COPPA AMERICA / DORMITE DIFENSIVE, REALIZZAZIONI SPETTACOLARI, LEGNI A GO GO, DECISIONI ARBITRALI DISCUTIBILI E PARTITE CON PUNTEGGI TENNISTICI E IN BILICO FINO ALLA FINE

(Luca Russo) – Dormite difensive, realizzazioni a loro modo spettacolari, emozioni a ripetizione, qualche legno qua e là, decisioni arbitrali più che discutibili e partite con punteggi quasi tennistici e in bilico fino alla fine. Sì, nella seconda giornata il gruppo A ha fatto brillare i fuochi di artificio che aveva lasciato inesplosi durante il primo turno, per la gioia di chi ha deciso di fare le ore piccole per gustarsene quelli che a questo punto possiamo legittimamente definire imprevedibili sviluppi. Sia Ecuador e Bolivia che Cile e Messico se le sono date e suonate di santa ragione, facendo divertire non solo gli spettatori presenti allo stadio ma pure quelli incollati alla televisione.

A Valparaiso, sede dell’incrocio tra le nazionali di Quinteros e Soria, la Verde parte forte e dopo appena venti minuti è già avanti di due gol. Raldés apre le dance, Dalence, con una spettacolare conclusione a giro, raddoppia. In entrambe le circostanze, più che di meriti dell’attacco boliviano, ci tocca parlare di papere, e che papere!, della retroguardia ecuadoriana. Poi la Tricolor, pur continuando a balbettare dietro, si scuote e in chiusura di primo tempo ha l’occasione per riaprire il match: il direttore di gara Aguilar gli regala un rigore, Valencia lo sbaglia. Pochi giri di lancette più tardi è la Bolivia a beneficiare di un penalty: Moreno lo manda in rete e il primo tempo si chiude con un inatteso 3-0 in favore dei boliviani. Nella ripresa si gioca ad una porta sola. La Verde arretra vistosamente e pensa solamente a difendere il cospicuo vantaggio costruito nella prima frazione di gioco, l’Ecuador, come è normale che sia, attacca senza sosta. E meriterebbe perfino di riacciuffare almeno il pari. Ma le reti di Valencia e Bolanos (bellissima la seconda), la traversa di Noboa e tre paratissime di Quinonez, estremo difensore boliviano al quale assegno la palma di migliore in campo, servono solo a rendere un po’ meno amara una sconfitta che per la Tricolor sa tanto di eliminazione.

Anche a Santiago se ne son viste di tutti i colori. Nei primi quarantacinque minuti il Messico trova il vantaggio per ben due volte. Ma il Cile non ci sta e ribatte colpo su colpo: Vidal pareggia la rete di Vuoso, Vargas (su assist dell’onnipresente centrocampista juventino) quella di Jimenez. Nella ripresa la Roja aziona la freccia e produce il sorpasso. Ed è ancora Vidal, grande protagonista del match, a metterci lo zampino: si procura e realizza il rigore che fa ribollire di gioia i circa 45.000 del Martinez Pradanos. 3-2 e tutti a casa? Macché! I messicani non si lasciano rapire dallo sconforto, si gettano a testa bassa in attacco e con Vuoso, autore di una doppietta e letteralmente in stato di grazia, approfittano dell’ennesimo buco difensivo cileno della serata. I padroni di casa troverebbero anche il modo per riportarsi in vantaggio, ma l’arbitro annulla la marcatura di Sanchez per un fuorigioco che ha tutta l’aria di non essere fuorigioco. Poco importa, perché il 4-3 sarebbe stato un premio fin troppo grande per un Cile sì bello dalla cintola in su, ma disastroso in fase difensiva. Il 3-3, al contrario, mi pare il risultato più equo per quello che ci ha raccontato il campo.

Al lume dell’esito degli incontri della notte, la situazione del raggruppamento è la seguente: l’Ecuador, due sconfitte in due incontri, è ad un passo dall’eliminazione, e nessuno lo avrebbe mai sospettato alla vigilia; il Messico, che ha pareggiato sia al primo che al secondo giro, è ancora in corsa, ma ora è costretto a vincere con diverse reti di scarto contro i ragazzi di Quinteros per guadagnarsi l’accesso ai quarti di finale (che sia da prima, da seconda o da terza, adesso come adesso fa poca differenza per i centroamericani), ed anche questo nessuno lo avrebbe mai immaginato fino ad una decina di giorni fa; la Bolivia, che all’esordio ha bloccato i messicani e ieri sera ha sconfitto a sorpresa gli ecuadoriani, è invece ad un non nulla dal superare lo scoglio dei gironi e aggrapparsi alla fase ad eliminazione diretta (con un pari all’ultimo turno sarebbe sicura del secondo posto nel gruppo), il che sarebbe un risultato straordinario per una nazionale che in Coppa America è riuscita a togliersi delle soddisfazioni solo quando l’ha affrontata nelle vesti di paese ospitante (per via delle condizioni atmosferiche della Bolivia, proibitive per tutti tutti tranne che per gli stessi boliviani); al Cile, assai convincente nella gara inaugurale della rassegna sudamericana, molto meno al cospetto della selezione allenata da Herrera, basterà fare un punto contro la Verde per assicurarsi il primo posto nel girone ed un buon accoppiamento in vista dei quarti di finale. Luca Russo

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5 pensieri riguardo “COPPA AMERICA / DORMITE DIFENSIVE, REALIZZAZIONI SPETTACOLARI, LEGNI A GO GO, DECISIONI ARBITRALI DISCUTIBILI E PARTITE CON PUNTEGGI TENNISTICI E IN BILICO FINO ALLA FINE

  • 16 Giugno 2015 in 14:59
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    E` abbastanza sorprendente vedere il Messico cosi` in difficolta`. A Brasile 2014 aveva stupito per solidita` e organizzazione di gioco.

    • 16 Giugno 2015 in 15:09
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      E ciò nonostante è ancora in corsa per i quarti. Gli basterà superare l’Ecuador all’ultima giornata per sperare quantomeno di essere una delle due migliori terze…non un’impresa proibitiva per i messicani, al lume di quanto la Tricolor ha espresso fin qui in termini di organizzazione difensiva…

      • 16 Giugno 2015 in 18:44
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        Come sta giocando Herrera? Mi aveva molto impressionato in Brasile.

        • 16 Giugno 2015 in 20:46
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          Così così, secondo me. Titolare al primo giro, partito dalla panca ieri.

  • 16 Giugno 2015 in 17:02
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    Peraltro ho appena rivisto Cile-Messico. Che razza di partitone! Lasciando stare i gol, il match ha regalato un’emozione dopo l’altra: le reti annullate a Valdivia e Sanchez, il gol a porta praticamente vuota sbagliato da Valdivia, le incursioni di Jimenez, quelle di Sanchez, un Vidal mostruoso e un Vuoso sontuoso. È stata una partita degna della fama della Coppa America, decisamente la più bella tra quelle fin qui viste, non tanto per la cifra tecnica espressa dalle due formazioni, quanto per l’agonismo che ci han messo. Credo che alla fine fossero stanchi anche gli spettatori presenti allo stadio e quelli incollati alla televisione.

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