SULLA VOCE DI PARMA L’INTERCETTAZIONE DI VIGNALI QUANDO CHIESE ALLA CASSA DI RISPARMIO DI ANTICIPARE I DIRITTI SKY AL PARMA DOPO CHE BANCA MONTE AVEVA CHIUSO I CORDONI DELLA BORSA

(gmajo) – L’aver fatto ieri l’uomo sandwich a Carpenedolo, durante il pellegrinaggio di ringraziamento di Boys e CCPC nel paesello di Tommaso Ghirardi, mi aveva consentito di ricordare, nell’articolo autobiografico a questa circostanza dedicato, quella famosa tabella, elaborata dal commercialista Luca Marotta che documentava come al 30.06.2013 l’incremento dei debiti del Parma F.C. verso i fornitori fosse stato del 130% negli ultimi quattro esercizi, raggiungendo quota 28,6 milioni. Questo singolare fenomeno, da StadioTardini.it denunciato il 13 settembre 2014, ovviamente con i dati contabili ufficiali fino a quel momento disponibili, venne allora motivato dal nostro esperto come una maggiore attenzione del club ducale ai debiti verso il personale incrementarti solo del 35%. confermando in pieno un fenomeno fatto emergere in quei giorni da una inchiesta della Gazzetta dello Sport, che rimarcava come appunto l’incremento della voce “debiti verso i fornitori” risultasse anche a livello nazionale maggiore in misura percentuale rispetto all’incremento della voce “debiti verso il personale”.

In poche parole: le società di calcio italiane, da quando erano entrate in vigore tutele per i tesserati federali – attraverso il meccanismo delle obbligatorietà (cioè l’invio in date tassative quadrimestrali, previste dalle Noif, dei documenti attestanti i pagamenti degli emolumenti loro spettanti, oltre ad oneri fiscali e tributari, pena sanzioni di punti in classifica – hanno cercato di rispettarle, ma, siccome la coperta è sempre corta, a discapito di altri. Quella inchiesta evidenziava infatti come “negli ultimi cinque anni i debiti verso i fornitori in Serie A fossero schizzati del 67%: dai 234 milioni del 2008-09 ai 391 del 2012-13”. Secondo la Gazzetta “I fornitori sono l’anello debole della catena. Soprattutto da quando la Federazione, nel 2010-11, ha varato controlli stringenti sugli stipendi dei tesserati e del personale dell’area sportiva”, per tale motivo, sempre secondo la Gazzetta, “i club in tensione finanziaria fanno i salti mortali pur di rispettare le scadenze della Covisoc (e infatti i debiti verso il personale, pari a 154 milioni, non sono cresciuti), ma stanno meno attenti a mantenere gli impegni con i fornitori.”

La mia sensazione, dunque, è che non fosse solo il Parma, in serie A, ad avere come unica preoccupazione quella di pagare gli stipendi ai giocatori (a mio modo di vedere, al di là di malversazioni o reati peggiori che in tanti tra i tifosi paventano, ma che solo la Magistratura potrà eventualmente dimostrare, il buco di 218 milioni è comunque spiegabile con una gestione che era tutt’altro che virtuosa) e fregarsene di tutto il resto con il conseguente innalzamento del monte indebitamento verso vette sempre più altre, creando una falla sempre più impossibile da tappare, ma una sorta di andazzo generale: situazione che mi induce a pensare quanto sia piamente illusoria la frase del presidente federale Carlo Tavecchio: “Mai più un caso Parma”, quando ci sono altri club che saldano le “obbligatorietà” all’ultimo sospiro e che con estrema fatica rischiando di saltare così come è capitato al Parma, cui a Novembre 2014 vennero a mancare quella decina di milioni di euro che avrebbe avuto in cassa se Cerci non avesse fallito quel famoso calcio di rigore al 93° di Fiorentina-Torino. Se quel penalty a orologeria fosse stato trasformato, Ghirardi avrebbe potuto evitare di spendere quella somma, utilizzata a pagare gran parte dei debiti verso le società estere (da sanarsi tassativamente nel rispetto dei dettami previsti dal Manuale Licenza Uefa al fine dell’ottenimento del visto sul passaporto) e averli in cassa appunto per pagare gli stipendi ai giocatori alla scadenza prevista.

imageChe quella di pagare gli stipendi ai giocatori fosse da tempo immemore la principale preoccupazione di Ghirardi è emerso, nell’ultima settimana, grazie ad un servizio esclusivo del settimanale La Voce di Parma, che ha pubblicato una inedita intercettazione di una telefonata intercorsa il 14 maggio 2010 tra l’allora sindaco Pietro Vignali e l’amministratore delegato di Cariparma Giampiero Maioli che, secondo il giornale diretto da Fabrizio Castellini “salvò il Parma calcio dal default quando Alberto Guareschi fu costretto a dimettersi e fu sostituito da Carlo Salvatori”, ai vertici di Banca Monte Parma, che così chiuse “i cordoni della borsa” al Parma Calcio. Da quella conversazione – intercettata dalla Guardia di Finanza nell’ambito della inchiesta “Public Money” che avrebbe portato al terremoto in Comune e alla caduta dello stesso Vignali, oltre a un avviso di garanzia e conseguente rinvio a giudizio dello stesso Ghirardi con l’accusa di “concorso in peculato”, peraltro sempre respinta con tanto di nota ufficiale su fcparma.com (“nessun illecito nei rapporti col Comune) – emerge che fu il primo cittadino a perorare la causa di Tommaso (“Ghirardi è disperato, mi sta chiamando tutti i giorni”) al telefono con l’AD di Cariparma. La Voce di Parma spiega che “il panico di impadronisce di Tommaso Ghirardi il 29 aprile 2010, quando apprende la notizia che il suo grande sponsor Alberto Guareschi, presidente della Banca del Monte, e suo socio iniziale nell’acquisto del Parma Calcio dalle macerie del crac Parmalat (in realtà Guareschi fu a lungo presidente onorario del Parma F.C., ma senza un investimento di carattere personale, mentre l’istituto da lui rappresentato arrivò a detenere fino a un massimo del 20% del pacchetto azionario di Eventi Sportivi, la società controllante la società di calcio, nda) è costretto alle dimissioni dalla presidenza della banca a seguito del bilancio in rosso (per la prima volta nella storia dello storico istituto di credito cittadino) di 15 milioni di euro nell’esercizio 2009. Le casse della società sono vuote e non sa come far fronte ai pagamenti degli stipendi dei calciatori. Cosa che, allora come avvenuto ora, avrebbe comportato dei punti di penalità la classifica e la pubblicità negativa per il venire a galla lo stato di difficoltà finanziaria. Ecco spiegata, allora, la telefonata che il Sindaco Pietro Vignali, sollecitato probabilmente anche dai vertici dell’Unione Parmense degli Industriali (associazione alla quale il Parma Calcio ha prontamente aderito) coi quali è perennemente in contatto e praticamente) coi quali è perennemente in contatto e praticamente un sorvegliato speciale, effettua all’amministratore delegato di Cariparma Giampietro Bormioli, il 14 maggio 2010 per chiedergli di sostituirsi a Banca Monte nell’anticipazione del denaro che gli permetterà di pagare gli emolumenti ai calciatori e ai dipendenti evitando così di incorrere nella scure delle penalità”. “Da questa intercettazione – conclude La voce di Parma – emerge sempre lo stato di sudditanza del sindaco rispetto ai poteri forti. Maioli si lamenta con Vignali per le pochi interviste che gli riserva la Gazzetta di Parma e lui si impegna a riferirlo a Molossi…”.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

41 pensieri riguardo “SULLA VOCE DI PARMA L’INTERCETTAZIONE DI VIGNALI QUANDO CHIESE ALLA CASSA DI RISPARMIO DI ANTICIPARE I DIRITTI SKY AL PARMA DOPO CHE BANCA MONTE AVEVA CHIUSO I CORDONI DELLA BORSA

  • 30 Marzo 2015 in 13:28
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    Wuah! Già nel 2010 Ghirardi aveva finito i soldi/non aveva più intenzione di sborsarli per il Parma. Dio mio che roba!

  • 30 Marzo 2015 in 14:14
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    Cosa non farebbe certa gente per apparire su tv e giornali..addirittura chiedere al sindaco…è proprio vero che per ricoprire certe cariche ci vuole una predisposizione, i meriti sono secondari…

  • 30 Marzo 2015 in 14:38
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    Gentile Majo, mi può concedere un Off topic?
    Grazie ma ci rendiamo conto in quale schifo di città infettata da associazioni a delinquere con infiltrazioni di stampo massonico e mafioso viviamo? E c’è gente che si stupisce che il Parma sia fallito….altro non è che lo specchio della città.

    • 30 Marzo 2015 in 15:18
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      Quoto in pieno…
      E della societa’ tutta aggiungo…altro che Parma…dove comunque non vi siete fatti mancare nulla in questo senso..

    • 31 Marzo 2015 in 01:27
      Permalink

      Attento che poi insultano anche te quelli che credono che a Parma sia tutto rose e fiori…e purtroppo ce ne sono tanti…

      • 31 Marzo 2015 in 09:17
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        Io sono sempre a disposizione per un confronto serio basato su dati e fatti della nostra città.
        Guarda purtroppo la mia è una constatazione non un opinione…Quando un comune viene commissariato e al tempo venne la Cancellieri scelta dai poteri forti, poi si è visto come è andata a finire per lei (rimossa a Roma per evidenti collusioni) e per “la piccola Parigi “.

  • 30 Marzo 2015 in 15:11
    Permalink

    Aggiungo anche Melli e Levati “qualcosa” sapevano…………………

  • 30 Marzo 2015 in 16:20
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    Stasera su teleducato si parla degli argomenti già accennati al tg? Grazie, arriverò un po lungo ma arrivo

    • 30 Marzo 2015 in 16:46
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      Immagino di sì ma non posso rivelare in anticipo la scaletta dello scalettomane angella…

  • 30 Marzo 2015 in 16:27
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    Direttore…per caso è riuscito a contattare Rezart Taci?

    grazie

    • 30 Marzo 2015 in 16:43
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      Non ancora. Ma un tentativo tramite un suo intermediario o ex l’ho effettuato per ora senza centrare l’obbiettivo. Non mi ero dimenticato, alessia…
      Cordialmente
      Gmajo

      • 30 Marzo 2015 in 19:49
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        Sta parlando dell’abilissimo e astuto MILTON NUSHI?

      • 30 Marzo 2015 in 19:59
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        Cosa chiedera’ a Taci Direttore?

        • 30 Marzo 2015 in 20:01
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          Ci penserò se e quando accetterà di far due chiacchiere con me. Ma non penso che mi limiterò a chieder la mano della sorellina Anika che mi strappò il cuore…

        • 30 Marzo 2015 in 21:32
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          Bella battuta.. Ma non sapeva gia’ tutto sul suo conto e operato..?

  • 30 Marzo 2015 in 16:31
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    ghirardi uomo di *****

    • 30 Marzo 2015 in 17:51
      Permalink

      Ghirardi s_ _ _ _a e Leonardi suo COMPAGNO DO MERENDE.

  • 30 Marzo 2015 in 18:52
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    Grazie direttore, ora scopriamo che il fallito “rigore ad orologeria” di Cerci ha determinato il guaio dei pagamenti fatti erroneamente su una voce di spesa piuttosto che su un’altra. in tutto l’articolo, interessante per il resto, questa parte è quella che proprio non si può leggere per quanto sia mal costruita e ben poco obiettiva. Ad ogni buon conto i soldi della EL non sono stati di quell’importo (decine di milioni), ma di circa 6/7 milioni considerando anche gli incassi (stadio pieno anche il 7 agosto). Affermo che tale frase è completamente fuori luogo in quanto andare in EL avrebbe significato fare la squadra e non smantellarla… e con quali soldi? E se ci pensa bene si accorge che già il solo avere rinunciato agli stipendi di Molinaro e Amauri, aggiunto al milione che Cairo ha regalato al Parma si ottiene che la differenza rispetto ai 7 incassati sarebbe minima. E sempre che il Parma fosse riuscito a passare i preliminari, vincere il girone a quattro e poi andando a vincere a Bilbao e facendo due pienoni con Bilbao e Zenit. Giusto per amore della verità. La seguo sempre! Vi ringrazio e ascolto la risposta per radio… 🙂

    • 30 Marzo 2015 in 19:41
      Permalink

      Non accetto lezioni di obiettività da lei che è un tifoso, e quindi per definizione partigiano e dunque non super partes come cerco di essere io nelle mie analisi da giornalista (vecchio stampo, anzi: solo vecchio 🙂 ).

      E la sua partigianeria la porta a non considerare il mio intervento nella dovuta maniera, facendola intendere, come diciamo noi della bassa padana “pero per pomo”..

      Il famoso rigore ad orologeria di Cerci, ove fosse stato trasformato, avrebbe avuto l’effetto, come scritto correttamente nel mio articolo, di destinare le risorse poi utilizzate alla regolarizzazione della propria posizione come debiti verso estero (che secondo Ghirardi sono state di 13 milioni, secondo me attorno ai 6-7, ma diciamo dandoci in mezzo circa 10 milioni) in ossequio al manuale della Licenza Uefa, il quale prevede che siano regolarizzati al fine dell’ottenimento della medesima (e dalla prossima stagione sarà così anche per iscriversi anche in serie A): se il Parma non avesse speso quella decina di milioni per regolarizzarsi per andare in Europa (cosa poi non riuscita, per via della famosa scivolata su una buccia di banana di 300.000 euro…) e avesse avuto quelle risorse ancora in cassa, avrebbe potuto pagare gli stipendi della scadenza delle obbligatorietà di novembre, pagate solo per 1/3. E questo è un dato di fatto…

      Lei, poi, deve avere anche un po’ di coda di paglia (sempre dovuta alla partigianeria e alla conseguenza lettura dell’articolo con gli occhiali scuri) se nel mio scritto trova che io abbia parlato dei mancati introiti della Europa League, frutto di gran parte del suo ragionamento.

      Tanto si doveva appunto per il rispetto della verità…

      Cordialmente

      Gmajo

      • 30 Marzo 2015 in 20:41
        Permalink

        Mi scusi Majo, vorrei solo farle notare che i debiti verso l’estero andavano saldati entro e non oltre il 31 Marzo, per cui il rigore di Cerci non credo c’entri con i debiti.

      • 30 Marzo 2015 in 20:49
        Permalink

        Direttore, sarebbe ora di finirla di tirare in ballo il Toro per ogni malefatta del vostro gruppo dirigente, anche se solo a livello di battuta. Inconsciamente butta benzina sul fuoco dei rancori tutt’ora presenti tra le due tifoserie. Se Cerci segnava era meglio per tutti? Ma se i debiti dovevano essere pagati due mesi e mezzo prima cosa aveva Ghirardi, la sfera di cristallo per vedere che Cerci sbagliava il rigore a Maggio? Suvvia chiudiamola li sta storia con il Toro. Quel che e’ fatto e’ fatto

        • 30 Marzo 2015 in 21:37
          Permalink

          Mi scusi ma respingo sdegnosamente la sua accusa di aver in qualche modo fomentato odio tra le tifoserie. Ma per chi mi ha preso? Si vada a rileggere i miei pezzi della scorsa estate e poi vedrà se io ho coperto qualche malefatta dei vertici del parma. Chieda alla tifoseria granata il fair play mostrata da questa testata la scorsa estate.
          Se ho fatto riferimento al rigore fallito Non era per dare colpe al Toro come da lei interpretato poiché troppo partigiano, quanto perché se il parma non avesse speso quei soldi in estate per essere in regola con la Europa league li avrebbe avuti per pagare gli stipendi.
          La Sua visione toro centrica della questione non c’entra una benedetta mazza.
          Saluti
          Gmajo

      • 30 Marzo 2015 in 21:22
        Permalink

        Allora mi scuso, avevo inteso i 10 milioni come mancato introito dalla partecipazione alla EL!

        Ora è tutto chiaro, lei ha ripreso quota in quanto ad obiettività ed io le ho confermato che non ho per nulla la cosa di paglia… 🙂

        • 30 Marzo 2015 in 22:10
          Permalink

          Bravo. E spiegalo a riccardo 🙂
          Cordialmente
          Gmajo

    • 30 Marzo 2015 in 20:00
      Permalink

      io di pienoni al tardini conosco solo due o tre personaggii che lo sono di birra,daila’ che quando ci sono due o tremila persone e’ un miracolo a parma.

      • 30 Marzo 2015 in 20:11
        Permalink

        Addirittura due o tremila persone un miracolo.
        Con diecimila abbonati. Staranno tutti a casa.
        Certo che di gente a Parma che sputa sulla propria città e squadra ce n’è tanta, ma tanta tanta, purtroppo.

        • 30 Marzo 2015 in 20:42
          Permalink

          di ve nane’ col cagliari in coppa italia c’ero io e altri due o tre,lascia li di vivere nel mondo di quark,secondo me ti estranei dalla realta’ per autodifesa ,poi non mi rompere il cazzo co sta fola dello sputo eh
          che se fossero tutti come me non si troverebbe un biglietto neanche quando si gioca con la solbiatese in amichevole

      • 30 Marzo 2015 in 23:02
        Permalink

        Ha ha ha ha ..grande…ha ha.
        Immaginavo una bufala la faccenda de fondo turco/azero/quatariota/malgascio/canadese….
        Ma tanto fra un po ne viene fuori un’altra. ..
        Fino al 30 giugno tutto fa brodo.

  • 30 Marzo 2015 in 19:56
    Permalink

    Comunque per il fondo hanno detto che è’ una bufala colossale….

  • 30 Marzo 2015 in 20:03
    Permalink

    Ah si, e chi lo avrebbe detto? Se si riferisce a Jacobelli, la sua è solo una opinione.
    E con quali elementi chi dice che è una bufala può sostenere che tale fondo non abbia manifestato davvero interesse per il Parma?
    Majo, lei è sicuro che sia una bufala? Perché un conto è dire che magari l’affare alla fine non si farà, un conto è dire che il fondo non ha o non aveva alcun interesse. E la parola “bufala” è valida solo nel secondo caso.

    • 30 Marzo 2015 in 20:18
      Permalink

      Io non ho elementi per sostenere che sia una bufala certamente, ma ho molte sensazioni che la sia. E la mia è solo una opinione. Non la verità assoluta, ci mancherebbe…

  • 30 Marzo 2015 in 20:32
    Permalink

    Se si guarda le opinioni degli addetti ai lavori e univoca la sensazione che Tavecchio abbia detto una cazzata colossale….

  • 30 Marzo 2015 in 20:40
    Permalink

    Hai hai hai…..quasi quasi e pian piano viene fuori l’interesse di eventi sportivi con banca monte….e pian pianino escono un po’ di verita’….aiuti di ex sindaco, aiuti da banca monte per l’acquisto dalla parmalat e andiamo avanti….con passi da tartaruga ma le verita’ verranno ( mi auguro prima possibile) tutte fuori….intrecci degli imprenditori e gli interessi anche del Pizza a far entrare Taci ad ogni costo, benedetto dagli industriali e dal Pizza….chissa’ perche’…? Direttore che ne pensa ??

    • 30 Marzo 2015 in 22:20
      Permalink

      È complesso dirlo in due parole… Ma tutti i giorni qualche pillolina la proponiamo tra gli articoli…

    • 31 Marzo 2015 in 01:40
      Permalink

      Io mi ricordo bene che quando Vignali venne detronizzato e si guardò ben bene il suo operato, qualcosa di poco chiaro nei rapporti con Ghirardi saltò fuori…poi venne ”insabbiato” in fretta e furia, come d’abitudine di Gdp e company…

  • 30 Marzo 2015 in 20:50
    Permalink

    basta chiamarla col suo nome “na cagata pazzesca”

    seguirono 42 minuti di applausi…………..

  • 30 Marzo 2015 in 22:03
    Permalink

    più tavecchio e più mi rendo conto che in gir a ghe d’il gran casedi, e scusate il mio francese

I commenti sono chiusi.

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I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
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1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
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