COPPA AMERICA / BOLIVIA-PERU’ 1-3

(Luca Russo) – Questo incrocio, invece, l’avevo immaginato equilibrato e in bilico fino alla fine. Al punto che un pronostico vero e proprio non ero riuscito ad esprimerlo. Ma una preferenza sì: facevo il tifo per la Bolivia (non chiedetemene la ragione, non la conosco nemmeno io), squadra con a disposizione scarsi mezzi tecnici, poche soluzioni tattiche e tanta buona volontà. Quasi un’intrusa ai quarti di finale. E nemmeno di lusso, perché la Verde raramente ha collezionato grandi figure quando la Copa è andata in scena molto al di là di La Paz. Ma pur sempre una delle prime otto: e a questo punto del torneo tutti sanno che non ci si arriva solo per caso o per opera dello Spirito Santo. È andata non come volevo, e cioè male. Il Perù, formazione certamente più attrezzata ed in qualche modo anche più europea (per cui assuefatta a serate di tale lignaggio e in genere agli incontri ad alto voltaggio) rispetto a quella boliviana, e che alla fase degli incontri senza domani è approdata dopo aver spaventato il Brasile, piegato il Venezuela e costretto al pari la talentuosa Colombia, non ha mai mollato la presa sul match, dominandolo – peraltro con una manovra realmente deliziosa e fin qui seconda solo a quella altrettanto invitante ma molto più efficace del Cile – dal fischio di inizio a quello finale. Gli uomini in casacca bianca, che ieri han tradito il loro soprannome, han resistito finché han potuto: grosso modo per una ventina di minuti. Durante i quali, però, han comunque rischiato di finire sotto la linea di galleggiamento e annegare senza aver prodotto che poche bracciate. Poi si son dovuti inchinare all’esuberanza e alla serata di infinita grazia di Guerrero, terribile e temibile terminale offensivo peruviano, che tra il minuto 21 ed il minuto 75 è andato in gol per ben tre volte. Sua la rete che ha scassinato la partita, suo il raddoppio che l’ha messa in freezer e suo il tris che l’ha consegnata agli almanacchi. Una tripletta da sballo, quella firmata dall’ex attaccante del Bayern, ora in forza al Flamengo. Una tripletta da far stropicciare gli occhi al C.T. Gareca, che un centravanti così generoso e così efficace forse non lo ha mai allenato prima d’ora, e leccare i baffi al popolo peruviano, che per tutta la notte ha festeggiato come si deve la seconda semifinale consecutiva in Copa dopo quella conquistata nell’edizione argentina di quattro anni fa. La Bolivia, fuori dalla partita praticamente da subito, non ha mai dato la sensazione di poter risalire la corrente e ritornare in corsa per la semifinale. Gli è servito addirittura un rigore, realizzato da Marcelo Moreno, per siglare il gol del bandiera. Ma non è riuscita a combinare molto altro di buono. In semifinale ci vanno, con pieno merito, gli Incas. Affronteranno i padroni di casa. Nell’infuocata ed infernale cornice di Santiago. Sulla carta, un confronto che pende, sia pure di poco, dalla parte della Roja. Ma attenti: i pronostici son fatti per essere ribaltati; e i sogni per tradursi in realtà. Il Cile è avvisato. E il Perù, che nella massima rassegna sudamericana per squadre nazionali non trionfa dal lontano 1975, pure: certe coppe fanno dei giri immensi e poi ritornano. Luca Russo

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4 pensieri riguardo “COPPA AMERICA / BOLIVIA-PERU’ 1-3

  • 26 Giugno 2015 in 11:37
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    mi dispiace per la bolivia che è uscita

  • 26 Giugno 2015 in 11:48
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    All’inizio della competizione tifavo per il Cile, ma dopo la vergognosa simulazione di Jara forza Perù!

  • 26 Giugno 2015 in 15:37
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    Io continuerò a sostenere il Cile, finora eccellente per il gioco che ha saputo sprigionare. Del resto, se dovessi adottare il criterio del fair play per scegliere per quale nazionale fare il tifo in Copa America, resterei senza squadra. Il calcio sudamericano vive di provocazioni, colpi bassi e scaramucce. Mara non è stato il primo e non sarà l’ultimo a segnalarsi per atteggiamenti come quello che ha provocato la reazione e la conseguente espulsione di Cavani.

  • 26 Giugno 2015 in 15:38
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    Pardon, Jara.

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