NUOVO PARMA: PER UNA CORDATA DI INDUSTRIALI SI STA MUOVENDO L’EX PRESIDENTE FOGLIA CHE STA INCONTRANDO IL TIFO ORGANIZZATO: IERI SERA IL PETITOT, STASERA MENDI, MERCOLEDI IL CCPC

ex-pres.Foglia-premia-Cannata-crociati-2012-28(gmajo) – Una cordata parmigiana con circa una ventina di industriali – dai grossi nomi come Chiesi, Dallara, Parmalat, Pizzarotti e Barilla (intenzionato, però, solo a sovvenzionare esclusivamente il settore giovanile e non la prima squadra) ad altri minori, si sta muovendo per cercare di dare nuova vita al Parma. E questo da tempo già lo si sapeva, dal momento che i movimenti dell’ex potentissimo segretario dell’Upi Giorgio Orlandini (già autore del salvataggio dopo il fallimento del 1968) erano piuttosto noti. La novità è che ora, a nome di questo comitato si sta spendendo in prima persona l’ex presidente Ermes Foglia che sta incontrando gli esponenti del tifo organizzato. Ieri sera, ad esempio, al Petitot, covo dell’omonima associazione, sono arrivati circa una quarantina di persone per ascoltare proposte e idee, tra cui quella innovativa circa il coinvolgimento, per una azione di controllo, all’interno del cda del club prossimo venturo una rappresentanza di tifosi, i quali possono attivamente diventar soci attraverso il versamento di una quota di partecipazione, per ogni persona fisica (e non organizzazione o persona giuridica) che spazia tra i 500 e il 10.000 euro. E’ chiaro che l’amore per il Parma è grande, ma in questi tempi di ristrettezze economiche, prima di fare un sacrificio del genere, ogni tifoso voglia e pretenda garanzie. Ieri, in circa due ore e mezza tra le 18 e le 20,30 Foglia ha cercato di illustrare al meglio il suo progetto raccogliendo l’interesse degli uditori, e appunto spendendo nomi importanti, quelli di cui sopra, e cifre altrettanto ragguardevoli. Mossi per ripartire dalla D, i componenti la cordata locale non stanno ora escludendo neppure la B, anche se stimano siano necessari tra i 35 e i 40 milioni di euro, cifre lontanissime da raggiungere attraverso la questa tra tifosi o piccole partecipazioni sia pure delle più grandi industrie del territorio, alle quali dovrebbe concorrere in gran parte il famoso mitizzato Fondo canadese di Tavecchio (il quale non a caso sempre insiste con il coinvolgimento delle industrie locali). Foglia avrebbe anche riferito di un imminente incontro con i curatori fallimentari per rendersi conto di cosa possa esser salvato di Collecchio (stante la proprietà della struttura di Eventi Sportivi). Foglia avrebbe anche ipotizzato la possibilità in futuro di possibili dividenti per ogni socio – inclusi i più piccoli – se oltre ad arrivare soddisfazioni dal campo, come tutti auspicano, dovessero arrivare anche dalla gestione. Nell’agenda dell’arzillo ex presidente Foglia e dei suoi compagni di avventura è fissato per stasera un incontro al Parma Club Medesano di nello Mendi, mentre domani sera, mercoledì, sarà la volta del Centro Coordinamento Parma Club.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

50 pensieri riguardo “NUOVO PARMA: PER UNA CORDATA DI INDUSTRIALI SI STA MUOVENDO L’EX PRESIDENTE FOGLIA CHE STA INCONTRANDO IL TIFO ORGANIZZATO: IERI SERA IL PETITOT, STASERA MENDI, MERCOLEDI IL CCPC

  • 31 Marzo 2015 in 14:11
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    Ma Foglia non è quello che era stato presidente della reggiana?

  • 31 Marzo 2015 in 14:14
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    Ma Majo a me questi minestroni non mi entusiasmano, perché alla fine un capo ci deve essere e qualcuno che metta realmente i soldi prendendosi oneri e Onori nel caso.
    Così mi sembra troppo dispersiva come cosa

    • 31 Marzo 2015 in 14:31
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      Sono d’accordo.

      E poi, senza offesa, mi pare ci sia dentro gente un po’ troppo stagionata… Per carità: impagabili per la passione e la voglia di impegnarsi ancora per il Parma, ma possibile che debbano esserci gli stessi attori del fallimento del 68?

      Cordialmente

      Gmajo

      • 31 Marzo 2015 in 16:55
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        Quoto in pieno, ci vuole gente con entusiasmo e magari forze fresche economicamente e non…
        Purtroppo non sono ottimista in quanto conoscendo il personaggio Orlandini lui quando si muove qualcosa porta a casa; spero a questo giro si debba accontentare anche se molte dinamiche passate,presenti e future mi portano a pensare che siamo su un binario indirizzato.

      • 1 Aprile 2015 in 00:45
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        è vero ma se i giovani sono come Ghirardi (pieni di sé ma senza soldi…nella migliore delle ipotesi), forse sono meglio gli anzianotti…almeno qualche soldo in più dovrebbero averlo e di sicuro più amore x la squadra

  • 31 Marzo 2015 in 14:57
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    Continuiamo a guardare al passato, mi raccomando. Non ha affatto senso che chi operò oltre 40 anni fa sia incaricato di tessere la tela. E poi, venti imprese per fare la d (la d!) significa che la voglia di investire NON C’E’ e che si punta al semiprofessionismo. Di fronte a tanta tirchieria trovo persino immorale chiedere soldi alla gente comune in un momento in cui molti non sbarcano il lunario.

    • 1 Aprile 2015 in 00:48
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      Se fosse x la B sarebbe un bel gesto…se invece si muovessero solo x la D hai ragione in pieno.

      Cmq mi chiedo che problema abbia Barilla col Parma 1′ squadra se vuole investire solo nelle giovanili….paura d tradire la sua squadra del cuore? (La Roma di cui erano sponsor un tempo, magari?)

  • 31 Marzo 2015 in 14:57
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    only fondo canadese con partecipazione locale sennò niente.

    majo ma poi g.corrado che aveva detto di voler fare qualcosa per la sua città?

    • 31 Marzo 2015 in 15:12
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      Semmai vedremo gli sviluppi. Io cerco di darvi notizie certe, non solo ipotesi, che già ce ne sono anche troppe…

  • 31 Marzo 2015 in 15:04
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    comunque un coinvolgimento di barilla, seppur nel settore giovanile, lo vedo improbabile. giorni fa ha ribadito di schifare il calcio, tutto.

    • 31 Marzo 2015 in 15:23
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      Però ha il figlio lì.

      Secondo indiscrezioni stanzierebbe tra i 250.000 e i 300.000 euro…

      Comunque è un dato certo che Foglia abbia speso quel nome ieri sera parlando all’Associazione Petitot

      Cordialmente

      Gmajo

      • 31 Marzo 2015 in 15:35
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        Barilla ha già fatto qualcosa di simile con il Rugby Parma. Il figlio di Guido giocava nelle giovanili, provarono a più riprese a cedergli la società (che navigava in brutte acque) ma lui sponsorizzò solo il settore giovanile. Potrebbe ripetere un’esperienza simile,ma non lo vedo andare oltre (massimo una sponsorizzazione per la prima squadra)

        • 31 Marzo 2015 in 16:02
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          Tenderei ad escludere qualsiasi tipo di interessamento per la prima squadra. Appunto massimo massimo il settore giovanile non solo per le ragioni spiegate, ma anche perché è il target giusto di biscotti e merendine, cosa che non guasta…

          • 1 Aprile 2015 in 00:52
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            Ecco…mette i soldi solo dove giocano i figli senza dimenticare la pubblicità perché se x una volta lo fa ”a fondo perduto” magari non arriva a fine mese…bell’amore per la città. … Farebbe più bella figura a starne fuori con queste premesse!!!

  • 31 Marzo 2015 in 15:43
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    Le multinazionali che ci sono a parma non sono state in grado di salvare nemmeno l areoporto ci fidiamo ancora degli imprenditoria locale a parte il compianto ernesto ceresini c’è il nulla

  • 31 Marzo 2015 in 15:43
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    Gli stagionati però avrebbero solo una funzione di “collante”, poi nella assemblea dei soci non ci sono, non saranno i presidenti e i dirigenti. Con ogni probabilità i due stagionati saranno nel cda.
    E se fosse un Parma con azionariato diffuso come hanno molti club della bundesliga? Piccole quote ma di tantissimi a cui non interessa apparire. Il tutto affidato ad un bravo manager e come presidente una figura imponenente e da garante come Scala (magari!). Spero di cuore che non sia Baraldi. A me non sembra un’idea malvagia. Credo comunque che servano bravi manager sia sul lato tecnico che su quello industriale, e poi c’è da rifare tutto lo stadio.

  • 31 Marzo 2015 in 15:48
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    Nel pakketto ci vorrebbe anke lo stadio di proprietà, gli abbonamenti decennali, i Petali, e dal Cin. Cmq già la D è un buon punto di partenza.
    Ok allora #FreeManenti salvaci tu. Manenti sei e sarai sempre il mio PRES.
    Ke adesso faremo strisioni o lenzuolate?

  • 31 Marzo 2015 in 15:57
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    ….l’idea di tanti polli nel pollaio che fanno l’elemosina per la D quando avrebbero la potenzialità per fare un vero salvataggio mi fa veramente pena

    • 31 Marzo 2015 in 17:17
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      Concordo pienamente. Sono penosi. E nei club li applaudono.

  • 31 Marzo 2015 in 15:58
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    Se ognuno ci mette 300mila, anche se fossero venti industriali siamo messi male. La GdP vuol venderci le delizie della D per farci credere que i grandi industriali di Parma ci porteranno in paradiso ? Sarebbe bello che si iniziassero a snoccialare dati ma mi rendo conto che fino all’asta saranno solo supposizioni e “supposte” (Tavecchio)

    • 1 Aprile 2015 in 00:57
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      E se poi non ci porteranno in paradiso,sarà stata colpa della crisi, degli arbitri,delle regole del calcio e chi più ne ha più ne metta

  • 31 Marzo 2015 in 16:08
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    Se almeno la metà degli industriali che paiono esser coinvolti fossero tifosi del parma potremmo fare anche la champios..
    Sarà una rinascita entusiasmante, si vincerà il campionato dilettanti a mani basse.. e poi? una volta terminato il giochino i lord, a fronte di ulteriori e maggiori costi per la lega pro, si scaricheranno il barile l’uno con l’altro, tanto un vero proprietario responsabile non ci sarà.. Un po come a Bologna con Guaraldi e soci, solo che invece della seria a lo sfondo sarà la c.
    Per quanto concerne il rinnovamento noi tifosi non è che possiamo meravigliarci molto, per il tifo organizzato vale lo stesso discorso, tant’ è che sembrano dei gruppi di privati più che associazioni aperte e con finalità coordinative

  • 31 Marzo 2015 in 16:11
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    350.000 euro! Cazzo che magnati i Barilla! Magni per la Fidentina investe molto di più. Sono assolutamente ridicoli (oltre che omofobi).

      • 31 Marzo 2015 in 16:24
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        se l’idea è una public company va più che bene.

        • 31 Marzo 2015 in 17:19
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          Secondo te una public company in una città come Parma quanti soldi porterebbe? E poi per la public company mica c’è bisogno dell’elemosina degli industriali, dai.

          • 31 Marzo 2015 in 18:51
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            A livello industriale Parma ha poco invidiare a Monca di Baviera. Se per dire un centinaio di imprenditori di Parma si impegnano con quote piccole il Parma Fc diventa ambizioso. Il discorso delle quote ai tifosi è da abbandonare o considerare in via marginale. Comunque, ci sono imprenditori di cui non faccio il nome che in un anno quando c’era Ghirardi per puro amore per il parma hanno versato molto di più che la cifra che barilla verserebbe. NOn pensate solo ai tre imprenditori. Ci sono imprenditori medio piccoli malati di parma.

    • 31 Marzo 2015 in 17:35
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      Non so quanto investa nel calcio Magni, ma quello che fa lo fa nel Borgo San Donnino in 1.a cat, non nella Fidentina in Eccellenza.

    • 31 Marzo 2015 in 23:33
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      Sull’omofobia non si è posto il problema della querela?

      • 1 Aprile 2015 in 01:04
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        G. Barilla ha fatto una repentina retromarcia e ha dato vita ad alcune iniziative x rimediare alla figuraccia (ed evitare il boicottaggio di una fetta di clienti in tutto il mondo)… Gente che calcola tutto fino a questo punto non può amare sinceramente il Parma e metterci soldi veri…I loro interessi e il loro cuore sono altrove. …….

  • 31 Marzo 2015 in 16:17
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    – incontri + soldi

  • 31 Marzo 2015 in 16:27
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    I nomi di questi colossi sono in grado di portare ad altissimi livelli il Parma grazie al loro potenziale economico.E’un peccato che non siano interessati sul serio

  • 31 Marzo 2015 in 16:42
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    ma vi rendete conto con che straccioni di imprenditori locali abbiamo a che fare?Casone per l’omonima atletica Casone di Noceto investe quelle cifre. E siamo ancora qui a sbavare verso questi ridicoli personaggi che non sono stati nemmeno in questo caso in grado di fare qualcosa per la propria città (che va bene solo quando concede loro premi o cazzate varie).

  • 31 Marzo 2015 in 16:46
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    Ripartire da una realtà stranierà con l’aiuto degli imprenditori parmigiani sarebbe l’ideale. Tuttavia, noto sempre una certa ritrosia da parte di quest’ultimi nel fare il passo decisivo.

    • 1 Aprile 2015 in 01:06
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      Questa ritrosia si chiama braccino corto…..e poca voglia di sbattersi x la squadra della loro città

  • 31 Marzo 2015 in 17:08
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    ​Buongiorno sig.Majo,

    le scrivo per avvisarla che mercoledì sera sarò presente anche io ala riunione del centro di coordinamento per capire se c’è spazio anche per l’azionariato popolare.

    A mio avviso chiedere 500€, come cifra minima, è un po’ esagerato.

    Noi puntiamo a far partecipare tutti i tifosi,anche quelli che possono versare 30 € all’anno.

    Siamo convinti che ci siano molti tifosi disposti a versare piccole cifre.

    Da quello che ho capito esiste una cordata di 20 imprenditori per fare la serie D. Se per fare la serie D servono 20 imprenditori, se noi riusciremo a far partecipare 3.000 persone con una media di 50€ a testa, potremmo far parte dei 20 imprenditori senza nessun problema.

    Buona giornata e buon lavoro

    Alessandro Mora

    Pagina Facebook “azionariato popolare parma Calcio-il parma siamo noi”.

    • 31 Marzo 2015 in 17:52
      Permalink

      io ho già iniziato a cattare su i soldi, ke se me ne volete mandare:
      Paypal: ilmarcello@ilmarcellodellaparmigjanità.com
      Ke se gli ESILI kiudono risparmi dei soldi (ke nn lo paghi) e invecje di sputtanarli alle makkinette li puoi dare a me ke li metto via x qnd faremo l’azionamento polare.
      ke a me vanno bene anke 10 euri o anke dei pakketti di paglie.
      Salviamo il PARMA mandiamo i soldi al Marcello.
      #SaveParma #FreeManenti #DiamoLaPilaAlMarcello #Malboro #Sciacallaggio

  • 31 Marzo 2015 in 17:09
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    L’imprenditoria di Parma può’ e vuole spendere poco.
    Potrebbe solo fare da testimonial al famoso fantomatico fondo canadese.
    Senza soldi importanti dagli stranieri possiamo passare tranquillamente le domeniche ai giardinetti.

    • 31 Marzo 2015 in 17:16
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      C’è una importante specifica da fare: dalle poche info che finora ho messo insieme, l’interessamento dei top player dell’imprenditoria locale, SAREBBE A TITOLO PERSONALE E NON AZIENDALE, soprattutto per un progetto serie D che è quello che hanno in testa, nonostante ieri, nell’incontro al Petitot, fosse emerso dell’apertura per la B, previa presenza del fondo di tavecchio (il quale non prescinde dalla imprenditoria locale).

      Cordialmente

      Gmajo

  • 31 Marzo 2015 in 17:25
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    si beh va bene. A titolo personale possono così versare 5.000 euro a testa e magari aspirare a prendere il premio Sant’Ilario. Ma a quel punto li che senso ha anche la D poi me lo dovete spiegare. Abbiamo già altre squadre in provincia in D. Io consiglierei a Barilla, Dallara, Chiesi & C. di pensare alla prima categoria. Li si spende ancora meno.

  • 31 Marzo 2015 in 18:00
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    Ermes è lo zio, non il padre ………..

  • 31 Marzo 2015 in 18:11
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    Vediamo un po’ per salvare il Parma bisogna
    a) Essere giovani
    b) Avere molti soldi ed essere disposti a spenderli
    c) Non chiedere azionariato con cifra minima 500
    d) Essere di Parma
    e) Non avere parenti legati alla Reggiana
    f) Non avere avuto a fare con il Parma nel passato
    g)……………………………………. (spazio da completare)
    h)……………………………………..(spazio da completare)

  • 31 Marzo 2015 in 18:26
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    Varie ed eventuali..ci vogliono i soldi veri e subito e basta!..ragaz coi soldi basta e avanza non si può fare i difficili..basta che siano seri..majo tu cosa auspichi?

    • 31 Marzo 2015 in 18:54
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      Visto molto dall’esterno il tentativo degli ottuagenari non mi dà molta fiducia.

      A parte che ricordo molto bene i peana sulla Gazzetta di Parma e a Bar Sport di Orlandini a Ghirardi e Leonardi…

  • 31 Marzo 2015 in 18:34
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    Secondo me un’idea buona sarebbe la partecipazione di alcuni di questi citati brand parmigiani, all’interno del Parma calcio come soci minoritari attraverso l’acquisto di una certa % di quote del pacchetto azionario per un complessivo 25-30 %.
    Per loro rappresenterebbe un capitale di investimento all’interno della squadra cittadina che se ben gestita potrebbe diventare un fiore all’occhiello anche per le loro attività economiche.

    Chiaramente la maggioranza resterebbe in mano ad un soggetto proprietario terzo che dovrebbe garantire il grosso dell’investimento e dell saldo della parte debitoria.

    A mio avviso l’unico ente in grado di avvicinarsi a tali cifre e a poter intavolare un discorso simile, sarebbe il Fondo di investimento paventato da tavecchio, che agirebbe un pochino sul modello del fondo Raptor di James Pallotta propietario della Roma.

    Ripeto, ripartendo dalla serie B, con fortuna e capacità di gestione del patrimonio sportivo residuo, risalire in serie A e ripartire con uno slancio nuovo e più moderno non è utopia.

    Chiaro bisogna saper fare i conti, ma credo che di fronte ad un piano serio con cui generare profitti attraverso il calcio, anche i già citati barilla e co. un pensierino lo farebbero eccome.

    Saluti

  • 31 Marzo 2015 in 19:25
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    @Markeness Dimmi dove devo firmare 🙂

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