 2015 in 20:48
          Permalink

          Per ora è un segreto, poi vi spiegherò con dovizia di particolari al momento opportuno…

          A te lo svelerò in anteprima… (E’ una scusa per adescarti…)

  • 25 Marzo 2015 in 16:43
    Permalink

    Ho studiato tutti gli imprenditori che si sono rovinati in qualche modo anche con il calcio. Inseguendo lo scudetto, Tanzi ha speso soldi che non aveva. E questo, in parte, ha contribuito al crack della Parmalat. In parte, Gabriele, in parte. Saluto Fulvio Ceresini

    • 25 Marzo 2015 in 16:49
      Permalink

      Wanny, la piccola stellina Parma nella enorme Galassia Parmalat, brillava di luce propria: nel senso che è vero che la casa madre ha profuso finanze ingenti, ma non sono quelle alla base del più grande default della storia. Pertanto è concettualmente errato inserire Calisto tra gli imprenditori che si sono rovinati col calcio.

      Poi sono d’accordo che abbia rovinato tutto con le sfrenate ambizioni di scudetto, andate a togliere tutto l’aspetto di bella favola vissuto negli anni Scala-pastorello-pedraneschi.

      Comunque a tutti coloro che pensano che fino a Wembley la Parmalat non avesse contribuito molto: provate solo un po’ a pensare le 15.000 persone trasportate a basso prezzo o gratis a Londra per la finalissima… No, dico, è roba che possono fare solo le grandi potenze…

      • 25 Marzo 2015 in 16:59
        Permalink

        ah ma quella trasferta era stata agevolata dalla parmalat? non lo sapevo. Pensavo che il basso costo (relativo….se non ricordo male per la trasferta in giornata come feci io erano 450mila lire, e parliamo di 22 anni fa) fosse dovuto alla mole di richieste che aveva abbassato il prezzo unitario.

        • 25 Marzo 2015 in 17:02
          Permalink

          Secondo me, anche considerato che le agenzie viaggi erano comunque in orbita Parmalat, un cospicuo contributo venne erogato da Calisto, e anche se la riduzione sul tickey poteva essere non essere esagerata, moltiplicato 15.000 faceva dei bei soldini.ù

          Pensandoci oggi 450.000 lire di 22 anni fa sono forse tante, ma all’epoca i viaggi aerei erano decisamente più costosi rispetto a oggi.

          Cordialmente

          Gmajo

  • 25 Marzo 2015 in 16:57
    Permalink

    Aveva rapito lei la Maggiulli?

    • 25 Marzo 2015 in 16:57
      Permalink

      Yes, come fa a saperlo? Ho lasciato tracce del mio naso 😛 ?

  • 25 Marzo 2015 in 18:24
    Permalink

    Vizioso solitario = falegname incallito ??
    E poi,….anche Zagnuoli di legna deve averne tagliata parecchia!!!!

  • 26 Marzo 2015 in 01:15
    Permalink

    Allora , se ho ben capito Gabri , oltre che essere giornalista professionista deduco che tu sia anche falegname professionale. Sisco siti

  • 26 Marzo 2015 in 08:16
    Permalink

    GM,

    Chi avrebbe mai detto che saresti diventato direttore di qualcosa…

    Anche una squadra da 75anni in B o C
    Parma può certamente ambire ad una stabile serie A (vedi Atalanta, la stessa Udinese, il Verona)
    Occorre uno scatto di disciplina e organizzazione degli attori locali, in questo passaggio cruciale.

    Il Parma in A andò con Ernesto (e non con Calisto)

    • 26 Marzo 2015 in 08:26
      Permalink

      Il parma in a ci andò con ernesto e fulvio, ma con le spalle ben coperte da Calisto.
      Che io diriga un sito, peraltro aautoprodotto, non c’entra una benedetta mazza col ragionamento in essere.
      Gli esempi tipo Atalanta e c. non mi sembrano sia stati perseguiti da ghiro e leo. e forse sta lì l’errore, al netto di eventuali malversazioni come molti pensano: l’aver compiuto il passo più lungo della gamba.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 26 Marzo 2015 in 09:30
    Permalink

    Ovviamente concordo con quanto scritto da Fulvio Ceresini (un saluto al Presidente), che come da lei sottolineato coincide in diversi punti col suo pensiero.
    Una sola cosa, i soldi da soli non fanno vincere nulla, bisogna investirli bene con una certa lungimiranza, e programmazione altrimenti le “7 sorelle di fine anni 90” avrebbero continuato a vincere a mani basse anche in europa, in italia ci fu calciopoli e non escludo si siano accordati di volta in volta per accontentare gli attori protagonisti.

    • 26 Marzo 2015 in 09:38
      Permalink

      E su questo punto concordo anch’io con lei.

      La summa del discorso è: non bastano le buone idee senza i soldi, non bastano i soldi senza le buone idee…

  • 26 Marzo 2015 in 23:48
    Permalink

    Credo gabri che purtroppo abbiamo perso da un po di anni a questa parte la nostra dimensione di vera parmigianita, caratteristica che ci aveva permesso di arrivare a traguardi insperati. Ci siamo dimenticati chi eravamo eda dove venivamo, abbiamo sposato iperboliche teorie di grandeuse che non ci cslzavano e che ci hanno portato a devastare un tessuto sociale, che era stato da tutti invidiato. Abbiamo via via perso importanza a livrllo imprenditoriale, importanti società sportive ( volley, basket, rugby,, calcio) , banche e identità sociale . Poi non chiediamoci perché siano arrivati i Ghirardi, Leonardi, Taci e per ultimo il buon Mapi, che sono potuti approdare a Parma perché ci vergognavamo di essere dei modesti Provinciali con tante buone qualità, che non accettavano di non essere considerati tali. Prima torniamo a oensare di esserli, prima riusciremo a dare il meglio della Parmigianita’ dimenticata.

I commenti sono chiusi.

Questo sito web utilizza i cookie di terze parti come ad es. Google Analytics per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di navigazione e anche a fini statistici. Continuando ad utilizzare il sito accettate l'utilizzo dei cookie. Nel caso non desideriate l'utilizzo dei cookie potrete effettuare l'opt-out uscendo dal sito o seguendo le istruzioni nella pagina delle informazioni. PIU' INFORMAZIONI...

COOKIE, PRIVACY, TERMINI E CONDIZIONI D'UTILIZZO
Relativi ai domini/siti Stadiotardini.it, Stadiotardini.com, GabrieleMajo.com e Parmacalcio.com di proprietà di Gabriele Majo

>> LA PRESENTE PAGINA NON CONTIENE COOKIE O CODICE DI TRACKING <<

COOKIE
I cookie sono piccoli frammenti di testo archiviati sul suo browser attraverso il sito web che visita. I siti web utilizzano i cookie per memorizzare informazioni sulla sua navigazione, sulle sue preferenze o per gestire l'accesso ad aree a lei riservate.
I gestori dei siti web e i soggetti che attraverso i medesimi siti li installano possono accedere esclusivamente ai cookie che hanno archiviato sul suo browser. Qui può trovare maggiori informazioni sui cookie: http://it.wikipedia.org/wiki/Cookie
Cookie tecnici che non richiedono consenso
Gabriele Majo, nel corso della sua navigazione sulle pagine dei siti internet del Gruppo, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel browser di navigazione alcuni c.d. cookie, ovvero informazioni che ci consentono di memorizzare alcuni dati utili a: riconoscere che attraverso il suo browser sono già stati visitati i Siti del Gruppo, e registrare e ricordare qualsiasi preferenza che possa essere stata impostata durante la navigazione su tali siti.
Per esempio, Gabriele Majo potrebbe salvare le sue informazioni di accesso, in modo che non debba effettuare la procedura di accesso ogni volta che accede al sito o siti del gruppo collegati; analizzare i Siti del Gruppo e il loro utilizzo e per migliorarne i servizi; memorizzare la sua scelta relativa al consenso all'installazione di cookie di profilazione. L’utilizzo da parte di Gabriele Majo di tali cookie ed i trattamenti ad essi correlati – per sé e/o per le altre società del Gruppo - sono necessari per consentire alle società del Gruppo di renderle disponibili i contenuti pubblicati sui nostri siti in modo efficace e di facile consultazione.
L’utilizzo di tali cookie e lo svolgimento dei trattamenti ad essi connessi, non richiede, ai sensi della disciplina vigente, il suo consenso.

Gabriele Majo, inoltre, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel suo browser o lascerà installare a terzi alcuni cookie che ci sono necessari per acquisire o far acquisire a nostri partner informazioni statistiche in forma anonima e aggregata relative alla sua navigazione sulle pagine dei siti del Gruppo.
Si tratta, in particolare, dei cookie relativi ai seguenti servizi di analisi statistica per i quali forniamo maggiori informazioni anche per la disattivazione:
Google Analytics
https://support.google.com/analytics/answer/2763052?hl=it
Youtube
Anche per l’utilizzo di tali cookie e per i trattamenti di dati personali ad esso connessi non è necessario, in forza di quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di privacy, il suo consenso. Cookie per cui è richiesto il consenso Qualora, inoltre, lei presti il relativo consenso attraverso una delle modalità semplificate descritte nell’informativa breve che le è stata presentata al momento del suo primo accesso su un sito del nostro Gruppo o seguendo le istruzioni che seguono, Gabriele Majo potrà installare e/o lasciar installare a società terze ulteriori cookie, c.d. di profilazione, che hanno lo scopo di aiutare Gabriele Majo – nel suo interesse e/o in quello di altre società del Gruppo - e/o aiutare le società terze qui di seguito elencate a raccogliere informazioni sui suoi interessi ed abitudini così da proporle comunicazioni commerciali, per quanto possibile, di suo interesse o, comunque, coerenti con i suoi interessi.
Come le è già stato fatto presente attraverso l’informativa breve che le è stata proposta all’atto del suo primo approdo su uno dei siti del nostro Gruppo, attraverso le modalità ivi riportate può prestare un consenso unico a che Gabriele Majo e le società terze installino sul suo dispositivo i predetti cookie e pongano in essere i conseguenti trattamenti di profilazione o negare tale consenso a Gabriele Majo ed ogni altra società non utilizzando i servizi dei siti del gruppo.

L'accesso alle pagine dei siti web realizzati e mantenuti da Gabriele Majo (di cui fanno parte i siti indicati sopra) implica per l'utente l'accettazione dell'utilizzo dell'uso dei cookie e delle seguenti condizioni secondo la vigente normativa sulla privacy. In caso l'utente non accetti l'utilizzo dei cookie da parte di Gabriele Majo potrà effettuare l'opt-out abbandonando le pagine dei nostri siti.

Copyright
La documentazione, le immagini, i marchi e quant'altro pubblicato e riprodotto su questo sito è di proprietà della, oppure concesso da terze parti in uso alla Gabriele Majo, così come alle aziende che hanno concesso in licenza software e materiale grafico e multimediale e ne è vietata la riproduzione al pubblico.

Responsabilità di Gabriele Majo
Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito.
Pertanto Gabriele Majo , non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati.
Le eventuali informazioni comunicate spontaneamente da parte di soggetti terzi al sito potranno essere liberamente usate da Gabriele Majo

Trattamento dei dati personali
L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

CHIUDI