LA “D-MANIA” DEI CATARTICI CHE CERCANO DI RICOSTRUIRSI UNA VERGINITA’: LA SERIE D GENEREREBBE DANNI OCCUPAZIONALI E PER IL TERRITORIO MA E’ PIU’ SOSTENIBILE

(gmajo) – Dopo la fallimento-mania, ecco ora la “D-mania”: intendiamoci per come Tommaso Ghirardi e Pietro Leonardi avevano gestito il club sia l’una (il fallimento) che l’altra cosa (la prossima iscrizione alla serie D) sono da considerarsi accadimenti pressoché ineluttabili, diretta conseguenza delle opere ed azioni dei summenzionati. Ed è anche curioso vedere che ora, ad accorrere al capezzale del Parma, più defunto che malato, ci sia il dottor Giorgio Orlandini del quale sono rimaste scolpite le parole di elogio e sostegno al Magico Duo negli archivi cartacei della Gazzetta di Parma o in quelli analogico-digitali di Tv Parma per via dei tanti interventi a Bar Sport. Non solo: sempre l’ex potentissimo segretario dell’Upi ci risulta fosse stato tra i maggiori sostenitori di Taci e della sua assortita compagnia di prestanome e assimilati. Tutto questo darsi da fare, ora, può anche esser letto come un catartico tentativo di ridarsi una verginità, sia a livello personale che di comunità. Penso, tuttavia, sarebbe bene riflettere su quelle che saranno le ripercussioni del brusco ridimensionamento passando dalle stelle della serie A alle stalle della serie D. Prima di addentrarci su quella che verosimilmente sarà la nuova realtà, vorrei però chiedere a tutti – in particolare al sindaco Federico Pizzarotti, che ultimamente non è più iperattivo sul Parma – che senso ha un esercizio provvisorio voluto a tutti i costi da Lega e Figc per i propri comodi (cioè evitarsi rogne con i broadcaster, in caso venisse meno una partita a causa della sparizione a stagione in corso di una società di serie A) se non si tenta per lo meno di sfruttare l’occasione gentilmente concessa dal Tribunale di Parma (anche se sarà decisivo il prossimo 15 aprile per il prosieguo) per tentare il mantenimento nella cadetteria del club. E’ ovvio, infatti, che sia pure un po’ ridimensionata, la stessa struttura della serie A potrebbe rimanere anche in B, mentre il passaggio tra i dilettanti falcidierebbe prima di tutto quei dipendenti a lungo utilizzati come scudo umano per giustificare gli inciuci. Le aziende del territorio, vessate dal secondo fallimento del club in una decina di anni, logicamente perderebbero ogni possibilità di poter continuare a tentare di recuperare in parte le somme continuando a lavorare come fornitori del club, cosa che in D ovviamente sarebbe impossibile. Per non parlare della perdita del bigliettino da visita del marketing territoriale fatto dalla società di calcio conosciuta al mondo più di tante altre delle proprie rinomate eccellenze. Ma ora, grazie anche alla collaborazione di Evaristo Cipriani che ha effettuato un’inchiesta sentendo alcuni operatori del settore, vediamo che scenari si possano ipotizzare per la serie D, che continua a rimanere decisamente più sostenibile dal punto di vista economico.

STRUTTURA DI UN CLUB IN SERIE D

Per la gestione di una società in serie D le figure chiave sono solo quattro: il segretario generale, il direttore sportivo, il responsabile del settore giovanile e il tecnico della prima squadra.

Il segretario generale avrà un gran daffare: la Serie D è la categoria paradossalmente più complessa dal punto di vista normativo perché crocevia tra professionismo e dilettantismo. Può bastare anche un giovane, ma grandissimo lavoratore e grandissimo conoscitore delle norme. Per i primi 90 giorni questo ruolo sarà vitale. Comunque serve uno che abbia già lavorato in situazioni difficili.

Il direttore sportivo dovrebbe avere il profilo di uno che ha già fatto i professionisti e si rapporta con abitualità e credibilità con le società di Serie A e B: uno che ha fatto la Lega Pro in maniera credibile è più che sufficiente. Per i primi 90 giorni questo ruolo sarà vitale. Ci saranno tantissimi giocatori in prova e il ds deve “dirigere il traffico”. In affiancamento potrebbe starci bene un altro soggetto che abbia fatto la Serie D in più regioni, magari facendo più gironi.

Il responsabile del settore giovanile sarebbe meglio confermarlo, ove possibile, ma, al di là che le notizie possano più o meno artatamente essere messe in circolo, abbiamo appreso che su Francesco Palmieri ci sarebbero sia l’Inter che il Sassuolo. Comunque il responsabile del settore giovanile è la chiave per non perdere troppi pezzi del mosaico, anche se sarà fisiologico perderne. Eventualmente potrebbe essere importante fare una coppia tra un nuovo responsabile ed un tecnico storico del settore giovanile se non si riuscisse a confermare il precedente responsabile: il nuovo responsabile dovrebbe essere in tal caso uno del mestiere, meglio se della zona, mentre il tecnico potrebbe essere quello degli Allievi oppure dei Giovanissimi, ovvero uno con conoscenza dell’intero parco giocatori dell’organico attuale, anche lui meglio se della zona.

Il tecnico della prima squadra deve essere uno che ha già fatto la categoria più volte e che magari ha già fatto anche il professionismo. Serve un allenatore bravo che abbia conoscenza della categoria in modo da coagulare anche giocatori, soprattutto esperti, attorno a sé.

Per tutti e 4 vale il concetto che se sono della zona si risparmia e si guadagna in riconoscibilità immediata.

TEMPI PER LA SERIE D

Chi vuole fare la Serie D deve lavorare sottotraccia ad aprile e maggio: diciamo che quelli della tavola apparecchiata si sono mossi persino in anticipo. E uscire allo scoperto a giugno, quando, eventualmente, le aste non fossero andate a buon fine.

Fondamentale è l’accreditamento presso il Sindaco – anche se le Noif non lo richiedono ufficialmente – la prassi è quella di seguire la richiesta fatta dal Sindaco, come disciplinato dalla normativa precedente. Un problema potrebbe essere il venirsi a creare di più cordate (ad esempio oltre ai vecchietti di Cocoon ci potrebbero essere altri più giovani imprenditori, che potrebbero giocare una partita a sé svincolati dall’Upi. Il Sindaco in tal caso, però, ne potrà accreditare una sola.

Chi parte deve far capire subito cosa vorrà fare e con chi. Determinante, dunque, sarà avere direttore e responsabile (se poi c’ anche il tecnico meglio ancora) pronti, allineati e credibili.

E’ chiaro che ogni "piazza" non vorrebbe mai prendere in considerazione l’ipotesi di un declassamento in serie D, anche se bisogna esser realisti a considerare che si tratta della strada più agevole da percorrere per un eventuale soggetto subentrante, per una serie di precisi motivi, tra cui quello più sottaciuto è che non si tratta più della quinta ma della quarta categoria del calcio italiano.Il che significa che tra 28-30 mesi i due percorsi (Serie B oggi vs Serie D oggi) potrebbero condurre ai medesimi risultati: ovvero avere acquisito un titolo sportivo utile alla partecipazione al campionato di Serie B / Lega Pro, anche se a condizioni economiche che, per lo meno nell’immediato, sono ben diverse.

Quindi, tra la Serie B oggi, con un conto economico afflitto da:

– presa in carico di contratti onerosi con i tesserati dell’area sportiva;

– presa in carico del debito sportivo, anche rivisitato;

– presa in carico dei contratti e dei rapporti con il personale dipendente;

– presa in carico dei contratti di fornitura in essere – l’uso del marchio, la fruizione del centro sportivo, l’utilizzo dello stadio;

– per non dire che l’acquisizione del ramo d’azienda non sarà un’operazione a zero;

e la Serie D con un parco giocatori azzerato, ma:

– senza l’onere di contratti stipulati da gestioni precedenti;

– senza debiti sportivi pre-esistenti da dover assolvere;

– con una struttura operativa più snella, almeno nella fase iniziale di startup;

– con una generale rivisitazione del costo di accesso a tutti i servizi caratteristici e maggiormente gravosi sul conto economico – impiantistica sportiva e stadio;

– con la sola presa in carico della "tassa una tantum" di 300.000 euro ex art. 52 noif;

la seconda prospettiva – come insegnano gli Orlandiniani di Cocoon – può apparire decisamente più allettante per uno o più soggetti interessati a coinvolgersi nelle sorti della NewCo.

 

Società come Padova (Biancoscudati) e Siena (Robur) hanno, nell’esercizio in corso, costi della produzione intorno ai 2-2,5 mln di euro, mentre stanno generando ricavi da ticketing non così lontani da quelli generati nell’ultima stagione nel professionismo, il che significa un lordo di circa 0,8-1,6 mln di euro. Il che significa che per piazze del rilievo della nostra la ricollocazione in Serie D avrebbe un conto economico parzialmente autoliquidante nel corso della prima annualità.

L’unico vero problema è la polverizzazione dell’attività del settore giovanile.

Le chiavi di lettura in tal senso sono le seguenti:

– le categorie agonistiche più adulte vedranno una perdita del 90% del parco giocatori attuale;

– si può salvare il movimento sino ai gruppi dei ragazzini dell’età di 12-13 anni quasi nella totalità;

– vitale per la salvaguardia del movimento è la continuità dello staff;

– vitale per la salvaguardia del movimento è il tempismo e la gestione della comunicazione.

A Padova c’è stato tempismo e il responsabile della nuova gestione è il medesimo della vecchia (Giorgio Molon) quindi sono riusciti a salvare il blocco della Scuola calcio, degli Esordienti, dovendo ricostruire Giovanissimi, Allievi e Juniores, mentre a Siena si è parlato molto troppo per cui non sono riusciti a fare quasi nulla, se non che gli Juniores Nazionali. Con la promozione in Lega Pro si ha poi nuovamente accesso ai Campionati riservati alle società professionistiche (tranne la Primavera), per cui nella sostanza in 12 mesi dalla "ripartenza" ci si trova in condizioni non molto dissimili da quelle vissute prima del default della BadCompany.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

78 pensieri riguardo “LA “D-MANIA” DEI CATARTICI CHE CERCANO DI RICOSTRUIRSI UNA VERGINITA’: LA SERIE D GENEREREBBE DANNI OCCUPAZIONALI E PER IL TERRITORIO MA E’ PIU’ SOSTENIBILE

  • 1 Aprile 2015 in 13:29
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    D come Demetrio…..

  • 1 Aprile 2015 in 13:32
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    Quindi direttore il suo 5% di possibilità di B alla luce degli ultimi eventi viene meno giusto?
    Grazie in anticipo e buon lavoro

    • 1 Aprile 2015 in 14:58
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      No, il 5% – come lo fu 0,1% a Manenti – resta fino alla scadenza naturale…

  • 1 Aprile 2015 in 13:37
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    Ma con questi imprenditori vecchi come il cucco, ogni anno ci sarà un funerale… STACCHIAMO LA SPINA A QUESTO PARMA E NON PARTECIPIAMO A NESSUN CAMPIONATO. Questa eutanasia è quello che vuole il Parma se potesse parlare….

  • 1 Aprile 2015 in 13:40
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    Piu’ che D-mania mi pare un business case adeguato alle nostre capacita’. Altrimenti serve il mecenate, esistono ancora?

    • 1 Aprile 2015 in 14:36
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      Penso di esser stato chiaro nel pezzo evidenziando che la d, come del resto il fallimento, siano o siano stati inellutabili.

      Però la D-mania, come prima la fallimento-mania, mi pare eccessiva e sbagliata.

      Questa roba funziona da soli, in coppia oppure al massimo in 3: se si fa gruppo di 10-12 si è in troppi, inevitabilmente per fare 10-12 se ne
      contattano 20-25 e qualcuno parla, la cosa viene fuori e l’effetto sorpresa svanisce, specie quando ci sono giornalisti che cercano di non dormire da piedi.

  • 1 Aprile 2015 in 13:40
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    Se D sarà, come tecnico della squadra Scala Scala e Scala! Se confermerà la sua volontà di allenare in D e credo di sì data la serietà che l ha sempre contraddistinto. A parte Carmignani (ma lo lascerei come seconda scelta in questo caso e cmq nn ha detto nulla in proposito), credo non ci possa essere un tecnico che ami maggiormente il Parma di Nevio Scala…

    • 1 Aprile 2015 in 14:29
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      Nevio scala, nell’apparecchiata predisposta, risulta il presidente.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 1 Aprile 2015 in 22:33
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        Perché ,se uno si propone x la panchina, gli offrono la presidenza? Misteri parmigiani…

        • 1 Aprile 2015 in 22:51
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          Cibbina, anche a me piace esser romantico, però ogni tanto ci vuole pure un po’ di razionalità…

          • 1 Aprile 2015 in 23:05
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            Vabbe mi fido del tuo giudizio e mi accontentero’ della presidenza 😉

    • 1 Aprile 2015 in 14:20
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      Sarà venuto a tener compagnia al suo amico Donadoni…

      probabilmente il coadiutore (il compenso lo ricaverà da parte di quello dei curatori) sarà l’incaricato di abbassare il debito sportivo coi giocatori (e non di far la stima dei calciatori come un paio di volte si è lasciato sfuggire sbagliando schianchi poco fa a palla in tribuna)…

  • 1 Aprile 2015 in 13:50
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    Bell’articolo Majo ! Parma è una città e una cittadinanza da A ma purtroppo con un imprenditoria che non capisce il danno causato dalla perdita del bigliettino da visita del marketing territoriale fatto dalla società di calcio conosciuta al mondo più di tante altre delle proprie rinomate eccellenze (come hai scritto e come dovrebbe essere evidente anche ad un bambino). Non capiscono che tutto è collegato, il turismo (anche nel 2014 in crescita), l’economia diretta (i dipendenti, i fornitori, i tifosi, il turismo, l’aeroporto…) e indiretta (il brand Parma in Italia, Europa e mondo). Non è senilità Majo, questa è vera e propria cecità imprenditoriale.

    • 1 Aprile 2015 in 14:15
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      Diciamo che il progetto, su cui i Cocoon han messo cappello per darsi una botta di vita, probabilmente era partito da qualcun altro che era riuscito a coinvolgere con la scusa di fare qualcosa per la città (e non per il calcio, di cui notoriamente, ad esempio, a uno come Barilla impipa una benedetta mazza).

      Partendo da questa premessa risulta evidente che, non interessando primariamente il calcio, i top industriali locali difficilmente caccerebbero i quattrini utili e necessari per la serie b.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 1 Aprile 2015 in 14:24
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    Si insomma abbiamo capito…questi ormai sanno come stanno le cose (a loro modo di vedere) e si rendono disponibili nell’ipotesi che si possa realizzare qualcosa spendendo 4 noccioline e 3 arachidi….quanto (per loro) piu’ o meno una settimana bianca(delle loro..) con l’amante insomma…cosi’ mi pare di aver capito..

  • 1 Aprile 2015 in 14:40
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    la serie D è un campionato dilettantistico per cui avremo magari un portiere un pizzaiolo come terzini forse due meccanici come attaccanti tre camerieri. STACCATE LA SPINA AL PARMA CALCIO. Non deve fare più nessun campionato. QUESTA UMILIAZIONE I TIFOSI DEL PARMA NON LA MERITANO.

  • 1 Aprile 2015 in 14:41
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    Se sarà D subito chiamare Carmignani altro che…

    • 1 Aprile 2015 in 14:55
      Permalink

      Capisco che ci sia la cocoon-mania, e la voglia di simboli amati e positivi, ma razionalmente il Gede (del resto come Scala) è improponibile, ormai, dai…

      • 1 Aprile 2015 in 22:44
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        Anche se non l’hai scritto in risposta al mio commento, guarda che l’ho letto che mi hai bocciato sia Nevio che Gedeone 😛
        Per me se quel dinosauro di Zeman allena ancora (e alla fine ha fatto le scarpe pure a Zola), possono allenare pure loro… Certo bisogna che in qualche modo si siano mantenuti ”allenati ad allenare” (e non so niente a tal proposito) ma magari potrebbero riservare belle sorprese.
        Cmq Scala l’hanno già messo fuori dai giochi con la proposta della presidenza….

          • 1 Aprile 2015 in 22:58
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            Se la metti cosi allargo le braccia… Io non porterei rancore anche se adesso facessero pena, ma forse sarei in minoranza (sai i tifosi……)

  • 1 Aprile 2015 in 15:06
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    No alla D di Orlandini e dei COJOON, si alla B di Manenti. #FreeManenti Ke quando la Banda passò il mio Presidente era lì, ke lui cm Robin Hood avrebbe anke rubato ai rikki x dare i soldi al Parma (ke è così povero ke ci ha i debiti) e invece lo hanno messo in parsone, ke lo Speedy Pizza è cm il Seriffo del Nottingham Forest. Ke il territorio ha già dei danni ke c’è pieno di buke e se ci finisi dentro il colpo generebbe dei danni anke alla makkina. Ke all’Est Salamini, dove sn dovuto andare venerdì notte a trovare delle mie conosienti Slow-vakke, c’è una buca davanti all’Happy Home ke fa paura. Ke Stadiotardini.it, invece di menarla cn gli invalidi (ke hanno anke i parkeggi privilegiati e se la godono sui marciapiedi belli asfaltati) potrebbe fare degli appelli x stoppare le buke all’Est Salamini, ke devo andarci io. #SpeedyPizzaStoppaLaBukaDavantiAlloHappyHome

  • 1 Aprile 2015 in 15:12
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    altro che Cocoon questa è la banda degli arnocchi!
    fate attraversare sulle strisce i bambini che è socialmente più utile. (sempre che il Sindaco ve lo consenta)

    • 1 Aprile 2015 in 22:49
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      Rispetto x i vecchioni con la pila (?) dai… 😛

  • 1 Aprile 2015 in 15:18
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    Direttore, io della serie D non ne voglio nemmeno più sentir parlare. Mi pare una pura follia. Un atto di puro autolesionismo collettivo.
    La cooperativa paventata dall’UPI va benissimo, ma può esistere anche in serie B con una scala leggermente più alta e con un socio di maggioranza terzo, che copra l’investimento maggiore. (Il famoso Fondo di investimento).

    La base sportiva per tornare in serie A noi l’abbiamo già in casa, e non mi pare un piccolo vantaggio, anzi.
    La squadra per fare il campionato di vertice in cadetteria è già sotto stipendio, compreso l’allenatore (Crespo).

    Si tratta solo di trovare un entità finanziaria capace di liquidare in poco tempo (ed in maniera legale) un 40 mln che poi puoi andare a recuperare con gli interessi in 5 anni.

    A me non mi sembra affatto un cattivo affare, magari li avessi io 🙂
    Voglio dire, la serie A ti garantisce un fatturato di 55 mln l’anno….è un buon margine per fare business se sei serio e capace.

    Basta parlare di serie D Majo, piuttosto facciamo i conti su come gestire la serie B e la rislaita in serie A, facciamo un informazione positiva e non diamo corda a quei 4 vecchiacci che sperano di fare il club del fantacalcio con la squadra della città.

    Saluti

    • 1 Aprile 2015 in 17:57
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      Io debbo dare spazio a tutto quello che reputo giornalisticamente rilevante, così come lo è il tentativo dei vecchietti.

      Non penso cambi le carte in tavola se su uno spazio virtuale si dibatte tra serie B o serie D: cambia, però, nella prospettiva di questi investitori, ai quali, magari, non interessa fare qualcosa per il calcio, quanto per Parma. Ma a Parma credo faccia più comodo una squadra professionistica che non dei dilettanti. Ma se è già difficile mettere insieme teste e somme per la D, immaginarsi per la B.

      A proposito del fantomatico fondo: posto che nutro molti dubbi, dubito che sul territorio ci possano esser industriali che ci mettano la faccia per gli “amici di tavecchio”…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 1 Aprile 2015 in 15:26
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    Schianchi come sempre si dimostra inadeguato e spara cazzate a vanvera. La valutazione del ramo di azienda compresi i calciatori la sta facendo ormai da giorni lo studio Buttignon Zotti Milan & C. di Padova (http://www.bzm-advisory.com/team/buttignon.php). Immagino fosse già predisposto anche questo, essendo giunti in quel di Collecchio il 20 mattina (qualcuno dice anche già il 19 pomeriggio) Oltre ad altri coadiutori fatti nominare dau curatelli x supportare il loro gravoso lavoro (eh si anche i super eroi hanno bisogno di aiuto).
    Albertini non c’entra una benedetta mazza.

  • 1 Aprile 2015 in 15:31
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    avete notato che Tavecchio è il sosia di Orlanden?

  • 1 Aprile 2015 in 15:45
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    Se dev’essere D che sia con giovani imprenditori entusiasti, non con vecchi matusa.

  • 1 Aprile 2015 in 16:21
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    La D e’ una follia in tutti i sensi. Ovvero e’ l’ultima spiaggia per un gruppo di naufraghi che nemmeno Mare Nostrum riesce a salvare.
    Nel mio animo spero che qlc folle che crede nel Parma e in Parma ci sia.
    Lasciando perdere i Cocoon party o il gruuppo del Buongiorno che al massimo possono fare da valvassori ad un buon proprietario

  • 1 Aprile 2015 in 17:29
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    Il ritorno in D ci può stare solo quando siano falliti tutti gli altri tentativi e non deve essere preso come L’OBIETTIVO, anche se l’analisi presentata prima denota invece la necessità di muoversi per tempo. Un discreto dilemma.

  • 1 Aprile 2015 in 17:41
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    Per la B pero’ Direttore si potrebbero eliminare tutti i contratti della pesca a strascico esercitando il diritto di recesso unilaterale come gia’ fece il Pescara nel 2009

    • 1 Aprile 2015 in 17:50
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      Come ho scritto poco fa in risposta a gabriele, intervenuto sul medesimo tema, ho molte perplessità che la cosa si possa travasare ora. E’ un caso che indubbiamente va studiato, ma la normativa tra il 2009 e il 2015 potrebbe esser cambiata. Mi riservo ulteriori approfondimenti, ma resta il fatto che anche fosse possibile rescindere, per sgravare per il futuro, rimarrebbe il problema del maturato che comunque va saldato. E se “licenzi” uno non è che gli puoi anche chiedere lo sconto per il debito sportivo.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 1 Aprile 2015 in 22:09
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        Giusto il pregresso va saldato prima del licenziamento ma….facciamo due conti approssimativi: si riduce del 90% il pregresso dei calciatori e si licenziano i pescati.
        Orbene un calciatore della prima squadra che mediamente prende diciamo per fare un esempio 500000€/anno si ritrova co 50000 epurino.
        Bene il pescato a strascico gioca solitamente in C con ingaggi, quando vanno grassi, intorno ai 30000€ anno.Lo licenzi ad aprile e gli dai i suoi 25000€; la metà’ del calciatore in prima squadra e riduci di colpo la rosa per il futuro compratore

  • 1 Aprile 2015 in 17:50
    Permalink

    Aggiungi un Posto in Più alla Commedia !!!!

    IL Vice ke ogni Tanto è alla Ribalta !!!!

    Altro ke Puzza di Bruciato !!!!

    NON metterei le Mani nel Bucato !!!! Amen !!!!

    Tolasùdolsa Cinquantello !!!! Vai Pure a Milanello !!!!

  • 1 Aprile 2015 in 18:25
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    che storia ragass, fino a ieri c’erano i naderi i gufi (che era meglio andassero a vedere la reggiana) che tiravano contro al parma, adesso ci sono i catartici ahahahah,se vogliamo dirla tutta i signori che han mangiato la cacca adesso cercano di rivoltare la frittata,e’ dura dover ammettere di aver pestato,volete la b ? e chi non la vorrebbe ,ma per gente come voi sarebbe meglio ripartire dall’eccellenza e ocio che non e’ ancora detto ahahahah

  • 1 Aprile 2015 in 18:40
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    Mi scusi signor Majo, domanda offerte topic: ci sono news su Teleducato?

    • 1 Aprile 2015 in 18:44
      Permalink

      C’è stata ieri una nuova mega ispezione della finanza, e il tribunale riesame ha rianalizzato la vicenda vedremo se ci saranno sviluppi.

      Intanto gaiti si è dimesso ed è stato sostituito dal commercialista Gardelli di nomina del socio di minoranza Pizzarotti.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 1 Aprile 2015 in 18:53
        Permalink

        …andiamo bene pure li’ insomma….

      • 1 Aprile 2015 in 19:13
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        se continua cosi’ ci arrestano tutti per concorso esterno di associazione a delinquere altro che serie d

        😀

  • 1 Aprile 2015 in 19:13
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    La serie d è la fine la b è la categoria giusta per ritornare grandi ditelo agli industrialotti di parma abbiamo uno dei settori giovanili più importanti d italia e un centro sportivo che ci invidiano tutti vogliamo mandare tutto a puttane scomparendo dal calcio?

  • 1 Aprile 2015 in 19:29
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    Se io fossi in barilla il parma lo comprerei ad occhi chiusi farei il main sponsor e porterei il parma in champions nel giro di 2 anni le potenzialità e il ritorno economico le avrebbe assicurati ma si sa è di fede rossonera e al cuore non si comanda è un vero peccato che a parma non ci siano industriali tifosi del parma a parte dallara e pochi altri come il grande ernesto ceresini

    • 1 Aprile 2015 in 19:54
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      Secondo me a Barilla a ghin frega un cas dal calcio!

    • 1 Aprile 2015 in 22:18
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      Caro mio tu sei un tifoso e ti capisco ma a Barilla del calcio non gliene impipa una sega. Ti racconterò’ una vecchia storia.
      Parma AS primi anni 60: l’allora presidente Agnetti riunisce i tifosi al cinema Ariston chiede aiuto per acquisto di maglie,palloni e similaria ( un vero antesignano dell’azione riatto popolare o un Cocoon primordiale) per aiutare il derelitto Parma di allora. Orbene metre tanti poveri tifosi diedero il loro modesto ma sincero contributo, beh il mitico Pietro Barilla non caccio’ fuori nemmeno quelle famose dieci lire di nichel, quelle con l’incudine che al tempo servivano a comprare una bustina dei calciatori Panini.
      Fa te

  • 1 Aprile 2015 in 20:00
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    Tifosi del Parma, mi vergogno di voi. Ma come si fa ad accettare la serie D CON UN GRUPPO D’IMPRENDITORI che mettono sul piatto della bilancia una miseria. Addirittura sono in 12 e se un giorno lontanissimo dovessimo andare in serie C, CI VOGLIONO 40 IMPRENDITORI? Meglio non iscrivere nemmeno la squadra tra i campionati dilettanti dove i giocatori lo faranno solo per hobby perché la loro attività sarò un’altra. Ma non è meglio staccare in modo definitivo la spina. Questa situazione mi ricorda grandi giocatori anche nazionali che causa l’età non sanno smettere di giocare e pur di non attaccare le fatidiche scarpette al chiodo, si accontentano di giocare sui campetti di periferia facendo meschine figure d’immagine. Il Parma son certo se potesse parlare, rifiuterebbe questo ulteriore affronto e griderebbe “LASCIATEMI MORIRE IN PACE…

    • 1 Aprile 2015 in 22:19
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      In effetti al massimo questi 12 apostoli si potrebbero mettere al

  • 1 Aprile 2015 in 20:03
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    figuriamoci se sono di brescia e anche gobbi di m…a

    era inevitabile finisse cosi’.

    avanti siore e siori lo spettacolo del circo continua ,eccheccazzo nel 1968 non e’ morto mica nessuno col parma in d e c’erano fior di industrie fiorenti a parma ,ogni 50 anni si potra’ pur ricominciare senza considerarla una catarsi

  • 1 Aprile 2015 in 20:59
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    NON ISCRIVETE LA SQUADRA NEI DILETTANTI. Stacchiamo la spina con coraggio E NON PROSEGUIAMO ALLA FANTOZZI TRA UMILIAZIONI SU UMILIAZIONI. con questi imprenditori PER CHI NON LO SAPESSE, si rischia la retrocessione in eccellenza. IL FIDENZA è in D ma non c’è MAI stata nessuna cordata. Un uomo solo s’è preso il Fidenza mentre col Parma ce ne vogliono 12 PER RACIMOLARE QUANTO BASTA PER FARE UN CAMPIONATO.QUESTI IMPRENDITORI, mettono una miseria. MA VI RENDETE CONTO CHE HANNO DIFFICOLTÀ’ A RECEPIRE SOMME PER FARE UN CAMPIONATO ADDIRITTURA ANONIMO TRA I DILETTANTI? CHE FUTURO POSSONO DARE AL PARMA QUESTI IMPRENDITORI PARMIGIANI CHE NON HANNO VOGLIA D’INVESTITE PER NIENTE?? IL VASO E’ PIENO E RISCHIA DI TRACIMARE. Basta dilettanti. BASTA BASTA BASTA ! ! ! Se amate il Parma, fate in modo che non si possa iscrivere nei dilettanti. SAREBBE UN’ UMILIAZIONE EPOCALE. Sarebbe il calare le braghe. Il Parma DEVE MORIRE IN SERIE A.Se non c’è la B, altre soluzioni devono essere tutte ma proprio tutte SCARTATE.

    • 1 Aprile 2015 in 22:54
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      Tranquillo che senza la B il Parma muore…Rinascerebbe una squadra diversa con altra gente e altro nome…

  • 1 Aprile 2015 in 22:55
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    Barilla era lo sponsor della roma al tempo dello scudetto con falcao
    Parmacotto sponsor della lazio
    Amadei di sorbolo Proprietario del modena
    a parte la Parmalat quali altre industrie di parma hanno aiutato il parma calcio.
    Se il milan non avesse berlusconi e l inter moratti dove sarebbero ora.

    L immobilismo dell imprenditoria parmigiana è disarmante

    • 1 Aprile 2015 in 23:53
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      Pensa che x avere uno sponsor dopo la parmalat abbiamo fatto fatica e alla fine abbiamo avuto bisogno di Tecnocasa e Folletto. ..dai la’ è assurdo…….

  • 1 Aprile 2015 in 22:55
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    Se Parma ha avuto, e per tanti versi ha ancora, una certa prosperitá, lo deve alla sua gente, compresi quegli imprenditori qui tanto sbeffeggiati perchè, cattivoni, non sbattono nel cesso qualche decina di milioni per il Parma. Meglio che li investano nelle loro aziende, nell’innovazione, nella sicurezza sul lavoro, nella competitivitá, mantenendo soliditá e posti di lavoro piuttosto che pagare il giocattolo calcio. Il marchio “Parma” nel mondo non consiste nel calcio ma nella capacità di produrre impianti e beni di qualità, rivaleggiando con tedeschi, giapponesi ed ora coi cinesi. Fin che si gioca ci sto anch’io, parmigiano del sasso e forse da più tempo parmigiano rispetto a tutti voi (l’etá…), ma non si debbono perdere i valori più concreti, cioè quelli che ci danno lo stipendio. Basta col dotor Orlandè, l’ha fiachè anca mì, intendiamoci, lù e la so erre. Andemá in D? Mi spiace, perchè il gioco è bello se i giocatori sono bravi, ma per fortuna Parma non ha necessità di riscattarsi col calcio, che amo ma non più della mia pagnotta, della mia casettina e la mia automobilina. Cassano è stato qualcosa in più, riesco a farne senza così come ci riuscite anche voi, cari amici. W il Parma ma sopratutto w noi.

    • 2 Aprile 2015 in 00:03
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      Sarebbero frasi condivisibilissime se non ci fossero stati il caso parmalat (e tutte le altre società di tanzi), il fallimento di Guru, di Greci conserve, l’inchiesta Aemilia, gli scandali della passata gestione del comune di parma….c’è molto altro a parma che non va e non x colpa del parma calcio. .. Senza parlare di tutte le imprese che hanno presentato i lbri in tribunale e hanno chiesto Il concordato (ad es Rosi di parmacotto se non erro)…I casini non finiscono con la scomparsa (speriamo di no) del parma calcio…tranquillo che alcuni imprenditori che paiono floridi i soldi li sanno ”investiere male” anche senza il calcio…aggiunici la crisi e la frittata è fatta…
      Non dimentichiamoci che Tanzi,quando era a un passo dal crack,allargava l hangar dell aeroporto di parma x il suo nuovo aereo privato ……

  • 1 Aprile 2015 in 23:28
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    x pencroff
    ..e allora meglio sparire per sempre e tenersi il ricordo dei bei tempi che furono
    infangare la storia del parma degli ultimi 25 anni giocando in campionati anonimi della serie D è assurdo
    questi signori che si metterebbero a disposizione della loro citta’ (sportivamente parlando) solo per non far sparire il calcio è meglio che continuino a fare cio’ che stanno facendo cercando di non farsi superare dai cinesi
    mal che vada possono sempre sponsorizzare qualche squadra di terza categoria che di soldi hanno sempre bisogno…

  • 1 Aprile 2015 in 23:39
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    Oggi pomeriggio, intervenendo a Palla in Tribuna, il sig.Nello Mendi- che non conosco e mi dicono essere Presidente del Parma Club Medesano- ha attribuito patente evangelica alle dichiarazioni del proprio amico del cuore Dallara in merito all’operazione Cocoon. Con tutto il rispetto per Dallara, stimatissimo imprenditore e uomo intelligente, e altrettanto rispetto per l’illustre sconosciuto- almeno a me- Nello Mendi, debbo dire che non abbiamo imparato la lezione: quindici giorni dopo il fallimento siamo già in pista con la beatificazione delle intenzioni, che ad oggi restano solo chiacchiere. Basta poco per ricominciare- cantava Adriano Celentano- qui si può dire basta poco per diventare santi.

  • 1 Aprile 2015 in 23:56
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    Pencroff se tutti ragionassero come tè il wolfsburg non sarebbe sponsorizzato dalla wolkswagen il bayer leverkusen non sarebbe sponsorizzato dalla bayer aspirina si può fare innovazione ricerca ed anche cacciare i soldi per la squadra della propria città

  • 1 Aprile 2015 in 23:56
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    Scusi direttore,ma possibile che durante questi incontri con i tifosi nessuno salta su e gli chieda come sia possibile che con alle spalle una società che sarebbe tra le più importanti in serie a(io a Barilla,Chiesi e Pizzarotti insieme ci metto davanti solo Berlusconi e agnelli) la nostra più grossa ambizione sia fare la d o al massimo il derby con la reggiana in lega pro?!?!

    • 2 Aprile 2015 in 09:10
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      Concordo in pieno con Michele. Vergognoso pensare alla D con questi colossi alle spalle e vergognoso che nessuno lo faccia presente a questi signori. Io spero che I curatori insieme ad Albertini riescano ad abbassare il debito il piu’possibile in modo che ci sia qualcuno con un po di ambizione che possa acquistare la squadra ma, mai in mano ai signori dell ‘upi!!

  • 2 Aprile 2015 in 11:26
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    Condivido al 100% quanto appena scritto da Michele e Loris.
    Figura penosa da parte di soggetti con le spalle larghe.
    Se sarà serie D beh allora sia, ma solo dopo che si sia tentato di tutto (sempre lecitamente, eh! e nel rispetto delle vigenti normative) per salvare il titolo sportivo alias serie B. Anche se so benissimo che è molto difficile.
    La D è la morte civile del calcio a Parma, altro che catarsi!

  • 2 Aprile 2015 in 12:12
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    La domanda da porsi e’ una sola si vuole il fallimento del parma in serie D come nel 1968 con smantellamento di squadre giovanili smantellamento della societa’ e dei suoi dipendenti non utilizzo del centro sportivo di collecchio e probabile non utilizzo dello stadio tardini fornitori e dipendenti che non prenderebbero una lira.
    Oppure comprare il titolo sportivo serie B naturalmente spalmando i debiti in modo che tutti siano pagati anche meno della meta’ meglio che non prendere un euro magari con un gruppo ambizioso di parma o estero che abbia programmi seri con la possibilita’ di avere anche lo stadio tardini di proprieta’ con un ottimo settore giovanile e potersi ancora allenare al centro sportivo di collecchio.
    Vi ricordo che il parma ci ha messo 22 anni dalla serie D alla serie A quindi ai posteri l’ardua sentenza.
    La serie D sarebbe un danno enorme non solo per la squadra di calcio ma anche per l’intera citta.

  • 2 Aprile 2015 in 12:31
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    Mi permetto alcune considerazioni da non tifoso.
    – Allo stato attuale, da quello che leggo e sento, il massim ipotizzabile è la serie D, sinceramente l’ipotesi del salvataggio della serie B mi pare impossibile, a meno che arrivi il Paperone di turno.
    – Chi è veramente tifoso segue la squadra in Champions, serie D o Amatori CSI …
    – Sarà interessante vedere come reagirà il pubblico di Parma a questo declassamento di categoria, attenzione perchè la maggioranza del pubblico di Parma è molto legato alle mode, e sportivamente si sposta quando una squadra vince.
    – Mi pare abbastanza chiaro che la grande imprenditoria parmense (quella con alti fatturati) non è interessata ad una squadra di calcio di serie A o B in città, oppure non la giudica produttiva in termini economici, possiamo discuterne all’infinito, ma i fatti sono questi.
    – Si muovono in molti … ma la società che si iscriverà alla serie D poi bisogna costituirla, e finchè non vedo l’iscrizione non mi fido … attenzione perchè c’è anche l’ipotesi di sparire temporaneamente.
    – Si fa un gran parlare di cifre per la stagione in D … ma bisogna valutare che piano economico-sportivo ha la nuova società … che si potrebbe accontentare di vivacchiare tra serie D e Lega Pro perchè il bilancio consente quello.

    • 2 Aprile 2015 in 12:58
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      da non tifoso del parma?

      • 2 Aprile 2015 in 13:46
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        Caro Michele che cambia…
        Uno o fa considerazioni sensate oppure no…
        Non, se sono da tifoso del Parma sono sensate oppure se non e’ tifoso son fesserie…
        Nel merito le conclusioni sono ovviamente discutibili (come molte) ma mica campate per aria..proprio per nulla.

        • 2 Aprile 2015 in 14:38
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          Cambia perché non spiega se non sia tifoso del Parma o se non sia un tifoso di calcio in generale…Dai discorsi,che sembrano i tuoi,mi pare più un non tifoso del Parma!
          Venite qui a insegnarci le cose quando nessuno ve lo ha chiesto(a parte che le sappiamo già anche senza il vostro aiuto),quindi la domanda che mi viene spontanea è:”ma co vot?”

        • 2 Aprile 2015 in 20:59
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          ha scritto un sacco di minchiate, al di là della squadra che supporta. Se è pure tifoso del parma è peggio perchè non sapere le cose sarebbe ancora più grave….

    • 2 Aprile 2015 in 13:28
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      Condivisibili conclusioni e anche possibili scenari.
      Ricordo (ma ormai sono parecchi anni fa) che il Palermo dopo un fallimento stette un anno senza giocare in nessun campionato e riparti’ l’anno seguente dall’allora C2.
      Per quanto riguarda i tifosi e come seguiranno la squadra, condivido pure qua.
      Basta guardare a Ravenna (realta’ che ben conosco) quando giocava in B col Torino o Genoa o Bologna aveva ovviamente un certo interesse e seguito, ora che fa i derby col Massa Lombarda e il Lavezzola (dopo un doloroso fallimento) ne ha tutto un altro…inutile dire che le cose non cambiano

  • 2 Aprile 2015 in 16:23
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    Scrivo da “non-tifoso” del Parma, a cui però dispiace vedere una situazione del genere, perchè sono di Parma (nato e cresciuto).
    Volevo solo dire la mia opinione, per discutere, per dare un punto di vista imparziale …

    Caro Michele, non voglio mica insegnare niente a nessuno, e questo mi pare sia uno spazio commenti libero.

    • 2 Aprile 2015 in 18:13
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      Non caro Davide B, ora faremo le analisi di “Parmigianita’” e solo dopo il responso(ci si augura positivo) dei mandarini del blog, avremo il diritto di poter intervenire…ma sempre con grande moderazione e…soltanto a una certa eta’….
      Parafrasando un altro noto corregionale famoso del calcio parmense e no solo (Sacchi)…per parlare di equitazione e’ necessario essere equini?….

  • 2 Aprile 2015 in 21:07
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    carissimo Vecchia Guardia, hai detto benissimo, la Volkswagen, la Bayer… C’è qualche differenza di fatturato tra queste e, con rispetto parlando, Baistrocchi concessionaria e la Chiesi farmaceutica, mentre invece il debito del Parma è di valore (negativo) mondiale, quantomeno da Champions. Sapete quanto spende la VW per sponsorizzare il Wolfsburg? Io no ma mi piacerebbe saperlo.

    • 2 Aprile 2015 in 22:32
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      Tieni presente che la Volkswagen non è solo sponsor, ma anche e soprattutto proprietaria del Wolfsburg.

    • 3 Aprile 2015 in 10:15
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      Negli ultimi due anni ha investito più di 100 milioni di euro, e l’AUDI sempre di proprietà della Volkswagen altri 100 per sponsorizzare ed acquistare il 9% del Bayern Monaco.
      Poi lo scorso gennaio Wolfsburgh-Bayern è finita 4 a 1 se succedeva in Italia ne staremmo ancora parlando.

  • 3 Aprile 2015 in 08:45
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    Ah, non lo sapevo, tutta una roba diversa quindi. Grazie dell’info

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