PERCHE’ I BIANCOSCUDATI POTRANNO PRESTO TORNARE A CHIAMARSI AC PADOVA E LE DIFFERENZE COL CASO PARMA

image(gmajo) – Il nostro lettore Gabriele Massari, nello spazio commenti di StadioTardini.it, aveva postato ieri sera una domanda per i nostri esperti e cioè “se quello che probabilmente succederà a Padova potrebbe succedere anche al Parma nella malaugurata ipotesi della serie D”, linkandoci (clicca qui) un articolo di Stefano Edel apparso sul Mattino di Padova, che dava notizia del prossimo passaggio di denominazione da Biancoscudati ad Ac Padova 1910. Lo stesso Gabriele Massari, tuttavia, correttamente precisava: “Anche se il vecchio Padova non è ancora fallito, come pure il Siena nonostante si continui a dire che sono fallite, ed il Padova è ancora affiliato alla FIGC, mentre il Parma purtroppo è già fallito”. In effetti, il Calcio Padova Spa, non non essendo fallito, ma avendo adito alla procedura concorsuale del concordato preventivo, gli amministratori della società hanno provveduto a transare un debito con l’Amministrazione Comunale con la cessione di denominazione e marchio figurativo d’impresa. L’Amministrazione ha poi comunicato che manterrà nella propria titolarità i medesimi, procedendo ad una cessione temporanea mediante licenza d’uso  alla attuale nuova società – la Biancoscudati Ssdrl – che potrà pertanto provvedere alla modifica della denominazione sociale. E’ preliminare, ovviamente, stante la permanenza di affiliazione della vecchia società alla Figc, che la medesima modifichi la denominazione. Il che è già avvenuto dal punto di vista civilistico, mentre la Figc recepirà la richiesta di variazione a giugno.

La questione che riguarda il Parma, tuttavia, è ben diversa, a partire dal fatto che non pare ancora del tutto chiaro se la titolarità del marchio d’impresa sia effettivamente nella disponibilità del Parma FC, come sostenuto dalla Curatela, oppure in capo ad altro soggetto giuridico. (StadioTardini.it aveva verificato che il marchio Parma FC era stato dato in pegno al Credito Sportivo e che il Parma Associazione Calcio in Amministrazione Straordinaria aveva provveduto pochi giorni fa a una nuova registrazione del vecchio marchoo del Parma AC)Concentriamoci, tuttavia, sulla prima eventualità e cioè che il marchio d’impresa sia nella disponibilità del Parma FC: la differenza rispetto alla questione Padova è che il Parma FC è stato dichiarato fallito, per cui non vi può essere una libera trattativa come quella posta in essere dai legali di Penocchio con l’Amministrazione Bitonci. Quindi il marchio d’impresa rimane nella disponibilità della curatela, che proverà a trasferire il ramo d’azienda comprensivo del marchio denominativo e figurativo d’impresa.

Per ipotesi, qualora l’asta non aggiudicasse il ramo d’azienda sportiva, la curatela potrebbe procedere all’assegnazione all’asta dei singoli asset, tra cui il marchio d’impresa che in linea astrattamente teorica potrebbe essere acquisito da chiunque. A Verona, nel 1991, successe proprio questo, tant’è che il marchio denominativo Ac Hellas Verona 1903″ fu acquisito da una società dilettantistica che, peraltro, lo usa tuttora,

Detto questo, pur avendo acquisito anche il marchio d’impresa nell’ambito dell’asta fallimentare, Bari e Ascoli, per limitarci ai casi presi in esame nelle scorse settimane, fanno attualmente utilizzo di una denominazione e di un marchio diversi da quelli pur effettivamente acquisiti.

In definitiva, dunque, la questione del Padova è del tutto particolare e molto diversa, giacché i tratta di un rarissimo caso di società professionistica sportiva che interrompe la propria attività caratteristica e viene posta in liquidazione volontaria dopo avere assolto i propri debiti.

Per quanto attiene al Parma, dunque si può ritenere che in entrambi i casi – sia in serie B che in Serie D –  la denominazione sociale e il marchio figurativo saranno  più o meno marcatamente difformi da quelli attuali, quantomeno nella prima fase. Gabriele Majo (ha collaborato Evaristo Cipriani)

CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO INTEGRALE: “Ora è possibile, da Biancoscudati si tornerà ad Ac Padova 1910”, di Stefano Edel, da Il Mattino di Padova

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “PERCHE’ I BIANCOSCUDATI POTRANNO PRESTO TORNARE A CHIAMARSI AC PADOVA E LE DIFFERENZE COL CASO PARMA

  • 19 Aprile 2015 in 10:46
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    Quindi la nuova societa` dovrebbe acquistare il marchio separatamente?

      • 19 Aprile 2015 in 12:26
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        Certo, in B saremmo ancora affiliati alla FIGC.

  • 19 Aprile 2015 in 13:48
    Permalink

    Alla fine non c ho capito nulla… In soldoni cosa accadrà nel nostro caso?

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