CARMINA PARMA / QUATTRO SARDINE INDIGESTE: I CROCIATI HANNO PERMESSO AL CAGLIARI, PER UNA SERA, DI TORNARE QUELLO DI GIGI RIVA…

(Luca Savarese) – Dopo il monsone di mercoledì in terra romana, azionato dalle spire laziali, ecco il tornado tutto sardo che fa fuori quello che resta della casupola Parma, dove entrano ormai ladri, ladruncoli, briganti e lestofanti. Roberto Donadoni è arrivato da sé sull’isola: prima è passato a ritirare in giornata a Chieti il premio Prisco. I suoi giocatori però, forse, a Cagliari, non sono mai arrivati. Forse mercoledì da Roma, dopo il disastro laziale, tutta la truppa, una volta raggiunta la matematica certezza della retrocessione, sembra aver staccato la spina. Una sorta di eutanasia calcistica, un lento e graduale lasciarsi morire, laddove parevano intravvedersi piccoli spiragli di un sereno lasciare la categoria. Otto gol in due partite, Ekdal, del quale si era persa traccia dopo quella tripletta che lo svedese regalò ai rossublù della prima venuta di Zeman ad inizio campionato, battendo di fatto da solo l’Inter mazzarriana al Meazza, inizia il tiro al bersaglio. In rapidissima successione rimpingua il bottino Farias, che sembra per l’occasione un piccolo Gigi Riva brasileiro, il quale ottimamente servito da M’Poku, che sembra invece un piccolo Dely Valdes belga-congolese, castiga Iacobucci. Nemmeno il tempo di organizzarsi e già due gol sulla cervice. Il Cagliari ha un altro ritmo, il Parma non ha nessun tipo di ritmo. Il Cagliari gioca a calcio, il Parma a prendere calci. Ed infatti arrivano prima il tre a zero con M’Poku che approfitta di uno svarione di Costa e batte lento e beffardo ancora una volta Iacobucci. La retroguardia emiliana, forse per omaggiare il settecentocinquantesimo anniversario della nascita di Dante, scrive un manifesto, dedicato al Cagliari,Prendete ogni speranza o voi che entrate”, dove il lasciate dantesco viene tramutato con l’inedito prendete ducale. Si, prendete, voce del verbo prendere, declinato non per prendere a schiaffi, ma per far prendere ciò che è rimasto di te, per farsi derubare da qualsiasi residuo di certezza, che tanto ormai, che tanto tutto è finito. Spleen totale. Stesso copione che rimane invariato anche nel secondo tempo, dove il croato Daje Cop, mette anche lui la firma alla goleada cagliaritana. Quattro sardine sarde che restano sullo stomaco, mandate giù in un Monday night nero come la pece. I tifosi di Casteddu, che un tempo ammiravano la coppia gol  Virdis-Piras, non vedevano quattro gol in casa forse da quando li allenava Carletto Mazzone. Il buon senso viene in ausilio ad una ragione che più che prender coscienza di una delusione, non riesce a far molto. Se dinanzi alla Lazio di Stefanino Pioli, il poker poteva essere messo in preventivo, anche se non nel modo in cui poi è maturato, contro i sardegnoli ci si aspettava un altro spirito, una ripresa del refrain dell’ A testa alta (o una volta retrocessi matematicamente è sparito per sempre?) insomma un gioco, delle iniziative, fare un golletto invece che farsi calpestare tristemente da una squadra che in casa, almeno un gol lo aveva quasi sempre preso. Abbiamo dato le ali al Cagliari, tagliando quelle alucce di un finale di stagione meno amaro sul campo, più da coltello tra i denti fino alla fine invece che sacrificarsi come fa al circo quello che si fa lanciare i coltelli, ma peccato che al circo non siamo ed i tagli sono veri, netti, trancianti: otto in due partite, quattro laziali, quattro sardi, il sangue sgorga e fa malissimo. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 pensieri riguardo “CARMINA PARMA / QUATTRO SARDINE INDIGESTE: I CROCIATI HANNO PERMESSO AL CAGLIARI, PER UNA SERA, DI TORNARE QUELLO DI GIGI RIVA…

  • 5 Maggio 2015 in 01:58
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    Vediamo di fare pure il record negativo di punti, eh.

  • 5 Maggio 2015 in 09:19
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    Comunque Gobbi nel post partita ha detto una cosa importante, ovvero che i giocatori non tesserati non sono disposti a decurtarsi le loro spettanze. Pessima notizia direi…

    • 5 Maggio 2015 in 09:31
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      Beh, mi pare la scoperta dell’acqua calda. Già lo sapevano che il problema è quello…

      • 5 Maggio 2015 in 09:38
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        Chissa’ il prode Gobbi come si sarebbe comportato se fosse lui un giocatore non tesserato….

  • 5 Maggio 2015 in 09:44
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    Diciamo che si sapeva ma non ufficialmente… È gobbi se non fosse un tesserato gli converrebbe accettare pure lui la decurtazione piuttosto che non vedere un eurino

  • 5 Maggio 2015 in 10:20
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    Ma i tesserati perderanno tutto nel caso il parma va in d?perche se è così non conviene accettare?

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