venerdì, Maggio 24, 2024
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IDEA ALLENATORE/ MASSIMO MORGIA, UNO SCOMODO A CUI PIACE IL CALCIO PULITO

(Alessandro Dondi) – Nell’attesa che la Federazione accolga la richiesta di affiliazione di Parma 1913, la qualcosa dovrà avvenire in tempi brevissimi essendo fissato per il 6 luglio il termine perentorio per la richiesta di iscrizione in sovrannumero al campionato di serie D, ecco che mi diverto un po’ a scandagliare questo mondo, nuovo-almeno per me che per ben venticinque anni mi sono ubriacato di serie A- e senz’altro affascinante. Dopo Luca Prina, nome che continuo a ritenere assai valido e figura in possesso delle qualità umane e tecniche giuste per il “nuovo inizio”, ecco che si affaccia nelle mie fantasie un altro nome, quello di Massimo Morgia. Chi è Massimo Morgia? I più assidui divoratori di quotidiani sportivi ricordano il suo nome legato ad un episodio assai grave, di cui furono vittime due giocatori della Juve Stabia – squadra allenata proprio da Morgia – insultati, aggrediti ed inseguiti da un gruppo di facinorosi poche ore dopo la sconfitta casalinga della Juve Stabia in casa contro il Lanciano. Era il 1° dicembre del 2008 e all’indomani di quell’agghiacciante accadimento l’allenatore dei campani, a propria volta fatto oggetto di minacce, si dimette: troppo grave successo, un gesto di vigliaccheria ed inciviltà fuori da ogni limite, specie per chi ama un calcio pulito. Le sue dimissioni non sono semplicemente un addio a Castellammare di Stabia, sono l’addio al mondo del calcio. Un mondo del calcio che torna a riabbracciarlo nel 2011 quando l’amico Walter Novellino lo convince a seguirlo come vice nell’avventura a Livorno. La carriera di Morgia, nato a Roma il 7 aprile del 1951, è una carriera lunga, che lo vede protagonista in serie C2 fin dall’inizio degli anni novanta quando guida Sarzanese, Poggibonsi, Pavia e Viareggio, prima di approdare a Marsala. Alla guida dei siciliani, nella stagione 1997/98, vince il campionato e conquista la promozione in serie C1. Un risultato che gli vale la chiamata dei ben più blasonati rosanero, sulla cui panchina sfiora immediatamente la promozione in serie B, giungendo secondo. L’anno successivo verrà esonerato, per poi iniziare un lungo pellegrinaggio che lo porta ad allenare Savoia, Catanzaro, San Marino, Foggia e di nuovo Pavia, sempre tra serie C1 e serie C2, mantenendo sempre la categoria.  Poi è la volta della Juve Stabia, seguita da tre anni sabbatici prima del ritorno da vice di Novellino e poi la decisione di riabbracciare quel mondo che sente comunque ancora suo: dal 2013 al 2015 è vincitore di ben due campionati di serie D, prima sulla panchina della Pistoiese e poi su quella della neonata Robur Siena, con la quale conquista anche lo Scudetto di serie D in finale ai rigori contro l’Akragas. Ed ora è senza panchina. In un intervista rilasciata pochi giorni fa ad ilovepalermocalcio.com ha confidato di non avere ricevuto ancora nessuna chiamata. Che si tratti di un caso ? probabilmente no, chi lo sa, forse siamo di fronte ad un personaggio scomodo, che da anni conduce una propria personale battaglia per un mondo del calcio più pulito, un calcio che ad oggi-troppo condizionato dal business “ha perso la misura di tutto, colpa anche dei diritti Tv che hanno fatto divenire la vittoria talmente fondamentale da spingere a fare di tutto per conquistarla”. Il suo è un grido di dolore, ma anche la consapevolezza che esistono dei modelli, ad esempio quello inglese o tedesco, in grado di riequilibrare le forze in campo, facendo sì che il business non uccida lo sport più amato dagli italiani. Un uomo dalle idee chiare, con una propria ricetta per valorizzare il settore giovanile,imponendo alle società di A e B di nominare un coordinatore unico per il proprio vivaio, con l’obbligo che questi rendiconti periodicamente alla Federazione lo sviluppo del processo formativo, anche qui sul modello tedesco, lo stesso modello che fin qui ha ispirato il “nuovo inizio”. Che sia la volta buona? Alessandro Dondi

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

Un pensiero su “IDEA ALLENATORE/ MASSIMO MORGIA, UNO SCOMODO A CUI PIACE IL CALCIO PULITO

  • Beh, un esperto di campionati minori. Farebbe al caso nostro.

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