CURASTARS A BATTER CASSA DA TAVECCHIO: SULLO SFONDO LO SPETTRO DI UN PAVENTATO NUOVO SCIOPERO DEI GIOCATORI? CODA E IL FRUTTO DELLA MESSA IN MORA. I CASI MAURI E FEDDAL

(gmajo) – Ieri sera, mercoledì 6 maggio 2015, per prima è stata Tv Parma a lanciare l’allarme di un nuovo paventato sciopero dei calciatori che potrebbe clamorosamente far saltare la sfida crepuscolare con il Napoli in locandina alle 18 di domenica. La notizia, oggi, è stata ripresa – e per certi versi messa in correlazione con l’annunziata (sia pure non a tutti) trasferta romana dei Curastars Anedda & Guiotto (col coadiutore Albertini) da Tavecchio – dai principali quotidiani sportivi stampati, Gazzetta dello Sport e Corriere dello Sport. Facendo un esercizio di facile dietrologia si potrebbe in effetti ipotizzare che la procedura fallimentare del Parma – un po’ a corto di viveri, giacché i famosi cinque milioni sono, in effetti, un po’ scarsini per sfamare tante bocche bisognose, anche se ieri, stando al tam tam del web sarebbe stata erogata un’altra chance di spettanze agli aventi diritto – possa batter cassa al presidente federale, magari facendo leva sul malumore dello spogliatoio che non esiterebbe a far saltare la sfida con il Napoli, così come in precedenza era già accaduto con Udinese e Genoa (la scusa di mancanza di risorse era risibile, e lo stesso Tav, in diretta alla Domenica Sportiva, fece capire che la vera motivazione del primo rinvio era stata un’altra, cioè, immagino, lo scherzetto che i giocatori avevano in animo di andare in campo per una decina di minuti e poi tornare negli spogliatoi). Gli articoli citati ipotizzano che i famosi cinque milioni possano non esser stati erogati del tutto dalla Lega: a parere dello scrivente, invece, è il quantum che è insufficiente. Quanto alle modalità di versamento ricordo bene che i vertici del calcio avrebbero provveduto alla bisogna con il sistema del piè di lista e non con una unica soluzione da cinque milioni. Magari questa è solo pura dietrologia, ma ci sono un po’ troppi segnali che lasciano capire come ci siano non poche difficoltà a coprire con i ricavi i costi, benché con decreto del 5 maggio scorso il giudice Rogato abbia autorizzato lo stesso la prosecuzione dell’esercizio provvisorio sino al 1° giugno 2015, data che, ricordo, non garantisce affatto – in caso di mancata vendita all’incanto dell’azienda sportiva entro la quinta ed ultima prefissata asta fallimentare, fissata per il 28 maggio – l’eventuale disputa delle fasi finali dei rispettivi campionati ad Allievi e Giovanissimi già qualificatisi per i play off, così come ancora è in lizza la Primavera di Hernan Crespo.

Tv Parma, ieri sera, aveva però spiegato diversamente i motivi del disagio dello spogliatoio, accennando a “mancate risposte di Federazione e Lega circa il futuro dei contratti dei giocatori, con particolare riguardo a quelli dei tesserati attualmente non in rosa” (questa la trascrizione di Vito Aulenti): a caldo questa tesi non mi aveva convinto affatto, essendo testimone diretto di certi malumori dei giocatori “in sede” nei confronti di quelli “fuori sede”, assai restii a tagliarsi del 75% le pendenze, come han fatto loro, e in ciò rischiando di far vanificare l’obiettivo, ragione per cui mi pareva improbabile che facessero i sindacalisti per loro, arrivando sino a scioperare. Leggendo i  giornali quest’oggi mi è parso, invece, di capire che, al contrario, la posta in gioco per Curedda e Curotto possa esser quella di ottenere dai vertici federali – con cui Veronica Boldrin ci dirà certamente che avranno avuto un incontro svoltosi “in un clima cordiale e collaborativo” – una sorta di via libera per il taglio in Pescara Style di tutti gli esuberi, attraverso provvedimenti straordinari o modifiche delle Noif. E’ chiaro che se il debito sportivo venisse così abbattuto, l’eventuale acquisto dell’azienda sportiva sarebbe ancor più appetitoso. Io penso, tuttavia, che chi vorrà farlo, però, dovrà programmare un immediato ritorno nella massima serie, giacché la prossima stagione non ci sarebbe più il paracadute ad attutire i costi, sicché andrebbe surrogato con i diritti televisivi che in serie A sono decisamente più corposi che in B.

A proposito della fuga di notizie di ieri sul paventato sciopero (in effetti ci sarebbe un’ala dura dello spogliatoio che vorrebbe sfruttare le vetrine degli incontri con Napoli e Fiorentina per far pressioni con i vertici del calcio) per ora la squadra ha preferito non smentire ufficialmente, anche se informalmente ci è stato fatto sapere che “ad oggi non ci sono le condizioni per scioperare, ma siamo sempre sull’attenti”.

imageIeri è stato il giorno della attesa separazione consensuale con Ishak Belfodil: il primo ad anticipare l’evenienza fu il collega Michele Angella nel TG di Teleducato in onda sabato 2 maggio ore 14.00 e 19.30: “A proposito di Belfodil: il giocatore algerino, che recentemente ha cambiato procuratore, passando nelle mani del potentissimo Andrea D’Amico, è uno di quello che giovedì non ha voluto firmare l’accordo di riduzione dei compensi in merito al debito sportivo dell’esercizio provvisorio. C’è ancora molto da discutere – avevano fatto sapere sia l’attaccante, sia il suo agente – ai cronisti all’uscita dal Tardini dove si erano tenuti gli incontri. Secondo indiscrezioni emerse nelle ultime ore, l’obiettivo dell’entourage di Belfodil sarebbe quello di arrivare alla rescissione del contratto per poi andare a scegliere liberamente e autonomamente la propria destinazione futura”. Angella, al contrario di altre ipotesi avanzate successivamente sul web, aveva anche precisamente indicato i termini della questione: appunto la possibilità dell’attaccante di accasarsi altrove, e, aggiungerei io, a parametro zero, cioè con la possibilità di spuntare un ricco ingaggio dal nuovo club che non deve spendere soldi per il cartellino. In questo modo l’ex attaccante crociato avrà modo di recuperare le somme cui ha rinunziato attraverso l’interruzione consensuale del contratto (che sarebbe scaduto a giugno 2018) raggiunta ieri con un risparmio per l’eventuale nuovo acquirente  tra debito sportivo pregresso e costi futuri stimabili in circa otto milioni. Cosa ben diversa dal solo risparmio dell’ultima mensilità come erroneamente diffuso da altre fonti. In effetti perdere Belfodil per risparmiare appena 120.000 euro o giù di lì non avrebbe avuto senso: così, invece, visto che non siamo nella condizione di avere la botte piena e la moglie ubriaca, il compromesso è in effetti soddisfacente per entrambe le parti in causa.

imageNei giorni scorsi Parma Fanzine aveva scritto che erano quattro i giocatori crociati che non avevano sottoscritto il modulo per l’abbattimento del debito sportivo dell’esercizio provvisorio (CLICCA QUI PER VEDERE L’ESCLUSIVO SERVZIO FOTO-VIDEO AMATORIALE DI STADIOTARDINI.IT): uno di questi era appunto Belfodil, e ieri si è capito il perché. E proprio siccome il perché è stato chiarito sarebbe bene che chi ha dato ad Ishak del mercenario gli chiedesse scusa, dal momento che comunque ha agevolato la procedura fallimentare. Ma tra i tifosi c’era anche molta curiosità di conoscere chi fossero gli altri tre. Ebbene: StadioTardini.it è in grado di soddisfare questa curiosità, ma non tanto per fare i fenomeni o quelli vogliosi di scoop, quanto per il consueto spirito di opera di divulgazione poiché i vari casi sono diversi tra loro, in particolare da quello di Belfodil, e vanno ben compresi anche nel rispetto degli stessi interessati.

Come anticipato ieri nello spazio commenti uno di questi è Massimo Coda: questi, secondo le indiscrezioni che abbiamo raccolto, sarebbe l’unico ad aver dato seguito alla “messa in mora” (presentata ben prima della dichiarazione di fallimento) con la richiesta di svincolo al “Collegio arbitrale”: accettando la transazione proposta per i due mesi di aprile e maggio, e i 10 giorni di marzo, avrebbero potuto emergere successive difficoltà. Diversi ancora i casi di Mauri e Feddal, il talentino argentino, infatti, percepisce poco più del minimo federale e quindi di gran lunga meno di altri suoi compagni, mentre il difensore è reduce dal fallimento del Siena, pertanto si trova nella poco simpatica situazione di chi “lavora” da due anni senza percepire stipendi. Dunque nessun giallo, nessuna contestazione, ma solo casi particolari che in effetti andavano tenuti in considerazione e che comunque non gravano più di tanto sulle operazioni in corso per rendere il Parma più appetibile. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

43 pensieri riguardo “CURASTARS A BATTER CASSA DA TAVECCHIO: SULLO SFONDO LO SPETTRO DI UN PAVENTATO NUOVO SCIOPERO DEI GIOCATORI? CODA E IL FRUTTO DELLA MESSA IN MORA. I CASI MAURI E FEDDAL

  • 7 Maggio 2015 in 11:30
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    Anedda va dal barber c’le’ ora….
    Prima che il tempestivo amico Davide arrivi di nuovo a ricordarlo…

  • 7 Maggio 2015 in 11:51
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    Non ho ben capito il caso di Coda direttore…lo può spiegare meglio?

    • 7 Maggio 2015 in 12:01
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      Pensavo di averlo già chiarito sufficientemente bene, avevo cercato di dare il meglio di me…

      Allora: a suo tempo Coda aveva messo in mora la società, e lo aveva fatto prima che gli effetti della medesima (scattano dopo 21 giorni) venissero vanificati dalla dichiarazione di fallimento (decretato il 19 marzo). Egli mi risulta che sia l’unico ad aver dato seguito alla “messa in mora” con la richiesta di “svincolo” al Collegio arbitrale. Ergo si può liberare. Onde non vanificare gli effetti della possibilità di svincolo così ottenuta, egli non ha firmato il famoso modulo per il taglio dei compensi da prendere durante esercizio provvisorio. A parte che Coda, come gli altri due (a differenza del quarto, Belfodil), non percepisce emolumenti altissimi.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 7 Maggio 2015 in 11:56
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    va be il caso mauri lo reputo corretto…come sosteniamo io e piovani,non si può chiedere di ridursi del 75% lo stipendio a uno che guadagna solo 80.000€.

    Invece volevo fare i miei complimenti a Coda…un signore!

    • 7 Maggio 2015 in 12:05
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      Non mi risulta che Coda prenda molto di più…

      E comunque è anche una possibilità per spuntare un contratto migliore.

      Ripeto: non sono situazioni da leggersi come da mercenari o da gente che mette il bastone tra le ruote. Credo che le parti siano alla ricerca delle soluzioni reciprocamente migliori nel contesto di una situazione di estremo disagio. Per cui eviterei apprezzamenti gratuiti. Ed è anche il motivo per cui alla fine vi ho fatto i nomi, pur avendo precedentemente deciso di tenermeli per me e non esternarli sterilmente.

      • 7 Maggio 2015 in 12:14
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        la differenza però è che feddal e mauri vogliono lo stipendio…coda punta solo alla rescissione!

      • 7 Maggio 2015 in 22:23
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        Non capisco perché Coda non abbia fatto come Cassano : chiedeva a Taci di svincolarsi ed era a posto senza messe in mora e robe varie…e gli restava pure il diritto al pregresso

        • 7 Maggio 2015 in 22:25
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          Cioè x svincolarsi bastava chiederlo al buon Taci senza mettere di mezzo collegi arbitrali

          • 7 Maggio 2015 in 22:37
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            O forse sperava ancora in qualche “salvatore della patria”…

  • 7 Maggio 2015 in 12:17
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    Grazie, ora mi è più chiaro. Non volevo insinuare che si fosse spiegato male, molto più probabilmente sono duro io di comprendonio!

  • 7 Maggio 2015 in 12:43
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    Quindi non era Costa ad aver messo la società in mora ma Coda?

    • 7 Maggio 2015 in 12:53
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      La società è stata messa in mora da quasi tutti i giocatori, prima del fallimento, a parte qualche senatore.

      Ma la messa in mora di per sé non vuol dire nulla se ad essa non segue la richiesta di svincolo attraverso il “collegio arbitrale”.

      Nel caso di Coda questa cosa sarebbe intervenuta prima dei termini del fallimento.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 7 Maggio 2015 in 13:33
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    Caro direttore, la leggo sempre con attenzione e credo che nei contenuti lei rappresenti una delle migliori sorgenti a cui abbeverarsi per noi tifosi. Tuttavia devo proprio dirle una cosa che avevo in canna da un po: a mio prere scrive proprio male. Mille incisi, parentesi, divagazioni all’interno di periodi interminabili che alla lunga diventano incomprensibili. Un umile suggerimento: meno virgole, meno prentesi e più punti. Più sintesi e più semplicità. La prenda come una critica costruttiva di un fedele lettore. Senza polemica. E continui a informarci così!

    • 7 Maggio 2015 in 14:26
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      Salve Deca,

      e grazie per la sua critica costruttiva.

      Però, vede, come mi diceva spesso Leonardi, io sono “de coccio”, per cui resto spesso ancorato sulle mie idee. Per difendere la mia “cifra stilistica”, si figuri che ho persino rinunziato all’incarico che mi era stato assegnato di realizzare un istant book sulle vicende del Parma Calcio.

      Secondo lei – e non è il solo – io scriverei male: il fatto è che io scrivo in un modo inusuale, con sovrabbondanza di subordinate e perifrasi. Mi creda: è molto più complesso esprimersi senza strafalcioni periodi articolati, che non frasi semplici ed essenziali. A me piace andare in controtendenza: nell’era in cui all’approfondimento si preferisce la superficialità; alle articolesse la tirannia dei 140 caratteri di twitter, io offro la mia mercanzia all’antica. Tra l’altro, le svelerò un segreto, il fatto di inserire parentesi e controparentesi induce il lettore medio a rileggere più volte la frase proposta, con la possibilità che gli rimanga più in mente il concetto esposto.

      Per cui – a parte quando ho fretta e quando debbo solo dare notizie senza ricamarci attorno – continuerò a costruire la mia architettura letteraria. Del resto è una mia caratteristica peculiare.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 7 Maggio 2015 in 14:56
        Permalink

        Visto il suo gusto barocco per l’orpello linguistico mi permetterei di definirla il “Giovan Battista Marino” dell’approfondimento sportivo…

          • 7 Maggio 2015 in 15:06
            Permalink

            Oh anche lui il suo stile nella favella ce l’ha…

          • 7 Maggio 2015 in 15:30
            Permalink

            NO,
            quello centrerà quest’anno l’ennesima promozione in carriera….
            A Parma ha avuto una sfiga incredibile nelle prime 8/10 giornate [dato inconfutabile]
            Altro che guidolin e Osso!!!!!!!!!

      • 7 Maggio 2015 in 15:05
        Permalink

        La dittatura di facebook e dei tweet vogliono conformizzare anche lo stile di scrittura e quindi di pensiero. Ben vengano incisi, parentesi (anche quadre perbacco), punti, due punti e punti e virgola, i martinettiani boum, bang e zang tumb tumb, allo stile non si comanda se alla fine il contenuto ci arricchisce di qualcosa.

        • 7 Maggio 2015 in 15:49
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          Concordo, anche perché il contenuto di questi ultimi mesi, al di là della forma, è stato già di per sé alquanto “surrealista”…un po’ alla “Hebdomeros” di De Chirico…

      • 7 Maggio 2015 in 15:24
        Permalink

        Chiraro e a parer mio condivisibile.
        Parlaci di questa faccenda dell’istant-boock che ti avrebbero proposto (chi?) di scrivere e al quale invece hai rinunciato.
        Francamente a me non pare una cattiva idea, altrove sarebbe gia’ stato fatto e non mi sorprende che qualcuno ci abbia peensato anche a Parma.
        A parer mio a vicenda conclusa(e quindi fra pochissimo) sarebbe bello avere nelle edicole e librerie cittadine e non solo una iniziativa editoriale siffatta.
        Che ne pensi?

        • 7 Maggio 2015 in 15:29
          Permalink

          Dell’instant book hanno diffusamente parlato nei giorni scorsi a Palla in Tribuna e su Repubblica: l’editore piacentino (che già curò quello analogo sul crac del Piacenza Povero Piace) si sarebbe poi rivolto ad altri autori, coordinati da Marcello Volta che cura la pubblicazione. Sarà presentato al salone del libro a Torino il 14 maggio e poi sarà in vendita in qualche edicola e libreria di Parma.

          • 7 Maggio 2015 in 15:32
            Permalink

            Non ti rode un po’ non averne preso parte?…

          • 7 Maggio 2015 in 15:37
            Permalink

            No: non sono mica come Cerri con Mauri… (Ovviamente sto scherzando, prendendo in giro gustavo…).

            Diciamo che mi sono cavato un peso: fare un libro è come fare un figlio… Mi spiace solo per il tempo buttato via per il primo capitolo… Avevo fatto un po’ fatica a cercare di rimanere negli schemi che i committenti avevano suggerito, però il problema era che loro, giustamente, avrebbero voluto qualcosa di più asciutto, io, invece, avevo composto con la mia conosciuta cifra stilistica. Tra l’altro il problema era il tempo tiranno. E non avere un quadro preciso di inizio e di fine della vicenda. Cosa che agli editori toccava fino lì perché avrebbero, semmai, aggiunto un successivo capitolo in corsa.

            Cordialmente

            Gmajo

          • 7 Maggio 2015 in 22:31
            Permalink

            Sei uno dei pochi che non si fa tirare dal “vil denaro ” 🙂

  • 7 Maggio 2015 in 13:34
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    Mauri però, se è vero che incide poco sul debito sportivo, è un problema a livello di patrimonio, se così si può definire, dell azienda in vendita.. Pochi giorni fa ha dichiarato che non prenderà decisioni fino a quando ci saranno possibilità di salvataggio, non è semplice capirci qualcosa.
    Arrivati a sto punto uno sciopero, al di la di quelle che possano essere le reali motivazioni, sarebbe a mio parere molto brutto

    • 7 Maggio 2015 in 13:40
      Permalink

      Credo anch’io. Anche perché finirebbe per mettere in ambasce la stessa curatela fallimentare. Eventuali rimostranze avrebbero avuto senso prima. Prima che il parma fallisse e soprattutto prima di fare il patto col diavolo accettando l’elemosina. Dopo i patti van rispettati, anche se capisco che ai falchi faccia gola la vetrina di parma-napoli…

    • 7 Maggio 2015 in 22:34
      Permalink

      Se Mauri rescindesse, sarebbe un bel danno…qualche milione in meno da recuperare per l eventuale acquirente

  • 7 Maggio 2015 in 13:40
    Permalink

    Alla Facciaccia dei Tifosi ke Pagano

    Per Vedere Giocare dei Professionisti !!!!

    Della serie…. Arrangiatevi ke è Meglio !!!!

    Poi Vogliono il Sostegno e Parlano di Dignità !!!!

    Andate Pure al Bar e al Mare Dai Là !!!!

  • 7 Maggio 2015 in 14:42
    Permalink

    As pol aver nà futugrafia d’la ciomà tajeda d’Anedda?
    A’m fid mja.

    • 7 Maggio 2015 in 14:44
      Permalink

      Eh, ci avevamo provato, ma è “embargata”: spero di riuscire a intercettarlo per fare personalmente qualche scatto amatoriale…

  • 7 Maggio 2015 in 15:21
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    sa vol dir “embargata”?

  • 7 Maggio 2015 in 17:30
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    Direttore, quanto si guadagnerebbe con lo svincolo dei 3?

    • 7 Maggio 2015 in 17:33
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      Quanto si risparmierebbe, semmai… Sorry ma non ho cifre precise. E comunque non mi sembra un problema. Non creiamoli laddove non ci sono. Ci pensano già altri…

  • 7 Maggio 2015 in 20:09
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    “Futugrafia”? As dis fotografie in pramsà, veh, sit ed Sels?

    • 7 Maggio 2015 in 20:16
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      sicur che chilu’ al sta pu a taca al piacente’ magari e’ di castelnuovo fogliani,ce lo contenderemo come giuseppe verdi

  • 7 Maggio 2015 in 20:14
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    Messa in mora…magari mi capitasse…ma forse ne seguirebbe un fallimento….

  • 7 Maggio 2015 in 23:18
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    Se intendono giocare come a Cagliari che scendano in campo o meno fa poca differenza…

  • 7 Maggio 2015 in 23:29
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    Assioma, at ghe forsi ragió, veh,el se fis mantvà? Ed sicur al nè miga nasù in borg tort o via Costituente. Bè at salut, a vag dal barber se no al s’incasa, a pera d’esor in ti soldè con chilù.

  • 8 Maggio 2015 in 10:31
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    Ma questa gente non ha capito che se nessuno acquista il Parma e questo viene ingoiato in serie D dai MILLEPIEFI i giocatori percepiranno solo centesimi 0,0000.?

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