NEL TEST CON LA LANGHIRANESE SI E’ VISTO UN TIFO BIOLOGICO, GENUINO, A MISURA DI FAMIGLIA, ANIMATO SOLO DALLA FAME DI CALCIO, INDIPENDENTEMENTE DALLLA CATEGORIA

DSC08989(Andrea Belletti) – Il calcio a Parma non va mai in vacanza. Nemmeno la caldana ferragostana ha spento l’entusiasmo dei tifosi, e non poteva essere altrimenti per una piazza che dopo essere stata a digiuno di calcio giocato per tutto l’annus horribilis della gestione Ghirardi Leonardi si ritrova finalmente a riapplaudire i suoi beniamini sul rettangolo verde.
La tribuna piena del centro sportivo di Collecchio è emblematica di come il progetto Parma Calcio 1913 si DSC08991identifichi con il tifo cittadino. Se il proposito del nuovo corso è quello di proporre un calcio biologico, nel test con la Langhiranese si è visto anche un tifo biologico, genuino, a misura di famiglia, animato solo dalla fame di calcio, indipendentemente dalla categoria. Man mano che si avvicina l’inizio del campionato però, non basteranno più le buone intenzioni e i proclami, starà a mister Apolloni plasmare una squadra che possa proporre un gioco frizzante, arioso e soprattutto vincente.
DSC08868Poco, infatti, ha detto il test con la Langhiranese, finito 10 a 0 per poter vagliare le reali potenzialità dei crociati nel prosieguo della stagione. Per tutto il primo tempo hanno assistito a bordo campo i mister del settore giovanile Morrone e Barone. Il vivaio rivestirà importanza strategica perché nel campionato di serie D l’obbligo di schierare i giovani in ogni partita potrà cambiare gli equilibri del torneo. Sperando che resti sempre un obiettivo della dirigenza quello di ricreare un parma modello Ajax di sacchiana memoria.
DSC09014Quello del settore giovanile è ovviamente un obiettivo a lungo termine per una società che deve rinascere dalle ceneri della gestione precedente, ma forse i giovani rappresenteranno l’unica via di rilancio per un sodalizio che vuole proporsi come biologico anche nei conti societari. In un calcio malato come quello attuale probabilmente il progetto Parma può sembrare un’utopia nostalgica e romantica, ma tutta Parma spera che da queste basi possa ritornare quell’isola felice propria dei tempi di Nevio Scala. Andrea Belletti

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “NEL TEST CON LA LANGHIRANESE SI E’ VISTO UN TIFO BIOLOGICO, GENUINO, A MISURA DI FAMIGLIA, ANIMATO SOLO DALLA FAME DI CALCIO, INDIPENDENTEMENTE DALLLA CATEGORIA

  • 20 Agosto 2015 in 06:19
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    Il termine “biologico” inizia ad essere un po’ troppo abusato :D. Non vorrei fosse utilizzato come paravento.

  • 20 Agosto 2015 in 09:08
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    Buongiorno, sono d’accordo con Luca, …positivo tutto questo vento nuovo, puro e fresco, solido e serio ( dopo le passate bufere ..di ogni e di tutto …) ma…alla fine dei conti….in campo, in campionato, servirà grinta, tecnica, corsa e..tanto pedalare….
    gli avversari morderanno gambe e caviglie su ogni pallone giocabile…
    non guarderanno in faccia e non andranno per il sottile contro quella che parte come ..largamente favorita e come super potenza ammazza campionato…
    ma io poi mi chiedo…..giocatori che hanno sempre bazzicato in C, C1, Lega Pro …..per scendere di categoria, seppure in una piazza importante con un passato vincente …..
    come fanno ad accontentarsi dei famigerati …33.000 $ $$ ????
    …io la “naso” strana ….
    Ciao
    Mauro

    • 20 Agosto 2015 in 17:06
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      …misteri della biologia…

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