IL COLUMNIST / MA IL NOSTRO PARMA NON MORIRA’ MAI

(Luca Russo) – Dall’Europa League alla scomparsa nel giro di un anno. Il calcio, talvolta, sa essere molto crudele: poco più di dodici mesi fa stavamo festeggiando un incredibile e inatteso ritorno in Europa; dodici mesi dopo siam qui a piangere per il decesso del Parma. Chi l’avrebbe mai detto o immaginato la sera del match contro il Livorno, che aveva riportato i Crociati nel calcio che conta. Ora come ora, se ne avessi la possibilità, mi scaglierei verbalmente contro gli individui che ci hanno fatto affondare e coloro che han dato il peggio di loro stessi affinché il malandato vascello gialloblù, tornato a galla a seguito del provvidenziale intervento dei comandanti Anedda e Guiotto, non arrivasse in porto. Ma sarebbe uno spreco di tempo e di rabbia, e specialmente al cospetto di gente che non merita né la mia rabbia né il mio tempo. E allora è meglio passare direttamente ai ringraziamenti.

Grazie a Corrado e in egual misura anche a Piazza, che fino alla fine han provato a tenerci in vita, checché ne dicano quelli che adesso, dopo il non felice esito delle trattative dirette, li considerano nemici. O, peggio ancora, pagliacci, perché, cito testualmente, “ci hanno illuso pur sapendo fin dall’inizio come stavano le cose”. Roba da mettersi le mani nei capelli. Che senso ha dare del pagliaccio a chi fino a qualche ora fa ha cercato di rimediare ai danni e di accollarsi i debiti generati da altri? Nessuno, è chiaro. Perché se il 22 giugno 2015 il Parma ha abbandonato, si spera solo temporaneamente, il calcio d’élite, la colpa è dei seguenti figuri: Ghirardi, Leonardi, Taci e Manenti, che il passivo lo hanno creato (i primi due) e poi lasciato crescere a dismisura (gli ultimi due); e di coloro che, non ottemperando ai loro doveri e non esercitando integralmente le proprie funzioni, o esercitandole con un certo lassismo, han permesso ai quattro ‘fenomeni’ di cui sopra di far del Parma esattamente quel che volevano. Di certo non di Corrado o Piazza che solo per un pelo non hanno ritenuto opportuno ed economicamente sostenibile montare in sella ad un cavallo impazzito e completamente fuori controllo (e, ripeto, allevato da altri). E questo concetto dovrebbero ficcarselo nella testa quelli che ancora adesso son convinti che i due mancati compratori abbiano speso il loro tempo, le loro risorse e i loro professionisti solo con lo scopo di prenderci per i fondelli (a che pro poi?). Allo stesso modo sarebbe utile che si capisse una volta e per tutte che mentre taluni facevano danni di proporzioni enormi, chi aveva il potere per porvi rimedio non ha mosso un solo dito, fosse anche solamente per denunciare certe anomalie. Insomma, se chi ci ha amministrato fino al fallimento ha scherzato col fuoco, scatenando un incendio di vaste dimensioni, i controllori non solo han fatto poco per estinguerlo o quantomeno per arginarlo, ma nemmeno si sono sforzati di chiamare i pompieri. Oggi si è chiuso un ciclo. Oggi siamo usciti sconfitti da una battaglia e pure dalla guerra. Oggi abbiamo perso il Parma. Pardon, questo Parma. Per la gioia di chi ha voluto farci terminare il campionato solo per evitare guai peggiori con Sky, Mediaset e via dicendo; di quelli che “son fallite squadre ben più blasonate del Parma, perché la società gialloblù non deve far la stessa fine?”; e di coloro che – Brescia e Cesena i primi due nomi che mi vengono in mente – han remato contro le scialuppe che avrebbero potuto offrirci un appiglio e regalarci una ciambella di salvataggio. Oggi è morto il Parma, e lo ripeto perché non mi sembra vero. È morto questo Parma, non il nostro Parma, che non morirà mai. Perché 101 anni di storia e i tanti trofei che abbiamo donato al calcio italiano non si cancellano con una mano di vernice. Se ne facciano un ragione i nostri invidiosi detrattori. Ripartiremo dalla D oppure dalla Lega Pro. Al momento non ci è dato saperlo. Ma lo faremo con la pancia piena, lusso che in Italia non possono permettersi nemmeno club molto più mediatici e ‘commerciali’ del nostro. Coppa UEFA, Coppa delle Coppe, Coppa Italia, Supercoppa italiana ed europea. Ci son mancati solo scudetto e Champions League. Forse dire pancia piena significa tenersi addirittura strettini, perché abbiam fatto indigestione di trionfi nazionali ed internazionali! Restano il rammarico per esser scesi a patti col diavolo (Tavecchio) senza averne ricavato nulla in cambio; la consapevolezza di aver sciupato la possibilità di far saltare il banco, per la verità già pericolante, della massima serie; e una certezza: chi oggi sta esultando alla scomparsa del Parma, dalla quale con ogni probabilità scaturirà un ripescaggio dopo l’altro, domani potrebbe ritrovarsi nelle medesime condizioni che han determinato la dipartita del Parma. E fare la stessa fine del Parma. A questi elementi dico solo un paio di cose: in caso di difficoltà, non venite a chiederci aiuto: non lo riceverete; e non venite a cercare sconti: non ve ne offriremo. Perché? Perché chi di Parma ferisce, di Parma perisce. Ritorneremo da dove ci hanno cacciati. Non subito, ma ritorneremo. E lo faremo più agguerriti di prima. Del resto, ciò che non ammazza, fortifica. Luca Russo

16 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / MA IL NOSTRO PARMA NON MORIRA’ MAI

  • 22 Giugno 2015 in 19:39
    Permalink

    NO UPI. Piazza o Corrado tutta la vita.

  • 22 Giugno 2015 in 19:49
    Permalink

    Spero che il trauma non sia mortale ed è’ evidente che adesso mi travesto da cinese e aspetto con un randello tutti coloro che passeranno annaspando lungo il fiume

  • 22 Giugno 2015 in 19:56
    Permalink

    concordo su tutto tranne su corrado e piazza…che personalmente dovevano abbandonare subito dop ola 5 asta e in quel momento lavorare fin da subito per la d..perché oggi la d sembra strano é difficile….il resto noi siamo IL PARMA….

  • 22 Giugno 2015 in 20:11
    Permalink

    Non riesco a trattenere le lacrime.. Vorrei che domani iniziasse il campionato.. Ma adesso siamo senza società, senza giocatori e senza un futuro.. Mi riesce difficile farmi un idea do quel che sarà..

  • 22 Giugno 2015 in 20:17
    Permalink

    Giusto tutto quello che dici e ancora grazie x averci provaro a Corrado e Piazza

  • 22 Giugno 2015 in 20:23
    Permalink

    va be che sei del sud e tifoso del parma,ma a me questa retorica nostalgica mi scorre addosso come la pioggia su un impermeabile,e che cavolo nel 68 eravamo in D nel 72 in B cosa sono 4 anni in confronto all’eternita’ del nostro amore ? (beccate sta retorica)

  • 22 Giugno 2015 in 20:32
    Permalink

    Il prossimo anno il Brescia fara` la nostra fine e io ridero` di gusto festeggiando una promozione.

    • 22 Giugno 2015 in 21:43
      Permalink

      Mi dispiace davvero per voi e sono triste a vedere ancora problemi tra le nostre tifoserie, anche noi a Brescia abbiamo pianto per la squadra del nostro cuore, da giugno 2014 a febbraio 2015 abbiamo convissuto ad un passo dai dilettanti.
      Comunque se ti può interessare il Brescia ha ora una società solidissima dopo 25 anni di dittatura famigliare.
      Spero le tifoserie si possano riavvicinare.
      Viva il calcio del campo, non dei tribunali

  • 22 Giugno 2015 in 21:01
    Permalink

    D’accordo su Piazza e Corrado. Io vorrei vedere uno dei detrattori se non avesse fatto come loro. Certo, il nostro Parma non morirà mai, sarà sempre nei nostri cuori un po come la nostra mamma che morta rimarrà sempre viva e presente in noi ma NON PIU’ FISICAMENTE purtroppo ma moralmente Ecco vorrei soffermarmi su questo, il nostro Parma è un cadavere. Non cerchiamo di farlo risorgere come fu fatto per Frankenstein. Il Tardini potremmo adibirlo a museo dove verrebbero esposti tutti i trofei vinti e poi in una sala verrebbero proiettati i trionfi italiani ed europei. Il campo potrebbe essere adibito a concerti un poco come l’Arena di Verona. Che senso ha far giocare elettricisti, falegnami e droghieri che oltre tutto dovrebbero allenarsi di sera perché durante la giornata lavorano.Ora vogliamo giustizia e vogliamo che paghino i colpevoli. Chiediamo troppo a questo cazzo di paese?

  • 22 Giugno 2015 in 21:26
    Permalink

    Velenoso, dovrebbero sequestrarti la tastiera. Per quante ne scrivi anche per sbaglio una sensata dovrebbe venirti fuori, e invece niente! Un pozzo inesauribile di cazzate senza senso!

    • 22 Giugno 2015 in 23:13
      Permalink

      Schiatta pure DECA, GUARDA CHE LA MIA è UNA PROVOCAZIONE od ‘è una provocazione il mio fantomatico comitato ma tu non ci sei arrivato, non è colpa tua. OVVIO che anch’io voglio che il Parma faccia la D MA POI SCOMMETTIAMO CHE INVECE DELLA D faremo la C PERCHÉ’ IN LEGA PRO ci sono ben 8 squadre che proprio non hanno soldi E LA LEGA DOPO IL CASO PARMA SI GUARDERÀ’ BENE DI FARE IL MEDESIMO ERRORE e d’iscrivere queste squadre al Campionato. Noi se andiamo in D E VENIAMO RIPESCATI IN SERIE C nel giro massimo di 3 anni siamo ancora in A CON UN PRESIDENTE CHE SON CERTO SARA’ L’OPPOSTO DI GHIRARDI, IL PEGGIOR PRESIDENTE MAI AVUTO PENSO NON SOLO NEL PARMA MA IN OGNI SQUADRA D’EUROPA E FORSE…………..DEL MONDO.

  • 22 Giugno 2015 in 21:27
    Permalink

    Per me il Parma è morto per sempre e non ne voglio altri. Mi basteranno i ricordi

  • 22 Giugno 2015 in 21:43
    Permalink

    grazie pietro

  • 22 Giugno 2015 in 23:49
    Permalink

    Il parma non è morto e non morirà mai

    Sempre forza parma

  • 23 Giugno 2015 in 15:47
    Permalink

    101 anni di storia?
    Quindi la parmense e il parma erano la stessa squadra?
    Che strano,e io che pensavo fossero due squadre diverse…..

    • 23 Giugno 2015 in 17:15
      Permalink

      Ma infatti. 101 anni di storia giusto nella fantasia.
      Poi oh, uno può inventarsi quello che gli pare, ma il Parma è stato sostituito da un’altra realtà calcistica nel ’68 – peraltro già fallita e rifondata 2 volte.

I commenti sono chiusi.