ARIA CONDIZIONATA di Luca Savarese / A TU PER TU CON GIACOMO ZUNICO: “IL CALORE CHE RESPIRAVO AL TARDINI ERA SIMILE A QUELLO DELLE CALIENTI PIAZZE DEL SUD”

(Luca Savarese) – L’Italia è asfaltata dal caldo. Aria condizionata  prova a rinfrescarvi, se non i corpi, almeno i ricordi. Infatti oggi pesca dal sacro baule delle storie due guanti da portiere, modello fine anni ’80, marca tedesca, Reusch. Cosa succede quando all’aggettivo unico aggiungi l’ultima lettera dell’alfabeto, la Z? Semplice, si crea, o per meglio dire, spunta fuori, Zunico, Giacomo Zunico, professione portiere. I portieri, si sa, sono tutti pazzerelli. Lui, che ho sentito ieri pomeriggio al telefono, mi è sembrato un tranquillo dei pali. Quelli gialloblù, li ha difesi nell’annus mirabilis, l’anno, che chi tifa Parma ogni volta che pronuncia sulla sua bocca, prova la stessa dolcezza che se ruminasse un pasticcino guarnito di fragola e crema: 1989-90. Si parte in serie B e quando la corsa finisce, ci si ritrova tra le braccia della serie A. E braccia, mani e guanti per quella macchina, veloce come un’auto da formula 1, grintosa come una vettura da rally, li mise, sulla linea di porta, con il calore della Nord a soffiargli sulla cervice, Giacomo Zunico. Nato a Casoria, il 3 dicembre del 1960, cresce calcisticamente nel San Pietro a Patierno. Debutta in serie D nel 1978 con il Succivo. Gladiator e Sangiovannese, fermate del suo treno prima che i binari approdino a Varese: con i lombardi gioca per cinque stagioni, disputando quattro tornei di B, sfiorando la A con Fascetti in panca, ed uno di C1. Dalla Lombardia alla Calabria, dallo stadio Ossola allo stadio Ceravolo di Catanzaro. Con i giallorossi in cui gioca ancora Massimo Palanca, fa tre stagioni, conquistando la B. Zunico però, a questo punto della sua carriera, sta per conquistare un’altra promozione, in serie A. Infatti approda nel settembre del 1989 a Parma. Serve un portiere esperto. Franco Paleari è andato via, Marco Ferrari è rimasto e c’è un ventenne Luca Bucci.  Zunico, primo fortunato testimone, vive tra i pali e vede prima degli altri, da dietro, il coraggio di una masnada di leoncini. Un campionato, anzi il campionato, arriva da portiere navigato, ventinovenne, fa bene il suo dovere, quando andrà via, dopo quella stagione, si accorgerà di una cosa, che all’Ennio, quando il Parma capiva dalle radiografie che era incinta di una bella bambina che si sarebbe chiamata serie A, dietro c’era lui.  33 presenze, ed il gusto di aver visto sulla propria pelle e sui propri guanti il passaggio di una piazza dalla B alla A, il salto di un ostacolo riuscito, l’inizio di un’erA. I crociati per il gran debutto nel paradiso del pallone accasano Taffarel, primo portiere brasiliano a sbarcare in A. Zunico, affronta, la serie A assaporata con il 01-Giacomo-ZunicoParma, a Lecce. Poi lo troviamo a Cosenza, a Brescia ed ancora a in quel di Cosenza.  Oggi fa una grande cosa, gestisce una sua scuola calcio per soli portieri, dove forma aspiranti portieri del Napoli. Perché, ha raccontato ai microfoni di stadiotardini.it, il portiere italiano è un prodotto di valore e non si deve perderne l’importanza a vantaggio di guanti esteri. Ringraziandolo, per aver trovato il tempo per questa chiacchierata, tra un allenamento e l’altro ai futuri portieri, ce lo gustiamo.

Nei tuoi guanti, c’è tutta la tua carriera, ed è custodita, fiore all’occhiello, anche la prima storica promozione del Parma in serie A: stagione 1989-90. Che cosa ricordi di quell’annata e cosa ricordano i tuoi guanti?

“Fu davvero una stagione di grande adrenalina. Io arrivai a settembre, c’erano già dei portieri (Ferrari e Bucci, n.d.a.) però probabilmente avevano bisogno di un numero 1 esperto ed io facevo il caso loro, poi giocai praticamente tutte le partite, c’erano gente di spessore, Melli, Pizzi, Osio, che fecero la differenza C’era la giusta serietà e ci divertimmo, facendo un campionato che si concluse con un pezzo di storia. I miei guanti sono contenti, nel loro piccolo, di averla scritta un pochino anche loro”.

In panchina c’era Scala, che oggi, dopo le note sciagure societarie, è tornato, da presidente. Quando pensi a Nevio pensi a?

“Sono felice per il suo ritorno, Parma ha bisogno di persone come Scala per tornare grande. Ricordo che riusciva a darmi e a dare al gruppo una grandissima serenità, davvero rara”.

Cosa provavi quando uscivi dal tunnel del Tardini e ti accomodavi in porta?

“Parma è una città a dimensione d’ uomo, in campo provavo un grande calore, simile a quello che si vive nelle calienti piazze del sud, che sentono molto la squadra e la gara e che poi, una volta finita la partita, ti lasciano in pace, ognuno torna a casa sua tranquillo, senza troppi problemi, comunque noi potevamo forse stare ancora più tranquilli e lo sentivamo, perché, anche quando ci fu qualche passo falso, ci fu perdonato, ed anche quel pubblico, ci stimolò ad arrivare in A”.

Oggi Giacomo Zunico è allenatore?

“Ho fatto l’allenatore per sette anni, poi ho messo su la scuola calcio di portieri per il Napoli, ho appeso definitivamente i guantoni e cerco di plasmare qualche buon portiere visto il deficit di portieri italiani, stiamo pescando troppo all’estero, ma il portiere è un’eccellenza italiana e dobbiamo cercare di riportarlo all’apice”.

In Italia si parla molto del dopo Buffon per la nazionale, ma intanto anche durante Buffon ci sono tanti bei prospetti: Perin, Leali, Scuffet e tanti altri. Chi ti entusiasma di più?

“A livello tecnico ci sono tanti bravi portieri, forse Perin a livello tecnico è un pochino davanti agli altri, però, in generale, non vedo quella grande personalità che avevamo noi quando eravamo ragazzi o che aveva per esempio Buffon che già a diciannove anni mostrava un bagaglio di personalità quasi già sviluppata; non c’è quella leadership di personalità, quindi forse è una questione interiore,  di carisma, che è un’arma indispensabile, è ciò che ti dà poi la spinta ed aiuta anche la bravura tecnica, che in un ruolo così delicato, non basta”.

Grazie Giacomo e buona ricerca di futuri numeri uno!

“In bocca al lupo al Parma, la piazza e la squadra devono tornare grandi”.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “ARIA CONDIZIONATA di Luca Savarese / A TU PER TU CON GIACOMO ZUNICO: “IL CALORE CHE RESPIRAVO AL TARDINI ERA SIMILE A QUELLO DELLE CALIENTI PIAZZE DEL SUD”

  • 19 Luglio 2015 in 02:48
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    Grande ZUNICONE!

  • 19 Luglio 2015 in 10:56
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    Ricorda molto la frase di Zidane sull’ostilità del Tardini.

  • 19 Luglio 2015 in 10:58
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    Quanto gli hanno dato per quelle due gatte a Pescara??

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