ARIA CONDIZIONATA di Luca Savarese / IL CAMPIONATO ITALIANO SI CONFESSA CON STADIOTARDINI.IT, IN QUESTA LETTERA INDIRIZZATA AI SUOI APPASSIONATI

(Luca Savarese) – Finalmente ci rivediamo, non ne potevo davvero più. Si, certo, va bene alcuni giorni di vacanza, ci vogliono e ci stanno, me li godo tutti, ma poi basta. Poi, non vedo l’ora di risentire il profumo, quel profumo di campi alcune ore prima dell’inizio delle partite, le mie partite, le partite del campionato. Mi danno tre mesi di ferie, come gli insegnanti, ma io sulla cattedra, pardon sul campo, ho una gran voglia di ritornare già dalle prime settimane di luglio. Dove e quando vado in vacanza? A giugno, mi piace alternare un po’ di buon mare con dei rilassanti monti e poi, ho già voglia di mangiare l’erba: Bentegodi, Curi, Zini o Tardini che sia, solo quella mi sazia pienamente.
D’estate mi offrono dei timballi di amichevoli, dei consommé di triangolari, dei tramezzini di Coppa Italia, ma non mi soddisfano come le sfide che si giocano a casa mia, in via delle emozioni al numero 1 (perché ogni emozione è e resterà unica, anche nell’era della goal line technology e della vivisezione delle immagini del pallone), piano terra, anzi piano prato, sia che sia reale o sintetico è sempre erba di casa mia, citofono Campionato Italiano.
La mia casa è grande e c’è spazio per tutti: 4 stanze, una, la più ampia, per la serie A: qui la mobilia, costa cara e c’è l’idromassaggio. C’è quindi una stanza ben arredata ma sostanzialmente sobria, adibita per la serie B. Ecco in seguito una camera con i letti presi da Ikea destinata alla Lega Pro ed infine spunta una stanzina piccola, ma colorata e ruspante, con un lettino, una abat-jour, un comodino, una damigiana di legno antico con sopra un mazzetto di fiori finti, questa si chiama serie D, sembra un deserto, ma contiene un grande desiderio con i tacchetti bullonati da una sana combattività.
Si chiamano dilettanti forse, anche perché, hanno una missione maggiore rispetto a quanto accade nelle altre stanze più patinate: divertirsi e divertire le proprie città, il proprio pubblico, i propri amici. Questa quarta stanza, la più piccola, ha il compito più grande, giocare bene nello stretto, sognare in grande dentro a campetti piccoli piccoli.
Io, il campionato, amo immensamente queste mie quattro stanze e, guai a chi me le tocca. Quando mi allontano un attimo da loro, continuo a pensarle e immagino come si sentono, cosa vivono, come si preparano al ballo dell’andata e del ritorno. Io sono una cosa seria ma che rasserena milioni di persone forse troppo serie, io sono un passatempo atavico che ritma e distende il tempo, che senza di me, sarebbe solo un calendario con i giorni ma senza le giornate, una settimana ma senza le partite, un minutaggio asettico senza l’incanto del novantesimo.
Duro nove mesi come una gravidanza, dentro la mia pancia può succedere di tutto. Non voglio mai sapere in anticipo il nome di chi a maggio, taglierà prima i traguardi e, uscendo dalle mie stanze, griderà di gioia. Amo gustarmi attimo per attimo le mie squadre e le loro storie. Sono datato ma contemporaneo, maturo ma bambino, quercia valida e fragile fiorellino, sono io, il campionato italiano. Prendo per nove mesi le vostre squadre sulle mie spalle e voi, tifosi e seguaci, vi tengo nelle mie mani.
serieACerto loro, e voi, mi date dei segnali, ma sono io a lasciare il segno ed insieme, proviamo a segnare. Ieri sono iniziati i giochi nella prima stanza, presto inizieranno anche nelle altre stanze. Vi chiedo un’unica attenzione: seguitemi senza condizionamenti né pregiudizi, dal mio primo istante a quando, il fischio di un arbitro, mi manderà in vacanza. Io vi guardo, corro e mi rilasso con voi, sono il vostro campionato.
Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “ARIA CONDIZIONATA di Luca Savarese / IL CAMPIONATO ITALIANO SI CONFESSA CON STADIOTARDINI.IT, IN QUESTA LETTERA INDIRIZZATA AI SUOI APPASSIONATI

  • 23 Agosto 2015 in 09:01
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    Carina la descrizione della D 😀

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