CARMINA BIABIANY / CARO FULMINE NERO, NESSUNA NERA SFORTUNA POTRA’ FAR DIMENTICARE LE TUE SAPIENTI FOLATE…

(Luca Savarese) – Un Fulmine Nero non correrà più sul prato del Tardini. Jonatahan Ludovic Biabiany, che ha risolto con il Parma consensualmente il contratto che li avrebbe legati sino al giugno 2018, (come comunicato dalla curatela alle prime ore di questa mattina), mi ha sempre fatto pensare, forse per via del Gabbiano Jonathan Livingston, che ne richiama il primo nome, proprio ad un gabbiano prestato al mestiere del pallone, ad un insieme di freschezza ed esplosività, di baldanza e velocità. Già, la velocità, arma che ha affinato, da quando arrivò nel Ducato nell’estate del 2009 dai canarini del Modena, in questi suoi anni crociati, migliorandosi sempre di più sul campo, in allenamento e nella sua persona, ad un certo punto, lo ha costretto a fermarsi, come un Freccia Rossa che non può più correre sul suo binario.  Al cuor non si comanda in amore ed al cuore ed ai suoi intoppi fisici, ci si deve inchinare. Sai, caro  Biabia, questo il nomignolo che io ed il fido Patruno ruminavamo, lieti, ogni volta che prendevi palla e facevi quello che volevi, credo che solo l’aritmia, abbia potuto davvero fermarti, stopper arcigno ed antipatico. Molte volte eri sfuggito a diverse schiere di difensori, che mica riuscivano a prenderti. Quando volavi con il 7 sulle spalle aumentavano i decibel non solo dell’Ennio, ma di tutte le case dotate di pay-tv, che vedevano il Parma e godevano delle tue giocate. Poi improvvisamente su quel terreno artificiale di Cesena, ecco l’anticamera di una stagione tragica per il Parma e dolorosissima per te. Dal campo artificiale del Manuzzi, alle sentenze reali sul groppone del Parma e per il tuo cuoricino. Ho ancora stampato, più pregiato di un dipinto del tuo connazionale Delacroix, il quarto gol, sigillo della gioia somma crociata e delle massima condanna rossonera, che facesti di testa in tuffo a San Siro, contro il Milan, domenica 16 marzo 2014 o, altra perla, quando, nel primo anno con Guidolin in A, infilasti la Juve in casa sua o quando inchiodasti l’Inter all’Ennio con uno scatto, un dribbling ed un gol il 2 maggio del 2012, terza rete di un sonoro Parma 3-Inter 1! Biabiany non giocava, giocava a prova a prendermi. Mi è caro il ragazzo di Parigi, anche per un fatto personale: 3 agosto 2009, dopo un grave incidente avuto in macchina con mia sorella in montagna, in cui rimango vivo per miracolo, perdo conoscenza per un’oretta, mi devono operare d’urgenza all’omero della spalla sinistra, altrimenti perdo i nervi del braccio. All’ospedale di Sondrio, appena mi risveglio, provo a vedere se almeno la memoria mi è rimasta: “Biabiany, si abbiamo preso Biabiany dal Modena”, è il mio primo nuovo ricordo, quel nome mi dà come una strana forza, lo continuo a ripetere; prima di produrre le sue serpentine sul campo, Jonathan, le aveva prodotte in me, quella tremenda notte. Divenne presto la mia guida mentale in quella convalescenza. Il 13 settembre, con tanto di tutore andai, da solo, al Meazza, primo blu, c’era Inter-Parma, terza di campionato dopo essere tornati in A. Prima volta che vidi, dal vivo, l’ala francese. Eto’o e Milito punirono nel finale quel frizzante Parma, ma io ero contento perché avevo visto giocare Biabiany, il cui nome, era diventato un mio quasi magico refrain. Andiamo lamentandoci perché le ali destre si stanno estinguendo. Biabiany non solo era uno dei cantori di quel ruolo, ma lo sublimava, trasformandosi, con la sua corsa sicura e fiera in attaccante esterno: il terzino provava a seguirlo lungo la fascia, ma d’un tratto il transalpino svoltava accentrandosi ed il centrale, affannato, mica se lo aspettava. E Parma godeva. Altra chicca non scontata in lui: al solito calciatori di questi ruoli e per di più a tinte francofone, perdono spesso o si montano sovente la testa, avete mai visto Biabiany, agitarsi e ridicolizzarsi in comportamenti più da discotecari annoiati che da professionisti della sfera? Credo che ora possa iniziare per lui un’altra vita, dispiace che non avrà più i colori del Parma, non so se il prato, le verdi zolle da brandire coi suoi tacchetti in direzione bandierina, ritmeranno ancora le sue future giornate, spero certamente di si, ma ora, per il momento, il vero protagonista è e sarà lui stesso così com’è, non quello che gli è successo, ma quello che gli accade ora, la possibilità di sorseggiare quello che ha dato al Parma e di custodire questa sofferenza e reinventarsi, altre partite, intriganti sfide, come quella con sua famiglia, che lo attendono e lo reclamano, titolare fisso. Biabiany si nasce, non si diventa. Il ragazzo guarirà anche se ha un cuore un po’ stretto, questo altr’anno giocherà, se non sul prato del Tardini, ma nell’avventura della vita, con la maglia numero 7. La sua. Luca Savarese

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “CARMINA BIABIANY / CARO FULMINE NERO, NESSUNA NERA SFORTUNA POTRA’ FAR DIMENTICARE LE TUE SAPIENTI FOLATE…

  • 11 Aprile 2015 in 18:27
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    Dal primo anno a Parma alla scorsa stagione i miglioramenti sono stati enormi. Davvero un peccato.

  • 11 Aprile 2015 in 18:50
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    Il miglior Biabiany io l’ho visto ai tempi di Guidolin.

    • 11 Aprile 2015 in 21:34
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      Bisogna anche dire che Guidolin sapeva trarre il meglio da ognuno. ..e Biabiany sarà ricordato a Parma come uno dei migliori, anche fuori dal campo!
      mi complimenti con Savarese…articolo davvero toccante e profondo!

  • 11 Aprile 2015 in 22:21
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    Grazie biabia la nord è con tè

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