TORO.IT E LA STORIA INFINITA DEL PARMA: DALL’EUROPA AL FALLIMENTO IN MENO DI UN ANNO

giulia abbate(Giulia Abbate da Toro.it) – Fallimento. È questa la parola che sembra porre fine al tormentone Parma che dalla scorsa estate sta tenendo banco nell’universo calcistico italiano. Un tormentone che ha portato a galla un buco di bilancio, nelle casse della società gialloblu, di più di 200 milioni di debiti. Una cifra astronomica che sta costringendo i giocatori, ma soprattutto lo staff e i dipendenti della società a lavorare, da più di 7 mesi, senza percepire uno stipendio. Una situazione surreale, aggravata dall’accusa di bancarotta fraudolenta nei confronti di Ghirardi e Leonardi, rispettivamente ex presidente e amministratore delegato gialloblu. La stessa successione di Ghirardi alla guida della società non è stata esente da situazioni quanto meno paradossali e non molto chiare. Dopo l’ufficialità dell’addio di Ghirardi, infatti, si sono susseguiti una serie di nomi tutti legati al magnate del petrolio albanese Rezart Taçi. Dal gioielliere di origine albanese Doca, ritiratosi dopo appena un mese, si sono susseguiti poi Giordano e Codra, anch’egli di origine albanese. Un alternanza che, dopo il definitivo abbandono anche da parte dello stesso Taçi, ha portato alla vendita della società a Manenti, l’ultimo proprietario della società in ordine di tempo, arrestato per riciclaggio di denaro e utilizzo di carte di credito clonate proprio il giorno precedente alla dichiarazione di fallimento, che viene ufficializzato il 19 marzo mentre la FIGC comincia a porsi il problema di come garantire la validità del campionato. La soluzione, almeno sotto questo punto di vista sembra essere stata trovata da Tavecchio e dalla Lega Calcio: un prestito di circa 5 milioni di euro che permetterebbe al Parma di portare a termine il campionato, in uno scenario che resta tuttavia molto instabile. Anche in questo caso c’è da fare una precisazione. Il Parma potrà effettivamente usufruire del prestito messo a disposizione della Lega, ma la cifra non sarà erogata in un’unica rata. I curatori fallimentari, infatti, potranno chiedere l’erogazione di una “porzione” di prestito ogni volta che ce ne sarà la necessità, fino al raggiungimento dei 5 milioni previsti.

Ma andiamo con ordine. Per capire come si è giunti a questo punto bisogna fare un passo in dietro e tornare al giugno scorso quando i gialloblu si videro negata la licenza UEFA necessaria per partecipare all’Europa League, per altro conquistata sul campo, a favore del Torino. Il motivo? 300 mila euro di pagamenti Irpef non in regola riguardanti gli incentivi all’esodo di giocatori ceduti in prestito. Il Parma decide quindi di fare ricorso al TAR, l’unico organo di giustizia ordinaria che sarebbe potuto entrare nel merito della giustizia sportiva. L’obiettivo? Ottenere la sospensiva della decisione del CONI di non concedere la licenza. Un tentativo che però non va a buon fine. Il TAR si dichiara, infatti, incompetente in materia, non si pronuncia e la società dà il via ad una serie di ricorsi e controricorsi che si protraggono fino alla fine di luglio, quando ormai l’ex Coppa Uefa ha preso il via. Ghirardi dopo aver minacciato di dimettersi, salvo poi ritornare sui suoi passi, dichiara di voler far ricorso sia al Consiglio di Stato che al Tas di Losanna, per ottenere quanto meno un risarcimento economico per i danni di immagine, oltre che la tanto inseguita sospensiva del giudizio. La situazione tuttavia non migliora e l’esito non è molto diverso da quello stabilito dal precedente organo di giudizio. Il Consiglio di Stato, come ampiamente previsto, dichiara che la giustizia ordinaria non può entrare nel merito di quella sportiva e il 25 luglio respinge il ricorso del Parma. Situazione analoga per quanto riguarda l’Arbitrato di Losanna che, in un primo momento, non prende posizione per via del mancato pagamento, da parte dei gialloblu, dell’anticipo necessario perché il ricorso potesse essere preso in considerazione e infine, in ottobre, dichiara, come i precedenti organi di giudizio, di non poter entrare nel merito. Il 30 ottobre Ghirardi e Leonardi vengono deferiti per non aver depositato presso la CO.VI.SO.C. (Commissione per la vigilanza e il controllo delle società di calcio) i pagamenti degli emolumenti dei propri tesserati e dipendenti, nonché le ricevute dei pagamenti delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi ai medesimi. Una situazione che, oltra ad una multa di 5000 euro e due mesi di inibizione per l’ex presidente e l’ex amministratore delegato gialloblu hanno comportato un punto di penalizzazione nella già preoccupante classifica del Parma. Una circostanza che si ripete nuovamente, e per motivi analoghi, anche a marzo quando i gialloblu subiscono ulteriori due punti di penalità.

Per rendersi però conto delle dimensioni reali del problema basta dare un’occhiata ai numeri riguardanti i giocatori trattati dal club di Ghirardi. Tra la sessione estiva di calciomercato del 2013 e quella invernale del gennaio 2014, infatti, il club gialloblu ha trattato oltre 200 atleti (111 in entrata e 166 in uscita), quasi tutti giovanissimi, chiudendo con un saldo in positivo di circa 5 milioni di euro. Come è possibile? Semplice, basta ideare un articolato sistema di scambi. In sostanza la società parmense dopo aver ingaggiato giocatori giovanissimi li girava, per lo più in prestito, a club satelliti di Serie B e Lega Pro che necessitavano di aiuti, ottenendo, in cambio, il cartellino dei giovani più promettenti di quelle stesse squadre, o almeno un’opzione su di essi. Un sistema che ha portato la società a contare quasi 300 tesserati distribuiti tra le varie categorie, a costo praticamente zero, e che fa sorgere seri dubbi in merito alla gestione Ghirardi.

Fallimento, dunque, che il Parma non è riuscito ad evitare. Ma quale sarà il futuro della società parmense? Il primo snodo cruciale che i crociati dovranno affrontare è rappresentato dall’udienza del 15 aprile quando i curatori fallimentari dovranno presentarsi davanti al giudice delegato per conoscere il loro futuro. Se verrà confermato l’esercizio provvisorio il Parma potrà terminare il campionato. Se, al contrario, la decisione del giudice in merito dovesse essere negativa i ducali saranno costretti ad interrompere tutte le attività e verrebbero immediatamente estromessi dal campionato. Superato questo primo ostacolo rimarrà da capire quale sarà il destino del Parma nella prossima stagione. A causa dell’abrogazione, lo scorso anno, del Lodo Petrucci i parmensi non potranno infatti usufruire di quella possibilità che in passato ha salvato numerose società come lo stesso Torino. Più probabile, dunque, una vendita all’asta, destino toccato proprio nella scorsa stagione al Bari. In questo caso il tutto andrà risolto prima del 30 giugno, scadenza ultima per l’iscrizione ai campionati. Se la vendita andasse a buon fine, fatta salva l’ormai quasi matematica retrocessione in Serie B, il nuovo proprietario sarà chiamato a sanare i debiti sportivi che hanno portato al collasso del Parma. In caso contrario, l’unica possibilità per la società crociata sarà la via della rifondazione. In tal modo si manterrebbe la continuità della tradizione sportiva della città grazie alla costruzione di una società totalmente nuova e slegata dal Parma attuale. Nuovo nome, nuovi protagonisti, insomma una società creata totalmente ex novo che, tuttavia, non potrebbe evitare la retrocessione nei dilettanti.

Situazione instabile e intricata che oltre a caratterizzare in negativo la vita di una storica realtà del calcio italiano, potrebbe essere solo la punta dell’iceberg di un sistema calcistico che negli ultimi anni sta sfornando più scandali che talenti. Giulia Abbate, da Toro.it

(si ringrazia per la collaborazione Gabriele Majo, direttore di StadioTardini.it)

Continua – Puntata 3 di 6

Le altre puntate:

1. Calcio italiano tra milioni di debiti e falsi paracadute

2. Club scomparsi, presidenti in manette: la crisi che ha ammazzato il calcio

4. Il fallimento dell’AC Torino

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

27 pensieri riguardo “TORO.IT E LA STORIA INFINITA DEL PARMA: DALL’EUROPA AL FALLIMENTO IN MENO DI UN ANNO

  • 28 Marzo 2015 in 13:22
    Permalink

    Direttore, sensazioni in vista del 15 aprile?

    • 28 Marzo 2015 in 13:27
      Permalink

      C’è molto ottimismo in giro, ma penso che in quella sede ci vogliano certezze, non ipotesi…

      Peraltro penso che la concessione dell’esercizio provvisorio decretato dai giudici a fronte di una mera promessa della Lega Calcio debba far riflettere…

      • 28 Marzo 2015 in 18:16
        Permalink

        Si. Tra l’altro leggevo che i 5 mil saranno concessi di volta in volta a seconda delle necessità, il che è diverso da concederli in un’unica trance.

        • 28 Marzo 2015 in 18:19
          Permalink

          Guarda che è una specifica che ho messo in circolo proprio io, sicché sei stato un po’ disattento…

  • 28 Marzo 2015 in 13:57
    Permalink

    Direttore hanno staccato la spina….

  • 28 Marzo 2015 in 14:13
    Permalink

    io piu’ che ottimismo lo definirei pressapochismo cognitivo,del resto un po di infantilismo nel tifoso ci sara’ sempre il famoso bambino che e’ dentro di noi….io adesso ce l’ho sullo stomaco che non riesco a digerirlo sara’ l’eta’ una volta digerivo i sassi come gli struzzi ma non e’ che adesso devo mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi eh ?

  • 28 Marzo 2015 in 15:41
    Permalink

    Ma perché,essendo un articolo scritto con la sua collaborazione, si parla di prestito di 5 milioni….lei parlava di “regalia”

  • 28 Marzo 2015 in 19:06
    Permalink

    appunto, “a fondo perduto” dice tutto ,han speso 5 milioni per un funerale risparmiandone molti di piu’ per un ricovero di massa

  • 28 Marzo 2015 in 19:24
    Permalink

    Leggendo parmafanzine (che è senz’altro meglio di toro.it che a mio avviso fa schifo) si capisce, dalle intercettazioni, che probabilmente Leonardi era con Manenti quando questi tentava di fare i pagamenti con le carte clonate. Se confermato sarebbe parecchio grave! Com’è possibile che nessun altro riporti la notizia?

    • 28 Marzo 2015 in 21:57
      Permalink

      Si vede che la notizia che Leonardi fosse con Manenti quando Manenti provava le carte clonate in biglietteria, non fa notizia.

    • 30 Marzo 2015 in 14:26
      Permalink

      Luca stai sereno……almeno Toro.it è un sito Europeo…..non di serie D 😉
      Cordialmente…

  • 28 Marzo 2015 in 20:23
    Permalink

    Dalla lettura della sentenza di fallimento pare evincere che la FIGC si insinuerà nel passivo per ottenere la restituzione dei 5 ml. Mi chiedo se ho letto male. Può essere eh che abbia letto senza capire, mica dico di no.

  • 28 Marzo 2015 in 20:35
    Permalink

    Ke buone le Noccioline mangiate al bar Spajòt da Bò

    Però ti Viene molta Sete !!!! e Via una bottiglia di Latte

    Possibilmente Scremato !! Così NON sei Fregato !!

    CIAO TINO !!!!! Grande e Unico Tifoso !!!!!!!!!

    PER SEMPRE CON NOI !!!! FORZA PARMA !!!!

  • 28 Marzo 2015 in 21:14
    Permalink

    Sì è vero Direttore, ricordo bene quella dichiarazione di Tavecchio alla TV: “fondo perduto”. Ma la sentenza, ritraibile da intenet (non ho letto il documento originale) riferisce che la Federazione si insinuerá “eventualmente” nel passivo, se non ricordo male. Nemmeno io comprendo appieno questo passaggio nè mi è chiaro il linguaggio giuridico indiretto. Mi sono senz’altro sbagliato.

  • 28 Marzo 2015 in 22:06
    Permalink

    Direttore buonasera e buona domenica delle palme, ma ce lo vede Gianpaolo Montali nella dirigenza di un eventuale nuovo Parma?

    Non si dimentichi di parlarci dei qatarioti

    • 28 Marzo 2015 in 23:19
      Permalink

      Dei qatarioti non ho più niente da dire… Montali? Dipende quale sarà la proprietà…

  • 29 Marzo 2015 in 12:08
    Permalink

    Credo che parlare dei quatarioti sia come parlare dei Kazaki, dei Malgasci o dei Maltesi…o perche’ no’ dei Paraguayani…
    Insomma di nulla….

    • 29 Marzo 2015 in 12:16
      Permalink

      No caro. A nobembre c’erano. Altro Che balle…

      • 29 Marzo 2015 in 12:18
        Permalink

        E a Pasqua?….

      • 29 Marzo 2015 in 14:07
        Permalink

        Ma visto che il Parma era in vendita già da questa estate perché non l’hanno preso allora il Parma che in quel momento era la squadra che era arrivata 6° sul campo! Perché aspettare novembre quando il Parma era messo male(ma salvabilissimo,bastava pagare gli stipendi e prendere un paio di innesti buoni a gennaio per salvarsi)?!?!

        • 29 Marzo 2015 in 15:14
          Permalink

          Io seppi di questo interessamento a novembre. Di questa estate non saprei dire.
          Cmq come già ho scritto tante volte Ghirardi si era trovato nella necessità di dover vendere proprio a taci

  • 29 Marzo 2015 in 13:32
    Permalink

    Direttore invece della GEM citata da Parmafanzine che ne dice??

      • 29 Marzo 2015 in 14:45
        Permalink

        Il profilo di Gems è credibile: private equity che investe in aziende in crisi di ogni settore con importi di alcune decine di milioni di euro, gli conferisce valore e dopo alcuni anni le rivende. Può davvero essere interessata al Parma, non mi pare affatto una bufala.

I commenti sono chiusi.