L’AVVOCATO PAOLO MALVISI : “IL CRAC DEL PARMA EBBE I PRODROMI NEL 2010 CON LA CASSA INTEGRAZIONE ALLA LEONESSA E LE DIMISSIONI DI ALBERTO GUARESCHI DA BANCA MONTE PARMA”

Paolo Malvisi (*) L’intercettazione del sindaco Pietro Vignali con l’A.D. di Cassa di Risparmio di Parma Giampiero Maioli, pubblicata dal settimanale  La Voce di Parma e ripresa oggi da StadioTardini.it dal direttore Majo è datata 14 maggio 2010. Riepiloghiamo un po’ tutta la storia. Dunque: nel gennaio 2007 l’allora trentunenne Tommaso Ghirardi prendeva in consegna dalle mani di Enrico Bondi la società che all’epoca era nei bassifondi della serie A con la seguente compagine societaria: Damas srl (Medeghini) 40%, Gabriella Pasotti 20,01%, Pasfin srl (Tommaso Ghirardi) 20%, Banca Monte Parma 19,99. Quest’ ultima concedeva due linee di credito per 5 milioni complessivi e scadenza giugno 2008 e un finanziamento da quattro milioni è un fido straordinario su conto corrente garantito per 2 milioni da una fideiussione di Medeghini, per un milione da pegno su titoli mobiliari della signora Pasotti più sue garanzie personali e per un milione da fideiussione di Ghirardi stesso. Nel 2008, Ghirardi rastrella buona parte della azioni di Medeghini (in odore di crac), arrivando ad avere quasi il 75% delle azioni. Ma il passaggio cruciale è a maggio 2010; la Leonessa Spa, azienda di famiglia, dichiara lo stato di crisi e mette in Cassa Integrazione straordinaria l’intera, all’epoca forza lavoro, ben 113 dipendenti. Nello stesso mese di maggio, si dimette Alberto Guareschi, all’epoca Presidente di Banca Monte. Ma Ghirardi ha taciuto, non ha voluto mettersi in gioco, cercando nuovi investitori e, se del caso, nuovi acquirenti. Come poteva pensare di rimanere al timone di una società di calcio quando la propria azienda versava in quelle condizioni?
La risposta è, purtroppo, nei dati contabili odierni, una società ridotta nei termini finanziari che conosciamo; con un’ulteriore aggravante: essersi reso inadempiente a quanto promesso, ovverosia alla copertura finanziaria a tutto il 31 dicembre 2014. Sul punto, rammento l’impegno scritto, richiamato nella informativa della Società di Revisione, contenuto nella Relazione al bilancio 2012/2013 – “impegno continuativo, già fornito in passato, a supportare patrimonialmente e finanziariamente la società, almeno fino al 31 dicembre 2014”. Paolo Malvisi (*)

(*) Avvocato membro Associazione Italiana Avvocati dello Sport

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

25 pensieri riguardo “L’AVVOCATO PAOLO MALVISI : “IL CRAC DEL PARMA EBBE I PRODROMI NEL 2010 CON LA CASSA INTEGRAZIONE ALLA LEONESSA E LE DIMISSIONI DI ALBERTO GUARESCHI DA BANCA MONTE PARMA”

  • 30 Marzo 2015 in 20:22
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    Egregio avvocato Malvisi, Le faccio i miei complimenti per l’ottimo articolo e Le pongo inoltre una domanda : è possibile che il giudice fallimentare disponga che Ghirardi, in relazione all’impegno da Lei citato, debba pagare parte del debito sportivo ?

    In attesa di una Sua risposta, La ringrazio per l’opera di divulgazione

    • 31 Marzo 2015 in 10:41
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      Grazie a Lei con l’auspicio che mia moglie non legga mai i commenti della Sig. ra Fanerani (in quel caso probabilmente necessiterei di qualche Collega esperto in diritto di famiglia), ritenendo ovviamente responsabile della mia (costosa) separazione il Direttore Majo e tutta la gang Angella (per utilizzare espressione cara al Marcello della “parmiggianità …!”).
      Scherzi a parte, rispondo al Suo quesito.
      Se non erro, i curatori fallimentari hanno già depositato istanza di nomina di un legale per esperire l’azione di responsabilità nei confronti di Tommaso Ghirardi. L’azione sociale di responsabilità è l’istituto apprestato dalla legge proprio per far valere, in sede giurisdizionale, la responsabilità degli amministratori che, violando i doveri inerenti alla loro carica, abbiano cagionato un pregiudizio patrimoniale (pertanto tutti i debiti, sportivi e non) alla società. Essa tende, dunque, alla reintegrazione del patrimonio sociale che sia stato danneggiato dalla mala gestio degli amministratori. Con un ulteriore “mezzo” a disposizione del legale della procedura: il sequestro conservativo, che si configura come un modo per conservare più rapidamente la garanzia patrimoniale, vincolo di indisponibilità giuridica e materiale che autorizzato dal Tribunale in relazione ai beni in questo caso di Ghirardi, in seguito a una specifica istanza presentata dalla procedura fallimentare attraverso il proprio legale, che teme – in maniera fondata – di perdere completamente la garanzia del credito spettante. Si tratta, dunque, di una misura cautelare e preventiva, il cui scopo è far sì che, in vista dell’esecuzione forzata, alcuni beni vengano conservati. In pratica, la sua funzione può essere assimilata a quella vincolante del pignoramento.
      La procedura fallimentare avrebbe così il diritto, in presenza di tutti i presupposti di legge, di vincolare i beni del Ghirardi: tale diritto, come per l’azione surrogatoria e l’azione revocatoria (cioè gli altri strumenti di conservazione patrimoniale che certamente la procedura fallimentare attiverà) è ad esercizio processuale. Disciplinato dagli articoli 671 e seguenti del codice di procedura civile, il sequestro conservativo può essere esercitato su cose e somme dovute dal debitore/Ghirardi, oppure su beni immobili e mobili che gli appartengono. Esso rispetta gli stessi limiti di legge del pignoramento, e in effetti, come detto, non è altro che una sua anticipazione. Infatti, dopo che il creditore ha ottenuto la sentenza di condanna esecutivo, in maniera automatica il sequestro conservativo viene convertito in pignoramento.

      • 31 Marzo 2015 in 10:52
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        Egr. Avv.to,
        il problema è, come da Lei puntualmente sottolineato, “in presenza di tutti i presupposti di legge”! La famiglia Ghirardi che tutto è tranne che sprovveduta userà tutti i mezzi legali per discernere la patrimonialità dell’amministratore Ghirardi dal cittadino Ghiradi con l’evidente intento di liberare al più presto i beni cari alla famiglia.
        Non penso sia una procedura così facile, ma un buon giudice potrebbe anche concedere il sequestro conservativo. Non è però così scontato! (come peraltro si evince dalle Sue specifiche).
        Io volevo estendere a Lei una domanda un pò più tecnica.
        Il collegio sindacale? Eventuali azioni di responsabilità? Il fatto di non aver mai verbalizzato le falle tranne il dire semplicemente che l’amministratore si assume patrimonialmente il debito ecc….
        Guardi che la relazione del Collegio Sindacale è una cosa seria…

        • 31 Marzo 2015 in 11:45
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          Osservazioni tutte estremamente corrette e puntuali. Infatti, la responsabilità dei sindaci per il pregiudizio arrecato ai creditori sociali viene individuata come responsabilità concorrente, e scaturisce: – da una violazione degli obblighi di vigilanza sull’operato degli amministratori (con particolar riferimento alla vigilanza circa l’obbligo, da parte degli amministratori, di adottare le misure necessarie a preservare l’integrità del patrimonio sociale a garanzia delle ragioni dei creditori); – e da una violazione degli obblighi di attivazione ed intervento (e cioè del mancato esercizio degli specifici poteri/doveri di cui i sondaci sono investiti ai fini del concreto ed efficace esercizio della loro funzione di controllo). 4 La responsabilità concorrente trova fondamento nella disposizione dell’art. 2407, comma 2, c.c., che recita: I sindaci “sono responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica”.

      • 31 Marzo 2015 in 11:45
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        Gent.mo Avv.to, aggiungo quanto già detto in altro commento, ovvero che tutti, dico, tutti tacciono.
        Ricordo che la responsabilità concorrente trova fondamento nella disposizione dell’art. 2407, comma 2, c.c., che recita: I sindaci “sono responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica”.
        Ma secondo Lei, Avv.to, i curatori fallimentari, noti amici dei componenti del Collegio Sindacale nonché colleghi, sono disposti a vagliare e percorrere tale strada?
        Sorvolo sui miei pensieri, ma mi viene da ridere….

      • 31 Marzo 2015 in 11:56
        Permalink

        Se si liberasse la “Madonna” sarei disponibile a prender tutto il fardello, incluso Birillo…

  • 30 Marzo 2015 in 20:55
    Permalink

    Una sola parola: sublime! Un autore entusiasmante che tratta in modo sempre preciso e mai banale, una materia che il più delle volte viene trangugiata da un cumulo di informazioni mal trangugiate. Con il prof. Avv.. Malvisi ci si diverte imparando.
    Ossequi
    Anna

  • 30 Marzo 2015 in 21:06
    Permalink

    Faccio anche mia la domanda (ed i complimenti) di Stefano, tentando però di costruirmi una risposta. Credo che il sig. Ghirardi non possa essere chiamato direttamente a fronteggiare il debito sportivo (e anche il rimanente…) dalla curatela, occorrerebbe una querela per truffa e relativa richiesta di danno. Sentiamo l’avvocato va’, cl’e mej ed lá me risposta fa da tì, e salvo che il direttore (cattivo) non banni anche questo mio messaggio…

  • 30 Marzo 2015 in 21:26
    Permalink

    Direttore, la ricomparsa di Anna, che trangugio ed ammiro totalmente sia pur banalmente, mi ristora da ogni stadiotardini.itfrustrazione. Pace

  • 30 Marzo 2015 in 21:28
    Permalink

    Me li hai cancellati nei post sulla trasferta di Carpenedolo, cancellazioni tuttavia non banali e non trite e ritrite, sei un uomo statuario anche tu veh

    • 30 Marzo 2015 in 22:03
      Permalink

      Strano non ricordo. Appena ci riesco me li riguardo. se non hai messo improperi esagerati non te li ho certo tagliati.

  • 30 Marzo 2015 in 21:39
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    Grazie all’avvocato per aver fatto ulteriore chiarezza. Praticamente già dall’inizio Ghirardi non aveva soldi per sostenere la A. Mi sento davvero un coglione ad averlo sostenuto.

    • 31 Marzo 2015 in 00:55
      Permalink

      Tranquillo…il coglione non sei tu…

  • 30 Marzo 2015 in 22:11
    Permalink

    In tanti abbiamo pensato all’inizio che Tommaso fosse un bel presidente, giovane, appassionato ed onesto. Poi, molti di noi non ci hanno più fatto caso negli anni successivi. Questa mia può essere una veritá per tanti, la è sicuramente per me, appassionato di calcio ma distratto sui bilanci (non me ne fregava nulla, e sbagliavo, ag penseva gnanca pr’insonì)

    • 31 Marzo 2015 in 01:23
      Permalink

      Almeno vi siete goduti gli anni ”buoni”…io nemanco quelli… Ho notato subito qualcosa che non andava: troppe chiacchiere, troppa autoreferenzialita’, la mania di chiamare gente dalla Lombardia (perché quella che c’era già qui non andava bene) culminata con la cacciata di G. Carmignani….spesso dalle piccole cose si capisce tanto…

    • 31 Marzo 2015 in 08:36
      Permalink

      Lo hanno pensato pure quelle teste di minchia basanofederali che lo hanno premiato come miglio giovane dirigente o qualcosa di simile un paio d’anni dopo il suo arrivo…
      Ma dico..i conti non li vanno a vedere?…su cosa basano le loro valutazioni?..
      E ora di quel premi, nessuno si vergogna?
      Majo ricordi nulla della faccenda, saprestri dire qualcosa?
      La trovo emblematica del sistema calcio italiano.

      • 31 Marzo 2015 in 09:25
        Permalink

        In generale se uno guarda gli albi d’oro di qualsivoglia premio trova nominativi di gente che poi avrebbe fatto amare sorprese. Ma al di là dei premi ricordo anche le dichiarazioni di Malagò quando venne a Collecchio così come mi piacerebbe sapere ora quanto possano esser pentiti alla barilla per aver aperto le porte ai ghirardi per una bisita ufficiale, dopo che levati li aveva ben lavorati ai fianchi per riuscirci…
        Cordialmente
        Gmajo

  • 31 Marzo 2015 in 09:24
    Permalink

    Guarda io mi sono ripetuto ma a me fin dal principio lo consideravo un mediocre,sia per capitali,storia e ambizioni….non che pure juventino infatti si è ben visto quello che ha fatto…
    A Parma per fare calcio in A devi essere o un pazzo/tifoso o uno molto molto ricco perché a differenza di altre realtà più seguite qua e tutto una spesa, chi non aveva ben chiaro questo concetto si è notato fin da subito, e la fine che fai e qll di Tom; e ribadisco se vieni da fuori e compri il Parma difficilmente ne sei tifoso quindi …

  • 31 Marzo 2015 in 10:42
    Permalink

    Scusate tutti, Direttore, scusi anche Lei ma….nessuno E DICO NESSUNO fa i complimenti al COLLEGIO SINDACALE (illustri professionisti…..!?) del PARMA CALCIO? I PRIMI AD ACCORGERSENE DOVEVANO ESSERE LORO! LORO! LORO! ALTRO CHE TAVECCHIO E TAVECCHIO! Nessuno ne parla perché come al solito la città protegge questi professionisti! Io una qualche domanda la farei a questi professionisti! E poi come al solito loro ne escono sempre con dignità! Ma se io fossi in un collegio sindacale di una società così indebitata, che interesse avrei a rimanerci se non per pubblicità e compensi? E’ incredibile come nessuno e sottolineo nessuno si rivolga a questi professionisti.
    Direttore vorrei una Sua opinione anche perché di questi commercialisti a Parma ne abbiamo fin troppi che pensano agli incarichi e non sanno leggere i bilanci e non hanno il coraggio di verbalizzare le evidenti falle per non perdere il “posticino”!
    Cordialmente

  • 31 Marzo 2015 in 11:29
    Permalink

    concordo sulla totale inadeguatezza del collegio sindacale. incapace di guardare il disastro, ma capacissimo di chiedere ed ottenere biglietti omaggio con tanto di posto auto al Tardini. e ricorderei anche la figura del mitologico Schinelli, che da novello Marchionne dei bresciani si è rivelato totalmente inadeguato. se è vero che da giugno frequentava gli uffici amministratvi di collecchio e non si è dimesso dopo aver visto quello che c’era i casi sono due:o non sa fare il suo lavoro o l’è ora c’l vaga in pensio!

    • 31 Marzo 2015 in 11:43
      Permalink

      Grazie Gianni per aver letto il mio commento che tutti, dico, tutti tacciono.
      Ricordo, e l’Avv. Malvisi spero mi risponda così come il Direttore, che la responsabilità concorrente trova fondamento nella disposizione dell’art. 2407, comma 2, c.c., che recita: I sindaci “sono responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica”.
      Ma secondo Te, Gianni, i curatori fallimentari, noti amici dei componenti del Collegio Sindacale nonché colleghi, sono disposti a vagliare e percorrere tale strada?
      Mi viene da ridere….

  • 31 Marzo 2015 in 12:07
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    Avvocato malvisi volevo porle una domanda!cosa rischia invece l’ex plenipotenziario e AD Pietro leonardi per quanto concerne la responsabilità per la bancarotta in concorso con Tommaso Ghirardi?

  • 31 Marzo 2015 in 12:08
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    caro Lele dipende se le stars sono davvero amiche dei componenti il collegio oppure no.secondo me i curatelli sono invece molto più amici di un altro attore che nessuno cita ma che ha responsabilità abnormi. Ovvero la società di revisione (PWC). PWC che a Parma nelle stanze di chi ha apperecchiato la tavola (tribunale e comune) conta parecchio e che temo non sarà investita da alcuna scocciatura. più facile sarà sparare sul collegio (soggetto più debole) nel caso le amicizie di cui parlavi tu non siano davvero tali. provate a chiedere chi è il consulente tecnico di parte del tribunale per le cause che riguardano azioni di responsabilità etc….Vi do io la risposta:PWC.Meditate gente meditate

  • 31 Marzo 2015 in 19:49
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    Si xò tipo a San Siro c’era di fianco l’iprodromo e nn sn mai falliti. Ke poi Ghirardi sopra un cavillo nn so neanke se ci starebbe.

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