EL CEBOLLA RODRIGUEZ, CON UN SINISTRO IN MISCHIA, SANCISCE LA VITTORIA DELL’URUGUAY SULLA GIAMAICA IN COPPA AMERICA

IMG-20150613-WA0002(Luca Russo) –  La Coppa America 2015 non conosce soste. Nella notte tra sabato e domenica sono scese in campo le formazioni del girone B. Nella prima sfida, quella tra i campioni in carica dell’Uruguay – orfani del ‘vampiro’ Suarez – e i debuttanti della Giamaica, ai primi è bastato un sinistro in mischia dell’ex Crociato Rodriguez (meglio conosciuto come ‘El Cebolla’) in apertura di ripresa per avere la meglio sui secondi. Un Uruguay decisamente impacciato e con poche idee in fase di costruzione quello visto all’opera ad Antofagasta (città portuale situata nella parte settentrionale del Cile con vista sull’Oceano Pacifico), ma che ha avuto la forza, soprattutto mentale, di infrangere il tabù che non lo vedeva vittorioso al debutto in Copa da ormai tre edizioni. Dall’altra parte la Giamaica si è dimostrata all’altezza dell’invito ricevuto dalla Conmebol. Grazie ad un invidiabile ordine tattico e a mezzi fisici di primissimo ordine, i caraibici non solo non hanno sfigurato, ma hanno perfino ‘rischiato’ di sconfiggere i campioni in carica: in chiusura di prima frazione di gioco, Mattocks, con un tiro ciabattato a tu per tu con Muslera, ha sciupato l’occasione per portare i nero-giallo-verdi in vantaggio. Fosse andata diversamente, forse avremmo assistito ad una gara con un copione differente. E invece è toccato al nostro ex (peraltro ritenuto a ragione il miglior colpo di mercato della breve reggenza Taci) piazzare la palla in fondo al sacco e far piangere (è il caso di dirlo) gli sfortunati avversari.

Il secondo incontro del raggruppamento è andato in scena in uno stadio, ‘La Portada’, che osservato dalla tv mi è sembrato, naturalmente con le dovute proporzioni, il copia e incolla del San Nicola di Bari. Ma questo è un altro discorso. Torniamo alle questioni di campo. A La Serena si è rivista l’Argentina del mondiale carioca: straripante e aggressiva nel primo tempo, sparita dal campo nella ripresa. Di Aguero, su gentile regalo della retroguardia avversaria, e Messi, dal dischetto, le reti che sembravano aver tramortito un Paraguay la cui unica strategia fino a quel momento era stata quella di sistemare un autobus davanti alla porta difesa da Silva, nella speranza, evidentemente vana, che i marziani non ne trovassero le chiavi per aprirlo e spostarlo altrove. Sembravano, appunto, perché nei secondi quarantacinque di gioco il Paraguay ha preso coraggio, messo la testa fuori dal guscio, si è lanciato all’assalto del fortino (si fa per dire) argentino e ha trovato le soddisfazioni che gli erano mancate durante il primo atto. Valdez, con una bella conclusione da fuori area, ha accorciato le distanze. Barrios, grazie ad uno splendido schema da calcio piazzato (di quelli che ogni tanto riescono), ha riportato in equilibrio la partita. Una partita che fa notizia. Per tre ragioni, e non solo per il risultato in senso stretto. La prima: nonostante una batteria di attaccanti da far venire i brividi anche alla più preparata delle difese (Aguero-Higuain-Messi-Pastore-Tevez), ci sono voluti un liscio difensivo di Samudio e un rigore perché gli extraterrestri riuscissero a mettere in discesa un match che comunque si è trasformato in salita ripida e tortuosa. La seconda: Tevez ed Higuain, rispettivamente autori di 20 e 18 reti nella serie A che si è chiusa due settimane fa, son partiti dalla panchina! Avete letto bene: dalla panchina. Qui da noi vengono trattati, magari pure a ragione, come dei top player, in nazionale sono costretti a mettersi in fila. Il che la dice lunga sulla qualità offensiva in dote al team allenato da Martino. La terza: il raddoppio di Messi, giunto su calcio di rigore causato da Samudio, già colpevole di svista/papera in occasione dell’1-0 realizzato dal Kun, è il primo gol siglato dalla Pulce in Coppa America. Incredibile, ma vero! Così come lo è il punto, sofferto ma meritato, che i meno quotati paraguaiani hanno strappato ai grandi favoriti.

Il gruppo A aveva già consumato il suo primo atto: il Cile aveva battuto, non senza faticare, l’Ecuador; Messico e Bolivia non erno andate oltre uno scialbo pari a reti bianche, per la gioia dei secondi più che dei primi.

Dodici nazionali ai nastri di partenza, divise in tre gironi da quattro squadre. Una sola vera favorita: l’Argentina del marziano Lionel Messi (e non solo), che ha iniziato ieri sera, contro il Paraguay, la propria rincorsa a quella Copa che gli manca dal lontano 1993, e che ha l’obiettivo di riconquistare anche per riscattarsi dopo il mondiale perso (forse immeritatamente) dodici mesi fa contro i panzer tedeschi. E tante inseguitrici, più o meno attrezzate: il Brasile di Neymar – il cui ultimo trionfo continentale risale al 2007, ma che il torneo lo ha vinto per ben quattro volte negli ultimi diciotto anni -, che intende provare almeno ad annacquare (rimuoverlo del tutto è praticamente impossibile) il ricordo della figuraccia rimediata nella tragicomica semifinale di Belo Horizonte, della quale tutti dovrebbero conoscere i connotati, senza che vi sia il bisogno di specificarli ulteriormente; la Colombia di Falcao, che in Cile è chiamata a dar seguito al processo di crescita avviato con l’esplosione nel Vecchio Continente di gran parte dei propri elementi; il tignoso e sempre solido da un punto di vista tattico Uruguay non solo di “Cipolla”, ma anche di Cavani, che, pur orfano di Suarez (ve lo ricordate il morso a Chiellini?), in quanto campione in carica si merita, almeno d’ufficio, la qualifica di squadra da battere; e il Cile di Vidal – già vittorioso contro l’Ecuador nella gara inaugurale della manifestazione, grazie anche ad una rete dello juventino -, forte non solo del fattore campo, ma pure di una batteria di giocatori tanto pregiata da farci supporre che una Roja così forte non la si è mai vista prima.

Bene, sono sicuro che vi state domandando: cosa c’entra tutto questo col Parma? Beh, poco, se non addirittura niente. Ma io vi offro comunque tre buone ragioni per dare un’occhiata, fosse pure disinteressata, alla Copa America 2015, anche se, per ovvi motivi, non vi giocano i nostri Crociati. Primo: è una buona soluzione per distrarsi proprio dagli acciacchi (eufemismo) che affliggono il Parma. Secondo: data la cifra tecnica delle partecipanti, questa edizione della rassegna sudamericana vale quasi quanto un europeo oppure un mondiale. Terzo: è un discorso un po’ prematuro, ai limiti della forzatura, ma vuoi vedere che il Nuovo o Magico Parma potrebbe individuare e pescare (grandi club permettendo) in Sudamerica qualche talento in erba da cui ripartire e grazie al quale regalarsi un futuro di nuovo roseo? Chissà. Luca Russo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

9 pensieri riguardo “EL CEBOLLA RODRIGUEZ, CON UN SINISTRO IN MISCHIA, SANCISCE LA VITTORIA DELL’URUGUAY SULLA GIAMAICA IN COPPA AMERICA

  • 14 Giugno 2015 in 09:41
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    Grandissimo Cipolla! Sono davvero contento per lui! 🙂

  • 14 Giugno 2015 in 10:04
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    Grande. Cebolla

  • 14 Giugno 2015 in 10:32
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    PIAZZA PRESIDENTE
    CORRADO AD

    MINOTTI:

    FATTO CALCIO MA SPERARE NON COSTA NULLA

  • 14 Giugno 2015 in 10:33
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    Minotti Ds

    Fanta calcio

  • 14 Giugno 2015 in 11:56
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    Se tutti i giocatori della rosa del Parma della stagione appena conclusa avessero la metà delle palle di quest’uomo il Parma sarebbe qualificato per l’Europa League

  • 14 Giugno 2015 in 13:04
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    Grande giocatore e grande professionista, fa piacere

  • 14 Giugno 2015 in 13:12
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    Onore per cipolla! !

  • 14 Giugno 2015 in 20:30
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    chilu le un sugador…uno dei pochi visti dopo il crack parmalat

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