ARIA CONDIZIONATA, di Luca Savarese / A TU PER TU CON… LORENZO PEDRONI. L’EX DIESSE DEL FORLI’: “MELANDRI, NELL’ATTACCARE LA PROFONDITA’, MI RICORDA UN PO’ INZAGHI”

(Luca Savarese) – Ieri giocavamo in spiaggia assieme: i suoi piedi deliziavano la Riviera Adriatica e le giornate, al bagno Faustina di Cesenatico ritmavano tra una lettura intensiva della Gazza, con proiezioni delle squadre per il prossimo campionato, partite a calcio saponato, partitelle al gioco del calcio della sala giochi, stipati in un nugolo di ragazzini sui pulsanti a guisa di curva da stadio, sfide a calcio tennis, incontri di 3 contro 3 sul campetto di basket all’ingresso della spiaggia, insomma l’estate, dagli anni 90 ai primi anni del duemila, era una grande ed infinita partita a 360 gradi, anzi a 360 granelli di sabbia. Io sulla destra, Cesare detto Gani in porta, dove si alternava con Valerio, Carlo faro del centrocampo, Poletti davanti e lui, Lorenzo Pedroni, detto Pedro, lì, tra l’ultima zolla di sabbia del centrocampo e le prime cunette arenose d’attacco, a dettare calcio, a danzare giocate e a farci credere, che in fondo, non eravamo inferiori a nessuno. Pensavo che sarebbe diventato un calciatore, avrebbe fatto davvero comodo a diverse squadre, ed invece, per un po’ di tempo, i calciatori li ha fiutati, seguiti e trattati come brillante diesse del Forlì. E’ con lui, in questa puntata ferragostana di Aria condizionata, (rubrica che quest’estate StadioTardini.it ospita regolarmente la domenica, ma che oggi anticipiamo a sabato appunto per la festa dell’Assunta) che scambiamo due chiacchiere, chiedendogli un suo parere su Daniele  Micio  Melandri, e non solo. Grazie in anticipo Pedro, per la tua disponibilità. Mentre ero appena arrivato a Foligno, dove mi trovo in questi giorni, la linea telefonica all’inizio era debole e lui mi ha richiamato per ben tre volte. Anche da questi particolari, si riconoscono le persone che si lasciano coinvolgere e che rispondono presente.

Il tuo omonimo, Lorenzo Jovanotti, canta l’Estate addosso. Noi, da ragazzini, avevamo il calcio addosso, d’estate, in quel di Cesenatico. Oggi io scrivo di calcio, tu hai seguito calciatori come diesse del Forlì. Grande cuore nerazzurro, allora, quando ti vedremo accanto a Thoir? Scherzi a parte, cosa si prova ad essere diesse e che vita è quella di un direttore sportivo?

“Oggi mi occupo di automobilismo, sono uscito, per ora, dal mondo del calcio e dall’universo del Forlì calcio dallo scorso febbraio. E’ un ruolo importante, che richiede di avere sempre gli occhi ben aperti, la cosa più importante è il come lo si fa, io ho cercato di farlo con serietà. E’ una mansione che richiede una grandissima razionalità”.

Quale clima si respira al Morgagni di Forlì?

“Guarda è una realtà piccola ma molto intensa che vuole sempre, come forse le piazze piccole, fare di più. Forse, però, proprio la sua dimensione piccola gioca anche un brutto scherzo, nel senso che le difficoltà si amplificano più facilmente, così come le voci, che possono farti fuori da un momento all’altro”.

Proprio al Morgagni, si è messo in luce, a suon di gol, Daniele  Micio Melandri. Che idea ti sei fatto di lui?

“E’ un giocatore che è cresciuto ogni anno di più, ha acquisito una notevole esperienza, ha fatto gol in varie categorie, ha sulle spalle e nelle gambe tanto lavoro e tanti sacrifici e sa dar fastidio a molte difese, soprattutto se impiegato da punta centrale, anche se è piuttosto atipico nel senso che non è il classico rompiscatole del centro dell’attacco, deve giocare non lontano dalla porta, perché ama il lungo e trovare la profondità. Credo che fosse disposto a giocare ancora in serie D solo di fronte ad un progetto solido e dentro al contesto di una piazza di livello, come Parma”.

Facendo un paragone, chi ti ricorda come bomber?

“Ti direi, per il modo di attaccare la profondità e di essere un pochino atipico, mi ricorda un po’ Inzaghi”.

Verrai a vederlo qualche volta al Tardini?

“Anzitutto il Parma si è mostrato abile, dopo una stagione sfortunata, a compiere questo slancio estivo grazie alla nuova proprietà, fare così grandi numeri di abbonati, dimostra che si può ripartire e si è già ripartiti con un certo entusiasmo e, la cosa, non era così scontato, dopo tutto quello che Parma ha vissuto. Se avrò occasione, verrò sicuramente, perché il Tardini è e resta uno stadio caldo, dove si respira una bella atmosfera”.

In conclusione, una tua valutazione, da amico e da addetto ai lavori, sul calcio italiano

“Ho avuto modo di osservare tanti settori giovanili e ti confesso che non mi aspettavo di trovare un’ambizione sfrenata. Bisogna capire e far capire che non si devono prima di tutto vincere partite o campionati, ma formare dei ragazzi, farli essere a diciotto anni pronti, dove pronti non vuol dire necessariamente già vincenti e già perfetti. Prima di tutto moralmente, non si può più abbassare la testa di fronte a fenomeni come doping, scommesse e violenza di gruppi ultrà. Poi, a livello politico occorre fare una vera riflessione sul potere del calcio come processo di formazione, serve un cultura della persona non del risultato e basta, a livello tecnico inoltre servono le strutture dove poter allenarsi come si deve, non occorre chissà quale invenzione”.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

13 pensieri riguardo “ARIA CONDIZIONATA, di Luca Savarese / A TU PER TU CON… LORENZO PEDRONI. L’EX DIESSE DEL FORLI’: “MELANDRI, NELL’ATTACCARE LA PROFONDITA’, MI RICORDA UN PO’ INZAGHI”

  • 15 Agosto 2015 in 11:57
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    Mi basterebbe che fosse 1/10 di Inzaghi.

  • 15 Agosto 2015 in 17:50
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    Buon Ferragosto Crociati !!!! FORZA PARMA !!!!

    Noi e Voi Uniti x un Grande Parma !!!!

  • 15 Agosto 2015 in 18:48
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    Fino a quando i due responsabili di questo fallimento non andranno NON AGLI ARRESTI DOMICILIARI ma in galera per un bel po’ io non crederò più né nella giustizia né nel calcio perché sarebbe tutto marcio e puzzolente e chi non crede a questo, si tolga il prosciutto che ha davanti agli occhi e ibyappi dal maso per non sentire il fetore della carogna

  • 15 Agosto 2015 in 18:54
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    io no so sti addetti ai lavori se con queste terminologie cercano di intortare le menti deboli,cazzo vuol dire attaccare la profondita’ poi; forse che il campo sia piu’ lungo di 110 metri ?,ce lo vedo melandri che scavalca la pezzani e corre verso i campetti di via zarotto ,bah

  • 15 Agosto 2015 in 19:20
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    Majo per l’amichevole di sabato prossimo al tardini come fa uno a dimostrare di aver fatto l’abbonamento da 199 e non pagare l’ingresso?
    Grazie

    • 15 Agosto 2015 in 22:31
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      Mostra la ricevuta, come scritto nel comunicato

      Cordialmente

      Gmajo

  • 15 Agosto 2015 in 23:05
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    La verità’ le fa male come diceva una volta Caterins Caselli caro il mio Majo.Io ho messo il dito nella piaga e lei il mio post nel cestino. OCCHIO NON VEDE,CUORE NON DUOLE. Chapeau naturalmente…al contrario.

    • 15 Agosto 2015 in 23:11
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      Lei non ha messo alcun dito in alcuna piaga, anche perché di piaghe non ne ho: se il suo commento è finito nel cestino è perché era ripetitivo di un altro al quale le avevo già risposto in precedenza. E se io perdo del tempo a risponderle una volta non vedo perché debba risponderle la stessa cosa una seconda volta. Se mi fa perdere tempo a risponderle sia educato almeno a leggere la risposta. E se lei ha reiterato le sue considerazioni alle quali avevo già risposto è perché non mi ha letto, in ciò mancandomi di rispetto.
      E poi l’avevo già avvertita in altre occasioni: messaggi ripetitivi=cestino. Quindi non si lamenti.
      Saluti
      Gmajo

      • 16 Agosto 2015 in 10:28
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        Lei è un maestro di GLISSATURA, ormsi anche i suoi articoli sono scritti in politichese ma resta sempre il fatto che dell’asta dei trofei del Parms non ha mai fatto un articolo.Questo è un dato di fatto IMPRESCINDIBILE amico Friz.

        • 16 Agosto 2015 in 11:06
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          Primo: non faccio articoli (adesso sono un capo ufficio stampa e non un giornalista). Quindi non sono scritti affatto, altro che politichese.

          Secondo: anche facessi ancora articoli le ho già spiegato l’altra volta che queste robe di colore (perché non di altro si tratta) che tanto piacciono ai giornalisti moderni non mi attizzano, perché è solo roba spettacolare e superficiale senza uno straccio di approfondimento.

          Terzo: StadioTardini.it ha ospitato il comunicato stampa della Curatela con tanto di copia dell’intero inventario

          Quarto: Che i trofei del Parma venissero messi all’asta lo sapevo/sapevamo da tempo, essendo una delle fonti di recupero risorse da parte della curatela.

          In conclusione: non so cosa vorrebbe sentirsi dire da me, a proposito dei trofei, né col mio cervellino 4,8 gr. capisco cosa c’entrino i trofei medesimi con la supposta spilorceria dei soci di Parma Calcio 1913, spregevole luogo comune che lei continua a dispensare senza senso.

          Saluti

          Gmajo

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