SIMONA VITALI, FIGLIA DI LUCIANO E L’EMOZIONANTE EPOPEA DELLA PARMENSE: “E’ UNA STORIA SCRITTA CHE PARLA DI OSTINATA TENACIA E COMPATTEZZA NEL VOLER SALVAGUARDARE LE PROPRIE RADICI”

Simona Vitali (*) – La maglia crociata è per me qualcosa di famigliare. Fin da quando ero piccola ho iniziato a prendere confidenza con ritagli di giornale o foto che ritraevano mio padre in divisa insieme agli altri suoi compagni di squadra. Un ingrandimento in particolare, apposto nella camera dei miei fratelli, ha sempre attratto la mia attenzione: un primo piano del mio papà sorridente, in maglia crociata, dentro la rete. La mamma amava ricordarmi che in quell’occasione aveva appena fatto un goal, il terzo in quella partita, disputata contro il Saronno. Era la stagione ’67/’68. Un’altra foto mi ha sempre incuriosito per il suo tono maestoso: ritraeva la squadra che faceva quadrato attorno a una grande bandiera tenuta tesa, mentre accoglieva l’ingresso in campo della terna arbitrale. Sempre la mamma mi diceva con orgoglio “vedi lì erano allo Stadio Flaminio di Roma per la finale di Coppa Italia e quello era l’arbitro Concetto Lo Bello!” (clicca qui per leggere su StadioTardini.it  l’Amarcord di Alessandro Dondi).  Era la stagione ’68/’69. In quell’occasione i giocatori non indossavano la maglia crociata, ma una maglia bianca con due strisce orizzontali sul petto di cui non distinguevo il colore, essendo la foto in bianco e nero, e uno stemma circolare sul cuore. Fino a un certo momento ho pensato che quella fosse una seconda muta, utilizzata in certe occasioni. Sono dovuta crescere per andare oltre queste immagini, così idilliache per il mio immaginario bambino, e scoprire che quel cambio di maglia non era semplicemente un’alternativa alla maglia ufficiale e che il passaggio da una stagione a quella successiva aveva comportato scelte drastiche e delicatissime che mio papà, crociato da almeno tre stagioni, aveva vissuto in prima persona.

L’inevitabile messa in liquidazione del Parma A.S., in sofferenza finanziaria da ormai troppo tempo, l’ostinata reazione di chi, affezionato alla maglia crociata, voleva restituire alla città la sua squadra, hanno portato alla costituzione di ben due società sportive, il Parma F.C.e la Parmense. Tutta la squadra del vecchio Parma era stata acquistata da Parma F.C., ma mio padre, Luciano Vitali, e  Claudio Govi sono stati ben presto prelevati insieme all’allenatore Giancarlo Vitali a rinforzo della Parmense, la società su cui un nutrito e motivato gruppo di personaggi di spicco del tessuto economico locale aveva deciso di investire.

In un ambiente sportivo provato, ma al tempo stesso incuriosito da questa nuova avventura, la Parmense partiva dalla Promozione, avendo acquisito, grazie alla generosità dei fratelli Salvarani, i diritti sportivi della disciolta compagine Salvarani. Tanta era la strada da percorrere per riportarsi in quota, ma forti, fortissime erano le motivazioni che animavano chi a questo progetto aveva dato forma, perché alto era l’obiettivo da raggiungere e non c’era tempo da perdere. Lo stesso Foglia, neo-presidente della società, non aveva nascosto da subito l’ambizione di macinare velocemente risultati per poter arrivare nel giro di due campionati alla serie C.

Non riesco a ripercorrere senza emozionarmi le tappe che l’intera squadra e i suoi dirigenti insieme, uniti e motivati, hanno raggiunto nell’arco di una sola stagione: Promozione, titolo regionale e secondo posto in “Coppa Italia”!  Deve esserci stata una bella armonia fra di loro…Capita che il papà mi ricordi di quando prima di ogni partita si imbarcavano tutti, destinazione Ristorante Cocchi. Quello era divenuto una sorta di rito, ogniqualvolta si disputava una partita in casa.

Ancora oggi,  quando andiamo lì a pranzo, sentendo parlare mio padre con Corrado e vedendo come entrambi si illuminano al ricordo di quel periodo, capisco che una speciale motivazione univa tutti quanti, a partire da chi su quella squadra aveva investito. Accade così che snocciolino uno dietro l’altro nomi come quello di Orlandini, Foglia, Salvarani, Zampiccinini, Ghidini, Musini, Alberici, Schiavi… ricordando di  loro la carica ottimistica contagiosa, l’acume e la lungimiranza.

La grave crisi tecnica e finanziaria che attanagliava sempre più il Parma F.C. ha presto condotto alla  decisione di fermare questa società per far procedere soltanto la Parmense, che nella stagione ’69/’70 diveniva a tutti gli effetti la squadra titolare della città. Non è trascorso molto tempo che la stessa Parmense  ha ottenuto anche l’assenso a mutare la denominazione in Parma a.c. e  finalmente ha potuto indossare di nuovo la maglia crociata.

Se guardo a questo emozionante tratto di strada percorso in salita e mi interrogo con una razionalità che tenga a bada la componente affettiva, chiedendomi cosa rappresenti la maglia crociata, non esito a rispondermi che è storia scritta, che parla di ostinata tenacia e compattezza nel voler salvaguardare con orgoglio le proprie radici. E se ci rifletto un attimo mi dico anche che dovremmo coltivare di più e meglio questi valori-guida, nello sport come nella vita. Simona Vitali (*)

(*) figlia di Luciano Vitali ex calciatore del Parma e della Parmense. Il ritorno sulla scena quasi cinquant’anni dopo, di alcuni dei protagonisti del salvataggio del Parma del 1968, le ha fatto tornare in mente quella bella pagina di storia in cui il tessuto economico del territorio seppe fare sistema consentendo al glorioso sodalizio della nostra città di continuare a vivere. L’auspicio è che la storia, come insegnava il Vico, possa ripetersi ancora una volta. Magari in serie B.

imageSimona Vitali, ideatrice di eventi e responsabile commerciale della più grande azienda italiana di servizi alla persona, è fondatore e autrice di “Di umana cucina”: l’educazione famigliare al gusto ha segnato tutta la mia vita, – spiega in home page – grazie ai miei nonni – grandi osti e droghieri – dai quali ho imparato che non è per forza tutto buono. Loro, nello scegliere i prodotti o prepararli, aggiungevano sempre un ingrediente: una dose di umanità!

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “SIMONA VITALI, FIGLIA DI LUCIANO E L’EMOZIONANTE EPOPEA DELLA PARMENSE: “E’ UNA STORIA SCRITTA CHE PARLA DI OSTINATA TENACIA E COMPATTEZZA NEL VOLER SALVAGUARDARE LE PROPRIE RADICI”

  • 6 Aprile 2015 in 00:45
    Permalink

    Amarcord molto bello e sentito, però spero di non dover ripartire dalla stessa serie di suo padre 🙂

  • 6 Aprile 2015 in 12:36
    Permalink

    Beh posso dire: io c’ero. Ero un piccoletto ma vi snocciolo cosi come ho ben impressa nella mente quella formazione: Barducci, Verderi, Avanzini, Rimani, Bertozzi, Govi, Capelli, Regali,Goi, Corti, Turci e poi Vitali, Bonetto, Silvagna, Lupacchini.
    Il cuore e’ ancora li a quegli anni

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