COPPA AMERICA / CILE-ARGENTINA 0-0 (4-1 dcr)

(Luca Russo) – Non vi parlerò di Messi, che si trasforma in buco nero nell’unica notte in cui avrebbe dovuto giocare da supernova. Non vi parlerò di Higuain, che all’ultimo secondo dell’ultimo minuto di recupero del secondo tempo fallisce il match point a porta vuota e poi ai rigori spara alle stelle il secondo tiro dal dischetto decisivo della sua annata. Non vi parlerò di Mascherano, che alla non più tenerissima età di 31 anni perde l’ennesima finale della sua lunga e comunque più che onorevole carriera con la maglia della nazionale maggiore. No. Voglio parlarvi di Medel, che con la Roja ci ha dimostrato, dimostrandolo pure all’Inter che ne detiene il cartellino, che il ruolo di difensore gli si addice più di quello di centrocampista di costruzione. Di Vidal, che ha voluto rimanere dentro il film della partita, supplementari e rigori compresi, sebbene avesse gambe e polmoni in riserva già dalla metà della ripresa. Di Sanchez, che dopo un inizio e un prosieguo di Copa così così, la Copa è riuscito a regalarla al suo popolo con uno scavetto che nemmeno uno come Totti avrebbe avuto l’ardire di dipingere in quel modo ed in quel momento. E del Cile. Pardon, del Cile campione del Sudamerica. Del Cile che nella notte di Santiago è riuscito a violare ben due tabù: prima vittoria ai danni dell’Argentina in Copa e primo titolo continentale. Niente male per una formazione che all’atto conclusivo ci è arrivata senza i favori del pronostico. L’Albiceleste farà un solo boccone dei padroni di casa, si diceva alla vigilia. Ma non è andata esattamente così. Al contrario, l’undici di Sampaoli la finale l’ha affrontata a testa alta. E con coraggio. Son stati Vidal e compagni a comandare il gioco dall’alba al tramonto del match. Son stati Vidal e compagni ad occupare militarmente la metà campo avversaria senza aver paura di prestare il fianco ai contrattacchi in velocità di Messi, Aguero e Di Maria (quest’ultimo uscito anzitempo per un guaio di natura muscolare). Ed è stato proprio Vidal, chissà per quanto tempo ancora juventino (a Santiago giurano che abbia in mano un accordo col Real Madrid), a sfiorare in un paio di circostanze il gol del vantaggio. Anche Sanchez poteva trovarla, a pochi giri di lancette dalla bandiera a scacchi, la rete dell’1-0. Ma l’occasione più nitida ce l’ha avuta il Pipita, che ad una manciata di secondi dal fischio finale a porta vuota ha calciato sull’esterno della rete una palla che andava banalmente spinta in fondo al sacco. Ai supplementari, come era normale che fosse, si è giocato col contagocce. Di emozioni ce ne son state pochine. Di palle buone per far centro, idem. E allora Cile e Argentina, dopo 120 minuti quasi epici e indubbiamente combattutissimi, la Copa se la son dovuta giocare ai rigori. L’hanno spuntata i primi, grazie agli errori decisivi di Higuain e Banega e allo scavetto magico del Nino Maravilla. Per i vice campioni del mondo è la terza finale persa in otto anni. Ma tra dodici mesi avranno la possibilità di rifarsi: per celebrarne i cento anni di vita, la Coppa America sarà rimessa in palio negli States a giugno del prossimo anno. Luca Russo

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4 pensieri riguardo “COPPA AMERICA / CILE-ARGENTINA 0-0 (4-1 dcr)

  • 5 Luglio 2015 in 10:30
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    L’Argentina è la sfiga fatta a persona. Mai vista una nazionale così forte non raccogliere mai niente.

    • 5 Luglio 2015 in 13:13
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      L’olanda degli anni 70 non ė stata da meno…

  • 5 Luglio 2015 in 15:21
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    Però, e non mi rivolgo a chi finora ha commentato questo articolo, basta con la solfa del Maradona resterà per sempre meglio di Messi. Per quanto mi riguarda, è esattamente il contrario. Messi, tutto quello che ha vinto, lo ha vinto nel rispetto delle REGOLE. Vocabolo, questo, sconosciuto a diversi sportivi. Quell’altro, al contrario, ciò che ha vinto, lo ha vinto in barba alle REGOLE (uno che ha bisogno di stupefacenti, non rende quando è in astinenza, mica il contrario, checché ne dicano i suoi estimatori). C’è gente che si è vista giustamente interrompere la carriera dall’antidoping. Lui solo quando il suo lo aveva ormai dato. E poi quel gol di mano al mondiale 1986, che certi giornalisti e tifosi ipocriti e doppiopesisti fanno passare per un colpo di genio invece che una furbata, l’avesse fatto uno juventino oppure un tedesco o un francese, saremmo ancora qui a discuterne. E a discutere di una ladrata. Ma dal momento che l’ha fatto Maradona – uno che peraltro blatera a sproposito sulla sporcizia del calcio e però ha un debito enorme col fisco italiano, debito che si ostina a non saldare – va bene a tutti. Deve andare bene a tutti. Pure a chi non intende allinearsi al pensiero diffuso. E no! Tra uno come Maradona ed uno come Messi, io scelgo SEMPRE Messi. Un campione fuori dal campo ed anche sul rettangolo di gioco. Mi dispiace che ieri abbia perso, non mi dispiace per i suoi connazionali, che – alla pari dei brasiliani – si ritengono depositari di una superiorità che invece non gli appartiene. Per questo, e per altre ragioni, ho esultato agli errori di Higuain e Banega e allo scavetto magico di Sanchez.

    VAMOS CILE! VAMOS CILE! VAMOS CILE!

  • 5 Luglio 2015 in 22:30
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    Rigira pure le Frittate ke vuoi e Minestroni anke

    Ma Diego Armando è il Calcio altro ke Balle !!!!

    IL Paragone con Messi NON esiste dai làhahahah

    Informati perkè il Doping esiste da Secoli !!!!

    Grazie Diego x la MANO e NON solo !!!!

    Blatter è stato Beccato Finalmente era Orahahahah

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