IL COLUMNIST / CLASSIFICA, ZONA SALVEZZA, TABELLE DI MARCIA, STATISTICHE E RIMPIANTI

(Luca Russo) – In un periodo come questo, nel corso del quale a tener banco è la crisi societaria che ci sta facendo precipitare in picchiata verso la serie D (o B, nella remota eventualità che ci venisse concesso di accedere alla procedura del cosiddetto fallimento pilotato), discutere di classifica, zona salvezza, tabelle di marcia e statistiche, è impresa quantomeno ardua, se non addirittura impossibile. Ma io ci provo ugualmente. E non con lo scopo di dimostrarvi che il Parma, graduatoria e aritmetica alla mano, è già spacciato e non ha alcuna possibilità di salvarsi, ipotesi che comunque al momento equivarrebbe, bene che ci vada, ad un IMG_1232 (2)miracolo sportivo; quanto per farvi capire che, se non si fosse lasciato stordire dalle questioni societarie e dai continui e frenetici avvicendamenti al suo timone; e se avesse pensato un po’ meno alle spettanze arretrate e un po’ di più al campo, fermo restando il sacrosanto diritto di ogni lavoratore (per quanto ‘privilegiato’ che sia) di vedersi corrispondere lo stipendio in cambio della prestazione lavorativa, questo Parma, pur tra svariati ostacoli, ma col sostegno incondizionato dei suoi tifosi (ieri a Collecchio ha avuto luogo la spedizione dei mille per una semplice partitella in famiglia; ma non era fredda e frigida la nostra piazza?), si sarebbe potuto risparmiare l’attuale classifica. Dirò di IMG_1236 (2)più: se il fronte societario dovesse volgere al sereno, e cioè se Manenti riuscisse a tirar fuori non il coniglio ma i soldi dal suo cilindro, i Crociati potrebbero addirittura iscriversi di gran carriera alla (mezza) maratona per la salvezza. E immaginare perfino di vincerla o almeno di finire sul podio o in prossimità di esso. Va da sé che è francamente complicato supporre che una squadra che di partite ne ha vinte la miseria di 3 in 23 uscite possa vincerne 10 nelle restanti 15, ma nel calcio non si sa mai. E adesso veniamo al dunque: grazie alle preziose informazioni raccolte sul sito datasport.it, IMG_1242 (2)son riuscito a ricostruire, giornata per giornata, lo svantaggio e in alcuni casi (solo uno, per la verità) il vantaggio, in termini di punti, del Parma rispetto alla zona retrocessione. Ne è venuta fuori una tabellina, semplice nella forma ma assai interessante nella sostanza, che ci offre non solo uno spaccato di quella che fin qui è stata la (non) stagione dei Crociati, ma anche l’opportunità di ragionare sul come potrebbe evolversi, ammesso e non concesso che miracolosamente rientri la crisi societaria e che, di riflesso, l’undici Crociato ritorni a palesarsi sul terreno di gioco. Eccola:

Prima giornata, -1 dall’Empoli;
Seconda giornata, -2 dalla Fiorentina;
Terza giornata, +1 sul Sassuolo;
Quarta giornata, -1 dal Sassuolo;
Quinta giornata, -1 dall’Empoli;
Sesta giornata, -2 dall’Atalanta;
Settima giornata, -3 dal Cagliari;
Ottava giornata, -4 dal Cesena;
Nona giornata, -5 dall’Empoli;
Decima giornata, -2 dall’Empoli;
Undicesima giornata, -5 dall’Atalanta;
Dodicesima giornata, -5 dall’Atalanta;
Tredicesima giornata, -6 dall’Atalanta;
Quattordicesima giornata, -8 dal Torino;
Quindicesima giornata, -7 dal Chievo;
Sedicesima giornata, -9 dall’Atalanta;
Diciassettesima giornata, -7 dall’Atalanta;
Diciottesima giornata, -8 dall’Atalanta;
Diciannovesima giornata, -9 dal Chievo;
Ventesima giornata, -10 dal Cagliari;
Ventunesima giornata, -10 dal Cagliari;
Ventiduesima giornata, -12 dal Chievo;
Ventitreesima giornata, -13 dall’Atalanta;
Ventiquattresima giornata, -13 dall’Atalanta (ma il Parma non ha giocato);
Venticinquesima giornata, -13 dall’Atalanta (come sopra, il Parma non ha giocato);

Cosa emerge da un’attenta lettura di questi dati? Informazioni non sempre banali. Nelle prime sette giornate, il nostro svantaggio dalla quartultima oltre che essere piuttosto contenuto, si è mantenuto, come è ovvio che fosse, dato che il campionato era ai primi vagiti, pressoché costante. Una prima impennata, sia pure timida ed appena appena accennata, si è registrata dall’ottavo turno in poi: quel giorno, il Cesena, virtualmente primo dei superstiti, ci precedeva di 4 lunghezze; dieci apparizioni dopo, al diciottesimo tornante, il gap rispetto all’ultima piazza utile per salvarsi, allora occupata dall’Atalanta di Colantuono, era raddoppiato. A proposito: in questo lasso di tempo, e più precisamente alla quattordicesima esibizione, anche il Torino si è trovato abbastanza vicino alla zona retrocessione, ma con ben 8 punti di vantaggio sui Crociati; oggi i granata, galvanizzati dall’essere riusciti a fare gli scalpi, eccellenti, di Athletic Bilbao e Napoli, sono in lizza per un posto in Europa League: segno evidente che in Serie A nessuno può ritenersi vinto o vincitore a poco più di un terzo di stagione, sebbene la classifica possa far supporre l’esatto contrario.

Ma torniamo a noi. Al termine della diciottesima giornata, il Parma era a 8 punti dalla quartultima poltrona. Distanza considerevole, per carità, ma non impossibile da colmare. Perché pongo l’accento sullo svantaggio accumulato fino a quel turno? Semplice: allora, eravamo ad inizio gennaio, il cosiddetto mercato di riparazione era appena cominciato. Taci ci aveva regalato Varela e Rodriguez, ma se avesse mantenuto le promesse (a dire il vero un bel po’ strampalate) fatte filtrare a mezzo stampa, e cioè se avesse rinforzato, per tempo, la formazione allenata da Donadoni con un attaccante prolifico e un difensore affidabile da affiancare a Paletta (sigh!) e Lucarelli, forse quel giorno, pur zavorrati da uno svantaggio del genere (otto punti non sono uno scherzetto), sarebbe potuta partire la nostra disperata rincorsa alla sopravvivenza. E invece l’albanese ha traccheggiato, perso tempo, facendone perdere tanto pure a noi. Coi risultati che ben conosciamo: adesso il Cesena, che allora era in una situazione di classifica grosso modo simile alla nostra, può ritenersi in ballo per la salvezza, avendo nel frattempo prodotto quell’accelerazione che non è riuscita ai Crociati; il Parma, al contrario, no, nonostante abbia battuto niente meno che la Fiorentina, ora a -2 dai preliminari di Champions, nella prima giornata dopo la sosta natalizia.

Che peccato. Un rimpianto, questo, che lievita, se si considera che da quella domenica di gennaio a ieri, primo giorno di marzo, la distanza che separa i gialloblù dalle acque tranquille è sì aumentata, ma di appena 5 unità, toccando quota 13; e che finisce per ingoiarci, se pensiamo che, pur non giocando le partite contro Udinese e Genoa, lo svantaggio dall’Atalanta, attualmente quartultima e dunque ipoteticamente salva, non è ulteriormente cresciuto. Vero è che rispetto agli orobici ne avevamo 13 in meno già prima dei rinvii, ma dovessimo vincere le due gare congelate, di colpo ci troveremmo a -7 dal miracolo. Non male per una squadra di fatto già data per condannata ed espressione di una società che quasi non c’è più.  Insomma, la morale è questa: se Ghirardi non si fosse comportato da irresponsabile; se Leonardi non ci avesse intrappolati nella rete della sua pesca a strascico; se Taci non ci avesse fatto perdere tempo prezioso; se Manenti avesse elargito soldi invece che promesse da marinaio; e se la squadra fosse rimasta sul pezzo, senza lasciarsi condizionare dal terremoto societario, forse adesso saremmo nella condizione di poter salvare la categoria ed evitare, di conseguenza, il fallimento e tutto ciò che ne deriverebbe.

Certo, coi se non si riempiono le pagine dei libri di storia. Ma questo Parma, questo gruppo di calciatori, al netto della confusione da cui è accerchiato, ha i mezzi, tecnici e morali, per riscrivere meglio, e magari col lieto fine, quella di questa fin qui brutta stagione. Del resto, le vittorie contro Inter e Fiorentina e il pari strappato alla Roma, a casa della Roma, non sono state solo frutto del caso o della legge dei grandi numeri. Luca Russo

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3 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / CLASSIFICA, ZONA SALVEZZA, TABELLE DI MARCIA, STATISTICHE E RIMPIANTI

  • 2 Marzo 2015 in 17:41
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    Se dovessimo per miracolo vincere le due gare da recuperare e battessimo poi l’Atalanta nello scontro diretto… ci ritroveremmo incredibilmente a meno 4, con ancora ben 12 gare da giocare! Poi però arriverebbero i punti di penalizzazione. Peccato davvero, anche la squadra poteva decisamente fare di meglio…

  • 2 Marzo 2015 in 18:03
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    La Serie A è talmente mediocre che ormai basteranno si e no 35 punti per salvarsi. Bastava battere Sampdoria e Cesena per avere una classifica diversa.

  • 2 Marzo 2015 in 18:17
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    Come si era detto all’epoca a gennaio, facendo le cose come si deve senza follie, la situazione era reversibile. Ora è come darsi un altra martellata li..

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