LA COPPA AMERICA DELLE SORPRESE

Copa-America(Luca Russo) – È la Coppa America delle sorprese. Dopo l’entusiasmante punto strappato in extremis dal Paraguay all’Argentina, la sofferta vittoria dei campioni in carica dell’Uruguay contro le matricole giamaicane e il pari col fiatone ottenuto dal Messico al cospetto della Bolivia, è stato il gruppo C – l’ultimo a scendere in campo per la prima giornata – a darci altre buone ragioni per restare a bocca aperta. Udite udite: la Colombia – formazione rivelazione del mondiale brasiliano dello scorso anno – è stata sconfitta per 1-0 dal Venezuela. Di Rondon, centravanti in forza allo Zenit San Pietroburgo, la rete che ha gettato nello sconforto i Cafeteros e mandato al settimo cielo la Vinotinto. Una vittoria meritata, quella conquistata dai ragazzi allenati da Sanvicente, che, grazie alle eccellenti prestazioni del match-winner e di Arango e a una concretezza e a una disciplina tattica degne delle più solide e tignose nazionali europee, si son sbarazzati di una Colombia irriconoscibile sia come collettivo che in quelle che dovrebbero essere le sue più spiccate individualità: in ombra Falcao (reduce da una stagione tormentata in Premier League); malissimo Zapata, Zuniga e Cuadrado (i primi due, con la partecipazione di Murillo, si sono addormentati in occasione del ribaltamento di fronte che ha portato al gol che ha deciso la partita; il terzo ha sciupato la palla del pari); bocciato perfino Rodriguez (uscito anzitempo dal campo per un problema alla spalla: Coppa America già finita per lui?). Al lume di questo risultato, difficile da immaginare alla vigilia, gli uomini di Pekerman dovranno cercare di racimolare almeno quattro punti nei prossimi due turni (contro Brasile e Perù) per coltivare speranze di qualificazione ai quarti di finale. Il Venezuela, al contrario, sembra ritornato a vivere le notti magiche della Copa 2011, che concluse con una più che onorevole quarta piazza.

Anche il Brasile stava per steccare la prima. Contro un Perù esuberante e dotato della qualità necessaria per tenergli testa, la nazionale verde-oro ci ha offerto un campionario di tutti i suoi pregi e difetti: imprevedibile e travolgente in fase offensiva; pasticciona ed insicura in quella difensiva. Gli son bastati un Neymar da Pallone d’Oro (gol ed assist per il talento del Barcellona) e i cambi azzeccati operati dal CT Dunga per tener a bada un avversario certamente più debole ma estremamente coraggioso e acciuffare proprio in prossimità dei titoli di coda una vittoria probabilmente anche immeritata in relazione a quanto si è visto sul campo. E in effetti i peruviani, per nulla intimoriti dal blasone e dalla cifra tecnica dei rivali, non hanno sfigurato né rinunciato a giocarsela a viso aperto. Del resto, contro gli dei del calcio (o meglio: contro quelli che in tanti considerano gli dei del calcio) c’è un solo modo per cercare di non prenderle: e cioè, provare a suonargliele. Così il Perù, innestate le marce alte fin dalle prime battute, ha impiegato pochissimo tempo per salire da 0 a 100 e trovare, con Cueva e la complicità del per niente irresistibile duo David Luiz-Jefferson, il sorprendente vantaggio. Che è durato appena un paio di giri di lancette: quanto è bastato a Neymar per caricarsi la squadra sulle spalle, trovare il pareggio e tracciare la rotta con vista sulla vittoria. Da quel momento in poi O Ney ha messo a ferro e fuoco la retroguardia avversaria: accelerazioni, dribbling, conclusioni ravvicinate e dalla distanza. L’erede di Pelé ha snocciolato tutto il proprio repertorio pur di regalare i tre punti al Brasile. L’estremo difensore peruviano Zambrano, autore di una prova da almeno sette in pagella (qualche club italiano è interessato?), l’ha disinnescato finché ha potuto. E si è arreso solo al tramonto del match, quando il tocco vincente di Douglas Costa, imbeccato (tanto per cambiare) da Neymar, ha trafugato il bottino da Lima per consegnarlo a Rio de Janeiro. Luca Russo

10 pensieri riguardo “LA COPPA AMERICA DELLE SORPRESE

  • 15 Giugno 2015 in 10:33
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    Direttore, oggi giornate di trattative?

    • 15 Giugno 2015 in 10:48
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      Aspettiamo, grosso modo per l’ora di pranzo, il comunicato stampa che ci riferirà il prolungamento dell’esercizio provvisorio, immagino fino al 20 cioè il giorno dopo la cristallizzazione del debito sportivo, anche se resto dell’idea che il 30 giugno avrebbe dovuto essere fin dall’inizio la data di conclusione.

      Trattative? Vediamo. Diciamo che Tav preferisce dialogare coi CuraStars che non con le cordate: ma lo snodo è lì…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 15 Giugno 2015 in 10:52
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    ma si fa in tempo ad iscriversi alla B casomai finisse bene?
    Ti immagini se fossimo comprati e poi non ce la facessimo ad iscriverci? Anche lì potrebbe esserci una proroga per noi? Se così fosse immagino già il putiferio..

    • 15 Giugno 2015 in 12:18
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      Pena un punticino di penalizzazione credo ci sia tempo fino al 15 luglio

  • 15 Giugno 2015 in 10:57
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    Una volta cristallizzato il debito dal Giudice le cause diciamo future ricadrebbero sul tribunale o ancora sui compratori?

    • 15 Giugno 2015 in 12:06
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      Bella domanda. Ma di difficile risposta, anche perché saremmo di fronte a una situazione prototipo che potrebbe far giurisprudenza

  • 15 Giugno 2015 in 11:34
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    Allora vede che alla fine la data del 19 è importante x non due quasi fondamentale?

  • 15 Giugno 2015 in 13:13
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    La Colombia soffre un po’ della sindrome Real: tanti campioni, poca squadra.

    • 15 Giugno 2015 in 13:55
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      Che è un po’ la stessa sindrome di cui da qualche tempo soffre anche l’Argentina. Vedo bene il Brasile, invece. Sotto il profilo del l’approccio mentale, intendo. Mi sembra meno snob di altri anni, con certi campioni ridimensionati in termini di esuberanza ed un collettivo che è più collettivo. Ieri è stato salvato dall’immenso talento di Neymar, è vero, ma in linea di massima ho la sensazione di una squadra più squadra che in altre circostanze,

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