L’ACQUISIZIONE DI G SPORT DA PARTE DI INFRONT POTREBBE ESSERE ALL’ORIGINE DEI 970.000 EURO MESSI A DISPOSIZIONE DELLA CURATELA PARMA FC: E’ IL PRIMO ATTO DI UN SALVATAGGIO BARI STYLE?

(gmajo) – Bari e Parma, così diverse e così uguali… Come è noto l’ispirazione per il “fallimento pilotato”, al grande vecchio che tira le fila di questa vicenda, era arrivata con la vicenda vissuta dalla ex società dei Matarrese nell’anno passato, allorquando, a stagione in corso, venne decretato lo stato di insolvenza con l’istituzione dell’esercizio provvisorio per consentire ai galletti pugliesi di proseguire e concludere la stagione, ai sensi dei dettami delle NOIF, prima della prevista vendita all’incanto con aggiudicatario l’ex arbitro Paparesta, alle spalle del quale Radio Calcio mormora ci possano essere, ad esempio, capitali di Infront. Ovviamente il venticello non ha mai trovato conferme, ma autorevoli fonti giornalistiche, tipo la Repubblica, hanno dedicato approfondimenti al new business di Infront, e cioè, appunto, il salvataggio di club – oltre al Bari, han fatto l’esempio anche del Brescia – blasonati, ma finiti in dissesto finanziario. Secondo il collega Michele Angella di Teleducato, che ha affrontato il tema in alcune puntate di Calcio & Calcio Più, Infront avrebbe messo gli occhi anche sul Parma F.C. per cercare di aiutarlo attuando gli stessi schemi degli altri club poco sopra menzionati. Io ebbi modo di replicargli che un conto è fare un investimento di pochi milioncini su società che in prospettiva – previa una ravvicinata promozione in serie A – possano rapidamente vedere incrementato il proprio valore (Bari, poi, è una calda piazza del Sud con un invidiabile seguito), un conto, invece, è metter subito sul banco tra i 30 e i 40 milioni (sempre ammesso che bastino, perché abbattere il debito sportivo, stante le attuali norme, non è semplicissimo, specie con i tanti fuori sede) per prendere il Parma, rientrando, chissà quando, dall’investimento.

Eppure la pista Infront potrebbe non esser così campata per aria se teniamo in considerazione alcuni fatti accaduti di recente, che messi in correlazione tra loro, potrebbero pure avere una connotazione logica, tale da giustificare la ricostruzione di uno scenario che magari non corrisponde alla verità reale, ma almeno può tenere in piedi una verità putativa.

Partiamo da un primo accadimento. In data 13 aprile 2015 la Curatela del Parma F.C. emetteva una nota stampa che annunciava che sabato 11 aprile 2015 aveva raggiunto un importante accordo con G sport, già partner commerciale della società crociata. L’accordo riguarda la gestione pubblicitaria della maggior parte degli spazi disponibili allo Stadio Tardini fino al termine del campionato, confermata a G sport a fronte di un corrispettivo di euro 870.000,00. Si tratta di un sostegno rilevante per l’esercizio provvisorio, nell’ottica di consentire alla squadra di concludere nel migliore dei modi il campionato.

Ragioniamo: G Sport aveva in essere un rapporto con il Parma Calcio in cui garantiva la bellezza di 3.000.000 di euro: contratto che, come prassi abituale, la società si è fatta scontare con congruo anticipo attraverso il factoring, subentrato come creditore al club. In sostanza la concessionaria che fa capo ad Alessandro Giacomini continuerà a versare al factoring quanto pattuito a inizio stagione e in più si accolla ulteriori 970.000 euro (non 870.000 come comunicato: 100.000 euro in più sarebbero dovuti dopo un più preciso ricalcolo delle spettanze) per lo sfruttamento fino a fine stagione degli stessi spazi che di fatto erano già suoi, accettando senza batter ciglio il diktat dei curatori, i quali forti dei poteri conferitogli dalla legge fallimentare potevano risolvere unilateralmente l’accordo, visto che gli impegni decadono.

Perché Alessandro Giacomini (al contrario di Folletto, ad esempio, che sulla cosa starebbe meditando non avendo molta voglia, dopo tanti altri sacrifici già fatti, di aggiungerne un ulteriore, pari a poco meno di 500.000 euro come pare richiesto dai curatori che vorrebbero pagasse direttamente a loro un terzo del sontuoso contratto da 1.400.000 in essere quale main sponsor) ha deciso di sborsare una somma così cospicua (salvo potersi insinuare, ma come chirografari, nel fallimento) venendo incontro alla Curatela?

La procedura fallimentare del Parma FC, sempre nella medesima nota, aggiungeva: “Un ringraziamento particolare va a G Sport, nella persona del suo Amministratore Delegato, Alessandro Giacomini, per la fiducia accordata al Parma F.C., anche in un momento di particolare difficoltà”, con tanto di virgolettato di commento dello stesso patron della concessionaria bresciana: “Siamo partner del Parma Fc da oltre dieci anni, fin dalle sue origini la nostra azienda è stata al fianco del club crociato, dando vita ad un legame che si è consolidato sempre più negli ultimi anni, a dimostrazione di tutti i vari investimenti che sono stati realizzati all’interno dello Stadio Tardini. Ci sentiamo perciò in dovere, anche in questo momento di difficoltà per la società, di portare il nostro contributo, confermando la nostra presenza al Tardini fino alla fine del Campionato. Come Amministratore Delegato di G sport colgo l’occasione per ringraziare i curatori fallimentari, Angelo Anedda ed Alberto Guiotto , per la disponibilità e per il loro lavoro, augurando al contempo al club che ritrovi la forza per superare questo momento e per tornare a rappresentare al meglio la città di Parma”.

Sarà… Io, però, ai benefattori disinteressati credo sempre fino lì, per cui, anche se la cosa è un po’ peccaminosa, mi trovo, ogni tanto, a fare qualche ragionamento dietrologico, ma appunto anche logico. E che San Giacomini butti sul piatto quasi un milione di euro in più per pura filantropia o decennale amore per il Parma mi pare poco sostenibile. Certo questo salasso potrebbe esser utile per chiudere ogni possibile querelle pregressa. Oppure potrebbe esser un modo per limitare al massimo eventuali danni materiali o di immagine con gli sponsor garantendo loro continuità: ma è palese che se questi volessero – dopo quanto accaduto in questa stagione – disdire i contratti attraverso rescissioni a gogò lo potrebbero fare comunque al di là della buona volontà della concessionaria di mantenere gli spazi commissionati esposti con il milioncino in più offerto ai curatori. E nel caso oltre al danno ci sarebbe la beffa.

imageSe da un lato, dunque, è logico che G Sport, attraverso questo esborso, abbia cercato di tenersi buona la propria clientela (e non stiamo parlando dei piccoli partner locali, ma di quegli investitori che prendono spazi in tanti altri stadi italiani) e di mantenersi in buoni rapporti col Parma per agevolare futuri rinnovi di concessione, dall’altro, però, la cosa sembra meno spiegabile nel minuto in cui proprio negli stessi giorni in cui firmava l’accordo con i Curatori per il milioncino aggiuntivo, ne formalizzava un altro per la cessione ad Infront della stessa intera G Sport, marchio che poi sparirà, sacrificato sull’altare del colosso che a febbraio era stato a propria volta acquisito dalla Dalian Wanda Group Co., Ltd., il più importante gruppo cinese nel settore della cultura e dell’intrattenimento che lo ha acquisito da Bridgepoint per 1,05 miliardi di Euro.

A questo punto ci si potrebbe domandare se il milioncino scarso messo sul piatto da Giacomini suo o dei nuovi proprietari, appunto Infront, desiderosa di dare un contributo fattivo al salvataggio del quarto club italiano al mondo per trofei conquistati. Un Infront dagli occhi a mandorla da quando veste Wanda: e proprio verso il Grande Oriente c’è stato un florido sviluppo del mercato dei diritti tv del calcio italiano che lì sta tirando parecchio, e non è certo casuale che lo stesso Milan possa diventare di proprietà orientale.

imageInfront, subentrando a G Sport finirà per controllare quasi in regime di monopolio le sponsorship, la raccolta promo pubblicitaria e le aree hospitality di diverse società calcistiche italiane: dopo il passaggio in mano cinese di quello che avrebbe finito per essere un pericoloso competitor, Alessandro Giacomini anziché mettersi a far la guerra, ha preferito più o meno volontariamente farsi fagocitare, ricavando per sé stesso, a titolo personale, una posizione manageriale nel board di Infront, composto da 5 dirigenti, e un accordo triennale con la casa madre imageItaltelo (storica azienda fondata a fine anni Ottanta dal papà Italo) per la fornitura degli impianti a led bordocampo negli stadi. Tutto il personale di G Sport è stato informato, nel corso di una convention svoltasi circa due settimane fa nel bresciano del cambio di proprietà preceduto da una lettera di intenti tra le parti: i nuovi manterranno sulle singole piazze (oltre Parma vantano Cesena e Cagliari, ma anche Fiorentina, Livorno, Catania, Brescia e Pescara), salvo loro accettazione, gli staff attualmente impiegati cui sarà chiesto di mettere a disposizione il propri know how nel marketing sportivo. Non ci saranno danni occupazionali con perdite di posti di lavoro, né ricollocazioni selvagge, almeno così è stato garantito durante la riunione plenaria. E a garanzia c’è il fatto che appunto Giacomini rientri nello staff dirigenziale del nuovo organismo allargato (con un contratto di consulenza di 6 annI), anche se c’è da domandarsi quale potrà esser il futuro di un imprenditore chiamato a trasformarsi in manager.

imageTornando all’accordo G Sport-Curatela Parma FC, risulta evidente che a fronte dell’investimento straordinario di 970.000 euro la concessionaria bresciana potrà disporre interamente e come meglio crederà delle sponsorizzazioni, i contratti promo pubblicitari e hospitality del Parma FC fino a fine anno che dovranno per forza passare attraverso di lei e non la struttura parallela di Parma Brand. Resta però inspiegabile, a questo punto, se G Sport è l’unico interlocutore, come eventualmente possano aggiungersi altre sponsorizzazioni come quelle ad esempio auspicate da Lucarelli, il quale spera che possano arrivare nuovi quattrini a sostegno dell’esercizio provvisorio.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

14 pensieri riguardo “L’ACQUISIZIONE DI G SPORT DA PARTE DI INFRONT POTREBBE ESSERE ALL’ORIGINE DEI 970.000 EURO MESSI A DISPOSIZIONE DELLA CURATELA PARMA FC: E’ IL PRIMO ATTO DI UN SALVATAGGIO BARI STYLE?

  • 25 Aprile 2015 in 15:48
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    Brescia, Bari, forse Milan, forse Parma… Ma non c’è il rischio di conflitto d’interessi ?

  • 25 Aprile 2015 in 15:53
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    Ma Infront è stata acquista dallo stesso magnate cinese che ha acquistato i diritti tv della A?

  • 25 Aprile 2015 in 15:58
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    credo che, eventualmente, la preoccupazione principale di Infront che, peraltro, dopo l’acquisizione di GSport, opera in posizione di sostanziale (e forse pericoloso – per il mercato -) monopolio, fatta eccezione per qualche piccola percentuale di mercato ancora in mano a Sportfive, sia quella di giungere ad una sorta di captatio benevolentiae da parte del maggior numero possibile di presidenti di A e B, così da garantirsi soprattutto il rinnovo, sine die, del contratto di advisor ufficiale della Lega che, naturalmente, vale molto più dei singoli (e non sempre profittevoli) contratti con i cingoli club.
    A questo proposito, infatti, è piuttosto notorio che non tutti i contratti di GSport le garantivano utili e, anzi, spesso procuravano dolorose perdite che, si dice, sono spesso sfociate anche in contenziosi tra la società ed i club.

    • 25 Aprile 2015 in 17:35
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      Silvio, secondo te quindi si tratterebbe più che altro di un’eventuale partecipazione minoritaria in appoggio ad un prossimo proprietario maggioritario ? Un po’ quello che dovrebbe fare l’UPI se non avesse delle mire solitarie cosi’ “ambiziose” ? Oppure pensi che WANDA potrebbe lanciarsi in un progetto maggioratario col rischio appunto di diventare concorrente con altre squadre (e quindi i loro presidenti) ?

  • 25 Aprile 2015 in 15:58
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    E se fosse la Wanda stessa a voler acquistare il Parma?
    Visto che il Milan sembra vicino a mr bee.,la Wanda potrebbe virare sul club emiliano…con un costo decisamente inferiore!

    • 25 Aprile 2015 in 17:39
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      il parallelismo tra l’acquisizione del Milan e quella del Parma mi sembra, francamente, un po’ azzardata

      • 25 Aprile 2015 in 18:43
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        Dipende…se il loro interesse è avere una squadra italiana potrebbe non interessargli se sia il Milan o il Parma…

  • 25 Aprile 2015 in 16:23
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    Majo quindi secondo lei infront potrebbe limitarsi a sponsorizzazioni varie o il gruppo Wanda potrebbe tentare, all’ultima asta ( dato un recente interesse.per il calcio italiano (,tentarono di acquistare il Milan)) di acquistare la società ? Come vede questa situazione?
    Come sempre la ringrazio e mi complimento per l’articoloco

    Cordiali saluti

    • 25 Aprile 2015 in 17:22
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      Grazie. Finora infront ha cercato di aiutare i club, ma acquisizioni ufficiali dirette non ne risultano…

      • 25 Aprile 2015 in 18:13
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        Ok grazie mille… Infatti io parlavo di un acquisto non da parte di infront, ma da parte di Wanda..cioê gli acquirenti di infront

  • 25 Aprile 2015 in 17:40
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    Attenzione perkè InfrontE potrebbe far Male !!!!

    Giacomini NON è PIù Affidabele come Maneger

    Mi Auguro di Sbagliarmi però !!!!

    Grande Toscanini Pensaci tu x Favore

    Mettigli la Bakketta nella Valigetta !!!!

  • 26 Aprile 2015 in 12:50
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    MAJO ANCORA CON QUEI TRENTA QUARANTA MILIONI. MAVUOL CAPIRE CHE GRAZIE AL PARACADUTE,AL POREZZO DI ASTA DI 6 MILIONI E ALLA RIDUZIONE DEL DEBITO SPORTIVO, DEL 70% TUTTO CHIAVI SI RIDURRA’DI 18-.20 MILIONI DI EURO altrimenti sara’ serie D?

    • 26 Aprile 2015 in 14:22
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      Velenoso cerchi di capire, all’asta deve andarci chi riesce a dimostrare di averceli i 30/40 milioni. Solo successivamente, se riesce nell’acquisto (e quindi paga tutto il debito sportivo) potrà chiedere il paracadute e i diritti TV per la B. All’asta non ci si puo’ andare con la somma al netto dei futuri introiti. E poi scusi, ma lei fino a qualche settimana fa non era tra quelli che URLAVANO che bisognava ritirare la squadra e ripartire “puliti” dalla serie D ?

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