DONADONI A RADIO ANCH’IO SPORT: “PRIMA ANDAVAMO AVANTI PER INERZIA SENZA PENSARE AL CAMPO MA A TUTTO IL RESTO: QUANDO ABBIAMO CAPITO LE COSE I BUOI ERANO GIA’ SCAPPATI…”

image(gmajo) – L’allenatore del Parma F.C. Roberto Donadoni è stato ospite della trasmissione Radio Anch’io Sport sulle frequenze di Radio Uno Rai. La prima domanda del conduttore Riccardo Cucchi ha riguardato l’allenamento di ieri in Cittadella in mezzo alla gente, “una cosa possibile solo a Parma…”, ha chiosato il capo redattore sport: “Da quando io sono qui lo facciamo tutti gli anni una volta. Andiamo in Cittadella che è il parco più grande e più bello di Parma: andiamo fare un giro in mezzo alla gente e ai tifosi. Una camminata e un po’ di allenamento in mezzo a loro”.

E’ meraviglioso festeggiare una vittoria insieme al pubblico che non vi ha abbandonato?

“Sì abbiamo chiesto che in questo finale di campionato il nostro pubblico ci sia vicino e che ci dia una mano, non per pietismo, ma perché abbiamo necessità che guardando sugli spalri ci siano i nostri tifosi a tenerci e questa è una delle ultime soddisfazioni che possiamo avere”.

Cucchi parla di “Favola Parma” (che inizia a diventare uno stucchevole luogo comune come quello di 20 anni fa di “isola felice”, anche perché di fiabesco, al di là della vittoria sulla Juve, non c’è proprio nulla in questa situazione) “che di riflesso stiamo vivendo anche noi dopo la vittoria sulla Juve” e chiosa: “la società è fallita, la squadra no…”

“Beh sì, – risponde all’invito a nozze Donadoni – in parole povere è quello che è successo. E’ chiaro che tutto quello che è accaduto quest’anno ne ha dell’incredibile: è chiaro che questi risultati, queste piccole soddisfazioni aiutano a superare quello che è successo, ma rimane il fatto che questa situazione non deve verificarsi più in nessun’altra parte d’Italia”.

Il microfono passa al direttore del Guerin Sportivo Matteo Marani che si professa colpito dalle due vittorie e dal pareggio raccolti in una settimana: “per vedere l’ultima che batte la prima bisogna risalire al famoso Roma-Lecce, dico questo per specificare la portata di questo risultato”. Marani ricorda la frase di Donadoni dopo l’addio di Cassano: “ci vuole molta più dignità a rimanere che ad andare”, aggiunge di “serietà che la società non ha dimostrato” in contrasto con quanto messo in mostra dal suo gruppo di lavoro e finalmente pone due interrogativi: quando c’è stata la vera svolta, cioè quando i giocatori han detto basta e si sono ricompattati e andiamo con dignità fino in fondo; e poi se è vero che c’erano state proposte concrete e forti di federazioni straniere alle quali lui ha risposto di no per andare avanti con il Parma. 

“Per quanto mi riguarda mi interessa poco: il rischio, quando si dicono queste cose, è che ci si metta in luce o si dica quanto son bravo per aver fatto la scelta di rimanere qui e di andare avanti finché ne avrei avuto possibilità e volontà. E lo faccio con grande orgoglio. Tutti quanti faremmo più in fretta a dire: sapete cosa c’è? Arrangiatevi, io vado, ma credo che questo non rientri nel mio modo di ragionare e i ragazzi stessi hanno dimostrato che questa era la cosa più giusta e corretta da farsi, anche magari a dispetto di proposte allettanti. Che poi sono tutte proposte allettanti nel minuto in cui qui non prendi un euro è tutto più allettante… Poi se si ragiona per l’anno che viene si possono fare tutti i ragionamenti del caso. Adesso è inopportuno…. Il fatto di aver certezza del nostro proseguo fino a fine campionato, di avere chiarezza da gente seria come i curatori che ci parlano chiaro e ci dicono le cose come sono, a dispetto dei mesi passati quando ci raccontavano tante cose poi tradite dai fatti, questi fatti ci han dato coscienza a differenza di altri di capire che il nostro futuro dipende dal quotidiano: oggi tutti i ragazzi hanno volontà di continuare la loro professione e ora hanno questa vetrina per esser appetibili e si ragiona e si continua in questo modo…”.

L’ex arbitro internazionale Paolo Casarin, peraltro già alle dipendenze del Parma in epoca Tanzi, ha posto la domanda a mio avviso più giornalistica (o se preferita “scomoda”) del lotto: “Avendo visto alla tv la vostra performance magnifica di sabato, al di là della prestazione dell’avversario, quando siete tornati nello spogliato vi siete domandati perché nella prima parte l’andamento era così negativo? E nella prima parte c’era anche anche qualche giocatore più importante in più rispetto a sabato. Al di là del risveglio che ha ben spiegato prima, perché questo procedere negativo per metà campionato?

“Semplicemente per tutta quella parte di campionato si è andati avanti per inerzia. Mi spiego meglio: l’anno scorso avevamo giocato un campionato di un certo livello, per cui inconsciamente tutti pensavano che quello bastasse: si pensava poco al calcio e molto di a quello che stava succedendo. Anche perché non c’erano certezze; si pensava, a proposito degli stipendi, che tutto si potesse risolvere, come negli anni passati, all’ultimo secondo. Poi quando abbiamo iniziato a capire le cose era tutto più complicato, i buoni erano già scappati dalla stalla ed era complicato riprendere il filo del discorso. Anche se onestamente nella prima parte del campionato abbiamo perso partite per episodi e situazioni figlie di disattenzioni e mancanza di quella concentrazione feroce che serve per fare la differenza. Questo ha fatto sì che la lancetta della bilancia fosse sempre a sfavore e ha fatto sì che ci fosse quel tipo di risultato”.

Alessio Maldini, il redattore in conduzione con Riccardo Cucchi, ha ricordato,in proposito, alcune partite perse dal Parma allo scadere e altre negli ultimi 20’, con punti smarriti che avrebbero potuto far comodo, prima di domandare all’allenatore del Parma come vede la Juve per il prossimo impegno di Champions con il Monaco:

“Sicuramente sarà una partita combattuta. La Juve ha sia qualità tecniche che caratteriali per esser meglio e poter prevalere sul Monaco. Ho questa convinzione: che possano riuscire. E penso che siano stati anche favoriti dal sorteggio, visti gli avversari che c’erano e sono certo che non si lascieranno sfuggire l’occasione”.

Riccardo Cucchi ha poi accennato alla sponsorizzazione del ristorante di Donadoni sulla maglia di Parma-Juventus:

“Sì, è il ristorante che ho in società assieme a Tassotti e a Marco Spreafico: è stato proprio quest’ultimo a lanciare la proposta e noi gli siamo andati dietro volentieri”.

Al telefono interviene il radioascoltatore Enzo da Potenza: “Buongiorno sono emozionato e commosso per il fatto di poter interloquire direttamente con Donadoni. Roberto, se entro fine campionato continuassero ad arrivare tutti questi doni bellissimi, che fine faresti? Quale futuro? Hai in parte già risposto, ma vorrei che lo facessi in modo più preciso… E e che fine farà il Parma?  L’Italia è con voi: è bellissimo che il pallone rotondo faccia accadere questi miracoli che ci riconciano con un mondo non sempre pulito…”

“Grazie Enzo: per mio futuro, sinceramente, non ho la più palla idea di quello che sarà: vedremo cammin facendo… Il fatto che sento dire da lui e altri che questo tipo di situazione, che comunque è drammatica, riavvicina qualcuno ai valori veri dello sport e del calcio mi riempie di stimoli e gioia. Mi auguro veramente che lo spirito torni ad essere questo, e non solo per le situazioni drammatiche, ma il modo di interpretare il quotidiano, ma non solo nel nostro settore: non se ne può più di cattiverie e cose brutte che si sentono giorno dopo giorno. Fare qualcosa per gli altri, ma con benefici a noi stessi è molto bello. Facciamolo tutti, a partire dal sottoscritto…”

L’ultima curiosità è di Matteo Marani, ed è di carattere personale: “2008: sappiamo tutti come andarono le cose la tua Nazionale uscì ai rigori contro la Spagna che poi avrebbe vinto tutto, quell’Europeo, un Mondiale e ancora l’Europeo successivo: sono passati degli anni: ti dispiacer per quello che fu l’andamento e perché fosti mandato via o sostituito, o qualcosa rimane anche oggi?”

“Non mi rimane niente, perché tra i pochi pregi che ho quello di dimenticarmi facilmente le cose, e poi anche poca memoria. Va anche che se qualcuno ha fatto qualcosa di male e ha sbagliato con intenzione, non mi interessa. Ognuno è libero di esser quello che vuole, ma io sono lontano da quel tipo di persona lì, perché  i miei genitori mi hanno insegnato un certo tipo di valori e io lo porto avanti”.

Il commiato del padrone di casa Cucchi: “Tutta Italia tifa per voi: in bocca la lupo e buona fortuna!”

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “DONADONI A RADIO ANCH’IO SPORT: “PRIMA ANDAVAMO AVANTI PER INERZIA SENZA PENSARE AL CAMPO MA A TUTTO IL RESTO: QUANDO ABBIAMO CAPITO LE COSE I BUOI ERANO GIA’ SCAPPATI…”

  • 13 Aprile 2015 in 11:44
    Permalink

    Un signore con la S maiuscola.

  • 13 Aprile 2015 in 12:24
    Permalink

    ha ragione Majo…..tutti a volerci vedere per forza del buono, e va anche bene per carità!….un po’ di ottimismo ci vuole, perchè sportivamente parlando non ci sono alternative, ma qui di FIABESCO non c è nulla,ZERO PROPIO! vedremo se alla fine davanti ad una lega pro o serie d, ( io alla b credo davvero poco) se noi tifosi continueremo ad avere questo senso di appartenenza ….tutti questi giocatori se ne andranno e il tecnico pure,…ripeto è giusto essere orgogliosi di essere parmigiani ma in queste nostre manifestazioni d appartenenza le vedo mosse da un senso di disperazione ,.. poi anch io ho goduto come una bestia per il successo contro la juve ma..poco dopo il rammarico ha preso il sopravvento per non aver osato prima a salvare la baracca rimane..sul campo il miracolo poteva essere compiuto….quest anno ci si slva mettendo insieme circa 37/38 punti contro una soglia che solitamente veniva stimata in 41/43 negli anni precedenti…retrocedere quest ‘anno visti gli antagonisti è un peccato mortale…..questa rosa poteva farcela

    • 13 Aprile 2015 in 14:18
      Permalink

      Applausi.

  • 13 Aprile 2015 in 13:59
    Permalink

    Donadoni ammette di non essere riuscito a tenere la squadra sul pezzo, in pratica. Non mi dimentico le sconfitte sciagurate provocate da errori incredibili a ripetizione, nè gli schieramenti scellerati, con un centrocampo leggerissimo (Lodi e Jorquera assieme), d3ei primi mesi di campionato.

  • 13 Aprile 2015 in 14:24
    Permalink

    vorrei sfatare il mito dei 40-41-42 punti necessari per salvarsi.

    Da molti anni la quota si è abbassata notevolmente:

    2013-2014 con 33 punti si era salvi

    2012-13 con 33 punti si era salvi

    2011-2012 con 37 punti si era salvi

    2010-2011 con 37 punti si era salvi

    2009-2010 con 36 punti si era salvi

    2008-2009 con 35 punti si era salvi

    2007-2008 con 37 punti si era salvi.

    Quest’anno, vista l’andatura delle ultime tre, credo che con 30 punti si sarebbe salvi.

    L’unica variabile è la testalta del Parma, che avrebbe l’organico e l’orgoglio per arrivare a 35 punti tolti i presumibili 5 punti di penalizzazione, quindi 40 sul campo (su un massimo di 46 sul campo raggiungibili vincendole tutte).

    L’atalanta, la più coinvolta, ma attenti al crollo del verona, dovrebbe farne 6.

    Attenzione nei miei conteggi ho considerato che il Parma perde 6 punti sul massimo raggiungibile, ma se i miracoli bisogna farli meglio farli………completi

    FORZA PARMA

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