PICCOLE GRANDI REALTA’ D’EUROPA (ALTRO CHE SERIE D PER IL PARMA…)

(Luca Ermacora) – Poche settimane fa l’ing. Dallara, fondatore dell’omonima azienda specializzata nella costruzione di componenti per macchine da corsa e uno dei candidati ad entrare nella famosa cordata per la D”, ha detto che la dimensione del Parma è una D/Lega Pro alla Piacenza e Reggiana e che la A è stato solo un caso. Eppure in Europa ci sono molti esempi di squadre di città anche più piccole di Parma che si sono consolidate ad alti livelli. In alcuni casi sono pure riuscite a vincere dei trofei. Vediamo alcuni casi:

clip_image002Hoffenheim

Dopo la promozione in Bundesliga a termine della stagione 2007/2008, la squadra dell’omonima frazione di Sinsheim (3.263 anime nel Baden-Württemberg) è riuscita a stabilizzarsi tra le prime 10 squadre di Bundesliga, con il picco di essere diventata campione d’inverno al suo primo anno in Bundesliga (stagione 2008/09, terminata poi con un ottimo settimo posto).

Guingamp

clip_image004A differenza dell’Hoffenheim, società di frazione/quartiere come può essere il Chievo Verona, la società bretone rappresenta una vera e propria cittadina di 8.196 anime. Il suo non è un passato tanto glorioso. Molti i scendi e i pochi in sali, però a seguito della promozione in Ligue 1 a termine della stagione 2012/13 il club ha vinto la coppa di Francia e quest’anno si è fermato alle semifinali della stessa competizione. È la società più piccola ad aver vinto un trofeo a livello nazionale.

Eibar

clip_image006La storia del club basco ha dell’incredibile. Alla fine della scorsa stagione ha ottenuto la sua prima storica promozione nella Liga, però nel calcio spagnolo esiste una normativa che obbliga ogni club di seconda divisione ad avere un capitale pari al 25% delle spese medie di tutte le altre squadre della categoria (tolte le due più piccole e le due più grosse), pena la retrocessione. Questa norma, confrontata con i 420 mila euro del capitale sociale, obbligò la società ad aumentare di circa 2 milioni il proprio budget entro l’inizio della stagione 2014-2015, nonostante il club non avesse debiti o pendenze a suo carico. Seguì una lunga campagna per la vendita di azioni del club, terminata positivamente il 15 luglio 2014, una settimana prima del termine prefissato, che permise alla squadra basca di presentarsi regolarmente al via del campionato di Prima Divisione. Attualmente la squadra è 3 punti sopra la zona retrocessione dopo un girone d’andata chiuso all’ottavo posto.

Rayo Vallecano

clip_image008Il Rayo rappresenta tutto quello che un tempo era il calcio: sudore, fatica e passione. Infatti la squadra proviene dal quartiere operaio di Madrid Vallecas, un luogo dove devi sudare per guadagnarti da vivere. L’episodio che fa meglio comprendere questa piccola e agguerrita realtà è il derby contro il Real di 3 anni deciso da un gol nella ripresa di Cristiano Ronaldo. A fine partita l’allora allenatore delle Merengues Josè Mourinho disse che quella era stata la vittoria più sudata nella sua carriera, che mai aveva visto la sua squadra soffrire così contro un avversario di rango inferiore. Attualmente gli “operai” di Madrid navigano comodamente a centro classifica, con ancora una remota possibilità di terminare in Europa League. Luca Ermacora

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

80 pensieri riguardo “PICCOLE GRANDI REALTA’ D’EUROPA (ALTRO CHE SERIE D PER IL PARMA…)

  • 28 Aprile 2015 in 13:18
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    ..lasciamo perdere….

  • 28 Aprile 2015 in 13:32
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    Lasciamo perdere perché Ghirardello? Forse perché il Parma da 25 anni dà la polvere al suo Bologna, che in tutto questo tempo non solo non ha mai vinto mezzo trofeo contro gli otto dei giallobhlu ma è stato (e anche oggi è) in una categoria inferiore rispetto ai crociati? Gli esempi portati dall’autore dell’articolo, anzi, se vogliamo sono perfino ingenerosi verso il Parma, dal momento che le squadre citate hanno piazze, visibilità e tradizioni nettamente inferiori a quelle del Parma. Se stanno loro nell’elite del calcio non si capisce perché mai dovremmo sentirci “out” noi, che la frequentiamo stabilmente da un quarto di secolo e non certo come comparse? Finché viene qui a fare le sue considerazioni e i suoi calcoli sul debito sportivo e le vicende societarie, va anche bene, anche se sappiamo che il suo intento è il gufaggio; ma se si mette a sminuire i meriti e il nome del Parma (cosa cui hanno già pensato Ghirardi e compagnia, che infatti detestiamo), sappia che non risulta nè simpatico, nè gradito agli altri frequentatori del sito. Poi dal pulpito del Bolognetto… beh, sarebbe meglio tacere.

    • 28 Aprile 2015 in 13:45
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      Esatto. Credo che non vinceremo piu` nessun trofeo, pero` il nostro posto e` in A.

    • 28 Aprile 2015 in 13:57
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      Lasciamo perdere perche’ sono altre realta’,altro calcio,altri paesi,altro radicamento,altri interessi, altro tutto…
      non e’ perche’ al Granada fanno una cosa che funziona (chissa’ fino a che punto poi….serve mezzo miracolo per salvarsi) allora la si mutua copiandola pari pari alla Salernitana o al Catana o a Parma e si e’ certi del successo….
      Ma che maniera di ragionare e’?…
      Pensi forse che in Spagna o Irlanda ci sia qualcuno che in questo momento dica “dobbiamo fare come al Chievo o a Sassuolo”….ma de che?…ma che diciamo?….
      E quale sarebbe il modello vincente di fare calcio a Sassuolo…quale sarebbe secondo i bene informati..sentiamo….
      Quello di sempre..non credere…quello che funziona ncora ovunque e in ogni categoria…uno che ha i soldi e che paga come si deve…
      Questo e’ il modello Sassuolo, Chievo e pure molti altri..
      Il resto e’ aria (fresca stamane) ai denti.

      • 28 Aprile 2015 in 16:04
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        Vedo che hai capito tutto. Il mio articolo voleva solo dire che se piccole realta` possono giocare in Liga o Ligue 1, a maggior ragione noi possiamo stare in A.

    • 28 Aprile 2015 in 22:25
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      Stupidaggine di Dallara che ha praticamente dato ragione a Lotito….solo le squadre metropolitane sono degne di fare la serie A….CI STIAMO TUTTI DIMENTICANDO CHE IL PARMA ERA UN GIOIELLINO DI SOCIETÀ COME DICHIARATO DA SANDRO MELLI RECENTEMENTE….da come state ragionando sembra che Ghirardi abbia fatto del bene nel ridare la “giusta” dimensione ( secondo Dallara e molti di voi sciocchini ) di cittá che puó militare massimo solo in seri B….SVEGLIA !!! POTEVAMO ESSERE NOI IL SASSUOLO O IL CHIEVO O IL CARPI !!! CI VOGLIONO LE PALLE ANCHE A FARE I DIRIGENTI E I PRESIDENTI…

  • 28 Aprile 2015 in 13:35
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    Il Rayo e’ qualcosache trascende l’aspetto calcistico e ha radici profonde nel contrasto al franchismo. Poi anche il loro presidente qualche guaio di recente lo ha avuto

    • 28 Aprile 2015 in 13:47
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      Si, Vallecas e` appunto il quartiere operaio di Madrid che si e` sempre opposto al franchismo.

  • 28 Aprile 2015 in 13:38
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    Parole sante…sia quelle di Luca che quelle del sig. Gustavo….No alle elemosine del Upi! Rispetto per Parma!

    Caro ghirardello la storia non si fa con gli abitanti di una città… La storia si fa con progetti seri e persone giuste… Cosa che voi a Bologna da 50 anni a questa parte non avete avuto!

    • 28 Aprile 2015 in 13:46
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      Michele, lasci stare i progetti seri ché ultimamente noi non ne abbiamo avuti. Però la storia si fa coi risultati sportivi, nel calcio, e su quello non è certo un corvaccio rossoblu a poterci dare lezioni.

  • 28 Aprile 2015 in 13:47
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    Dallara la serie D vatla a tor in du ghe mia ad neva!Piocion!!!!!!

  • 28 Aprile 2015 in 13:57
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    Poche balle, a livello abitanti, storia, cultura sportiva e coppe vinte meritiamo largamente la serie A. Non c’è nemmeno bisogno di scomodare picoole città o frazioni con squadre blasonate, Parma ed il Parma potrebbero allegramente e senza bisogno di giustificazioni, frequentare i massimi campionati di mezza Europa. La serie D, la “nostra dimensione” e cavolate varie sono solo nella testa di chi non vuol vedere o sentire ragioni oltre la propria piccola visione del mondo. Per fortuna che chi comprerà il Parma all’asta (perchè questo avverrà, fosse pure all’ultima), sarà probabilmente molto più lucido di chi non vuol sentir ragioni sul valore di Parma e del Parma.

    • 28 Aprile 2015 in 14:15
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      MAK lei ha ragione ma dovrebbe tener presente le considerazioni di Ghirardello. Tipo la Spagna è diversa, il Sassuolo e il Chievo ecc.

      • 28 Aprile 2015 in 15:09
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        E’ vero Gustavo, non dimentichiamo che in Italia Parma è solo un quartiere di Sant’Ilario. Speriamo in una dignitosa seconda categoria, molto più adatta alla nostra dimensione.

  • 28 Aprile 2015 in 13:58
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    Devo ricordarvi in quale modo sono stati vinti i trofei del Parma?
    Io sono parmigiano ve lo dico..

    • 28 Aprile 2015 in 14:15
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      Dillo joe, dillo…

    • 28 Aprile 2015 in 14:18
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      si giocandoseli sul campo…

    • 28 Aprile 2015 in 14:22
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      Senta joe, i trofei del Parma sono stati vinti SUL CAMPO, senza alcun favore e con capitali che poco o nulla hanno a che fare con il crack Parmalat. E’ una cosa che i parmigiani per i primi dovrebbero comprendere bene. Infatti, lo ripeto per la centesima volta:
      – i primi trofei sono stati vinti quando la Parmalat era ancora una azienda sana;
      – le spese calcistiche erano una piccola, trascurabile percentuale rispetto al buco Parmalat. Il crack non è certo avvenuto per colpa del calcio (parliamo di 14 miliardi totali quando i debiti del club erano di alcune centinaia di milioni: briciole), anzi anche recentemente è stato riconosciuto che il gruppo Parmalat col calcio ha guadagnato tanto in termine di immagine che il bilancio tra dare e avere è positivo (parole di Fulvio Ceresini;
      – e infine, se dovessimo mettere in discussione tutti i trofei vinti da proprietà che hanno evaso il fisco, fatto crack o avuto favori dal sistema, dovremmo contestare anche certe vittorie di Milan, Juve, Lazio e altre.
      Ma possibile che queste cose non siano chiare ai parmigiani? Ste stupidaggini lasciomole dire ai reggiani e ai bolognesi, ma su, un po’ di orgoglio.

    • 28 Aprile 2015 in 14:48
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      A parte che hai scritto una stronzata di chi non sa ben distinguere le cose e i fatti del passato, dicci come stati vinti quelli della Juve piuttosto, oppure facci capire come ha fatto berlusconi a far miliardi e squadre miliardarie grazie alla televisione e gli intrecci politici degli anni 80. Figa non sopporto chi fa il talebano della morale in casa d’altri.

      • 28 Aprile 2015 in 14:57
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        forse hai sbagliato persona…sono parmigiano e tifo parma da quando ho sei anni tanti abbastanza da capire di calcio…
        non fare tu il bagolone con la puzza sotto il naso…
        i trofei vinti dal parma nei magnifici anni 90 sono stati vinti con calciatori comprati tramite magagne e soldi rubati ai risparmiatori della parmalat…
        se uno è di Parma queste cose non le cancella caro il mio Mak…
        i trofei rubati dalla rubentus hanno valore etico inferiore..
        quindi da parmigiano se lo sei togliti la puzza sotto il naso e ragiona con i fatti veri….

        • 28 Aprile 2015 in 15:40
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          Scusi, Joe, ma quel che dice è da perfetto ignorante. Siccome non ho ragione a ritenere che lei lo sia, la consiglio di informarsi meglio e di ragionare con obiettività. I soldi “rubati ai risparmiatori” non sono certo finiti nel Parma Calcio ma a tamponare un buco gigantesco dovuto a manovre offshore. Rispetto a questo buco, i soldi usati per il Parma Calcio sono irrilevanti. I numeri sono numeri e vale quanto ho detto io e ripetuto Mak: se dovessimo stare a vedere gli illeciti delle proprietà dei club calcistici, ci sarebbe da rifare il palmares nazionale. Spesso i parmigiani sono più realisti del re e credono che sia dimostrazione di intelligenza autosminuirsi. Qui la puzza sotto il naso non conta proprio niente.

          • 28 Aprile 2015 in 16:27
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            Joe stai continuando a scrivere stronzate su stronzate ed é diventa quasi offensivo per l intelligenza degli altri lettori continuare a rispondere ad una tale montagna di idiozie , preconcetti e frasi da bimbominkia. Prima di commentare su certi argomenti prendi almeno il tempo di informarti.

        • 28 Aprile 2015 in 15:48
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          te sei parmigiano come Boni…

    • 29 Aprile 2015 in 10:10
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      Ricodiamoci come ha vinto i trofei la juve, lo scudetto ed i trofei della lazio di cragnotti, quello della roma di sensi, i debiti incredibili di milan e inter e non scendo nel merito di realtà come real madrid e barcellona o di altre realtà estere.
      Allora perchè minimizzare i ns trofei?

  • 28 Aprile 2015 in 14:05
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    Gli impremditori di parma barilla pizarotti ecc sono tra le piu ricche in italia ma e’ una vergogna che non aiutino una realta importante come il parma fc conosciuto in tutto il mondo tanto come il parmigiano e il prosciutto qui ce’ la food valley e non e’ cosa da tutti ci sono denari da investire per fare grande una societa’ seria che meriterebbe piu rispetto la d e’ la tomba per decenni la b non e’ una sconfitta ma il rilancio per tornare grandi

    • 28 Aprile 2015 in 14:21
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      Concordo con vecchia guardia!

    • 28 Aprile 2015 in 16:06
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      Standing ovation.

  • 28 Aprile 2015 in 14:09
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    BANNATE GHIRARDELLO PORTA SFIGA,,,,,,,COMUNQUE PER NON DIMENTICARE (TORRISI E GILARDINO) GODO ANCORA COME UN RICCIO!!!!!!!!!!

  • 28 Aprile 2015 in 14:20
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    Spero che la proposta di Dallara rimanga solo una proposta ! E che I grandi colossi industriali di Parma se vogliono fare qualche cosa di utile contattino qualche imprenditore estero per l’acquisizione della squadra . Penso che imprenditori del calibro di Brilla, Pizzarotti e compagnia bella abbiano conoscenze estere da poter contattare. Ma che stiano alla larga con il loro piano D.

  • 28 Aprile 2015 in 14:21
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    JOE VOUI CHE TI RICORDI COME SONO STATI VINTI GLI SCUDETTI DELLA JUVE, O LE COPPE CAMPIONI DEL MILAN O QUELLI DI LAZIOE E ROMA….SCANTOT….

  • 28 Aprile 2015 in 14:42
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    Alcuni di quelli nominati sono solo dei villaggi senza storia, Parma calcisticamente ha una sua storia che è fatta per l’80% di B e C e per un 20% A.
    Punto a capo.
    Quello che dice Dallara è la cosa più probabile, un qualche piccolo imprenditore (forse) prenderà il Pamra in serie D e poi per il fuuro si navigherà tra D e Lega Pro, magari qualche anno fortunato si verrà promossi in serie B. Tutto quà.

    Per continuare ad essere stabilmente in A ci vuole qualcuno con i soldi (da buttare) che se ne faccia carico e non c’è, Qualsiasi cosa vi dicano sappiate che nessuno regalerà 30 o 40 milioni a noi.
    Sappiate che Lucarelli è consapevole dal principio che nessun fondo canadese va a 10000 KM da casa sua per dare in dono 40 milioni di Euro per coprire dei debiti fatti da un altro, Lucarelli e gli altri sono persone che hanno avuto successo nella vita, non delle persone che dormono in piedi, non dei creduloni che si bevono una cosa del genere. I giornalisti ci marciano ma lo sanno benissimo che è una balla quella del fondo canadese, che gli imprenditori parmigiani non sono disponibili a questo investimento, le uniche possibilità sono due, o Infront ci salva oppure bisogna sperare che davvero qualcuno ci faccia ripartire dalla D, e vi garantisco che nemmeno questo è così scontato. Voi ci mettereste la mano sul fuoco?

    • 28 Aprile 2015 in 15:42
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      Benissimo, D-meno, vedo che lei sa già tutto. Ora, a parte che la storia del Parma dice che la A conta per il 25% e non per il 20%, ma soprattutto è l’ultimo 25%, cioè il più importante, prendo atto che nessuno è disposto a comprare il Parma. Se però non andrà come dice lei, ci aspettiamo pubbliche scuse, visto la sicurezza che esibisce.

    • 28 Aprile 2015 in 15:54
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      quindi la pro vercelli ha più storia di noi perchè ha vinto 7 scudetti nel 1920?

      il 25 % della nostra storia sono gli ultimi 25/26 anni e si cerca sempre di migliorare…non di regredire…non è perche 30 anni fa eravamo in categorie minori, quella sia la nostra dimensione e dobbiamo tornare li…

  • 28 Aprile 2015 in 14:48
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    Gentile direttore,
    ho da poco scoperto il suo sito che apprezzo molto e di cui sono diventato un avido lettore quotidiano. Mi permetto di disturbarla per chiederle chiarimenti su alcuni aspetti di questa schifosa vicenda che mi risultano molto oscuri. Primo: senza voler aprire il capitolo responsabilità del Capitan Pizza che ha finanziato indirettamente il Parma per anni salvo poi iscriversi in fretta e furia al partito del fallimento e dato per assodato che le condizioni di fallibilità (insolvenza e mancanza di liquidità) erano già da tempo manifeste e come abbiamo scoperto di dominio non solo “pubblico” con connessi pissi pissi bau bau, ma ben note anche alla procura, la quale oltre all’insolvenza ipotizza per la vicenda risvolti penali a carico della gestione bresciana/romana, mi sa spiegare perchè alla prima udienza prefallimentare di gennaio il Giudice Delegato (che non facendo di mestiere il formaggiaio della Ghiaia si presuppone che qualche contatto con la procura che è poi il palazzo appena dietro al suo bel ufficio lo dovrebbe avere) non ha dichiarato il fallimento della società nonostante la desistenza o no so cosa diavolo del creditore in quella sede? Il Giudice desistenza o no può fare quello che vuole. Perchè forse il 21 gennaio non c’erano le condizioni di fallibilità?La società il 21 gennaio non era in dissesto? La società il 21 gennaio era forse in grado di adempiere regolarmente ai pagamenti con i normali mezzi?Non penso se pochi giorni dopo (una settimana), la procura ha depositato la famosa richiesta di fallimento a cui invece il Gd ha poi dato seguito. Ma ben due mesi dopo (19 marzo vs 21 gennaio). Due mesi in cui sono stati accumulati altri debiti, distratti altri fondi , sono state fatte altre spese, l’attivo è stato depauperato (non entro nel merito di giudicare la gestione Manenti, se Gd e Foro si fossero mossi il 21 gennaio non ci sarebbe stato nessun Manenti, quindi Manenti è de facto uan conseguenza del cattivo operato del Foro nostrano).
    Secondo: ma è una semplice curiosità. E’ possibile ed è pubblica come informazione sapere quanti sono, chi sono e quale compenso è stato definito (se non sbaglio nella richiesta al Giudice di nomina di un coadiutore è necessario indicare il compenso) con tutte le decine di avvocati, consulenti, periti che “coadiuvano” i curatori esperti in materia?Visto che sono soldi che non andranno ai creditori credo sia un’informazione importante, anche perchè in teoria penso che una spesa che toglie soldi a un creditore è giustificata solo se da questa spesa ne deriva un vantaggio per il creditore stesso.
    Grazie mille

    • 28 Aprile 2015 in 15:00
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      Benvenuto e grazie per le sue parole. Posto che eventuali azioni con risvolti penali sono appannaggio della magistratura rimane in effetti singolare come l’udienza prefallimentare del 28 gennaio fosse svicolata via senza esser cavalcata dal partito pro fallimento così iperattivo dopo dopo. Ricordo che a quella data si era ancora in epoca taci e so bene quanto tutti si mossero per evitare il fallimento.
      Una decisa accellerata della magistratura arrivò dopo la ricezione degli atti dal tribunale, ma giustamente un giudice dalla fama di decisionista come Rogato avrebbe potuto agir prima d’iniziativa. La scheggia impazzita Manenti non aveva tutti i torti nel rimarcare come la guerra mondiale si scatenò dopo il suo arrivo. Prima, si vede, a tutti stava bene lo status quo…
      Circa il coadiutore il compenso si scala da quello dei curatori.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 28 Aprile 2015 in 15:03
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    Caro Joe anch’io sono parmigiano e so benissimo come sono stati vinti i trofei del Parma: in modo ineccepibile vincendo partite mai regalate da nessuno e senza nessuna combine.
    So che lei si riferisce a ciò che seccedeva fuori dal campo, ma è di darci un taglio a questa visione a senso unico sulle colpe finanziarie della parmalat. La solita tiritera sul fatto che il parma ha vinto con i soldi fasulli di Tanzi ? Se questa tesi fosse solo lontanamente supportabile porta come invitabile conseguenza che tutte le vittorie sportive calcistiche sono fasulle, a partire dal Milan di berlusconi (soldi veri e soprattutto onesti vero ?), dalla juve di agnelli (che comprava campioni mentre incassava da tutti noi i soldi degli operai in cassa integrazione), all’inter del triplete (che ha dovuto investire talmente tanti soldi, che non aveva tanto che ha dovuto poi vendere e arrivare a 300 milioni di debito), a tutte le squadre vincenti d’europa che con poche eccezioni hanno centinaia e centinaia di milioni di debiti e quindi vanno avanti con soldi che non hanno come il Parma di Tanzi se vuole. Ma questa è la sorte di coloro che provano a vincere. Il tracollo finanziario dell’azionista di riferimento della squadra non ha NULLA a che vedere con i trofei vinti e sarebbe ora che sopratutto da Parma la smettessero con il reiterare di questi atteggiamenti vittimistici, autolesionistici e sopratutto lontano anni luce da ciò che è successo

    • 28 Aprile 2015 in 15:22
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      Nessuna combine? Fatevi raccontare da bravo o dal nuovo eroe certe strane rinunzie pro bianconer

      • 28 Aprile 2015 in 15:51
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        Si Majo ma allora possiamo tirare fuori anche Parma Verona 0-1 e altro ancora, ma non era questo il punto e comunque non mi venga a dire che il Parma tirava le fila di chissà quali intrecci, magari li subiva da chi sappiamo che le fila le tenute ben strette per 12 anni e non certo in modo lecito. Se lei è a conoscenza di qualche accordo non lecito intervenuto nei trofei vinti dal Parma lo dica chiaramente. Io personalmente ricordo solo una cosa ma a livello sportivo, un favore arbitrale, uno dei due che ricordo negli ultimi 25 anni, nella semi del 93 con un rigore non fischiato per un fallo di Minotti che avebbe vanificato Wembley

        • 28 Aprile 2015 in 16:26
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          al contrario mi stavo riferendo a un qualcosa cui abbiam rinunciato volontariamente

      • 28 Aprile 2015 in 15:51
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        Vebbè, qui si riferisce a combine pro-Parma. Su Majo, nessuno ci ha dato una mano illecita (e per fortuna) a vincere quel che abbiamo vinto, anzi! Per il resto, perfetta l’analisi di Gian62.

        • 28 Aprile 2015 in 16:25
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          No quella combine fu pro juve non pro parma… E la gente sta lì a prendersela con l’arbitro…

          • 28 Aprile 2015 in 16:39
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            A quale episodio si riferisce in particolare ?

          • 28 Aprile 2015 in 16:41
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            fatti una googolata su qualche rivelazione di bravo di qualche tempo fa…

  • 28 Aprile 2015 in 15:07
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    Direttore mi permetto ma la devo contraddire. Il compenso del coadiutore si scala da quello dei curatori se il professionista è inquadrato come tale, esempio avvocato che supporta il curatore nella redazione dello stato passivo. Non è il caso ad esempio dei periti che non sono considerati coadiutori e i cui compensi non si scalano da quelli del curatore. Così come non è il caso di legali che debbano rappresentare la procedura per eventuali azioni, etc. E’ per quello che sarebbe interessante sapere con precisione elenco e tipo di inquadramento. E qui mi sa che di coadiutori in senso stretto non ce nìè manco uno.

    Con stima

  • 28 Aprile 2015 in 15:48
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    Ghirardello fatti i fatti tuoi e pensa al bologna..il parma ha vinto..allora non esistetebbe il Sassuolo! ..pensa hanno comprato il Sassuolo e x il bologna ci hanno messo due anni ..ma va la..

  • 28 Aprile 2015 in 15:56
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    La dimensione del Parma è la serie D tanto quanto la dimensione dell’UPI sono i vari De Paolini…

  • 28 Aprile 2015 in 16:05
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    Sicuramente Dallara ha fatto solo una provocazione: Parma ha 189.000 abitanti , attualmente in serie A ci sono 6 città in A più piccole (e consideriamo che 10 squadre sono di 5 città), in B , di più grandi ci sono solo Bologna,Bari , Catania e forse Brescia e quindi se Parma deve giocare in D allora si deve abolire la B e la C.
    Eibar,Hoffenheim ,Guingamp e Rayo riguardano realtà come Chievo,Sassuolo e Empoli in Italia. Non Carpi, che ha 70.000, è già un centro grandino rispetto a loro.

  • 28 Aprile 2015 in 16:30
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    Dallara ha detto una stupidaggine. Per fare sport ad alti livelli bisogna investire ma questo lo si può fare ovunque (se non si vuole vincere la champions). Reggiana e Piacenza hanno vissuto e vivono nell’anonimato di campionati semi dilettantistici perchè nessuno ha voluto investirci qualcosa. E se mai Dallara comprerà il Parma con i suoi amici e ci spiegherà che è bello fare la serie D e ci staremo per anni , sarà perchè loro la vogliano fare e non perchè è scritto da qualche parte. Altrimenti lui per lo stesso principio in Formula 1 non avrebbe mai dovuto metterci piede.

  • 28 Aprile 2015 in 16:42
    Permalink

    Dallara è un costruttore di serie D.
    Il resto sono i soliti discorsi inutili, la categoria nel calcio moderno la danno gli investimenti il progetto sportivo ed il bacino d’utenza nell’ottica dei ricavi.
    La serie D, contrariamente a quello che ho letto sopra, non preoccupiamoci che si farà, ma se gli azionisti sono appasionati con pochi mezzi abbinati a ricchi non tifosi e quindi piocioni è inutile girarci attorno e dire delle stupidate per nascondere la realtà

    • 28 Aprile 2015 in 17:35
      Permalink

      Attenzione NON Sputare sul Piatto dove si Mangia

      Potrebbe farti Digerire in modo Diverso

      Le Persone x Giudicarle bisogna almeno Conoscerle

      Kiaro Stò Fatto !!!! CROCIATI RISORGEREMO !!!!

  • 28 Aprile 2015 in 16:46
    Permalink

    Ottimo articolo, Luca E., mi è piaciuto moltissimo. Sarà perché in Spagna – dove il campionato lo fanno a parte due squadre astronomiche – le mie simpatie si rivolgono proprio al Rayo Vallecano, di cui ho appreso di recente la storia e dalla cui tifoseria sono rimango piacevolmente colpito ogni qual volta ne vedo una partita in diretta tv.
    Tra l’altro, in un certo senso, il Rayo è legato a Parma, visto che lo sponsor tecnico è la “nostra” Erreà.

    Comunque quoto in pieno il senso del tuo scritto: non è impossibile che una realtà di provincia – come può essere il Parma, che è ancora più grande rispetto alle cenerentole Chievo, Sassuolo, Carpi, Hoffenhaim o Guingamp (tanto per citarne alcune) – possa affermarsi nella massima serie nazionale. Parma ci è rimasta per un ventennio, l’Udinese pure.
    Una società piccola come l’Empoli da anni che si affaccia in Serie A, con il principale obiettivo di mantenere una gestione veramente virtuosa, creando una squadra con un budget limitato e sfornando giovani interessanti. Quando le annate non sono girate per il verso giusto è retrocesso anche l’Empoli, ma il club toscano ha sempre avuto la forza di ripartire e di rimanere nel calcio che conta.
    Un saluto e ancora complimenti,
    Lorenzo Fava

    • 28 Aprile 2015 in 17:59
      Permalink

      Grazie Lorenzo per i complimenti :). Mi fa anche piacere che hai colto il senso del mio articolo 😉

      • 28 Aprile 2015 in 18:02
        Permalink

        Magari ti convochiamo a Calcio & Calcio, se favino (altino un metrino e sé stessino) ci mette una parolina col dottore lancella…

        • 28 Aprile 2015 in 18:28
          Permalink

          Mi piacerebbe, ma venendo da fuori dovrei organizzarmi per tempo 🙂

          • 28 Aprile 2015 in 19:33
            Permalink

            Abito a circo 30 km dalla Slovenia in direzione Trieste. Per la precisione Monfalcone in provincia di Gorizia.

          • 28 Aprile 2015 in 19:47
            Permalink

            Potrei tipo venire per l’ultima puntata, in modo da organizzarmi per bene.

  • 28 Aprile 2015 in 17:02
    Permalink

    Se volete sapere dove il Parma dovrebbe stare, vi riporto i criteri della Lega per stabilire la storia sportiva di una città (vale anche per un 25% nei ripescaggi).

    “….. La tradizione sportiva della città verrà valutata, per il singolo club, dalla stagione sportiva 1929/30 escludendo le stagioni sportive del 1943/1944, 1944/1945 e 1945/1946, conseguita negli anni anche attraverso soggetti giuridici diversi, con l’attribuzione dei seguenti punti:

    – 10 punti: partecipazione ad ogni Campionato di serie A;
    – 7 punti: partecipazione ad ogni Campionato di serie B;
    – 5 punti: ogni Champions League /Coppa dei Campioni vinta;
    – 4 punti: partecipazione ad ogni Campionato di Serie C dalla stagione sportiva 1935/36 alla stagione sportiva 1977/78 – partecipazione ad ogni Campionato di Prima Divisione (già Serie C1) dalla stagione sportiva 1978/79 alla stagione sportiva 2013/2014 – ogni Scudetto vinto e riconosciuto dalla F.I.G.C. dal 1898;
    – 3 punti: ogni Coppa delle Coppe vinta;
    – 2 punti: ogni Coppa Italia vinta – partecipazione ad ogni Campionato di Seconda Divisione (già Serie C2) dalla stagione sportiva 1978/79 alla stagione sportiva 2013/2014 – ogni Coppa delle Fiere o Coppa UEFA o Europa League vinta.
    – 1 punto: ogni Supercoppa di LNP vinta. …..”

    Buon divertimento

    • 28 Aprile 2015 in 17:21
      Permalink

      mi sembra una cazzata dare 2 punti a chi partecipa alla c2 uguali a chi vince la coppa uefa o europa league…come datre 5 punti a chi vince la champions e 10 per partecipare alla serie A…ci manca anche la super coppa europea che in italia abbiamo vinto solo noi e le 3 strisciate…

  • 28 Aprile 2015 in 17:08
    Permalink

    L’unico episodio che ricordo a memoria senza ask google è l’1 a 1 del 97 con qualcosa di strano che avvenne (così raccontò il nostro francesino) tra il primo e il secondo tempo. Ammesso che possa essere successo, fu comunque ininfluente per il campionato che perdemmo con l’1 a 1 in casa col milan precedente alla trasferta di torino (ciò non toglie che se fosse vero farebbe comunque schifo. Mi hanno comunque lasciato perplesso diverse dichiarazioni di bravò nel corso degli anni, perchè, se non ricordo male, quella non fu l’unica uscita strana.)

      • 28 Aprile 2015 in 17:29
        Permalink

        Sia meno criptico ..

  • 28 Aprile 2015 in 17:30
    Permalink

    Posto che a parma siamo malati di grandeur per definizione, questo discorso di dallara non ha senso.
    Questo pauperismo senza limitismo puzza parecchio di interessi di cortile.

    Se c’è una cosa che mi irrita sono i discorsi del “la città X merita/non si merita questo”, “la dimensione della squadra Y e la serie A/B/C”. Ma che cazzo significa? Su che base ci mettiamo a fare le graduatorie di merito e nobiltà? Le popolazione della città? I titoli vinti negli ultimi 20 anni? I titoli vinti contando quando si giocava il trofeo dell’esposizione? La lunghezza dell’uccello del presidente?

    Almeno decidiamolo prima così aboliamo retrocessioni e promozioni e assegnamo lo scudetto a tavolino e ci risparmiamo 38 giornate di perdita di tempo.

    • 28 Aprile 2015 in 17:53
      Permalink

      Perfettamente d’accordo. Ricordo una frase che disse Aldo Curti negli anni 80 a TV Parma. Allora si sognava la A anche solo per una stagione e Curti a più riprese aveva un refrain pressapoco così “Inultile fare voli pindarici, la dimensione del Parma è la serie B, non ci possiamo permettere la serie A”. Ecco si è visto negli anni a venire. Questo non vuol dire che il Parma la A la deve avere per diritto divino, ma semplicemente che questi discorsi non hanno alcun significato. Il raggiungimento di certi risultati sono proporzionali (almeno all’80%) agli investimenti effettuati. Se il famoso sceicco si materializzasse a Fiorenzuola, il Fiorenzuola potrebbe anche vincere la Champions. Conta più il bacino del portafogli che il bacino d’utenza

  • 28 Aprile 2015 in 18:24
    Permalink

    Dallara e’ imprenditore serio e di successo.
    Il suo pensiero esprime la reale possibilita’ degli imprenditori parmigiani. Cioe’ vicina allo zero assoluto. Per cui bisogna mettersi nella zucca che se vogliamo il Parma in B deve intervenire un foresto che sia albanese, russocipriota, qatariano, congolese, canadese od eschimese.
    Alla faccia di chi grida Parma ai parmigiani. Una setta di persone fuori daltempo

    • 28 Aprile 2015 in 18:46
      Permalink

      Albanese e russo cipriota abbiamo già dato. Grazie.
      Taci fora fal bali

      • 28 Aprile 2015 in 18:56
        Permalink

        Quoto.
        Pure coi bresciani pero’ non si e’ andati benissimo.

  • 28 Aprile 2015 in 18:53
    Permalink

    Pensate ciò che volete ma non volete capire io non ho detto che il Parma ha staccato le partite ma semplicemente che il sistema Parma a quel tempo era marcio!le partite che quel Parma vinse distruggendo gli avversari a suon di gol e bel gioco sono stati almeno per me cancellati dal fallimento che guardate caso ha visto coinvolto il Parma calcio! Forse Mak dovresti capire che qualcuno preferisce giudicare le cose stando a metà e non facendo il boni o il grandeur di turno…io sinceramente quegli anni di gioia e successi gli ho cancellati ma sono uno di quelli che spera di evitare la d ad ogni costo!

    • 28 Aprile 2015 in 19:10
      Permalink

      A parte la girandola con arrampicata furbesca sugli specchi che stai facendo (a volte è meglio dire “scusate ho cazzato di brutto” ) mi viene solo da aggiungere che ormai sei troppo duro di comprendonio. Tu confondi la TUA verità con la verità dei fatti. Addio

  • 28 Aprile 2015 in 19:17
    Permalink

    Nel calcio moderno il numero di abitanti non ha nessun legame con i risultati di una squadra. Questo discorso poteva esser valido tanti anni fa, quando le squadre erano formate solamente dai ragazzi della città, o dei paesi limitrofi, e potevano valere le equivalenze “tanti abitanti”=”tanti giocatori”=”grande bacino di giocatori”=”squadra forte”. Ora sono i soldi e le competenze che fanno la differenza, se Squinzi non avesse investito nel Sassuolo, i neroverdi non avrebbero visto la serie a nemmeno in TV.

  • 28 Aprile 2015 in 19:34
    Permalink

    Io non ho cancellato un bel niente e me li ricordo ancora molto bene, e non venitemi a dire che a parma non ci sono industriali che potrebbero benissimo farci stare in seria a perché’ ci sono eccome il problema e’ che non vogliono tirare fuori i soldi per il parma calcio.provate solo a guardare quanto spende barilla in 1 anno per la sola pubblicità’

  • 28 Aprile 2015 in 21:13
    Permalink

    Coosaaa?! La Dallara è un “costruttore di componentistica per auto” (poggiatesta? Tappetini arbre magic?) e azienda di serie D? Ma informatevi meglio va’. Le auto Dallara monopolizzano i campionati americani,alla Dallara chiedono consulenze le case di formula uno: la Dallara è un gioiello mondiale nel suo campo, di serie A! Dopo questa doverosa precisazione dico che nemmeno io sono d’accordo con l’ingegnere sul suo modo di cocepire la D del Parma, vecchia e strapaesana, ma l’uomo è un genio col tecnigrafo e la sua azienda costituisce un’eccellenza che molti pramsà manco conoscono,roba da mat

    • 28 Aprile 2015 in 23:47
      Permalink

      Ecco appunto…non penso che messo insieme ad altri industriali della zona sia cosi un problema mantenere il calcio che conta a Parma…faccio notare che Setti del Verona non è una colonna portante della confindustria italiana come Squinzi!

    • 29 Aprile 2015 in 08:56
      Permalink

      Quoto in pieno.
      Gente che conosco e che era a scuola con me, ci ha avuto a che fare e mi ha riportato le stesse identiche impressioni.
      Forse poco conosciuta all’esterno, ma sicuramente realta’ di eccellenza.

  • 29 Aprile 2015 in 08:43
    Permalink

    si potrebbe dire che non è la storia che ti consente o meno di stare in a o vincere dei trofei, che tutto ruota intorno ai soldi, sono i soldi il motore quindi questi paragoni con altre realtà lasciano il tempo che trivano. il carpi viene in a senza soldi e altre più blasonate fanno fatica a tornarci. si potrebbe ma la verità è che per avere una stabilità di categoria bisogna essere bravi come lo sono al chievo, bisogna non crearsi dei nemici e essere amico di tutti così ti prestano i giocatori migliori. insomma i soldi contano se non hai amici, come non li avevano tom e leo e infatti hanno fatto la fine che hanno fatto.

  • 29 Aprile 2015 in 08:56
    Permalink

    Dallara piocion!

  • 29 Aprile 2015 in 10:11
    Permalink

    E’ finita l’epoca del Presidente che spende e spande e a fine stagione ripiana i debiti con i propri soldi.Chi ora entra nel calcio e si compra un società è perchè (giustamente) ci vuole guadagnare

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