I METEORismi di Lorenzo Fava (EDIZIONE DILETTANTI) / LA COMPARSATA DI HERVATIN NEL PARMA VINCITORE IN COPPA DELLE COPPE ’92/’93

(Lorenzo Fava) – Per chiudere l’edizione 2015 de “I METEORismi” confezionata ad hoc per quei calciatori crociati che del mondo pallonaro dei dilettanti sono stati un emblema, più o meno rappresentativo – chi vi scrive ha deciso di prendere spunto da un commento arrivato un paio d’anni fa: infatti, scartabellando qua e là nell’archivio storico di StadioTardini.it, ho ritrovato una richiesta dell’affezionato lettore Alfredo Zappavigna (nella foto sotto ritratto in una ospitata a Calcio & Calcio) che l’11 agosto di due anni fa aveva posto alla mia attenzione la seguente richiesta (o, meglio, segnalazione): «Tra i vari meteorismi vi segnalo Hervatin e, se proprio vogliamo andare indietro nel tempo, Bulgarani». Tra un articolo e l’altro, all’epoca avevo ritenuto più opportuno dar spazio ad altri giocatori diversamente protagonisti nel Ducato, ma il profilo di Gianluca Hervatin, centrocampista nato a Porto Torres il 1° gennaio 1974 e arrivato a Parma diciotto anni più tardi per una fugace esperienza, sembra rivelare il perfetto identikit per un “METEORismo” da dilettanti. Eh sì, perché il giocatore sardo, cresciuto nel vivaio del Tempio (club della provincia di Olbia-Tempio con cui aveva esordito e disputato 4 gare nell’allora C2), arrivò a Parma alla tenera età di diciotto anni, ritrovandosi come compagni di spogliatoio gente del calibro di Apolloni, Sensini, Benarrivo, Grün, Zola, Asprilla (giusto per menzionarne alcuni): ma da questi protagonisti, che negli anni si erano e/o si sarebbero affermati come colonne portanti del Parma che fu, Hervatin sembrò non essere in grado di carpire i migliori trucchi del mestiere per potersi imporre alla grande ribalta.

L’esordio per il giovane Gianluca – di cui al tempo si diceva un gran bene – non tardò neanche troppo ad arrivare: era il 18 gennaio 1993 quando a 6 minuti dal termine di Parma-Napoli (che sarebbe terminata col punteggio di 1-1) mise i piedi per la prima volta su un campo di Serie A un ragazzo che fino a qualche mese prima era abituato a trascorrere le domeniche in periferia. Le sue apparizioni, tuttavia, rimasero sporadiche e saltuarie, tant’è che nell’undici iniziale di mister Scala il suo nome comparve solo in due occasioni: nella sconfitta di misura contro l’Udinese del 7 febbraio (in quell’occasione Hervatin rimase in campo per tutto l’arco dei novanta minuti) e nella vittoria per 0-2 contro il derelitto Pescara del 4 aprile. Contemporaneamente, i gialloblù si stavano affermando in campo europeo, impegnati nella prestigiosa kermesse della Coppa delle Coppe: anche in questa circostanza a Hervatin venne concesse un minuto di gloria. Anzi, per la precisione furono due. Infatti, nella semifinale di ritorno, giocata tra le mura amiche del Tardini, contro gli spagnoli dell’Atletico Madrid, al centrocampista turritano venne chiesto dal coach di entrare in campo per la miseria di centoventi secondi. Rimarrà, a onor del vero, il punto più alto della carriera del nostro odierno personaggio. Sarebbe erroneo dire che fu un attore non protagonista; quella di Gianluca Hervatin fu una vera e propria comparsata in una sceneggiatura perfettamente scritta, con tanto di happy end finale: anche perché nella trionfale vittoria in finale di Coppa contro gli inglesi dell’Arsenal il suo volto non venne mai scorso sul verde prato di gioco. In Serie A, invece, le sue presenze si limitarono ad 8, di cui 2 da titolare e 6 da subentrato. Il totale dei minuti in campo della nostra meteora fa 288. Inoltre, in altre 6 circostanze entrò nella lista dei diciotto convocati: quindi, rimase tra i panchinari.

Nell’ottobre 2013, a stagione già iniziata, il centrocampista, prossimo ai vent’anni d’età, venne ceduto in prestito in Serie B, in modo da poter macinare un maggior numero di partite: all’Ancona, la sua nuova squadra, nella stagione ’93/’94 non giocò molto (appena 14 gettoni e 2 gol) e, infatti, non fu tra i protagonisti della storica finale di Coppa Italia della primavera del 1994  che i dorici riuscirono a ottenere, seppure poi dovettero inchinarsi alla supremazia della più quotata Sampdoria di Gullit e Mancini, che trionfò per 6-1 nel match di ritorno (dopo lo il pari a reti bianche dell’andata). Ma questa è un’altra storia.

Dopo la non fortunata parentesi nelle Marche, per Hervatin si aprì un vero e proprio calvario: continui infortuni alle ginocchia che lo sottoposero ad innumerevoli interventi e lunghi stop, un continuo girovagare in lungo e in argo per la Penisola e, infine, l’accorato ma quanto mai inevitabile addio al mondo del calcio professionistico. Infatti, le fugaci parentesi dal 1994 al 2000 con Monza, Modena, Novara (tutte e tre le squadre allora erano in Serie C1), Triestina e ancora Tempio (C2) furono solo l’estrema ratio di una carriera mai sbocciata, l’ultimo vano tentativo di provare a non far tramontare anzitempo il sole su un cielo da sempre coperto da nuvole. Ma i problemi fisici erano troppo pesanti per poter essere sopportati anche nel mondo dei dilettanti, in cui Gianluca approdò nella stagione 2000/2001, accordandosi con la squadra sarda della Villacidrese, all’epoca in Serie D: dopo una dozzina di partite (impreziosite da 3 reti), l’ex giocatore del Parma si accordò con il Castelsardo, compagine fresca di retrocessione in Promozione a cui diede un sostanzioso contributo (26 gol in 25 partite giocate: merito anche della posizione avanzata in cui aveva deciso di giocare, una volta sceso nel livello dilettantistico) per il pronto ritorno in Eccellenza nell’annata successiva.

imageDopo, finalmente, una stagione supportata da grandi numeri, Hervatin pensò che, forse, era tornato il momento di provare a scalare le categorie per tentare un one more time  tra i “pro”: per questo motivo accettò, nell’estate 2002, la proposta del Mezzocorona, formazione neopromossa in Serie D ed inserita nel girone C. Quindi si trasferì in provincia di Trento, ma con la società alto atesina qualcosa andò storto e, così, dopo sole 5 fugaci apparizioni, Gianluca Hervatin fece ben presto ritorno al Castelsardo, dove concluse l’annata con 6 gol in 12 presenze. Decise di appendere gli scarpini al chiodo a soli 31 anni, dopo le ultime due stagioni trascorse nelle fila del Golfo Aranci (che all’epoca dei fatti narrati disputava i campionati di Promozione in terra sarda). Solo in seguito alla sofferta decisione di smettere, Hervatin ha intrapreso la carriera da allenatore, restando sempre e comunque nei campi di periferia dell’amata Sardegna: Valledoria (2006/2007), Ittiri (2007/2008), Porto Torres (2010) e Plubium Ploaghe 1963 (dal gennaio 2014). Attualmente, però, Hervatin risulta essere senza una panchina fissa su cui accomodarsi per dirigere una squadra di calcio alle domeniche pomeriggio. Lorenzo Fava

LE PRECEDENTI PUNTATE DE “I METEORISMI di Lorenzo Fava” – Edizione Dilettanti

1. STEFANO CRISCI: DUE GOL COL PARMA, MA IN AMICHEVOLE (12.07.2015)

2. ANDREA GASPARRI, IL TERZO PORTIERE SENZA GLORIA NELLA STAGIONE 2008/2009. OGGI FA LA PROMOZIONE (19.07.2015)

3. “GEOMETRA” LUNARDINI, PREZIOSO SCUDIERO DI GUIDOLIN NEL 2009, POI SCARICATO DAL PARMA IN SERIE A (26.07.2015)

4. UN TOUCH AND GO DURATO 153 MINUTI: STORIA DEL PARMIGIANO NICOLA MORA (02.08.2015)

4 bis. ERRATA CORRIGE: IL FIGLIO DI BRUNO MORA SI CHIAMA SÌ NICOLA, MA NON HA GIOCATO A CALCIO. TANTOMENO NEL PARMA… (05.08.2015)

5.  INTERVISTA A FABIO VIRGILI: «QUELL’ESORDIO ARRIVATO FORSE TROPPO PRESTO… LE CARRIERE DEI GIOCATORI LE FANNO ANCHE LE SOCIETÀ» (09.08.2015)

6. NEL 2008 DEGANO DA EX MISE IN GINOCCHIO IL PARMA CON IL SUO PISA. PER IL 3° ANNO DI FILA GIOCHERÀ IN D (16.08.2015)

7. GIOVANNI ARIOLI, RE MIDA PER UN SOLO GIORNO (23.08.2015)

15 pensieri riguardo “I METEORismi di Lorenzo Fava (EDIZIONE DILETTANTI) / LA COMPARSATA DI HERVATIN NEL PARMA VINCITORE IN COPPA DELLE COPPE ’92/’93

  • 30 Agosto 2015 in 10:02
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    scusa ma non abbiamo mai vinto una coppa contro l’arsenal,casomai Anversa

    • 30 Agosto 2015 in 11:46
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      Grazie Antonio della segnalazione dell’errore. E’ stato un lapsus, ovviamente. Sapendo che quella finale della primavera del ’93 si era giocata nel mitico stadio di Wembley, a Londra, di riflesso (involontariamente) ho scritto Arsenal (che è, forse, la squadra più rappresentativa della capitale inglese). Sarà stata l’assonanza.
      Chiedo venia. Provvederemo a correggere il refuso anche nell’articolo.
      Saluti

      • 30 Agosto 2015 in 15:33
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        Con l’Arsenal il Parma perse la finale di coppa Coppe l’anno successivo a Copenaghen, mancando l’opportunità- per la prima volta nella storia della coppa- di vincere il trofeo per due anni consecutivi.

  • 30 Agosto 2015 in 11:16
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    Gli incidenti gli hanno stroncato la carriera. Era un ragazzo che qualche bel numero l’aveva.
    La sua storia deve insegnare ai giovani che si affacciano al calcio professionistico che qualche altra porta bisogna sempre tenerla aperta(magari studiando anche 🙂 )

  • 30 Agosto 2015 in 12:16
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    Nell’ottobre 2013, a stagione già iniziata, il centrocampista, prossimo ai vent’anni d’età, venne ceduto in prestito in Serie B.

    Intendevi ’93 🙂

    • 30 Agosto 2015 in 12:18
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      Quest’anno fava ne ha combinate più di Bertoldo nei suoi meteorismi.
      È un autore sopraffino. Con la s maiuscola…

      • 30 Agosto 2015 in 12:34
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        Se imparo a rileggere due volte i mie articoli, forse divento bravino. Ma con la s maiuscola…

        Altrimenti, ingaggerò personalmente uno che mi curi le bozze 😁

    • 30 Agosto 2015 in 12:32
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      Eeeee… porca miseria! 😔
      Chiedo ancora scusa. Sì, comunque avevi interpretato bene, Luca!

      Se non altro stavolta non ho fatto errori di calcoli matematici 😆

      • 31 Agosto 2015 in 01:03
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        Quel Luca di prima non ero io. Avevo rimandato a stasera la ricerca dell’errore ma stavolta mi hanno anticipato…

  • 31 Agosto 2015 in 00:10
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    Poi se vogliamo proprio fare i difficili , mezzocorona , essendo in provincia di trento non si puó definire altoatesino ; l’alto adige corrisponde alla provincia di Bolzano.

  • 31 Agosto 2015 in 01:07
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    Che poi non capisco: al suo arrivo nel 1992 aveva 18 anni e a ottobre 2003 era prossimo ai 20… Misteri della filosofia!

  • 31 Agosto 2015 in 01:13
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    Come non pensare quale fortuna ebbe hervatin a trovarsi nello spogliatoio Zola e Sensini un anno prima che il parma li acquistasse. Un privilegiato. Anteprima solo per lui!

  • 31 Agosto 2015 in 01:16
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    In panchina ci andavano in 5 e non in 7. Totale 16 e non 18. Altro errore…

  • 31 Agosto 2015 in 16:18
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    Sempre detto che se un giornalaio e non un giornalista… 😉

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