UNA SANA OPERA DI DIVULGAZIONE SU FALLIMENTO PIU’ O MENO PILOTATO, SUL PROSSIMO CAMPIONATO DI APPARTENENZA E SUI DEBITI SPORTIVI DEL PARMA CALCIO

(Evaristo Cipriani) – Cercando di fare una sana opera di divulgazione, come previsto e indicato nelle finalità precipue del sito secondo il verbo del nostro direttore Gabriele Majo, mi permetto di cercare di offrire un briciolo di chiarezza sulla situazione Parma calcio sulle tematiche in questi giorni sulla bocca di tutti come  fallimento, più o meno pilotato che sia, campionato di prossima appartenenza (B o D? O addirittura Lega Pro, riesumando i “meriti sportivi” del tumulato Lodo Petrucci)  e debiti (sportivi o globali).

Partiamo dall’ipotesi più accreditata al momento ovvero il decreto di fallimento alla fatidica data del 19 marzo 2015.  In quel giorno, a meno di clamorose sorprese realizzate dall’attuale proprietà Manenti e dal proprio team di professionisti (commercialista di Parma e studio legale di Modena), il Parma calcio fallirà.

Per poter salvare la società, come ostinatamente si propone e continua a predicare, occorre un lavoro immane, entro quattro giorni, del Mapi-Team che si sviluppa attraverso vari punti: evidenza fondi su conto corrente intestato e riferito alla proprietà Parma calcio ovvero Mapi Group; descrizione della legittima provenienza degli stessi (antiriciclaggio incluso); accordo con i soggetti che hanno notificato istanza di fallimento per il giorno 19 marzo (parliamo di 3 procuratori e un fornitore, oltre, logicamente, alla Procura: e la visita della GdF, come giustamente rimarcato ieri dal direttore di StadioTardini.it nella sua Opinione, e anche da Parma Quotidiano, non sarebbe collegata alle indagini in corso da parte della Procura per supposta bancarotta fraudolenta, quanto prodromica a valutare la fattibilità tanto anelato fallimento pilotato. I militari, infatti sarebbero stati inviati a Collecchio dal Tribunale fallimentare proprio per verificare se sarà possibile o meno la prosecuzione dell’attività con l’esercizio provvisorio, proprio al lume della elargizione della Lega Calcio (motivo per cui una pattuglia era andata a Milano per analoghe verifiche); accordo con tutti i creditori privati del Parma calcio, compresi i calciatori regolarmente tesserati e prestati (a pagamento del Parma) in giro e loro procuratori. Si parla di quasi 200 soggetti con cui, eventualmente trovare un accordo transattivo – ripeto: in 4 giorni – a meno che si vogliano pagare tutti per l’intero; rateizzazione IVA e Agenzia entrate per debiti tributari pregressi; definizione procedura esecutiva Equitalia; ricapitalizzazione Parma Calcio; redazione memoria costitutiva nella procedura prefallimentare e presentazione del piano che deve avere questo contenuto minimale oltre a mostrare altri due elementi essenziali: capacità di adempiere regolarmente e normalmente alle obbligazioni anche future per il Parma calcio e evidenza della cosiddetta continuità aziendale. Come si può ben vedere, dunque, parliamo di una mole di lavoro enorme che deve essere fatta per poter evitare il fallimento del Parma calcio. Una mole di lavoro che si spera abbiano già  ultimato e che ad oggi difetta dell’elemento essenziale. Il denaro necessario per dimostrare di non esser insolventi.

Arriviamo, dunque, al capitolo fallimento e vediamo gli scenari possibili. Chi parla ad emeritam minchiam di 15-20 milioni per rilevare la società e salvare la serie B non ha la minima idea di cosa stia parlando. Continua a pensare e ritenere che le proprie idee valgano nel mondo reale. Così come chi ritiene che possa esistere il fallimento pilotato, sta dicendo bestialità. Non so, peraltro, se esista già pronta una cordata di imprenditori, disposta a rilevare la società e non so se abbia già fatto due conti (Majo, come avete letto nello spazio commenti oggi, sostiene che la Municipalità possa avere in mano un misterioso Cavaliere Bianco, e la speranza è quella, se no siamo a posto…)  ma al riguardo, mi permetto di scrivere due numeri utili per comprendere meglio la vicenda.

Le NOIF prevedono che per salvare la categoria di appartenenza, occorra il saldo dei c.d. debiti sportivi ovvero circa 60 milioni di euro entro il 30 giugno.

Nessuno metterà mai questa somma per tenersi in casa oltre cento calciatori da pagare e dunque, se esiste una cordata, questa dovrà fare in due mesi quello che Manenti deve fare in una settimana: trovare un accordo transattivo con circa duecento soggetti coinvolti, tenendo conto che tra i vari creditori del Parma calcio ci sono ancora Modesto, Amauri ed altri giocatori del recente passato che hanno spalmato le loro spettanze in vari anni e che potrebbero anche non essere così d’accordo di rinunciare a somme di denaro, anche a costo di perder tutto.

Analoghe considerazioni valgono per quella quantità incredibile di calciatori di serie minori, tesserati dal Parma con ingaggi tra i 50 mila e i 200 mila euro lordi l’anno e contratti pluriennali, che ben difficilmente si ricollocheranno rapidamente sul mercato. Un accordo a sconto con questi soggetti potrebbe essere molto difficile da trovare e l’accordo deve riguardare tutti i cosiddetti debiti sportivi. Diciamo che nella migliore delle ipotesi si possa arrivare a fare transazioni per circa il 50% e la nuova società partirebbe già con questo gap oltre che con oneri pluriennali (a meno di risoluzione contrattuale) di calciatori che dovessero procedere nella loro esperienza professionale col Parma.

Dunque: 30 milioni subito, un campionato di serie B da affrontare come costi e la totale mancanza di marchio e Centro Direzionale di Collecchio che come ben si sa fanno capo a Eventi Sportivi spa. Il centro di Collecchio è periziato per circa 30-35 milioni di euro e ha un debito residuo intorno ai 10 milioni con il Credito Sportivo che ha ipoteca di primo grado. Ma Eventi Sportivi  non è ancora soggetta a procedure fallimentari e dunque, a meno di fallimento in estensione (molto probabile peraltro ma non nell’immediatissimo), il Centro di Collecchio andrà pagato a parte, quanto meno nella forma di un contratto di locazione con riscatto finale.

Stesso discorso per il marchio Parma. Parma Brand è stata fusa per incorporazione in Eventi Sportivi spa ed è titolare dei cosiddetti diritti pubblicitari per cartellonistica e stadio con Gsport che ogni anno versa una somma onnicomprensiva (al Parma calcio spa restano main sponsor, sponsor tecnico e second sponsor in buona sostanza). Anche qui due lirette (il marchio avrebbe un valore di 37 milioni circa) vanno tirate fuori e dunque il pronti via , “fallimento pilotato evviva la parmigianità” costerà tanti soldi nel breve e nel medio, che difficilmente qualcuno qui potrà accollarsi, se non indebitando nuovamente la nuova società e riesponendosi al rischio fallimento nel giro di qualche anno ancora.

In ogni caso è giusto sperare che qualcuno possa farlo ma illudersi è molto pericoloso.

Ecco dunque che la serie D è l’ipotesi quasi certa e con essa la fine di un indotto essenziale per la città di Parma. Tanti esercizi del centro (ad esempio le gioiellerie e i negozi di lusso, ma anche altre strutture quali alberghi, ristoranti ecc..) vivono anche nell’universo Parma calcio, serie A, calciatori, soldi e partire dalla serie D sarà senz’altro un problema anche per essi. Per non parlare del Centro di Collecchio e dei suoi dipendenti che certamente non hanno alcuna utilità in campionati come serie D e serie C (e già stiamo parlando di una macrostruttura per la stessa serie A…). Ecco altri posti di lavoro che saltano a causa di una nuova sottodimensione.

La speranza (dei malvestiti probabilmente) è che Mapi & partners  facciano il miracolo questa settimana, anche se le decisioni di ieri della Lega mi sembra abbiano già escluso questa possibilità. Del resto, il signor Tavecchio ha parlato con chiunque tranne con Manenti e questo la dice lunghissima sulle aspettative reali dei presidenti di serie A, che hanno messo a disposizione della curatela, solo le somme necessarie a finire la stagione, per evitare contenziosi con Sky. Il resto è ancora storia da scrivere. Evaristo Cipriani

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

64 pensieri riguardo “UNA SANA OPERA DI DIVULGAZIONE SU FALLIMENTO PIU’ O MENO PILOTATO, SUL PROSSIMO CAMPIONATO DI APPARTENENZA E SUI DEBITI SPORTIVI DEL PARMA CALCIO

  • 7 Marzo 2015 in 13:53
    Permalink

    Qua tutti danno cifre…o per meglio dire i numeri..
    Ecco…tutti danno i numeri…
    Cio’ che non vorrei e’ dover passare un estate intera o quasi alla ricerca del pazzo che rilevi il club per la B….
    Insomma mi piacerebbe che gia’ dopo il 19 la faccenda si chiarisse del tutto…ma so do viviamo…

    • 7 Marzo 2015 in 15:04
      Permalink

      ma cosa dici entro il 30 giugno tutto deve essere fatto x poter fare iscrizione

  • 7 Marzo 2015 in 14:16
    Permalink

    Si qua’ tutti danno i numeri. Un po’ di pazienza prego. Fra un po’ di tempo il curatore fallimentare dara’ quelli ufficiali, con buona pace x tutti. L’ importante e’ non alimentare speranze impossibili (Cavaliere Crociato) o cervellottiche senza un barlume di logica ( Manenti).

    • 7 Marzo 2015 in 14:37
      Permalink

      Quoto in pieno.
      Converrai pero’ che fino ad ora la confusione coi numeri e’ stata tanta….
      La stampa sparacchia quasi 200 milioni di debito…il sudaticcio ciccione fa sapere che i suoi (taroccati) bilanci parla di 97….poi a seguire tutte le altre cifre del piffero….
      Attendiamo un po’ di ufficialita’…
      Solo che come dicevo anche con l’ufficialita’ non e’ che dopo 48 ore ti dicono dove devi andare a giocare l’anno prossimo….
      Ci sara’ (temo) tutta un’estate di bla bla,incontri,voci,cordate etc. che magari portano al nulla e si perde solo tempo…

  • 7 Marzo 2015 in 14:17
    Permalink

    giusto una precisazione, secondo me non di poco conto:
    l’articolista, che nel titolo asserisce di voler fare una (meritevole, nelle intenzioni) opera di divulgazione, dovrebbe allora precisare che la madre di tutti i problemi, cioè il debito fiscale da cui ha preso spunto la istanza di fallimento, difficilissimamente sarà rateizzabile dal momento che le procedure di Equitalia prevedono che, pendente un’istanza di fallimento o anche una semplice liquidazione, serva una garanzia reale (quindi un garante o una fidejussione bancaria).

    In secondo luogo, una recente sentenza della Cassazione (n. 2174 del 31.01.14), ha evidenziato la possibilità che la società insolvente venga dichiarata fallita nonostante il creditore procedente – nella specie il Fisco – abbia concesso la rateizzazione del debito. Infatti per i giudici supremi la rateizzazione del pagamento non costituisce transazione bensì una semplice dilazione dell’adempimento che, in quanto tale, non comporta il venir meno dello stato d’insolvenza.

    L’azienda, quindi, può essere dichiarata fallita anche quando Equitalia ha già concesso la rateizzazione del debito. La rateizzazione costituisce infatti una semplice dilazione dell’adempimento che in quanto tale non esclude la sussistenza dello stato d’insolvenza.

    • 7 Marzo 2015 in 14:40
      Permalink

      Chi sarebbe colui che definisci “alcoolista”?…
      Majo?…Cipriani?…

  • 7 Marzo 2015 in 14:20
    Permalink

    Manenti non l’han preso neanche all’Esselunga, non si fidavano a fargli maneggiare scatole di Tarallucci, in più a Parma (città, squadra e tifosi) ha raccontato solo balle, ORA:

    Se con strani magheggi e smacchinando per vie borderline è riuscito a prendere il nostro Parma (

  • 7 Marzo 2015 in 14:30
    Permalink

    Viva l’ottimismo… A questo punto cosa giochiamo a fare?? Per fare un favore a Sky???

  • 7 Marzo 2015 in 14:31
    Permalink

    Una considerazione: eventi sportivi di chi è? E’ di Ferrari, Rossi, Volpi e…… Manenti. Lasciamo perdere quest’ultimo che verrà fatto fuori subito e fagocitato dai poteri forti di Parma e Figc, pensate veramente che Ferrari, Volpi e Rossi che hanno versato dù bor nel Parma vogliano speculare con il marchio e il centro sportivo di Collecchio????
    Volpi e Rossi hanno purtroppo il “marchio” di essere amici di Ghirardi e non penso vogliano cadere così in basso da farsi pagare un affitto per marchio del parma e centro sportivo di collecchio?

    Ferrari, tifoso del Parma e di Parma, non gliene frega niente di lucrarci, anzi. Soprattutto perchè questa porcata (Centro sportivo e marchio in Eventi sportivi) è stata fatta da Ghirardi.

    Ora, io penso, si potrebbe anche procedere ad una donazione del centro sportivo e marchio al Parma.

  • 7 Marzo 2015 in 14:35
    Permalink

    Manenti non l’han preso neanche all’Esselunga, non si fidavano a fargli maneggiare scatole di Tarallucci, in più a Parma (città, squadra e tifosi) ha raccontato solo balle, ORA:
    Se con strani magheggi e smacchinando per vie borderline è riuscito a prendere il nostro Parma non ha senso credere in ipotetico miracolo! È come se io mi dessi lo 0,1% di trovare 10’000€ per strada, sarei folle.

    Speriamo succeda qualcosa di diverso, comunque sono pronto anche per la D.

    Domani si gioca, il mio Tardini mi manca già parecchio, Avanti Crociati!

  • 7 Marzo 2015 in 14:41
    Permalink

    Quanto scrive ep e’ corretto. Tuttavia il debito fiscale non è la madre di tutti i problemi. L’ istanza della procura muove dalle richieste precedenti di fallimento e dai decreti ingiuntivi del recente passato. Il debito fiscale potrebbe diventare la tomba senza una garanzia reale che dovrebbe consistere nel vincolo finalistico posto ai fondi documentati.

  • 7 Marzo 2015 in 14:45
    Permalink

    Quanto al centro di Collecchio, ricordo che il mutuo va pagato. Al massimo, si può chiedere il subentro nel mutuo ma qualcuno deve pagare per il centro se lo vuole utilizzare.

  • 7 Marzo 2015 in 14:46
    Permalink

    Solo la mafia può dare in mano dei soldi a Manenti….. e i soldi anche se ci sono non arriverebbero mai perché sennò sarebbero sequestrati per intero

    • 7 Marzo 2015 in 15:35
      Permalink

      E se poi la mafia ti querela?

      Scherzi a parte spero tu ti stia rendendo conto che stai dando del mafioso a manenti. E questa è calunnia…

      • 7 Marzo 2015 in 16:03
        Permalink

        Calunnia e’ dare quel senso alla mia frase……ma interpretarla come nessuna persona che ha soldi puliti li darebbe in mano a lui penso sia più verita che calunnia. Sta di fatto che anche i balordi non sono scemi ed in questo particolare momento dove ci manca solo l’ FBI a Collecchio nessuno ci metterebbe una lira senza poi vedersela confiscare dal tribunale.
        Io sono per il fallimento flash, non per quello Mapilotato

      • 7 Marzo 2015 in 19:32
        Permalink

        dai oh non diamo del mafioso a mister 0,1% mapi-man, che poi ci querela. majo mo va a cagh..

  • 7 Marzo 2015 in 14:57
    Permalink

    Che delusione.Io speravo che i giocatori non giocassero e tenessero duro invece mi sbagliavo.Giocando non sono degli eroi che si battevano per salvare il Parma, sono degli eroi solo per la Lega.

  • 7 Marzo 2015 in 14:59
    Permalink

    voglio proprio vedere quanti nani ballerine e figuranti avranno il coraggio di andare allo stadio domani,solo a parma poteva succedere altro che balle,sparito il parma non succedera’ piu’

  • 7 Marzo 2015 in 15:08
    Permalink

    Giocare domani è una vera sconfitta. Come sempre voce il calcio malato e i giocatori ne escono sconfitti.. Divertitevi donano allo stadio. Io stacco la spina

  • 7 Marzo 2015 in 15:19
    Permalink

    Ì Ìgiocatori vogliono giociare,sputtanandosi nei riguardi dei loro yifosi per tornaconto personale. Sapendo che il Parma presto fallirà, vogliono giocare per farsi notare da qualche squadra interessata alle oro prestazioni.Del Parma se ne fregano al di la delle belle parole di facciata altrimenti se ciò non fosse vero, NON AVREBBERO GIOCATO una partita iinutile.

  • 7 Marzo 2015 in 15:20
    Permalink

    Buongiorno a tutti, l’interesse del sindaco Federico Pizzarotti è quello di preservare la categoria (serie b) e salvare la società dal crack. In questa missione, pare, si sono affiancati a lui Zanetti, Baraldi e l’Upi e a Parma, quando i poteri forti si muovono, tutto è possibile. Detto questo, mi auguro che L’upi non abbia in mente di tradire il sindaco, lasciando sprofondare il Parma in d, anche perchè, per favorirli, si sta creando ogni genere di ostacolo a Manenti per obbligarlo a mollare la presa sul Parma.

    • 7 Marzo 2015 in 21:11
      Permalink

      Ciao omonimo, da quello che so io dai corridoi dei portici del del grano si parla solo di serie D e non di B, anzi. Questo è confermato dat fatto che la gdp dell’upi stia facendo ogni propaganda per indurre i parmigiani che la D è bella, buona e gustosa.

      • 7 Marzo 2015 in 23:44
        Permalink

        Ma capitan pizza si è fatto fregare da tavecchio e brunelli. Ora tutti vogliono la b che è un po’ come la chiusura dell’inceneritore…

  • 7 Marzo 2015 in 15:37
    Permalink

    Non sono d’accordo sulle insormontabili difficoltà ad accordarsi con giocatori/fornitori utilizzando un classico saldo e stralcio (magari anche a percentuali molto basse tipo 30%)… se si fallisce (cosa molto probabile) i lor signori prendono lo 0,0% se invece si tenta il salvataggio (magari tramite un concordato preventivo) almeno qualcosa e subito lo portano a casa. Potrebbero esserci difficoltà nei confronti di quei giocatori che hanno mercato se si svincolano, ai quali occorrerebbe promettere un rinnovo contrattuale importante al fine di trattenerli. E’ chiaro che tutto ciò necessita della disponibilità di qualcuno che ci metta comunque un bel pacchetto di soldi. Salvare la serie B vale tanto, e non sono convinto che partire dalla D (senza il valore del parco giocatori) ed arrivare in B sia tanto più economico.

  • 7 Marzo 2015 in 15:38
    Permalink

    Vabbé, allora non si provi neppure a parlare di fallimento pilotato. L’impressione è che in questo sito si ritenga più probabile che Manenti metta i soldi piuttosto che una B pilotata. Ora, francamente mi sembra eccessivo. Se a Manenti si dà lo 0,1% (e davvero non merita di più), mi sembra assurdo che al fallimento pilotato si dia una % ancora inferiore. Se, come pare, esiste una certa volontà politica di rateizzare e ridurre i passivi con accordi… vogliamo dare al pilotato almeno l’1% di possibilità?

    • 7 Marzo 2015 in 16:17
      Permalink

      Per par condicio gli diamo lo stesso 0,1% di manenti, così pizzarotti è contento…

      • 7 Marzo 2015 in 17:24
        Permalink

        Se pizzarotti è aiutato dai poteri forti (volenti o nolenti), Manenti mi pare quello con meno possibilita’ di riuscita nel suo progetto… I giorni passano inesorabili e la credibilità va sempre più scemando…almeno avesse pagato gli stewart…qui non è arrivato un soldo dalla nuova proprietà ma solo l’elemosina di Tavecchio sennò domani non giocheremmo…non è plausibile che non siano riusciti a far arrivare nelle casse del Parma nemmeno i soldi x le bollette…questo giochetto del barbone danaroso è stato bello finché è stato corto…basta balle….

        • 7 Marzo 2015 in 18:00
          Permalink

          Mi duole contraddirti, Cibbi, poiché se domani il Parma va in campo non c’entra una benedetta mazza l’elemosina di Tavecchio che sarà elargita solo ed esclusivamente dopo il 19 marzo allorquando il tribunale accontenterà tutti decretando fallito il club (sempre ammesso che Super Mapi non piazzi il carico da 100, o da 50, e basterebbe forse anche 30): il Parma, come da comunicato di ieri dopo la riunione del Gos, potrà disputare regolarmente la partita con l’Atalanta grazie a risorse proprie (o reperite da sponsor, giacché nel comunicato si ringraziano i fornitori, ma comunque ci fosse anche stato questo aiuto, sempre soldi del Parma sono) e senza l’aiuto di nessuno. E mi viene dunque da pensare che se c’è stato l’ok per questa occasione, avrebbe potuto esserci anche due settimane fa con l’Udinese, confermando la mia impressione che si trattasse di rinvii voluti dalle istituzioni calcistiche per prender tempo e non per la mancanza di denari da erogare agli steward.

          Un bacino

          Gmajo

          • 7 Marzo 2015 in 19:19
            Permalink

            Data la gentilezza che usi sempre nei miei confronti, accetto di buon grado anche di essere contraddetta 🙂 Cmq hai ragione: le offerte di elargizioni degli sponsor le avevo dimenticate…le notizie si susseguono e qualcuna purtroppo scappa o si dimentica! Non si scappa invece che Manenti li abbia avuti tutti da subito contro (come hai sempre sottoloneato) ma,se davvero dovesse mantenere la proprietà del Parma,fagli un bel corso di comunicazione che saresti un ottimo maestro e lui ne ha davvero bisogno! 😉 Buona serata e buon lavoro!

  • 7 Marzo 2015 in 16:06
    Permalink

    In tutti questi giorni non mi pare che sia stata detto che è stato un errore abolire il lodo Petrucci.
    Credo infatti che, dando x scontata la retrocessione, una lega pro ripartendo da zero sarebbe stato un epilogo equo.
    Tutti si riempiono la bocca con la serie d, ma rispetto alla lega pro c è molto più di una categoria di differenza, in d non c è antidoping, le partite vendute si sprecano, per una città non è calcio.

  • 7 Marzo 2015 in 16:08
    Permalink

    Direttore in caso di fallimento “classico” e ripartenza dalla D ci sarà sempre un’asta fallimentare per l’acquisizione della società?

  • 7 Marzo 2015 in 16:21
    Permalink

    Signor Majo,

    Volevo fare un punto che ritengo importantissimo, ma che nessuno ha fatto prima. E riguarda tutti noi tifosi dell Parma all estero. Quelli che abitano in America, Asia, Indonesia, etc.

    C’e moltissima gente che preferisce “morire con onore/umiltà” senza favori, ma non ricordano che ci sono un sacco di tifosi dell Parma che abitano all estero, e che con una eventuale Serie D, sarebbe la fine dell nostro più grande amore, probabilmente per sempre.

    Per voi in Italia può darsi che sia più facile, prendete una macchina o un treno e potete andare ad “un paesello” e vedere Parma vs La Spezia, Parma vs Carpenedolo, etc. Ma per noi sara impossibile, e come molti tifosi non tifiamo nessun altra squadra – sarebbe la morte della nostra più grande passione.

    Per questo motivo ritengo che si debba cercare di fare di tutto per salvaguardare la Serie B, anche se sia quasi impossible. Al di la dell orgoglio, io sono di accordo che si giochi. E se ci vogliono aiutare per avere almeno il 0.1% di speranza di giocare una Serie B l’anno prossimo, allora ven venga questo aiuto.

    Io voglio continuare a vedere le partite della mia squadra dell cuore. E sono sicurissimo che posso anche parlare in nome dei tantissimi tifosi dell Parma all estero.

    Cordialmente,

    .matador

  • 7 Marzo 2015 in 16:34
    Permalink

    E delle dichiarazioni da emerito coglione di Pizzarotti che ne dice Majo ? Se per miracolo manenti metto un centello, lui (il grande sindaco dalla visione corta corta) vuole che intervenga la procura ad indagare. Ma che vada a cagare nel baganza va.

    • 7 Marzo 2015 in 17:30
      Permalink

      E Manenti? È ora che prepari il piano di rientro che entro 5 gg va presentato! Sennò invito anche lui a fare lo stesso ”giro” nel baganza !!!

      • 7 Marzo 2015 in 18:17
        Permalink

        Chissa’ perche’ i soldi Taci profumavano di lavanda mentre quelli di Manenti olezzano di guano a prescindere…ah saperlo ! Come dice D’Agostino su Dagospia. Carte alla mano sembra che la riscossione di quanto era dovuto dal Ghiro all’ente pubblico non fosse tra le precipue preoccupazioni dei nostri amministratori…ah saperlo !

        • 7 Marzo 2015 in 19:32
          Permalink

          Non ho mai parlato bene di Taci e tantomeno di Ghirardi, quindi a me sto discorso non tocca…ora siamo in mano a Manenti e tocca a lui tirare fuori il coniglio da cilindro…Se i soldi arrivano secondo te non vengono accettati? E cmq prima devono arrivare poi possiamo eventualmente annusarli…io su sto argomento dei soldi puliti o sporchi dell’uno o dell’altro non ho mai detto nulla quindi la tua osservazione indirizzata a me non ha attinenza

          • 8 Marzo 2015 in 03:55
            Permalink

            Non mi riferivo a te Cibbi. Il mio post seguiva il tuo per attinenza, perche’ si inseriva nel contesto del ragionamento sviluppato dall’utente al quale avevi risposto. Non mi metto di certo ad attribuire a te l’inerzia e la superficialita’ che i nostri amministratori pubblici hanno mostrato in questa vicenda. Sono considerazioni pratiche slegate da qualsiasi implicazione politica. In giro per il mondo il Parma inteso come squadra di calcio e’ piu’ conosciuto della citta’ stessa. Adesso e’ di dominio pubblico che la societa’ era inadempiente…da anni..nei confronti del comune e che solo negli ultimissimi mesi l’amministrazione si e’
            attivata per recuperare il credito.
            Perche’ hanno aspettato cosi’ tanto ?
            Non si rendono conto della figura che hanno fatto ?

      • 7 Marzo 2015 in 18:17
        Permalink

        Insieme non possono andarci, perchè o ci va uno ( manenti se non mette i denari) oppure ci va l’altro (il sindaco se il mano mette il soldo). Questo non toglie che il moralismo da talibano ritardato (nel senso che arriva in ritardo di 30 anni), sulla provenienza dei soldi nel mondo del calcio, fa meritare al sindachino un bel 3 in pagella con tanto di cappello da somaro sulla testa. Moralista del cazzo.

        • 7 Marzo 2015 in 19:45
          Permalink

          Ma se i soldi non arrivano (di manenti) e poi non ci sarà il fallimento pilotato (caldeggiato da pizzarotti), non pensi che dovrebbero andarci insieme a quel paese (x essere meno volgari)? Mica è detto che x forza uno dei due l’abbia vinta se l’altro fallisce nel suo intento…Se poi x caso i soldi arrivano e pizza ci fa dare una controllata, si avrebbe un diverso scenario ancora…Cmq se vogliamo che il mondo del calcio cambi partendo dalla nostra ssquadra, non possiamo incazzarci se viene controllato da dove vengono i soldi…Non è la prima cosa a cui pensare adesso che i soldi manco ci sono,però non è neppure una bestemmia…Se poi accettiamo che tutto vada avanti come prima ci sta anche di chiudere tutti gli occhi…si tratta di decidere da che parte stare Ricordando però che cmq non saremo mai noi tifosi a decidere o cambiare concretamente le cose

    • 7 Marzo 2015 in 18:13
      Permalink

      No, Pizzarotti non ha detto questo. Ha detto che nel caso arrivino questi soldi, bisognerà vigilare sulla loro provenienza, non che lui attiverà la Procura. Ha anche detto che il Parma, essendo squadra privata, può fare come crede… non ha bisogno di interpellare il Comune e del resto il Comune non lo ritiene un interlocutore affidabile.

      • 7 Marzo 2015 in 18:18
        Permalink

        Il passaggio in cui sostiene che attiverà la procura non mi risulta nuovo…

        • 7 Marzo 2015 in 18:52
          Permalink

          In conferenza stampa non l’ha detto. Comunque anche io sono contrario ai moralismi sulla provenienza dei soldi. Se passano le regole bancarie, vanno accettati e basta. Faccio però osservare a chi mi ha preceduto che simili discorsi (no a soldi di dubbia povninza) prima di Pizzarotti li hanno fatti Dall’Olio, Caslli e Cristiano Antonino ma non ricordo altrettante critiche. Con la bella differenza che Pizzarotti appartiene a un movimento politico che, con tutti i non suoi pochi difetti per altre cose, sull’onestà dei suoi esponenti non mi pare cfriticabile, mentre i soloni del Pd e aree collegate fanno la morale ma si guardano bene dal denunciare le porcherie del loro partito (vedi coop e stadio Giglio).

  • 7 Marzo 2015 in 17:09
    Permalink

    Direttore, secondo lei quante possibilità ci sono che il 19 venga concesso l’esercizio provvisorio? É possibile che non venga concesso?

    • 7 Marzo 2015 in 17:28
      Permalink

      Secondo me, essendo che tutto è predisposto, nel senso di apparecchiato, le probabilità di concessione di esercizio provvisorio sono elevate. Razionalmente un po’ meno, poiché diversi candidati curatori sarebbero di diverso avviso, al di là della prebenda

      • 7 Marzo 2015 in 22:23
        Permalink

        Ha “sondato” vari curatori?

  • 7 Marzo 2015 in 17:45
    Permalink

    Domani allo Stadio ci saranno delle Sorprese !!!

    Alla Faccia di Molti Forestieri Incapaci !!!

    La Storia Continua ma NON x Tutti !!! Ke Spettacolo

    NO ALLA RESA !!! CARICA CROCIATI

    • 7 Marzo 2015 in 18:03
      Permalink

      ho saputo anche io,un motivo in piu’ per starmene a casa,ci mancherebbe che mi prendo un daspo per questa squadra di merda

  • 7 Marzo 2015 in 17:49
    Permalink

    Non ho capito perchè servono 60 milioni per rilevare la squadra in serie b.

  • 7 Marzo 2015 in 18:03
    Permalink

    molte possibilita’!
    il curatore fallimentare ha come interessi i creditori e x un esercizio provvisorio avere i soldi x tale esercizio

    in questo caso i soldi ci sono e tramite un esercizio provvisorio se l’asta va a buon fine pate dei creditori i tesserati e relative tasso vengono saldati a differenza di un fallimento.

    xcio’ è interesse del curatore che questo avvenga e vada a buon fine

  • 7 Marzo 2015 in 18:34
    Permalink

    Ottime considerazioni, in particolare per quello che concerne i rapporti tra Parma FC ed Eventi Sportivi.

    Una sola domanda: non è che la nuova proprietà potrebbe eventualmente promuovere un’azione di responsabilità verso i vecchi amministratori?

    Ora, siamo in Italia e i tempi della giustizia sono eterni, però credo che qualcosa possa essre recuperato, anche sotto forma transattiva, dalla famiglia Pasotti-Ghirardi.

    P.S: Io non credo che l’indotto per gli esercenti grazie al Parma sia sostanzioso.

  • 7 Marzo 2015 in 18:41
    Permalink

    quindi lei e piu positivo sulla ripartenza in serie b del parma

  • 7 Marzo 2015 in 18:52
    Permalink

    Maledetto Leonardi e il tuo sistema. è quello che ci frega con i debiti sportivi.

  • 7 Marzo 2015 in 18:58
    Permalink

    La nuova proprietà è responsabile da fine gennaio era a conoscenza e doveva provvedere a pagare gli stipendi di febbraio così non è avvenuto. Come del resto non succederà nulla fino al 19, ci saranno solo pasti gratis alla foresteria di collecchio. Manenti da presidente è inadempiente come Taci e Ghirardi.

  • 7 Marzo 2015 in 19:13
    Permalink

    Direttore com’è la storia del cavaliere bianco? Che mi sono perso i commenti di ieri

    • 7 Marzo 2015 in 23:57
      Permalink

      I commenti erano di oggi, relativi a una indiscrezione non confermata secondo cui i municipali avrebbero in mano un cavaliere bianco crociato che potrebbe erogare le somme richieste per la b. Ma, appunto sono voci incontrollate…

  • 7 Marzo 2015 in 19:44
    Permalink

    Ma avevo letto che i calciatori rinunciavano ad una parte del loro ingaggio, mi sarò sbagliato io?

    • 7 Marzo 2015 in 22:00
      Permalink

      Se passa il discorso dei cinque milioni i giocatori rinunciano più o meno al 50% dei propri emolumenti da percepire negli ultimi quattro mesi

  • 7 Marzo 2015 in 20:02
    Permalink

    mah…non capisco perchè continuate a parlare di 55-60 milioni… tavecchio ieri ha detto chiaro e tondo che i debiti saranno valutati in maniera inferiore rispetto a quelli reali.. ha detto proprio che con 50 milioni non ci compra nessuno… più chiaro di così… poi ke mantenga o meno la parola data è tutto un altro paio di maniche…

  • 7 Marzo 2015 in 21:17
    Permalink

    Se la cessione de centro sportivo e marchio e’ avvenuta fittiziamente senza versamento d denaro si tratta difalso in bilancio e in caso di fallimento do bancarotta fraudolenta
    Credo

    • 7 Marzo 2015 in 22:52
      Permalink

      Limitiamo il discorso al marchio ché per quello mi pare pertinente. Lascerei perdere il centro sportivo perché il ragionamento è diverso

      • 7 Marzo 2015 in 23:52
        Permalink

        Non è falso in bilancio. La legge purtroppo lo consente! Lo ha fatto l’inter, il Parma e altri club e non è mai stato sollevato nulla.
        Bisognerebbe cambiare le noif su questo e altro ma se le cambiano salta il sistema e nessun club si iscrive. Ricordo che Uckmar si dimise dalla covisoc sbattendo la porta perchè consentire certe “porcate” lui non si abbassava

  • 7 Marzo 2015 in 21:21
    Permalink

    Parlo di 55/60 milioni perché è il debito sportivo al 30 giugno 2015. Se il parma viene “salvato” nel fallimento e tenuto in serie b, si devono aggiungere anche i costi dei calciatori con contratto pluriennale. Sulle affermazioni di Tavecchio che ha fatto intendere la possibilità di una modifica ad personam ( che poi sarebbe utile ad altri club blasonati con debito molto maggiore) , invito a prestare molta attenzione alle parole degli attori principali. Non credo che i calciatori accettino di prendere poco o nulla per salvare il Parma calcio. Se non ci sono soldi , muoia Sansone con tutti i filistei. Del resto i calciatori sono creditori privilegiati. E con le azioni di responsabilità verso presidente , amministratore, membri cda e sindaci , possono portare a casa i loro denari. Attenzione poi anche alla Corte dei conti per la situazione crediti non riscossi dal comune. A me non piace sapere che pago tasse e servizi e qualche politico fa favori ai propri amici e non esclude le somme dovute.

I commenti sono chiusi.

Questo sito web utilizza i cookie di terze parti come ad es. Google Analytics per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di navigazione e anche a fini statistici. Continuando ad utilizzare il sito accettate l'utilizzo dei cookie. Nel caso non desideriate l'utilizzo dei cookie potrete effettuare l'opt-out uscendo dal sito o seguendo le istruzioni nella pagina delle informazioni. PIU' INFORMAZIONI...

COOKIE, PRIVACY, TERMINI E CONDIZIONI D'UTILIZZO
Relativi ai domini/siti Stadiotardini.it, Stadiotardini.com, GabrieleMajo.com e Parmacalcio.com di proprietà di Gabriele Majo

>> LA PRESENTE PAGINA NON CONTIENE COOKIE O CODICE DI TRACKING <<

COOKIE
I cookie sono piccoli frammenti di testo archiviati sul suo browser attraverso il sito web che visita. I siti web utilizzano i cookie per memorizzare informazioni sulla sua navigazione, sulle sue preferenze o per gestire l'accesso ad aree a lei riservate.
I gestori dei siti web e i soggetti che attraverso i medesimi siti li installano possono accedere esclusivamente ai cookie che hanno archiviato sul suo browser. Qui può trovare maggiori informazioni sui cookie: http://it.wikipedia.org/wiki/Cookie
Cookie tecnici che non richiedono consenso
Gabriele Majo, nel corso della sua navigazione sulle pagine dei siti internet del Gruppo, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel browser di navigazione alcuni c.d. cookie, ovvero informazioni che ci consentono di memorizzare alcuni dati utili a: riconoscere che attraverso il suo browser sono già stati visitati i Siti del Gruppo, e registrare e ricordare qualsiasi preferenza che possa essere stata impostata durante la navigazione su tali siti.
Per esempio, Gabriele Majo potrebbe salvare le sue informazioni di accesso, in modo che non debba effettuare la procedura di accesso ogni volta che accede al sito o siti del gruppo collegati; analizzare i Siti del Gruppo e il loro utilizzo e per migliorarne i servizi; memorizzare la sua scelta relativa al consenso all'installazione di cookie di profilazione. L’utilizzo da parte di Gabriele Majo di tali cookie ed i trattamenti ad essi correlati – per sé e/o per le altre società del Gruppo - sono necessari per consentire alle società del Gruppo di renderle disponibili i contenuti pubblicati sui nostri siti in modo efficace e di facile consultazione.
L’utilizzo di tali cookie e lo svolgimento dei trattamenti ad essi connessi, non richiede, ai sensi della disciplina vigente, il suo consenso.

Gabriele Majo, inoltre, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel suo browser o lascerà installare a terzi alcuni cookie che ci sono necessari per acquisire o far acquisire a nostri partner informazioni statistiche in forma anonima e aggregata relative alla sua navigazione sulle pagine dei siti del Gruppo.
Si tratta, in particolare, dei cookie relativi ai seguenti servizi di analisi statistica per i quali forniamo maggiori informazioni anche per la disattivazione:
Google Analytics
https://support.google.com/analytics/answer/2763052?hl=it
Youtube
Anche per l’utilizzo di tali cookie e per i trattamenti di dati personali ad esso connessi non è necessario, in forza di quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di privacy, il suo consenso. Cookie per cui è richiesto il consenso Qualora, inoltre, lei presti il relativo consenso attraverso una delle modalità semplificate descritte nell’informativa breve che le è stata presentata al momento del suo primo accesso su un sito del nostro Gruppo o seguendo le istruzioni che seguono, Gabriele Majo potrà installare e/o lasciar installare a società terze ulteriori cookie, c.d. di profilazione, che hanno lo scopo di aiutare Gabriele Majo – nel suo interesse e/o in quello di altre società del Gruppo - e/o aiutare le società terze qui di seguito elencate a raccogliere informazioni sui suoi interessi ed abitudini così da proporle comunicazioni commerciali, per quanto possibile, di suo interesse o, comunque, coerenti con i suoi interessi.
Come le è già stato fatto presente attraverso l’informativa breve che le è stata proposta all’atto del suo primo approdo su uno dei siti del nostro Gruppo, attraverso le modalità ivi riportate può prestare un consenso unico a che Gabriele Majo e le società terze installino sul suo dispositivo i predetti cookie e pongano in essere i conseguenti trattamenti di profilazione o negare tale consenso a Gabriele Majo ed ogni altra società non utilizzando i servizi dei siti del gruppo.

L'accesso alle pagine dei siti web realizzati e mantenuti da Gabriele Majo (di cui fanno parte i siti indicati sopra) implica per l'utente l'accettazione dell'utilizzo dell'uso dei cookie e delle seguenti condizioni secondo la vigente normativa sulla privacy. In caso l'utente non accetti l'utilizzo dei cookie da parte di Gabriele Majo potrà effettuare l'opt-out abbandonando le pagine dei nostri siti.

Copyright
La documentazione, le immagini, i marchi e quant'altro pubblicato e riprodotto su questo sito è di proprietà della, oppure concesso da terze parti in uso alla Gabriele Majo, così come alle aziende che hanno concesso in licenza software e materiale grafico e multimediale e ne è vietata la riproduzione al pubblico.

Responsabilità di Gabriele Majo
Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito.
Pertanto Gabriele Majo , non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati.
Le eventuali informazioni comunicate spontaneamente da parte di soggetti terzi al sito potranno essere liberamente usate da Gabriele Majo

Trattamento dei dati personali
L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

CHIUDI