IL COLUMNIST / BENTORNATO CALCIO GIOCATO

(Luca Russo) – Adesso sì, possiamo dirlo, anzi urlarlo a gran voce: bentornato calcio giocato! Dopo un anno di partite condizionate da vicende extracalcistiche, domenica prossima il Parma, la città che rappresenta e il corposo seguito di tifosi che anche in D lo seguiranno con immutata passione e ferrea fedeltà, ritorneranno a godersi un incontro di pallone senza doversi preoccupare di holding più o meno misteriose, bonifici in arrivo, riunioni coi vertici federali, incontri col sindacato dei calciatori e abbattimento del debito sportivo. Si ricomincia da Arzignano, città del vicentino di 25mila anime il cui sindaco ieri ai taccuini di inarzignanonews.it si è detto “emozionato di ospitare una squadra blasonata come il Parma”. Belle parole, quelle del primo cittadino del comune attraversato dal torrente Chiampo. E che confermano una sensazione ormai diffusa in ogni anfratto del raggruppamento D della quarta serie calcistica italiana: il Parma sarà la squadra da battere, quella che riempirà ciascuno degli impianti in cui si esibirà. Nulla da eccepire in tal senso, per carità. Anzi fa piacere rendersi conto che, malgrado tutto quanto ci è occorso negli ultimi mesi e anche una decina e poco più di anni fa, gli altri vedano in noi ancora il club che seppe imporsi a livello nazionale ed internazionale dopo una vita trascorsa in provincia. Ma che questa percezione sia un’esclusiva di chi poi dovrà affrontarci. E non pure nostra. Guai a sottovalutare o peggio ancora ad ignorare le insidie di un campionato tradizionalmente tosto e ingannevole come quello di quarta serie. Guai a sentirsi imbattibili o vincitori già ai nastri di partenza. Guai a immaginare di essere qualcuno o valere qualcosa prima di dimostrarlo sul campo e farlo vedere alle nostre rivali. Guai a pensare di essere lo squadrone che avrà vita facile in ogni stadio e contro qualunque avversario. E’ chiaro che per storia, blasone e popolarità noi saremo il Real Madrid o il Barcellona della serie D che inizierà tra due giorni. Però lasciamo che siano gli altri a pensarlo. Non noi. Lasciamo che siano gli altri a credere che a partire da domenica prossima l’unico nemico del Parma sarà il Parma stesso. Avversarie rispettose restano pur sempre più auspicabili di avversarie dispettose o eccessivamente intraprendenti, se non altro perché quando ci avranno di fronte, per il troppo timore di dover fare i conti con noi, baderanno prima a non prenderle e poi forse a suonarcele, con la conseguenza, direi inevitabile e figlia di una delle tante leggi non scritte del calcio, che finiranno per prenderle comunque. Insomma, sarà anche un paradosso, ma in questo momento se c’è una formazione alla quale conviene ignorare il passato del Parma e far finta che il Parma non è il Parma, è il Parma stesso. Dice bene Baraye: “Il Parma non è una squadra di D, ma noi dobbiamo avere umiltà e dimostrarlo sul campo”. Ecco, appunto, teniamo bene a mente la lezione del senegalese. E lasciamo parlare il rettangolo di gioco. Luca Russo

9 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / BENTORNATO CALCIO GIOCATO

  • 4 Settembre 2015 in 20:03
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    Direttore già venduti 450 biglietti .. Straordinario

  • 4 Settembre 2015 in 20:17
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    direttore na gli altri sponsor?

  • 5 Settembre 2015 in 00:42
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    Che la risalita abbia inizio. Forza Parma!

  • 5 Settembre 2015 in 07:17
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    finalmente solo campo e forza parma

  • 5 Settembre 2015 in 09:57
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    Direttore ma Melli commenterà tutte le partite del Parma o solo domani?

    • 5 Settembre 2015 in 10:06
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      Intanto partiamo con domani. Poi su vedrà. Penso e spero che possa esser lui con continuità, ma, visto che è ancora in fase di prova con la satellitare, una certezza non c’è.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 5 Settembre 2015 in 11:52
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        Anche se io di norma preferirei che la seconda voce fosse un giornalista. Così come accade a Radio Rai in occasione della radiocronaca diretta dei big match di Serie A. Trovo infatti che questa soluzione, doppia voce giornalistica, dia vita a racconti più puntuali, lineari e talvolta anche meno faziosi di quelli che fanno gli ex calciatori/allenatori. Ma parlo della radio, eh, perché a livello televisivo ci son giornalisti che, quanto ad obiettività, son peggio di certi tifosi.

  • 5 Settembre 2015 in 11:15
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    direttore c e molta gente per acquistare il biglietto?

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