IL J’ACCUSE DEI CURASTARS: “GRAVI VIOLAZIONI DEL COLLEGIO SINDACALE: NON RILEVATE IMPORTANTI IRREGOLARITA’ CONTABILI E DI GESTIONE E PLURIMI INADEMPIMENTI”

(gmajo) – I curatori Angelo Anedda ed Alberto Guiotto hanno depositato ieri, martedì 7 luglio 2015, nella cancelleria del tribunale i progetti dello stato passivo e di accertamento dei diritti di terzi sui beni mobili e immobili di coloro che hanno presentato domanda di ammissione o di rivendica e restituzione del fallimento del Parma F.C. Spa: lunedì 20 luglio ci sarà la relativa udienza sullo stato passivo con il giudice Pietro Rogato che sigillerà (come già era avvenuto il mese scorso per il “debito sportivo”) o meno le proposte dei “curastars”. Il debito riconosciuto ammonta a oltre 62 milioni di euro; 4 milioni e 800.000, invece, non sono stati ritenuti “debito legittimo” e pertanto non saranno pagati. Tra i creditori esclusi, come rileva Parma Quotidiano in un articolo a firma di Pierluigi Zavaroni che riporta stralci del documento, figurano anche le società di revisione Pricewaterhouse Cooper e Audirevi. “Si rigetta in quanto la prestazione erogata, negli esercizi per cui viene chiesta l’ammissione al passivo, non è stata conforme agli standards professionali richiesti. In particolare il revisore non ha rilevato, se non in minima parte, le gravi carenze dei bilanci della società fallita, che in realtà dovevano registrare la integrale perdita del capitale e la cessazione di ogni continuità aziendale già al 30 giugno 2013, omettendo di formulare un giudizio radicalmente negativo già sul bilancio dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2013, e così fra l’altro concorrendo anche al deterioramento del patrimonio della società decotta”. Secondo i Curastars le società di revisione avrebbero chiuso gli occhi sulle “plusvalenze fittizie”,  sulla “sistematica politica di differimento nell’emersione di costi, al fine di esporre una situazione finanziaria sempre apparentemente in linea con i requisiti di vigilanza, con conseguente, imponente e progressivo aggravamento del passivo, e quindi del dissesto” e sulla “adozione di tecniche di redazione dei bilanci di esercizio idonee ad ostacolare e/o ritardare la percezione in capo ai creditori, ai terzi ed agli altri strumenti di controllo, del dissesto sociale e della perdita di continuità aziendale”.

Non meno severo il giudizio espresso sull’operato del Collegio Sindacale, la cui attività “espletata sino al luglio del 2014, è stata prestata in grave violazione dei doveri che la Legge ascrive alla carica, senza la dovuta diligenza omettendo l’obbligatoria vigilanza sui fatti di gestione nonché l’adozione di tutti gli strumenti messi a disposizione dall’ordinamento giuridico per elidere o quantomeno contenere gli effetti della situazione di dissesto in atto già, quantomeno (e con salvezza degli accertamenti ancora in corso) alla data del 30 giugno 2013 (come sinora emerso dalle ricostruzioni della Curatela) quando il Patrimonio netto (come riclassificato) esponeva un saldo riconoscibilmente negativo ed il capitale sociale risultava integralmente perso, così come le condizioni per la continuità operativa. L’instante inoltre, non ha provveduto a rilevare alcune importanti irregolarità contabili e di gestione, ponendo così in essere plurimi inadempimenti tutti di gravità tale da aver prodotto un deterioramento del patrimonio della Società decotta, con grave pregiudizio anche per la Massa creditoria”. Anedda e Guiotto li accusano delle stesse mancanze delle società di revisione, ma aggiungono pure “l’adozione di condotte descrivibili in termini di irregolare ricorso al credito, il compimento di atti che hanno disperso ricchezza, quali i pagamenti verso parti correlate e verso soggetti a fronte di prestazioni di nessuna utilità per la società decotta, l’adozione di tecniche di redazione dei bilanci di esercizio idonee ad ostacolare e/o ritardare la percezione in capo ai creditori, ai terzi ed agli altri strumenti di controllo, del dissesto sociale e della perdita di continuità aziendale e la mancata adozione di razionali strumenti di pianificazione strategica, e la predisposizione di assetti organizzativi palesemente inadeguati alle dimensioni ed alla natura dell’attività esercitata”. E’ palese quindi che saranno mosse azioni di responsabilità “in misura enormemente superiore alla pretesa creditoria dell’instante”.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

44 pensieri riguardo “IL J’ACCUSE DEI CURASTARS: “GRAVI VIOLAZIONI DEL COLLEGIO SINDACALE: NON RILEVATE IMPORTANTI IRREGOLARITA’ CONTABILI E DI GESTIONE E PLURIMI INADEMPIMENTI”

  • 8 Luglio 2015 in 09:58
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    Si ma nessuna menzione per il Ghiro e l’altro?

    • 8 Luglio 2015 in 10:01
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      Quanto sopra riportato era contenuto nello stato passivo. Le azioni di responsabilità saranno fatte più in là.

  • 8 Luglio 2015 in 10:06
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    pensa un po che i signori del “se non ci fosse ghirardi chissa’ dove saremmo” sono gli stessi che perculavano e perculano gli industriali di Parma e che adesso per ovvie ragioni di merda da sgagnare sperano che il parma vada ai Corrado.
    Bilancio 2013 ? piu’ o meno da quando e’ iniziata la mia guerra personale con costoro,adesso con la panza per aria me ne sto come quel cinese seduto sulla riva del fiume….

    • 8 Luglio 2015 in 17:57
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      T sbagli visto che subito tutti erano x ghirardi 99.9%
      sono discorsi che nn stanno in piedi..

  • 8 Luglio 2015 in 10:09
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    Lettera aperta al sidaco PIZZAROTTI, al Vescovo della dipcesi. e al Questore di Parma. ________________________________________________________________Sindaco esigiamo in centro due busti in bronzo per ricordare i nostri benefattori TOMMASO e PIETRO.______Vescovo della diocesi.si attivi con chi di dovere in Vaticano affinche Tommaso e Pietro siano considerati per quello che sono e cioè DUE SANTI. VIVENTI, in eccellenza dello sport italiano_______Questore, se anche ci sono state delle distrazioni da parte di San Tommaso e San Pietro, stralci tutto e se la prenda invece con chi non avendo lavoro, petr dare da mangiatere ai propri figli è costretto a rubare in un supermercato,un tozzo di pane.Sono questi i veri delinquenti non certamente San Tommaso e San Pietro.

  • 8 Luglio 2015 in 10:26
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    Vi rendete conto che siamo andati a Carpenedolo a ballare in piazza e a far guadagnare pizzaioli e baristi baristi intimi amici dell’uomo palla? I FORCONI DOV’ERANO?

  • 8 Luglio 2015 in 10:38
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    Mahhh…sti’ curastar sono in crisi d’astinenza da presenza mediatica…fino a 10 giorni fa a Parma eerano piu’ popolari di Obama e la Merkel…si parlava delle aste fallimentari piu’ della crisi greca e dei migranti….ora invece stanno tornando nel grigio anonimato che li alberghera’ da ora in avanti….
    Ed accettarlo per due candidate starlette come loro e’ dura….
    E allora se ne vengono fuori con queste ovvieta’….se ho ben capito ci stanno dicendo che i signori revisori dei bilanci hanno certificato l’incertificabile e mai segnalato alcunche’ a nessuno…
    Bene, ora sappiamo grazie a loro che forse l’acqua e’ bagnata…
    Ma quando mai i “revisori dei conti” (pagati da una societa’ per certificarne il bilancio) avanzano perplessita’,paure e dubbi a proposito di quella societa’….
    La lehman brother’s e’ fallita un bel lunedi’ mattina, con tripla A il venerdi’ sera e il bilancio certificato da questi signori….
    Ma non vogliamo proprio mai imparare una fava…?…
    Ma perche’?….

    • 8 Luglio 2015 in 10:59
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      Egregio ghirardello,

      i curastars non hanno emesso alcuna nota, né hanno rilasciato alcuna intervista, dunque non sono andati alla ricerca di visibilità. I contenuti esposti nell’articolo, come esplicitato nell’incipit, sono stati estrapolati dal progetto di stato passivo depositato ieri. E Parma Quotidiano e il sottoscritto non hanno fatto altro che riportare le frasi salienti ivi contenute circa la condotta non certo lodevole del collegio sindacale e della società di revisione.

      Non si tratta di acqua calda come semplicisticamente contrabbanda lei, anche perché loro, al contrario di lei che su un sito web elargisce patenti a tutto e tutti, prima di lanciare pesanti accuse si documentano sugli atti.

      Poi che i revisori dei conti siano pagati dalle società stesse che devono controllare è una stortura e un controsenso, ma direi che è questa l’acqua calda.

      Saluti

      Gmajo

      • 8 Luglio 2015 in 12:51
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        concordo totalmente e per quanto concerne i reati fallimentari spero che l’Autorità Giudiziaria proceda celermente

        • 8 Luglio 2015 in 14:54
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          Stai fresco caro Pier Luigi !

  • 8 Luglio 2015 in 10:47
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    Bene, chi ha sbagliato deve pagare fino all’ultimo.

  • 8 Luglio 2015 in 10:47
    Permalink

    C’è crisi nelle vocazioni.Lo ha detto anche Papa Francesco. Io saprei dove attingere queste vocazioni. Uno che ha vocazione deve subire qualsiasi angheria col sorriso sulle labbra, deve prenderla in quel posto e poi dire “grazie amico, fai pure” deve porgere sempre l’altra guancia e se ha preso un pugno restituire non un pugno ma una carezza, deve dimenticare subito il torto subito e perdonare subito chi glielo ha fatto, per fare valere le proprie ragioni non usare mai FORCONI ma fare solo i COGLIONI. Fare insomma il bravo bambino, fare in parole povere, la figura del CIOCCOLATINO
    ……QUESTO È IL RITRATTO iDEL TIFOSO DEL PARMA e marcatamente quello dei Boys.La vocazoone spirituale è in loro innata.

  • 8 Luglio 2015 in 11:03
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    Tradotto: bancarotta fraudolenta, dato che le varie irregolarità di gestione ed alterazioni contabili che hanno causato danno ai creditori, sono state compiute dagli amministratori della società, oltre al palesato ed inadeguato intervento degli organi di controllo, sindaci e revisori.

    • 8 Luglio 2015 in 11:52
      Permalink

      Un conto sono le responsabilità amministrative e di gestione rimarcate dai Curastars, un conto eventuali rilievi penali di quelle condotte che spettano alla Procura della Repubblica, che già da mesi ha aperto un fascicolo per bancarotta fruadolenta nei confronti di Ghirardi, Leoarndi, Preti e Di Taranto.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 8 Luglio 2015 in 11:06
    Permalink

    Al di là della vicenda Parma, spesso i ruoli di sindaci e revisori, non sono presi in considerazione come dovrebbero nei casi di default e di tenute della contabilità quando non truffaldine per lo meno “fantasiose”. Le responsabilità penali saranno eventualmente appurate dai giudici, ma le repsonsabilità di società di revisione e collegio sindacale, si evincono leggendo i bilanci; non ci vuole un luminare in economia e finanza per capire ben prima del decretato fallimento che il Parma era un’azienda insostenibile, se non con corposi aumenti di capitale che non sono mai stati fatti. Senza parlare delle plusavlenze, vero “cancro” del calcio. Nessuna porta reali entrate finanziare, e spesso sono gonfiate a piacimento per far tornare i conti d’esercizio, ma a livello patrimoniale gli effetti sono spesso e volentieri deleteri, in quanot trattasi il più delle volte di mere scritture contabili con scarsa rilevanza dal punto di vista dei flussi finanziari. PWC non era anche società di revisione Parmalat ai tempi del default? O la memoria m’inganna?

    • 8 Luglio 2015 in 11:40
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      Stadiotardini.it, nella rubrica economist (http://www.stadiotardini.it/category/economist/) ha pubblicato – analizzati dal commercialista Luca Marotta – i vari bilanci del parma fc a partire dall’esercizio chiuso al 30 giugno 2012 in poi, evidenziando, inascoltato, criticità, per altro alcune delle quali annotate dagli stessi revisori tra cui ad esempio le “tensioni di liquidità”.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 8 Luglio 2015 in 13:36
        Permalink

        Direttore grazie della risposta. Ho riletto quanto pubblicato dal Dott. Marotta, che dire, la fotografia da lui esposta già in passato conferma che ad un occhio anche parzialmente allenato ai numeri (mi riferisco a me, non certo al Commercialista vostro collaboratore che di allenamento ne ha ben più del mio!) le conclusioni cui si è arrivati solo quest’anno lo scorso 19 marzo, erano prevedibili, e qui il senno di poi non c’entra nulla, poiché i numeri non mentono mai. Mi chiedo come gli organi di vigilanza, ed intendo FiGC e Lega siano arrivate tardi..domanda retorica ma tragicamente vera…Analisi che sarebbe bello fare anche sugli altri club italiani ed europei, poichè penso che di soldi veri qualcuno ne giri, ma secondo me molti sono figli di “furbizie” contabili e non espressioni di reale ricchezza patrimoniale. Piccola considerazione; il fallimento del Parma è una voragine mai vista, con probabile concorso di irregolarità con rilevanza penale (ripeto, probabile, e mi fermo qui, anche se proprio grazie ai numeri ho convinzioni mie..per ora mi limito al probabile). Il Parma FC valeva circa 20 milioni di Euro (stima peritale pre aste fallimentari), un decimo dei debiti complessivi generati;qui non siamo davanti ad un default dato da malagestione, siamo di fronte a qualcuno che non solo si è schiantato con l’auto contro un muro, ma dopo oltre a raccogliere i cocci dell’auto, si è preso il muro, l’asfalto, la segnaletica veritcale e i vigili urbani che facevano i rilievi. Ecco qual è la situazione lasciata in eredità dal dinamico duo GhiLeo..con qualcosa di valore 1 hanno fatto danni per 100. Se non è un record poco ci manca…

    • 8 Luglio 2015 in 12:22
      Permalink

      Condivido in toto.

  • 8 Luglio 2015 in 11:07
    Permalink

    Aspettiamo le azioni di responsabilità ma sembra strano che non vengano richiesti provvedimenti cautelari. Il paragone regge fino li ma a Tanzi sequestrarono tutti i beni in un batter d’occhio

    • 8 Luglio 2015 in 12:56
      Permalink

      Penso che il **** (ed i suoi accoliti) abbia proceduto in tempo ad alienare tutto (purtroppo), ma la bancarotta fraudolenta aggravata non potrà togliergliela nessuno…………… spero

    • 8 Luglio 2015 in 15:02
      Permalink

      Giusto Majo la cosa mi lascia francamente sconcertato. Come e’ possibile?

  • 8 Luglio 2015 in 11:10
    Permalink

    Egregio Majo.
    Il sottoscritto non contrabbanda proprio nulla, e non elargisce patenti…..anzi,pensa casomai a mantenersi la propria visto che in un recente passato si e’ rivelata impresa di non poco conto..
    Che i suddetti non escano fuori con interviste o altro puo’ pure fare “pro domo loro”, ma che questi siano tornati nell’oblio dopo una overdose di esposizione e’ faccenda ovvia..
    L’ultimo punto invece e’ proprio il problema focale…il nocciolo della questione , una stortura di sistema che ne inficia il corretto funzionamento di ste’ faccende..
    Ma vedo che nessuno si piglia la briga di cambiare le cose, per cui continueremo ad avere fallimenti aziendali di ogni tipo coi bilanci certificati in ordine da societa’ di revisione 3 mesi prima….e avanti…

  • 8 Luglio 2015 in 11:19
    Permalink

    Vorrei sapere cortesemente i nomi e cognomi dei componenti il collegio sindacale, per poter capire concretamente chi siano i corresponsabili del dissesto. Grazie

    • 8 Luglio 2015 in 11:50
      Permalink

      A memoria non ricordo, vedo di ricostruire precisamente e di farle sapere

    • 8 Luglio 2015 in 12:49
      Permalink

      Mario Bastianon
      Pres. Collegio Sindacale

      Maurizio ******
      Collegio Sindacale

      Francesco *******
      Collegio Sindacale

      • 8 Luglio 2015 in 12:53
        Permalink

        Egregio, quando si riportano info sensibili di questo tipo va specificato anche il periodo di pertinenza e la fonte, anche per evitare noie legali al responsabile del sito. Quindi la prego di completare dette info, dopo di che toglierò gli asterischi dai cognomi. Grazie.

      • 8 Luglio 2015 in 13:39
        Permalink

        Al presidente ho tolto gli asterischi avendo personalmente verificato sui bilanci la sua carica

  • 8 Luglio 2015 in 11:33
    Permalink

    Carissimo direttore,
    Le chiedo un aiuto per ricostruire la successione degli eventi. Il dissesto era evidente anche quando Marco Ferrari sedeva ancora nel cda? E quando è stata sostituita la società di revisione?

    Grazie e buona giornata.

    • 8 Luglio 2015 in 11:43
      Permalink

      Marco Ferrari salutò la compagnia, sbattendo la porta e inviando una dettagliata email di quello che non gli tornava, fin dal 2013.

      Non mi ricordo, invece, quando venne sostituita la società di revisione: mi riservo, semmai, di intervenire successivamente dopo essermi documentato.

      Cordialmente

      Gmajo

    • 8 Luglio 2015 in 14:25
      Permalink

      la società di revisione dal 2010 al 2014 era price waterhouse;

      Il bilancio al 30 06 2014 con relazione al 27 12 2014 ha come società di revisione AUDIREVI

      Cordialmente

      Gmajo

  • 8 Luglio 2015 in 11:43
    Permalink

    Vorrei farle, caro Majo, una domanda che non c’entra niente con il tema in questione e me ne scuso. Tavecchio, se ho ben capito, sostiene che la cordata di Corrado è sostenuta da Lucarelli che nel frattempo chiede di giocare nel Parma 1913?

    • 8 Luglio 2015 in 11:49
      Permalink

      Credo (ma al di là delle copia incollature non ho altro) che Tavecchio avesse detto che Lucarelli sosteneva i Corrado’s, ma il capitano, ora, rientra in pieno nel progetto di Parma Calcio 1913 avendo partecipato alla riunione di ieri pomeriggio a casa Ferrari con la nomenclatura del nuovo organismo

      • 8 Luglio 2015 in 11:56
        Permalink

        Fulgido esempio di inossidabile coerenza.

      • 8 Luglio 2015 in 12:00
        Permalink

        Può essere semplicemente una bandiera sventolata da Corrado che sia in conferenza e sicuramente con Tavecchio ha nominato Lucarelli ogni 2×3.

        Lucarelli nella sua intervista di un paio di giorni fa ha detto sostanzialmente che si sente del parma qualunque esso sia. Al tempo delle aste lui dice di essere stato in contatto come ormai ultimo ed unico rappresentante del parma allora moribondo anche con Piazza e persino Baraldi… credo che tifasse corrado come molti all’epoca..per la B ovvio.
        Ora se è andato a una riunione tecnica di pr1913…credo che sia chiaro..

        • 8 Luglio 2015 in 12:35
          Permalink

          Indubbiamente il capitano ha parlato con tutti, come da lui stesso dichiarato, ma la bandiera è stata sventolata assai da Corrado.
          E lo stesso Lucarelli si è speso in prima persona garantendo per i Corrado’s…

          • 8 Luglio 2015 in 13:01
            Permalink

            Infatti come dicevo bandiera sventolata da corrado.
            certo è che lucarelli dovrebbe a questo punto..che sta diventando cruciale ..& dichiarare pubblicamente di chi vuole essere bandiera..visto che per corrado dici bene si era speso …
            dico cruciale perchè forse dopo la scelta di pizzarotti ..dopo tavecchio che ipoteticamente gli fa sapere che non può non tener conto della scelta del sindaco..se anche lucarelli si esprimesse ..corrado potrebbe decidere di ritirarsi..

          • 8 Luglio 2015 in 14:29
            Permalink

            Visti i precedenti appoggi non so quanto sia confortante il placet e il sigillo di garanzia di Lucarelli :p

  • 8 Luglio 2015 in 11:48
    Permalink

    La Price e il collegio sindacale ien di bei piocion se hanno avuto anche il coraggio di insinuarsi al passivo dopo lo schifo di (non) lavoro che han fatto in questi anni. Forse era più intelligente lasciar perdere almeno di chiedere i soldi
    Ma in effetti il partner di riferimento della Price di Parma è un abituale frequentatore di Strada al Ponte Caprazucca, quindi non mi stupisce sia stato contagiato dalla piocioneria insita in quella via…
    In Strada al Ponte a dventa piocion anca lo Sceicco Mansour e riporta il PSG in serie D par fer mia al pas pu long c’la gamba.

  • 8 Luglio 2015 in 11:52
    Permalink

    Noi non sappiamo nulla quindi parliamo di nulla ma solo di cose in astratto ovviamente. Ma in teoria per un amministratore sbattare la porta e una mail non bastano per “levarsi” l’impiccio se il dissenso non viene ufficialmente manifestato e verbalizzato negli appositi libri del cda in cui vengono prese le decisioni per le quali non si è d’accordo, oltre magari ad apposite segnalazioni agli organi di controllo (collegio sindacale), che nel caso sembra siano stati pure dormienti.

    • 8 Luglio 2015 in 12:50
      Permalink

      Credo, per quel che posso saperne io, che Ferrari abbia fatto verbalizzare quel che non gli tornava.

  • 8 Luglio 2015 in 21:00
    Permalink

    “Far constare il dissenso”, deve fare l’amministratore dissenziente. Figa che paroli complichedi Davide, co sit avochet o commercialista? A penseva che at fis un barber…

  • 8 Luglio 2015 in 21:05
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    E po’ scusa veh Davide, ma se la praisuateraus è sempre a rapporto dagli industriali piocioni, e i curatori sono espressione dei poteri forti ,ti chiedo: as fan al cul von con cletor? Dammi una spiegazione verticale….

  • 8 Luglio 2015 in 21:15
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    Ghiradello invidiosello, sai cos’è uno STATO PASSIVO di un fallimento? Se non lo sai non parlare a vanvera cazzo! Ma da bambino volevi forse fare il curatore fallimentare e poi la vita te lo ha impedito? Giocando a monopoli ti offrivi inutilmente di curare chi finiva in viale dei Giardini con un albergo?

    • 9 Luglio 2015 in 00:18
      Permalink

      Mahhh ho. Cosa vuoi mai Pencroff….effettivamente qualcuno che versa in stato di passività lo conosco pure io……Taluni si possono incontrare nel viale della stazione, fiere, parcheggi un po fuori mano etc….ma non sono le frequentazioni che preferisco. ..pur rispettando i gusti e le condizioni di tutti…

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