SOFOOT.COM: “IL PARMA E’ MORTO, VIVA IL PARMA!” – Intervista del portale francese a Capitan Lucarelli: “Il calcio italiano è un calcio malato”

Ascolta l’intervista di Eric Marinelli di So Foot a Capitan Lucarelli: “Il calcio italiano è un calcio malato”

clip_image001Eric Marinelli (da sofoot.com) – Estromesso dal calcio professionistico, in giugno, il Parma ripartirà dalla Serie D. Con una nuova società, un nome nuovo e un nuovo logo. Un lungo viaggio aspetta ormai, i Ducali che potranno contare su un sostegno popolare incredibile, per sognare di tornare nel «calcio che conta» come dice, il suo neo-presidente, il mitico allenatore degli anni 90 Nevio Scala. D’altronde non è l’unica personalità ad essere tornata, mentre tutti abbandonavano la nave, tranne il suo capitano: Alessandro Lucarelli

imageC’era una volta il calcio italiano. Il suo irresistibile fascino, le sue società storiche, ma anche le sue tragedie. Effettivamente l’affascinante storia del Calcio italiano è rovinata dai fallimenti di alcuni dei suoi rappresentanti più belli. La Fiorentina nel 2002, o il Napoli nel 2004, erano gli ultimi esempi di un sistema a volte molto inquietante. D’altronde, il Parma se l’era cavata dieci anni fa con il crac della Parmalat. Ma il dramma non poteva essere evitato due volte. Mentre si credeva che i Ducali sulle tracce dei loro anni d’oro, si fossero qualificati per l’Europa League nel 2014, la società è caduta nell’abisso, in meno di un anno. Colpa ad una situazione finanziaria almeno altrettanto matta degli acquirenti – per non dire truffatori – che sono passati uno dietro l’altro, la scorsa stagione. Risultato: il 22 giugno, il Parma FC è fallito ufficialmente dopo la fine dell’esercizio provvisorio. Da allora, come una fenice dalle ceneri, i Parmigiani si sono dati una nuova vita, con la fondazione del Parma Calcio 1913. Un progetto ambizioso che ripartirà dalla Serie D, col sostegno di certe leggende del vecchio Parma.

Un modello economico alla tedesca.

Questa volta sarà impossibile ripetere gli errori del passato. Il nuovo Parma è stato fondato con un nuovo modello inedito in Italia, ispirato della Germania, dove un proprietario di un club non può avere più del 50%. Cosi sono state fondate due Srl. La prima “Nuovo Inizio Srl” è quella di imprenditori locali. La seconda «Parma Partecipazioni Calcistiche Srl», fondata sull’azionariato diffuso, e alla quale hanno al momento aderito circa 200 privati cittadini e tifosi – si punta ad arrivare a mille fino al 30 ottobre. Con l’obiettivo di ridurre in modo drastico i rischi di fallimento.

Un occhio al organigramma basta a capire il serio del progetto. Vecchie leggende della società, che hanno vinto la Coppa delle Coppe 93 e la Coppa UEFA 95, sonno tornati a casa. Il mitico Nevio Scala, allenatore della società dal 89 a 96, è stato nominato presidente, e Marco Ferrari, vice. Dalla parte tecnica, è anche l’ora di ritrovarsi coi ritorni di Gigi Apolloni (allenatore), Lorenzo Minotti (Responsabile Area Tecnica), Andrea Galassi (Direttore Sportivo), Fausto Pizzi (Responsabile Settore Giovanile) o anche Simone Barone, Stefano Morrone e Cornelio Donati, allenatori rispettivi dell’equivalente della Primavera per i squadre dilettanti (Juniores Nazionali), dei Allievi e dei Giovanissimi Regionali. Una bella riunione di famiglia.

Record di abbonamenti e massima trasparenza

Peraltro, il leitmotiv è girato verso i valori umani, con un messaggio forte da parte di Nevio Scala: «Il nostro sarà un calcio biologico. [… ] I vetri delle nostre finestre saranno sempre puliti. […] Saremo forti in qualsiasi direzione perché non siamo entrati in contatto con il marciume che sta vivendo oggi il calcio». L’aria fresca soffia già, e ha conquistata la citta. Lo conferma il record di abbonamenti, della serie D, della Robur Siena (con 3.774 tessere), che è stato demolito. In effetti più di 8.000 persone hanno già sottoscritto un abbonamento per la prossima stagione. Un numero incredibile in confronto ai 9235 tessere della scorsa stagione, sebbene le tariffe vantaggiose (25 € l’abbonamento in Curva) abbiano aiutato. Quindi l’atmosfera promette di essere calda allo stadio Tardini, anche se i Distinti e la Tribuna Centrale Est, non saranno aperti al pubblico.
Del resto, lo stadio sarà una delle ultime orme del passato, con il Centro Sportivo di Collecchio, per il quale la società ha ottenuto l’utilizzo fino al 30 giugno 2017, con un diritto di prelazione sull’acquisto della struttura per tutta la durata del contratto. Insomma una versione immobiliare del prestito con diritto di riscatto. Il Parma ne avrà bisogno per affrontare serenamente il suo lungo cammino. E nella squadra, è rimasto solo un sopravvissuto…

Un capitano e una giovane guardia

… e ovviamente, è Alessandro Lucarelli, capitano coraggio, sempre fedele al posto. Come annunciato da mesi, il difensore italiano è rimasto, e sarà qui per guidare una squadra totalmente nuova. Ma il Parma sarà comunque il grande favorito del suo gruppo. In effetti, molti giocatori hanno spinto alla porta. Quindi, la ripresa, la settimana scorsa, si è trasformata in un grande concorso di selezione. Per la prossima stagione devono essere schierati un giocatore nato dall’ 1.1.1995, due dall’.1.1996 e uno dall’1.1.1997. Siamo lontani dalle 38 candeline del capitano Lucarelli. Ma comunque, non importa, perché come recita una storica striscione dei tifosi ducali, «ci basterà vedere la maglia per cantare ancore». La storia sta per partire. Eric Marinelli (da sofoot.com)

Stadio Tardini

Stadio Tardini

2 pensieri riguardo “SOFOOT.COM: “IL PARMA E’ MORTO, VIVA IL PARMA!” – Intervista del portale francese a Capitan Lucarelli: “Il calcio italiano è un calcio malato”

  • 18 Agosto 2015 in 01:15
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    Siamo più famosi ora che con Tanzi 😀

  • 18 Agosto 2015 in 19:23
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    ho provato a scriverlo sul sito, ma a quanto pare 4-2 non fa 2 :p

    Senza offesa, ma il parma di progetto tedesco non ha nulla. In germania, la quota di maggioranza spetta ai tifosi. Qui invece la maggioranza spetta agli imprenditori. Inoltre in germania i tifosi fanno parte di un azionariato popolare, mentre il parma è una partecipazione popolare (due cose completamente distinte), in germania c’è l’obbligo di investire sui giovani, su questo bisogna aspettare.

    Dire che il parma si rifà su un modello tedesco è come dire che ghirardi è un bravo ragazzo.

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