IN MORTE DI ROMANO BONATI

(Riccardo Schiroli) – Con logica inoppugnabile, un “nuovo italiano”  una volta mi disse: “Quando sono arrivato qui, non moriva mai nessuno…”. Sarà che era 40 anni fa, quando è arrivato lui. E aggiungo anche che non mi fa tanto piacere, avere ricordi nitidi che hanno 40 anni. Continuando dall’album dei ricordi, ricordo come rimasi colpito quando nel film “La tragedia di un uomo ridicolo” di Bernardo Bertolucci la domestica in servizio presso Pino Spaggiari (personaggio con cui Ugo Tognazzi vinse la Palma d’Oro come miglior attore a Cannes) iniziò a sfogliare la ‘Gazzetta di Parma’ dalla pagina “dei morti”.
Per quanto io abbia girato il mondo, sinceramente non ricordo un quotidiano che dia così tanta enfasi ai necrologi. Ma sono parmigiano anch’io, quindi non mi vergogno a dirlo: mi succede di buttare un occhio, a quella pagina. Oltre che a quella delle ‘Lettere al direttore’, sempre memore dei ripetuti interventi di Aidano Negri con i quali sono cresciuto.
imageLunedì 2 marzo stavo facendo colazione al bar e ho iniziato a sfogliare la ‘Gazzetta’ dal fondo. Ero interessato alla presenza dei tifosi all’allenamento del Parma a Collecchio. Ci sarei andato volentieri anch’io, ma ero impegnato (è il mio lavoro…) alla Convention degli arbitri di baseball e softball all’Hotel Parma e Congressi. Comunque, e non so come mai, sono capitato sulla pagina “dei morti” e sono rimasto impietrito vedendo la prima foto. Se n’era andato Romano Bonati. Non posso dire che Romano fosse un mio amico. Onestamente, non so nemmeno quanti anni avesse. Ma so per certo che, da quando l’ho conosciuto a metà degli anni ’80, è cambiato pochissimo: serio, signorile, i radi capelli bianchi e quella sigaretta sottilissima perennemente tra le labbra. Forse era solo dimagrito un po’. A metà degli anni ’80 il Parma calcio provava a farsi strada, prima in serie ‘C’ (con Marino Perani e Arrigo Sacchi) e poi in serie ‘B’ (con lo stesso Sacchi, Zdenek Zeman per un breve periodo, quindi Giampiero Vitali). Era il periodo del: “Ma che giornalisti e giornalisti, questi sono tutti maniscalchi” pronunciato in un momento di rabbia dall’allora Segretario del Parma Canuti, un toscano che non mi è chiaro come fosse capitato a lavorare per il Presidente Ernesto Ceresini (a proposito di dichiarazioni memorabili, il direttore di questo sito ricorderà un suo: “Ma che domande del cavolo fa, lei?!” che questi gli rivolse…).
In effetti, nessuno tra quelli che seguivano il Parma faceva il giornalista di mestiere. A parte naturalmente i 2 componenti la redazione sportiva della ‘Gazzetta’ (Attilio Fregoso e Gian Franco Bellè) e Gabriele Balestrazzi di TV Parma (il suo collega Francesco Silva, penso di ricordare bene, lo si vedeva più che altro alle partite di pallavolo).
Raduno1973RomanoBonati1Quando dalla redazione di Onda Emilia avevamo bisogno di un parere per arricchire le nostre trasmissioni, quasi sempre componevamo il numero telefonico di Romano Bonati. Il numero di casa, perché i cellulari non facevano ancora parte del nostro mondo. E invariabilmente, ci rispondeva la sua voce pacata: “Non mi disturbate, stavo scrivendo”.
Era impossibile non voler bene a Romano Bonati. Anche perché, ci si sarebbe sentiti in colpa a non farlo. Lui non ha mai parlato male di nessuno, almeno non in mia presenza.
Il ricordo di Romano Bonati mi porta inevitabilmente a bordo campo in ‘Cittadella’, dove il giovane Carboni, tutto sporco di fango, ci chiedeva di intervistarlo e diceva: “Vorrei che Onda Emilia facesse un’inchiesta su come mai ha presentato Turrini come fenomeno e invece nelle partitine vinco sempre io e lui mai”. E Turrini rideva e rideva anche Giampiero Vitali, che passava di lì per tornare ai pulmini che avrebbero riportato la squadra verso gli spogliatoi del ‘Tardini’.
Anche Giampiero Vitali è morto. Carboni
l’ultima volta che l’ho sentito nominare era Capitano del Valencia e Turrini, che al termine di quella stagione avrebbe lasciato il Parma per il Como, non credo abbia fatto una gran carriera.
Erano davvero altri tempi. Ma per il calcio di Parma erano tempi di crescita, di dignitosa e orgogliosa lotta su campi che allora per noi erano prestigiosi (Bari, Catanzaro, appunto Como) perché le squadre di quella città avevano giocato in serie ‘A’ e al Parma non era ancora successo.
Nel salutare Romano Bonati, non posso fare a meno che se ne è andato un po’ dopo che quella idea stessa di calcio era svanita. Negli anni ’90, indubbiamente gloriosi per il calcio di Parma, con i Gianni Mura, Paolo Condò e Pier Paolo Cattozzi disponibili, succedeva meno spesso che Onda Emilia gli chiedesse un parere. Lui osservava, e l’unico segno di insofferenza lo dava il fatto che la sigaretta sottilissima non era più penzolante dalle labbra ma ben stretta tra i denti.
Addio Romano. A noi mancherai, ma realizzo che ti verrà risparmiata la rovina in cui il calcio della nostra città sta precipitando. E mentre mi viene in mente, non posso che provare sollievo per te. Riccardo Schiroli

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

7 pensieri riguardo “IN MORTE DI ROMANO BONATI

  • 3 Marzo 2015 in 15:10
    Permalink

    presenza storica a Calcio & Calcio, quante buie cn il Barone Tullio…

  • 3 Marzo 2015 in 15:36
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    Me lo ricordo bene, mi ha sempre fatto un pò di tenerezza…
    Riposi in pace

  • 3 Marzo 2015 in 18:15
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    Gentilissimo Direttore , un sentito ringraziamento per l’omaggio a mio papà. Una persona gentile, un giornalista imparziale, il miglior “tifoso” che un figlio possa sperare di avere.

    • 3 Marzo 2015 in 19:43
      Permalink

      Grazie, Michele. Saputa stamani la ferale notizia proprio da Riccardo Schiroli, conoscendo la bontà della sua penna gli avevo chiesto di tracciare questo ricordo di Romano, persona squisita che ricordo con piacere per la sua umanità e per il suo buon senso.
      Mi unisco al dolore, porgendo le mie condoglianze.
      Un abbraccio

      Gabriele Majo

  • 3 Marzo 2015 in 18:21
    Permalink

    Mamma mia quanto tempo e’ passato. Di lui ho i ricordi della mia giovinezza.
    RIP

  • 3 Marzo 2015 in 20:07
    Permalink

    🙁 TEMPUS FUGIT R.I.P.

I commenti sono chiusi.

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