IL COLUMNIST / GIGI APOLLONI COME SIR ALEX FERGUSON?

(Luca Russo) – Da calciatore, e in modo particolare da calciatore del Parma, le ha vinte quasi tutte: due Coppe Italia, due Coppe Uefa, una Supercoppa Italiana, una Coppa delle Coppe ed una Supercoppa Europea. In Nazionale (15 presenze e una sola rete) ha conquistato l’argento ai mondiali statunitensi del 1994. Da allenatore, almeno fin qui, ha ottenuto assai meno successi: appena una Coppa di Slovenia col Nova Gorica nel 2014, impreziosita da una manciata di salvezze. Snocciolata così, la carriera di Luigi Apolloni, tecnico del neonato Parma Calcio 1913, per adesso possiamo considerarla speculare rispetto a quella di un mostro sacro della panchina come Alex Ferguson. Lo scozzese, DSC07707originario di Glasgow, ha vinto non troppo da atleta, ma tantissimo da allenatore. E ai tempi dell’Aberdeen, società con la quale si è definitivamente consacrato – dopo essersi fatto le ossa al Saint Mirren – e ha vinto tra le altre cose la Coppa delle Coppe 1982/1983 battendo in finale nientemeno che il Real Madrid; e a quelli del Manchester United, che ha raccolto da un angolo e proiettato sul tetto d’Europa e del mondo, portandolo a conquistare ben 38 trofei durante i suoi 26 anni di permanenza in panchina. Tuttavia, sebbene le premesse lascino pensare l’esatto contrario, Apolloni potrebbe diventare per il Parma ciò che il Sir è stato per il Manchester United fino ad un paio di anni fa. Specificato che i due hanno avuto sviluppi professionali speculari, va detto anche che c’è un aspetto, un dettaglio, una sfumatura che invece li accomuna. O potrebbe accomunarli, da qui in avanti. Mi spiego. Al netto dei suoi successi sulla panca dell’Aberdeen, che comunque non devono e non possono passare in secondo piano, Alex Ferguson è diventato Alex Ferguson quando nel 1986 si ‘sposò’ con lo United: una volta giunto alla corte dei Red Devils, ebbe il coraggio di far tabula rasa, mandare in pensione la vecchia guardia e puntare tutto sui migliori prodotti del settore giovanile. Volle, insomma, ripartire da zero. E dalla linea verde. È stato grazie a bandiere quali Giggs, Beckham, Scholes e Neville – e cioè talenti allevati dalla ‘cantera’ dei Diavoli Rossi – che il Sir ha restituito lustro, gloria e trofei – ripetiamo: la bellezza di 38 in 26 anni – ad un club che era reduce da almeno due decenni di insoddisfazioni e di quasi anonimato. Anche Luigi Apolloni dovrà ricominciare daccapo. Non per sua scelta o per la necessità di ridare brio ad una squadra già in vita, ma perché la società che lo ha ingaggiato, e cioè il Parma, è stata azzerata dal fallimento. Va da sé che non è corretto considerare identiche le condizioni di partenza dello scozzese e quelle del frascatano. Però, insomma, siamo lì. Apolloni, come Ferguson, ripartirà dai giovani (ma non solo). Apolloni, come Ferguson, dovrà lavorare ed allenare con coraggio e senza il benché minimo timore di assumere posizioni scomode o prendere decisioni impopolari. Apolloni, così come Ferguson su quella del Manchester, potrebbe restare sulla nostra panchina molto a lungo (e sarebbe il miglior spot per pubblicizzare il calcio biologico che il nuovo Parma ha in mente di proporre). Ma a una condizione: e cioè che Apolloni, come Ferguson, porti a termine la missione per la quale è stato ‘convocato’: vincere. Il Sir impiegò tre anni per regalare la prima gioia ai tifosi dei Red Devils. Gigi, anche se nessuno ce lo dirà o lo dichiarerà apertamente, è costretto a centrare il bersaglio grosso al primo tentativo. E gli altri in rapida successione. Perché Parma ha voglia e bisogno di calcio che conta. Luca Russo

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15 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / GIGI APOLLONI COME SIR ALEX FERGUSON?

  • 31 Luglio 2015 in 11:31
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    Calma con i paragoni che poi si creano troppe aspettative.

    • 31 Luglio 2015 in 11:32
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      Prego giudicare dopo aver letto l’articolo. Grazie

      Cordialmente

      Gmajo

      • 31 Luglio 2015 in 11:47
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        Solo il fatto di poterlo vedere come possibile nuovo Ferguson è una cosa che non mi piace. Nessun paragone, nessuna celebrazione del calciatore che fu. Lasciamolo lavorare in pace 😉

  • 31 Luglio 2015 in 12:10
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    Ferguson è stato un grande ovunque sia stato dagli inizi portando St Mirren in massima seria scozzese, per poi essere esonerato l’anno dopo, portando dopo Aberdeen, squadra sconosciuta , in Europa e vincendo, per finire con il United. Allenatore che poi è rimasto fedele alle sue quadre per più anni, oramai in Italia non si trovano allenatori in massima serie così.
    Se Apolloni fa la carriera di Ferguson allenando il Parma per tanti anni, allora sì che non ci potremo lamentare.

    • 31 Luglio 2015 in 13:55
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      In Italia NON si Trovano Allenatori Così ????

      NON ne Abbiamo Bisogno x Fortunahahahah

      Etòr ke Canelì dai làhahahahah

  • 31 Luglio 2015 in 12:56
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    non vedo nessuna analogia per il momento.
    Apolloni ha vinto molto da giocatore e Ferguson no
    Ferguson ha vinto esageratamente da allenatore e Apolloni quasi niente.
    Ferguson quando è andato al MU ha sviluppato una sua strategia societaria azzerando tutto, Apolloni riparte azzerato per forza di cose.
    Ferguson ha puntato sulla cantera e Apolloni manco ce l’ha, i giovani che giocheranno sono per obbligo di lega e non per scelta tant’è che finora i giocatori di cui si parla sono piuttosto stagionati.
    Perchè fare delle forzature sig. Columnist? siamo unici! 🙂

  • 31 Luglio 2015 in 13:22
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    Io sono dell’idea che per un allenatore essere paragonato ad un “grande coach” (Stramaccioni il nuovo Guardiola! Inzaghi il nuovo Ferguson!) porti leggermente sfortuna (oltre che sia totalmente fuorviante…)

    Io spero che Apolloni – che se proprio vogliamo dirla tutta non ha una carriera da coach finora splendida e splendente, nonchè non si possa nemmeno considerarlo come “esperto della categoria”, profilo tipo un Franzini… – riesca a dimostrare di essere un “ottimo allenatore” e soprattutto un “costruttore” (di idee, di giocatori etc.)

    Ma eviterei – ovviamente IMHO – di fare questi paragoni. Buon lavoro!

  • 31 Luglio 2015 in 16:13
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    Prego dire queste cose dopo averlo visto alla provs.Potrebbe non mangisre nemmeno il panettone a Parms se parte male e prosegue peggio.Le aspettative sono tante, fare passi falsi creerebbero turbative IMMANI.

  • 31 Luglio 2015 in 17:40
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    Majo, siccome abito in America e posso venire allo stadio solamente a dicembre ho paura che non ci sia più posto per me in curva nord,visto che probabilmente sara’ esaurita con gli abbonati. Potrei fare l’abbonamento ma non voglio togliere un posto a nessuno. Cosa mi consigli di fare?

    • 31 Luglio 2015 in 18:50
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      Ok, al momento sono disponibili però solo i tagli da 99 e 199 euro, essendosi esaurita l’offerta on line da 25 euro che tornerà, da martedì 4 agosto, in occasione della apertura degli sportelli del Tardini e nelle filiali di Parma e Provincia di Cariparma.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 31 Luglio 2015 in 19:17
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        Direttore, ti ricordi quella sera a sala baganza alla festa del centro di cordinamento. Cosa ti avevo detto su i numeri di abbonamenti che avremmo fatto…..più di 8000 e vedrai che non mi sbaglio! Ma se passiamo gli 8000 Il sig.Carra mi deve una cena! Tuo fedelissimo lettore!

        • 31 Luglio 2015 in 19:46
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          Ciao benny, grazie…

          Il fatto è che 8.000 abbonati superano i 7.500, limite per ora massimo per non incappare nelle pastoie burocratiche di biglietto nominativo, tessera tifoso etc…

          Cin Cin

          Gmajo

      • 31 Luglio 2015 in 20:11
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        Majo, vi consiglio di lasciare 200/300 posti liberi in curva così posso prendere il biglietto singolarmente, cosa ne pensi?

        • 1 Agosto 2015 in 11:57
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          Allora piuttosto fai direttamente l’abbonamento in curva e stop. Oppure non lo fai e quando vieni vai in tribuna… Non condivido l idea di lasciare centinaia di posti vuoti x chi viene poco (e magari non verrà x nulla) a discapito di chi vuole abbonarsi e magari andare allo stadio tutte le domeniche. Cmq “Accontentarsi” della tribuna non mi pare una cosa cosi brutta anche se si è abituati alla curva

  • 1 Agosto 2015 in 20:49
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    Ciò che proprio non mi piace nel dibattito calcistico (ma la stessa cosa accade negli altri sport discussi da chi non li ha mai praticati) sono esaltazione fulminea e depressione immediata. Piripicchio azzecca una partita ed è giá il nuovo Ronaldo, ma basta. Apolloni è Apolloni, se fará strabene sará Apolloni, se fallirâ sarâ Apolloni. Non potete togliere alle persone la condizione pur minima di essere se stessi ed avere una propria ed unica identitá, cavolo !

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