TOMMASI: “OLTRE AL DEBITO SPORTIVO C’E’ IL COSTO AZIENDALE PER LE PROSSIME STAGIONI CHE NON E’ INDIFFERENTE: E ANCHE QUESTO E’ UN RAGIONAMENTO CHE VA FATTO DALL’ACQUIRENTE”

image(gmajo) – Oggi al Centro Sportivo di Collecchio il presidente dell’AIC Damiano Tommasi ha incontrato la curatela fallimentare del Parma FC, assistito dall’avvocato dell’associazione calciatori Alessio Piscini (oggi al Direzionale era presente anche l’ad del Sassuolo e di Master Group Sport Giovanni Carnevali per una consulenza sul valore del marchio). Tra i nodi più caldi da sciogliere anche la messa in mora avanzata da alcuni calciatori (significative le dichiarazioni di Belfodil rilasciate nei giorni scorsi, anche se difficilmente il Collegio arbitrale potrà decidere per il depauperamento della patrimonialità di un club in procedura fallimentare), oltre al debito sportivo, anche se non è solo questa la preoccupazione, ma anche le garanzie che un eventuale compratore dovrà dare per i prossimi esercizi, perché il costo aziendale non è piccolo.

Ecco la trascrizione delle dichiarazioni rilasciate da Tommasi agli organi di stampa che lo hanno a lungo atteso ai cancelli di Collecchio:

“C’è stato un incontro con i curatori e anche con i nostri avvocati: la situazione è abbastanza delineata per i prossimi mesi e si sta ragionando su cosa possa essere il futuro. Non è una situazione semplice, però le idee sono chiare, e vedremo cosa si potrà risolvere dal punto di vista dell’esercizio provvisorio e capire quali saranno le prospettive anche sul pregresso.

Il Parma dovrebbe avere le risorse, da parte della Lega, per riuscire a chiudere il campionato e per affrontare questo finale di campionato, mal di là delle risorse, la prospettiva futura e anche la gestione delle norme che daranno da qua alla fine del campionato, rese attive dalla Federazione, alle quali i giocatori tengono molto come è giusto che sia.

Il fondo canadese? No, non ci sono novità da questo punto di vista.

I calciatori che han messo in mora la società? Sono decisioni che dovrà prendere la curatela anche in base alla rosa attuale e le prospettive sportive dei giocatori che han chiesto la messa in mora. Anche solo per rendere appetibile la società bisogna stare attenti alle eventuali soluzioni.

Si è discusso sulle risorse che ci sono e su quelle che sono le necessità da qui alla fine del campionato: si sa già che si cercherà di trovare ulteriori risorse e soprattutto si cercherà di limitare le spese allo stretto necessario. Comunque siamo abbastanza ottimisti da questo punto di vista.

Albertini? Sicuramente è un valore aggiunto per i curatori: conosce il nostro ambiente, conosce le dinamiche dello spogliatoio, conosce anche molto bene il mister, quindi è sicuramente una persona che aiuterà parecchio nei prossimi mesi a trovare soluzioni anche per il futuro speriamo.

L’abbattimento del debito sportivo? Oggi più che altro si è parlato più di aspetti burocratici che di altro: oltre al debito sportivo c’è il costo aziendale per l’anno prossimo che non è indifferente e anche quello è un ragionamento che va fatto da parte dell’eventuale acquirente. Oltre all’eventuale debito sportivo, per l’iscrizione al campionato, c’è anche da rendere della gestione dell’azienda per i prossimi anni.

Il paracadute retrocesse? Per parlare in termini concreti bisognerebbe avere i documenti sotto mano, ma da quello che ci risulta il paracadute del Parma è ancora lì, poi bisogna vedere i debiti del Parma nei confronti delle altre società e della Lega. Debiti ai quali poi bisognerà far fronte, e quindi ci sarà anche questo riequilibrio del paracadute.

Il fondo di garanzia? Purtroppo è una delle spine della vicenda, perché il fondo di solidarietà attuale non è sufficiente nella situazione del Parma, perché l’accordo con la serie A non prevede lo 0,5 da accantonare al fondo di solidarietà, e quindi anche questa è una cosa che stiamo cercando di portare avanti in ambito federale: speriamo che sia uno dei cambi di norma da qui in avanti per evitare che si ripetano questo tipo di situazioni, e che si possa andare incontro alle esigenze dei giocatori, almeno con un minimo, e che ci sia la possibilità di continuare il campionato anche durante la stagione.

Se c’è più ottimismo per l’iscrizione del Parma in B l’anno prossimo? Direi che è ancora difficile pensare cosa succederà l’anno prossimo. Sono ottimista soltanto che il 15 si riesca a garantire l’esercizio provvisorio.

Tavecchio dice: Mai più un caso Parma… Quando si parla del caso Parma si deve parlare anche delle altre società professionistiche e purtroppo non solo del professionismo, anche tra i dilettanti ci sono società che non riescono a terminare la stagione, che non hanno i soldi per pagare le trasferte e questo è un sistema calcistico che guardato da sopra e sotto non può permettersi. Il cambio di norme che noi cerchiamo di portare avanti con la Federazione il presidente Tavecchio si è dichiarato impegnato a portarle avanti e questo speriamo che possa accadere. La riforma che c’è stata della Lega Pro a sessanta squadra aveva anche questo obiettivo: e maggiori solidità e maggiori garanzie per i giocatori ci sono e maggiori solidità per le società; speriamo che questo trend continui per aumentare la solidità e la certezza della solidità finanziaria delle società”.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

19 pensieri riguardo “TOMMASI: “OLTRE AL DEBITO SPORTIVO C’E’ IL COSTO AZIENDALE PER LE PROSSIME STAGIONI CHE NON E’ INDIFFERENTE: E ANCHE QUESTO E’ UN RAGIONAMENTO CHE VA FATTO DALL’ACQUIRENTE”

  • 7 Aprile 2015 in 20:22
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    ma se c’e’ pieno di fondi d’investimento che son li che non vedono l’ora, e’ un affarone cosa vuoi che sia buttare i soldi dei pensionati canadesi o delle casalingue (cit fantozzi) americane io li investirei subito ……con un carrarmato abrams

    • 7 Aprile 2015 in 21:15
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      I pensionati canna-desi pensino a Pinko-Panko ke brucia tt le casette in Canadà invecje di romperci il cazzo a noi. Ke senso ha sputtanare i soldi x costruirle quando poi intanto quel tale Pinko-Panko le brucia?????
      E tt le casalingue ke passavano di là dicevano ke bella la casetta in Canadà.
      Ke poi quelle casette cn vaske pesiolini e fiori di lillà i’m san tant ed culà figofobico, ke nn vorrei ci fosse il zamfino di Majo.
      #FreeManenti

  • 7 Aprile 2015 in 20:28
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    Se Tommasi deve venire a fare il menagramo poteva starsene a Roma. Che bella scoperta che ci sono anche i costi di gestione!

  • 7 Aprile 2015 in 20:43
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    La verità’ e’ che si capirà’ qualcosa solo alla seconda o terza seduta d’asta fallimentare

    • 7 Aprile 2015 in 20:54
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      oppero’ ,ridiglielo che cosi’ fanno un attimo mente locale,che la fan tutti facile ma non hanno ancora capito un cazzo,gente fortunata io ci son passato e conosco bene la fola,dopo tre anni non sono ancora riusciti a vendere il capannone son partiti da 1 milione duecento mila euro sono arrivati alla quarta asta che ne vale 600 mila eh si che chi lo compra prende qualcosa di concreto mica una squadra in serie b che ci devi giuntare dei milioni tutti gli anni,ma tante’

      • 7 Aprile 2015 in 23:34
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        Con tutto il rispetto credo che nel caso del Parma la procedura (purtroppo o per fortuna) sarà decisamente più rapida. Più che altro bisognerà vedere se la faranno con il reale scopo di vendere (nel lecito) oppure se come l esercizio provvisorio post 15 aprile che lo danno per scontato anche in Groenlandia.
        Alfredo, se non ho capito male, ne fa una questione di opportunità, ci sta, in ogni caso il Parma può prenderlo solo chi ha una certa disponibilità economica nel breve, non è più la macchinetta da un euro.
        Oggi non doveva succedere niente di che, l esercizio provvisorio è scontato ma va pur sempre organizzato

  • 7 Aprile 2015 in 20:45
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    ah be te lo sai, qualcuno ci mette piu’ tempo …

    del resto ci ha mollato il miliardario russo-cipriota-albanese di sticazzi che non capisce un cazzo di affari

    • 7 Aprile 2015 in 21:00
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      Mi chiedo a cosa servono commentini inutili come i suoi

      • 7 Aprile 2015 in 21:27
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        tu ti chiedi e ti dai anche una risposta, vai ospite da marzullo ,io invece quando la leggo non mi chiedo nulla ,come il nulla che scrive, ma non lo dico lo penso e basta 🙂

        questo messaggio si autocancellera’ fra 5 minuti

  • 7 Aprile 2015 in 20:48
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    Noi continuiamo a giocare e ad andare allo stadio intanto che continuano a prenderci per il culo mandando ad arbitrare in un mercoledì senza partite il Cervellara di turno.
    Tanto la Lega Pro è già sta certificata!!!!!!!
    Piantiamola con sta cazzo di serie B….il Lodo Tavecchio è già pronto da mo’…ch’esse ne dica!!!!!
    La gente deve andare allo stadio l’anno prox in lega pro etor che dman

  • 7 Aprile 2015 in 20:54
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    #MajoCulano
    ke io una volta al Petitò gli ho sbrajato:
    Majo culàn vec!!!
    e lui si è girato incazzato e mi ha redarguito cn un:
    Vec a ki??????

    Ke va bn essere FIGOfobici ma qui si esagera, ke si intervista della gente cn la barba. Ke se vuole intervistare Tommasi prenda esempio da Di Prè:
    https://www.youtube.com/watch?v=uqQAXnpeyhE

    Cn Manenti contro la FIGAfobia
    #FreeManenti #ManentiSindaco

  • 7 Aprile 2015 in 21:07
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    I costi di gestione ci sono sempre! Ma in tutte le squadre di serie A ci sono!!!

    Ma qualcuno è veramente convinto che nel calcio non ci siano spese ,ma guadagni?!?!

    Già il fatto che non ci sia più Cassano il costa si abbassa!

    • 7 Aprile 2015 in 21:28
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      se il costa si abbassa chi la prende di testa ?

  • 7 Aprile 2015 in 22:00
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    Non ho capito questa uscita di Tommasi sul costo aziendale. Non penso spetti a lui dirlo, ma bisognerà vedere se il nuovo proprietario sarà facoltoso.

  • 7 Aprile 2015 in 22:04
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    Marcello, sono un tuo lettore accanito, sei bravo ma ti contesto: il dr. Majo non è uomosessuale! Ma passera anche questa infondata culunnia.

  • 7 Aprile 2015 in 22:37
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    Dichiarazioni interlocutorie che nulla spiegano, nulla confermano, nulla aggiungono….tutto deve ancora accadere e basta.

    • 8 Aprile 2015 in 09:47
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      Minchia ragazzi…un altro che bofonchia….quando poi non hanno nulla da dire diventa pure peggio..

  • 8 Aprile 2015 in 23:09
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    Se intervenisse la mitica Anna Farneani ben faticherebbe a dire che il sig. Tommasi (mo Sngor!) non scrive cose trite e ritrite, dette e ridette, mai benali. Questo redivivo Lucio
    Battisti barbuto sente la mancanza di Mogol. Niente discese ardite nè risalte

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