IL PARMA E’ FALLITO E IN ESERCIZIO PROVVISORIO, EPPURE ALL’ESTERO CONTINUA A ESSER GUARDATO CON RISPETTO E AMMIRAZIONE. SPECIE DAI TIFOSI INGLESI

(Luca Ermacora) – 22 ottobre 1997. Al Tardini il Parma sfida il Borussia Dortmund Campione d’Europa in carica in una gara valida per la fase a gironi della Champions. Il gol di Crespo nella ripresa permette agli uomini di Ancelotti di andare in testa al girone con 7 punti. Probabilmente questo è stato il punto più alto nella storia della compagine parmigiana, ancora di più della fantastica finale di Coppa UEFA vinta a Mosca contro il Marsiglia.

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17 anni e mezzo dopo la società emiliana è fallita e in esercizio provvisorio, eppure all’estero continua ad essere guardata con rispetto e ammirazione, soprattutto tra i tifosi inglesi.

Basta andare a fare un giro su Redcafe, il principale forum dei tifosi del Manchester United. Nel thread “Parma sold again for 1€” (Parma venduto di nuovo per 1€) si sprecano i commenti di stupore e indignazione per la fine di una società così gloriosa: “Used to be a club i always followed in Serie A” (Un club che ero abituato a seguire in A), “What happened to Parma is purely tragic. Parma were always a relatively small club who was never dependent on any sugar daddy. They reached the heights of European and Italian football out of pure effort in being able to unearth new talent, develop their own players and give a chance to players who no one bothered to develop. Players like Zola, Buffon, Thuram, Adriano and our own Giuseppe Rossi owe the club a great deal. Its quite a shame that such club was destined to be dragged in the Parmalat scandal which left the club penniless and riddled in debt which wasn’t created by them in the first place.” (in poche parole questo commento loda la capacità di una piccola realtà di provincia di essere arrivata ai vertici del calcio italiano ed europeo senza avere alle spalle un paperone come Berlusconi o Moratti. Certo, Tanzi aveva i soldi, però il lavoro di scoprire nuovi talenti e poi lanciarli non è mai venuto meno. Basta vedere l’ascesa di Valdanito Crespo, un giovane semisconosciuto capocannoniere con la nazionale olimpica argentina ad Atlanta 1996). Il topic finisce con una foto che dice tutto: il super Parma 1998/1999, quello che era considerato la miglior squadra in Europa dopo il Real Madrid.

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La musica non cambia andando su OnlineArsenal. Nel topic dedicato alla Serie A si susseguono i ricordi legati al grande Parma degli anni ’90. I tifosi dei Gunners non si capacitano di una caduta così rovinosa da parte di un “giant of italian football(gigante del calcio italiano). Tutti si augurano una pronta risalita ai livelli che ci competono.

Tutti questi attestati di stima e vicinanza da parte di tifosi di squadre estere non fanno altro che rendere un po’ meno bui i giorni che stiamo vivendo da inizio stagione. Significa che quello che si è seminato negli anni scorsi ha lasciato un’impronta che mai niente e nessuno cancellerà. Da qui possiamo prendere un po’ di forza per ri-iniziare la lenta e dura risalita verso livelli che più ci competono. Luca Ermacora

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

81 pensieri riguardo “IL PARMA E’ FALLITO E IN ESERCIZIO PROVVISORIO, EPPURE ALL’ESTERO CONTINUA A ESSER GUARDATO CON RISPETTO E AMMIRAZIONE. SPECIE DAI TIFOSI INGLESI

  • 25 Marzo 2015 in 00:41
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    Bravo Luca (e bravo Direttore) veramente apprezzabile l’idea di diffondere i ricordi e i pensieri che i tifosi inglesi hanno del Parma che fu! Credo che anche in Spagna, in Germania e in Francia i tifosi e gli appassionati si ricordino ancora di noi…

  • 25 Marzo 2015 in 00:45
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    Io anche su questo blog l’ho sempre sostenuto che il Parma e’ una societa’ conosciuta molto all’estero (lo posso affermare per esperienza diretta personalmente visto che risiedo lontano dall’europa al momento e qui tutti conoscono il Parma calcio) considerate di livello piu’ che in Italia e cosa piu’ grave all’estero la considerano importante piu’ di molti tifosi parmigiani, questo e’ la cosa che mi dispiace di piu’! Tanzi se pur in modo illecito non ci ha regalato solo trofei ma, anche popolarita’. Se poi questo non piace a molti e’ un’altro discorso.

    • 25 Marzo 2015 in 08:49
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      Concordo in pieno Loris. Ho vissuto per anni all’estero e tuttora ci vada spesso. Parma per chi si interessa di calcio è molto conosciuta. Stranamente tante persone non sanno che il parmigiano/ parmesan viene da Parma ma se si menziona la squadra è un’altro discorso. Lasciamo stare che tanti tifosi a Parma sono schizzinosi….ho visto stadi pieni all’estero per squadre di B che non andranno mai in Champions, ecc…. Basta anche pensare a Glasgow Rangers, ripartenza dal basso dopo problemi finanziari, risalita ma con un tifo fedele.

    • 25 Marzo 2015 in 09:13
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      Mi può anche piacere molto sta cosa e condivido che siamo conosciuti all estero ma perché cavolo nessuno di questi estimatori stranieri ci compra? !?!? Se il marchio parma calcio ha cosi tanto appeal, sgancino la grana invece di lasciarci ripartire in D con qualche tirchio imprenditore parmigiano che finora si è ben guardato dall investore nel parma….

  • 25 Marzo 2015 in 01:09
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    Mi è sempre rimasta la sensazione che Zola non sia stato abbastanza apprezzato a Parma…troppo ”bravo ragazzo”…Asprilla faceva sicuramente parlare e accendere gli animi piu’ di lui..se non fosse stato x i suoi fantatici gol,il tamburino sardo sarebbe passato inosservato (e cmq la sua partenza prematura dimostra quanto Tanzi e Ancelotti lo avessero sottovalutato)…
    Noto quindi con enorme soddisfazione che Zola sia stato citato prima di Buffon e di tutti gli altri nel sito inglese (non avendo dimenticato l’enorme contributo che Zola ha dato al loro calcio)… 🙂

  • 25 Marzo 2015 in 01:34
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    Sono d’accordo con Luca sul ricordare le capacità di scoprire giovani talenti nell’epoca Tanzi..Però per me il momento più alto del Parma è la vittoria della Coppa Uefa contro la Juventus di Baggio Ravanelli, Vialli…Indimenticabile più della vittoria sul Marsiglia..

  • 25 Marzo 2015 in 02:15
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    Che malinconia

  • 25 Marzo 2015 in 06:30
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    Direttore lei ha più volte affermato che il,Parma vale come la Cremonese mica noi.. cordiali saluti

    • 25 Marzo 2015 in 07:58
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      Provo un fastidio tremendo quando c’è chi riporta a capocchia le mie affermazioni. E soprattutto conta il contesto di quando le affermazioni vengono sostenute.
      Il mio ragionamento di allora era che abbiamo fatto 25 anni di grandeur grazie, chiamiamolo così, al doping amministrativo di Calisto prima e poi del ghiro con minori risultati e in seconda battuta, e 75 a sfangarla nei campi minori. Per cui non è che dobbiamo avere la serie A, in questo caso B, per diritto divino.
      La normalità per squadre provinciali della taglia del Parma non è certo la derie A di alto livello o la Champions.
      La Cremonese, nello specifico specifico, ha vissuto una lunga parentesi in serie A, salvo poi finire all’inferno senza più risalire, malgrado possa vantare una solida e generosa proprietà che non lesina risorse.

      • 25 Marzo 2015 in 08:27
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        Direttore io sono dell’opinione che gli obiettivi di qualsiasi squadra non si ottengono grazie al numero dei tifosi ma grazie alla forza economica della societa’. Faccio questo esempio il Manchester city ha iniziato a vincere quando e’ arrivato lo sceicco, prima Il numero dei tifosi era lo stesso ma le vittorie erano pari a 0. Lo stesso Parma , per un attimo facciamo finta che I soldi di Tanzi erano veri, In 6 anni ha vinto in Europa e in Italia piu’ di squadre metropolitane come la Roma. Ripeto qualsiasi squadra qualunque essa sia se ha una proprieta’ ricca e organizzata alle spalle potra’ ottenere risultati di livello.. Potrei citare acnhe il PSG squadra della capitale francese che prima non vinceva quasi nulla da quando sono arrivati gli sceicchi hanno iniziato a vincere e I calciatori fanno a gare ad andare li. Io penso che se il Parma lo acquistasse Bill Gates non penso lotti piu’ per la salvezza?ma come minimo per l’europa league tutti gli anni.. Mi corregga se sbaglio. Preciso non mireiferisco solo al Parma ma a tutte le squadre.

        • 25 Marzo 2015 in 09:30
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          Facciamo finta che i soldi di manenti fossero stati veri o che la strisciata milionaria avesse funzionato…

          • 25 Marzo 2015 in 10:35
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            Non capisco che significa questo in relazione a quello che ho scritto prima?

          • 25 Marzo 2015 in 11:12
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            “Se i soldi di Calisto fossero stati veri”… (cit)

          • 25 Marzo 2015 in 11:35
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            ah perchè i soldi usati da Tanzi nel contesto di un crack da 14miliardi, son paragonabili a quelli che avrebbe potuto usare Manenti? Ma per favore….

          • 25 Marzo 2015 in 12:01
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            Se nel recente passato ho difeso l’indifendibile Manenti (e lo definivo così prima dell’arresto, immaginarsi dopo) è perché mi stavano sul cazzo tutti coloro che ritenevano sporchi a prescindere i soldi che avrebbe eventualmente profuso questo individuo, ma gli stavano bene provviste analoghe se immesse da qualcun altro.

            Se perfino il cattolicissimo gustavo con un impeto di grande onestà aveva affermato che purché si salvasse il Parma gli andrebbero bene anche i soldi di al capone (o qualcosa del genere) penso che siano molto pelosi i moralismi ad personam sulla tipologia di soldi con cui raggiungere trionfi… Del resto, nonostante tutto, grazie ai successi sportivi raggiunti, nella popolazione dei tifosi San Calisto è ancora venerato…

            Saluti

            Gmajo

          • 25 Marzo 2015 in 12:53
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            Majo hai ragionissimo sulla storia di San Calisto……..
            Poi dovresti saperlo che negli ambienti di chiesa Tanzi è ben visto…sai faceva la comunione tutte le domeniche…….doveva esssere una brava persona per forza…. 😐
            È una ipocrisia che non sopporto…

        • 25 Marzo 2015 in 10:37
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          di soldi veri comunque tanzi ne ha messi, se è vero che il debito all’atto del crack era simile a quello fatto dal ciccio…ma avendo risultati e squadre ben diverse…

      • 25 Marzo 2015 in 10:22
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        Mi perdoni Direttore ma continuo a ritenere il paragone con la Cremonese piuttosto infelice, a livello sportivo un Udinese la riterrei più veritiera (al netto dei magheggi finanziari) cordiali saluti

        • 26 Marzo 2015 in 07:54
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          Io le ho parlato della Cremonese perché mi aveva tirato a mano lei la Cremonese prima.
          A parte che nessun paragone è calzante perché ogni realtà è diversa.
          L’Udinese? Ma lei sa quanto investe pozzo sulla cosiddetta ricerca? E lo sa che qui la rete degli osservatori è stata smantellata?
          Saluti
          Gmajo

      • 25 Marzo 2015 in 10:32
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        Non esiste nessun diritto divino e ognuno ha quel che is merita in base a molteplici fattori, senza contare che la voglia e la possibilità di investire della proprietà oggi fanno la differenza come non mai. Fatti e numeri dicono che in una Serie A a 20 squadre possiamo starci benissimo, sotto tutti i punti di vista.

        • 25 Marzo 2015 in 11:14
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          Io non nego questo, ma penso che sia un dato storico inequivocabile che di tutti questi 25 anni di serie A i più “normali” siano stati quelli anomali dell’amministrazione straordinaria. Per il resto Parmalat + Ghirardi… Come a dimostrare quanto sia difficile fare calcio di alto livello appunto in condizioni normali e senza aiutini.

          Cordialmente

          Gmajo

          • 25 Marzo 2015 in 12:54
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            va bene ma allora usiamo lo stesso metro di giudizio per tutti, non sempre due pesi e due misure parlando sempre e solo di Tanzi. Io comuque parlo di bassa serie A , come insita nei numeri del Parma al netto del proprietario di turno, non certo di alta classifica. Mi stan sul cazzo quei discorsi ridicoli che saremmo una realtà da lega pro, tutto li.

      • 25 Marzo 2015 in 11:37
        Permalink

        Ottimo intervento.

    • 25 Marzo 2015 in 09:19
      Permalink

      Se nessuno ci mette i soldi, può valere anche meno della cremonese purtroppo ….Può piacere o meno, ma il mondo del calcio lo muovono i soldi e non le coppe vinte o la fama all estero….Inoltre il bacino d utenza che stabilisce la quota x i diritti di sky e mediaset p non tiene conto di quanto possiamo essere conosciuti all estero

      • 25 Marzo 2015 in 10:36
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        Concordo, ti fa vincere se hai una societa’ ricca e organizzata alle spalle altrimenti ti puoi chiamre anche Milan e aver vinto 7 coppe campioni che se non cacci la pila non vinci piu’ un tubo e arrive settimo o nono

  • 25 Marzo 2015 in 08:22
    Permalink

    Non sono per niente d’accordo che il punto più alto nella storia della compagine parmigiana sia stato questo. Per me l’apice è stato dalla vittoria di Wembley fino alla vittoria di S.Siro della coppa UEFA. in quegli anni il Parma vinceva almeno un trofeo a stagione (Coppa Italia 92, Coppa coppe 93, Supercoppa 94, UEFA 95). Dal 96 al 98 il Parma non ha vinto niente (pur rimanendo ad alti livelli e subendo dei furti), per poi vincere 3 coppe nel 99 e una coppa nel 2002.

    • 25 Marzo 2015 in 09:36
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      Quoto in toto.
      Anche perché i primi quattro trofei erano i più genuini.
      Spesso ho ricordato come l’ambizione scudetto di calisto avesse finito per rovinare il clima. In quel periodo non ci andavano bene neanche le coppette come sdegnosamente erano state definite in modo secondo me vergognoso.
      Le tre coppe in cento giorni di malesani vennero snobbate perché con quella squadra dovevamo vincer lo scudetto, secondo il pensiero collettivo…
      cordialmente
      Gmajo

      • 25 Marzo 2015 in 10:40
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        fa parte del gioco, la gente è cosi e non solo a parma. per fortuna il tempo fa apprezzare anche le cose che li per li snobbi

      • 25 Marzo 2015 in 10:41
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        I se e I ma non fanno la storia ma quella squadra l’avrei voluta vedere in mano ad Ancellotti o Trapattoni e non a quel incompetente di Malesani. Son sicuro che almeno fino a Maggio si lottava per lo scudetto .

      • 25 Marzo 2015 in 11:13
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        Quoto ogni singola frase di Luca (messaggio h.8:22) e sono d’accordissimo con la disamina del direttore!
        Aggiungo che la genuinità è andata a farsi benedire a partire dal passaggio della squadra dalle mani di Scala a quelle di Ancelotti…

  • 25 Marzo 2015 in 08:25
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    Fra’ un po non si ricordera’ piu’ una fava nessuno e per scovare dove sta’ Parma occorrera’ l’atlante…
    Altroche’…

    • 25 Marzo 2015 in 10:40
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      come no, senz’altro

  • 25 Marzo 2015 in 09:03
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    Questo articolo lo dovrebbero leggere tutti quelli che vorrebbero ripartire dalla D. E tutti quelli che pensano che la vera dimensione del Parma sia quella delle Lega Pro e della B. Forse questo discorso aveva un senso 30 anni fa, ma non adesso dopo tutto quello che abbiamo fatto in Italia e in Europa. Che lo si voglia o no la nostra dimensione deve restare la A e bisogna tornarci il prima possibile!Altrimenti la serie A la dovrebbero giocare solo 10 squadre!

    • 25 Marzo 2015 in 09:27
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      Non sono d’accordo.
      La serie A o B non ci spetta per diritto divino, né per quanto fatto in 25 anni peraltro col doping amministrativo di Calisto prima e del ghiro poi.
      La serie A, però, visto che in un qualche modo l’abbiamo frequentata per 25 anni, molti dei quali di successo, avrebbe dovuto esser preservata. I magheggi ghiroleonardiani andavano in questo senso, ma non hanno funzionato. Uno dei massimi colpevoli resta taci che ha tenuto in scacco tutti per tre mesi, in pieno mercato, con tutte le possibilità di salvarsi, salvo darsela a gambe a didastro completato.
      È evidente che in cuor nostro ognuno vorrebbe la serie a, ma se è stata dilapidata come sappiamo, ora ci troviamo nella situazione di tornare nella nostra naturale dimensione, con la coconsapevolezza che se siamo famosi al mondo è geazie alla benefica internazionalizzazione dei tempi di Calisto…
      Saluti
      Gmajo

      • 25 Marzo 2015 in 10:23
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        Majo mi spiazza, perchéTaci? con una situazione debitoria del genere leinpensa al calciomercato di gennaio? fossero arrivati 14 giocatori se ne sarebbero andati come il buon cipolla.

        • 26 Marzo 2015 in 07:51
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          Taci la posizione debitoria doveva conoscerla prima di acquistare il parma, non dopo. Ma una volta che l’ha acquistato invece di traccheggiare doveva operare per mantenere la categoria (ergo far mercato), invece ci ha mollati tutti come una scorreggia quando la squadra ha continuato a perdere (come era inevitabile che fosse visto che era la stessa di prima).
          Saluti
          Gmajo

    • 25 Marzo 2015 in 10:29
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      Hai ragione, purtroppo c’è pieno di gente che prolifera nelle trasmissioni tv , tipo majo,che continua a menarla con sta storia della “dimensione naturale” come se fossimo ancora nel 1975. Non si accorgono che, dati e numeri alla mano, la nostra dimensione reale nel 2015 è tranquillamente quella della serie A (bassa se vogliamo), con o senza Tanzi.

      Che poi essendo Tanzi espressione del territorio, non si sa bene perchè debba essere cpnsiderato arrivato da Marte.

  • 25 Marzo 2015 in 09:22
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    Direttore per favore non parli della cremonese e guardi a squadre tipo atalanta cagliari udinese chievo sassuolo empoli verona, tutte al nostro stesso livello. Non spariamo minchiate che il nostro posto non è la serie A. Ci vuole gente con i maroni, certo che se la juve fosse di scaccia farebbe la serie b come il frosinone…..

  • 25 Marzo 2015 in 09:25
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    When Saturday Comes, che è una sorta di bibbia per gli amanti del calcio nel Regno Unito, del nostro passato se ne frega e dipinge così, con lucidità, gli accadimenti, dicendo che il Parma andrebbe escluso per il bene del calcio italiano. http://www.wsc.co.uk/wsc-daily/1193-march-2015/12258-serie-a-should-exclude-parma-for-good-of-italian-game . Là le squadre fallite falliscono e basta e quello che sta succedendo da noi è inconcepibile per loro (dal Portsmouth in giù, ce ne sono sempre state e la procedura ddi “administration” non guarda in faccia a nessuno. Anche questo dimostra che è un calcio serio)

    • 25 Marzo 2015 in 10:01
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      Cosa c’entra con il ricordo che hanno di noi all’estero? Sono due piani distinti. Loro sperano solo di rivederci ad alti livelli, non che dobbiamo ricevere favoritismi.

  • 25 Marzo 2015 in 09:43
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    Majo com’e’ peso col doping amministrativo…. Ma cosa pensa che le altre società abbiano fatto meglio e siano messe meglio. NAPOLI FALLITO, FIORENTINA FALLITA, JUVENTUS DECLASSATA ma di cosa sta parlando Majo,,????
    Il parma per il bacino di tifosi e la sua storia è un club di serie A. Se poi lei ha le sue seghe mentali, pensando a quando si militava in c o in b è un problema suo. Io spero un domani di tornare dove ci compete altrimenti cosa ci iscriviamo a fare alla serie D per rimanerci come il fidenza??? E poi scusi il carpi crede che meriti la serie A?? Allora vede che basta programmazione,,,,,,,,,,,,

    • 25 Marzo 2015 in 09:56
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      Io non mi faccio seghe mentali e come lei vorrei la serie a in cuor mio e non la d.
      Ma a differenza sua e dei tifosi, dovendo essere obiettivo e non partigiano, vedo che la nostra lunga esperienza in serie a è stata favorita dal doping amministrativo di calisto prima e del ghiro poi con due default in dieci anni.
      Saluti
      Gmajo

      • 25 Marzo 2015 in 10:30
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        non dobbiamo fare i moralisti in un mondo marcio come quello del calcio. moratti non ha mai vinto un cazzo nonostante i soldi e anzi… allora i soldi in quel parma non erano tutto, avevamo anche gente in gamba che faceva il mercato e poi, ripeto, il valore aggiunto della quiete di parma ha fatto sì che questi campioni si esprimessero al top. le faccio un esempio: blomqvist brocco al milan ma da noi fece benissimo. diciamo pure che non erano solo i soldi dei tanzi altrimenti ci facciamo autogol

        • 26 Marzo 2015 in 07:45
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          E chi mai l’ha detto?
          Io ho solo constatato che la nostra serie a non è mai stata in condizioni normali, ma speciali, senza esprimere giudizi su trofei e risultati raggiunti, cosa che era fuori tema.
          È pacifico che per raggiungere determinati risultati servano determinati calciatori ergo capitali per permetterseli. Poi sull’arrivo delle provviste su può disquisire…
          Cordialmente
          Gmajo

      • 25 Marzo 2015 in 23:27
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        A mio avviso Direttore, le due gestioni di Tanzi e di Ghirardi non possono essere nemmeno avvicinate dal punto di vista del “doping amministrativo”… Mi spiego meglio: Tanzi ha immesso nel Parma cifre molto importanti (poi abbiamo capito da dove arrivavano questi denari…) reinvestendoli per acquisti (e stipendi) di campioni di caratura internazionale CHE NON CI SAREMMO POTUTI PERMETTERE SENZA L’INIEZIONE DI DENARO SPORCO. In quegli anni arrivare quinti o sesti era un “mezzo fallimento”… Negli 8 anni di gestione Ghirardi è piú probabile che i soldi siano stati “illecitamente sottratti” dalle casse del Parma (la magistratura ci spiegherá poi per finire in quali tasche…) che “illecitamente immessi”; infatti di campioni di caratura internazionale non se ne sono mai visti, siamo retrocessi in B e l’anno dell’Europa League (senza nulla togliere alla grande cavalcata del girone di ritorno) a mio avviso è stato frutto di un insieme di situazioni positive e casuali (rendimenti particolarmente scarsi di diverse altre compagini) e non di certo perchè fosse quello il nostro potenziale reale… Conclusione: i risultati sportivi della gestione Ghirardi sono stati “normali” come normali sono stati gli investimenti in giocatori e stipendi ; sono STRA-CONVINTO che con una gestione virtuosa e 30 tesserati (anzichè 230) potevamo tranquillamente fare 8 anni di salvezze tranquille, non dico facendo utili, ma mantenendo un indebitamento “nella media” della serie A italiana…

        • 25 Marzo 2015 in 23:43
          Permalink

          Guardi, se la magistratura dimostrerà che durante l’era ghirardi i soldi siano stati illecitamente sottratti ne prenderò atto. Quello che mi pare certo è che non siano stati immessi né lecitamente né illecitamente.

          Però lo stesso il Parma ha compiuto il passo più lungo della gamba, specie nella stagione del Centenario allorché sono arrivati giocatori pronti a vincere e non giovani di belle speranze. Gente con ingaggi elevati, ricchi premi e cotillons.

          Non sono quindi affatto d’accordo con lei nel ritenere normali gli investimenti in giocatori e stipendi dell’era Ghirardi. Tanto è vero che il debito sportivo di 74 ml è relativo alla presente stagione. Il costo del lavoro per il Parma è stato troppo oneroso e ben oltre la soglia del fair play finanziario.

          Cordialmente

          Gmajo

          • 26 Marzo 2015 in 00:30
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            Secondo me Direttore si sbaglia… Il dato più eloquente è che il monte emolumenti del Parma (giocatori in Rosa) era il 15mo su 20 squadre della serie A http://www.ilpost.it/2014/09/08/ingaggi-calciatori-allenatori-serie-a/
            Il debito sportivo in buona parte è stato “gonfiato” dall’acquisto e dagli emolumenti per foraggiare i 230 calciatori tesserati…

          • 26 Marzo 2015 in 07:11
            Permalink

            Indubbiamente la pesca a strascico ha pesato, ma per quanto concerne gli ingaggi un conto sono gli emolumenti base che sono quelli che appaiono nelle inchieste giornalistiche, un conto sono premi e diritti d’immagine cioè la parte variabile. Caratteristica dei contratti leonardiani era appunto questa flessibilità. Quindi se per esempio cassano aveva circa 1.500 di stipendio alla fine potevano risultare 2.500…
            Cordialmente
            Gmajo

  • 25 Marzo 2015 in 09:53
    Permalink

    Non sono per niente d’accordo nel sminuire i successi degli anni 90 ricordando il doping amministrativo. Ce la giocavamo con squadre che praticavano lo stesso doping amministrativo: Lazio (Cragnotti fallito debito spalmato) Fiorentina (Cecchi Gori fallito) Roma (Sensi zoppicante). Contro avevamo la Juve che oltre al doping vero e proprio curava particolarmente il settore arbitrale. Il Milan si riempiva di debiti (che adesso sta ancora scontando) ma che Berlusconi ripianava ogni anno, come faceva Tanzi fino al crack. Nessuna squadra era virtuosa, ma noi ci mettevamo in più la scoperta di futuri campioni del mondo che grazie a noi hanno cominciato una grande carriera e questo non conta un piffero con il doping amministrativo.

    • 25 Marzo 2015 in 10:02
      Permalink

      Come non c’entra un piffero il suo ragionamento col mio.
      Io non ho affatto sminuito i nostri successi degli anni novanta al cospetto di quelli di altre squadre altrettanto dopate amministrativamente di cui peraltro non ho parlato.
      Il mio ragionamento verte sul fatto che in 100 anni di storia ne abbiamo fatti 75 sfangando nelle serie minori e 25 con i trust di Calisto prima e ghiro poi. Tutto lì.
      Saluti
      Gmajo

      • 25 Marzo 2015 in 10:55
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        Non le è mai venuto in mente che forse, ad essere anomalo, era il fatto che una città capoluogo di provincia importante come Parma gocasse col Fanfulla, la Rondinella, o la Solbiatese? Il vero scandalo è che non siamo mai saliti in A prima del 90, mentre altre realtà più piccole c’erano già state diverse volte. Magari era sbagliata quella, di “dimensione naturale”…..

      • 25 Marzo 2015 in 11:48
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        Analisi lucida ed esattissima.
        Credo sia cio’ che si andra’ a ripetere in futuro.

        • 25 Marzo 2015 in 12:56
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          ascolta ma perchè non la smetti con il tuo disfattismo di bassa lega e avulso da qualsiasi logica? Non importa quello che credi o non credi, ma quelle che saranno le potenzialità e le volontà di una nuova proprietà. Allora anche io posso dire “credo che vinceremo lo scudetto”

          • 25 Marzo 2015 in 14:44
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            Se ti riferivi a me credo sara’ il tempo a dar torto o ragione…
            90 giorni e si sapra’ se questa “nuova proprieta’” si sara’ materializzata o meno…
            Dopodiche’ vedremo se e chi aveva il “disfattismo di bassa lega avulso da qualsiasi” logica e chi invece credeva che i somari volassero.

        • 25 Marzo 2015 in 16:04
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          non hai capito. E’ molto probabile che finisca male, il tuo problema è che ti ostini a escludere senza mezzi termini altre soluzioni. Questo si chiama disfattismo di bassa lega e perdentismo, al di là del fatto che alla fine ci prendi o no.

      • 25 Marzo 2015 in 13:02
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        No caro majo, la squadra che conquistò la serie A, come ti ho già detto, fu COSTRUITA da Ceresini e Pastorello e senza trust di nessun genere la stessa squadra con inserimenti mirati trionfò in Italia ed Europa.
        Se poi l’INVESTIRE sui giovani e COSTRUIRE una squadra che poi arriverà ad essere una delle più forti del tempo è una colpa, allora siamo colpevoli…di programmare.
        L’accomunare le gestioni di Calisto e ghirardi è di una pochezza disarmante sia come programmazione sia come gestione sia come risultati au revoir.
        Ps: il crack fu della Parmalat, e il Parma calcio ne fu coinvolto.

        • 26 Marzo 2015 in 00:22
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          Della questione Crac Parmalat e Parma Calcio avremmo poi disquisito direttamente con Fulvio Ceresini, come avrà notato raggiungendo una sostanziale identità di vedute.

          Resta inteso che senza la forza della Parmalat gli enormi sacrifici di Ernesto Ceresini difficilmente si sarebbero tradotti con quella massima serie che non ha potuto godere in prima persona.

          La gestione di Ghirardi, avendo meno mezzi a disposizione rispetto a Tanzi, ha raggiunto comunque risultati sportivi non disprezzabili, pur non avendo vinto niente. Ma la media del 9° posto è tanta roba.

          Cordialmente

          Gmajo

          • 26 Marzo 2015 in 01:14
            Permalink

            Mi permetto di segnalare che retrocessione in serie B abbassa decisamente la media del 9 posto che comunque (concordo) è tanta roba!

  • 25 Marzo 2015 in 10:05
    Permalink

    Grazie direttore per aver postato il mio articolo. Forse ho esagerato nell’indicare la vittoria contro il Dortmund come il punto piu` alto nella nostra storia, pero` sapete, era la Champions 😀

    • 25 Marzo 2015 in 17:15
      Permalink

      In effetti ero un po’ inorridito, ma essendo un direttore molto democratico avevo pubblicato senza chiosare… Comunque sono d’accordo con Luca Fer. e con gli altri che indicano, idealmente il trionfo di Wembley come il punto più alto. Anche se riconosco la validità del ragionamento sulla Champions… Ma un conto è un trofeo, un conto è una partecipazione… A parte che Carletto vanta anche il secondo posto in campionato…

      Comunque grazie a te per l’ottimo spunto. Ora che sei arruolato attendo ulteriori contributi.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 25 Marzo 2015 in 17:49
        Permalink

        Allora perfetto e grazie per l’ospitalità direttore 😀

        • 25 Marzo 2015 in 17:53
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          Grazie a te per l’aiuto… Ti nomino “ministro per gli affari esteri”… 🙂

      • 25 Marzo 2015 in 18:06
        Permalink

        Non nominarmi Ancelotti che potrei dire brutte parole al riguardo….. 😛

          • 25 Marzo 2015 in 18:28
            Permalink

            No, bacchettona un po’ va bene ma mica x ste cose… 😉
            il problema di Ancelotti sta nell’aver fatto cedere Zola….peccato imperdonabile ai miei occhi…
            Cancellato dalla lista delle persone a me gradite vita natural durante!

  • 25 Marzo 2015 in 10:12
    Permalink

    La discesa agli inferi è iniziata quando il ***** ha iniziato a cancellare in modo lento ma intenso il passato “Parmalat”.
    Può sembrare stupido ma non lo è, già il fatto di cancellare le gloriose casacche gialloblù, quelle delle vittorie, a favore delle bianco-nero crociate ha rappresentato a mio avviso un inizio del declino.
    Sono molti i tifosi a cui la divisa crociata non è mai andata giù. Spero che la prossima società ripristini la casacca gialloblu come prima divisa.
    Complimenti a teleducato che nella grafica di calcio e calcio lascia spazio alla divisa e ai colori gialloblù.

    • 26 Marzo 2015 in 08:14
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      Non si offenda, ma il suo ragionamento è una idiozia.
      Intanto la maglia crociata venne re-introdotta dall’amministrazione straordinaria e non dal ghiro. Il quale, pur preferendo decisamente il gialloblu, capì che la vera e unica storica maglia del Parma è la bianco crociata smettendo di farci fare gli arlecchini. Nei primi anni della sua gestione , infatti, a seconda dei risultati, continuavamo a rotearle.
      La maglia gialloblu a strisce orizzontali venne plagiata da Calisto alla rugby parma, ma era una casacca che non c’entrava una benedetta mazza con le nostre tradizioni. Ed è un falso pensare che quella fosse la maglia dei trionfi, perché se è vero che è quella delle tre coppe in cento giorni di malesani, è pur vero che quella dei trofei firmati scala (indubbiamente i più amati, specie wembley) era bianca come il latte. Cioè una crociata senza croce.
      Comunque non sono le maglie a vincere, semmai chi le indossa.
      E al contrario io ritengo che l’errore del ghiro sia stato quello di voler gareggiare con calisto, pur non avendone risorse e disponibilità.
      Cordialmente
      Gmajo

      • 26 Marzo 2015 in 09:16
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        Secondo me anche le maglie indossate negli anni 80 e 90 sono diventate storiche .anzi a livello europeo solo quelle sono storiche . Per quando riguarda me la crociata non piace per niente ma solo per un motivi estetici e niente altro, io preferisco di gran lunga quelle bianche con riporti gialloblu colori che si sposano alla perfezione ma ripeto solo per una questione di bellezza.

        • 26 Marzo 2015 in 10:10
          Permalink

          De gustibus non disputandum est….

          posso convenire con lei che i colori gialloblù siano più allegri del bianconero, ma la storia non la si fa con le tinte più o meno gradevoli al nostro gusto personale, né con pochi anni di utilizzo di una casacca.

          Il nostro è stato un caso pressoché unico al mondo: nessuna squadra, mai, aveva rinunziato alla propria storica identità. E il crimine venne perpetrato in epoca Ceresini da Sogliano e poi confermato per l’intere epoca Tanzi, per motivi tra il religioso e lo scaramantico.

          Avrei voluto vedere se Moratti all’Inter avesse avuto il vezzo di togliere le strisce nere e lascia sola la casacca azzurra o il Berlusca al Milan per lasciarla rossa (ah, no: questo era impossibile per motivi politici).

          Insomma: il nostro scudetto è equamente diviso tra lo scudo crociato bianconero e le strisce verticali gialloblù (verticali, non orizzontali): anche le maglie dovrebbero riflettere tale schema. Quando ero al Parma avevo cercato di portare avanti questa idea e per un po’ venne accettata. Fui io a voler le maglia gialloblù a strisce verticali sfoggiata in Inter-Parma l’anno della retrocessione: e Barbara Medeghini che mi aveva chiesto un’idea per festeggiare il primo anno di presidenza ghirardi accolse il mio assist. Io pensai a quella divisa per placare le richieste dei tanti che insistevano per il ritorno della maglia ape maia (ma io preferii essere fedele alla storia mettendo le strisce verticali come negli anni 50 e non orizzontali come da plagio tanziano alla Rugby Parma) e per vendicarci proprio dell’Inter che aveva avuto l’ardire, in quella stagione, di sfoggiare la maglia crociata con la croce rossa…

          Cordialmente

          Gmajo

          • 26 Marzo 2015 in 15:05
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            Se proprio vogliamo dirla tutta il parma nasce con le magliette del colore che come detto sono quelli della città (il giallo e il blu) disposti sulla divisa, a scacchi. Allora non si dovevano cambiare nemmeno in quel caso? diciamo che siamo una squadra con un identita’originale , abbiamo usato entrambi I disegni dello scudetto. Çé a’ chi piace in un modo e a chi in un altro e’mportantepero”che ci sia rispetto reciproco per chi la pensa in maniera non uguale Ribadisco e ci tengo a questo che il mio e’solo un discorso di gusto e affetto.

          • 26 Marzo 2015 in 15:22
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            In effetti, proprio nel rispetto di tutti, avevo suggerito nel 2008 che ci fosse una prima maglia crociata e una seconda a strisce verticali gialloblù perfettamente rispettosa dello scudo sociale. In realtà le strisce del 2008 erano forse un po’ troppo larghe, ma tant’è.

            Ottimale la scelta della passata stagione di rieditare la casacca gialla con la croce blu, quale seconda divisa, mentre con la terza si poteva far di meglio, e cioè, come con Angiolini, tre crociate, la bianca, la gialla e la blu di fondo con croci nere, blu e gialla.

            Un altro discreto equilibrio era stato quello della stagione 2004-05 allorquando Baraldi fece tornare – con pieno assenso di Bondi e Angiolini – la crociata, sia pure con il blu notte sulla croce al posto del nero, per esigenze dello sponsor Champions come prima maglia, mantenendo soprattutto in Europa la maglia gialloblù ape maia, che coincise con gli ultimi trofei. E furono bravi Ghirardi e Leonardi a reintrodurla due anni fa.

            Diciamo che dopo un inizio non ottimale l’ammiraglio e l’armatore – forse poiché nel frattempo erano andati a ripetizione da Squarcia – han capito almeno le tradizioni sulle maglie, rispettandole.

            Cordialmente

            Gmajo

  • 25 Marzo 2015 in 10:21
    Permalink

    dobbiamo tornare a scoprire giovani talenti, magari non come crespo, che comunque costò un po’ di soldi, ma giovani che solo nella tranquillità di parma possono esprimere tutto il potenziale. solo a parma e non altrove.

  • 25 Marzo 2015 in 10:33
    Permalink

    Caro Majo, concordo con te che la normalità per il Parma non sia certo una seria A di alto livello, e probabilmente la B sia la categoria naturale per la nostra realtà . Il fatto che i successi a livello mondiale raggiunti dalla gestione parmalat siano stati ottenuti solo grazie ad un doping amministrativo, come elegantemente ricordavi, per non dire di peggio, ritengo che meriterebbe una analisi un po’ più approfondita . So che non è facile ma cerco di spiegare il mio pensiero.innanzi tutto il Parma non è stato l’artefice del disastro Parmalat ma vittima come società controllata.Il marchio parmalat sulle maglie della squadra credo abbia dato alla propieta un ritorno di immagine straordinario e tra le spese di pubblicità , per le quali la multinazionale investiva ogni anno decine di miliardi di lire, quanto versato al Parma sia stato ampiamente ripagato. Vorrei anche ricordare ad esempio che a wembley erano in campo 6/7 giocatori che facevano parte del gruppo della promozione in serie A e che l’intero staff tecnico, dall’allenatore al magazziniere era lo stesso della B. Per quel trionfo credo non si possa parlare di doping amministrativo.Ricordo anche ,che negli anni sono state realizzate plusvalenze “Vere” straordinarie, una per tutte Buffon dal settore giovanile ,costo 0, alla Juventus per 100 miliardi di lire ( meno Bacchini 25 miliardi ) 75 miliardi di plusvalenza.e così tante altre. Se poi i soldi della parmalat erano finti, ritengo che il problema fosse della stessa, e non penso del Parma , che penso abbia ampiamente ripagato a livello di ritorno di immagine quanto da loro investito nel calcio. Grazie .Saluti .Fulvio

  • 25 Marzo 2015 in 11:31
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    giustamente lei dice che ha anche altro da fare ma ho tre commenti in sala d attesa e ho visto che ha pubblicato commenti più recenti….senza polemica.

    • 25 Marzo 2015 in 17:07
      Permalink

      Tranquillo, è che ogni tanto ne scarico qualcuno e quelli che sono più in alto sono i più freschi. Insomma gli ultimi, molto evangelicamente, diventano i primi… Anche se mi rendo conto che non sia il massimo…

      A parte le battute e a parte anche l’altro da fare: purtroppo quando sono operativo e non in servizio dialogo con i lettori, spesso mi trovo a rispondere in ritardo ai quesiti che ritengo più interessanti o meritevoli di risposta più argomentata che non due semplici battute.

      Portate pazienza, ragazzi: sto cercando di fare il massimo del possibile…

      Grazie per la compresione

      Gmajo

  • 25 Marzo 2015 in 11:38
    Permalink

    Che tristezza il calcio italiano oggi… se non rubi non vinci!

    • 25 Marzo 2015 in 16:02
      Permalink

      Il Ghiro che cazzo ha vinto perdona….che me lo sono perso….

  • 26 Marzo 2015 in 09:34
    Permalink

    Un ottimo articolo quello di Luca Emacora, che fa capire quanto il Parma sia una realtà che ancora muove molto interesse nel mondo del calcio internazionale, altro comprarla a un euro! Io non credo che la BBC abbia intervistato tifosi de “la Bari”, per esempio…
    Dopo un bell’articolo però ecco la SOLITA sequela di interventi sulle opinioni del Sig. Majo, che egli immediatamente difende stizzito. Una cosa francamente stucchevole, che rende i dibattiti su qualsiasi articolo del blog sostanzialmente identici. Peccato, perché francamente si tratta di un tema che per la grandissima parte dei tifosi del Parma ha interesse ZERO e forse bene farebbe il diretto interessato a richiamare gli interventi a stare “in topic”. Questo bell’articolo per esempio era sulla visibilità estera del Parma, non sulle opinioni del Sig. Majo.
    Ah, un’ultima cosa: la storia dei 25 anni vs 75 anni è una mezza bufala. O meglio, sarebbe vera se fosse al contrario: 25 anni di gloria seguiti da 75 di anonimato, tipo Bologna per intenderci. Ma essendo la relazione al contrario, gli ultimi 25 contano molto di più dei primi 75.
    Detto questo, ovviamente nessuna categoria spetta “di diritto” ad alcuna squadra. Occorre sempre meritarsela. Ma non in base ad opinabili argomentazioni su storia remota o prossima.
    Cordialmente,
    vecchioalle

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