ANGELLA HA RECENSITO PER STADIOTARDINI.IT IL LIBRO DI CAREMANI: “HEYSEL, LA VERITA’ DI UNA STRAGE ANNUNCIATA, E’ UN PUGNO NELLO STOMACO CHE CI RICORDA CHE QUELLA TRAGEDIA SI DOVEVA EVITARE”

Stadiotardini.it ha chiesto a Michele Angella, giornalista di Teleducato, appassionato di letteratura sportiva, oltre che di calcio e di stadi europei, di recensire il libro “Heysel, la verità di una strage annunciata”, di Francesco Caremani, edizione ristampata e aggiornata nell’imminenza del trentesimo anniversario della tragedia

IMG_4010(Michele Angella) – Nonostante una rivalità molto accesa verso la Juventus, sfociata talvolta in episodi di violenza anche molto gravi, i tifosi del Parma hanno sempre rispettato – doverosamente – la tragedia dell’Heysel. Ne sono un esempio il ricordo comparso nel maggio del 2014 sul sito internet dei Boys e lo striscione (sia pure dai toni provocatori e bellicoso) esposto dagli stessi ultras gialloblu lo scorso 11 aprile in occasione di Parma-Juve al Tardini (“Dall’Heysel a Scirea i vostri morti abbiamo sempre rispettato, voi il Bagna avete infangato. Infami”). Un atteggiamento diverso da quello di altre curve (vedi Fiorentina) che a quel tremendo episodio hanno spesso rivolto scritte o cori beceri.

cover-Heysel_2_okEh si, la tragedia dell’Heysel: tra pochi giorni, il 29 maggio, ne ricorre il 30ennale e la memoria è ancora forte. Tra chi purtroppo quei fatti li riesuma in maniera vergognosa in funzione anti-bianconera e tra chi, per fortuna cerca di tenerli vivi per non dimenticare la barbarie di quanto accaduto, per inchiodare le responsabilità delle autorità civili e sportive oltre che delle forze dell’ordine. E’ il caso, quest’ultimo, del 46enne giornalista toscano Francesco Caremani, autore del volume “Heysel, la verità di una strage annunciata”, da poco uscito (edizione ristampata ed aggiornata) per Bradipo Libri Edizioni. A spingere Caremani, collaboratore di numerose testate e autore di altre interessanti pubblicazioni a sfondo sportivo, a dare vita alla ricostruzione della vicenda Heysel, oltre che un apprezzabile  e marcato spirito d’inchiesta, è stata anche la stretta conoscenza di una delle persone che quella sera di 30 anni fa a Bruxelles, dove si giocava la finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool, persero la vita: si tratta di Roberto Lorentini, aretino proprio come Caremani e collega del padre dello scrittore stesso. Il libro contiene, infatti, le significative testimonianze di Andrea Lorentini, il figlio della vittima, che allora aveva appena tre anni e a cui Caremani ha deciso di affidare la presentazione del suo certosino e anche commovente lavoro.
“Heysel, la verità di una strage annunciata” è una sorta di pugno nello stomaco, perché ci riporta a quei drammatici momenti e perché ci fa capire che quello che si verificò era evitabile, si poteva e si doveva evitare.
Il volume, che si snoda per 227 documentatissime pagine, oltre a ripercorrere l’accaduto, contiene le voci dei sopravvissuti e dei famigliari dei tifosi morti, stralci di articoli giornalistici sulla tragedia, dichiarazioni di calciatori della Juventus, di dirigenti del club torinese e della Uefa, di politici, di avvocati, di magistrati.
La prefazione porta la firma di Walter Veltroni che definisce la pubblicazione “un grande atto d’amore verso trentanove innocenti e un monito a non perdere la strada dell’umanità e della pietas”. L’introduzione è, invece, del giornalista Roberto Beccantini: “Leggete queste pagine, non scoprirete novità sconvolgenti. Scoprirete, semplicemente come è stato duro accendere una candela di giustizia. Una candela, non un lampadario”.
Il volume, infatti, prende in esame anche il tortuoso iter processuale e si compone di due appendici giuridiche. La prima è quella relativa a tutti i giudizi che si sono susseguiti negli anni. La seconda si riferisce, invece, all’evoluzione sulle normative in materia di sicurezza negli stadi, sia in Italia che a livello internazionale.
Chi scrive, nel 2007, trovandosi a Bruxelles, avvertì l’interesse e lo stimolo emotivo di recarsi all’Heysel. Lo stadio della famigerata strage di fatto non esiste più. E’ stato completamente ristrutturato nel 1995 e ha cambiato nome: si chiama Re Baldovino. A ricordare la tragedia una targa con i nomi delle vittime e una scultura, una meridiana comprendente una pietra con i colori della bandiera italiana e di quella belga, insieme alla poesia Funeral Blues scritta dall’inglese W.H. Auden a simboleggiare il dolore delle tre nazioni. Presenta, inoltre, trentanove luci che brillano, una per ogni vittima. L’aspetto del quale ebbi conferma è come l’opinione pubblica locale abbia tentato di rimuovere quanto accaduto nel 1985: me ne accorsi chiedendo dell’Heysel ad un attempato taxista, ad un libraio nemmeno cinquantenne e ad un giovane addetto del negozio di merchandising della nazionale di calcio, in pieno centro. In tutti e tre i casi risposte vaghe e scarsa disponibilità alla memoria e al colloquio.
Concludo dicendo che questa sera, nella semi-finale di Champions League, strizzerò l’occhio al Real Madrid. Per la Juventus ho sempre avuto scarsa simpatia (sentimento accresciuto durante l’era Moggi), tuttavia se i campioni d’Italia dovessero raggiungere la finale di Berlino (… anche in quel caso starò dalla parte degli avversari) e dovessero vincere il prestigioso trofeo continentale, mi farebbe piacere se dedicassero il titolo alle 39 vittime di Bruxelles, nel trentennale della strage… anzi, vorrei sperare che qualcuno a Torino ci abbia già pensato. Michele Angella

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

11 pensieri riguardo “ANGELLA HA RECENSITO PER STADIOTARDINI.IT IL LIBRO DI CAREMANI: “HEYSEL, LA VERITA’ DI UNA STRAGE ANNUNCIATA, E’ UN PUGNO NELLO STOMACO CHE CI RICORDA CHE QUELLA TRAGEDIA SI DOVEVA EVITARE”

  • 13 Maggio 2015 in 11:14
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    E anche folletto se ne va….. ciao mare

    • 13 Maggio 2015 in 15:09
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      La mossa Folletto mi convince sempre piu’ nel ritenere che “la Coratella” ha qualcosa in mano. Infatti che centra rinunciare a Folletto con la scusa che non prende impegni per la B? Non e’ piu’ logico pensare che vogliano presentare all’acquirente un Parma nudo e crudo per dar modo al compratore di muoversi a suo piacimento?
      Che ne pensa Her Direktor?

      • 13 Maggio 2015 in 15:28
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        più che altro appare strano che sia successo subito dopo aver dato l’ennesimo contributo per la sicurezza dell’ultima partita, come fosse accaduto qualcosa da un giorno all’altro, io non sono cosi ottimista a livello di interpretazione ma resta il fatto che la notizia lascia perplessi

      • 13 Maggio 2015 in 16:12
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        e adesso della contromossa cosa pensi, il contrario ?
        ormai mi aspetto di tutto anche di ripartire dall’eccellenza perche’ in serie d non c’e’ posto

  • 13 Maggio 2015 in 11:55
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    Vergogna x la Partita Organizzata in Belgio

    Vergogna x la Vendita dei Biglietti

    Vergogna x la Polizia e NON solo

    Vergogna x i Calciatori ke Festeggiano con i Tifosi

    Ke Skyfo !!!! Ke Pena !!!! Ke Tristezza !!!!

    Altro ke Signora del Calcio dai là !!!!

  • 13 Maggio 2015 in 12:11
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    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano (o addirittura cosa ne sanno) gli antijuventini della Fiorentina, del Milan, della Lazio, della Reggina e dell’Arezzo. E dei vari Lotito, Galliani, Della Valle Andrea, Della Valle Diego, Sandro Mencucci e Pasquale Foti. Giusto per restare allo scandalo più recente. Ma volendo allargare il discorso, si potrebbe discutere di Mauri, degli Zingari, di Masiello, della compravendita di Scudetti sul calare degli anni ottanta, degli sniffatori che scendevano e forse scendono regolarmente in campo in barba ai controlli antidoping, del calcio-scommesse ad inizio anni ottanta e di ciò che è successo in casa nostra una decina di anni fa. Ma forse è meglio soprassedere.

    E poi sogno, anzi spero in un calcio italiano privo della Juventus. Così almeno non si dovrebbe spiegare il perché in Italia si riempie un solo stadio a settimana, quello dove gioca la Juventus. E così si darebbe una grossa mano al Sistema Sanitario Nazionale, che non dovrebbe più occuparsi del fegato degli antijuventini. E di questi tempi, coi tagli che piovono da tutte le parti, sarebbe una gran cosa.

    • 13 Maggio 2015 in 17:07
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      Ma quale Stadio Pieno !!!! Siiii ti Piacerebbe !!!

      NON sai i Dati degli Spettatori Italiani negli Stadi

      E parli del S.S.N. Italiano !!!! Ke Lavor Ragaz !!!!

      Ma Fatti un Giretto nella Parma ke è Meglio dai là !!!!

  • 13 Maggio 2015 in 13:21
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    Bell’articolo, soprattutto il finale. Sono stato sempre stato un anti-juventino di ferro, pero` il rispetto per le vittime non deve mai venire meno.

  • 13 Maggio 2015 in 15:24
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    Direttore come interpreta l’esclusione cercata di folletto?

    Un bene o un male?

  • 13 Maggio 2015 in 15:28
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    Dallara a dmanda s’al puris aver na copia a gratis dal libor.

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