PARMA EUROPA / BARALDI: «HO PARLATO CON ZANETTI, MA NON CI SONO LE CONDIZIONI PER RILEVARE IL PARMA». SINDACO PIZZAROTTI: «IN FUTURO NESSUN MANENTI DI TURNO…»

DSC02310(Lorenzo Fava) – LA PAROLA A BARALDI – Per il secondo martedì consecutivo a Parma Europa – il talk show politico griffato TeleDucato – si è parlato a lungo della questione societaria del Parma Calcio, che sta tenendo in ansia la città e il mondo pallonaro di tutta Italia. Ospiti del programma, condotto dal direttore dell’emittente Pietro Adrasto Ferraguti, il Sindaco Federico Pizzarotti, arrivato negli studi di via Barilli con una decina di minuti di ritardo, l’ex giocatore gialloblù Gigi Apolloni, allenatore esonerato qualche mese fa dal Nova Gorica (la società slovena DSC02306satellite del Parma), l’avvocato specializzato in diritto sportivo Sebastiano Martini e il manager Luca Baraldi.  Proprio quest’ultimo è stato sollecitato dall’anchor man ad inizio trasmissione per fare un personale punto della situazione: «Dalle informazioni che arrivano le sorti del Parma, a mio avviso sono segnate. Questo è un motivo di grandissimo dispiacere: è vero ci sono cose più importanti, ma dal punto di vista sociale la squadra di calcio può rappresentare un punto di riferimento importante. La mia opinione personale è che sarà molto improbabile DSC02269che il Parma, attraverso una procedura di accompagnamento, possa calcare il prossimo anno i campi di Serie B: chi fosse realmente interessato, dovrebbe caricarsi di una quantità di debiti che non giustificano la categoria della B». L’ex manager di Parma e Lazio ha poi esposto un personale ritratto sul figura di Manenti, che ai più appare come un personaggio controverso e in cerca di gloria personale. Dure le sue parole: «Manenti fin qui non si è comportato bene, ha preso in giro un’intera città per 20 giorni. Io se fossi in lui non parlerei DSC02328nemmeno, senza fatti concreti. Sta ripercorrendo lo stesso percorso dello scorso anno a Brescia, dove è durato 42 giorni». E ancora: «Per me questo è il più grande scandalo del calcio italiano di sempre: vengono messe a nudo tutte le incoerenze dei controlli del nostro sistema. Una società che non paga gli stipendi dovrebbe essere monitorato non ogni tre mesi, ma ogni trenta giorni. Non dimentichiamo che i club sono patrimonio di una collettività. La situazione di oggi mi sembra molto diversa rispetto al crac Parmalat del 2004. Parlo da tifoso: per me sarebbe meglio ripartire anche dal basso, ma con la tavola pulita…».

imageIL CURATORE SPECIALE – Ferraguti ha poi annunciato l’esclusiva rilanciata pochi minuti prima da StadioTardini.it, ovverosia l’accoglimento del ricorso di Energy T.I. Group, socio di minoranza delle quote della società, da parte del Tribunale Ordinario di Bologna, che ha nominato il dott. Mauro Morelli come curatore speciale del club ducale. Queste le parole dell’avvocato Sebastiano Martini: «Il Tribunale potrebbe aver nominato questa figura – che è diversa dal curatore fallimentare – perché tra i soci in causa vi è un conflitto di interessi. Non so verso chi Energy T.I. abbia mosso questa causa». Così Baraldi: «Se un Tribunale della Repubblica italiana nomina un curatore speciale, in questo caso il signor Morelli, che era lo stesso che ci fece la perizia nel 2004, potrebbe significare che chiunque (Lega, Federazione, giornalisti, ecc) avrebbero un punto di riferimento. Questo curatore speciale, in pratica, potrebbe sostituire Manenti. Il curatore deve essere una persona determinata ed esperta: io ricordo che nel 2004, grazie alle capacità del dottor Bondi, riuscimmo a far cambiare le NOIF in 5 giorni. Non scordiamoci che l’Italia è candidata alle Olimpiadi e la questione Parma potrebbe essere una macchia nera per tutto il sistema»

DSC02297PIZZAROTTI VS MANENTI, ENNESIMO ROUND – «Manenti, nell’intervista concessa alla Rai ha dato le tre vie possibili: vendere, portare i libri in tribunale o presentare il piano di rientro. E ha detto che sarà lui a salvare il Parma. Forse era meglio una delle altre opzioni… Nell’incontro di venerdì io gli ho chiesto la provenienza dei soldi, e lui ha dato una risposta evasiva. Potrebbero arrivare anche da posti che non ci interessano. Manenti dice che non mi devo intromettere? Il Parma è una società privata e son ben contento che non sia in mano a me, così forse anche Manenti capirà che, se le cose andranno male, i problemi non li avrò io ma DSC02305forse lui». Con queste parole il primo cittadino della città emiliana ha ricordato come il rapporto tra lui e MapiMan non sia dei più idilliaci. E la cosa non è sfuggita nemmeno al conduttore che ha così replicato: «Sindaco, con Manenti non ha legato. Ma con Ghirardi, quando questi gridava la sua indignazione per l’esclusione dall’EL, lei era al suo fianco…». Serafica e un po’ ondivaga la risposta di Pizzarotti: «Io non sono il revisore dei conti del Parma Calcio, aspetto che qualcuno faccia i conti. Non voglio dar giudizi adesso».

DSC02303LE CAUSE DEL TRACOLLO – La parola poi è passata ad Apolloni, che fino a pochi mesi fa sedeva sulla panchina del Nova Gorica, la società satellite a cui il Parma parcheggiava alcuni tra gli innumerevoli giocatori acquistati in sede di calciomercato. L’ex stopper gialloblù ha spiegato gli sviluppi della situazione con la collaborazione con il club sloveno: «Mi chiamò Leonardi per prospettarmi questa collaborazione con il Nova Gorica, in cui il Parma avrebbe parcheggiato alcuni calciatori che magari in B o in Lega Pro non trovavano spazio. Eravamo DSC02276partiti molto bene: nel primo anno abbiamo vinto la Coppa nazionale, schierando spesso molti giocatori messi a disposizione del club ducale, tra cui l’attuale attaccante crociato Massimo Coda, che chiuse il campionato da vice capocannoniere. Però vedevamo che c’erano alcuni problemi, gli stipendi iniziavamo arriva a singhiozzo. Dopo di che alcuni ragazzi hanno deciso di abbandonare il progetto, pur di tornare anche in Lega Pro. Sono rimasto un po’ da solo, ho chiesto rinforzi: abbiamo fatto i preliminari di Europa League con 18 giocatori contati. E siamo usciti di scena. Anche i rapporti tra i due club si erano complicati, fino DSC02261a quando le cose non sono precipitate. Poi io ho pagato con l’esonero. L’ultimo stipendio che mi è stato pagato risale a un anno e mezzo fa». Lo stesso Baraldi si è soffermato con un rapido commento sulle cause che avrebbero potuto portare al disastro finanziario, ricordando anche i motivi che portarono alla scelta di vendere la società a Ghirardi nel 2007: «Ci sono state anomalie nella gestione del club. Quella della pesca a strascico si pensava fosse una filosofia di gestione; purtroppo, forse, è stata una delle motivazioni che ha portato a questa situazione. Quello che posso certificare è che la società ai tempi era stata venduta senza un debito. Era stato fatto un bando, in quegli anni c’era la fila per prendere il Parma e il dottor Bondi scelse Ghirardi anche per le credenziali che aveva la sua famiglia». Del parterre di Parma Europa faceva parte anche Ivo Dallabona (presidente del Parma Club Collecchio e vice presidente Associazione Petitot), seduto in seconda fila, quella DSC02300dedicata ai tifosi, che non le ha mandate a dire a chi ha creato i debiti che stanno mettendo in ginocchio la società di viale Partigiani d’Italia: «Non parlate mai di chi ha creato questa situazione, quando da anni si diceva che i bilanci erano a posto – Sindaco, queste cose le ha sentite pure lei –. Io sono stato un pirla quando sono andato ad ascoltare la manfrina di Ghirardi per l’esclusione in Europa League. Ma a differenza di quelli che gli sono corsi incontro per abbracciarlo, io non gli ho creduto. Chi si mette malato perché ha qualche problemino – sarà pur vero – ma anche lui ha le sue responsabilità. C’è sempre stata omertà, perché le cose non si dovevano sapere. Ma questi problemi ci sono sempre stati dall’inizio dell’era Ghirardi-Leonardi. I 9 mila abbonati hanno diritto a un rimborso per la stagione di quest’anno!»

DSC02280QUALE FUTURO? – Inevitabili le curiosità da rivolgere agli ospiti, Pizzarotti e Baraldi, sul futuro della società. Così il pentastellato  Pizzarotti: «Gli interessati, a parole, per ora sono diversi. Tanti hanno un concetto legato al cambiamento. Ripartire dai giovani, conti in trasparenza… Quantomeno non è arrivato il Manenti di turno che ha detto “Ci penso io”. Non sono io a dover negoziare. Se arriveremo in tribunale e ci sarà un’asta potrebbe essere positivo per il futuro di una squadra che deve portare il nome della nostra città». Baraldi si affiderebbe a una DSC02277cordata locale, magari con l’appoggio di mister Segafredo Zanetti, di cui è il manager fidato: «Se il Parma dovesse ripartire dalla D, l’ideale sarebbe farlo in mano di imprenditori parmigiani. Con l’imprenditoria della città ho sempre avuto buoni rapporti, ci sono degli interessi da parte di alcuni imprenditori. Io penso che possa essere il momento di trovare degli imprenditori che possano investire nel mondo dello sport. Portare il calcio di Parma ancora nei DSC02320dilettanti potrebbe essere un vantaggio per favorire l’intervento degli imprenditori locali. Io credo che presto il Parma possa tornare nella categoria che gli compete, che credo sia la Serie B, e soprattutto che possa valorizzare il proprio settore giovanile. Zanetti? E’ ovvio che ne abbiamo parlato. Oggi non ci sono le condizioni perché un imprenditore come il dottor Zanetti possa essere interessato. Fra qualche mese, io gli proporrò di porre attenzione al progetto al fianco di qualche imprenditore locale»

DSC02288E GLI AVVOLTOI STANNO A GUARDARE… – Apolloni ha elogiato il suo collega Roberto Donadoni, che qualche giorno fa, in preda allo scoramento, aveva detto di sentirsi come una carogna nel deserto: «Donadoni è un grande uomo, che ha avuto il coraggio di non abbandonare la nave in mezzo alla tempesta. Se dovesse accadere il peggio, è vero che le altre società si accanirebbero sul Parma per accaparrarsi i migliori giocatori a costo zero». Sulla DSC02266questione Baraldi ha così chiosato: «Il Parma ha buoni giocatori che fanno gola a molti club. Ma se il Parma fallisce, gli altri club fanno festa perché se li vanno a prendere a zero. Manenti sta facendo perdere tempo a tutti i creditori». Secondo il sindaco le responsabilità di tutta questa situazione partirebbero dai vertici dello sport italiano: «Ho sentito telefonicamente Malagò. Il CONI è a DSC02273capo dello sport italiano, quindi anche la gente che arriva in FIGC passano da lì. C’è una filiera di responsabilità, e qualcuno dovrebbe farsene carico. Cerchiamo di risolvere il problema adesso, poi le telecamere si spegneranno e tutto sarà dimenticato… Cerchiamo di capire cosa decideranno venerdì, in assemblea noi abbiamo cercato di responsabilizzare tutti». La chiosa finale dell’avvocato Martini:, che ha ricordato il dissesto che potrebbe avvenire in caso di fallimento societario «In caso di fallimento e mancata continuità aziendale, verrebbe meno l’affiliazione del Parma alla FIGC e, perciò, tutti i giocatori si svincolerebbero. Il marchio Parma rimarrebbe in seno al capogruppo della Eventi Sportivi e farebbe parte del fallimento». Lorenzo Fava

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

107 pensieri riguardo “PARMA EUROPA / BARALDI: «HO PARLATO CON ZANETTI, MA NON CI SONO LE CONDIZIONI PER RILEVARE IL PARMA». SINDACO PIZZAROTTI: «IN FUTURO NESSUN MANENTI DI TURNO…»

  • 4 Marzo 2015 in 02:03
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    ma l avete sentito Baraldi ?la categoria che si addice al Parma è la serie B ? Io al posto dei parmigiani lo lincerei questo qui……

    • 4 Marzo 2015 in 08:14
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      Perché, quale sarebbe la categoria che si addice al Parma?

      Cerchiamo di renderci conto delle situazioni, che è meglio…

      Non capisco perché dovremmo avere la serie A per diritto divino.

      L’ho già scritto: senza

      • 4 Marzo 2015 in 10:22
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        be majo almeno baraldi parla di serie b…l’ing dallara sostiene che al massimo sia la lega pro…secondo me questi parlano da interessati e facendosi i conti in tasca…

        • 4 Marzo 2015 in 11:17
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          Non mi pare che tu abbia seguito Baraldi con attenzione, perché di possibilità di serie B non ne ha affatto parlato. Amzi, ha rimarcato come sia più probabile la serie D. Non ho seguito Dallara, ma come faccia a parlare di Lega Pro lo sa solo lui. Questo se intendiamo nell’immediato. Se intendiamo, invece, negli anni, attraverso un certo tipo di progetto, si può appunto provare a ipotizzare sia la Lega Pro che la serie B, anche se è quest’ultima quella che consentirebbe, al di là delle soddisfazioni sportive, il ritorno dell’investimento.

          Cordialmente

          Gmajo

          • 4 Marzo 2015 in 11:59
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            majo ma non diciamo minchiate. La categoria che compete dipende dagli investimenti delle proprietà. Cosa ne sa lei di quello che sarà “negli anni”? Negli anni, si può pure tornare in A, dipende da uello che dicevo prima. Perchè Carpi e Sassuolo invece sono da SerieA per diritto divino? Siamo meno del Carpi, in prospettiva?

          • 4 Marzo 2015 in 12:13
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            Io non so dirle che fine faremo. Io posso parlarle del passato, non del futuro. Non sono enrico boni che è nostradamus…

            Potenzialmente potremmo essere come il Carpi o come il Sassuolo – due realtà diversissime tra loro – oppure potremmo essere come la Spal o la Cremonese…

            Dico solo che non è perché abbiamo fatto 25 anni in stecca in serie A con delle gestioni straordinarie, che poi la serie A diventi la normalità o un diritto divino.

            Saluti

            Gmajo

          • 4 Marzo 2015 in 12:16
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            il doping è servito per vincere le coppe, e probabilmente per restare in una serie A che allora era il miglior campionato del mondo.
            I fatti di oggi ci dicono che sassulo, chievo, cesena, atalanta, udinese (si , ha bacino di utenza come il nostro) sono in A, che Carpi (!!) e Frosinone o Vicenza lottano per la A. Tutte squadre come o mneo della nostra, alcune con proprietari più poveretti di un Ghirardi du turno. E noi non dovremmo ambire ad una proprietà che ci riporti in A? Il fazioso è lei, anzi direi malato di perdentismo

          • 4 Marzo 2015 in 12:23
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            No caro, fazioso è lei. E malato di “perdentismo” un cazzo: sono semplicemente realista. Il “doping amministrativo” non è servito solo a vincere le coppe, ma anche a fare la serie A, detto senza voler togliere alcun merito sportivo agli autori di quelle imprese, specie le prime, quelle sotto Scala, ma senza le potenzialità della Parmalat non avremmo vissuto quel che abbiamo vissuto. E lo stesso dicasi per Ghirardi e Leonardi: hanno vissuto alla grande, troppo, ma intanto ci han fatto stare dalla parte sn della classifica. Se vi va bene così è un altro discorso. L’importante è ammetterlo.

          • 4 Marzo 2015 in 12:37
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            vede…il discorso è che io non certezze e nessuno può dire che succederà, io mi limito a dire che le possibilità di risalita ci siano eccome, in dipendenza della solidità e dell intenzioni delle proprietà entranti e/ o future. Lei invece da per assodati anni di oblio, senza controbattere ai lampanti esempi che ho fornito a supporto delle mie teorie. Indi, lei è un perdente che accetta supinamente l’eterna lega pro. Punto.

          • 4 Marzo 2015 in 12:43
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            Credo che un altro lettore avesse postato un lungo elenco di squadre che se ne stanno da anni in C, che immagino abbiano tanti tifosi come lei che vorrebbero fossero in A, senza accettare supinamente la Lega Pro.

            E allora anziché venir qui a darmi del perdente, cerchi di non esser fazioso e di ragionare aprendo gli occhi sulla trieste realtà.

            Poi che ci possano esser possibilità di risalita lo vedremo: allo stato non mi pare che ci siano i presupposti per sognare qualcosa di più di un lungo calvario nelle serie inferiori.

            Saluti

            Gmajo

          • 4 Marzo 2015 in 12:56
            Permalink

            ma infatti ho detto che può succedere tutto. Allo stato attuale? eh bhe che scoperta, allo stato attuale manco l’iscrizione in D c’è. Aspettiamo almeno di vedere chi ci prende, ma dato che dallara ha già dato la disponibilità, auspico se ne tiri dietro almeno un altro paio come lui. Comunque ha ragione lei, come sempre. Solo un avvertenza: non dia a Boni del nostradamus, perchè lei dice di non prevedere il futuro ma intanto ci ha già condannato in via preventiva a 10 anni di lega pro perchè “aalo stato attuale” è cosi. E grazie al cazzo. Bella coerenza

      • 4 Marzo 2015 in 11:56
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        secondo me bisogna un attimo intendersi. la categoria che si addice in questo momento è una cosa, quella che si addice in senso lato e in prospettiva potrebbe essere un altra

        • 4 Marzo 2015 in 12:00
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          In questo momento ci addice la D, in senso lato la B. La A dovremo saper di meritarla, tra qualche secolo, scordandoci di questo quarto di secolo in cui ne abbiamo beneficiato andando ben oltre le nostre reali possibilità

          • 4 Marzo 2015 in 12:07
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            in questo momento sono d’ accordo. In senso lato credo che lei dica delle gran fesserie e la realtà delle cose è li a dimostrarlo

          • 4 Marzo 2015 in 12:10
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            Forse lei non ha ben presente che se il Parma ha giocato in serie A ottenendo successi è stato grazie al “doping amministrativo” di Calisto prima e del magico duo dopo. Quindi le fesserie le dice lei ed è la storia a dimostrarlo. Vede: la differenza tra lei e me è che lei è un tifoso, ergo fazioso, io sono un giornalista all’antica, ergo obiettivo, e obiettivamente il Parma ha vissuto 25 anni di serie A nel modo sopra descritto.

            Saluti

            Gmajo

          • 4 Marzo 2015 in 13:33
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            Si ma bisognerebbe fare un bel repulisti generale. .altrimenti perché si dice che il calcio è marcio? Noi siamo solo una tessera del puzzle..la mina che ha fatto deflagrare il problema…il marcio del calcio lo si fa in tanti…(ho letto su Gazzettatv che sono in arrivo sanzioni x inter e roma x i debiti rispettivamente di 180 e di 100 mln)

          • 4 Marzo 2015 in 13:54
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            Ne abbiamo beneficiate a tal punto che il parma a differenza di alter citta’ di provincial e’ conosciuto in tutto il mondo, lei direttore forse non mi crede ma e’ cosi. Poco fa ho letto le dichiaraioni di Rodriquez ein pratica ha detto quello che ho appena detto. Il parma all’estero e’ considerate una realta di livello. Cosa che non succeed in italia. Per curiosita’ le posto alcune righe dell’intervista :

            Ciò che sta succedendo è incredibile, soprattutto se si pensa che il Parma è una grande squadra, che ha vinto titoli europei e attratto grandi giocatori.

          • 4 Marzo 2015 in 14:02
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            Ha detto aria fritta. Tutte cose che già sappiamo bene. Però va considerato che siamo conosciuti nel mondo grazie al parma di Calisto. Chiaro il concetto?
            Se non ci fosse stata quella anomalia non avremmo mai vinto un cazzo in europa e di conseguenza non saremmo conosciuti.
            Poi se vogliamo sperare in un nuovo calisto…

          • 4 Marzo 2015 in 18:55
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            Vabbe ma questo nostro essere conosciuti dovrebbe portare qualche investitore straniero con soldi veri a investire…dovrebbe essere meglio se siamo conosciuti e invece troviamo sempre e solo tragattini!!!

  • 4 Marzo 2015 in 02:36
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    Figurarsi se Zanetti mette soldi per il Parma. Non è da meno la stupenda Upi. L’unico industriale parmigiano che amasse la squadra è stato Calisto, imperdonabile per le porcate commesse ma impagabile patron gialloblù.

    • 4 Marzo 2015 in 12:45
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      Ma x Favore NON Bestemmi ke è Meglio !!!!

      L’ unico Industriale è Stato il Grande ERNESTO CERESINI !

      Lui si ke aveva il Parma nel CUORE !!! Altro ke Balle !!!

      GRAZIE ERNESTO !!! PARMIGIANO SKIETTO e UMILE !!

      IL PRESIDENTE CON LE PALLE VERAMENTE !!!!

      MAI DOMO E ALTEZZOSO !!! CIAO ERNESTO !!!

      FORZA PARMA !!! RISORGEREMO !!!

    • 4 Marzo 2015 in 13:08
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      Infatti non mi pare si sia mai svenato per il Bologna. Figurarsi per il Parma.

    • 4 Marzo 2015 in 08:11
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      Mah… Che Manenti non si occupi della questione stadio è capitan Pizza a dirlo. Se uno sente Manenti dice che i soldi per gli steward c’erano anche con l’Udinese. Che quella gara facesse comodo rinviarla lo aveva fatto ben capire nel suo intervento anche Tavecchio.
      Saluti
      Gmajo

      • 4 Marzo 2015 in 08:35
        Permalink

        Il problema è trovare qualcuno che ascolti Manenti, credendo in quello che dice senza ridergli in faccia. A sentir lui già prima della gara con l’Udinese sarebbe dovuti arrivare fantastilioni da mezzo Est Europa.

      • 4 Marzo 2015 in 08:59
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        …Se uno sente Manenti….
        E’ proprio questo il punto…..
        Ma perche’ dovrei sottopormi a questo inutile e dannoso esercizio?
        Perche’ stare a sentire uno psicopatico con personalita’ evidentemente bipolare dovrebbe portare qualche giovamento al suo interlocutore?
        Manenti va lasciato perdere….
        Non l’avete ancora capito?…

  • 4 Marzo 2015 in 04:00
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    Baraldi e’ uguale a Leonardi, spero no nritorni mai al parma

  • 4 Marzo 2015 in 04:19
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    direttore lei ieri non mi ha risposto nell’altro topic dove ho predisposto un piano valido di rientro per il debito del falliemnto pilotato. Indennizzo per la retrocessione 12 mln, Mirante, Cerri,Mauri,Galloppa,Ciano, e diritti televisivi per la B circa tenendomi non troppo alto 42 mln.. 70-42 = 28 mln, co in piu’ il patrimonio delle giovanili che non va perso e calcolando che la scalata dall D all B non e’ semplice e ci vuogliono secondo me almeno 10 mln se ti va bene.. che ne pensa? Calcoli che la squadre per la B la fai a 0 eruro visti I giocatori sotto contratto..

    • 4 Marzo 2015 in 08:05
      Permalink

      Non credo che la valutazione dei giocatori possa essere quella da lei stimata: tuttavia, è vero che vendendo tutti si può ricavare qualcosa, ma non credo che alcun imprenditore intenda anticipare somme sì ingenti per acquistare una squadra di B per poi vendere i pezzi migliori. Senza dimenticare, come già ho scritto, che comunque ti rimane in corpo un ingente mole di costo del lavoro, situazione che, eventuali malversazioni da accertarsi a parte, rimane la principale causa del dissesto del Parma.

      Saluti

      gmajo

      • 4 Marzo 2015 in 09:01
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        Direttore non penso di essere andato molto lontano dalla valutazione,le spiego la cifra da dove e’ uscita e poi chiudo questo discorso per non essere ripetitivo, Mirante 3,5 mln , Cerri e Mauri ad oggi hanno il potenziale per essere venduti a 8 mln ciscuno ( anzi se li tieni un anno in piu’ per me la valutazione aumenta) Defrel altri 5\6 mln Galloppa 1,5 mln Ciano che anche ieri ha segnato il suo 11 goal penso che per l’intero cartellino un 4,5\5 mln si possono ricavare il LAtina pare che voglia I 2 giocatori che attualmento sono in prestito e penso un’altro mlilioncino lo si possa recuperare , infine I 12 mln del paracadute . Il totale con cifre non astronomiche ma penso giuste e’ 44,5 mln.. ne tolgo altri 2 non si sa mai e sono 42 mln.. rimangono 28 per arrivare a 70.. Poi in B qualcosina la si prende anche dai diritti tv e la cifra si abbassa.. Il costo del lavoro sara’ anche altissima ma dalla D perdi tutto vero che spendi poco adesso ma in future per ricostruire il settore giovanile e la squadra ci vorranno parecchi milioni.. In piu’ almeno se sei fortinato 10 mln li devi cacciare uguale per arrivare in B (non in A) . Hp finite e scusi se la assillo con questo discorso ma, per me e’ valido.

        • 4 Marzo 2015 in 12:20
          Permalink

          Per carità, nessun assillo. Anzi: lo scopo dello spazio commenti è proprio quello dell’arricchimento reciproco grazie al dialogo partendo da presupposti diversi, ma nel rispetto del competitor.

          In più ne approfitto per dire che anche a me piange il cuore, se si parte dalla D, distruggere il settore giovanile (anche se mi pare che adesso ci sia molta retorica al riguardo, mentre per anni ci si è lamentati della gestione non alla parmigiana di Palmieri, e comunque, obiettivamente, non è che avessimo sfornato molti Messi, né credo ce ne siano parecchi in cantera…) ma temo che anche questo sia un effetto inevitabile della situazione nella quale siamo precipitati.

          Cordialmente

          Gmajo

      • 4 Marzo 2015 in 11:06
        Permalink

        sui numeri non sono in accordo in qunato sono diversi.
        Rilevando una squadra da un fallimento non ho nessuna pendenza è il curatore fallimentare che se ne fa carico non confondiamo le idee…….
        la spesa x i tesserati non è do 70M…. diciamo 50M
        bisogna anche dire che chi rileva non vende sicuramente cerri e mauri che tra qualche anno valgono molto ma molto d+
        vende mirante palladino defrel galloppa 15M
        ne restano 35M ma con due come mauri e cerri ne recuperi molti in un paio di anno e nel frattempo crescono quelli delle giovanili …………
        Che pert tornare in B dala D bastino 10M è una stima attimistica c sono squadre che spendendo 6-7M non sono salite dalla lega pro

        • 4 Marzo 2015 in 13:11
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          si l’ho detto 10 mln per risalire dalla D alla B se ti va bene .. gia’ se fai tre anni di fila in C la cifra sale a circa 14 ( I calcoli li ho fatti in base a quello che ha detto il giornalista di Padovagoal.it ). . Ripeto 10 mln ottimista .. Superottimista 6 mln , ma devi vincere subito il campionato di D e poi quello di C al primo tentative.. Penso sia quasi Impossibile.

  • 4 Marzo 2015 in 04:23
    Permalink

    scusi nelle lista di giocatori precedent ho dimenticato defrel

  • 4 Marzo 2015 in 08:34
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    Beh Majo scusi un attimo nel calcio cosa definisce il merito è la categoria di una squadra?
    Perché sinceramente a livello sportivo sentirmi parlare di categorie giuste mi sembra raccapricciante tanto quanto i discorsi fatti da Lotito.
    Sinceramente sono rimasto deluso da Baraldi e dalla pochezza di lucidità del suo intervento dovuto anche al fatto che si è scordato che con il fallimento qualche famiglia resta senza pagnotta.
    Per quanto concerne la categoria del Parma, come ho ripetuto più volte, tifosi e prestigio contano una beneamata cippa: se hai soldi stai in alto se non ce li hai stai in basso. Tanti capoluoghi di regione sono stati e non sono in A come Venezia,Reggio Calabria,Ancona…etc e se si pensa a Chievo,Sassuolo e Cesena…. il calcio come ormai è stato impostato è un business, il prestigio e la storia e la città non contano nulla prima i falsi opinionisti lo capiranno e lo diranno prima la pianteranno di prendere in giro tutti.
    Eto’o era andato al Anzhni per prestigio? Zlatan al PSG perché Parigi è bella? Chelsea prima di Abramovich cosa era? Manchester city, tutti i giocatori sono entusiasti del club e l’hanno scelto per i grandi e famosi tifosi?
    La categoria ed il prestigio del club lo fa il propietario con i soldi che mette.

  • 4 Marzo 2015 in 08:37
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    Caro Direttore Majo, forse le e Baraldi (che tra l’altro non mi sembra la persona piu onesta di questo mondo) siete molto bravi a gettar merda sul parma dopo che grazie al parma avete avuto un po’ di notorietà. Si forse ha ragione Baraldi la dimensione del Parma è la serie B e credo che anche la sua sia quella di fare il manager all’audace. Mi vengono i brividi a sentire certe dichiarazioni, abbiamo realtà in serie A tipo ATALANTA UDINESE CAGLIARI CHIEVO SASSUOLO EMPOLI CESENA che sono al nostro stesso livello, però noi è giusto che marciamo in serie B. Spero che un giorno tutto questo possa essere smentito, per poi rivedervi come al solito nelle trasmissioni in prima persona a dare le solite considerazioni inutili.
    Saluti e non se la prenda direttore, cerchi di diventare piu’ tifoso e meno sacco di merda…..

    • 5 Marzo 2015 in 02:32
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      Guardi preferisco essere più sacco di merda che tifoso. Di giornalisti tifosi c’è pieno dappertutto, e reputo la cosa una indecenza, anzi la vera iattura del giornalismo. Mai sopportati i giornalisti tifosi, espressione della decadenza di questa ex nobile professione.

      Detto questo, proprio perché non sono tifoso, benché abbia dedicato 30 anni della mia vita professionale al Parma, dico che non è uno scandalo considerare la serie B come dimensione ideale, proprio per la consapevolezza che la nostra serie A è sempre stata in correlazione con gestioni “straordinarie” e non normali. E 75 anni della nostra storia ci ha visto sfangare sui campi delle serie minori.

      Saluti

      Gmajo

      P.S. Provi a ripensare, al di là di quelle che ha elencato, quante altre squadre importanti hanno solcato la serie A per qualche ciclo e poi sono sparite… Abbia pazienza, i cicli si aprono e si chiudono

      P.P.S. La sua considerazione che io e Baraldi gettiamo merda sul Parma dopo che grazie al Parma abbiamo avuto notorietà è una cagata pazzesca. Primo perché non abbiamo gettato merda sul Parma (anche se qualche tifoso imbecille interpreta così), secondo perché la notorietà l’abbiamo avuta entrambi anche in altri contesti.

      Saluti

      Gmajo

  • 4 Marzo 2015 in 09:10
    Permalink

    Buongiorno direttore, domanda forse già posta da altri utenti, nel malaugurato ma altamente probabilecaso di fallimento, quale sarà la fine del centro sportivo di collecchio?e quali saranno i primi debiti saldati? Grazie

    • 4 Marzo 2015 in 09:46
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      Il centro è di Eventi Sportivi, non so come la controllante possa rientrare nel fallimento della controllata, sicché non sono in grado di formulare alcun tipo di previsione seria al riguardo.

      I primi debiti saldati, come previsto dalla legge fallimentare, saranno quelli dei creditori privilegiati e, a seguire, quelli dei chirografari.

      Saluti

      Gmajo

      • 4 Marzo 2015 in 10:04
        Permalink

        Eventi sportivi garantisce la continuità aziendale del Parma

  • 4 Marzo 2015 in 09:27
    Permalink

    Buongiorno Direttore,

    L’uomo, in questo caso il parmigiano, è un animale strano attento a farsi vedere a seguire le cose alla moda e a tutto quello che riguarda le proprie radici.
    In tutti questi anni grazie all’opera della stampa Locale, quella intesa con la L maiuscola, quindi Gazzetta e Tv Parma hanno parlato del Parma difendendo ossequiosamente la proprietà del Parma dall’attacco di qualche sparuto eretico che osava mettere in dubbio le parole del potente duo.
    Tutti siamo caduti in questa ” trappola” ad eccezione di qualche giornalista che cantava fuori dal coro e veniva tacciato di essere nemico del Parma.
    Quando sono emerse le prime crepe, tutti hanno continuato a credere a quanto ci propinava il duo spalleggiato dai soliti noti, ma quando i soliti noti hanno intravisto la piega che si stava prendendo ecco che hanno cominciato a far trapelare le prime notizie contrarie sempre però ossequiosamente.
    Il parmigiano sconcertato da questo cambio di rotta ha cominciato a cercare le informazioni trovandole non sui mezzi tradizionali ma su alcuni siti fino a quel momento un po’ snobbati, ed ecco il suo sito, Parma Quotidiano, Parma Today, Parma Live, si sono accese le Tv su Teleducato dove i giornalisti reietti producevano informazioni a raffica battendo sul tempo i big locali ed ecco tutti gli scoop degli ultimi tempi.
    Poi uno fi questi giornalisti, Lei, approfondisce di più la situazione si mette contro il pensiero comune parla di serie D di fallimento pilotato impossibile, mette nero su bianco cifre a testimoniare il suo pensiero, arriva persino a dare lo 0,1% di fiducia ad una strampalata figura ultima possibilità per non cadere nell’oblio calcistico ed ecco arrivare gli insulti, le provocazioni gente che si abbeverava alle sue notizie riinegare tutto il lavoro svolto ed addirittura alcuni fanno ironia sul fatto che Lei non sia alle dioendenze di nessuno interpretandolo come un fatto negativo.
    Nonostante tutto Lei risponde a tutti a volte si incavola a volte riesce a mantenere la calma.
    D’un tratto pare ritornato ad essere un nemico per qualcuno.
    Ecco alla fine di questo lunghissimo papocchio La invito ad andare avanti, a continuare ad essere la piccola vedetta che vigila su quanto succede senza avere paura di dire cose impopolari.
    Se la maggior parte della stamoa avesse provato a seguirla nelle cose vhe diceva ai tempi denunciando le cose vhe non andavano forse non si sarebbe arrivati a questo e quanto sta succedendo adesso fa capire che intrecci c’erano a livelli piu alti.
    Ultima cosa piantiamola di disquisire sullo 0,1% che a casa mia è praticamente zero.

  • 4 Marzo 2015 in 09:51
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    Buongiorno Direttore e a tutti i lettori. A bocce ferme, per un attimo, il nodo principale da sciogliere in questo momento, è quello di sapere se si può tornare a giocare a calcio, o meno. E credo che ciò rappresenti la priorità per tutti i soggetti investiti del problema. Se non ci sono i soldi per “noleggiare” lo stadio, dovrà pensarci la Lega a pagarne il corrispettivo “nolo” da qualche parte… Ritengo che “giocare” finchè esiste un titolo sportivo, sia la soluzione più onorevole. Anche per rispetto dei tifosi abbonati che hanno pagato per assistere agli eventi sportivi e che diversamente non vedrebbero di certo alcun rimborso. Controcorrente io rilevo che sia stato anche un madornale errore non andare domenica a Genova, non accettando l’offerta di Preziosi che si offriva di pagare la trasferta e che non aveva – a mio avviso – nulla di umiliante, una volta preso atto della situazione sostanziale che non è di sicuro addebitabile al sentimento sportivo dei supporters parmensi o ai calciatori. Sarebbe stato un segnale “forte” per tutti, comprese le istituzioni e che avrebbe fatto parlare molto di più che… non scendere in campo. Specie se a schierarsi fosse stata la “primavera” . Situazione che invece si è tradotta (pensandoci bene) anche in un detrimento delle aspettaive per i tifosi genoani … Sono ben consapevole che il diritto dei lavoratori del pallone è sacrosanto, come quello di altre categorie; incluso quello di “scioperare”. Ma la situazione non si risolve certamente incrociando le gambe ad oltranza. E sempre “controcorrente” trovo patetico e incoerente che d’un tratto la tifoseria parmigiana si sia stretta domenica a Collecchio attorno alla squadra, dopo le contestazioni (più che legittime) sul rendimento, piovute fin dall’inizio del campionato sul team gialloblù. Quando della “crisi economica” ancora non si parlava e alla quale ora mi pare si voglia imputare tutto il male necessario.

  • 4 Marzo 2015 in 10:00
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    Cari Lori e Majo,
    Partiamo dal fatto che il Parma ha circa 200 milioni di debiti lordi da cui bisogna togliere i crediti realmente incassabili e penso che non siano sicuramente 100 milioni.
    I clubs interessati ai vari calciatori del Parma non si svenerebbere nell’acquisto, ma aspetterebbero i tempi giusti per risparmiare il più possibile.
    Chi acquistasse oggi il Parma, se è un imprenditore con la I maiuscola, dovrebbe considerare di vendere non subito, ma tra 2/3 anni in modo da far risalire il valore dei tesserati, al contrario si ritroverebbe con un progetto che l’obbligherebbe a vendere subito ma alle briciole che gli vengono offerte.
    Dal mio punto di vista, come imprenditore, il Parma attualmente non è appetibile ne adesso ne con un fallimento pilotato, causa i numeri che più volte a evidenziato qui il direttore

  • 4 Marzo 2015 in 10:14
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    Chi dice che la dimensione del Parma è la serie B, a mio modo di vedere, non capisce un cazzo di calcio! Se il Parma è da B, vuol dire che ci sono almeno 20 squadre che meritano di stare in A più del Parma! Il provincialismo dei parmigiani è patetico e lo dico da tifoso del Parma nato e cresciuto in Campania! Allora quali sono le 20 squadre che hanno una tradizione migliore della nostra? Chi dice questo è solo gente che vorrebbe prendere il Parma, mettendo già avanti le mani su quello che sono le loro intenzioni di investimento! Da un lato dicono di pensare al Parma, dall’altra fanno questa premessa per dire che non sono disposti ad investire per portare la squadra ai livelli di A che competono! Dato che , come immagino,non riuscirete mai a trovare 20 squadre che meritano la A più del Parma, dico io quale sarebbe la A ideale,per tradizione e meriti : Juve,Milan, Inter,Roma,Lazio,Napoli,Fiorentina, Parma,Genoa,Sampdoria,Torino,Bologna,Verona, Cagliari,Bari, Palermo,Udinese, Atalanta! 18 squadre, neanche 20..

    • 4 Marzo 2015 in 11:48
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      Egregio, la tradizione in A del Parma è stata costruita in modo “straordinario” con le gestioni Tanzi e Ghirardi. Per il resto ci sono stati 75 anni di storia in cui la serie B era grasso che colava…

      Se facciamo un bagno di umiltà e anziché esser faziosi ragioniamo con un minimo di obiettività e buon senso ci rendiamo conto delle cose. Ed è la miglior base su cui costruire il futuro.

      Se lei, però, pensa che per diritto divino il Parma ha diritto sempre alla serie A e magari pure alla Champions League è un altro discorso.

      Saluti

      Gmajo

      • 4 Marzo 2015 in 12:04
        Permalink

        Veramente nei 75 anni c’è stato qualche anno in più di B rispetto a quelli di C. Va bene facciamo un bagno di umiltà, ma sperare che in futuro possano esserci altre “gestioni straordinarie” è essere faziosi? E’ una cosa fuori dal mondo reale? In serie A ci sono tutti fenomeni?

        • 4 Marzo 2015 in 12:11
          Permalink

          Se vi vanno bene le gestioni straordinarie, poi, però, non andate a fare processioni punitive a carpenedolo o al cinema astra… Siate coerenti…

          • 4 Marzo 2015 in 12:22
            Permalink

            quindi squinzi farà sicuramente fallire il sassuolo?
            parlo di gestioni straordinarie ma fatte bene, non che ci lascino di punto in bianco nella merda. Soldi tirati fuori ma pagando TUTTO nei tempi leciti

          • 4 Marzo 2015 in 12:23
            Permalink

            Non capisco peché Tanzi debba essere considerato una anomalia. Lui era un imprrenditore collecchiese, non uno sceicco piovuto dal cielo.

          • 4 Marzo 2015 in 12:24
            Permalink

            Gustavo, non offenda la sua intelligenza, suvvia!

            Tanzi non è una anomalia? Dai, non scherziamo, eh

          • 4 Marzo 2015 in 12:24
            Permalink

            campedelli ha la stessa potenza economica di un dallara, ha fatto un anno di B negli ultimi 13 o 14. Basta fare le cose in modo diligente. Prima, ovviamente, ci devi tornare in A, ma sinceramente oggi come oggi non servono investimenti mostre

          • 4 Marzo 2015 in 12:31
            Permalink

            Glielo saprò dire se non servono investimenti monstre… Comunque, avendo dinnanzi (a parte gli improbabili miracoli di Super Mapi) dei duri anni di polvere nell’inferno delle serie minori, è bene che rinunziamo a tutta la nostra prosopopea sui nostri trascorsi in serie A.

          • 4 Marzo 2015 in 12:25
            Permalink

            Si perché la tradizione della Juve con cosa è stata costruita? Agnelli+soldi dello stato+ Moggi.
            Majo calcio e tradizione si fanno con gli euro.

          • 4 Marzo 2015 in 12:29
            Permalink

            Non facciamo ragionamenti del cazzo. Se iniziamo a paragonarci alle altre squadre non ne verremo mai fuori, anche perché ognuna ha i suoi scheletri.

            La mia riflessione nasce dalla considerazione di chi attacca chi sostiene che la nostra dimensione sia la serie B. Bene: io dico che se abbiamo fatto la A è stato grazie alle gestioni straordinarie di calisto e del magico duo. Lo dice la nostra storia. Certo, potremmo dire di averla fatta anche con Bondi e Angiolini, ma anche col loro abbiamo beneficiato del tesoretto dei Tanzi e dei favori di stato. Insomma di naturale nella nostra serie A non c’è stato un cazzo. Questo non vuol dire che io la stia delegittimandoli, appunto perché se guardiamo in casa di altri ci accorgiamo pure che ci sono scheletri dappertutto. Dico solo che dobbiamo starcene con i piedi per terra riflettendo che la serie A per noi non è un diritto divino.

            Saluti

            Gmajo

      • 4 Marzo 2015 in 13:00
        Permalink

        la dimensione, LO RIPETO, è un concetto relativo. Dipende da disponibilità e voglia della proprietà. Qual’era la dimensione del PSG prima dei qatarioti? una dimensione del cazzo.

        Lo stesso dicasi, fatte le debite proporzioni, per tutte le altre squadre

        • 4 Marzo 2015 in 15:11
          Permalink

          Va bene: noi i nostri qatarioti (comunque la squadra cui lei fa riferimento è la grande Parigi e non la piccola) li abbiamo avuti con calisto facendo 15 anni di grandeur. Poi è arrivata una fine e chissà mai quando ci sarà un nuovo inizio.
          Saluti
          Gmajo

          • 4 Marzo 2015 in 16:09
            Permalink

            Una cosa è dire che un altro Parma alla Tanzi è difficile che lo avremo ed una cosa è dire che la dimensione del Parma è la B! I soldi fanno grande o piccola una squadra..vedasi il Napoli che per il bacino che ha, ha vinto molto poco…! Sicuramente non ci sono 20 squadre più meritevoli del Parma.. poi questa è fortunatamente l’opinione più diffusa anche tra gli ex calciatori ,ex allenatori o addetti ai lavori intervistati in questi giorni.. diciamo che sono in buonissima compagnia! Ripeto che Baraldi dice così perchè sta mettendo le mani avanti…a lui interessa che Zanetti prenda il Parma perchè ha il lavoro assicurato ma sa anche che Zanetti non ci mette una lira del suo..quindi vuole convincere chi lo ascolta che la dimensione del Parma è la B! Io dico no! La dimensione del Parma di Zanetti sarebbe la B..se il mandato glielo avesse dato Al Thani, Jack Ma o qualche altro sceicco, direbbe che la dimensione del Parma è la Champions e che gli attuali se ne devono andare perchè non in grado di far raggiungere al Parma quei traguardi!

          • 4 Marzo 2015 in 17:14
            Permalink

            Allora, che Baraldi abbia fatto campagna elettorale al suo progetto su questo non ci piove, e forse anche la sua maliziosa interpretazione circa il diverso spartito qualora fosse stato un altro, anziché Zanetti, l’uomo di riferimento ci può anche stare.

            Rimane, però, il fatto che analizzando in modo freddo la questione, emerge la considerazione che la serie A del Parma è stata possibile grazie alle potenzialità della Parmalat. E poi alla voglia di emulazione della stessa con la grandeur del Magico Duo. Insomma con condizioni che io definisco “straordinarie”, poiché la normalità, senza tali accadimenti, ci avrebbe visto come nei 75 anni precedenti arrancare tra B e C, del resto come lì arrancano altre storiche formazioni, che magari hanno vinto meno del Parma, ma dalle nomi tradizioni e alto lignaggio.

            Ora, la vita è fatta di cicli: temo che siamo alla conclusione di quello durato un quarto di secolo di trionfi e soddisfazioni e si sta aprendo un periodo di vacche magre: capisco che sia auspicabile (e ovviamente mi farebbe un immenso piacere avvenisse) la partenza di una nuova era di trionfi, ma la ragionevolezza mi induce a pensare che siano più facili le sofferenze, anche perché forse abbiamo beneficiato già anche troppo di soddisfazioni ben oltre la nostra portata.

            Saremo, come asserisce lei e qualche altro partigiano, tra le 20 squadre più meritevoli d’Italia, ma se lo siamo è appunto per via della straordinarietà (peraltro durata 25 anni) dell’effetto Tanzi o SimilTanzi (GhiLeo). E’ un cane che si morde la casa. Se quei 25 anni speciali venissero cancellati, col cavolo che saremmo tra le 20 squadre più meritevoli della massima serie.

            Saluti

            Gmajo

        • 4 Marzo 2015 in 15:38
          Permalink

          bravissimo… la dimensione la fanno i soldi … leverkusen è una città più piccola di Parma e si sta giocando l’accesso ai quarti di champions! A Parma c’è la mentalità dia andare a veder la partita in bicicletta e mangiarsi il panino con il salame tutti insieme… tipica mentalità provinciale che piace tanto a Manfredini..questo tipo di mentalità porta la propria autostima sotto zero e a considerare squadre senza storia e tradizioni più meritevoli della A rispetto al Parma!

          • 4 Marzo 2015 in 15:46
            Permalink

            Non mischiamo capra e cavoli: l’andare a vedere la partita in bicicletta o mangiando la torta fritta non c’entra una benedetta mazza con i risultati sportivi del club. E la mentalità ce l’abbiamo anche troppo da grandeur e questo è il male principale sia dei tifosi altezzosi che di questa decaduta (manco decadente) città che ha sempre vissuto oltre le proprie possibilità. e la squadra di calcio, checché ne pensi molossi, è esattamente lo specchio della città.

            Io non faccio un ragionamento di dimensioni, e appunto, in ultima analisi, dico le stesse cose che dite sia The Return che lei: ovvero che sono i soldi che fanno la dimensione e la categoria. Orbene: noi abbiamo campato 25 anni su capitali veri o presunti che fossero, che ci hanno fatto campare ben oltre quello che nella normalità sarebbe stato lecito aspettarsi. Voi auspicate un nuovo Calisto o un nuovo Ghiro? Va bene: basta prenderne atto. Io penso che abbiamo vissuto 25 anni che non ci sarebbero mai aspettati senza queste condizioni anormali. Pretenderne ancora è troppo da presuntuosi. Poi, se dovessero arrivare, tanto meglio visto che il Parma è anche la mia vita. Ma penso che si debba star con i piedi ben per terra con il destino che ci attende.

            Saluti

            Gmajo

      • 4 Marzo 2015 in 15:33
        Permalink

        Quindi lei dice che ci sono 20 squadre che hanno meriti e tradizione superiore al Parma…sinceramente la cosa mi convince allo 0,1 %.. che di questi tempi a Parma già è una percentuale altissima per qualsiasi argomento!

        • 4 Marzo 2015 in 17:46
          Permalink

          Guardi, non ho bisogno di traduttori del mio già anche troppo esplicito parlare (o scrivere). Se volessi dire che ci sono 20 squadre più meritevoli del Parma lo direi chiaramente senza perifrasi. Però dico che dopo 25 anni vissuti ben oltre le nostre legittime aspettative sperare di aver di nuovo la serie A per diritto divino mi pare da presuntuosi. Ci siamo fatti la bocca a stare al tavolo delle grandi; però bisogna anche saper accettare con umiltà il proprio rango.

          Io non so se ci siano 20 squadre più meritevoli del Parma, indubbiamente, però, se cancellassimo i 25 anni di A, vissuti grazie alla straordinarietà di Calisto prima e del magico duo dopo, non so per i 75 anni precedenti se saremmo tra le 20 squadre più meritevoli. Quindi è un cane che si morde la coda.

          Comunque queste sono tutte seghe mentali. Purtroppo la realtà è che sarà difficile trovare compratori persino per pianificare la risalita dalla D

          Cordialmente

          Gmajo

  • 4 Marzo 2015 in 10:28
    Permalink

    http://www.tuttomercatoweb.com/parma/?action=read&idtmw=653376
    Io ho sempre avuto speranza in Manenti, e tutt’ora ce l’ho.
    Se cacciasse i soldi che figure di merda farebbero tutti quelli del mondo del calcio (ed anche alcuni tifosi imbestialiti).
    L’unica cosa positiva da quando è successo questo disastro è che ho imparato a seguire stadiotardini.it!!! Non lo conoscevo.
    Complimenti Majo!
    Alfonso da Napoli

    • 4 Marzo 2015 in 12:44
      Permalink

      anche io ho imparato a seguire Stadiotardini grazie a Manenti. Ma se si rivelasse che é qualcosa di diverso da un semplice cialtrone, vengo a piedi da queste bucoliche langhe elvetiche fino a Parma.

  • 4 Marzo 2015 in 10:33
    Permalink

    Preferisco 100 volte DALLARA a SEGAFREDO E BARALDI,l che se ne tornino allla loro grande città BOLOGNA…. SFIGATI

    • 4 Marzo 2015 in 10:51
      Permalink

      non hai capito che se arrivano lo fanno insieme?!?! sarà una cordata zanetti – imprenditori parmigiani(tra cui dallara)

      • 4 Marzo 2015 in 11:17
        Permalink

        Si e tu fari il direttore generale…..
        Ma per favore…….
        Torna sulla terra….

    • 4 Marzo 2015 in 13:16
      Permalink

      Zanetti per pochi milioni ha lasciato la squadra per cui fa il tifo agli americani e, parliamo di uno che ha una societa’ fattura 1 miliardo e 200 milioni di euro. Io sto salvatore della padria non lo vedo proprio. Un tirchio che apsetta la D. Ma perfavore

      • 4 Marzo 2015 in 19:05
        Permalink

        Infatti tanto vale che neanche la prenda la squadra se non deve farla emergere. ..cmq può anche essere che la prenda inD x risparmiare sapendo che nn ci sono compratori più danarosi di lui e poi pensi alla scalata usando i soldi risparmiati. ..speriamo xche è l’unica possibilità concreta n questo momento

    • 4 Marzo 2015 in 14:47
      Permalink

      Ne l’uno ne’ l’altro sono Bolognesi, uno di Modena l’altro di Treviso per amore della verità
      Lollo

  • 4 Marzo 2015 in 13:12
    Permalink

    Considerando che tra non molto il campionato si seria A sarà a 18 squadre, e se ragioniamo per bacino d’utenza siamo da serie b. Poi dipende sempre dalle risorse che ha a disposizione la proprietà. Se ragioniamo per bacino d’utenza oltre alle squadre che avete scritto prima bisogna aggiungere anche il Catania.

    • 4 Marzo 2015 in 13:50
      Permalink

      allora anche il venezia il messina e torre del greco.
      Cosa facciamo, la classifica dei comuni più popolosi? Ok siamo mi sa 25esimi. Ci sta la B allora

  • 4 Marzo 2015 in 13:37
    Permalink

    Sicuramente non abbiamo diritto in assoluto alla b o alla A ma x i tifosi è normale sperare in qualche miracolo o cmq in una veloce risalita…chi ci compra in queste condizioni è il vero dilemma

  • 4 Marzo 2015 in 13:40
    Permalink

    Se dovessimo valutare i nostri trofei alla luce delle malefatte di Tanzi, allora lo stesso DEVE valere anche per la Lazio (vedi CIRIO).
    Se poi volessimo parlare anche del Milan di Berlusconi, o della Juve di Moggi, ce ne verrebbe una gamba.
    Io non ritengo la A un diritto divino.
    Come bacino d’utenza, senz’altro saremmo più da serie B.
    Di sicuro, non da serie D. Anche se sarà il nostro futuro.
    Ma di quel che abbiamo vinto, spiacente, non me ne vergogno.

    • 4 Marzo 2015 in 13:51
      Permalink

      Infatti non è quello il punto. Non ho certo detto che bisogna vergognarsi dei trofei di calisto e manco dei campionati Nella parte sn di classifica del Ghileo
      Ghileo. Dico solo di considerare serenamente che il parma si è permesso una serie a di livello in circostanze non normali, straordinarie.
      E rendersene conto può aiutarci nel cammino da penitenti che ci attende nelle serie inferiori nelle quali abbiamo cercato di sfangarla in 75 anni su 100 di storia.
      Gmajo

    • 4 Marzo 2015 in 14:20
      Permalink

      Non le ho viste e anche le avessi viste non saprei giudicare poiché io di calcio non capisco una benedetta mazza.
      Ma non capisco quale sia il problema, mi scusi?
      Il problema è che con la d sparisce il settore giovanile: bene. Ma si può evitare la d? Con quali capitali?
      Non facciamoci seghe mentali. Adesso tutti pensano al settore giovanile dopo che per anni si è contestato Palmieri perché non era parmigiano. Tutti ragionamenti superficiali come i miei…
      Cal staga ben

  • 4 Marzo 2015 in 14:41
    Permalink

    Majo ma quanto stronzate dice….
    Di serie A nei nostri trascorsi non c’era un cazzo????
    Secondo me Lei è manenti…….

    • 5 Marzo 2015 in 02:10
      Permalink

      Manenti è più ricco di me. Comunque le stronzate le dice lei, non io. Il Parma ha vissuto 25 anni di A grazie ai meriti speciali di Calisto e del Magico Duo. per il resto 75 anni a cavallo di B e C, e qualche puntatina in D

  • 4 Marzo 2015 in 14:57
    Permalink

    “Abbiamo fatto la serie A grazie alla gestione di calisto e del magico duo, lo dice la nostra storia”…..allora impara a studiare la storia del Parma.
    Per tua conoscenza ed informazione il Parma promosso in A nel 1989/90 e’ stato allestito da Ceresini Ernesto con il supporto di Scala in panchina, e solo la dipartita prematura del Presidente ha portato al comando Tanzi.
    I primi trofei sono sempre frutto della squadra allestita da Ceresini con un paio di innesti mirati, senza spendere cifre folli e basta andare a rivedersi le formazioni vincenti di quegli anni, Wembley docet.
    La serie A la si può fare anche senza spese folli, basta avere una seria programmazione anche senza bacini d’utenza enormi, Empoli e Chievo i primi esempi che mi sovvengono.
    Non ci spetta certo per diritto divino, ma per chi come me ha iniziato a seguire i Crociati in serie C, riconquistarlA ci riporterà indietro nel tempo….giusto all’epoca di Ceresini.

    • 5 Marzo 2015 in 02:08
      Permalink

      E allora mi sa che deve farsi un piccolo ripasso…

      La Parmalat iniziò ad aiutare Ceresini almeno tre anni prima della Promozione con una ricca sponsorizzazione e, se non ricordo male, una partecipazione minoritaria in società: nell’estate 1987, infatti, venne a giocare a Parma il Real Madrid, sponsorizzato sempre da Calisto. Insomma i piedi all’interno del club erano già ben piantati

      http://www.stadiotardini.it/2014/08/amarcord-straordinario-18-agosto-1987-quando-il-parma-di-zeman-batte0-il-real-madrid.html

      Posto che ritengo decisamente più simpatico, umano e pulito il primo Parma targato Tanzi che il secondo, per capirci, ragionando di presidenti, quello di Pedraneschi piuttosto che quello tronfio di Stefanino, penso che sia una profonda eresia pensare che a Wembley fosse arrivata una formazione non costruita dalla Parmalat.

      Poi che la serie A si potesse fare senza spese folli potrei anche esser d’accordo: ma si trattava di scelte, e io ricordo bene certi nostri tifosi arrogantelli cui non andavano bene certi calciatori scarti della Juve. No, così, solo per far capire quanto eravamo montati, e quanto continuiamo ad esserlo adesso pensando che ci sia dovuta la B per diritto divino…

      Cordialmente

      Gmajo

      • 5 Marzo 2015 in 09:29
        Permalink

        Allestire una formazione vuole dire scegliere i giocatori adatti al tipo di gioco pensato sponsorizzare non ha di certo lo stesso significato. A Wembley c’erano 8 giocatori della formazione promossa, l’eresia è dire che fu costruita dalla Parmalat, e allestire e sponsorizzare hanno un significato profondamente e totalmente diverso e chi allestì quella squadra non fu certo ne calisto ne pedraneschi, fu pastorello e senza spese folli.
        La serie A si può fare pure ora come allora senza fare follie, io vedo come spartiacque l’acquisto di Hristo da li ci fu il delirio di onnipotenza.
        Ricordavo bene che era tifoso di altra squadra….

        • 5 Marzo 2015 in 09:57
          Permalink

          Io non sono tifoso di alcuna squadra e se lei pensa che Pastorello costruì il Parma di Wembley senza l’aiuto della Parmalat dice una eresia

  • 4 Marzo 2015 in 15:00
    Permalink

    ma che poi dallara e zanetti, soprattutto il secondo, cazzo se ne fanno di tenere una squadra in lega pro, allora non la prendi nemmeno e guardi la champions in tv. No direttore?

    • 4 Marzo 2015 in 15:24
      Permalink

      Ma quale lega pro? Il disegno è partire dalla d per approdare in b… La c sarebbe solo di passaggio, eupalla permettendo…

      • 4 Marzo 2015 in 17:15
        Permalink

        appunto. ma anche in B , che cazzo se ne fanno.
        Rendiamoci conto che il Bologna ha fatto dei campionati di A con Guaraldi e la Futura Costruzioni ( o come si chiama). Ben 15 milioni di euro di fatturato. Zanetti mi sembra ben altra cosa, anche se i fatti degli ultimi anni ci dicono che è tirchio da morire. ma francamente se uno come lui si prende la briga di venire a Parma è solo per puntare ad arrivare in serie A, secondo me. Lo ha detto anche il cautissimo Dallara….se siamo bravissimi….facciamo come il Chievo.

      • 4 Marzo 2015 in 17:51
        Permalink

        ma anche mantenere una squadra in B non è che sia così vantaggioso. Considerando gli introiti minori e la minor visibilità

        • 4 Marzo 2015 in 18:04
          Permalink

          Sempre meglio che la C e la D, direbbe Catalano Lapalisse

          Apposta io sono incazzato come una biscia con Taci e la sua simpatica compagnia di albanesi che ci han dato il colpo di grazia. A gennaio, infatti, avremmo ancora potuto compiere quel miracolo sportivo che secondo quell’ottimista di Luca Russo sarebbe stato ancora nelle nostre corde (penalizzazioni e mega penalizzazioni che ci faranno chiudere a quota zero a parte) persino adesso, alias salvarci sul camp. E con il mantenimento della A sarebbero arrivati quei 40 milioni di diritti tv che ci avrebbero consentito di sfangarla ancora per un po’…

          Saluti

          Gmajo

          • 4 Marzo 2015 in 19:36
            Permalink

            Quoto totalmente direttore! È stata tutta una gestione molto stupida. ……

  • 4 Marzo 2015 in 15:19
    Permalink

    Scusate figlioli. Noi saremo anche quadrati (non saremmo reggiani del resto), ma voi vivete tra le nuvole. La vostra situazione è quella che è, il futuro è ancora da scrivere, con che prospettive, quantomeno, nessuno lo sa. Io non sono tra quei reggiani che contesta i successi di Callisto coi soldi del monopoli. L’albo d’oro parla chiaro ed il Parma non è stato l’unica squadra ad avere gestioni “avveniristiche” all’epoca dei fatti. Però non ci vuole molto a capire che sono meteore che sfrecciano in cielo una volta ogni xy secoli. Detto questo, perchè uno sceicco che fa il bagno nei soldi dovrebbe prendere il Parma (che ha vinto coppe europee) e non, per esempio, la Pro Vercelli (che pure è in vendita) alla quale mancano solo 3 scudetti per mettersi la stella? Poi, siano 30/40/50/60/70 i mln di debiti, per tenersi la B nessuno di voi mette in preventivo che si potrebbe, in una situazione disastrata, anche retrocedere in lega pro? Ragazzi, il Catania con Calaiò-Maniero di punta è penultimo e non ha i vostri debiti. Quando imbrocchi la china negativa, risalire è più difficile che sprofondare. Se capita una retrocessione in Lega pro, con una situazione debitoria del genere, sarà fallimento comunque a stretto giro di posta. Secondo me ha ragione Majo, meglio serie D resettando tutto, ripuliti dai debiti che il rischio di fallire tra qualche anno, perdendo pure tempo. E toglietevi dalla testa che tutto vi sia dovuto. Uscire da una melma del genere non sarà facile per nulla. In bocca al lupo…

  • 4 Marzo 2015 in 15:33
    Permalink

    Anche secondo me la frase sulla dimensione serie B è stata alquanto infelice.. Forse è la dimensione che potrebbe garantire lui ma è una cosa diversa.
    Non si tratta di essere schizzinosi o presuntuosi, ci si rende perfettamente conto che non si sa neppure se qualcuno avrà voglia di ripartire dai dilettanti ma quello di Baraldi, a mio parere, è un discorso improponibile di principio e contestabile nel merito. Improponibile perchè non c’è alcun rapporto automatico tra la città e la categoria e contestabile perchè, anche qualora ci fosse, non so francamente dire se Parma è una provinciale da serie A o B.
    Io continuo a dire che la cosa che più disgusta è che se si ripartirà ci saranno sempre i soliti personaggi e i soliti poteri, non cambierà nulla se non l’essere fuori dal calcio che conta e non di poco.

    • 4 Marzo 2015 in 15:40
      Permalink

      Mi sembra un ragionamento molto anti-baraldiano, scusami la franchezza. Ti inviterei a rivalutare la questione con un punto di vista più neutrale. Poi, che Baraldi parlasse (ovviamente) pro domo sua, questo è innegabile, ma che dopo le gestioni Tanzi e Ghirardi ci picchiamo di voler la serie A come diritto divino penso sia un peccato diabolico.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 4 Marzo 2015 in 16:02
        Permalink

        Il Baraldi degli ultimi mesi mi piace poco, quello è vero, sul resto mi sono spiegato evidentemente male.. hai ragione sul fatto che non è un diritto divino ma non si può neppure escludere a priori. La mia speranza è che si possa fare calcio in modo serio, ci si può distinguere in positivo anche come provinciale, udinese empoli etc insegnano.
        Sul fatto che i tifosi dovrebbero cambiare mentalità invece concordo, qua si vogliono i fenomeni e la gente non era contenta neppure lo scorso anno.
        Ieri sera l’unico che ha fatto un discorso serio è stato Ivo ma sono pochi i tifosi come lui, umili appassionati e disinteressati

        • 4 Marzo 2015 in 19:51
          Permalink

          Ok cambiare mentalità…personalmente non sono x l’apparenza e x la vita al di sopra delle proprie possibilità. .anzi penso sia meglio fare le formiche piuttosto che le cicale e dover poi piagere dopo! x il resto la mia scontentezza dello scorso anno era data dalle continue uscite di ghirardi ”godiamoci questo anno che il prossimo chissa come sarà ”…”donadoni è cosi bravo che tra un paio d’anni andrà al milan”’…..tante uscire populistiche e sciocche di cui avrei fatto volentieri a meno e che già facevano capire bene lo spessore del personaggio….L’arrivo in europa invece è stata un’ottima cosa (xke bisognerebbe lamentarsi?) e il perdere la possibilità di giocarla non era grave se fosse servita a non compiere più gli stessi errori….grave è la ns attuale situazione! !!!

      • 4 Marzo 2015 in 16:25
        Permalink

        Direttore perché non lo chiami a manenti su… ormai mi fido solo di tr

        • 4 Marzo 2015 in 16:29
          Permalink

          E’ inutile farlo parlare. Deve parlare coi fatti. E le scadenze sono ravvicinate.

          Cordialmente

          Gmajo

  • 4 Marzo 2015 in 22:55
    Permalink

    Il discorso su che serie compete al Parma è totalmente fine a se stesso.
    In compenso chi pensa di raccattare dei soldi vendendo dei nostri giocAtori vive nel paese delle fiabe. Il prezzo viene fatto dalle parti in gioco e se io so che tra 2 mesi fallisci quanto pensi che ti offra x cerri o mauri? Non siamo su football manager.
    Il caso paletta ne è un esempio.

    La d è inevitabile. L’importante è ripartire con umiltá e un progetto serio senza sbragare. Per tornare in serie a ci servirà tempo e cervello. I soldi da soli non ti portano in serie a.
    Non siamo il Napoli o la Fiorentina. Il nostro modello deve essere più il Chievo o l’Empoli. Poi se arriva un emiro e ci compra messi stappiamo lo champagnino ma, come si dice “speriamo per il meglio e prepariamoci x il peggio”

  • 4 Marzo 2015 in 23:06
    Permalink

    Scusate l’ignoranza , ma non dovrebbe essere il curatore fallimentare a cercare di trovare tutte le risorse possibili per far fronte ai creditori ?
    Mi pare di aver letto recentemente, non ricordo per quale società, che si sia verificato un caso del genere.

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